il posto delle parole

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  • Marco Grassano "Lisbona e Tago e tutto"
    Marco Grassano
    "Lisbona e Tago e tutto"
    Tarka Edizioni
    www.tarka.it


    In mezzo al caseggiato, in un alternarsi di luce e di ombra (o meglio, di luce e di minor luce), il mattino si scioglie sulla città. Sembra che esso non nasca dal sole ma dalla città, e che la luce dell’alto si stacchi dai muri e dai tetti.
    Fernando Pessoa



    “Perché alcune città hanno un’importanza che va ben oltre il ragionevole?

    Perché mai Lisbona, che, dopo tutto, per gli standard urbani contemporanei è una piccola città e, sebbene sia una capitale, è completamente emarginata nel lontano occidente, ecco, perché mai Lisbona brilla così tanto?
    Forse perché ha ricevuto vari nomi, partendo dai Fenici e passando attraverso i Romani, i Visigoti e i Mori… Ma molte città europee potrebbero vantare una storia altrettanto ricca. Sarà forse allora perché nel suo nome sussiste, secondo certe teorie, qualcosa dell’ossimoro che definisce Lisbona a volte una baia piacevole e un porto sicuro, e a volte il luogo in cui, secondo Tolomeo, i cavalli del sole muoiono in mare…
    Sembra evidente, in ogni caso, che la posizione geografica di Lisbona le ha garantito, nel corso della sua storia, un lustro che nessuno si sognerebbe di negare.
    Così vicina e tuttavia così lontana dal mondo mediterraneo, Lisbona è un rifugio aperto sull’ignoto – per il peggio e per il meglio.
    Analogamente alle perle, che concrezionano uno strato dopo l’altro sotto l’influenza combinata del minerale e del mare, Lisbona ha sedimentato la propria storia con le spalle alla terraferma e il viso al vento. Come le perle, il suo splendore è il suo oriente: rivolta verso Ovest e il grande Oceano Atlantico, ogni passo che la allontanava dall’Est la avvicinava all’Oriente. Come la Luna e le maree, Lisbona si avvicina, Lisbona si allontana…
    (…)
    Di Lisbona, Marco Grassano ci fa leggere e ascoltare qui, sul filo di percorsi terrestri e marittimi, le care voci che, da Pessoa a Tabucchi, non hanno mai taciuto, e che cantano nel nome di Lisbona. Nell’eco delle vie e seguendo prospettive insolite, l’autore ci fa così comprendere quanta pienezza si trovi aprendo un luogo al mondo intero.”

    dalla prefazione di Régis Poulet
    Presidente dell’Istituto Internazionale di Geopoetica




    Marco Grassano (Alessandria, 1961) è funzionario presso la Direzione Ambiente e Pianificazione Territoriale della sua Provincia. Scrive di viaggi, natura e arte. La prima edizione di "Lisbona e Tago e Tutto" era uscita nel 1997.



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    22 min
  • Alberto Caviglia "Olocaustico"
    Alberto Caviglia
    "Olocaustico"
    Giuntina Editore
    www.giuntina.it


    David Piperno è un giovane ebreo romano che si è trasferito in Israele per coronare il suo sogno: diventare un grande regista di fantascienza. La sua sceneggiatura La lucertola mutante però non interessa a nessuno e per mantenersi è costretto a intervistare gli ultimi sopravvissuti alla Shoah per il Museo di Yad Vashem. David è immaturo, inaffidabile e con un senso dell’umorismo del tutto particolare. Lo sanno bene i suoi amici, lo sa Sara, la madre ansiogena e iperprotettiva, e lo sa fin troppo bene Sharona, la sua esasperata ragazza. Nessuno di loro però può prevedere che per realizzare le sue ambizioni David darà inizio a una catastrofe di proporzioni planetarie. E non basteranno i consigli dei suoi amici immaginari, Philip Roth e Itzhak Rabin, per riparare al danno imponderabile che affliggerà l’umanità intera.
    Romanzo satirico antiretorico e dissacrante, Olocaustico si presenta come uno specchio dei tempi, tra fake news e perdita dei valori. È una storia originale e divertente che ha il merito di farci riflettere sul nostro futuro partendo da un’idea di fondo: se neghiamo la Shoah, tutto il resto crollerà. Ma proprio tutto.



    Alberto Caviglia è un regista, sceneggiatore, autore satirico, scrittore, e poi, come ama aggiungere, si sveglia la notte tutto sudato. Nato a Roma nel 1984, esordisce alla regia nel 2015 con il provocatorio Pecore in erba, presentato al Festival di Venezia e con il quale, sorprendentemente, non riesce a farsi espellere dalla Comunità Ebraica di Roma. Ci riprova con Olocaustico, il suo primo romanzo.



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    26 min
  • Giuseppe Manfridi "Anja"
    Giuseppe Manfridi
    "Anja"
    La segretaria di Dostoesvkij
    La Lepre Edizioni
    www.lalepreedizioni.com


    Pietroburgo 1866. Lo scrittore, quasi cinquantenne, Fedor Michajlovich Dostoevskij è afflitto dall’epilessia e reduce dall’aver firmato un contratto capestro col suo mefistofelico editore: si è impegnato a consegnare un nuovo romanzo nell’arco di un mese. In caso contrario perderà i diritti su tutte le sue opere passate e future. Consigliato dagli amici, si rivolge a una scuola di stenografia che gli mette a disposizione la migliore delle sue allieve: Anja Grigor’evna, una graziosa adolescente curiosa del mondo, che ha ereditato dal padre la passione per la letteratura. Fra i due, in ventisei giorni, nascerà un amore estremo a dispetto dello scandaloso divario di età. Anja rimarrà la fedele custode dell’opera di Dostoevskij fino alla propria morte, avvenuta trentasette anni dopo quella del marito.

    Vera Macchina del Tempo, questo romanzo sonda il mistero del legame profondo che si stabiliì tra Dostoevskij e Anja nel breve tempo della stesura del "Giocatore", restituendoci, con una scrittura straordinariamente evocativa, atmosfere, clima, e persino odori e rumori della Pietroburgo del XIX secolo.


    Giuseppe Manfridi è scrittore e autore teatrale rappresentato in Italia e all’estero.Tra le sue commedie di maggior successo Giacomo il prepotente (1989), Ti amo Maria! (1990), La partitella (2007), L’osso d’oca (2007), Zozos (1994), La Cena (in scena dal 1990). Per il cinema ha firmato la sceneggiature di Ultrà, che, con la regia di Ricky Tognazzi, vince l'Orso d'argento a Berlino nel 1991. Debutta nella narrativa con il romanzo Cronache dal paesaggio (Gremese 2006), in gara tra i dodici finalisti al premio Strega nel 2006, come avverrà di nuovo nel 2008 con La cuspide di ghiaccio (Gremese). Di recente ha pubblicato Filastrocche della nera luce. Cronache dalla Shoah (La Mongolfiera 2018). Da ultimo Teatro dell’eccesso capitolo secondo (La Mongolfiera 2013). Nel 2016 ha pubblicato Anatomia della gaffe con La Lepre edizioni, nel 2017, sempre con la Lepre,
    Anatomia del colpo di scena.



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    46 min
  • Sergio Messina "Eco-democrazia"
    Sergio Messina
    "Eco-democrazia"
    Per una fondazione ecologica del diritto e della politica
    Orthotes
    www.orthotes.com


    Quale legame esiste tra politica e crisi ecologica? Può esserci continuità nell’era dell’Antropocene con la democrazia moderna? Può la stessa adattarsi o trasformarsi in base alle esigenze delle future generazioni e dell’intera biosfera? Il racconto della crisi ecologica in chiave multidisciplinare attraverso la lente della eco-democrazia potrebbe costituire al contempo un metodo e un cambiamento radicale di visione. Natura e Storia, teoria e prassi, diritto e filosofia dell’ambiente, si intrecciano nel tentativo di revisionare la tradizionale idea di sviluppo sostenibile, forgiata in base al paradigma della crescita, a favore di una differente narrazione del benessere individuale e collettivo, ma nel rispetto dei confini planetari. Da tale tentativo si manifestano nuove forme e spazi di democrazia riflessiva, partecipativa e radicale, non riducibili a una mera governance internazionale di sistema, oltre il territorio locale e i confini nazionali. Un momento rigeneratore della stessa politica da attuarsi a partire dall’azione della società civile e da quanto già esiste negli interstizi presenti nelle istituzioni, in modo sistemico. Così che si possa agire cooperando per una alternativa forma di vita entro un mondo comune ed evitare la catastrofe.




    "La crisi ecologica, intesa «come un vero e proprio evento storico» riguardante l’alterazione complessiva dell’ambiente naturale globale identificato dal sapere scientifico come biosfera, da parte di attività antropiche (come inquinamento, produzione incontrollata di rifiuti e consumo di risorse) ha dato risalto a una dimensione non solo scientifica, ma anche etica, giuridica e politica, riguardo le relazioni e le interconnessioni che sussistono tra l’essere umano e la natura.

    L’immagine di quest’ultima è stata modificata dall’emergere della scienza ecologica, che ha evidenziato la “complessa” realtà del mondo vivente, mettendone al contempo in luce la “fragilità” dovuta agli equilibri che ne caratterizzano struttura e funzioni, a fronte dell’incisivo intervento dell’essere umano costretto ormai a misurarsi con i limiti che pone il confronto tra azioni e conseguenze “ambientali”, in vista della sopravvivenza globale. Recenti studi scientifici, attraverso l’individuazione di nove “confini planetari” hanno infatti dimostrato in che misura l’azione antropica abbia prodotto e continui a produrre effetti sconvolgenti sul piano di alcuni importanti macro-processi terrestri come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità (terrestre e marina), l’inquinamento chimico e la riduzione della fascia di ozono in atmosfera."




    Sergio Messina è avvocato e dottore di ricerca in filosofia del diritto. Ha conseguito un Master in diritto dell’ambiente ed è stato visiting researcher presso la Strathclyde University di Glasgow.

    Sul tema della filosofia politica dell’ambiente ha pubblicato diversi articoli tra cui: Democrazia ecologica ed expertise ambientale: razionalità in contrapposizione? (Milano 2013); Conversazione con Giorgio Nebbia (Napoli 2015); To tell and reinvent a city. Taranto between development and venoms (Glasgow 2015).




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    52 min
  • Goffredo Fofi "Disobbedienza civile" H.D. Thoreau
    Goffredo Fofi
    "Disobbedienza civile"
    Henry David Thoreau
    Marietti 1820 Editore
    www.mariettieditore.it



    Tra le più antiche aziende del settore editoriale, Marietti è nata a Torino, dove è rimasta per oltre 120 anni. Distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, si è trasferita prima a Casale Monferrato, poi a Genova, a Milano e, infine, nell’attuale sede di Bologna.


    Pubblicato nel 1849, questo breve saggio di Thoreau condanna le scelte del governo degli Stati Uniti in merito alla schiavitù nel Sud del Paese e alla guerra contro il Messico. Per questi motivi l’autore si rifiutò di pagare le tasse e venne incarcerato. Convinto che le leggi non vadano rispettate quando contraddicono la coscienza e i diritti dell’uomo, Thoreau fonda i primi movimenti di protesta e resistenza nonviolenza, in seguito rappresentati da Martin Luther King e Gandhi.


    Una legge ingiusta è una forma di violenza alla quale è doveroso ribellarsi, in modo pubblico e non violento. Questo il cuore della disobbedienza civile per Thoreau e per quanti l'hanno, dopo di lui, teorizzata e messa in atto: da Gandhi a Martin Luther King. Così questo pamphlet del 1849 sarà l'atto di nascita di quella forma di lotta politica, assolutamente inedita, che conquisterà a sé milioni di persone e contribuirà a fare la storia del Novecento: la resistenza passiva. Il nodo della questione, ieri come oggi, sulle tasse come sul testamento biologico, è quello del rapporto tra l'individuo e lo Stato, tra le ragioni di una coscienza e quelle di una comunità organizzata.




    Henry David Thoreau (1817-1862), scrittore statunitense, è stato tra i grandi protagonisti del «rinascimento americano». Di Thoreau il catalogo Marietti 1820 propone anche Camminare (2019).

    Goffredo Fofi è saggista, critico teatrale, letterario e cinematografico.




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    39 min
  • "Piccoli sogni di vestiti e d'amore"
    "Piccolo sogni di vestiti e d'amore"
    Irene Brin
    Scritti sul cinema 1939 - 1946
    a cura di Tommaso Mozzati
    Archinto
    www.archinto.eu



    In una vita di successo, Irene Brin è stata molte cose. Al suo debutto negli anni Trenta, divenne una firma riconosciuta nel contesto «al maschile» del giornalismo italiano. Fu poi, nel dopoguerra, consigliera di bon ton, sotto il travestimento della Contessa Clara; arbiter di mode e tendenze, in contatto con maisons importanti, fra cui Simonetta, Fabiani e le Sorelle Fontana; gallerista raffinata, amica di Salvador Dalí, Alexander Calder e Alberto Burri. La Brin, dalla sua giovinezza, fu però anche una frequentatrice appassionata di sale cinematografiche, una sceneggiatrice, una critica esigente, commentatrice della carriera e dei guardaroba di star e starlettes, da Marlene Dietrich ad Alida Valli, da Hedy Lamarr ad Anna Magnani. Il volume, per la prima volta, presenta una ricca selezione dei suoi scritti «dimenticati », dedicati all’arte luminosa delle pellicole: un lato inedito della scrittura di Irene, ironica e brillante, in grado di gettare uno sguardo caustico sullo star system e i sogni di celluloide.

    Nata nel 1911, Irene Brin – al secolo Maria Vittoria Rossi – collaborò al quotidiano «Il Lavoro» e poi, dal ’37, al rotocalco «Omnibus». Autrice di racconti e romanzi (incompiuti), fu dal ’43 presenza carismatica nella romana Galleria La Margherita. Fondò poi col marito, Gaspero del Corso, un nuovo spazio in via Sistina, L’Obelisco, vetrina per l’arte italiana e internazionale durante il boom economico. All’inizio degli anni Cinquanta Diana Vreeland la volle editor da Roma per «Harper’s Bazaar». Irene morì nel 1969, al culmine di una carriera straordinaria: le sue ultime parole furono «Voglio fare un viaggio».




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    28 min
  • Anna Pisterzi "Transiti"
    Anna Pisterzi
    "Transiti"
    www.transiti.net


    Transiti
    benessere psicologico degli italiani all'estero
    Tre colloqui gratuiti per gli expat contro il disagio provocato dal coronavirus


    Nel suo ultimo discorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto ai nostri connazionali all’estero e a chi, in questo difficile momento, li sta assistendo.
    Quello che stiamo vivendo, anche a causa di un eccesso di informazione e di fakenews in circolazione, è un momento di grande incertezza. Secondo alcuni studi condotti dall’Università di Medicina di Hong Kong e dall’Imperial College di Londra si arriverà a contenere l’epidemia, ma nel prossimo futuro sarà possibile una re-introduzione di misure restrittive qualora i casi di contagio dovessero ricominciare a salire, come sta accadendo proprio a Hong Kong in questi giorni. Sono e saranno molti i costi sociali, economici e psicologici di questa quarantena, di questo distanziamento e chiusura necessari.

    È proprio su questi temi e focalizzandosi in particolare sugli italiani residenti all’estero (i cosiddetti expat) e alle loro famiglie che Transiti, start up piemontese, da marzo 2018 dedica un servizio di supporto psicologico online.

    In questi giorni giungono agli psicologi di Transiti richieste da ogni parte del mondo. Alcuni connazionali partiti per un’esperienza sono disorientati dall’isolamento in un luogo lontano dalla loro casa in cui vigono regole di gestione della quarantena e sistemi sanitari differenti, altri hanno perso il lavoro, c’è chi è preoccupato per familiari in Italia che si sono ammalati: si trovano in un limbo in cui è difficile pensare, sperimentano angoscia e sintomi depressivi. Per questo Transiti, ha scelto di compiere un atto di solidarietà sociale offrendo tre colloqui gratuiti con i suoi psicologi e psicoterapeuti per tutti gli italiani all’estero che hanno bisogno di un supporto. Per attivarli sarà necessario registrarsi sul sito www.transiti.net e utilizzare il codice convezione specifico IOSTOCONTE che permette di iscriversi alla sezione riservata.

    Tutti gli incontri online effettuati durante la terapia avvengono nella D-stanza, una stanza virtuale creata appositamente da Transiti per gestire le consulenze psicologiche in luoghi e fusi orari diversi. La D-stanza è un ambiente sicuro e accogliente, dove ci si può relazionare via Voip con il terapeuta ed è protetta da una tecnologia avanzata con crittografia end-to-end, che garantisce totale sicurezza e rispetto della privacy. Non è richiesto alcuno scambio di informazioni personali tra paziente e terapeuta, gli incontri non vengono registrati né i dati di accesso venduti a terzi. I soli dati utilizzati, resi anonimi, verranno usati esclusivamente a fini di ricerca scientifica.

    “Le caratteristiche fondamentali del servizio: ricerca scientifica sull’efficacia della psicoterapia online e sulle tematiche d’espatrio; psicoterapia in lingua madre; il luogo sicuro e dedicato (la D-stanza) costruito apposta e SOLO per svolgere colloqui psicologici; la formazione sul nuovo paradigma della psicologia online e la supervisione costante del gruppo di lavoro, risultano in questa situazione emergenziale determinanti nel poter accogliere con efficacia e professionalità il dolore psichico. Lo psicologo online non si improvvisa: il colloquio psicologico online è un nuovo paradigma in cui è fondamentale un a formazione multidisciplinare per saper leggere le dinamiche che si strutturano, è un grossolano errore pensarlo come mera trasposizione del colloquio vis a vis. Gli psicologi che lavorano con noi si sono formati intensivamente per sei mesi prima di iniziare a lavorare online e continuano in un processo di formazione permanente. È inoltre fondamentale proteggere il setting adottando una tecnologia...
    18 min
  • Francesco Brioschi "Kitez"
    Francesco Brioschi
    "Kitez"
    La rivista di Francesco Brioschi Editore
    www.gruppoeditorialebrioschi.it



    "Kitez, la nuova rivista di Francesco Brioschi Editore.

    Ci siamo a lungo chiesti se uscire con il numero 1 in giorni così difficili per l’intero mercato editoriale, ma crediamo che adesso più che mai sia importante continuare a raccontare i libri e i nostri progetti.

    L’abbiamo chiamata Kitez come l’Atlantide russa sprofondata nel lago Svetloyar, le cui campane, secondo la leggenda, possono ancora essere sentite nelle giornate di bel tempo. Come quei viaggiatori che cercano la via perduta per raggiungere Kitez, vi porteremo lontano, dall’Iran alla Russia fino alla Turchia con i romanzi della collana GliAltri. Ma vi racconteremo anche della neonata collana di narratori Italiani diretta da Isabella Bossi Fedrigotti e Andrea Kerbaker, del nuovo romanzo di Margherita Nani, la più giovane tra le proposte del Premio Strega 2020 e molto altro. Kitez? sarà una pubblicazione trimestrale in cui, oltre alle novità in catalogo, forniremo approfondimenti e interviste agli autori, ai traduttori e ai curatori dei nostri romanzi.

    Crediamo che adesso più che mai ci sia bisogno di raccontare. Noi, dal canto nostro, proveremo a fare ciò che più amiamo e che ci viene meglio, vi racconteremo i nostri libri."
    fonte: www.gruppoeditorialebrioschi.it





    leggi "Kitez", scaricando il file:

    https://www.gruppoeditorialebrioschi.it/pdfLibri/bri_kitez2_394_1.pdf


    Francesco Brioschi
    Nato a Milano nel 1938. Laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano nel 1962. Libero docente in Controlli Automatici nel 1969. Ordinario di Ricerca Operativa nel 1976. Research Fellow presso l’Harvard University nell’anno 1967-1968. Docente presso l’Ecole Nationale des Ponts et Chaussees a Parigi nel triennio 1989-1991. Ha pubblicato nei settori della Matematica Applicata, dell’Economia e della Finanza. È stato editorialista a diverse riprese de Il Sole 24 ore. È stato Consigliere di Amministrazione di due società quotate e presidente di Banknord Gepafi SIM (oggi Banor SIM). È attualmente professore emerito di Assetti Proprietari e Governance di Impresa. È titolare della casa editrice Francesco Brioschi Editore.


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    17 min
  • Alessio Lasta "La più bella"
    Alessio Lasta
    "La più bella"
    La Costituzione tradita
    Gli italiani che resistono
    Add Editore
    www.addeditore.it



    “Sono le sei del mattino di una giornata di fine febbraio. L'aria è frizzante. Non c'è quasi nessuno per le strade e la luce dell'alba indora il mare. Sono arrivato a Taranto per conoscere Carla, inchiodata a letto dalla Sla.
    Come spesso mi succede quando mi pongo di fronte a una storia, non so quale sarà la mia reazione. Sarà facile sorridere, nonostante tutto? E come avvicinare il mio corpo a quello di Carla, che non mi può toccare?”
    - Alessio Lasta -




    Abbiamo la Costituzione più bella del mondo ci dicono nelle cerimonie di Stato e nei dibattiti tv, ma alcuni suoi articoli, come ci racconta in questo libro Alessio Lasta, restano, ancora oggi, lettera morta. Dobbiamo fare i conti con la penuria di case popolari, con il taglio agli assegni di cura dei malati gravi. Ma anche con i crac delle banche e le truffe ai risparmiatori, con le astuzie degli evasori fiscali e con la tassazione che spreme sempre gli stessi, fino ad arrivare alle morti dei lavoratori senza diritti nelle serre del nord.

    Eppure c’è un’Italia che resiste.

    Alessio Lasta, giornalista e inviato di “Piazzapulita”, La7, si mette in viaggio e incontra donne e uomini che si rimboccano le maniche e lottano per veder riconosciuti i loro diritti. Ogni storia si chiude con un articolo della Carta disatteso e racconta la strada che ancora c’è da fare.

    È la piccola storia che chiede il conto alla grande Storia. Vite di resistenti che con coraggio affrontano attese e solitudine, che non si arrendono di fronte alle mancate risposte, che non cedono al vittimismo. Che sanno che la Costituzione richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

    Questo reportage sul campo diventa una specie di manifesto perché la nostra Costituzione diventi realmente “la più bella”.



    Alessio Lasta è giornalista e inviato di “Piazzapulita”, La7. Ha realizzato inchieste e reportage per Rai, Mediaset e La7, da “Mi manda Raitre” a “L’ultima parola”, da “La Gabbia” a “Ballarò, oltre a numerosi servizi per Tg4 e Tg5. Per la televisione ha raccontato l’Italia degli ultimi e quella dei furbetti, la crisi del Nordest e il crac delle banche. Ha vinto diversi premi giornalistici, tra cui il premio “Ilaria Alpi”, “L’anello debole” e il premio “Giornalisti del Mediterraneo”.



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    27 min
  • Beatrice Mariani "Mentre la vita corre"
    Beatrice Mariani
    "Mentre la vita corre"
    Sperling & Kupfer
    www.sperling.it

    Elisa e Stefano, romani, quarantenni già da un po', si svegliano ogni mattina con un solo scopo: portare avanti le proprie famiglie complicate. Si incontrano sul lavoro per caso, complici una collega in ferie e delle tabelle da compilare in fretta. Finiscono a letto senza farsi domande e soprattutto senza nessun piano per il dopo. Entrambi già feriti dalla vita, sono immersi e sommersi in una quotidianità senza respiro. Per lei: un ex marito difficile da odiare anche se ha messo incinta un'altra donna, due figli piccoli, una madre invadente che dispensa consigli non richiesti e una montagna di sensi di colpa. Per lui: una figlia adolescente tanto ribelle quanto bisognosa di affetto, un'ex moglie rancorosa e una carriera di successo e fatica nella quale dimenticare tutto quello che non va, compreso se stesso.
    Troppo pericoloso mescolare questi due mondi già in equilibrio precario: il rischio di esplosione è altissimo. Nel tentativo di dimenticarsi, finiscono però per avvicinarsi sempre di più. L'esistenza, si sa, ama i colpi di scena e li aspetterà al varco con tragedie inaspettate e cambiamenti repentini.

    Un romanzo delicato e contemporaneo che racconta di noi e delle nostre fragilità, di quanto sia difficile dare una seconda chance alla vita quando il passato pesa come un macigno. Una possibilità, forse l'unica, c'è. Ed è l'amore.


    Beatrice Mariani è nata a Roma, dove vive con il marito e i due figli. Laureata in Scienze Politiche, lavora da sempre nell'ambito della ricerca e della comunicazione. Questo è il suo primo romanzo. www.beatricemariani.it



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Un quotidiano culturale
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