il posto delle parole

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  • Uberto Motta "La parola e la cosa"
    Uberto Motta
    "La parola e la cosa"
    Saggi sulla resistenza della poesia
    Vita e Pensiero
    www.vitaepensiero.it




    A che punto è la poesia? È ormai destinata a inabissarsi nella banalità del linguaggio contemporaneo, a farsi sfogo inconsistente di un privato narcisistico, o ha ancora qualche possibilità di essere un punto di vista privilegiato sul mondo, di saper esprimere l’urgenza di un orizzonte di senso? Riflettono su questi interrogativi, nei saggi qui raccolti, poeti e poetesse di generazioni differenti e sensibilità peculiari, componendo una lettura inedita, critica e militante insieme, del fenomeno poetico, della sua origine e delle sue finalità, nel panorama italiano dei nostri tempi. La «cenerentola delle librerie» (la definizione, lapidaria e calzante, è coniata qui da Magrelli) sembra aver davvero perso la sua esplosiva capacità di esprimere le emozioni intime, le paure, i desideri dell’umano. Sembra aver abdicato al suo ruolo di strumento di comprensione del mondo, lasciando inaridire il rapporto «tra la parola e la cosa» (nelle parole di Luzi, cui rimanda il titolo di questo libro), ripiegandosi su ammiccamenti e ricami stilistici o cedendo all’imbarbarimento della lingua, alla compiacenza di un (esiguo) mercato.




    Le voci qui raccolte non lesinano certo in severità di analisi e di giudizio, eppure non parlano soltanto di un’ingloriosa uscita di scena della divina arte. Nella diversità degli sguardi e della cifra espressiva, emerge un comune, profondo amore per la parola poetica, dirompente e gratuita, intima e civile, nuova e primordiale, squarcio sul senso ultimo della vita. Una parola che si fa chiave di lettura alla portata dell’umano, possibilità di resistenza sempre alla ricerca di salvezza per sé e per il mondo intero.

    Testi di: A. Berardinelli, G. Conte, M. Cucchi, L. Erba, F. Loi, M. Luzi, V. Magrelli, A. Merini, R. Mussapi, G. Oldani, P. Valduga



    Uberto Motta è professore ordinario di Letteratura italiana presso l'Università di Friburgo (CH). È co-direttore della collana di studi e testi "Biblioteca del Rinascimento e del Barocco" pubblicata dalla casa editrice EMIL di Bologna, e membro del comitato scientifico delle riviste "Testo a fronte", semestrale di teoria e pratica della tradizione letteraria, "Rivista di Letteratura Italiana", "Archivum Mentis". Laureatosi in Lettere nel 1991 presso l'Univestità Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel 1994 è Visiting Fellow presso la Katholieke Universiteit di Leuven (Belgio), dove compie studi di perfezionamento sull'Umanesimo europeo. Nel 1995-'96 è Visiting Fellow presso l'Università di Losanna (Svizzera), dove compie ricerche sulla letteratura del Rinascimento e sulla poesia del Novecento. Nel 1996 consegue il titolo di Dottore di ricerca (PhD) in Italianistica (Letteratura umanistica). Nel 1997 è Visiting Professor alla Katholieke Universiteit di Leuven (Belgio). Nel triennio 1997-'99 compie attività di ricerca post-dottorato (Post-Doc) presso il Dipartimento di Studi medioevali, umanistici e rinascimentali dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2000 è Ricercatore di letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Milano. Nel 2000-'01 è Post Doctoral Fellow presso il Department of Romance Languages and Literatures di Harvard University. Tiene lezioni, seminari e conferenze in varie università americane. Nel 2003 e nel 2007 è Visiting Fellow presso il Department of Romance Languages and Literatures di Harvard University. Tra il 2006 e il 2009 è Professore incaricato di Lingua e Letteratura italiana presso la Facoltà di Economia e commercio dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2003 al 2011 è Professore incaricato di Storia della critica e della storiografia letteraria presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Milano,...
    27 min
  • Yasmina Mélaouah "Il paradiso delle donne" Ali Bécheur
    Yasmina Mélaouah
    traduttrice del romanzo:
    "Il paradiso delle donne"
    di Ali Bécheur
    Francesco Brioschi Editore
    www.gruppoeditorialebrioschi.it



    Ali si è innamorato di Luz in un giorno d’estate, a una festa in giardino. La stessa Luz a cui decide di raccontare la propria vita, perché lei lo possa capire e per tentare di capirsi lui stesso. È con una punta di timore che Ali ha sempre osservato l’universo femminile, fin da
    bambino, ma anche con una immensa fascinazione. La madre è stata la prima a consegnargli le chiavi di accesso a questo mondo misterioso e inevitabile. Poi verranno una cameriera, una cugina, la figlia dei vicini... E crescendo la graduale scoperta di sé va di pari passo con la scoperta della propria sessualità e sensualità, trasformandosi in un’implacabile ricerca del piacere. Sullo sfondo, una Tunisia multietnica e multireligiosa infiammata dalla lotta per l’indipendenza. Poi Parigi e la cultura francese, quella dei grandi poeti, degli scrittori esistenzialisti e degli chansonnier. E infine la letteratura, unica possibilità, forse, di conoscere davvero sé stessi e combattere il crudele scorrere del tempo.






    Ali Bécheur, pluripremiato autore di romanzi, saggi e racconti, nasce a Sousse nel
    1936. È uno dei più grandi scrittori tunisini viventi di lingua francese. I domani di ieri
    e Il paradiso delle donne gli hanno valso il Comar D’Or.



    Ali Bécheur
    "I domani di ieri"
    Francesco Brioschi Editore
    Ascolta qui la conversazione:

    https://ilpostodelleparole.it/ali-becheur/ali-becheur-i-domani-di-ieri/

    Sin da piccolo Ali è abituato allo sguardo severo del padre, una lama incombente capace di farlo sentire sempre inadeguato. Figura enigmatica e rigorosa, Omar può fregiarsi di una storia personale piena di glorie, scandita dalle battaglie della Tunisia verso la libertà e l’indipendenza: il riscatto dalle umili origini grazie all’eccellente educazione al collège Sadiki, le contestazioni del primo Novecento contro il protettorato francese, una carriera forense spesa in difesa dei compatrioti insorti contro i colonizzatori. Ma la sua intransigenza ha segnato il figlio per tutta la vita: come si può esistere di fronte a un padre così monumentale? E come lo si può ricostruire una volta scomparso? Ali Bécheur, tra i maggiori autori della Tunisia contemporanea, tratteggia il rapporto per eccellenza, quello che lega un figlio al proprio padre, un uomo a un “assente sempre presente” con cui, prima o poi, si devono fare i conti. Con cui, prima o poi, ci si deve riappacificare.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    29 min
  • Claudio Pelizzeni "In viaggio"
    Claudio Pelizzeni
    "In viaggio"
    Rizzoli Editore
    www.rizzolilibri.it



    In viaggio raccoglie tutto quello che l’autore – Claudio Pelizzeni – ha appreso nella sua vita da viaggiatore seriale intorno al mondo. Sono svelati tutti i trucchi imparati rigorosamente sulla strada: come richiedere un visto, quale assicurazione scegliere, come fare autostop e come trovare l’alloggio giusto.
    Esperienze di vita, aneddoti, frontiere attraversate e raccontate in un modo a tratti ironico e puntuale. Tutto ciò che viene consigliato è stato sperimentato in prima persona e quindi è frutto di errori e scelte, alcune giuste e altre sbagliate, ma tutte provate sulla propria pelle.
    Per girare il mondo da viaggiatore, però, non basta la tecnica, non basta sapere infilare i calzini e le mutande nelle scarpe per risparmiare spazio nello zaino, ma servono passione e ispirazione e questo manuale sa essere utile anche in questo grazie a citazioni letterarie, fotografie dell’autore, mappe e brevi frammenti di una vita alla scoperta del mondo.

    Claudio Pelizzeni, nato nel 1981 a Codogno, è cresciuto a Piacenza. Laureatosi alla Bocconi, ha lavorato per quasi dieci anni in vari istituti creditizi a Milano prima di licenziarsi per fare il giro del mondo senza aerei. Durante il viaggio, ha lanciato il blog Trip Therapy e i suoi video sono diventati virali sul web. Al suo ritorno ha pubblicato il racconto di quell’avventura: L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là, che ha riscosso subito un grande successo ed è oggi uno dei libri più amati nella narrativa di viaggio. Da allora, viaggiare è per Claudio non solo una passione, ma la vita stessa. Nel 2019 ha pubblicato il suo secondo libro Il silenzio dei miei passi (Sperling & Kupfer), che racconta i 72 giorni di pellegrinaggio silenzioso e i 2189 chilometri percorsi dall’autore da Bobbio a Santiago di Compostela.
    Ha appena fondato con alcuni colleghi il tour operator SiVola, il primo “tour team” italiano interamente formato da travel blogger.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    22 min
  • Maria Rosa Cutrufelli "L'isola delle madri"
    Maria Rosa Cutrufelli
    "L'isola delle madri"
    Mondadori Editori
    www.librimondadori.it


    Se ne stanno raggruppate in un angolo. Una fruga dentro un cestello di plastica, un'altra strofina le mani sopra un grembiule allacciato in cintura, come per pulirsi o asciugarsi, un'altra ancora butta indietro la testa mostrando l'arco della gola. Sara le fissa una per una, le scruta con attenzione crescente, le studia, le esamina. E all'improvviso sa cosa manca e qual è la natura di quel silenzio irreale che preme contro le sue tempie: i bambini! dove diavolo sono finiti tutti i bambini?






    Lasciate tranquilli quelli che nascono!
    Fate posto perché vivano!

    I versi di Pablo Neruda, posti - insieme alle parole di Margaret Atwood - in esergo al nuovo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli, L'isola delle madri, ci spalancano le porte di una narrazione potente che parla di un futuro che è già presente. Si nasconde tra di noi, dilagando come un virus, parola che ricorre in questi tempi di incertezza.

    Distopia attualissima, il libro racconta uno scenario che ci pone delle cruciali domande a proposito di chi siamo e qual è il mondo che stiamo costruendo per chi vivrà domani.
    Sempre che riusciremo ancora ad assicurarci un domani.

    Nel romanzo il cambiamento climatico ha definitivamente compromesso e avvelenato qualsiasi orizzonte di vita, le biotecnologie riproduttive hanno modificato per sempre l'esistenza degli uomini e la società, mentre un morbo si è pandemicamente diffuso: si chiama “malattia del vuoto” ed è l’incapacità di riprodursi, la sterilità.

    In un mondo che ha perso la sua capacità di generare la vita, la lotta si fa sempre più ardua, mentre uomini e donne cercano di aggrapparsi - idealmente e materialmente - a quello che può tenerli in vita.
    Le donne sono il fulcro del romanzo di Maria Rosa Cutrufelli: si ritrovano nell'isola che dà il titolo a questa storia, un luogo nel cuore del Mediterraneo che ospita una clinica, anche centro di ricerca, in cui in ogni modo si cerca di combattere il grande vuoto che si è creato.
    Lì si incontreranno Livia, Mariama, Kateryna e Sara, la direttrice della Casa della maternità.
    Quattro donne diverse per età, provenienza, trascorsi, unite dal bisogno di trovare un senso, tutte impegnate a confrontarsi faccia a faccia con l'idea di essere, o non essere, madri.

    Ma cosa significa dare la vita?
    Come si può assicurare una nuova aurora a quelli che verranno?
    Avremo ancora la possibilità di governare il nostro tempo?

    La storia narrata da Maria Rosa Cutrufelli è piena di interrogativi che ci fanno sentire piccoli di fronte all'ignoto, a quel vuoto di significati che noi stessi stiamo creando.
    Ma è anche densa di sorellanza, solidarietà, possibilità.

    Prima tra tutte la possibilità di fermarci di fronte alle domande che il futuro ci pone e di provare a costruire una nuova storia.
    Proprio come avviene per il passaggio dal grembo materno alla realtà, ci impaurisce, è vero, ma è l'unica cosa che che ci darà la possibilità di esistere ancora.

    Maria Rosa Cutrufelli è nata a Messina, ha studiato a Bologna e attualmente vive a Roma. Ha pubblicato otto romanzi, tre libri di viaggio, un libro per ragazzi e numerosi saggi. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (finalista al premio Strega nel 2004), Complice il dubbio (da cui è stato tratto il film Le complici) e Il giudice delle donne (tutti pubblicati da Frassinelli). Il suo ultimo saggio è Scrivere con l'inchiostro bianco (Iacobelli). Ha curato antologie di racconti, scritto radiodrammi, collaborato a riviste e quotidiani nazionali. Ha fatto parte della redazione di "Noi Donne", fondato e diretto la rivista "Tuttestorie" e insegnato Scrittura creativa all'Università La Sapienza di Roma. I suoi libri...
    33 min
  • Luciano Manicardi "Fragilità"
    Luciano Manicardi
    "Fragilità"
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    www.monasterodibose.it


    La fragilità diviene creatrice di legami, agisce come ponte che istituisce rapporti tra diversi. Per quanto indesiderabile, la fragilità può divenire capace di mobilitare una società e di creare rapporti di solidarietà. Il problema non è la fragilità in sé, ma ciò che se ne fa.


    Così comincia "Fragilità" di Luciano Manicardi
    "La fragilità è dimensione costitutiva dell’umano. Dimensione che interpella e chiede risposte. Non la fragilità è il problema, ma le risposte che a essa si possono dare. Le riflessioni che seguono vogliono dare parola alla fragilità cogliendola come appello, come domanda, come provocazione, intendendo con questo che in essa è insito un potere di chiamare. Nella fragilità vi è una vocazione che è un appello alla socialità nella forma della solidarietà. La fragilità ha in sé il potere di sollecitare una risposta. Una risposta che il credente, che conosce il Dio fattosi carne, che conosce la fragilità del vivere, dà assumendo la forma di vita di Gesù stesso, che della fragilità della condizione umana ha fatto il luogo di costruzione della fraternità, della solidarietà, dell’amore."


    per ordinare il libro (edizione cartacea oppure e-book):
    https://www.monasterodibose.it/edizioni-qiqajon/fragilita-1997

    Luciano Manicardi (Campagnola Emilia 1957), biblista, priore di Bose dal 2017, collabora a varie riviste di argomento biblico e spirituale. Attento all’intrecciarsi dei dati biblici con le acquisizioni più recenti dell’antropologia, riesce a far emergere dalla Scrittura lo spessore esistenziale e la sapienza di vita di cui è portatrice. Presso le nostre edizioni ha pubblicato tra gli altri La fatica della carità (2010), Il vangelo della fiducia (2014) e Spiritualità e politica (2019).



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    35 min
  • In ricordo di Luis Sepulveda
    In ricordo di Luis Sepulveda
    conversazione con Ilide Carmignani
    traduttrice dei libri dello scrittore scomparso


    il ricordo di Ranieri Polese sul Corriere della Sera
    «Il sangue mapuche è forte» diceva sempre «nei secoli ha saputo resistere ai conquistatori spagnoli, ha difeso la sua regione, la Araucania, dal nuovo Stato cileno. In me scorre quel sangue». La madre Irma, ricordava, era di origine mapuche. Per questo diceva che era fatto per resistere alle prove anche le più dure. Quelle che la vita non gli avrebbe risparmiato. Stavolta però a Luis Sepúlveda, Lucho per tutti gli amici, la forza del sangue mapuche non è bastata. Covid-19, il virus che l’aveva infettato, ha vinto la sua resistenza. Lo aveva contratto dopo il ritorno dal festival letterario Correntes d’Éscritas.


    il ricordo di "Avvenire":
    Se c’è un segno che ha contraddistinto l’opera e le parole di Luis Sepulvelda è la sua fedeltà nella difesa dei diritti dell’uomo, nella capacità di credere che sia necessario essere consapevoli del proprio essere individuo, non isolato, ma responsabile di un vivere civile al quale la nostra socialità richiama. Ne è stato fortemente convinto e lo ha raccontato nella sua opera letteraria, così variegata, come scelta di generi, ma unificata proprio da questo valore che unisce i romanzi e le favole, raccontate non solo ai ragazzi, ma a tutti i suoi lettori, come forma “antica” e immediata per riportare l’attenzione su tutti quegli aspetti che portano un uomo a condividere il suo essere all’interno della collettività in modo consapevole. Diceva: «Siamo esseri umani e questa condizione è determinata dal nostro essere legati alla socialità, alla possibilità di riunirci, ad essere parte di una collettività chiamata famiglia umana. Oggi c’è una tendenza ad isolare l’individuo, a fare in modo che dimentichi la sua socialità, tuttavia io mi oppongo a questo e insisto nella necessità di essere sociali».


    il ricordo di giornalettismo.it
    Ci sono due cose che vengono subito in mente, con la notizia della morte di Luis Sepulveda. La prima è che questo coronavirus sta distruggendo con tutte le sue forze anche gli aspetti più intimi del genere umano. Perché non riguarda soltanto una questione di salute e di indubitabile rischio per la sicurezza di ciascuno. Questo virus ci sta colpendo anche l’anima, perché – a ogni giorno che passa – entra dentro le nostre debolezze. Con le ferite mortali davvero incolmabili che sta lasciando all’interno dello scibile umano, della cultura, di tutto quello che le sta intorno.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    16 min
  • Ilaria Bernardini "Il ritratto"
    Ilaria Bernardini
    "Il ritratto"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    «Ieri ti ho sognata» disse Isla a Valeria. «Tu eri seduta, io ti dipingevo, eravamo nude.» [...] «Non ero solo io a studiare il tuo viso per il ritratto» continuò Isla, «lo facevamo tutte e due. Studiavamo i nostri corpi, specchiandoci l'una nell'altra. Passavamo in rassegna la nostra pelle e la carne, dove eravamo belle, e dove invece la bellezza ci stava abbandonando. Esaminavamo le parti del nostro corpo che cominciavano a cedere. Tutto in silenzio.»


    Cosa succederebbe se la moglie e l'amante di un uomo si ritrovassero per un periodo nella stessa casa mentre lui giace in coma al piano di sopra? Cosa si direbbero? Come si guarderebbero l'un l'altra?

    Il cuore del nuovo romanzo di Ilaria Bernardini, Il ritratto, sta nelle numerose domande che nascono dall'intenso incontro di due donne, dalla collisione delle loro esistenze, fino a quel momento rimaste lontane ma da oltre vent'anni sottilmente unite dalla presenza di lui: Martín Aclà.

    Isla e Valeria: chi sono i due potenti personaggi femminili al centro di questo libro?

    La prima è la moglie, madre di tre figli, pittrice che da qualche tempo ha messo da parte l'arte sacrificando una parte di sé. A che prezzo si scoprirà presto.

    La seconda è l'amante, una scrittrice di racconti dal passato tormentato che non è mai diventata madre e che ha dedicato la sua vita a Martín, vivendo segretamente il loro amore in giro per il mondo e regalandogli le sue parole, i pezzi del suo corpo e della sua anima.

    Dopo l'incidente, Valeria - sulla soglia della follia all'idea di non rivedere più l'amante - escogita un piano: chiedere alla moglie dell'uomo che ama di farle un ritratto per la quarta di copertina del suo nuovo libro.
    In questo modo potrà, seppure clandestinamente, essergli più vicina.

    Da questo escamotage nascerà una danza di emozioni e sensazioni.
    Isla e Valeria, occhi negli occhi, corpo a corpo, si ritrovano sotto lo stesso tetto per studiarsi, per ritrarsi a vicenda.
    L'una dotata di pennello e colore, l'altra di penna e parole, si studiano, si raccontano, si conoscono creando un'intimità sempre più profonda.

    Isla sa qualcosa di Valeria? Se sì, quali segreti custodisce? I figli di Martín hanno capito qualcosa? Perché una di loro, Antonia, ha imparato a memoria un racconto di Valeria?
    Le domande affollano la mente dei personaggi e quella del lettore che diventa spettatore di una storia di passione e compassione.

    Dopo Faremo foresta, Ilaria Bernardini ci regala la storia di un nuovo commovente incontro, un inno alla vita proprio mentre ci si affaccia sulla morte.

    Mentre le bugie, i ricordi e i segreti dei personaggi si rincorrono, impariamo a conoscere due donne di sensibilità straordinaria, consapevoli dei propri cambiamenti.
    Le vediamo combattere una lotta interiore: ognuna delle due prova da un lato a non scomparire, a difendere il proprio ingombro nel mondo, mentre dall'altro a dissolversi come polvere nello sguardo dell'altra.

    È in questo sguardo inatteso che finiranno per definirsi incontrando nuove parti di se stesse.



    Ilaria Bernardini ha scritto romanzi (Non è niente, I supereroi, Corpo libero, Domenica) e raccolte di racconti (La fine dell'amore, L'inizio di tutte le cose). Il suo ultimo libro è Faremo foresta (Mondadori, 2018). Scrive anche per i giornali, la televisione e il cinema.


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    28 min
  • Corrado Pelagotti "Travolti da un insolito delitto"
    Corrado Pelagotti
    "Travolti da un insolito delitto"
    Fanucci Editore
    www.fanucci.it


    I cattivi hanno capito qualcosa che i buoni ignorano.
    Woody Allen


    Che fine ha fatto Fabio Mentone? Nella Milano del business e della produttività a qualunque costo, la scomparsa di un dirigente porta un’ombra di incertezza nella quotidianità della sede italiana di una importante multinazionale. Umberto De Santis è un responsabile marketing ed è sulla lista nera del grande capo, l’arrogante ingegnere Caio Massimo Siniscalchi detto ‘Il Tartarugo’, un tagliatore di teste dal lauto stipendio e premi a cinque zeri: più licenzia, più guadagna. Incuriosito dalle assenze del suo collega Mentone e sospettoso per natura, Umberto comincia una sua personale indagine mentre ogni giorno deve vedersela con colleghi invidiosi, segretarie provocanti e disinibite, e Valentina, un’impiegata che sembra ‘la donna da sposare’. Insomma, una vera lotta quotidiana. A rovinargli ancor di più la vita c’è l’arrivo della sorella, lavativa, opportunista e disarmante: gli si piazza in casa e non si schioda più. In questo trambusto che è la sua routine, il nostro detective impiegato scoprirà una verità tanto inattesa quanto sorprendente e per la prima volta sarà protagonista del destino degli altri. Un destino che nasconde uno spietato assassino.

    Travolti da un insolito delitto è una storia nera e al tempo stesso ironica, un ritratto satirico e schietto di un mondo popolato da individui autentici e umani ma anche avari e disillusi.


    Così comincia "Travolti da un insolito delitto":

    Sono rientrato tardi, ubriaco. Succede così, quando esco con gli amici non mi regolo. Penso sempre che ci sia spazio per un altro bicchiere, ma il mio fisico non lo capisce.
    Mi sono svegliato con un orecchio tappato, la nausea e un leggero senso di vertigine. Non sono lucido, ho la testa ovattata e i pensieri corti. I ragionamenti scivolano via prima di essere compiuti.
    Prima pensavo a Margherita, una collega che mi fa venire in mente una canzone, e ora il riff mi martella il cervello: Maria / ha due occhi che / parlano per lei / mi guarda e mi dice che non va.
    Mi giro. Il vetro della finestra assorbe la mia immagine portandola in profondità: un volto senza lineamenti, schiacciato dentro quella dimensione fittizia.
    Impalpabile. Artefatto.
    Come me.
    Provo ancora a ricordare le tappe della serata... riesco a mettere a fuoco un bar alle colonne di San Lorenzo, musica alta, corpi in movimento, luci intrecciate.




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    23 min
  • Emilio Barbarani "La via dei topi"
    Emilio Barbarani
    "La via dei topi"
    Sulle tracce dei nazisti in Argentina
    Ianieri Edizioni
    www.ianieriedizioni.it

    Perché molti chiedono al nuovo Console d’Italia, appena giunto a Buenos Aires, se per caso conosce un misterioso personaggio che si fa chiamare l’Ufficiale? Quest’uomo, italiano, una “primula rossa”, sembra interessare molto le Forze Armate e i Servizi argentini.

    La via dei topi evoca la storia, poco conosciuta, dell’arrivo in Argentina dalla Germania, subito dopo la guerra, di gerarchi nazisti, scienziati, tecnici, materiali di uso bellico e ingenti capitali. Il mistero ruota attorno alla destinazione finale di questi uomini, alcuni tristemente noti, e al progetto che li anima. Tutto sembra indicare un luogo segreto in Cile, Villa Baviera. La svolta giungerà in seguito a una temeraria spedizione al Monte Innominato, nel profondo sud argentino, a fianco della “via dei contrabbandieri”, che d’estate consente il passaggio tra Argentina e Cile sul Ghiacciaio Continentale.

    Gli americani, gli inglesi, gli israeliani, i tedeschi, tutti si chiedono dove si trovino e cosa stiano facendo i cittadini tedeschi giunti a più riprese dall’Europa in Sud America, aiutati dall’organizzazione Odessa, lungo la via dei topi o quella dei monasteri. E che fine abbiano fatto i numerosi contenitori gialli con la scritta 235, sbarcati in Patagonia e inoltrati sulla via dei contrabbandieri verso il Cile. Oggi, anno di grazia 1974, nessuno sembra in grado di rispondere. E il governo argentino non parla, trincerandosi dietro il segreto di Stato.



    Emilio Barbarani è nato a Verona nel 1940 e vive a Roma. Laureato in Legge e in Scienze politiche, nel 1967 intraprende la carriera diplomatica. Dopo aver prestato servizio a Madrid e a Buenos Aires, nel 1974, in seguito al colpo di stato militare, viene inviato a Santiago del Cile, dove tornerà come ambasciatore nel 1998. Ha concluso la sua carriera come ambasciatore a Lisbona. Nel 2019 ha ricevuto il Premio speciale internazionale Flaiano di narrativa per il suo libro Chi ha ucciso Lumi Videla? (Mursia).





    IL POSTO DELLE PAROLE
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    39 min
  • Alan Wayne Berti "Lenti e felici"
    Alan Wayne Berti
    con Paolo Valentino
    "Lenti ma felici"
    (come una lumaca)
    Storia di un allevatore che ha riscoperto il gusto della vita
    Aboca Edizioni
    www.aboca.com



    Poco più grande di un sassolino, in una lumaca – o, per la precisione, in una chiocciola – c’è un mondo tanto semplice quanto misterioso.

    Alan Wayne Berti – nato in Sudafrica, con un passato da incursore paracadutista in zone di guerra – non aveva mai pensato di potersi interessare a un essere tanto piccolo e apparentemente insignificante. Eppure un giorno la sua bambina gli mostra la lumaca che tiene fra le mani. «Papà, giochiamo a fare un allevamento per le lumache?». In quel momento nella testa di Alan si accende una lampadina: e se quella non fosse soltanto una fantasia, un sogno? Man mano che impara a conoscerle, infatti, le lumache gli insegnano qualcosa.

    Questi piccoli animali diventano insomma per lui la chiave per riscoprire un nuovo modo, più felice e più ‘autentico’, di affrontare la vita.


    - Alan Wayne Berti (1971) è nato a Johannesburg; da bambino si è trasferito in Italia con la famiglia. A venti anni si è arruolato nell’esercito diventando maresciallo, con incarichi sia in Italia che all’estero. Dopo il congedo ha iniziato a lavorare presso una ditta privata; alcuni anni fa ha dato vita ad un allevamento di lumache, ancora in via di espansione, nel Viterbese, dove vive attualmente

    - Paolo Valentino (1982), scrittore e ghostwriter, ha pubblicato Il metodo Catfulness. La felicità insegnata da un gatto (Mondadori, 2016), tradotto in tutto il mondo, e il romanzo Ritratto di famiglia con errore (SEM, 2017).



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Un quotidiano culturale
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