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  • Luca Beatrice "Arte è libertà?"
    Luca Beatrice
    "Arte è libertà?"
    Censura e censori al tempo del web
    Giubilei Regnani Editori
    http://www.giubileiregnani.com/



    Vietare le mostre di Paul Gauguin perché si suppone abbia avuto rapporti sessuali con minorenni. Rimuovere un dipinto di Balthus perché sarebbe un inno alla pedofilia. Trattare i disegni di Egon Schiele alla stregua di materiale pornografico. Sono solo gli episodi più eclatanti del nuovo oscurantismo censorio che colpisce oggi l’arte visiva, proprio mentre i social, dove chiunque può scrivere e pubblicare ciò che vuole, oscurano dipinti e fotografie di nudo. E quando non basta ci si mette di mezzo la politica, con il caso delle statue coperte durante la visita di Hassan Rouani in Italia nel 2016. Anomalia incredibile: i nuovi censori provengono dagli ambienti progressisti, in nome di un politicamente corretto così deviato da far impallidire Robert Hughes.



    Luca Beatrice è nato nel 1961 a Torino. Critico d’arte e docente di storia dell’arte all’Accademia Albertina e allo IAAD di Torino, scrive su “Il Giornale”, “Tuttosport” e “Linkiesta”. Tra i suoi numerosi saggi si ricordano: Da che arte stai? Pop, Sex, Nati sotto il Biscione per Rizzoli. Per Baldini & Castoldi ha scritto le biografie di Renato Zero e Lucio Dalla, per Mondadori il più recente Canzoni d’amore. Nel 2009 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia e per otto anni è stato il Presidente del Circolo dei lettori di Torino.


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    19 min
  • Fabrizio Luisi "Maghi Guerrieri & Guaritori"
    Fabrizio Luisi
    "Maghi Guerrieri & Guaritori"
    Gli archetipi della politica italiana
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/




    Questo libro nasce da una passione per le storie. Storie che non sono solo appannaggio del cinema, della televisione, della letteratura, ma interessano anche la politica. Quest’ultima, infatti, oggi più che mai ci pone innanzi a un «fiorire di narrazioni vive e imprevedibili, in cui si realizzano scenari che pensavamo di poter solo immaginare e in cui, allo stesso tempo, la realtà si muove più velocemente della finzione». Novità, ribaltamenti, colpi di scena, brusche accelerazioni, inchiodate, trame internazionali, retroscena scandalosi, nuove forme di protesta e di repressione. In un tale profluvio di storie e personaggi, tuttavia, si può mettere ordine e assegnare a ogni attore un ruolo e una linea narrativa, proprio come in un film.

    Fabrizio Luisi, docente di Comunicazione politica e sceneggiatore, partendo dai concetti di frame e di archetypal branding e tenendo bene a mente i principi e le tecniche dello storytelling, ci mostra come ogni personaggio politico, dall’America all’Italia, incarni un archetipo preciso e, così facendo, ne smaschera le strategie, i trucchi e le vulnerabilità. Scopriamo che Matteo Renzi interpreta il Mago, Matteo Salvini assume le caratteristiche del Guerriero, Nicola Zingaretti prova a essere un Guaritore. Ecco allora che diventa chiaro, lampante, come tutto abbia un senso e tutti una precisa tattica. E come i personaggi politici siano protagonisti, o antagonisti, di un’unica grande narrazione.

    Questo modo di fare politica – che lo si chiami gestione della percezione, comunicazione prepolitica, politica cognitiva, spinning – non è una degenerazione, ma un’evoluzione complessa e sofisticata che può scatenare cambiamenti rapidi e su larga scala. Perciò è urgente conoscerlo, maneggiarne le tecniche, individuarne le strategie, perché è questo il luogo dove si producono i cambiamenti sociali, è questo il terreno di scontro fra gruppi di interessi contrapposti. «E per ora la destra sta vincendo a tavolino una partita dopo l’altra, mentre la sinistra sta ancora cercando l’indirizzo del campetto.»


    Fabrizio Luisi insegna Comunicazione politica allo Iulm ed è sceneggiatore. Per la televisione ha scritto prodotti seriali, adattato format stranieri, creato progetti originali. È inoltre consulente e autore di contenuti digitali per le piattaforme social. Nel 2012 insieme ad altri professionisti ha fondato un collettivo di autori indipendenti chiamato La Buoncostume, con cui pubblica romanzi e con cui realizza prodotti per la televisione e per il web.




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    24 min
  • Fabrizio Gavosto "Mirabilia"
    Fabrizio Gavosto
    "Festival Mirabilia"
    https://www.festivalmirabilia.it/

    Mirabilia è "Light"
    Satellite of life
    Cuneo 1- 6 settembre 2020
    Torino 28 agosto e 5 settembre 2020
    Busca 29 – 30 agosto 2020
    Savigliano 12 settembre 2020
    Satellite of life, inno alla rinascita attraverso la forza della natura e il perenne rinnovarsi della vita. Questo il tema scelto per la XIVma edizione di Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival con la direzione artistica di Fabrizio Gavosto, in un’edizione ripensata, in tempi strettissimi, appositamente per il 2020 con un programma completamente ridefinito per potersi adattare alle nuove esigenze dettate dall’emergenza sanitaria.

    Il Festival sarà ospitato per la prima volta nella città di Cuneo dall’1 al 6 settembre 2020, con anteprime e spettacoli programmati anche a Busca il 29 e 30 agosto, due spettacoli in matinée a Torino il 28 agosto e il 5 settembre e un appuntamento a Savigliano il 12 settembre.
    Mirabilia 2020, Satellite of life, non abbandona, nonostante il particolarissimo momento di emergenza sanitaria, alcuni suoi importanti obiettivi che si legano a doppio filo con il territorio del cuneese, nell’ottica di affermare sempre più il ruolo centrale dell’arte e della creatività come motori di una rinascita culturale e sociale ma anche di valorizzazione e sviluppo del territorio.
    Compatibilmente con le restrizioni governative e con le soluzioni che è stato necessario adottare, che hanno inevitabilmente costretto a cancellare gli aspetti di "azione urbana" che da sempre caratterizzano il Festival, Mirabilia 2020 sarà all’insegna del grande circo contemporaneo, del teatro e della danza, e regalerà momenti di intensità, magia e leggerezza, in un racconto progettato per snodarsi tra meravigliosi spazi del territorio: cortili, giardini, chapiteaux, teatri.
    Ripensare la “dimensione del teatro”, per potersi adattare alla nuova situazione e trasformare i limiti in sfide. Spettacoli e progettualità, ispirandosi al tema Satellite of life, sono stati rimodulati in base ai nuovi scenari esistenti, integrati con l’introduzione di tecnologie digitali e con la creazione di percorsi e di formule nuove pensati in collaborazione e in continuo confronto con tutte le istituzioni, gli artisti e i numerosi partner di Mirabilia.
    “Cos'è Mirabilia 2020? In un periodo difficile, segnato dall'emergenza Covid, Mirabilia non ha paura di re inventarsi e di adeguarsi. Infatti per la sua quattordicesima edizione, il Festival trae linfa dalle proprie esperienze, dalle radici profondamente radicate nel magnifico territorio, e si adegua al cambiamento, dettato dalla contingente situazione emergenziale, per generare sempre qualcosa di nuovo, ripartire e ricominciare a crescere insieme. Continuare a coltivare bellezza e meraviglia, perchè l'essere capaci di emozionarsi insieme ci rende parti attive della società, ed è una possibile chiave per vivere il nuovo futuro senza paura. Satelliti e radici le Arti Performative, in una nuova veste "light" per il 2020, ma che poi tanto light non è, e che presenta proposte differenziate nelle aree, nei pubblici e nella tipologia Inevitabilmente quasi assente nella parte di “invasione e trasformazione urbana” della programmazione, Mirabilia sarà da scoprire quest'anno nei bellissimi cortili, nei giardini, nei tendoni e nel magnifico Teatro Toselli di Cuneo. Non toccherà le piazze e le strade come è sua amata abitudine...ma comunque saprà "perturbarle" con intima delicatezza, in segreto e a sorpresa, poichè sono spazi fondamentali. Condivisione intensa d'istanti, in sicurezza, e a distanza appropriata, ma comunque insieme e vicini, a Cuneo come a Busca e al Museo Ferroviario di Savigliano, per puntare uniti a condividere le nostre magiche città, le emozioni e le sensazioni che solo i grandi spettacoli sanno donare; un manifesto ad...
    14 min
  • Romano Penna "Le parole della evangelizzazione"
    Romano Penna
    "Le parole della evangelizzazione"
    EDB Edizioni Dehoniane Bologna
    https://www.dehoniane.it/


    La necessità di una riscoperta dei concetti-chiave dell’evangelizzazione si impone per il rischio effettivo di una sua deformazione, che consiste nell’assimilazione a una precettistica morale. Per la verità, il malinteso è antico, poiché già l’apostolo Paolo polemizzava con quanti annunciavano «un altro vangelo». Anche se allora si trattava di una forma di giudeo-cristianesimo, oggi il fatto è sostanzialmente impresa di una cultura secondo la quale il cristianesimo e la moralità sono in un rapporto non solo indissolubile, ma anche di semplice equivalenza.
    Il riduzionismo etico del cristianesimo, tipico di ogni posizione illuministica o semplicemente laica, e l’esito polemico dello stesso illuminismo nei confronti del cristianesimo e della sua dimensione morale suggeriscono di approfondire i testi originari del cristianesimo. È il solo modo per scoprire o riscoprire quale sia l’effettiva identità del cristiano e della evangelizzazione che l’accompagna.




    Romano Penna, professore emerito di Nuovo Testamento nelle Università pontificie, ha approfondito la complessa figura di Paolo di Tarso e il rapporto tra il cristianesimo delle origini e i suoi interlocutori giudaici ed ellenistici. Per EDB ha pubblicato Paolo scriba di Gesù (2009); L'Evangelo come criterio di vita. Indicazioni paoline (2009); Lettera agli Efesini. Introduzione, versione e commento (22010); Lettera ai Romani. Introduzione, versione e commento (2010); Profili di Gesù (2011); Gesù di Nazaret nelle culture del suo tempo. Alcuni aspetti del Gesù storico (22013) e Gesù e Socrate. Cultura greca e impronta giudaica (2014); La Lettera di Paolo ai Romani (2018).


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    30 min
  • Marcello Flores "Cattiva memoria"
    Marcello Flores
    "Cattiva memoria"
    Perché è difficile fare i conti con la storia
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/




    Negli ultimi decenni il ruolo della memoria nella vita pubblica è cresciuto costantemente, ma in parallelo è diminuito il peso della storia nel costruire la nostra conoscenza e sensibilità del passato. Un processo accentuatosi con il sempre maggiore intervento della politica e delle istituzioni nel creare «leggi di memoria», «luoghi di memoria», monumenti, memoriali; ma anche con il contributo che i mass media, la letteratura, il cinema e la televisione danno a una lettura e ricordo del passato spesso lontani dalla coerenza di una narrazione storica rispettosa della verità. Il libro analizza questo contraddittorio e complesso rapporto tra storia e memoria, per quanto riguarda sia l’Italia e l’Europa sia un mondo sempre più globalizzato e propenso a guardare al passato in termini strumentali rispetto alle esigenze del presente.


    Marcello Flores ha insegnato nelle Università di Siena e Trieste. Fra i suoi libri con il Mulino: «Il secolo mondo» (2002), «Il genocidio degli armeni» (2005), «Storia dei diritti umani» (2008), «Traditori» (2015), «Il secolo dei tradimenti» (2017), «1968. Un anno spartiacque» (con G. Gozzini, 2018).




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    21 min
  • Fabio Geda, Enaiatollah Akbari "Storia di un figlio"
    Fabio Geda
    Enaiatollah Akbari
    "Storia di un figlio"
    Andata e ritorno
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/



    Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari – bestseller amato e letto in tutto il mondo – termina nel 2008, quando Enaiat parla al telefono con la madre per la prima volta dopo il lungo e avventuroso viaggio che dall’Afghanistan l’ha condotto in Italia, a Torino. Ma cosa è successo alla sua famiglia prima di quella telefonata? In quali modi è rimasta coinvolta dalla “guerra al terrore” iniziata nel 2001? E com’è cambiata la loro vita e quella di Enaiat da quando si sono ritrovati fino a oggi, al 2020? Ora che non è più un bambino, ma con la stessa voce calda che abbiamo imparato ad amare, Enaiat ci accompagna attraverso la vita sua e non solo, lungo un pezzo di storia che riguarda tutti. Il rapporto a distanza con la madre; la violenza del fondamentalismo; l’amore e le amicizie italiane; il ritorno in Pakistan; un secondo ritorno in Italia; una nuova casa; un dolore lancinante, e la gioia enorme, inattesa dell’incontro con Fazila. Con straordinaria leggerezza Fabio Geda torna a raccontare una storia pura, delicata e più che mai necessaria, in cui il dolore della perdita si mescola all’ingenua commozione di chi sopravvive. Una sto- ria vera, che ci ricorda come su tutto vinca la solidità degli affetti, la persistenza della nostalgia e del desiderio, capace di superare le distanze.

    Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Ha pubblicato i romanzi Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar Libri 2007, Feltrinelli 2009), L’esatta sequenza dei gesti (Instar Libri 2008), Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini&Castoldi 2010, tradotto in trentadue Paesi) e il monologo La bellezza nonostante (Transeuropa 2011) e Se la vita che salvi è la tua (Einaudi, 2014).




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    27 min
  • Carla Danani "Terre Traverse"
    Carla Danani
    "Terre Traverse"
    http://www.terretraverse.it/



    "La nostra è la terra di Giuseppe Verdi, genio della musica che appartiene all’umanità intera, ma anche accorto imprenditore agricolo e buongustaio raffinato: qui egli abitò e compose tutta la vita, qui acquistò e gestì oltre mille ettari di poderi.

    È terra di buon cibo e di gente ospitale, di paesaggi autentici e di storia antica, un territorio rurale compreso tra la Via Emilia romana, l’Appennino e il Po, al confine tra il Piacentino e il Parmense, un tempo uniti nel Ducato di Parma e Piacenza: una terra capace di nutrire il corpo e lo spirito.

    A noi piace raccontarla attraverso le molte voci delle arti e della tradizione, con spettacoli, concerti, mostre, incontri, visite guidate, piccoli seminari di cucina, momenti di convivialità gustosa e molto altro, nello scenario suggestivo che sono i nostri poderi, le cascine, i castelli, le abbazie…

    Anche quest’anno, alcuni appuntamenti del nostro calendario di iniziative ruotano intorno a Giuseppe Verdi, perfetta icona dei tesori artistici, culturali, ambientali ed enogastronomici dell’Emilia e dell’Italia per l’EXPO di Milano, città in cui il Maestro lavorò spesso, percorrendo in treno l’ottantina di chilometri che la separano dalla sua, e nostra, terra di pianura. "


    Le Terre Traverse sono quelle dove Giuseppe Verdi visse. E dove, tra un’opera e l’altra, gestì attivamente oltre mille ettari di poderi acquistati con i proventi della musica. Il festival si svolgerà come sempre all’aperto, nelle grandi corti porticate delle antiche cascine, nei fine settimana del 24-26 Luglio, il 31 Luglio, 1-2 e 28-30 agosto e, infine 9-11 Ottobre. A margine del cartellone, quest’anno, ecco anche gite in bicicletta, con visite a luoghi naturalistici, verdiani, storici e artistici.

    Terre Traverse: Giuseppe Verdi musicista e buongustaio
    Tutto ruota intorno a quattro appuntamenti legati alla poliedrica figura di Giuseppe Verdi, musicista e buongustaio raffinato.

    Nel week-end 24-26 Luglio, Sabato 25 Luglio alle ore 21,30, si può assistere a Lirica e rap. Verdi e non solo…, spettacolo di e con la cantante lirica e rapper Leti Dafne nell’ampio giardino dell’Agriturismo “Battibue” di Fiorenzuola d’Arda. Con cena verdiana all’aperto facoltativa all’aperto prima dello spettacolo presso lo stesso Agriturismo.

    Sabato 1 agosto alle ore 21,30 ecco il recital Da Fenena a Mrs. Quickly: i ruoli del mezzosoprano in Verdi della cantante lirica Anna Maria Chiuri con al piano il Maestro Milo Martani, nel magnifico cortile porticato dell’antica cascina turrita dell’Azienda agricola Podere “Castello”, a Cadeo.

    Nel weekend 28-30 Agosto l’evento clou sarà Domenica 30 Agosto alle ore 18 nella corte dell’Agriturismo Casa della Memoria Casella a San Protaso di Fiorenzuola d’Arda, con il reading Giuseppe Verdi: agricoltore & musicista, dell’attrice Roberta Biagiarelli con interventi musicali della violinista Maddalena Scagnelli e contestualizzazione a cura del ricercatore storico Franco Sprega. Dopo, si visita il Museo Contadino presso la Cascina, prima della cena verdiana nella corte.



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    20 min
  • Debora Severini "Scritto Misto"
    Debora Severini
    "Scritto Misto"


    Scritto Misto 2020 (la 6^ edizione), festival letterario di libri e musica nato ad Usseaux con le splendide serate del Laux, quest'anno in ottemperanza delle norme anti Covid, si sposterà al Forte di Fenestrelle, presso la Porta Reale, dal 25 luglio all'8 agosto. Seguite la pagina Scritto misto Festival di libri e musica e i nostri prossimi post per scoprire tutto il programma 2020!
    Forte di Fenestrelle - Associazione Progetto San

    Sabato 25 luglio inaugura la nuova edizione del Festival!
    13 min
  • Filippo Nassetti "Molte aquile ho visto in volo"
    Filippo Nassetti
    "Molte aquile ho visto in volo"
    Vite straordinarie di piloti
    Prefazione di Gabriele Romagnoli
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/



    Vi sarà capitato di chiedervi: chi c’è dietro quella porta? La porta è quella della cabina di pilotaggio e voi siete seduti nell’aero, sospesi in cielo, affidati alle mani di chi sta ai comandi. Non lo vedete, forse lo avete scorto mentre passava i controlli dedicati, insieme con il resto dell’equipaggio, divisa stirata, cappello, valigetta di pelle. Ne avete sentito la voce, rassicurante, al decollo, poi più niente. Vi siete affidati a lui come al chirurgo che compie su di voi una complessa operazione, impossibile da spiegare e da comprendere. Ogni giorno migliaia di aerei volano e migliaia di uomini li manovrano. Tra loro ci sono potenziali eroi, pignoli e creativi, innamorati e cinici, capitani prudenti e temerari. La cronaca ne parla quando succede qualcosa di eccezionale: un atterraggio di fortuna (magari sulle acque di un fiume), un salvataggio spericolato o, al contrario, un errore umano, troppo umano, e uno schianto. Ma le loro storie precedono quell’attimo fatale. Questa raccolta socchiude la porta della cabina e vi lascia intravedere gli uomini che stanno dentro. Dopodiché, volare non sarà più la stessa cosa. La motivazione principale che spinge Filippo Nassetti a questo “volo” è il ricordo di suo fratello Alberto, pilota tragicamente deceduto in giovane età, il cui nome vi potrebbe esser capitato di leggere sulla carlinga di un aereo. La sua figura e la sua vicenda fanno da filo conduttore alla collana di storie che unisce altri piloti e svela i loro lati non oscuri, ma meno conoscibili. La passione irresistibile di Alberto è la miccia che ne innesca di altrettanto totalizzanti. La scelta è precoce, il rischio evidente, la soddisfazione irrinunciabile. Per volare Alberto rinuncia a un destino più facile, per continuare a farlo lo volgerà in dramma. Cosa motiva un pilota? Filippo Nassetti cerca la risposta meno scontata, atterrando i suoi personaggi. Proprio raccontandoci altro di loro ci fa capire perché “staccano l’ombra da terra”.


    Filippo Nassetti, bolognese di nascita e romano d’adozio- ne, ha scritto per “Il Foglio”, “Il Giornale”, “Panorama”, “Diario”, “Rivista Undici”, “Guerin Sportivo” e ha col- laborato a due trasmissioni di Rai Tre. Da oltre vent’anni lavora per Alitalia, dove segue i rapporti con i media e la ri- vista di bordo “Ulisse”.



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    18 min
  • Stefano Musilli "Fiumi" Martin Michael Driessen
    Stefano Musilli
    traduttore di "Fiumi"
    Martin Michael Driessen
    http://www.delvecchioeditore.it/prodotto/fiumi/


    «Più di ogni altra cosa, il fiume è una metafora per la scrittura di Driessen: veloce, imprevedibile e incantevole»
    NRC Handelsblad


    «Nel suo essere fuori dal tempo, Fiumi offre un’esperienza letteraria intensa che spalanca le porte di un mondo libero dai confini – passato, presente, futuro – e non inibito dalle azioni del genere umano.»
    Dutch Culture USA

    «Fiumi suscita ammirazione per la maestria narrativa dell’autore che sa ritrarre personaggi complessi e realistici in una manciata di scene. […] E ti trovi a voler leggere più in fretta possibile, perché non sai mai cosa l’autore farà accadere loro al di là della prossima ansa del fiume.»
    De Standaard


    Un attore alcolizzato ridiscende un fiume impetuoso combattendo allo stesso tempo contro la corrente e contro i demoni che minacciano di allontanarlo dalla sua stessa vita. Due ragazzi molto diversi tra loro, ma accomunati da un profondo affetto reciproco, cercano vite diverse, meno piccine. Sognando un viaggio che conduca oltre i confini conosciuti, o la libertà di esplorare un sentimento tanto vero e giusto quanto sconveniente, i due ragazzi seguiranno il corso del fiume, impotenti di fronte allo scorrere di questo come all’incombere della Storia. In una valle che appare incontaminata e fuori dal tempo, due famiglie, divise dalla religione come da un fiume senza nome, combattono una faida antica senza inizio né fine. Questi tre racconti spaziano tra tempi e luoghi diversi, ma sono connessi e sostenuti dall’imprevedibilità e dalla languida bellezza dei fiumi. Con una coralità degna di un romanzo, i personaggi tracciano percorsi narrativi che procedono da una dimensione intima e individuale ad una collettiva, fanno di ogni istanza privata una questione universale, sfuggendo quindi ad ogni banale spinta ombelicale. Con ironia ed intelligenza l’autore è in grado ad ogni svolta di ribaltare lo status quo e di mettere in discussione qualunque certezza il lettore abbia avuto l’ardire di costruirsi. Nella prosa di Driessen ogni parola è scelta con cura, la narrazione scorre fluida sulla carta esplodendo all’improvviso come un’onda inferocita che si innalza dalla pagina e travolge il lettore con il suo catartico intreccio. Con questa raccolta l’autore, già noto al pubblico italiano per Padre di Dio, conferma il suo grande talento narrativo, la sua abilità nel creare suggestioni travolgenti e mai scontate e un impeto narrativo appassionato, evocativo e ricco di ironia.




    Martin Michael Driessen
    È nato a Bloemendaal nei Paesi Bassi, nel 1954. Apprezzato regista teatrale e d’opere liriche, traduttore e scrittore, ha trascorso gran parte della sua vita professionale in Germania. Oggi vive in una casa galleggiante nel cuore della campagna olandese. Nel 1999 si impone sulla scena letteraria mondiale con Gars, seguito nel 2012 da Padre di Dio e, nel 2013, da Een ware held. La raccolta di racconti Fiumi, uscito in Olanda nel 2016 gli è valso l’ECI Literature Prize nel 2016 e il romanzo De Pelikaan è stato selezionato per il prestigioso Libris Prize.


    Stefano Musilli è nato a Roma nel 1987. È laureato in interpretazione di conferenza e specializzato in traduzione di testi postcoloniali. Traduce narrativa e saggistica dall’inglese e dal neerlandese. Ha insegnato Lingua e Cultura italiana presso l’università di Città del Capo. Tra gli autori che ha tradotto, Eric Hoffer ed Etty Hillesum. Per Del Vecchio Editore ha tradotto Padre di Dio di M. M. Driessen e La vergine olandese di Marente De Moor.




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