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  • Lorenzo Bolzoni "Alfa-Beta" di Aldo Novarese
    Lorenzo Bolzoni
    "Alfa-Beta"
    Lo studio e il disegno del carattere
    Aldo Novarese



    Una campagna di crowdfuning per la ristampa di ALFA-BETA di Aldo Novarese

    Il volume, considerato una pietra miliare della grafica italiana, verrà ristampato utilizzando gli impianti originali della prima edizione e per la prima volta sarà disponibile anche in inglese.


    Per sostenere il progetto andate sul sito https://www.kickstarter.com/projects/archiviotipografico/aldo-novarese-alfa-beta

    Visitate il sito dedicato al progetto: https://alfa-beta.archiviotipografico.it/




    Parte il 29 giugno la campagna di crowdfunding per la ristampa di Alfa-Beta, volume del 1964, curato da Aldo Novarese e dedicato alla storia della scrittura e l’evoluzione del carattere.
    Aldo Novarese è noto in tutto il mondo per la sua straordinaria abilità nel disegno dei caratteri e ancora oggi il suo lavoro costituisce un valido punto di partenza per lo sviluppo di progetti contemporanei. Tra il 1936 al 1975, l’impegno presso lo studio artistico della società Nebiolo di Torino, fonderia di caratteri e fabbrica di macchine da stampa di cui nel 1952 diventa direttore artistico, porta alla produzione di una trentina di caratteri, declinati in un centinaio di stili. La sua carriera prosegue poi come freelance, disegnando caratteri per un parco clienti internazionale, quali Agfa, Berthold, Haas, ITC, Mecanorma, Photo Typositor, Reber, Tygra e Visual Graphics, producendo in questo periodo una settantina di nuovi caratteri. La memoria del suo lavoro e della sua persona rimane nel gran numero di caratteri che ha disegnato, che si ritrovano ancora oggi con frequenza quasi giornaliera in logotipi, insegne, copertine di dischi o libri, etichette di prodotti alimentari e rimane nei testi che scrisse durante la sua carriera.

    In occasione del centenario della sua nascita (29 giugno 1920 a Pontestura – Alessandria) sulla piattaforma Kickstarter (www.kickstarter.com) parte la campagna di crowdfunding per la ristampa di Alfa-Beta, una testimonianza autografa del lavoro di Aldo Novarese e del suo metodo progettuale, per la prima volta disponibile anche in inglese.
    Concepito, inizialmente, per l’insegnamento del disegno dell’alfabeto nelle scuole grafiche il volume è una delle poche opere redatta in italiano da un praticante della disciplina e non da un teorico ad affrontare la teoria e la pratica del disegno dei caratteri; Alfa-Beta presenta la storia del carattere con un taglio originale e dinamico, che risulta tuttora degno di rilievo e fonte di ispirazione.
    La riedizione del primo libro di Aldo Novarese permetterà di rendere di nuovo disponibile a un pubblico esteso, non solo specialista e non solo per ricerca didattica, un’opera che costituisce una pietra miliare della grafica italiana e che in questa occasione verrà corredato da una traduzione dei testi in inglese per rendere l’opera fruibile al lettore internazionale.

    La prima edizione di Alfa-Beta risale al 1964: il volume ripercorre l’evoluzione della scrittura e del segno tipografico dalla sua nascita al periodo della stesura del testo, dalle lettere latine fino alla ai caratteri tipografici per la comunicazione e la pubblicità, riportando anche la Classificazione dei Caratteri ideata dall’autore. Nel 1983 una nuova edizione di Alfa-Beta ripropone il contenuto teorico del primo libro in un formato economico, con una sezione aggiuntiva presa direttamente da Il segno alfabetico, che Novarese realizza nel 1971 e un certo numero di tavole che raffigurano nuovi caratteri disegnati tra un’edizione e l’altra.

    Il team che anima questo progetto è composto da...
    26 min
  • Ermanno Tedeschi "I racconti di Matilde"
    Ermanno Tedeschi
    "I racconti di Matilde"


    Presentazione del libro in occasione delle rassegna
    "I lunedì dell'Accademia"
    Accademia Albertina di Belle Arti - Torino
    Lunedì 6 luglio 2020 ore 18,30


    Una storia cresciuta nel cuore di Ermanno Tedeschi e diventata libro durante la quarantena legata alla diffusione del virus COVID19, quella di Matilde, piccola bambola che ha viaggiato per mezzo mondo a seguito dell’emanazione delle leggi razziali del 1938.
    “La storia di Matilde, una bambola davvero speciale, che ha accompagnato la vita della mia mamma per mezzo mondo - racconta l’autore Ermanno Tedeschi - non è un trattato storico, né un saggio o un romanzo, ma un semplice racconto che ha come intento quello di comunicare in modo chiaro, positivo e sintetico la storia della mia famiglia, inquadrata in un tragico periodo del secolo scorso.
    Aggiunge poi “Il racconto di Matilde, sentimentalmente prezioso, non è fine a se stesso, ma rivolto in particolare alle giovani generazioni. La Memoria ha infatti l’arduo ruolo di abbattere il muro
    dell’indifferenza”.
    Matilde diventa, quindi, testimone della Memoria, quella che deve essere protetta e tramandata,
    affinché la storia non venga dimenticata e non si ripeta.
    “Ermanno Tedeschi - spiega Pompeo Vagliani, Presidente della Fondazione Tancredi di Barolo e
    direttore del MUSLI - Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia - per mezzo della bambolina
    Matilde, racconta la propria storia famigliare e quella universale che ha marcato dolorosamente un
    popolo e un’intera generazione. Per non dimenticare, è il fine esplicito, e la memoria a cui allude
    coincide con il camminare avanti guardando indietro. Noi guardiamo in avanti con gli occhi dei
    bambini e trasmettiamo loro la nostra memoria attraverso i giocattoli che li accompagnano nel loro viaggio”.
    Nel libro si parla anche dell’importanza del giocattolo e di come il gioco sia una cosa seria: il solo
    fatto di avere la possibilità di giocare implica l’esistenza e, quindi, la vita. Il gioco è anche arte,
    perché alcuni giocattoli sono spesso vere e proprie opere d’arte e il gioco, proprio per il bagaglio di sentimenti che si porta dietro, è memoria.

    Il racconto è affiancato da fotografie d’epoca ritrovate nell’archivio della famiglia: documenti unici e preziosi che descrivono la leggerezza dell’infanzia prima della seconda guerra mondiale.
    Il libro è arricchito dalle delicate illustrazioni ad acquerello di Lisefischer, che ha studiato così tanto i personaggi della storia, da sentirsi parte della famiglia. I disegni descrivono alcuni momenti storici vissuti delle protagoniste, dove Matilde si anima e partecipa attivamente alla vita delle due bimbe, come se fosse in carne e ossa.


    In occasione della rassegna I LUNEDÌ DELL’ACCADEMIA verrà presentato il volume edito a cura
    dell’Associazione Culturale Acribia di Torino e interverranno Alessandro Bollo (Direttore del Polo del ‘900 di Torino), Paola Gribaudo (Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Edoardo Di Mauro (Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Ermanno Tedeschi (Autore) e Pompeo Vagliani (Presidente della Fondazione Tancredi di Barolo e direttore del MUSLI - Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia).
    La pubblicazione del libro è stata anche occasione per la realizzazione di alcune stampe che
    ritraggono la bambolina protagonista del racconto. Le serigrafie, numerate, sono arricchite dai
    preziosi ricami dell’artista Federico Caputo.
    L’evento sarà accompagnato da musiche di Jean-Louis Duport suonate dal vivo da Clara Ruberti.
    Prenotazione obbligatoria alla presentazione fino ad esaurimento posti
    [email protected]


    Per informazioni
    20 min
  • Nadia Rocchetti "Viaggio contro il tempo" Emily Nasrallah
    Nadia Rocchetti
    "Viaggio contro il tempo"
    Emily Nasrallah
    Editoriale Jouvence
    https://www.jouvence.it/


    Finalista al Premio Biennale Mario Lattes per la Traduzione
    Fondazione Bottari Lattes
    http://fondazionebottarilattes.it/

    Nadia Rocchetti, traduttrice di Viaggio contro il tempo di Emily Nasrallah (Jouvence, 2018), è stata scelta perché nel suo lavoro «la lettura scorre piana, equilibrata, con felici rese dei personaggi, pochi impedimenti e rare ambiguità. Quasi assenti le espressioni stereotipate o con connotazioni regionali. Il testo risulta avvincente».


    Un’anziana coppia, che vive da sempre in un paesino del sud del Libano, riceve una lettera inaspettata. Si tratta di un messaggio da parte dei loro figli, emigrati in Canada vent’anni prima, che li invitano a trascorrere sei mesi nella loro terra d’elezione. Dopo una lunga e vana attesa del ritorno dei loro cari, Radwan e Rayya decidono di intraprendere quel “viaggio contro il tempo e lo scorrere dei loro giorni”. Ma lo scoppio della guerra civile conferirà nuove dimensioni e significati alla rivoluzione ormai in corso nelle loro esistenze.

    Emily Nasrallah (1931-2018), è stata una delle autrici più note e affermate all’interno del mondo arabo. Insegnante, giornalista, sostenitrice dei diritti delle donne e scrittrice prolifica, è legata a doppio filo alle vicende spesso drammatiche che hanno interessato la nazione libanese, da cui non si è mai separata. Inserita dalla critica nel movimento delle “Decentriste di Beirut”, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, tra cui il premio Goethe- Medaille 2017.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Antonella Russo "Forma/Informe"
    Antonella Russo
    "Forma/Informe"
    La fase non-oggettiva nella fotografia Italiana 1935-1958
    GAM Torino
    fino al 27 settembre 2020
    https://www.gamtorino.it/it

    La GAM di Torino inaugura negli spazi della Wunderkammer Forma /Informe, mostra dedicata alla nascita della fotografia non-oggettiva e informale in Italia. Una selezione di 50 stampe vintage e originali in gran parte inedite di 7 grandi fotografi, provenienti da importanti archivi italiani e da prestigiose collezioni d’arte internazionali e 23 rare pubblicazioni. La mostra è frutto di una originale indagine sulla fotografia sperimentale italiana dalla metà degli anni trenta alla fine degli anni cinquanta del Novecento, curata da Antonella Russo, storica e teorica della fotografia.

    Forma/Informe può essere definita come “Un viaggio al termine della forma” della fotografia italiana del dopoguerra, partendo dalle indagini sul luminismo fotografico di Giuseppe Cavalli (1904-1961) e dalla sperimentazione di Luigi Veronesi (1908- 1998), per poi passare a considerare la fase più compiuta dell’immagine non oggettiva con il grafismo ottico di Franco Grignani (1908-1999), le cosmografie cromatiche di Pasquale De Antonis (1908-2001), la pioneristica ricerca sul materico di Piergiorgio Branzi (1928), fino a esaminare una serie di “scomposizioni” di Paolo Monti (1908-1982) e di Nino Migliori (1926), considerato oggi il protagonista indiscusso dell’informale fotografico empatico del secondo dopoguerra.

    Il percorso prende il via dai lavori di Giuseppe Cavalli. In mostra opere come Pallina (1949) o Muretto (1950): immagini dai toni alti, volti a cogliere la valenza plastica delle cose e il “ritmo palpitante” negli oggetti.

    Pittore, grafico, scenografo e fotografo, Luigi Veronesi nella sua lunga carriera produce immagini di accoppiamenti di positivo-negativo, inversioni tonali, sovraimpressione e immagini solarizzate. Tra queste, l’opera in mostra Le stelle dalla mia finestra (1940), immagine di un cielo senza luna attraversato da scie luminose e puntini bianchi, reso con graffiature che alternano il bianco e nero e grigio che danno movimento alla fotografia.

    Franco Grignani, pittore e fotografo autodidatta e graphic designer, mette la fotografia a servizio della grafica con esperimenti di esposizioni multiple e sovrapposizioni di diversi negativi. A fine anni quaranta affina la sua ricerca moltiplicando le sue sperimentazioni: nascono così le “dissonanze percettive”, le “vibrazioni visive”, le “rotazioni formali” e le “tensioni visive”.

    Del grande fotografo umanista Piergiorgio Branzi sono esposti scatti inediti della serie Montmartre (1954), vedute urbane del quartiere parigino ancora sconvolto dalle ferite della guerra, insieme a Mykonos (1957), che descrive la struttura e la materia stessa del paesaggio.

    Uno dei protagonisti più autorevoli della fotografia italiana, Paolo Monti, dedica buona parte della sua ricerca alla fotografia “astratta” che, come scrive la curatrice in catalogo: “è una investigazione nel cuore della materia del mondo, un andare alle fondamenta della produzione di forme primordiali”.

    Se l’Informale di Monti, almeno fino agli anni Cinquanta, è ancora legato alla ripresa fotografica, altri autori a lui contemporanei, avevano già iniziato a distaccarsene.

    Pasquale De Antonis elabora una sua personale e particolare tecnica basata sull’utilizzo di più fonti luminose filtrate da uno schermo cartaceo forato in più punti, e in seguito perfeziona queste prime esperienze spingendosi a fissare direttamente sulla carta sensibile le mille forme che andavano assumendo gocce e liquidi oleosi o inchiostri densi versati su una lastra di vetro retroilluminata.

    Nino Migliori ha iniziato a fine anni Quaranta lavorando in una minuscola camera oscura allestita in un angolo della cucina di...
    27 min
  • Petunia Ollister #bookbreakfast
    Petunia Ollister
    #Bookbreakfast

    Petunia Ollister è la creatrice dei #bookbreakfast: foto di libri sul tavolo della colazione pubblicate sul suo profilo Instagram. Quando non legge o scatta foto, si occupa di valorizzazione dei beni culturali e comunicazione. Per Slow Food Editore ha pubblicato Colazioni d’autore (2017). Abita a Torino, scrive su La Stampa e pubblica foto su Robinson di Repubblica. Instagram: @petuniaollister

    "Colazione d'autore"
    Slow Food Editore
    https://www.slowfood.it/
    Un libro illustrato che raccoglie un centinaio di belle immagini di Petunia Ollister realizzate appositamente per il progetto. I libri scelti per il "ritratto" sono libri che parlano di cibo o di cucina, romanzi in cui il cibo è protagonista o in cui è contenuta anche soltanto qualche nota citazione a tema. Gli scatti, oltre al libro, hanno per protagonista la colazione slow secondo la filosofia di Slow Food, in un ipotetico viaggio attorno al mondo e a gustose preparazioni per il primo pasto della giornata. A corredo del tutto non soltanto le citazioni contenute nei libri, ma un ricco compendio di ricette per riprodurre succhi, estratti, brioches, muffins, piatti delle colazioni tradizionali regionali o estere. Una raccolta di libri, colazioni, tovaglie, oggetti, ricette: il tutto con la grazia estetica che soltanto Petunia Ollister riesce a comunicare attraverso i suoi "bookbreakfast".



    "Cocktail d'autore"
    Slow Food Editore
    https://www.slowfood.it/
    Il viaggio prevede 70 tappe: a ogni copertina ritratta corrisponde la ricetta di un drink, citato nelle pagine del libro che lo accompagna, ispirato dalle sue atmosfere o dalla biografia del suo autore.

    Ritorna la formula dei #bookbreakfast che questa volta raccontano come si beve nella letteratura. Dopo il successo di Colazioni d'autore Petunia Ollister ci regala una serie di scatti inediti che abbinano libri e cocktail con la cifra estetica che le ha permesso di raggiungere un pubblico molto ampio e di suggerire libri a tutti i suoi followers. Dai grandi classici come il Vesper Martini di James Bond in Casino royale, il Gin Ri-ckey del grande Gatsby di Fitzgerald o il punch al rum ne Il circolo Pickwickdi Charles Dickens,alla femminile contemporaneità di Jennifer Egan ne Il tempo è un bastardo. Accompagneranno le immagini i ritratti dei personaggi e le ricette di ciascun cocktail per poter ricreare a casa vostra l'atmosfera di un grande narratore.



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    15 min
  • Massimo Mercati "L'impresa come sistema vivente"
    Massimo Mercati
    "SalTo Notte"
    https://www.salonelibro.it/ita/


    Massimo Mercati, ospite di SalTo Notte, martedì 30 giugno, dalle ore 22:30
    su https://www.salonelibro.it/ita/

    Dopo il grande successo di SalTo Extra, il Salone Internazionale del Libro di Torino torna per l’estate con SalTo Notte: un nuovo format sperimentale che dà voce a editori, autori italiani e stranieri, e abita in tarda serata alcuni spazi simbolici della cultura italiana che, tra fatica e incertezza, stanno ripartendo.

    SalTo Notte: un vero e proprio viaggio in Italia, guidato dal filo rosso della letteratura e della cultura, in un momento storico in cui nel mondo sta tornando la possibilità di movimento, ma non è chiara la direzione da prendere. Un esperimento nuovo, a tarda sera, perché «la notte porta consiglio» e offre un modo diverso di stare insieme: concede maggiore libertà, intimità e possibilità di approfondire, lontano dal trambusto del giorno. Tutti i martedì dalle ore 22.30 – trasmessi in streaming su salonelibro.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Salone. I video degli incontri rimarranno disponibili sul sito e sul canale YouTube anche dopo la messa in onda.


    Massimo Mercati
    "L'impresa come sistema vivente"
    Aboca Edizioni
    https://www.aboca.com/it/
    Considerare l’impresa come un sistema vivente permette di rileggere la realtà aziendale in profondità. È una visione che rende l’impresa fortemente interdipendente dal contesto in cui agisce, una comunità tra le comunità che non può più esistere in modo autoreferenziale e diventa creatrice di valore solo quando svolge appieno la sua funzione economico-sociale. Un valore che non si esaurisce nella realizzazione del profitto, ma si estende all’impatto sull’ambiente e sulla società attraverso la crescita culturale di tutti i membri dell’azienda, uniti dall’idea di operare insieme nella direzione del bene comune. Questa è la proposta che Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, sta portando avanti attraverso l’azienda di famiglia. Fondata nel 1978 dal padre Valentino, Aboca si è sempre contraddistinta per un approccio innovativo: trovare nella natura le risposte ai bisogni legati alla salute dell’uomo, nel rispetto del suo organismo e dell’ambiente, sviluppando modelli agricoli sostenibili e investendo nella ricerca scientifica. Grazie alla sua esperienza sul campo e a un percorso di studi che lo ha portato a indagare a fondo il rapporto tra uomo e natura, Massimo Mercati ha esteso la visione sistemica della vita alla dimensione dell’impresa intesa come organizzazione sociale. Così concepita, l’impresa diventa un progetto di vita in cui non si possono più distinguere due morali, una per il lavoro e l’altra per la vita privata. Ma affinché questo sia possibile l’imprenditore dovrà identificare i valori di fondo della propria organizzazione e condividerli, in modo che si affermino come punti di riferimento concreti, capaci di guidare realmente le azioni di tutti coloro che ne fanno parte. “Seguendo i valori spirituali”, diceva Adriano Olivetti, “i beni materiali sorgeranno da sé.”

    Massimo Mercati è nato a Città di Castello nel 1971. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza, si è dedicato alla gestione dell’azienda di famiglia, Aboca, della quale è ora amministratore delegato. Ha fondato la rete delle Farmacie Apoteca Natura ed è presidente delle Farmacie Comunali di Firenze. Vive a Sansepolcro.




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    24 min
  • Francesco Pacifico "SalTo Notte"
    Francesco Pacifico
    "SalTo Notte"
    https://www.salonelibro.it/ita/


    Ogni martedì, alle ore 22.30 https://www.salonelibro.it/ita/




    Dopo il grande successo di SalTo Extra, il Salone Internazionale del Libro di Torino torna per l’estate con SalTo Notte: un nuovo format sperimentale che dà voce a editori, autori italiani e stranieri, e abita in tarda serata alcuni spazi simbolici della cultura italiana che, tra fatica e incertezza, stanno ripartendo.

    SalTo Notte: un vero e proprio viaggio in Italia, guidato dal filo rosso della letteratura e della cultura, in un momento storico in cui nel mondo sta tornando la possibilità di movimento, ma non è chiara la direzione da prendere. Un esperimento nuovo, a tarda sera, perché «la notte porta consiglio» e offre un modo diverso di stare insieme: concede maggiore libertà, intimità e possibilità di approfondire, lontano dal trambusto del giorno. Tutti i martedì dalle ore 22.30 - trasmessi in streaming su salonelibro.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Salone. I video degli incontri rimarranno disponibili sul sito e sul canale YouTube anche dopo la messa in onda.

    A Torino, Napoli, Milano e Roma, il Salone entrerà in musei, biblioteche, librerie e spazi di produzione culturale, intervistando le persone e gli artisti che quei luoghi li hanno sempre vissuti e che ora stanno immaginando nuove forme e nuovi scenari di condivisione e di incontro.

    Ogni puntata è un susseguirsi di incontri, animati da voci del mondo della cultura, della letteratura, della musica, delle arti, dell’editoria che si incroceranno per approfondire, analizzare e commentare - con Nicola Lagioia, il gruppo dei curatori editoriali e tutta la squadra che lavora al Salone - il mondo che si è trasformato intorno a noi. Interviste esclusive; nuove uscite editoriali; la rubrica «Dall’oggi al domani, le parole per dirlo» condotta da Loredana Lipperini per raccontare autori e temi che attraversano le nostre giornate e le nostre notti; un focus dedicato alla narrativa per ragazzi; alla fine di ogni puntata, un momento di poesia e una canzone d’autore, che sarà reinterpretata e suonata dal vivo per accompagnare gli ascoltatori verso la notte. Gli incontri di tutte le puntate saranno commentati a «Casa Buendía», con Francesco Pacifico e ospiti di volta in volta diversi. SalTo Notte vuole essere anche una finestra aperta sulla «macchina» del Salone, il dietro le quinte della squadra che lavora tutto l’anno e che vuole mantenere saldi i contatti con la Comunità di lettori e pubblico, in attesa di darsi di nuovo appuntamento dal vivo.

    Dopo l'apertura di martedì 23 giugno, il 30 giugno a Napoli, alle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano di Intesa Sanpaolo; il 7 luglio a Roma, al Teatro India; il 14 luglio a Milano, alle Gallerie d’Italia - Piazza Scala di Intesa Sanpaolo; il 21 luglio di nuovo a Roma, alla Libreria Tuba; per finire dove si è partiti, a Torino, il 28 luglio alla Biblioteca civica Villa Amoretti.


    Tra gli ospiti già confermati per le puntate prossime: Javier Cercas con Giancarlo De Cataldo, Bret Easton Ellis, Esther Safran Foer, Thomas Piketty, Igiaba Scego, Nino D’Angelo, The Jackal, Pop X, Gipi.

    Il Salone Internazionale del Libro di Torino è un progetto di Associazione Torino, la Città del Libro e Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e di Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Centro per il Libro e la Lettura, Ministero per le Politiche Giovanili, Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, Italian Trade Agency ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e MAECI...
    16 min
  • Gianmaria Finardi "Sine die" Eric Chevillard
    Gianmaria Finardi
    "Sine die"
    Eric Chevillard
    Cronaca del confinamento
    Prehistorica Editore
    https://www.prehistoricaeditore.it/




    L’ho chiamato Lachesis. È un bel nome, trovo, per un ragno. Da qualche giorno, al fine di rompere il mio isolamento e non limitare le interazioni affettive ai tre membri della mia famiglia reclusi con me, ho iniziato ad addomesticarlo. Il suo filo di seta è l’ultimo legame che mi tiene attaccato al mondo […]. Mi capita di rimanere tutta la notte seduto in bagno a raccontargli la mia vita, a confidargli i miei tormenti, angosce, dispiaceri, ambizioni, non mostra mai alcun segno di impazienza lui.

    Storicamente, in corrispondenza di eventi straordinariamente tragici, persino la più superficiale e cinica delle società torna a interrogarsi sulla necessità dei propri fondamenti, rivolgendosi ai grandi pensatori. Così è anche per il confinamento a oltranza, dettato dall’emergenza covid-19, che sta mettendo e metterà a durissima prova la tenuta della popolazione planetaria. Proprio in questo periodo, una Francia sconcertata ha guardato alle cronache quotidiane di Éric Chevillard – date alle stampe inizialmente presso "Le Monde" poi sul seguitissimo blog dell’autore.

    Approfondendo il solco tracciato da Kafka e Beckett, con la sua penna affilata Chevillard sonda l’assurdità, la nausea, la noia, il dolore cieco di questi tempi nuovi. Prehistorica Editore presenta quindi per l’Italia –in anteprima mondiale– questa raccolta di cronache, quale doveroso e coraggioso tentativo di opporre una parola al silenzio.


    Éric Chevillard è nato nel 1964 a La Roche-sur-Yon e, come recita non senza ironia il suo sito, “ieri il suo biografo è morto di noia”. Si tratta indubbiamente di uno dei massimi scrittori francesi contemporanei, che ha saputo suscitare il vivo interesse di critica e pubblico, anche all’estero. Ideatore del fortunatissimo blog letterario, L’Autofictif, ha nel corso degli anni ottenuto diversi e prestigiosi premi, come il Prix Fénéon, Il Prix Wepler, il Prix Roger-Caillois, il Prix Virilo e il Prix Vialatte per l'insieme della sua opera. Molti dei suoi capolavori sono tradotti, in inglese, spagnolo, tedesco, russo, croato, romeno, svedese e cinese. Nel 2013, la traduzione di un suo romanzo, Préhistoire (1994; Prehistoric Times), si è aggiudicata il Best Translated Book Award – premio statunitense assegnato dalla rivista “Open Letters” e dall’università di Rochester. Ha scritto oltre venti opere - volendo menzionare solo i romanzi - pubblicate dalla leggendaria casa editrice francese Les Éditions de Minuit, diventata grande con Samuel Beckett e il Nouveau Roman. Sul riccio è il primo testo in assoluto pubblicato da Prehistorica Editore, ed è a oggi il terzo romanzo dell’autore edito in Italia: tutti sono stati tradotti da Gianmaria Finardi.


    Gianmaria Finardi, il traduttore di questo libro, è dottore della ricerca in letteratura francese ed editore. I suoi lavori si concentrano principalmente sulla semiotica e l’ermeneutica, per estendersi alla critica letteraria, sino agli aspetti teorici della traduzione. È autore del blog di Prehistorica Editore, Incisioni del traduttore. È il traduttore, in Italia, di tutte le opere di Éric Chevillard.



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    24 min
  • Samuela Pagani "Corriere di notte" Hoda Barakat
    Samuela Pagani
    "Corriere di notte"
    Hoda Barakat
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/



    Samuela Pagani, finalista al Premio Mario Lattes per la traduzione
    http://fondazionebottarilattes.it/


    In viaggio dal mondo arabo verso l’occidente, per trovare asilo e un nuovo inizio: uomini e donne che incrociano i loro destini per fuggire dal passato e si scontrano con l’illusione del futuro, la possibilità del fallimento. Corriere di notte ha la forma di un romanzo epistolare atipico e struggente che raccoglie l’ultima lettera scritta da ciascun personaggio: un clandestino albanese scrive alla donna amata, un’amante aspetta il suo uomo in una camera d’albergo, un ex carceriere in fuga si rivolge alla sua famiglia, una donna racconta al fratello che la loro madre è morta, un giovane omosessuale si dichiara al padre. Queste confessioni, disperate e appassionanti, sono il tentativo di tenere insieme i pezzi di una storia corale e identitaria, che racconta delle contraddizioni della società araba, della violenza sfaccettata, del potere, della fuga, del miraggio condiviso di un luogo in cui è ancora possibile vivere.
    Ecco che, proprio sul punto di perdersi, le lettere incontrano un’improvvisa deviazione nel loro cammino, un destino inatteso in cui l’urgenza della parola riuscirà a risuonare anche nel paesaggio sordo e chiassoso di un mondo in dissoluzione, dove tutto potrebbe crollare eppure non cessa di chiamare forte la vita, l’amore.


    Hoda Barakat, scrittrice, giornalista e traduttrice, è nata a Beirut e vive a Parigi dal 1989. È stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere nel 2002, e dell’Ordine nazionale al merito nel 2008. È stata finalista al Man Booker Prize nel 2015 e ha ricevuto il Premio Al Owais nel 2018. Ha scritto numerosi romanzi; L’uomo che arava le acque ha vinto la Medaglia Naguib Mahfouz per la Letteratura e con Corriere di notte ha vinto il prestigioso Premio Internazionale per la Letteratura araba.



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    22 min
  • Vanessa Roghi "Lezioni di Fantastica"
    Vanessa Roghi
    "Lezioni di Fantastica"
    Storia di Gianni Rodari
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/



    Gianni Rodari non ha ‘soltanto’ inventato favole e filastrocche, ha fatto molto di più: ha inventato un nuovo modo di guardare il mondo.
    Vanessa Roghi ricostruisce e racconta la vita di un grande intellettuale a partire dai grandi 'insiemi' che l'hanno riempita - la politica, il giornalismo, la passione educativa, la scrittura e la letteratura - con l’ambizione di raccontare un Gianni Rodari tutto intero, di sottrarlo allo stereotipo dello scrittore ‘facile’.



    "Uno degli esercizi di fantasia più noti di Gianni Rodari è il gioco degli insiemi, risponde alla domanda formulata «dal bambino che vuol sapere chi è, e la mamma gli dice ‘figlio’, lo zio ‘nipote’, ma è anche un ‘fratello’, un ‘pedone’, uno ‘scolaro’ eccetera eccetera; e ogni volta fa un nodo su una corda; insomma, scopre (matematica) gli ‘insiemi’ di cui fa parte». Ognuno di noi, così, è figlio, amico, fratello, ma anche di Manziana o di Bolsena, ha gli occhi verdi, va in bicicletta, mangia il gelato a colazione.

    Chi è, dunque, Gianni Rodari, a quale insieme, a quanti insiemi, appartiene? Partiamo da un ricordo di Antonio Faeti, studioso e amico di Rodari: «Rodari aveva quasi vent’anni più di me: giusto l’arco di un’intera generazione. Tuttavia in molti dibattiti, in convegni, in tavole rotonde a cui abbiamo entrambi partecipato, accadeva che la parte del vecchio dovessi inevitabilmente interpretarla io, come se avessimo preso in questo senso un ammiccante accordo, mai più tradito». È una sera romana del 1973, a Gianni Rodari è stato chiesto di presentare Guardare le figure, saggio sulle illustrazioni dei libri per l’infanzia, uscito per Einaudi l’anno precedente. «Con la grazia inimitabile, l’umorismo, l’arguta imprendibile profondità che metteva in queste cose, Rodari, per quanto fosse lì presente, davanti ai sorridenti ascoltatori, mi descrisse come un vecchio professore, forse impazzito a causa dei troppi libri letti e riletti in continuazione. Una specie di maniaco cacciatore di farfalle che rinunciava agli insetti per collezionare antiche stampine di cui si era follemente innamorato, in un’infanzia remota».

    Quei libri di cui parla Faeti, infatti, Rodari da bambino non li ha letti, e pure se li avesse letti forse non li avrebbe amati, così come era accaduto alla grandissima maggioranza dei bambini appartenenti alla sua generazione e a quelle precedenti. Le storie della letteratura per l’infanzia, e anche Guardare le figure, hanno sempre dimenticato di tener conto di un dato fondamentale, cioè che l’«infanzia storica» in Italia non aveva mai letto nulla, «presa com’era da altri problemi: la denutrizione, la pellagra, la fame, il lavoro minorile, il disambientamento causato dalle frequenti emigrazioni. I libri per bambini, ‘storicamente’, erano destinati ai figli dellamedia e alta borghesia (con qualche eccezione, ridacchiava Rodari, costituita dagli incontri fortunosi e particolari, come quello dell’autore di Guardare le figure), non certo appartenente alle due classi privilegiate, con nutritissime e vecchie biblioteche».

    Una riflessione che Rodari riprende l’anno successivo, nel 1974, invitato al primo convegno internazionale su Pinocchio, dove ricorda come, negli anni in cui il libro di Collodi viene scritto, i bambini delle classi povere non andassero a scuola, ma a zappare la terra o a badare alle pecore; e anche nelle regioni più progredite, dopo la prima o la seconda elementare, entrassero in fabbrica:

    Le vecchie del mio paese, e anche quelle di famiglia, ricordavano bene come a sette, otto anni, fossero andate in cartiera o in filanda a lavorare. Le filande erano lontane. Donne e bambine partivano la domenica sera, cantando le litanie per farsi coraggio nel buio delle strade, venivano...
    17 min

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