il posto delle parole

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  • "La civetta cieca"
    "La civetta cieca"
    Sadeq Hedayat
    traduzione di Anna Vanzan
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it



    Pietra miliare della letteratura persiana moderna, La civetta cieca è una storia di discesa agli inferi senza ritorno, un viaggio allucinato eppur consapevole negli abissi della coscienza. Quasi fosse un sonnambulo, la mente ottenebrata da oppio e alcol, Hedayat, nella voce di un miniaturista di portapenne, ripercorre le vicende di un’intera vita, in un fluire di immagini che attraversano il giorno e la notte, l’amore e la morte. Il resoconto lirico e terribile di questo viaggio è un libro senza tempo che appartiene a buon diritto ai capolavori del Novecento. Il simbolismo e l’esistenzialismo francese, alla cui scuola Hedayat si era formato, incontrano la cultura orientale in un componimento di rara profondità e bellezza. Tradotta per la prima volta in italiano direttamente dal persiano, torna in libreria un’opera maledetta finalmente resa in tutta la sua pienezza e restituita al suo splendore più autentico.

    Traduzione e introduzione di Anna Vanzan


    Anna Vanzan (Venezia, 1955) iranista e islamologa, ha pubblicato numerosi saggi dedicati alle civiltà del Medio Oriente. Nel 2017 ha ricevuto il premio MIBACT alla carriera per il lavoro di traduzione dal persiano e la diffusione della cultura persiana in Italia.



    Sadeq Hedayat (Teheran, 1903 – Parigi, 1951) è stato tra i massimi intellettuali iraniani del XX secolo. Di famiglia nobile, frequentò un liceo francese a Teheran, per poi trasferirsi in Belgio, a Parigi e successivamente in India. Studioso della letteratura occidentale, della storia e del folklore dell’Iran, tradusse numerose opere in persiano e fu autore di romanzi, raccolte di racconti, saggi critici e opere teatrali. Morì suicida a Parigi. Pubblicato a Bombay nel 1936, La civetta cieca poté cominciare a circolare in Iran soltanto nel 1941, dopo l’abdicazione di Reza Shah Pahlavi, e tuttora subisce una forte censura in patria.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    30 min
  • "Viaggio intorno alla mia camera"
    "Viaggio intorno alla mia camera"
    Xavier De Maistre
    prefazione di Anatole France
    traduzione di Gianluigi Saraceni
    Tarka Edizioni
    www.tarka.it


    “… signori leggete. Io ho intrapreso e condotto un viaggio di quarantadue giorni intorno alla mia camera. Le osservazioni interessanti che ho fatto, e il piacere continuo che ho provato lungo il cammino, mi facevano desiderare di renderlo pubblico; e a ciò mi ha deciso la certezza di essere utile. Il mio cuore prova una soddisfazione inesprimibile a pensare al numero infinito di infelici ai quali io offro una risorsa garantita contro la noia e un addolcimento dei mali che soffrono. Il piacere che si prova a viaggiare nella propria camera è al riparo della gelosia inquieta degli uomini ed è indipendente dalla fortuna. Si è così infelici, così abbandonati, da non avere un ricovero dove potersi ritirare e nascondere a tutti? Ecco tutto quanto occorre per il viaggio.”

    Così Xavier de Maistre, giovane ufficiale savoiardo, fratello del più famoso Joseph, inizia questo breve libro, scritto nel 1790 durante gli “arresti domiciliari” che gli sono stati inflitti come punizione per aver partecipato a un duello per questioni d’onore. Pubblicato nel 1795, da allora ha sempre goduto di una meritata fama, per l’arguzia ma anche e soprattutto per la capacità di raccontare (e farci riscoprire) la ricchezza di significato che si nasconde negli oggetti comuni della vita quotidiana a cui non prestiamo più attenzione.

    “Il virus passerà, e de Maistre lascerà, anche in questa epoca dominata dalla iper-connettività, un portentoso suggerimento per difendere la cittadella della propria intimità.”

    Daniele Archibugi –“il Venerdì”, 27 marzo 2020



    “… de Maistre racconta la sua poltrona e il suo letto, in bella prospettiva e con tende illuminate dal primo raggio di sole. Quando gli va, avanza senza staccare le chiappe dalla poltrona, trascinandola qua e là. Proprio solo e derelitto non è, vive con la cagnolina Rosine e può contare sul servo Joannetti. Ogni quadro, ogni oggetto, ogni fiore seccato gli ricorda qualche sciocchezza. Con spirito: di tutti i dipinti, le signore in visita preferivano lo specchio incorniciato…”

    Mariarosa Mancuso – “Il Foglio”, 12 marzo 2020

    “Quarantadue capitoli, quanti sono i giorni di isolamento. E i 36 passi di lato nella sua stanza quadrata per contenere un dialogo di cento pagine con rose secche, quadri, stampe e vecchi mobili. Tutti oggetti che evocano ricordi e un lungo viaggio mentale… Viaggio intorno alla mia camera di Xavier de Maistre, oggi tra i libri più citati dalla tribù europea di twitter alle prese con quarantena e confinamento in casa propria.”

    Christian Benna – “Corriere.it”, 17 marzo 2020





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    28 min
  • Daniele Mencarelli "Tutto chiede salvezza"
    Daniela Mencarelli
    "Tutto chiede salvezza"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali.

    Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura.

    Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro.

    Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla un’umanità creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.

    Dopo l’eccezionale vicenda editoriale del suo libro di esordio – otto edizioni e una straordinaria accoglienza critica (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima) -, Daniele Mencarelli torna con una intensa storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e luminosa scoperta. E mette in scena la disperata, rabbiosa ricerca di senso di un ragazzo che implora salvezza: “Salvezza. Per me. Per mia madre all’altro capo del telefono. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri. La mia malattia si chiama salvezza”.




    Daniele Mencarelli è nato a Roma nel 1974. Vive ad Ariccia.
    Le sue principali raccolte di poesia sono: I giorni condivisi, poeti di clanDestino, 2001; Bambino Gesù, Tipografie Vaticane, 2001, Nottetempo, 2013; Guardia alta, Niebo - La vita felice, 2005; Figlio, Nottetempo, 2013. Sempre nel 2013 è uscito La Croce è una via, Edizioni della Meridiana, poesie sulla passione di Cristo. Nel 2015, nella collana gialla del Festival pordenonelegge, è stato pubblicato Storia d'amore. La sua ultima raccolta è Tempo circolare (poesie 2019-1997), Pequod, 2019.
    Del 2018 è il suo primo romanzo La casa degli sguardi, Mondadori (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima).
    Collabora, scrivendo di cultura e società, con quotidiani e riviste.



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    29 min
  • Luigi Botta "Le carte di Vanzetti"
    Luigi Botta
    "Le carte di Vanzetti"
    Aragno Editore
    www.ninoaragnoeditore.it




    Chi pensa che la vicenda di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti possa aprirsi e chiudersi con le drammatiche scansioni temporali che prendono l’avvio con l’arresto del 5 maggio 1920 e si concludono con l’esecuzione capitale del 23 agosto 1927, ha una visione particolarmente limitata del caso. L’episodio giudiziario – che per gli anarchici rappresenta uno dei tanti momenti della battaglia epocale per la conquista libertaria e l’abolizione di ogni ingiustizia e autorità –, anche nei decenni successivi continua ad essere intensamente vissuto da chi, in tutto il mondo, prima l’ha combattuto con il chiaro intento di salvare l’esistenza dei due italiani riconoscendone l’innocenza, poi si è adoperato affinché la memoria del caso e la testimonianza dell’errore giudiziario non si perdessero nella notte dei tempi ma potessero rimanere a monito di tutte le persone giuste affinché analoghi casi non avessero più a verificarsi.Già all’indomani dell’esecuzione un duplice Comitato americano, a Boston e a New York, gettò le basi di un’azione universale che nel tempo avrebbe creato i presupposti per un coinvolgimento progressivo dei diversi ambiti, mettendo in moto un meccanismo d’interesse capace di sensibilizzare, oltre alle forze politiche e sociali già attive, anche quei campi d’intervento fino ad allora solo parzialmente chiamati in causa. La scultura fu la prima a rispondere all’appello, seguita dal teatro, dal cinema, dalla letteratura, dalla poesia, dalla pittura, dalla toponomastica, dai comics e da tutte le altre diverse espressioni della cultura universale, figurativa e non, che a cascata, prima negli Stati Uniti e poi altrove, diedero lustro alle figure di Nicola e Bartolomeo celebrandone l’immagine con l’unica attenzione di codificarne la vicenda per testimoniarla nel tempo ed evitare che simili forme pregiudiziali ed ostili avessero a verificarsi in futuro.I documenti, le «carte», rappresentano il trait d’union tra tutte le espressioni del coinvolgimento umano sul caso. La nascita del Comitato italiano con l’obiettivo di raggiungere la riabilitazione di Nick e Bart – promosso grazie alla caparbietà di Vincenzina Vanzetti –, contribuì poi ad allargare ulteriormente l’aerale della sensibilizzazione, sollecitando non solo le azioni legali e sociali, ma promuovendo ancor più quei momenti di cultura diffusa, popolare e non, che poco alla volta resero reale la sensazione dell’universalità del caso.Anche il proclama del Governatore del Massachusetts, Michael Dukakis, che nel 1977 riconobbe l’errore giudiziario e decretò il Sacco & Vanzetti day, non pose fine all’azione di diffusa sensibilizzazione, che prosegue ancora oggi. In queste pagine si è ricostruito il filo dell’intera storia – successiva all’esecuzione – indagando Le carte di Vanzetti, quelle che la famiglia, con rigore, perseveranza e passione, prima, durante e dopo i tragici fatti degli anni Venti, ha raccolto meticolosamente in Italia e altrove, ha conservato e ha infine reso di dominio collettivo, predisponendo così la conoscenza di atti e documenti, pubblici e privati, indispensabili per la completezza di un’informazione reale ed obiettiva sul caso.





    Luigi Botta insegnante, comincia ad occuparsi di storia nel 1972 scrivendo del caso di Sacco e Vanzetti, sul quale sei anni più tardi pubblica un libro con la prefazione di Pietro Nenni. Da allora continua ad approfondire l’argomento. Giornalista, scrive numerosi volumi e collabora con quotidiani, periodici e riviste in tutto il mondo. Alcuni suoi lavori vengono tradotti. La sua passione sono la storia, l’arte e le tradizioni del territorio subalpino




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    40 min
  • Beatrice Verri "Resi-Stanza"
    Beatrice Verri
    "Resi-Stanza"
    25 Aprile 2020
    Fondazione Nuto Revelli Onlus
    www.nutorevelli.org


    Questo 25 aprile la piazza deve essere virtuale, quindi festeggeremo tutti insieme con un pranzo di Paraloup da casa!
    Sarà un 25 aprile ancora più significativo, perché avrà il profumo della ricostruzione e della rinascita, della vicinanza d’animo e di valori, di un passaggio di testimone ai giovani che avranno l’importante ruolo di farsi custodi della memoria, passata e futura, delle vite di uomini e donne che hanno trasformato la loro paura in coraggio per farci dono di libertà e diritti.
    La giornata sarà ricca di momenti da condividere. Nel calendario di seguito trovate i vari link ai quali collegarvi per stare insieme a noi.


    ore 12 - Pranzo partigiano da casa
    L’intervento di Marco Revelli introdurrà la presentazione dell’e-book Resistenze. Quelli di Paraloup, a cura di Beatrice Verri e Lucio Monaco (2020) e disponibile online da Edizioni Gruppo Abele. Le video interviste sono disponibili sul canale Youtube della Fondazione Nuto Revelli.

    Alcune istruzioni pratiche per entrare nella RESI-STANZA Meet della Fondazione Nuto Revelli:
    - accedete a questo link direttamente dalla vostra mail: https://meet.google.com/phs-xdpf-gjb. Altrimenti, per partecipare telefonicamente, componete +39 02 8732 3562 e digitare il PIN: 797 841 935#;
    - cliccate sul pulsante PARTECIPA e attendete qualche minuto;
    - provate a collegarvi un quarto d'ora prima

    NB. per chi deciderà di accedere da cellulare, è necessario aver prima scaricato l’app MEET.

    Se nei prossimi giorni vorrete provare se il link funziona, scriveteci.


    ore 14.30 - streaming #iorestolibero #25aprile2020

    Ci uniamo all’appello della Campagna nazionale 25 aprile 2020 Io Resto Libero promosso da una serie di personalità di spicco del panorama pubblico italiano.
    Sarà possibile collegarsi allo streaming e seguirlo sulla pagina Facebook 25 Aprile 2020 - Io Resto Libero o collegandosi al sito www.25aprile2020.it su cui si trova il testo dell'appello e l’elenco degli altri portali su cui verrà trasmessa la diretta.
    Seguito alle ore 15 dal flash mob #bellaciaoinognicasa promosso dall'ANPI.


    ore 18 e ore 23 - Tradiradio
    Doppio appuntamento su Tradiradio, la web radio di Rete Italiana di Cultura Popolare: alle ore 18 sarà trasmesso il podcast “Per Nuto”, un'intervista a Nuto Revelli e alle ore 23 Antonio Damasco in “Le parole che curano” dedicherà la puntata allo scrittore.



    ore 18 - Italia Libera - Storia di una formazione partigiana
    Su Rai 3, nell’ambito del programma La Grande Storia - Anniversari, sarà trasmesso il documentario di Peter Freeman e Chiara Colombini, che racconta la storia della banda partigiana Italia Libera

    In questi giorni, potete anche consultare contributi d’archivio su Youtube e Facebook e da sabato visitare il nostro nuovo sito e provare l’archivio interattivo Nuvolar. Inoltre sul sito del Polo del 900 è stata organizzata una lunga maratona web con numerosi contenuti e alla quale stiamo partecipando. Infine il 24 aprile sarà in edicola, sulla rivista Left, un approfondimento di Beatrice Verri sul ruolo delle donne nella Resistenza di Paraloup.



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    15 min
  • Marina Spadafora "La rivoluzione comincia dal tuo armadio"
    "La rivoluzione comincia dal tuo armadio"
    Marina Spadafora, Luisa Ciuni
    Tutto quello che dovreste sapere sulla moda sostenibile
    Solferino Libri
    www.solferinolibri.it




    Come ci vestiamo? Quali abiti compriamo? Quali marchi preferiamo? Non è mai una scelta neutrale. E può fare la differenza. Quello della moda etica è un fenomeno cresciuto lentamente, anche se oggi la consapevolezza di quanto l’industria tessile inquini l’ambiente e sfrutti la manodopera più povera è sempre più diffusa. Domande quali «chi cuce i miei vestiti?» o «dove finiscono le acque delle lavanderie?» oppure «di che cosa è fatta la maglietta che indosso?» esigono risposte sempre più rigorose e concrete. Luisa Ciuni e Marina Spadafora intrecciano le loro voci – di giornalista e di stilista militante – per raccontare l’avvento del fast fashion e le conseguenze del low cost, la bulimia dei consumi e le conseguenze dello spreco, le nuove schiavitù, l’esaurimento delle risorse e la crudeltà imposta agli animali. Eppure, l’innovazione tecno- logica apre strade ecologiche, modelli di economia circolare consentono di sposare profitto ed equità e tra i Millennial si va affermando una spiccata sensibilità per la green fashion. Se è vero che la rivoluzione inizia dal nostro armadio, saper discernere tra ciò che è sostenibile e no è il primo irrinunciabile passo per garantire un futuro ai nostri figli e al nostro pianeta.





    Marina Spadafora, stilista e imprenditrice, dopo aver firmato una celebre collezione di Maglieria sperimentale, ha collaborato con Prada, Miu Miu, Ferragamo e Marni. A partire dal 2007 si è dedicata a progetti di moda etica, da Banqu a Cangiari, a iniziative di sviluppo per l’Africa con Franca Sozzani, ed è stata direttore creativo di Altromercato per la linea Auteurs du Monde. Docente di Moda etica presso accademie in Italia e all’estero, è coordinatrice italiana di Fashion Revolution, un movimento internazionale che si batte per un’industria della moda equa, trasparente, responsabile. Ha ricevuto il premio Women together delle Nazioni Unite a New York nel 2015 e ha tenuto un Ted Talk.



    Luisa Ciuni, giornalista, scrittrice e critica di moda, è laureata in Filosofia della scienza con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’etica. Per molti anni docente di Tecnica del giornalismo di moda allo Iulm e in diverse altre università italiane, caposervizio moda e poi caporedattore della cultura de «Il Giorno», scrive per i supplementi patinati del gruppo Class editore. Ha pubblicato numerosi libri dedicati alla moda e alla sua storia, tra cui La comunicazione della moda (Franco Angeli), con Hélène Blignaut. Ha firmato con Elena Mora quattro volumi sui Windsor (editi da Cairo) di cui è considerata una delle principali esperte in Italia.




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    18 min
  • Luisa Ciuni "La rivoluzione comincia dal tuo armadio"
    Luisa Ciuni
    "La rivoluzione comincia dal tuo armadio"
    Tutto quello che dovreste sapere sulla moda sostenibile
    Solferino Libri
    www.solferinolibri.it


    Come ci vestiamo? Quali abiti compriamo? Quali marchi preferiamo? Non è mai una scelta neutrale. E può fare la differenza. Quello della moda etica è un fenomeno cresciuto lentamente, anche se oggi la consapevolezza di quanto l’industria tessile inquini l’ambiente e sfrutti la manodopera più povera è sempre più diffusa. Domande quali «chi cuce i miei vestiti?» o «dove finiscono le acque delle lavanderie?» oppure «di che cosa è fatta la maglietta che indosso?» esigono risposte sempre più rigorose e concrete. Luisa Ciuni e Marina Spadafora intrecciano le loro voci – di giornalista e di stilista militante – per raccontare l’avvento del fast fashion e le conseguenze del low cost, la bulimia dei consumi e le conseguenze dello spreco, le nuove schiavitù, l’esaurimento delle risorse e la crudeltà imposta agli animali. Eppure, l’innovazione tecno- logica apre strade ecologiche, modelli di economia circolare consentono di sposare profitto ed equità e tra i Millennial si va affermando una spiccata sensibilità per la green fashion. Se è vero che la rivoluzione inizia dal nostro armadio, saper discernere tra ciò che è sostenibile e no è il primo irrinunciabile passo per garantire un futuro ai nostri figli e al nostro pianeta.



    Luisa Ciuni, giornalista, scrittrice e critica di moda, è laureata in Filosofia della scienza con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’etica. Per molti anni docente di Tecnica del giornalismo di moda allo Iulm e in diverse altre università italiane, caposervizio moda e poi caporedattore della cultura de «Il Giorno», scrive per i supplementi patinati del gruppo Class editore. Ha pubblicato numerosi libri dedicati alla moda e alla sua storia, tra cui La comunicazione della moda (Franco Angeli), con Hélène Blignaut. Ha firmato con Elena Mora quattro volumi sui Windsor (editi da Cairo) di cui è considerata una delle principali esperte in Italia.

    Marina Spadafora, stilista e imprenditrice, dopo aver firmato una celebre collezione di Maglieria sperimentale, ha collaborato con Prada, Miu Miu, Ferragamo e Marni. A partire dal 2007 si è dedicata a progetti di moda etica, da Banqu a Cangiari, a iniziative di sviluppo per l’Africa con Franca Sozzani, ed è stata direttore creativo di Altromercato per la linea Auteurs du Monde. Docente di Moda etica presso accademie in Italia e all’estero, è coordinatrice italiana di Fashion Revolution, un movimento internazionale che si batte per un’industria della moda equa, trasparente, responsabile. Ha ricevuto il premio Women together delle Nazioni Unite a New York nel 2015 e ha tenuto un Ted Talk.



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    25 min
  • Maurizio Ambrosini "L'invasione immaginaria"
    Maurizio Ambrosini
    "L'invasione immaginaria"
    L'immigrazione oltre i luoghi comuni
    Laterza Editori
    www.laterza.it

    Il sovranismo ha vinto nelle menti prima ancora di vincere nelle urne: ha cavalcato le preoccupazioni delle persone nei confronti del fenomeno immigrazione costruendo un nemico immaginario. Ma la realtà è molto diversa da quella che ci viene raccontata. Non è vero che negli ultimi anni ci sia stata un’invasione. Non è vero che gli immigrati siano prevalentemente maschi, africani e musulmani. Non è vero che l’immigrazione sia conseguenza diretta della povertà o che i rifugiati abbiano come principale destinazione l’Europa. Il fenomeno delle migrazioni in realtà è molto differenziato e richiede risposte politiche articolate. Per uscire dal clima sociale avvelenato in cui viviamo, è necessario ricordare numeri e fatti e proporre soluzioni concrete.



    Maurizio Ambrosini è docente di Sociologia delle migrazioni nell’Università degli Studi di Milano. Insegna anche nell’Università di Nizza e nella sede italiana della Stanford University. È responsabile scientifico del Centro Studi Medì di Genova, dove dirige la rivista “Mondi migranti” e la Scuola estiva di Sociologia delle migrazioni, e consulente dell’ISPI. Collabora con “Avvenire” e con “lavoce.info”. Dal luglio 2017 fa parte del CNEL, dove è responsabile dell’organismo di coordinamento delle politiche per l’integrazione. È autore, tra l’altro, di Sociologia delle migrazioni e Sociologia (con L. Sciolla), manuali adottati in molte università italiane.


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    23 min
  • Angelo Ventrone "La strategia della paura"
    Angelo Ventrone
    "La strategia della paura"
    Eversione e stragismo nell'Italia del Novecento
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    La strage di piazza Fontana apre il periodo più buio e sanguinoso della storia italiana recente, quello segnato dalla strategia della tensione. A cinquant’anni dall’eccidio, Angelo Ventrone prova a collocare quel disegno eversivo in una cornice storica più ampia, che non comprende solo l’Italia. I primi progetti volti a rovesciare l’assetto politico esistente con la pretesa di «salvare il Paese» dalla sovversione emergono infatti già all’inizio del Novecento.

    Ogni volta che all’orizzonte si profilano trasformazioni sociali importanti, del resto, si propagano la sfiducia nelle procedure del sistema parlamentare, l’insofferenza verso i compromessi imposti dal pluralismo e il timore che il Paese si snaturi, perda la propria identità. È proprio allora che affiora la tentazione di fare un passo indietro e sconfessare i valori della democrazia, accusata di non essere in grado di gestire quelle trasformazioni. Una circostanza di grande attualità, che Ventrone affronta delineando il quadro delle riflessioni e delle prospettive che guidano l’azione degli eversori, così come le loro modalità operative.

    Dalla Grande Guerra al Ventennio fascista, dal secondo dopoguerra al Sessantotto e alla sotterranea opposizione a ogni svolta politica che veda la sinistra assumere responsabilità di governo, fino ai progettati e mai realizzati golpe anticomunisti, l’autore ci accompagna lungo una strada nella quale attentati, stragi, insabbiamenti, depistaggi e omissioni si rivelano lo strumento primario di un disegno indirizzato a tenere in perenne stato di allarme la popolazione e far sentire la sinistra, identificata con il nemico interno, sempre sotto scacco.

    La dettagliata ricostruzione della traiettoria eversiva e l’individuazione della composita schiera dei soggetti impegnati in queste trame – non solo i nostalgici del fascismo e gli anticomunisti più irriducibili, ma anche ampi settori dei servizi segreti, politici di primo piano, esponenti delle istituzioni, alti gradi dell’esercito e delle forze dell’ordine – portano a galla la domanda che tutti gli eversori si sono dovuti porre e che Indro Montanelli ha efficacemente sintetizzato: «Difendere la democrazia fino ad accettare, per essa, la morte dell’Italia; o difendere l’Italia fino ad accettare, o anche affrettare, la morte della democrazia?». I registi della strategia che ha puntato a destabilizzare l’ordine pubblico per stabilizzare l’ordine politico, convinti di essere gli unici rappresentanti della «vera» Italia, hanno evidentemente scelto la seconda strada.



    Angelo Ventrone è professore ordinario all'Università di Macerata, dove insegna Storia contemporanea, Storia sociale della politica e Storia dei totalitarismi e dei fondamentalismi. Le sue ricerche si concentrano sul Novecento italiano ed europeo, in particolare, sull'incontro tra modernità, tecnica e violenza, sul ruolo dei partiti di massa, sulla rappresentazione dell'avversario politico, sulla contestazione e violenza politica. È autore di numerose pubblicazioni sull'argomento




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    30 min
  • Angelo Piero Cappello "Il Maggio dei Libri"
    Angelo Piero Cappello
    Direttore "Centro per il Libro e la Lettura"
    "Il Maggio dei Libri"
    www.ilmaggiodeilibri.it


    Al via la decima edizione de Il Maggio dei Libri: creatività digitale e appuntamenti online, a cominciare dalla maratona letteraria in streaming e dalla rubrica social #inLibreria, dedicata a editori e librai.
    E il viaggio prosegue fino al 31 ottobre.




    Per Il Maggio dei Libri il 2020 segna un traguardo davvero importante: ideata nel 2011, la campagna di promozione della lettura del Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo festeggia la decima edizione e si appresta a celebrarla attraverso iniziative e novità. Prima tra tutte la durata, perché Il Maggio dei Libri resterà accanto alla sua comunità di pubblico, partner e collaboratori fino al 31 ottobre, valorizzando ancor di più quel patrimonio di creatività, impegno e competenza già visibile nelle oltre 2.500 iniziative finora registrate in banca dati e svolte, per la maggior parte, in forma digitale. Un’opportunità per continuare a incontrarsi e coltivare anche sul web il piacere di Leggere per scoprire se stessi, Leggere per scoprire gli altri e Leggere per scoprire il mondo, come suggeriscono i tre filoni tematici che accompagnano il tema istituzionale di questa edizione Se leggo scopro, rappresentato visivamente dall’opera dell’illustratrice Mariolina Camilleri. Ad annunciare l’incipit della campagna saranno, in un video, Paola Passarelli (Direttore - Direzione generale “Biblioteche e diritto d’autore”), Romano Montroni (Presidente del Centro per il libro e la lettura) e Angelo Piero Cappello (Direttore del Centro per il libro e la lettura).

    “Il Maggio dei Libri inizia nella Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e mi fa piacere sottolineare proprio questa seconda componente della festa: senza le opere dell’ingegno non avremmo libri da leggere, opere da ammirare, ascoltare, condividere. Che vita sarebbe senza questo immenso patrimonio culturale?”, afferma Paola Passarelli. “Questa campagna è anche un’occasione per tornare a riflettere sull’importanza di tutelare e diffondere la creatività”.

    “Sono felice di festeggiare i primi 10 anni di questa nostra campagna e soprattutto di constatare come la grande comunità costruita nel corso delle edizioni stia rispondendo all’emergenza: con spirito di resilienza e immutato entusiasmo”, dichiara Romano Montroni. Che aggiunge: “Abbiamo sempre sostenuto che la lettura ha un fondamentale valore sociale per la crescita personale, culturale e civile: momenti come quello che stiamo vivendo ci spingono a lavorare ancora di più, e in forme nuove, in questa direzione”.

    “L’impossibilità di realizzare Il Maggio dei Libri in maniera tradizionale non ci ha scoraggiati – commenta Angelo Piero Cappello – anzi, ha permesso che ci riorganizzassimo e ideassimo nuove forme di condivisione e contatto con realtà e soggetti attivi sul territorio nazionale, con i quali da sempre collaboriamo. Lo spazio virtuale su cui oggi siamo così presenti è lo strumento che ci permette di approfondire sodalizi già attivi e crearne di nuovi ma il risultato sarà reale: una rete strutturata e capillare, ancora più salda”.
    Uno straordinario impegno collettivo che, in attesa di poter tornare a colorare piazze, biblioteche, teatri, scuole, librerie e laboratori, trova nei canali social de Il Maggio dei Libri la cornice ideale in cui esprimersi. Infatti, dopo i consigli di lettura di #ioleggoacasa da parte di 38 testimonial e 24 bookstagrammer, è proprio qui che domani, giovedì 23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e inizio ufficiale della campagna, prenderà il via l’iniziativa social #inLibreria, con cui gli utenti potranno “curiosare” tra gli scaffali delle ultime novità editoriali e contribuire attivamente,...
    8 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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