il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Nadia Urbinati "Limes Festival"
    Nadia Urbinati
    "Limes Festival"
    Antiche pesti e nuovi confini
    dal 24 al 26 giugno 2020
    https://www.limesfestival.it/
    youtube: limes festival
    facebook: @limesfestival


    Limes Festival – mercoledì 24 giugno, ore 21:00
    "Come confinare i populismi" con Nadia Urbinati


    Limes. Dialoghi di confine sulle rive del Rubicone è un Festival che coinvolge ambiti tematici vastissimi, la storia e la geografia, la politica, la filosofia e la letteratura. Già nel nome il Festival si richiama ad un confine celebre e del tutto particolare, la linea del Rubicone; al cui ricordo sono dedicati, appunto, i Dialoghi di confine che qui hanno trovato la loro sede. Organizzato dal Comune di Savignano sul Rubicone e dalla cooperativa 49 a.C., con il coordinamento scientifico di Giovanni Brizzi, il Festival fruisce della preziosa collaborazione con la Società editrice il Mulino e gode del patrocinio dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e del Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.
    Quanti sinonimi possibili ha il vocabolo limes/confine? Limite, termine, frontiera, sbarramento, demarcazione, punto estremo. E altri ancora… E a quanti e quali ambiti può estendersi il concetto sotteso alle diverse sfumature del termine? Dal più ovvio, quello geografico, a quello politico, dall’idea, persino estetica, di eccesso nel gusto alla nozione di limite morale.
    Dopo il successo e l’interesse riscosso lo scorso anno gli stessi organizzatori ne propongono ora una nuova edizione, accettando le sfide del post emergenza sanitaria e ricalibrando le modalità di svolgimento della manifestazione. Non solo: anche la particolare declinazione del tema si richiamerà all’attualità di un’emergenza che è parsa sopprimere molti confini ma minaccia di
    fissarne altri.
    Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook di Limes Festival. Sarà possibile assistere ai tre incontri della giornata inaugurale del Festival anche dal vivo, a Savignano sul Rubicone, presenti i relatori e un numero ristretto e controllato di spettatori, sull’alveo stesso del fiume Rubicone.



    L’inaugurazione è prevista per mercoledì 24 giugno alle 18.30 all’alveo del fiume Rubicone e in diretta streaming, con Giovanni Brizzi e la lectio “Nemici senza confini. Le epidemie nel mondo antico”. Si va verso sera con un aperitivo alle 19.45 in compagnia di Maria Giuseppina Muzzarelli che, autrice da poco per il Mulino del volume Le regole del lusso, ci racconta come queste regole, fino all’età moderna, si declinavano e inasprivano in tempo di epidemie. La serata si conclude alle 21, sempre dalle rive del fiume e online, con Nadia Urbinati, con la quale affrontiamo il confine politico, quello che apre un varco sul populismo e sugli scenari internazionali attuali, anche alla luce delle proteste e dei movimenti che in queste settimane stanno accendendo il dibattito politico mondiale.

    La seconda giornata dei Dialoghi è aperta, giovedì 25 giugno alle ore 18.30, dall’intervento in diretta streaming di Egidio Ivetic che ci conduce sulle “Sponde dell’Adriatico”. Il mare Adriatico, verso il quale il Rubicone confluisce, ci racconta di civiltà, guerre e pestilenze. Alle 21, in diretta streaming con Valerio Magrelli, assistiamo a “La “Peste” mediterranea: dall’Algeria alla Calabria, dalla Spagna alla Grecia. Una lettura di Albert Camus”.

    La giornata conclusiva del festival, venerdì 26 giugno, vede protagonisti alle 18.30 Franco Cardini e Giovanni Brizzi con un dialogo a distanza su “Il pestifero morbo”, e si chiude alle 21 con l’intervento, anch’esso in diretta streaming, di Mauro Bonazzi su “La bellezza della fragilità. I greci e il mistero dell’esistenza”.
    Con il coordinamento scientifico di...
    20 min
  • Annalisa Oboe "Premio Elena Lucrezia Cornaro Piscopia"
    Annalisa Oboe
    ProRettrice Università di Padova
    Premio di Studio Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
    http://unipd.it/


    Giovedì 25 giugno, alle 17 in Aula Magna, la cerimonia di consegna del Premio di studio Elena Lucrezia Cornaro Piscopia Università degli Studi di Padova.

    Melania Mazzucco narra la vita e le imprese di due donne straordinarie.





    19 giugno 2020. Il percorso di avvicinamento alle celebrazioni dell’Ottocentenario dell’Università di Padova, nel 2022, prosegue all’insegna dell’impegno per un sempre maggiore empowerment femminile: la piena valorizzazione del contributo intellettuale delle donne, e della loro libertà di espressione e ricerca, per il progresso in tutti i settori del sapere e dell’agire umano, nel passato e soprattutto per il futuro. Madrina attraverso i secoli di questa battaglia è Elena Cornaro Piscopia, che il 25 giugno 1678, a Padova, si laureò in filosofia, diventando la prima Alumna dell’Ateneo patavino e la prima donna al mondo a ottenere un titolo universitario. Ecco perché a questa donna e studiosa straordinaria è dedicato il Centro di Ateneo “Elena Cornaro” per i saperi, le culture e le politiche di genere (www.centroelenacornaro.unipd.it), e il Premio di studio (www.alumniunipd.it/cornaro) assegnato dall’Università a laureate e laureati dei corsi di laurea magistrale e a giovani ricercatrici e ricercatori, le cui attività di ricerca o lavoro costituiscano una forza di cambiamento verso la piena espressione del potenziale professionale, culturale e accademico delle donne.



    Istituito nel 2018, il Premio giunge quest’anno alla seconda edizione ed è realizzato con il sostegno dell’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova, dell’Associazione degli Amici dell’Università di Padova e di Solgar Italia. La cerimonia di consegna si svolgerà in presenza giovedì 25 giugno alle 17 nell’Aula Magna dell’Università, con la partecipazione di alcuni invitati fra docenti, ex alunni e studiosi, e sarà anche trasmessa in live streaming sul sito dell’università www.unipd.it e sui suoi canali social @universitapadova (Facebook), @UniPadova (YouTube).



    “Questo premio di studio rappresenta un invito ai giovani e alle giovani dell’Università di Padova a guardare sia al passato che al presente della nostra istituzione da una prospettiva di genere” - spiega Annalisa Oboe, Prorettrice alle Relazioni Culturali, Sociali e di Genere, “e a contribuire alla costruzione di una narrazione inclusiva della vita universitaria e accademica patavina, che possa restituire un'immagine rinnovata e più equa dell'ateneo alla soglia del suo nono secolo”.



    Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Rosario Rizzuto, della Prorettrice Annalisa Oboe, del Presidente dell’Associazione Alumni Andrea Vinelli e della Presidente di Solgar Italia Multinutrient Spa Anna Giuliani, prenderà la parola la scrittrice Melania Mazzucco, per una narrazione ucronica legata a L’incredibile desiderio (che il nostro nome sia reso celebre): come sarebbe stata diversa la storia se le due talentuose donne del ‘600, una progettista e una filosofa, che lottarono per la legittimazione del proprio valore, non avessero dovuto farlo, se avessero goduto della stessa autorevolezza degli uomini? Al termine della conferenza, si procederà alla consegna del Premio. Coordina l’incontro Gioia Lovison.



    Melania Mazzucco è autrice di personaggi femminili lontani dagli stereotipi, non convenzionali, e lavorando sulla ricerca storica ha ricostruito momenti e volti della storia dell’arte troppo a lungo lasciati nell’ombra. Ne è un esempio, in perfetta sintonia con lo spirito...
    19 min
  • Maria Giuseppina Muzzarelli "Limes Festival"
    Maria Giuseppina Muzzarelli
    "Limes Festival"
    Antiche pesti e nuovi confini
    dal 24 al 26 giugno 2020
    https://www.limesfestival.it/
    youtube: limes festival
    facebook: @limesfestival


    Limes Festival - mercoledì 24 giugno, ore 19:45
    Le regole del lusso in tempi di pandemia / Aperitivo con Maria Giuseppina Muzzarelli


    Limes. Dialoghi di confine sulle rive del Rubicone è un Festival che coinvolge ambiti tematici vastissimi, la storia e la geografia, la politica, la filosofia e la letteratura. Già nel nome il Festival si richiama ad un confine celebre e del tutto particolare, la linea del Rubicone; al cui ricordo sono dedicati, appunto, i Dialoghi di confine che qui hanno trovato la loro sede. Organizzato dal Comune di Savignano sul Rubicone e dalla cooperativa 49 a.C., con il coordinamento scientifico di Giovanni Brizzi, il Festival fruisce della preziosa collaborazione con la Società editrice il Mulino e gode del patrocinio dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e del Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.
    Quanti sinonimi possibili ha il vocabolo limes/confine? Limite, termine, frontiera, sbarramento, demarcazione, punto estremo. E altri ancora… E a quanti e quali ambiti può estendersi il concetto sotteso alle diverse sfumature del termine? Dal più ovvio, quello geografico, a quello politico, dall’idea, persino estetica, di eccesso nel gusto alla nozione di limite morale.
    Dopo il successo e l’interesse riscosso lo scorso anno gli stessi organizzatori ne propongono ora una nuova edizione, accettando le sfide del post emergenza sanitaria e ricalibrando le modalità di svolgimento della manifestazione. Non solo: anche la particolare declinazione del tema si richiamerà all’attualità di un’emergenza che è parsa sopprimere molti confini ma minaccia di
    fissarne altri.
    Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook di Limes Festival. Sarà possibile assistere ai tre incontri della giornata inaugurale del Festival anche dal vivo, a Savignano sul Rubicone, presenti i relatori e un numero ristretto e controllato di spettatori, sull’alveo stesso del fiume Rubicone.

    L’inaugurazione è prevista per mercoledì 24 giugno alle 18.30 all’alveo del fiume Rubicone e in diretta streaming, con Giovanni Brizzi e la lectio “Nemici senza confini. Le epidemie nel mondo antico”. Si va verso sera con un aperitivo alle 19.45 in compagnia di Maria Giuseppina Muzzarelli che, autrice da poco per il Mulino del volume Le regole del lusso, ci racconta come queste regole, fino all’età moderna, si declinavano e inasprivano in tempo di epidemie. La serata si conclude alle 21, sempre dalle rive del fiume e online, con Nadia Urbinati, con la quale affrontiamo il confine politico, quello che apre un varco sul populismo e sugli scenari internazionali attuali, anche alla luce delle proteste e dei movimenti che in queste settimane stanno accendendo il dibattito politico mondiale.

    La seconda giornata dei Dialoghi è aperta, giovedì 25 giugno alle ore 18.30, dall’intervento in diretta streaming di Egidio Ivetic che ci conduce sulle “Sponde dell’Adriatico”. Il mare Adriatico, verso il quale il Rubicone confluisce, ci racconta di civiltà, guerre e pestilenze. Alle 21, in diretta streaming con Valerio Magrelli, assistiamo a “La “Peste” mediterranea: dall’Algeria alla Calabria, dalla Spagna alla Grecia. Una lettura di Albert Camus”.

    La giornata conclusiva del festival, venerdì 26 giugno, vede protagonisti alle 18.30 Franco Cardini e Giovanni Brizzi con un dialogo a distanza su “Il pestifero morbo”, e si chiude alle 21 con l’intervento, anch’esso in diretta streaming, di Mauro Bonazzi su “La bellezza della fragilità. I greci e il mistero dell’esistenza”.
    29 min
  • Giovanni Brizzi "Limes Festival"
    Giovanni Brizzi
    "Limes Festival"
    Antiche pesti e nuovi confini
    dal 24 al 26 giugno 2020
    https://www.limesfestival.it/
    youtube: limes festival
    facebook: @limesfestival






    Limes. Dialoghi di confine sulle rive del Rubicone è un Festival che coinvolge ambiti tematici vastissimi, la storia e la geografia, la politica, la filosofia e la letteratura. Già nel nome il Festival si richiama ad un confine celebre e del tutto particolare, la linea del Rubicone; al cui ricordo sono dedicati, appunto, i Dialoghi di confine che qui hanno trovato la loro sede. Organizzato dal Comune di Savignano sul Rubicone e dalla cooperativa 49 a.C., con il coordinamento scientifico di Giovanni Brizzi, il Festival fruisce della preziosa collaborazione con la Società editrice il Mulino e gode del patrocinio dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e del Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.
    Quanti sinonimi possibili ha il vocabolo limes/confine? Limite, termine, frontiera, sbarramento, demarcazione, punto estremo. E altri ancora… E a quanti e quali ambiti può estendersi il concetto sotteso alle diverse sfumature del termine? Dal più ovvio, quello geografico, a quello politico, dall’idea, persino estetica, di eccesso nel gusto alla nozione di limite morale.
    Dopo il successo e l’interesse riscosso lo scorso anno gli stessi organizzatori ne propongono ora una nuova edizione, accettando le sfide del post emergenza sanitaria e ricalibrando le modalità di svolgimento della manifestazione. Non solo: anche la particolare declinazione del tema si richiamerà all’attualità di un’emergenza che è parsa sopprimere molti confini ma minaccia di
    fissarne altri.
    Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook di Limes Festival. Sarà possibile assistere ai tre incontri della giornata inaugurale del Festival anche dal vivo, a Savignano sul Rubicone, presenti i relatori e un numero ristretto e controllato di spettatori, sull’alveo stesso del fiume Rubicone.

    L’inaugurazione è prevista per mercoledì 24 giugno alle 18.30 all’alveo del fiume Rubicone e in diretta streaming, con Giovanni Brizzi e la lectio “Nemici senza confini. Le epidemie nel mondo antico”. Si va verso sera con un aperitivo alle 19.45 in compagnia di Maria Giuseppina Muzzarelli che, autrice da poco per il Mulino del volume Le regole del lusso, ci racconta come queste regole, fino all’età moderna, si declinavano e inasprivano in tempo di epidemie. La serata si conclude alle 21, sempre dalle rive del fiume e online, con Nadia Urbinati, con la quale affrontiamo il confine politico, quello che apre un varco sul populismo e sugli scenari internazionali attuali, anche alla luce delle proteste e dei movimenti che in queste settimane stanno accendendo il dibattito politico mondiale.

    La seconda giornata dei Dialoghi è aperta, giovedì 25 giugno alle ore 18.30, dall’intervento in diretta streaming di Egidio Ivetic che ci conduce sulle “Sponde dell’Adriatico”. Il mare Adriatico, verso il quale il Rubicone confluisce, ci racconta di civiltà, guerre e pestilenze. Alle 21, in diretta streaming con Valerio Magrelli, assistiamo a “La “Peste” mediterranea: dall’Algeria alla Calabria, dalla Spagna alla Grecia. Una lettura di Albert Camus”.

    La giornata conclusiva del festival, venerdì 26 giugno, vede protagonisti alle 18.30 Franco Cardini e Giovanni Brizzi con un dialogo a distanza su “Il pestifero morbo”, e si chiude alle 21 con l’intervento, anch’esso in diretta streaming, di Mauro Bonazzi su “La bellezza della fragilità. I greci e il mistero dell’esistenza”.
    Con il coordinamento scientifico di Giovanni Brizzi, a Savignano sul Rubicone e nell’”etere”, il tema del confine sarà declinato nei tre...
    27 min
  • Alberto Milesi "Borgate dal Vivo"
    Alberto Milesi
    "Borgate dal Vivo"
    http://www.borgatedalvivo.it/


    Sabato 27 giugno riparte Borgate dal Vivo 2020
    il primo festival delle borgate e dei piccoli comuni alpini

    30 eventi in 27 comuni tra Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia
    dal 27 giugno al 6 settembre 2020

    Tra i tanti ospiti: Niccolò Fabi in dialogo con Saverio Tommasi; un’anteprima di Francesco Montanari;
    il debutto di Quattro Donne di Chiara Buratti; Nicolò Govoni;
    Andrea Scanzi; Mauro Corona; Dario Ballantini; Guido Catalano;
    Mauro Berruto; Tommaso Ragno


    Il 27 giugno, con un evento trasmesso in diretta dalla sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, riparte Borgate dal Vivo che, in un momento storico particolarmente complesso, ha scelto come titolo della V edizione un verso iconico di Dante: “A riveder le stelle”.

    Borgate dal Vivo è il primo festival delle borgate e dei piccoli comuni alpini, che porta grandi eventi di spettacolo - tra teatro, musica, letteratura, cinema e circo - sull'arco alpino occidentale. Sin dalla sua nascita, Borgate dal Vivo si prende cura dei luoghi periferici proponendo bellezza e ha come scopo l’innovazione sociale e culturale di zone lontane dai grandi centri urbani, valorizzando lo straordinario patrimonio naturalistico e architettonico dei piccoli borghi, tra i quali Oulx, Avigliana, Venaus, Borgata Celle di Caprie in provincia di Torino; Borgo Viatosto in provincia di Asti; Valtournenche in provincia di Aosta e Madesimo in provincia di Sondrio. L’emergenza sanitaria ha rimesso in gioco il settore dello spettacolo dal vivo, ma la rassegna favorisce da sempre l’incontro non caotico in luoghi accoglienti e magici, nei quali il pubblico potrà assistere agli spettacoli in totale sicurezza.
    Borgate dal Vivo è anche il festival più grande d'Italia per estensione e durata: quasi tre mesi di appuntamenti, dal 27 giugno al 6 settembre 2020, per 30 eventi in 27 diversi comuni tra Liguria, Piemonte e Valle D'Aosta.

    “A rivedere le stelle” è un'espressione di riapertura, ripartenza, rinascita. Un ritorno alla vita insieme, nel rispetto rigoroso delle norme che richiederanno il mantenimento del distanziamento sociale minimo. Per questa ragione, la prima serata del festival sarà trasmessa gratuitamente in diretta sul canale Facebook di Borgate dal Vivo e sarà l’unico evento del calendario del festival senza pubblico, in attesa di poter tornare alle modalità solite, sempre nel massimo rispetto delle direttive.
    Protagonisti della serata saranno la violinista Elisabetta Bosio e l’attore Saulo Lucci. Per riprendere il payoff della quinta edizione del festival, Saulo Lucci declamerà l’ultimo canto dell’Inferno di Dante, che termina proprio con il verso “A riveder le stelle”. A seguire, Elisabetta Bosio eseguirà musiche di Elizabeth Lounge Project, ovvero suoi brani originali, e ci sarà anche spazio per un omaggio al Maestro Ezio Bosso.

    Tra i tanti ospiti in programma per la V edizione: Niccolò Fabi (venerdì 24 luglio a Bussoleno, TO), incontrerà Saverio Tommasi per un dialogo sui diritti umani. La sua canzone “Io sono l’altro” - da “Tradizione e tradimento” pubblicato a ottobre 2019 - è la vincitrice per il 2020 del Premio Amnesty International Italia. Sarà un incontro tra musica e parole durante il quale racconterà la sua esperienza a fianco di Medici con l'Africa CUAMM e Associazione Nazionale Italiana Cantanti, realtà con cui da sempre collabora attivamente. E poi: l’anteprima di un nuovo monologo di Francesco Montanari (sabato 25 luglio ad Avigliana, TO) ispirato ai “Menecmi” di Plauto: due fratelli gemelli, separati alla nascita, che si rincontrano dopo lunghe peripezie dando origine ad una serie di scambi di persone e dunque di equivoci; il debutto di Quattro Donne, ultimo spettacolo di Chiara Buratti (mercoledì 5 agosto ad...
    14 min
  • Armando Buonaiuto "Torino Spiritualità"
    Armando Buonaiuto
    "Torino Spiritualità"
    dal 24 al 27 settembre 2020
    https://torinospiritualita.org/


    "Respiro"

    È liberazione, sollievo, tregua. È vita. È profondo, è ampio, è lungo. È da riprendere, da trattenere, da regolare. È corto per un’improvvisa emozione. Può mancare. Può essere l’ultimo, e il primo. È il respiro. E il ritmo del respiro è quello della nostra libertà.
    Al Respiro è dedicata la 16. edizione di Torino Spiritualità, che torna dal 24 al 27 settembre 2020 per quattro giorni di riflessione attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni.


    Un tema che si immerge nell’oggi, nel presente segnato dall’emergenza Covid-19, per un festival che diventa occasione di approfondimento e incontro, crescita personale e scambio di idee mai alieno al mondo, mai slegato dalla vita e dalle esigenze delle persone. Anche per questo il festival cambierà forma: la situazione attuale impone regole che possono e devono diventare un’occasione per vivere la cultura in modo diverso, ma ugualmente profondo e coinvolgente. Incontri diffusi in spazi non convenzionali per vivere la città; itinerari urbani da fare insieme, alla scoperta di se stessi come parte di ciò che ci circonda; eventi online per coinvolgere il territorio nazionale, per un festival sempre più inclusivo: Torino Spiritualità cambia ma rimane se stesso, si adatta alla situazione attuale ma soprattutto la interpreta. Al centro degli incontri con filosofi, storici, sociologi, rappresentanti delle fedi e delle culture del mondo, il respiro, che abbiamo scoperto e riscoperto durante l’emergenza.


    È nei mesi del lockdown che abbiamo capito che cosa significhi davvero respirare: la più automatica delle azioni è uscita dal cono d’ombra dell’abitudine. Abbiamo dovuto imparare a studiare il nostro respiro, a sorvegliarlo, a temere quello degli altri. E ancora, pensarci incapaci di respirare ha significato immaginarci privati di noi stessi, perché dal primo vagito all’ultimo fiato la nostra esistenza è il nostro respiro.


    Respirare infatti svela ogni piega del sentire umano: il respiro mozzato della paura, quello trattenuto dell’attesa, l’inspirazione rapida e secca della sorpresa, il fiato grosso della fatica, il soffio profondo del raccoglimento e della preghiera. E non è un caso se il respiro innerva tutte le tradizioni filosofiche e spirituali: è pneuma della grecità classica, è l’alito vitale che Dio insuffla nell’uomo, è il prana della tradizione indiana. Ma gemello del respiro è anche il passo duplice con cui conosciamo il mondo e lo elaboriamo: un’inspirazione, per portare il fuori dentro di noi, e un’espirazione, per restituire in visioni, parole e pensieri ciò che abbiamo preso.


    Aspettando il festival: nei due weekend che precedono l’avvio della manifestazione tornano le Camminate spirituali, per ossigenare cuore e mente tra valli e boschi. Ma quest’anno le mete non saranno solo montane, perché anche in città, con le giuste guide, è possibile godere della bellezza della natura.



    «È per me motivo di grande soddisfazione vedere la costante, se pur graduale, saggiamente lenta e costellata di mille difficoltà, ripresa di tutte le attività e di tutti gli eventi culturali piemontesi, che illustrano nel migliore dei modi la nostra realtà regionale e, in questo preciso caso, la nostra tenacia e capacità di rimetterci in moto con sempre maggior determinazione ed entusiasmo. In ossequio al tema di quest’anno, potrei dire di aver “tirato un sospiro di sollievo”».
    Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura, al Turismo e al Commercio della Regione Piemonte



    «Tornare a respirare e re-imparare a farlo: a fine settembre torna Torino Spiritualità e ci interroga sull’oggi e su quanto vissuto anche durante l’emergenza sanitaria con incontri, passeggiate e come ogni anno...
    16 min
  • Raffaele Milani "Albe di un nuovo sentire"
    Raffaele Milani
    "Albe di un nuovo sentire"
    La condizione neocontemplativa
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/




    Leggere, contemplare, curare la natura sono attività che aiutano a uscire dall’atrofia mentale del mondo consegnato alla Rete, in cerca di una visione armonica contro la banalità dei media. Il libro mostra come i fili del moderno e del postmoderno si siano intrecciati con la realtà virtuale in un garbuglio inestricabile, creando un caos linguistico e antropologico in cui l’arte sembra aver perso senso. Ma anche nell’era attuale può risorgere la lezione dell’antico: attraverso una rivisitazione dell’aura contemplativa potremo fare nostro un nuovo sentire, che rifugge dallo shock, dall’improvvisazione e dal kitsch, per mettere al centro la sensibilità e la fantasia creatrice.


    "Varchiamo la soglia e osserviamo: i fili del moderno e del postmoderno si sono intrecciati con la realtà mediatico-virtuale in un groviglio inestricabile e hanno creato una forte delimitazione, concretamente e visibilmente. Interno ed esterno sono divisi da un segno che vuole trattenerci entro i limiti di un nuovo caos linguistico e antropologico dove l'arte sembra aver perso senso. Allora usciamo e proviamo a guardare il mondo senza i filtri delle nuove tecnologie o gli infingimenti delle avanguardie e degli ismi succedutisi nell'arco di più di un secolo."

    Raffaele Milani insegna Estetica nell’Università di Bologna, dove è direttore del Laboratorio di ricerca sulle città. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo, per il Mulino, «L’arte del paesaggio» (2001), «I volti della grazia. Filosofia, arte, natura» (2009) e «L’arte della città» (2015).


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    43 min
  • Cettina Caliò Perroni "L'infinito di amare" Sergio Claudio Perroni
    Cettina Caliò Perroni
    "L'Infinito di amare"
    Sergio Claudio Perroni
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/


    "Fa finta di non conoscerlo, fa finta di non riconoscerlo, non lo riconosce davvero perché è molto cambiato, non lo riconosce perché così uguale ad allora non può essere davvero lui.
    Aveva desiderato non vederlo più, non vederlo mai più, vederlo almeno una volta per dirgli mai più."


    Lei e lui si svegliano al mattino l’uno accanto all’altra. Ogni cosa nei loro gesti, nel destarsi dei corpi – che si rieducano alla veglia, dice di una forza magnetica e accidentale che li ha condotti sin lì. I due amanti si osservano, si esplorano, si ripensano e si riconoscono secondo una mappa interiore e fisica da sempre già scritta, e ancora, in fondo, sconosciuta.
    Ma il tempo dell’amore è fragile, la perfezione dell’amore provvisoria, e così il risveglio è già presagio del ricordo, e già distanza dalla bellezza del presente. Lei e lui cercano di leggere, l’uno negli occhi dell’altra, il senso della loro relazione, gli indizi che facciano intuire future distanze o ulteriori prossimità. Ma forse – per due amanti – distanza e prossimità sono soltanto uno stato dell’anima, un passaggio del respiro.
    L’infinito di amare è l’opera struggente e forte a cui Sergio Claudio Perroni ha lavorato per anni, e l’ultima ad avere, infine, consegnato al suo editore. È il tentativo estremo di dire – con la sua solita precisione chirurgica – la grazia e l’indefinitezza del desiderio, e trattenere ogni luce che fa dell’amore l’amore.


    Sergio Claudio Perroni ha tradotto, scritto, curato libri. Ha pubblicato Non muore nessuno (2007), Raccapriccio. Mostri e scelleratezze della stampa italiana (2007), Leonilde. Storia eccezionale di una donna normale (2010), Nel ventre (2013), Renuntio vobis (2015), Il principio della carezza (2016), Entro a volte nel tuo sonno (2018), La bambina che somigliava alle cose scomparse (2019).




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    21 min
  • Maria Cristina Bandera "Il tempo di Caravaggio"
    Maria Cristina Bandera
    "Il tempo di Caravaggio"
    Capolavori della collezione di Roberto Longhi
    fino al 13 settembre 2020
    Musei Capitolini, Roma
    http://www.museicapitolini.org/it


    La mostra, curata da Maria Cristina Bandera direttore scientifico della Fondazione Longhi, è dedicata alla raccolta dei dipinti caravaggeschi del grande storico dell’arte e collezionista Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970), di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della scomparsa. Nella sua dimora fiorentina, villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche che furono per lui occasione di ricerca. Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci. Lo storico dell’arte si dedicò allo studio del Caravaggio, all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911. Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come il primo pittore dell’età moderna.

    "Ragazzo morso da un ramarro" di Caravaggio
    L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la “diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa trasparente e i fiori, come sottolineò Giovanni Baglione già nel 1642.
    Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione da lui istituita, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo, tratto dallo stesso Roberto Longhi, che vi appose la propria firma e la data 1930. Si tratta di un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto che aveva davanti agli occhi.

    Dipinti e Artisti in Mostra
    A seguire sono esposti dipinti degli artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati dalla sua rivoluzione figurativa. Tra questi è possibile ammirare tre tele di Carlo Saraceni; l’Angelo annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, l’Allegoria della Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli.

    Quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti aprono il percorso espositivo con l’intento di rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio. In mostra Il Ragazzo che monda un frutto, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”, tanto da esporla all’epocale rassegna di Palazzo Reale a Milano nel 1951.
    Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio.

    La Negazione di Pietro è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Con opere di rilievo sono presenti anche artisti fiamminghi e olandesi come Gerrit van Honthorst, Dirck van...
    31 min
  • Barbara Teresi "Una piccola morte" Mohamed Hasan Alwan
    Barbara Teresi
    Premio Mario Lattes per la Traduzione



    «Il traduttore letterario è colui che mette in gioco tutto se stesso per tradurre l’intraducibile».
    Italo Calvino


    È dedicata alla letteratura in lingua araba tradotta in italiano la prima edizione del Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, promosso dalla Fondazione Bottari Lattes, in collaborazione con l’Associazione Castello di Perno. Cinque sono le finaliste selezionate dalla Giuria stabile del Premio: Maria Avino, traduttrice di Morire è un mestiere difficile del siriano Khaled Khalifa (Bompiani, 2019); Samuela Pagani, traduttrice di Corriere di notte della libanese Hoda Barakat (La nave di Teseo, 2019); Nadia Rocchetti, traduttrice di Viaggio contro il tempo della libanese Emily Nasrallah (Jouvence, 2018); Monica Ruocco, traduttrice di Il suonatore di nuvole dell’iracheno Ali Bader (Argo, 2017); Barbara Teresi, traduttrice di Una piccola morte del saudita Mohamed Hasan Alwan (E/o, 2019).
    La cerimonia premiazione si svolgerà sabato 18 luglio 2020 alle ore 18 nel giardino del Castello di Perno (Cn) nel cuore delle Langhe, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. In questa occasione l’orientalista Fabrizio Pennacchietti terrà la lectio magistralis L’arabo letterario moderno può dirsi una lingua “europea”?. L’appuntamento che decreterà la vincitrice tra le cinque finaliste in gara sarà condotto dalla giornalista e saggista Paola Caridi, studiosa di Medio Oriente e Nord Africa, e vedrà la partecipazione dei giurati del Premio: Anna Battaglia, Melita Cataldi, Mario Marchetti, lo stesso Fabrizio Pennacchietti, Antonietta Pastore (membri della Giuria stabile) e Isabella Camera d'Afflitto, Manuela E.B. Giolfo, Claudia Maria Tresso (membri della Giuria specialistica).



    "Una piccola morte"
    Mohamed Hasan Alwan
    traduzione di Barbara Teresi
    e/o edizioni
    https://www.edizionieo.it/

    Tradotto in più di dieci paesi, Una piccola morte, biografia romanzata di uno dei padri del sufismo (la corrente mistica dell’Islam), è un romanzo storico, d’avventura, di viaggio e d’amore, che restituisce un’immagine del santo sufi ripulita dall’alone di leggenda: Ibn ‘Arabi uomo in carne e ossa, che si sposa e divorzia, che piange e ride, che viaggia alla ricerca del senso della vita. Il titolo si riferisce proprio a un detto di Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi: «L’amore è una piccola morte».

    In questo ambizioso romanzo, Mohamed Hasan Alwan ci conduce in un’epoca lontana, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, ricostruendo passo dopo passo e con dovizia di particolari la vita del “sommo maestro” Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi, uno dei più grandi sheikh sufi di tutti i tempi, filosofo, mistico e poeta la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici tanto in Oriente quanto in Occidente (secondo alcuni studiosi avrebbe influenzato, seppur indirettamente, anche Dante Alighieri e San Giovanni della Croce). In apertura del romanzo, Alwan immagina Ibn ‘Arabi, in eremitaggio su una montagna in Azerbaigian, intento a scrivere la propria autobiografia. Le pagine che seguono ripercorrono, sotto forma di narrazione in prima persona, l’intera vita del mistico musulmano, sempre legata a doppio filo agli eventi storici e politici dell’epoca, che hanno influito, spesso in modo diretto, sul suo vissuto quotidiano e sul suo percorso esistenziale.

    Mohamed Hasan Alwan
    Mohamed Hasan Alwan, nato a Riad nel 1979, è un romanziere e saggista saudita. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Marketing internazionale presso la Carleton University in Canada. Considerato tra i giovani autori più promettenti nel panorama della narrativa araba contemporanea, nel 2015 ha vinto il Prix de la littérature arabe dell’Institut du monde arabe di Parigi. Nel 2017 ha vinto con Una piccola morte l’International Prize for Arabic Fiction, il più...
    26 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

37 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners