il posto delle parole

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  • Luisa Mattia "Racconti d'estate"
    Luisa Mattia
    "Racconti d'estate"
    illustrazioni di Lorenzo Terranera
    Edizioni Lapis
    http://www.edizionilapis.it/it/operatori.html


    Dieci volte estate per dieci racconti che invitano a una passeggiata emozionante attraverso epoche diverse. Storie d'amore, sogni e scoperte nel contesto di periodi significativi del Novecento, dai primi anni del secolo allo sgomento della caduta per le Torri Gemelle. I protagonisti sono adolescenti che vivono una realtà che li incalza. Ma anche quando si sente l'eco della guerra in arrivo, o incombe il rischio di una nuova difficoltà, l'amore non si spegne e la preziosa fragilità dei sentimenti illumina le loro vite. 10 storie, 10 protagonisti, 10 epoche. Un filo conduttore: Il costume da bagno. Luisa Mattia racconta dieci vacanze secondo una successione di periodi estivi che hanno preceduto o seguito momenti significativi del Novecento. Per ogni vacanza narrata, un diverso protagonista alle prese con sogni e scoperte che rappresentano il momento storico in cui la narrazione è ambientata. Il tema comune è l'estate, che diventa però il pretesto per parlare d'amore, di sentimenti e di modi di manifestarli che nel corso del tempo sono cambiati nella forma, ma hanno mantenuto la connotazione di scoperta di sé che attraversa ogni epoca e supera ogni cronologia. Età di lettura: da 9 anni.



    Luisa Mattia, romana, è autrice di numerosi romanzi e coordina un progetto di scrittura per la scuola. E' autrice, insieme ad altri cinque "soci di penna", di Melevisione, trasmissione per bambini di RAI TRE. Scrive una serie di gialli per ragazzi, I misteri di Teo, che continua ad avere notevole successo tra i giovani lettori.
    Dal 2003 scrive i testi per la trasmissione “il giornale del Fantabosco” (RAI TRE) ed è autrice, dal 2004, di MELEVISIONE (RAI TRE).
    E’ autrice di testi teatrali per ragazzi e di numerosi romanzi che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il PREMIO PIPPI 2006, dedicato a Astrid Lindgren, vinto con il romanzo LA SCELTA (Sinnos Editrice)
    Ha ricevuto il PREMIO ANDERSEN 2008 MIGLIOR SCRITTORE con la motivazione
    Per i felici esiti del complesso della sua opera narrativa, capace di affrontare differenti temi e generi della letteratura per ragazzi, sempre sostenuta da passione civile, sia quando narra l'oggi sia quando si misura con la storia.
    http://www.luisamattia.com/



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    21 min
  • Livia Franchini "Gusci"
    Livia Franchini
    "Gusci"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Ruth ha trent’anni, lavora come infermiera in una casa di riposo ed è appena stata lasciata dal suo compagno. L’unica cosa che le rimane dei loro dieci anni insieme è la lista della spesa che aveva compilato con lui per la settimana a venire.

    Ed è a partire da quella lista che Ruth racconta la sua storia e ripercorre la relazione con Neil fin dal loro primo incontro. Ogni ingrediente è un salto nel tempo, ma anche un cambio di prospettiva e di registro narrativo. Lo zucchero, quindi, ci trasporta al momento in cui Neil ha visto Ruth per la prima volta attraverso la vetrina di un’agenzia di viaggi, la pizza è il diario scritto da un’amica di Ruth durante una vacanza che hanno trascorso insieme a Roma, il deodorante ci porta ancora più indietro, ai tempi del liceo, a sbirciare le chat tra le sue compagne di scuola, mentre gli spaghetti sono un’eloquente incursione nella casella di posta elettronica di Neil.

    Tra uova, mele, olive e balsamo, Ruth scopre che sono molti anni che modella la propria identità in base alle aspettative e ai desideri delle persone che la circondano: il suo fidanzato, ma anche i pazienti della casa di riposo, le colleghe, la sua famiglia. Ora ha bisogno di capire chi è senza Neil, deve imparare a camminare da sola.

    Attraverso una voce fresca, tagliente, e un impianto narrativo originale e ipercontemporaneo, Livia Franchini ci spiazza continuamente decostruendo un genere dall’interno, disattendendo uno per uno tutti i cliché e i canoni del romanzo d’amore. Gusci è un oggetto intimo, eccentrico, imprevedibile, che esplora la complessa posizione di una giovane donna non convenzionale nella nostra società, sollevando al contempo domande enormi sull’amore, la perdita e l’identità.


    Livia Franchini (Pisa, 1987) è scrittrice e traduttrice, in italiano e in inglese. È autrice di una raccolta di poesie, Our Available Magic (Makina Books, 2019) e ha tradotto, tra gli altri, Michael Donaghy, Sam Riviere e James Tiptree Jr. È la coordinatrice del prestigioso Goldsmiths Prize e uno dei membri fondatori di FILL (Festival of Italian Literature in London). Gusci, che nasce in lingua inglese, è il suo primo romanzo ed è stato pubblicato in Gran Bretagna nel 2019 per Doubleday con il titolo Shelf Life. Da quasi quindici anni vive a Londra, dove insegna scrittura creativa in ambito accademico.


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    32 min
  • Salvo Noè "Accendi l'entusiasmo!"
    Salvo Noè
    "Accendi l'entusiasmo!"
    Le 13 mosse per ottenere la vita che vuoi
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    L’entusiasmo è una forza che abita dentro ognuno di noi, ma non tutti sappiamo di possederlo. È qualcosa di sacro, una “sostanza” preziosa che ci motiva, che ci aiuta ad affrontare meglio gli ostacoli che si presentano lungo il nostro cammino, rendendoci più positivi, più potenti e più determinati nel raggiungere i nostri obiettivi. In altre parole, più felici.

    La buona notizia è che l’entusiasmo non è un dono del cielo, ma può essere coltivato consapevolmente fino a diventare una prassi quotidiana. Basta sapere come fare.

    In questo libro, frutto di anni di ricerche e di lavoro sul campo, lo psicologo e psicoterapeuta Salvo Noè propone 13 stratagemmi per alimentare l’entusiasmo e ottenere il massimo in ogni ambito della nostra vita: in famiglia, sul lavoro, a scuola.

    Seguendo i suoi consigli e mettendo in pratica gli esercizi proposti, impareremo a spazzare via vecchi schemi e inutili zavorre per assumere un atteggiamento mentale positivo. Capiremo come smettere di lamentarci per cominciare a porci le giuste domande e fare chiarezza intorno ai nostri valori, ai nostri sogni, alle nostre aspirazioni.

    Un manuale pratico, indispensabile a chiunque voglia migliorare la propria vita e ritrovare la gioia di vivere.

    “L’entusiasmo vive dentro di noi e nel modo in cui facciamo le cose. Possiamo vivere la nostra quotidianità in maniera monotona, senza passione, secondo abitudini limitanti e noiose. Oppure riprometterci di vivere ogni giorno come se fosse il primo, mettendoci tutta la nostra curiosità e la nostra passione per ottenere la vita che vogliamo.”




    Salvo Noè è psicologo, psicoterapeuta, mediatore familiare. Esperto in processi formativi, insegna Psicologia sociale e della comunicazione presso enti pubblici e privati. È specializzato in disturbi d'ansia e depressivi. È attualmente uno dei formatori più apprezzati a livello nazionale. Il suo motto è: confrontarsi per crescere! È autore per le edizioni San Paolo dei volumi di successo Vietato lamentarsi e Prima di giudicare pensa!, tradotti in varie lingue, che hanno avuto il privilegio di ricevere la prefazione di papa Francesco.



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    26 min
  • Salvo Bilardello "Il violino della salvezza"
    Salvo Bilardello
    "Il violino della salvezza"
    libro/mania
    https://www.deaplanetalibri.it/


    Vincitore del premio Fai Viaggiare la tua Storia 2020

    A ottobre Trieste sembra un dipinto. Dal porto si stende una tela blu e all’orizzonte luccicano come argento le vele della Barcolana gonfiate dal vento. Anche il commissario Renzo De Stefano, da poco trasferitosi a Trieste da Aquileia per raggiungere la sua compagna, cerca di godersi l’atmosfera di festa che la famosa regata porta in città, quando arriva la notizia che la 47° edizione della gara è stata macchiata da un duplice delitto: a bordo di un’imbarcazione sono stati ritrovati due corpi, uno dei quali marchiato a sangue con le lettere NN. De Stefano analizza scrupolosamente l’insolita scena del delitto e inizia subito a indagare, ma gli omicidi non sono finiti, si susseguono uno dopo l’altro in diversi luoghi della città. Il marchio NN sembra essere la firma di una mente spietata e con un piano molto preciso. Cos’altro accomuna le vittime di queste terrificanti esecuzioni? Tra false piste e la pressione di un’opinione pubblica sempre più spaventata, De Stefano e i suoi uomini iniziano una corsa contro il tempo per fermare una scia di sangue che sembra inarrestabile e si intreccia alla dolorosa storia della città.



    Salvo Bilardello vive tra Trieste e Marsala, è un chimico prestato alla scrittura e oggi si occupa di consulenze. Autore di diversi articoli di divulgazione scientifica, è un amante di gialli e thriller e un grande appassionato di Simenon, Mankell, Dexter.


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    16 min
  • Sergio Ariotti "Festival delle Colline Torinesi"
    Sergio Ariotti
    "Festival delle Colline Torinesi"
    http://www.festivaldellecolline.it/


    La venticinquesima edizione del Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea avrebbe dovuto svolgersi, come di consueto, a giugno 2020 ma l’imprevedibile pandemia lo ha impedito. Il festival, però, non si è fermato. Anzi, ha trovato lo slancio per reinventarsi e moltiplicarsi nell’offerta. Una mostra e alcuni incontri sul web da aprile a dicembre 11 spettacoli dal vivo da agosto alla primavera 2021, di cui 4 prime e 3 spettacoli internazionali. Questi gli ingredienti di un festival che, eccezionalmente, si svolgerà secondo una formula estesa, in parallelo alla stagione della Fondazione Teatro Piemonte Europa, con la quale si intreccerà, dando vita a un’offerta culturale unica e straordinariamente ricca.
    Un Festival con un cartellone di 11 titoli che rappresenta un tangibile sforzo di programmazione anche in relazione alle vigenti regole sanitarie che consentono, attualmente, una ridotta presenza di pubblico nei teatri.
    «Un atto di coraggio del quale il Festival delle Colline Torinesi non può che ringraziare la Fondazione TPE» – commentano i direttori Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla «Non è un caso che lo slogan del Festival 25 sia una citazione del grande analista James Hillman: Assumiamoci il rischio dell’immaginazione. Molto si è discusso dopo il lockdown se i teatri dovessero o non dovessero riaprire a scartamento ridotto, noi crediamo di si e che anche una fase di transizione sia un segnale importante».
    Il festival diffuso recupera alcuni spettacoli del programma di giugno 2020. Altri, invece, saranno presentati nel cartellone della 26° edizione a giugno 2021: dunque un festival che sarà in parte il completamento di questa edizione e in parte offrirà nuovi progetti secondo la tradizionale formula. Questo doppio impegno ravvicinato il Festival delle Colline Torinesi lo deve al suo pubblico e agli artisti che in questi mesi hanno dovuto rinunciare improvvisamente al proprio lavoro mancando prove e debutti.

    La formula di armonizzazione fra le date del festival e le date della stagione Tpe permette di raggiungere un obiettivo a lungo inseguito: lo sviluppo di un progetto di valorizzazione della nuova scena teatrale e della drammaturgia contemporanea basato sulla complementarità delle rispettive politiche artistico-culturali.
    Il festival, esteso e diffuso, ha anche lo scopo di festeggiare, pur non dimenticando il momento difficile, un quarto di secolo di programmazione: il Festival delle Colline Torinesi cominciò infatti a luglio 1996, quando Galatea Ranzi portò in scena a Villa Bria di Gassino Torinese lo spettacolo «Dall’immagine tesa», su testi poetici di Clemente Rebora.
    La presenza nel cartellone di alcuni artisti che, negli anni, hanno caratterizzato tangibilmente il Festival con le loro creazioni, concorrendo a definirne l‘identità vuol essere un omaggio alla storia della manifestazione: Romeo Castellucci e la Socìetas, i Motus, Valter Malosti, Deflorian/Tagliarini e Licia Lanera, (gli ultimi tre anche coprodotti).
    Accanto a loro: Danio Manfredini, maestro della scena lungamente corteggiato, o artisti più giovani come Alessandro Bandini e Riccardo Favaro, vincitori del Premio Scenario 2019 e Margherita Mauro e Michele Rho.
    Il Festival 25 può anche contare su un segmento internazionale di rilievo di cui fa parte l’ungherese Kornél Mundruczó con il suo gruppo Proton Theatre e la Needcompany di Jan Lawers: una compagnia di spicco di Bruxelles, molto apprezzata per la contaminazione dei linguaggi che da anni propone. La Needcompany che avrebbe dovuto inaugurare il programma di giugno 2020, ha confermato la propria presenza nel nuovo programma contribuendo a sancire lo sguardo europeo e internazionale del festival.
    «Sarebbe miope pensare che il post-pandemia della cultura...
    25 min
  • Alessandro Bollo "Polo del '900"
    Alessandro Bollo
    Direttore della Fondazione Polo del '900
    https://www.polodel900.it/





    In virtù dei princìpi di trasparenza e informazione, il Polo del ‘900 ha deciso di raccontare tramite il bilancio sociale il valore prodotto e le innumerevoli azioni culturali messe in campo, in collaborazione con gli Enti partecipanti.

    Il documento ha lo scopo di informare e comunicare agli stakeholder i principali interventi adottati e i risultati conseguiti in riferimento agli obiettivi strategici.

    Vuole, inoltre, essere un’occasione di confronto e partecipazione alla vita del centro culturale, un’opportunità di riflessione collettiva per l’individuazione di aree di miglioramento e sviluppo futuro.

    Con Al centro dell’innovazione culturale. Il Bilancio Sociale del Polo del ‘900 (2017-2019), che restituisce il primo triennio di vita dell’istituzione, il Polo del ‘900 si propone di avviare un percorso pluriennale di condivisione, approfondimento, dibattito e formazione sul tema della rendicontazione sociale in ambito culturale.



    La redazione del bilancio sociale rappresenta il momento chiave in cui un’organizzazione culturale può dare di conto, a una pluralità di interlocutori e destinatari, dei risultati ottenuti, della bontà degli investimenti fatti, del grado di perseguimento degli obiettivi prefissati. In realtà rappresenta la punta dell’iceberg di un processo che inizia molto prima e che dovrebbe informare dell’intero modo di agire e di lavorare delle istituzioni culturali. La rendicontazione sociale è o dovrebbe essere, innanzitutto, una postura organizzativa, una sensibilità diffusa ai vari livelli di governo e di gestione dell’ente che si traduce in consapevolezza dell’importanza di dovere misurare, descrivere, comunicare e valutare i processi, i progetti e gli investimenti che vengono realizzati. In questa specifica fase storica, la rendicontazione dovrebbe assolvere, inoltre, a un altro compito: testimoniare in modo serio e rigoroso dell’effettiva capacità dell’azione culturale di generare valore di natura culturale, sociale, educativa, civica, relazionale, esperienziale ed economica. Testimoniare, cioè, dell’estensione, della profondità e della multidimensionalità del valore che l’agire culturale è in grado di produrre a favore di collettività e territori. Il bilancio sociale del Polo del ’900 assume un valore descrittivo particolarmente importante perché mette a fuoco le fasi di nascita e di avvio; un periodo caratterizzato dall’apertura alla cittadinanza del centro, dal completamento dei lavori infrastrutturali, dalla sperimentazione di modelli inediti di collaborazione, integrazione e co-progettazione da parte degli Enti partner che abitano e che contribuiscono a definire il senso e l’agire di questo nuovo spazio culturale.
    Un triennio che ha visto anche il formarsi e consolidarsi di un gruppo di lavoro giovane che ha affrontato con passione, competenza e voglia di mettersi in gioco le tante sfide che il Polo ha dovuto fronteggiare. Elementi, questi, per cui non esistono indicatori diretti e specifici,
    ma che si possono leggere tra le pieghe del percorso intrapreso, dei progetti realizzati e dei risultati ottenuti.
    Alessandro Bollo



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    14 min
  • Alice Basso "Il morso della vipera"
    Alice Basso
    "Il morso della vipera"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    «Ogni mattina Anita si accomoda alla Olivetti e digita digita digita. Le storie che deve trascrivere sono belle. Anita coi personaggi entra subito in confidenza. Tempo due racconti e le sembra di conoscerli da una vita. In ogni storia il protagonista di turno si ritrova in un agguato, in una sparatoria, in una rissa. E Anita ormai lo sa che il personaggio ne uscirà intero, o perlomeno con buone prospettive di ripresa, perché sono racconti seriali, giusto? Mica lo fai crepare, il protagonista che deve tornare ancora e ancora, ci arriverebbe anche un cretino; eppure a ogni lama di coltello che balugina nel buio di un vicolo, a ogni sguardo nero dell’occhio cavo della canna di una pistola, a ogni sagoma minacciosa che si staglia contro la porta di una bisca, Anita trasale e digita più in fretta per vedere come andrà a finire.»


    Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa.
    Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.Tutto quello che passa dalla penna di Alice Basso risplende di unicità e stile. Dopo aver creato Vani Sarca, uno dei personaggi più amati degli ultimi anni dai lettori e dalla stampa, l’autrice torna con una nuova protagonista indimenticabile: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Nicola Campogrande "Mi.To. Settembre Musica 2020"
    Nicola Campogrande
    direttore artistico
    "MITO Settembre Musica"
    http://www.mitosettembremusica.it/it



    Fra sacro e profano, il tema della quattordicesima edizione declinato in oltre 80 concerti nelle sale torinesi e milanesi

    Un festival “tutto italiano” che si apre con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Daniele Rustioni, insieme alla violinista Francesca Dego, e si chiude con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Sesto Quatrini, con il pianista Giuseppe Albanese

    Tra gli altri ospiti, i direttori d'orchestra Ottavio Dantone, Michele Mariotti e Alessandro Cadario;
    i violoncellisti Mario Brunello, Enrico Dindo e Giovanni Sollima;
    i pianisti Andrea Lucchesini, Benedetto Lupo, Emanuele Arciuli, Filippo Gamba, Davide Cabassi, Filippo Gorini, Bruno Canino e Antonio Ballista

    5 prime esecuzioni assolute, tra cui una nuova commissione del festival

    Per la prima volta Radio3 trasmette tutti i concerti serali in diretta o differita

    Torino – Milano, dal 4 al 19 settembre



    «Ci eravamo abituati a salutare il ritorno di MITO SettembreMusica come segno della ripresa delle attività musicali di Torino e Milano al termine dell'estate – dicono i Sindaci di Torino e Milano Chiara Appendino e Giuseppe Sala – . Un modo tutto particolare per riempire di suoni e di idee la vita delle due città, che da tempo condividono quest'avventura. Nel 2020 che stiamo vivendo, la ripresa di MITO prende un significato ancora più forte: fare di nuovo musica per tornare a vivere, superando le difficoltà. MITO ha scelto di resistere e di esistere, trasformando i vincoli in sfide, sapendo di essere un festival fortemente simbolico per la qualità della proposta artistica e per la sua storia popolare, seguito e amato dagli abitanti e dai frequentatori delle due città, oltre che parte dell’immagine internazionale di Torino e di Milano».

    S'intitola “Spiriti” la quattordicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si svolgerà a Torino e a Milano dal 4 al 19 settembre 2020 in una versione rimodulata e ripensata “in corsa” a seguito delle nuove regole dettate dalla pandemia, che conserva, però, la sua fisionomia e l'identità ormai consolidata. Gli oltre 80 concerti eseguiti nelle due città dureranno un’ora, si terranno al chiuso senza intervallo nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, e avranno tra le sedi di riferimento il Teatro Regio e il Conservatorio a Torino e il Teatro Dal Verme a Milano. Nel capoluogo piemontese i principali concerti serali saranno replicati e proposti sia alle 20.00 sia alle 22.30, per consentire un più ampio accesso di pubblico; mentre in quello lombardo, dove la possibilità di afflusso del pubblico è maggiore in seguito all'ordinanza della Regione, manterranno l'orario unico delle 21.00. Gli appuntamenti pomeridiani si terranno alle 16.00 a Torino e alle 16.30 a Milano, mentre i concerti serali nel territorio metropolitano inizieranno alle 21 in entrambe le città. I prezzi dei biglietti quest'anno saranno ancora più contenuti e accessibili: quelli per i concerti serali costano 10 euro (ma chi è nato dal 2006 in poi paga solo 5 euro), quelli per i concerti pomeridiani e per i bambini 5 euro, mentre quelli per i concerti serali diffusi nel territorio metropolitano 3 euro.

    Gli appuntamenti presenteranno programmi originali costruiti appositamente attorno al nuovo tema: uno sforzo creativo effettuato anche sulla base della quantità di musicisti che possono esibirsi insieme sul palcoscenico rispettando i protocolli sanitari. Saranno programmi ricchi di musica sacra e di pagine riferibili a una dimensione spirituale dell’esistere. Tra le ulteriori novità principali di questa edizione, la presenza di interpreti tutti italiani, con un occhio di riguardo per le forze che sono espressione dei...
    24 min
  • Romano De Marco "Il cacciatore di anime"
    Romano De Marco
    "Il cacciatore di anime"
    Piemme Edizioni
    https://www.edizpiemme.it/


    Romano De Marco ci porta per mano nel buio più profondo delle nostre anime, e forgia una gabbia che non lascia scampo al lettore in un nuovo thriller teso e agghiacciante.

    Angelo Crespi è uno dei maggiori esperti italiani di serial killer. Ne ha catturati tre, grazie alla capacità di entrare nelle loro menti e anticiparne le azioni criminali. La sua è stata una carriera straordinaria, fino a quel giorno maledetto. Il giorno in cui ha dovuto pagare un prezzo troppo alto per chiunque. Quando il dolore è impossibile da sopportare, l'unica alternativa al suicidio è scomparire dalla faccia della terra. Addio al lavoro, ai legami, persino alla propria identità. Con un nuovo nome, da oltre vent'anni, Crespi vive un'esistenza diversa, cercando di venire a patti con i fantasmi del passato. Ha trovato rifugio in un paese defilato, avvolto nella placida atmosfera delle colline toscane, in provincia di Pisa. Peccioli sembra la meta ideale per il suo buen retiro, fino a quando anche in quel luogo ameno qualcuno inizia a uccidere. Delitti rituali, spietati, legati al patrimonio artistico cittadino. L'uomo chiamato a indagare è il capitano Mauro Rambaldi del reparto operativo dei Carabinieri. Un uomo d'azione, pragmatico, un investigatore di talento. Ma quando la sua indagine si rivela più complessa del previsto, Rambaldi non può fare a meno di chiedere a Crespi di gettarsi ancora una volta nella mischia per aiutarlo a catturare l'assassino. Per il cacciatore di anime, dunque, si profila una nuova sfida… e stavolta potrebbe essere l'ultima.


    Romano De Marco
    Classe 1965, è responsabile della sicurezza di uno dei maggiori gruppi bancari italiani. Esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo 2012). Con Fanucci pubblica nel 2013 A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò e Città di polvere (gli ultimi due finalisti al Premio Scerbanenco-La Stampa nel 2014 e nel 2015). I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui "Linus" e il "Corriere della sera", e i periodici del Giallo Mondadori. Vive tra l'Abruzzo, Modena e Milano.
    Per Piemme ha pubblicato L'uomo di casa (2017) e Se la notte ti cerca (2018)




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    https://ilpostodelleparole.it/
    19 min
  • Roberto Campagna "Le storie non volano"
    Roberto Campagna
    "Le storie non volano"
    Edizioni Croce
    https://www.edizionicroce.it/


    In questo libro, così riconoscibile nello stile, Roberto Campagna va oltre ciò a cui ha abituato i suoi lettori e lentamente, quasi senza rendersene conto, si viene spinti dentro i colori più cupi dell’animo umano, in un continuo oscillare tra basso e alto, aridità dello spirito e poetica della vita. Le storie non volano è nella sostanza un romanzo esistenzialista, nel quale non è prevista redenzione per coloro che ne popolano le pagine. Le vite dei personaggi principali sembrano marchiate da un fato ineluttabile, pronto a stroncare sul nascere ogni velleità di riscatto o di fuga. I quattro amici seguiranno il destino che per loro è stato tracciato, vittime di una tragica catena di cause ed effetti, iniziata prima della loro nascita. Ognuno ha lo stigma del perdente e tali li si considererebbe, se l’autore, attraverso emozionanti flashback, non ce li mostrasse in tutta la loro purezza di angeli caduti.
    In Le storie non volano, per la prima volta, le parole, le frasi, le volute ripetizioni, che Roberto Campagna solitamente utilizza nei suoi scritti per costringere il lettore sul sentiero da lui mirabilmente tracciato, si trasformano in messaggio metalinguistico che travalica la nostra razionalità.
    (Dalla prefazione di Maurizio Valtieri)



    Roberto Campagna, sociologo e giornalista, di mestiere fa il comunicatore. Direttore della rivista ‘Noi/Altri’, collabora con il quotidiano ‘Latina Oggi’. Tra i suoi libri: Il Palato della Memoria, Alle Fontane. Storie di panni di paese, E così fu, A Via Fontana dell’Oro, 101 filastrocche in fila per 1, Il Sapore della Palude e A Tavola nella Terra del Mito. Suoi racconti compaiono nelle antologie Buon Anno e Felice Anno Nuovo, Sorridi Siamo a Roma e Del Sacro e Del Profano.

    Per ascoltare la conversazione sul libro "185 Aforismi", ecco il link:
    https://ilpostodelleparole.it/roberto-campagna/roberto-campagna-meglio-povero-poveraccio/


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