il posto delle parole

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  • Michele Freppaz "L'adieu des glaciers"
    Michele Freppaz
    "L'adieu des glaciers"
    Forte di Bard
    https://www.fortedibard.it/


    Un affascinante viaggio alla scoperta dei ghiacciai di alcune delle cime più note delle Alpi e dei cambiamenti in atto sotto il profilo climatico. Ma non solo. Una mostra che unisce fotografia, ricerca scientifica e arte, in un dialogo iconografico carico di suggestioni tra passato e presente. Tutto questo è L’Adieu des glaciers, un progetto quadriennale promosso dal Forte di Bard che, nel 2020, parte dai ghiacciai italiani del Monte Rosa.

    Gli aspetti fotografici della mostra, allestita nelle Cannoniere della fortezza, sono curati da Enrico Peyrot, fotografo e ricercatore storico-fotografico, mentre gli aspetti scientifici da Michele Freppaz, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. L’identità glaciale del Monte Rosa viene presentata attraverso un corpus di cento fotografie inedite che raffigurano ambienti naturali e antropizzati, contesti e sodalizi storico-culturali, imprese scientifiche. Il progetto si avvale di opere di autorevoli autori e selezionate fotografie realizzate nel corso degli ultimi 150 anni e offre l’opportunità di apprezzare la qualità materico-fotografica delle stampe sia storiche che contemporanee, frutto di specifiche procedure, strumentazioni e materiali messi in opera nelle alte valli che nascono dal Monte Rosa.

    L’apporto dei contenuti scientifici è stato condotto in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, la Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani, la Fondazione Montagna Sicura, l’Arpa Valle d’Aosta, l’Archivio Scientifico e Tecnologico Università Torino (Astut), il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari (Disafa) dell’Università di Torino, il Centro Interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare, il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino e con il professor Marco Giardino, segretario generale del Comitato Glaciologico Italiano e il professor Piergiorgio Montarolo, direttore dell’Istituto Scientifico Angelo Mosso. Si ringrazia per la collaborazione anche il Centro Addestramento Alpino.
    La mostra gode del Patrocinio di Mountain Partnership.


    Incontri al Forte di Bard
    Prendono il via gli appuntamenti di Estate al Forte di Bard 2020. Giovedì 6 agosto, alle ore 20.30, per la rassegna Forte di Bard Incontri, il noto filosofo e teologo Vito Mancuso presenterà, in dialogo con Davide Mancini, il suo nuovo volume, edito da Garzanti, La forza di essere migliori (ingresso 5 euro, incluso biglietto per la visita alla mostra PhotoAnsa 2019).
    Riscoprendo le nostre radici che affondano nella cultura classica e nella tradizione cristiana, Vito Mancuso accompagna i lettori in un viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali, e offre una nuova prospettiva di senso per le nostre vite in balìa dei tumultuosi venti dell’esistenza: «Perché solo colui che non cerca più di vincere e di prevalere, ma recupera il senso profondo dell’essere forte, saggio e temperante, può infine essere giusto, e fiorire in armonia con il mondo».

    Sabato 8 agosto, alle ore 20.30, dialogo tra il giornalista e scrittore Enrico Camanni, autore del volume Il grande libro del ghiaccio, e Michele Freppaz, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino (ingresso 5 euro, incluso biglietto per la visita alla mostra Il Monte Rosa: ricerca fotografica e scientifica).
    Il grande libro del ghiaccio si dipana tra la lotta millenaria dell’uomo con il gelo e il radicale rovesciamento dei valori tra Settecento e Novecento, con la scoperta romantica dei ghiacciai, la neve degli sciatori e l’invenzione del ghiaccio artificiale, cioè la sua produzione a scopo alimentare, industriale e medico. Fino alla crisi attuale, in cui l’uomo prende...
    16 min
  • Renato De Rosa "Osvaldo, l'algoritmo di Dio"
    Renato De Rosa
    "Osvaldo, l'algoritmo di Dio"
    https://carbonioeditore.it/


    Quando vedrò una macchina pensare come un essere umano? E cosa mi dirà?
    Domande che da sempre accompagnavano l’ordinata e razionale esistenza di Dario, giovane ricercatore toscano, esperto di intelligenza artificiale. Finché un giorno, per caso, il suo gruppo di ricerca si imbatte in un curioso sito, tidounconsiglio.com, che sembra capace non solo di fornire risposte a quesiti pratici, ma anche di distinguere tra giusto e sbagliato, tra bene e male. Impossibile per Dario e i suoi colleghi resistere alla tentazione di rivolgersi a ‘Osvaldo’, l’oscuro software onnisciente, per prendere qualsiasi decisione. Ma tra strane coincidenze e sospetti inquietanti, quello che è iniziato come un gioco si trasforma in un vero e proprio giallo…

    Un romanzo spumeggiante, costellato di personaggi memorabili – dal taciturno fisico tuttologo al borioso barone universitario, all’anziano viveur campione di bridge –, che con leggerezza e humour affronta uno dei temi più controversi nel rapporto tra l’uomo e la tecnologia: il libero arbitrio.

    “Una domanda stupida può stravolgerti la vita, ogni piccolo insignificante gesto può farlo:
    ti gratti il naso e il tuo destino cambia. Non puoi saperlo prima e spesso neppure dopo:
    chi può dire cosa sarebbe successo se quella domanda non l’avessi mai fatta?
    Questo, in fondo, è il grande dilemma della vita: di tutti i potenziali infiniti futuri,
    ne possiamo vedere solo uno.”


    Renato de Rosa è nato nel 1957 in provincia di Siena. Laureato in matematica, dirige una società di consulenza. Ha ideato e insegna Free Mind, una tecnica innovativa per potenziare l’attitudine a pensare con la propria testa. È creatore di giochi da tavolo commercializzati in Italia e all’estero, pratica gli scacchi e il bridge a livello agonistico ed è iscritto al Mensa, l’associazione delle persone con elevato QI. Scrittore umoristico e parodista, ha collaborato con i laboratori di Zelig come autore e attore. Ha scritto Il più grande calciatore del mondo (Limina Edizioni, 2006), La variante del pollo (Mursia, 2012), La variante del pollo international (Mursia, 2016).

    renatoderosa.weebly.com



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    https://ilpostodelleparole.it/
    31 min
  • Andrea Fazioli "Il commissario e la badante"
    Andrea Fazioli
    "Il commissario e la badante"
    Guanda Editore
    https://www.guanda.it/


    Nella Svizzera di oggi, multietnica e ormai raggiunta dai venti della crisi, si muove una strana coppia di investigatori. Sono l'ex commissario Giorgio Robbiani, della Polizia cantonale ticinese, e la sua badante, la tunisina Zaynab Ammar. Robbiani, in pensione e ancora addolorato per la scomparsa della moglie, spesso viene contattato per piccoli problemi, furti, sparizioni, litigi, visto il suo fiuto da poliziotto affinato dall'esperienza. Zaynab, giovane donna segnata dalla fatica e dalla solitudine dopo la morte del marito nel Centro per richiedenti asilo di Chiasso, con la sua vivace intelligenza si rivela un'ottima assistente per le micro-indagini del commissario. Non potrebbero essere più diversi: lui un anziano un po' disilluso, benestante e agnostico; lei una musulmana timorosa e piuttosto diffidente, anche se curiosa del nuovo. Eppure si completano a vicenda, anzi, sono la prova che solo la conoscenza reciproca consente uno sguardo adeguato sulla complessità del mondo. Mentre imparano a fidarsi l'uno dell'altra, il commissario e la badante risolvono i casi piccoli e grandi che si susseguono in questi ottantacinque racconti




    Andrea Fazioli, nato nel 1978, vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Guanda ha pubblicato L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di Narrativa, Premio Selezione Comisso), Come rapinare una banca svizzera (2009), La sparizione (2010, Premio Fenice Europa), Uno splendido inganno (2013), Il giudice e la rondine (2014), L’arte del ­fallimento (2016, Premio Fenice Europa) e Gli svizzeri muoiono felici (2018). I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Gestisce il blog andreafazioli.ch/blog



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    29 min
  • Daniele Trovato "Il paradiso per sottrazione"
    Daniele Trovato
    "Il paradiso per sottrazione"
    Alter Ego Edizioni
    http://www.alteregoedizioni.it/



    Marco Bezzi vive due vite. In una partecipa alla guerriglia urbana, da anarchico, fiero oppositore di un sistema inaccettabile che fagocita e risputa individui privati di dignità e umanità. Nell’altra, però, si muove nell’ambito professionale che contribuisce a mantenere vivo e pulsante il cuore del sistema tanto odiato, tra squali della finanza, un contesto aziendale alienante e diritti dei lavoratori ridotti ai minimi termini. Nel mezzo crescono dinamiche che costringono Marco a districarsi nel proprio dualismo: la convivenza con Monica, estranea alla sua area politica; le mutazioni di un quartiere che si affaccia con nuovi connotati alla modernità, come a voler cancellare la memoria di un passato remoto e inconfessabile.
    Il conflitto tra il protagonista, la società e i propri ideali plasma le vicende di un’esistenza vissuta alla giornata, nell’intento di affermare un concetto di giustizia lontano dalle distorsioni contemporanee.

    Daniele Trovato è nato nel 1976 e vive a Roma. Ha esordito nel 2011 con il romanzo Ali e Corazza per Autodafé Edizioni.
    Con lo stesso editore, nel 2014, ha partecipato al contest letterario “Racconti Mondiali”, vincendo il primo premio col racconto La scomparsa di Valseca. Tra il 2010 e il 2013 ha partecipato a laboratori di scrittura creativa, drammaturgia e reading letterari tenuti da Dario Fo, Franca Rame, Stefano Benni, Mario Pirovano e Sibilla Barbieri. Tra il 2012 e il 2016 i suoi testi per il teatro hanno ricevuto premi e menzioni in diverse rassegne di drammaturgia e sono stati portati sul palcoscenico a Roma. Nel marzo 2017 il romanzo breve Valpurga, tratto dalla sua raccolta Filosofavole (Edizioni Smasher, 2014), ha debuttato al Teatro Tor Bella Monaca. Nel 2019 ha cofondato il collettivo Guerriglia Radio, attualmente è redattore e speaker dell’omonimo podcast radiofonico.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Fabrizio Ardito "Le vie di Francesco"
    Fabrizio Ardito
    "Le vie di Francesco"
    Un cammino di spirito e natura tra Firenze, Assisi e Roma
    Ediciclo Editore
    https://www.ediciclo.it/



    «In fondo, nessun cammino è troppo (o troppo poco) impegnativo o lungo. L’impegno richiesto sta tutto nella nostra testa, nelle nostre gambe e nella serena letizia, come avrebbe detto Francesco, con la quale decidiamo di avviarci sulla strada».

    Fabrizio Ardito prepara lo zaino e si fa viandante ripercorrendo i passi e i luoghi di San Francesco; ne ricostruisce la figura di uomo e di santo con l’aiuto di molti personaggi laici e religiosi, e cammina ricercando la bellezza, il silenzio e la riflessione in mezzo a natura e monasteri. Le Vie di Francesco, dalla Toscana a Roma, danno vita a un percorso moderno che tocca i luoghi fondamentali dell’avventura francescana. Monasteri e chiese, borghi e solenni foreste, oliveti secolari e la imponente Valnerina sono le tappe di uno dei cammini europei di maggiore suggestione e successo. Circa 450 chilometri, 24 giorni di cammino complessivi, ci conducono attraverso le Foreste Casentinesi, la valle del Tevere, il Subasio, la cascata delle Marmore, la Valle Santa di Rieti e la Sabina fino alle porte della Città Eterna. E ci permettono di incontrare religiosi come il cardinale Matteo Zuppi, l’arcivescovo Paolo Giulietti e padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi; camminatori, volontari e hospitaleros che hanno dato vita alle Vie.


    Fabrizio Ardito
    Giornalista e fotografo romano, Fabrizio Ardito ha iniziato a percorrere i lunghi cammini d’Europa più di 15 anni fa, rimanendo affascinato dai luoghi, dall’atmosfera e dai compagni di viaggio. Per Ediciclo ha scritto Sul Monte Athos e Come sopravvivere al Cammino di Santiago,
    per Touring diverse guide e volumi illustrati sui Cammini di Santiago e sulle grandi vie storiche italiane.



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    28 min
  • Stefano Sgambati "I divoratori"
    Stefano Sgambati
    "I divoratori"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Non è una serata come le altre nel prestigioso Palazzo Senso, ristorante gourmet dell’Hotel Principe di Savoia di Milano. I piatti concepiti dallo chef Franco Ceravolo, monumento della gastronomia italiana, atterrano con grazia sui tavoli finemente apparecchiati, trasportando i clienti in un universo sensoriale stroboscopico impossibile da dimenticare. Ma nell’aria serpeggia una strana eccitazione e tutti gli occhi sono puntati verso il centro della sala, lì dove siede “una creatura di perfezione impossibile, ancestrale, l’uomo più bello che si sia mai visto”.

    È Daniel William King, stella assoluta di Hollywood, accompagnato dalla sua bellissima moglie: la coppia di attori più ammirata, invidiata e fotografata del momento, ville da copertina, premi internazionali, figli naturali e figli adottati, ricchezza, successo e due volti assicurati per cifre che basterebbero a pagare un Pollock da Sotheby’s: una grandiosa famiglia tradizionale.

    Condividere con loro il tempo e lo spazio di una cena non è un’opportunità o un colpo di fortuna, ma una responsabilità, un peso capace di cambiare le carte in tavola. A scoprirlo, loro malgrado, saranno Elena e Saverio – che stanno trascorrendo un avventato weekend insieme dopo essersi incontrati al funerale di una comune amica -, Giordano e Frida – uno stimato professore universitario e una sua lettrice di trent’anni più giovane – e un gruppo oscenamente rumoroso, seduto più in fondo, in disparte – la grottesca famiglia del maître, che grazie a una soffiata del figlio non si è fatta sfuggire l’occasione di osservare da vicino Mr e Mrs King.

    Durante il pasto, mentre in cucina e agli altri tavoli si consumano cattiverie, epifanie e piccoli traumi, al tavolo dei due divi si svolge la scena madre, perché nel cervello dell’attore più bello del mondo, all’oscuro dello sguardo altrui e lontano dalla liturgia dello spettacolo, si annida da tempo un minuscolo seme di follia, “una specie di fungo, una macchia che comincia ad allargarsi” e che devierà senza scampo le traiettorie delle vite di ciascuno dei protagonisti.



    Stefano Sgambati è nato a Napoli nel 1980, ma ha sempre vissuto a Roma. Attualmente abita a Milano dove si occupa di letteratura, tv e giornalismo. Ha esordito in libreria nel 2011 con una raccolta di racconti, Il Paese bello (Intermezzi Editore); il suo primo romanzo è Gli eroi imperfetti (minimum fax, 2014) e l'ultimo La bambina ovunque (Mondadori, 2018).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    29 min
  • Andrea Franzoso "Viva la Costituzione"
    Andrea Franzoso
    "Viva la Costituzione"
    Le parole e i protagonisti.
    Perché i nostri valori non rimangano solo sulla Carta
    De Agostini Editore
    https://www.deaplanetalibri.it/



    La Carta costituzionale definisce i nostri valori, ma non è un semplice elenco di principi e regole. È prima di tutto un grande racconto, ci spiega da dove arriviamo e dove non vogliamo più tornare.

    La Costituzione italiana è la legge più importante del nostro Paese. I valori su cui si basa, i principi che difende, i diritti e i doveri che sancisce sono l’eredità lasciataci dai nostri nonni a garanzia di una vita libera e dignitosa. Conoscere la Costituzione è fondamentale per capire il nostro passato, per vivere al meglio il nostro presente, per costruire il nostro futuro. Ecco perché Andrea Franzoso ha voluto esplorare in questo volume la Carta costituzionale e spiegarla a chi, quella Carta, l’ha solo sentita nominare in occasione di qualche anniversario o festa nazionale.

    Attraverso racconti e testimonianze, e con i contributi di esperti autorevoli, Andrea riesce a illustrare con efficacia i 20 concetti fondamentali della Costituzione. In questo nuovo libro, l’autore di #disobbediente! Essere onesti è la vera rivoluzione sottolinea l’importanza del rispetto per l’altro e riporta alla luce le battaglie combattute (e che tuttora combattiamo) a difesa di un testo che è l’espressione stessa della nostra identità.

    Memoria, Democrazia, Repubblica, Costituzione, Lavoro, Diritti, Solidarietà, Uguaglianza, Minoranze, Confessioni religiose, Cultura, Paesaggio, Straniero, Pace, Tricolore, Libertà, Famiglia, Scuola, Salute, Resistenza.

    Sono le 20 parole-chiave attraverso cui Andrea Franzoso racconta ai ragazzi che cos’è la Costituzione italiana, fondamento della nostra Repubblica che raccoglie al suo interno i dolori e le speranze di un popolo appena uscito da una dittatura durata vent’anni. La spiegazione di ciascuna parola si accompagna a storie vere, esempi da conoscere e imitare, riflessioni di esperti e testimoni. Ne esce il racconto di una Costituzione “viva” e concreta, che riguarda la nostra vita quotidiana e le nostre scelte personali. Un sussidio prezioso per lo studio dell’educazione civica.

    Con i contributi di
    Anna Maria Ajello, Matteo Bussola, Ilaria Capua, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Giuseppe De Giorgi, Milena Gabanelli, Filippo Grandi, Chiara Mariotti, Tomaso Montanari, Francesco Occhetta, Alberto Pellai, Nancy Porsia, Don Gino Rigoldi, Sergio Rizzo, Salvatore Settis, Gian Antonio Stella, Barbara Tamborini



    Andrea Franzoso vive a Milano. Ha faticato a trovare la sua strada e dopo diverse esperienze (è stato capitano dei carabinieri, ha vissuto quattro anni coi gesuiti, ha lavorato come impiegato in un’azienda) oggi fa l’autore televisivo. Ma non è detto che in futuro non si inventi qualcos’altro…



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    https://ilpostodelleparole.it/
    30 min
  • Domenico Ribatti "La buona medicina"
    Domenico Ribatti
    "La buona medicina"
    Per un nuovo umanesimo della cura
    La nave di Teseo
    http://lanavediteseo.eu/



    La capacità dei medici di ascoltare e rispettare i malati nel momento della loro sofferenza è un’arte difficile da insegnare e il suo apprendimento richiede più tempo e denaro rispetto alla padronanza della tecnica. Oggi, l’abuso della tecnologia, la corsa al progresso, il superspecialismo, la competizione rischiano di privare i medici dell’empatia verso i pazienti. Quando questa comunicazione fallisce, l’intero sistema di cura entra in crisi: una crisi profonda e radicale, che la medicina è chiamata a risolvere. Se da un lato si ha l’impressione che il medico sia diventato un tecnocrate, più interessato a come funziona la malattia che alla qualità della vita dell’ammalato, dall’altro sono molte le minacce che pesano sul settore sanitario: i costi sempre più alti, l’aumento dei contenziosi legali tra medici e pazienti, la pressione dell’industria del farmaco, le problematiche relative al fine vita e al testamento biologico, l’aumento dell’età media nella popolazione e il conseguente incremento delle malattie neurodegenerative, che impongono l’attuazione e lo sviluppo di nuovi programmi di assistenza.



    Domenico Ribatti (1956) è professore ordinario di Anatomia umana all’Università degli Studi di Bari. Sin dai primi anni Novanta ha coniugato la ricerca medica con l’interesse per la cultura umanistica, come redattore di “Incroci” e collaboratore di “L’Indice”, “Belfagor”, “Le Scienze”, “Sapere” e delle pagine culturali del “Corriere del Mezzogiorno” e della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Ha pubblicato Un medico d’avanguardia. Gianni Bonadonna e la chemioterapia dei tumori (2015), Agli albori della embriologia sperimentale (2016), L’immunologia nel Novecento (2017), La cura del cancro nel Novecento (2017), Il maestro dei Nobel. Giuseppe Levi anatomista e istologo (2018).



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    31 min
  • Antonio Maria Pecchini "Nel disincanto"
    Antonio Maria Pecchini
    "Nel disincanto"
    postfazione di Gilberto Squizzato
    Nomos Edizioni
    http://www.nomosedizioni.it/



    "Non cercate, vi prego, nei vespri aspri e duri di Antonio la felicità melodiosa dell'armonia musicale o la facilità seduttiva delle rime regolari che provano a dare ordine compiuto al caos del mondo. Anche questa nuova silloge si muove infatti, fin dal titolo "Nel disincanto": e il disincanto non può accettare le consolazioni rassicuranti della metrica né la fluidità di un canto che provi a levarsi al di sopra dell'ostile e avara aridità del vivere."
    dalla postfazione di Gilberto Squizzato

    "Accumula desideri il deserto delle notti
    così, nei miei pensieri, indivisa ti accampi
    lungo i giorni ho imparato a guardarmi
    attorno, a sprezzare le paure, i continui
    ripensamenti, le chiusure, tuttavia
    eccomi qui, nell'eterno presente del tempo
    a ritmare continuamente un nome."





    Antonio Maria Pecchini
    È nato a Busto Arsizio nel 1947. Diplomatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, ha insegnato Discipline Plastiche e Educazione Visiva nel liceo Artistico Statale della sua città. Svolge attività artistica dal 1969 attraverso rassegne collettive e personali di carattere nazionale e internazionale. Con alcuni critici e storici dell’arte ha promosso e organizzato rassegne d’arte in ambito nazionale, mentre con un gruppo di artisti giapponesi, dal 1992 si è fatto promotore di alcuni scambi culturali nei due territori sotto la denominazione “Senza frontiere”. È stato promotore di una rivista aperta al dibattito sulle tematiche dell’arte “l’Articolo” e ha collaborato con il quotidiano online “Varese News”. La sua creatività poetica ha ottenuto riconoscimento a Premi e Concorsi e alcuni suoi testi sono inseriti in riviste e antologie di settore. Ha pubblicato per le edizioni Pulcino Elefante: nel 1998 Di quel silenzio; nel 1999 Ritratti; nel 2000 Ritratti II. Ha inoltre pubblicato nel 2000 D’amor parlando. Poesie 1986-2000, V Quaderno della Pinacoteca di Villa Soranzo (NO); nel 2008 Nel cuore le stanze, Nomos Edizioni e sempre nel 2008 I passi dentro, Lieto Colle Edizioni, nel 2013 la silloge poetica Immutati Giorni, Nomos Edizioni; nel 2019, sempre con Nomos, Nel Disincanto.


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    18 min
  • Luca Beatrice "Arte è libertà?"
    Luca Beatrice
    "Arte è libertà?"
    Censura e censori al tempo del web
    Giubilei Regnani Editori
    http://www.giubileiregnani.com/



    Vietare le mostre di Paul Gauguin perché si suppone abbia avuto rapporti sessuali con minorenni. Rimuovere un dipinto di Balthus perché sarebbe un inno alla pedofilia. Trattare i disegni di Egon Schiele alla stregua di materiale pornografico. Sono solo gli episodi più eclatanti del nuovo oscurantismo censorio che colpisce oggi l’arte visiva, proprio mentre i social, dove chiunque può scrivere e pubblicare ciò che vuole, oscurano dipinti e fotografie di nudo. E quando non basta ci si mette di mezzo la politica, con il caso delle statue coperte durante la visita di Hassan Rouani in Italia nel 2016. Anomalia incredibile: i nuovi censori provengono dagli ambienti progressisti, in nome di un politicamente corretto così deviato da far impallidire Robert Hughes.



    Luca Beatrice è nato nel 1961 a Torino. Critico d’arte e docente di storia dell’arte all’Accademia Albertina e allo IAAD di Torino, scrive su “Il Giornale”, “Tuttosport” e “Linkiesta”. Tra i suoi numerosi saggi si ricordano: Da che arte stai? Pop, Sex, Nati sotto il Biscione per Rizzoli. Per Baldini & Castoldi ha scritto le biografie di Renato Zero e Lucio Dalla, per Mondadori il più recente Canzoni d’amore. Nel 2009 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia e per otto anni è stato il Presidente del Circolo dei lettori di Torino.


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