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  • Maria Anna Mariani "Voci da Uber"
    Maria Anna Mariani
    "Voci da Uber"
    Confessioni a motore
    Mucchi Editore
    www.mucchieditore.it


    Nata nel 2009 nella baia di San Francisco, Uber è tra le aziende che meglio hanno incarnato l’economia degli anni Dieci di questo XXI secolo. Leggera, multiforme, tentacolare, vicina, ha presto superato oceani e continenti per imporsi su scala globale nelle abitudini di decine di milioni di persone in cerca di un mezzo veloce ed economico per spostarsi da A a B. Ma Uber non è solo una multinazionale di successo installata negli smartphone o un servizio di taxi alternativo: è un universo polverizzato in migliaia di meteoriti in movimento, a bordo dei quali s’innesca una reazione chimica sempre diversa tra autista e passeggero. Le macchine esibiscono sui cruscotti tracce delle biografie più disparate – di chi ha cominciato a fare quel lavoro per gioco, per necessità, per trovare un diversivo o per imboccare una via di fuga – e al di qua dei finestrini vanno a comporsi imprevedibili diorami umani: incontri ravvicinati tra sconosciuti da cui trapelano storie, verità, imposture.

    Queste Voci da Uber – frutto di un esperimento condotto in prima persona da Maria Anna Mariani a Chicago, dove vive – ci lasciano origliare le imponderabili confessioni che circolano da una parte all’altra dei sedili mentre la strada scorre; e intanto, tracciando di volta in volta un piccolo segmento di una mappa sconfinata, rilevano anche i contorni porosi e spesso sorprendenti della nostra vita insieme.

    Maria Anna Mariani insegna letteratura italiana alla University of Chicago. È autrice del reportage narrativo Dalla Corea del Sud (Exòrma 2017) e dei saggi Sull’autobiografia contemporanea. Nathalie Sarraute, Elias Canetti, Alice Munro, Primo Levi (Carocci 2012) e Primo Levi e Anna Frank. Tra testimonianza e letteratura (Carocci 2018). Per Mucchi ha scritto Voci da Uber (2019).



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    38 min
  • Edoardo Lombardi Vallauri "La lingua disonesta"
    Edoardo Lombardi Vallauri
    "La lingua disonesta"
    Contenuti impliciti e strategie di persuasione
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it

    "Occorre cambiare il livello di consapevolezza della gente sulle cose che limitano il potere di scelta; fra queste cose, anche alcuni fenomeni linguistici. Non si tratta di un'impresa impossibile, ma molto concretamente realizzabile; ed anche efficace, perché dove non si può più abusare liberamente dello strumento linguistico, manipolare diventa molto più difficile."


    La democrazia è un sistema politico in cui le persone hanno in teoria potere di scelta su chi delegare; allo stesso modo, il libero mercato è un sistema economico in cui le persone potrebbero scegliere che cosa comprare. Di fatto, la competizione politica e quella commerciale si giocano ormai in gran parte sulla limitazione di tale potere. Questo libro si occupa delle strategie linguistiche della persuasione, che sfruttano soprattutto i contenuti impliciti. A illustrare il tema, l’autore porta una ricca messe di esempi attuali e meno attuali di pubblicità commerciali e di discorsi politici, di cui si svelano logiche e meccanismi cognitivi. Alla luce dei recenti studi sul cervello, si chiarisce poi perché è più facile far passare per vero un contenuto falso se, invece che parlarne esplicitamente, lo si dà per presupposto o si induce chi ascolta a dedurlo da sé.

    Edoardo Lombardi Vallauri è professore ordinario di Linguistica generale all’Università Roma Tre. Fra i suoi libri recenti ricordiamo «Onomatopea e fonosimbolismo» (con L. Nobile, Carocci, 2016); per il Mulino ha pubblicato anche «La linguistica in pratica» (2014), «Parole di giornata» (con G. Moretti, 2015) e «Parlare l’italiano. Come usare meglio la nostra lingua» (nuova ed. 2017).




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    39 min
  • Michele Sisto "Il processo" Franz Kafka
    Michele Sisto
    "Il processo"
    Franz Kafka
    Quodlibet
    www.quodlibet.it

    Traduzione di Alberto Spaini
    Con un saggio di Michele Sisto
    Nota alla traduzione di Daria Biagi


    «Come un cane!» mormorò.

    Il processo è forse il romanzo più famoso di Kafka, che un lettore può leggere e rileggere, senza smettere mai di scoprirlo; come solo i grandi libri riescono a fare. Questa è la prima traduzione italiana, del 1933, che ha preceduto le altre lingue europee, traduzione molto vivace di Alberto Spaini, ottimo e benemerito traduttore, che ha fatto conoscere Kafka in Italia; è il libro che è stato in mano a tanti eccelsi estimatori di Kafka (Buzzati, Landolfi, Calvino, Fellini), perché per quarant’anni di traduzioni non ce ne sono state altre.
    Invito a rileggerlo e cogliere la comicità del romanzo, sottile, continua, quasi impalpabile, che faceva ridere gli amici quando Kafka ha letto ad alta voce il primo capitolo, interrompendosi ogni tanto perché anche lui con le lacrime agli occhi rideva. Segue uno scritto di Michele Sisto che racconta come Kafka è stato conosciuto in Italia e, sulla base di questa traduzione, interpretato.
    E. C.


    Franz Kafka (Praga 1883-Kierling 1924), uno dei maggiori e più noti narratori del Novecento; ebreo di lingua tedesca, una vita modesta da impiegato, quasi tutte le sue opere sono uscite postume, salvate dall’amico Max Brod: Il processo (1925), Il castello (1926), America o Il disperso (1927), le raccolte di racconti e i Diari (1949). In vita ha visto la pubblicazione della Metamorfosi (1915) e di Un artista del digiuno (1924), che si può leggere nelle edizioni Quodlibet (2009).




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    20 min
  • Simonetta Cerrini "Storia dei Templari in otto oggetti"
    Simonetta Cerrini
    Franco Cardini
    "Storia dei Templari in otto oggetti"
    Utet Libri
    www.utetlibri.it


    Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone. In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa. Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d’archivio ora al museo Rockefeller.

    Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé. Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende.

    Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’ordine. Risolveremo l’enigma dell’architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l’immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo. Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell’ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo.

    Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.




    Simonetta Cerrini, si occupa di storia della cultura e della spiritualità dei laici nel Medioevo ed è considerata una delle maggiori studiose dei templari. Tra i suoi saggi sul tema ricordiamo La rivoluzione dei templari (Mondadori, 2008), L’apocalisse dei templari (Mondadori, 2012) e La passione dei templari (Mondadori, 2016).


    Franco Cardini, è uno dei più importanti storici italiani, esperto di storia delle crociate, di pellegrinaggi e dei rapporti fra Europa e Oriente. Professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore di Pisa, è Directeur d’Études nell’EHSS di Parigi, vicedirettore della Scuola Superiore di Studi storici dell’Università di San Marino e Fellow della Harvard University – Fondazione I Tatti. Collabora con la Rai e con numerose testate nazionali. Tra i suoi saggi ricordiamo Alle radici della cavalleria medievale (il Mulino, 2002), L’invenzione del Nemico (Sellerio, 2006), I templari (Giunti, 2011), Gerusalemme (il Mulino, 2012), L’ipocrisia dell’Occidente (Laterza, 2015). Con Utet ha pubblicato Il califfato e l’Europa (2015), vincitore del Premio Città delle Rose 2016, e I giorni del sacro (2016).



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    29 min
  • Silvia Salussolia "Case operaie"
    Silvia Salussolia
    "Case operaie"
    Forse i ricordi fanno male!
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it

    "Pochi sanno quanto i bambini possano soffrire e sopportare dei patimenti, quanto possano sognare, quanto siano forti, nel combattere la vita, quanto sia grande la loro speranza e celata la loro sensibilità. Io lo so."

    Silvia è una bimba minuta: abita alle Case Operaie di Villanovetta, vive una vita semplice, quella che è data vivere a chi, durante gli anni Sessanta e Settanta del nostro Novecento, ha fatto parte di quella società civile che non poteva godere di benessere, né di sicurezze economiche partorite dall’immediato secondo dopoguerra.
    Le giornate di Silvia scorrono via semplici. L’appartamento in cui vive con madre, padre e fratello maggiore, fa parte di un grande complesso all’interno del quale abitavano i dipendenti della storica Cartiera Burgo di Verzuolo. Case Operaie le chiamavano...
    Crescendo Silvia si accorge che i suoi luoghi sono lo specchio di un’Italia intera. Le case a ringhiera, il gabinetto condiviso con altre famiglie sul ballatoio esterno alle abitazioni; il desiderio di possederne uno; lavare i panni nel torrente; scaldarsi con una stufetta a carbone; considerare una bambola un dono inestimabile; soffrire le colonie estive...
    E poi, i malati come il padre di Silvia o lo zio che ha dovuto fare i conti con la deportazione, o ancora l’amichetta, che l’ha seguita nelle sue avventure; le donne, ancora in una posizione subalterna rispetto all’elemento sociale maschile.
    Poi irrompe il dramma, nella vita di Silvia, quello vero: la violenza subita. Una brutalità mai denunciata – neppure verbalmente – neanche ai genitori o al fratello. Mai...
    Da quel momento la paura incombe sull’esistenza della piccina, troppo fragile per combattere una tragedia di quel peso, ma anche troppo “sola” per sentirsi in diritto di chiedere aiuto.
    Allora, scavando tra queste pagine – così leggere e così veloci – ci chiediamo cos’è stata l’integrazione ieri. E cos’è l’integrazione oggi.
    Per quali canali passa. Cos’è cambiato negli ultimi cinquant’anni in questa nostra Italia?
    Chi meglio di un bambino, di una bambina, può darci le risposte di cui necessitiamo?



    Intrappolata
    nel mio respiro
    corro con in mano
    il mio destino
    e non c'è nulla
    al confine
    solo sabbia e vento
    e anima.

    Silvia Salussolia è nata nel saluzzese e ha lavorato in campo assicurativo. Ha sviluppato ed elaborato la sua passione per la narrazione, la poesia e la pittura. Per la Fusta Editore ha pubblicato La coda del topo (2009). Ancora oggi narra dei luoghi in cui vive e ha vissuto.




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    14 min
  • Paolo Grillo "Le porte del mondo"
    Paolo Grillo
    "Le porte del mondo"
    L'Europa e la globalizzazione medievale
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    «Per colonizzare un territorio non è sufficiente disporre di capacità tecniche e risorse economiche, bisogna anche valutare che l’impresa valga la spesa e la fatica», per questo non c’è da stupirsi se imprese come l’arrivo dei vichinghi in Nordamerica poco dopo l’anno Mille o la feroce irruzione mongola in Occidente rimasero episodi circoscritti. Ben diverso, invece, fu lo scenario a partire dalla seconda metà del Duecento. Quando la curiosità per il mondo circostante, la sete di guadagno e la fede spinsero molti a intraprendere viaggi e spedizioni rischiose, e i contatti e le transazioni si fecero sempre più intensi al punto di dar vita a una vera e propria «globalizzazione» ante litteram.

    Ma è un errore, per noi occidentali affascinati dalla figura di Marco Polo, mettere l’Europa al centro di questo processo di connessione come se fossimo stati noi a «scoprire» il resto del mondo. Non fu così.

    Contrariamente a quanto si pensa, gli europei del Medioevo erano consci di vivere alla periferia di un mondo ricco, colto, civilizzato e multipolare, dove avrebbero dovuto ritagliarsi un ruolo sviluppando il dialogo e i commerci, non certo cercando di imporsi con gli eserciti. Quelli che Paolo Grillo ci descrive nelle pagine de Le porte del mondo sono mercanti, missionari, uomini di cultura e avventurieri, non conquistatori. Soltanto così l’Europa riuscì a inserirsi pacificamente e fruttuosamente in un mondo più vasto e, spesso, più prospero e tecnologicamente avanzato, e ad arricchirsi di nuove risorse e di nuove conoscenze.

    Paolo Grillo ci conduce in un viaggio attraverso le infinite pianure mongole, il continente indiano e l’Africa, alla scoperta di quella globalizzazione che permise all’Europa di respirare per decenni un’aria nuova, un’aria destinata a condizionare la cultura e l’economia dell’Occidente latino per i secoli a venire.


    “Abituati un po’ come tutti gli occidentali a guardare alle "periferie" del mondo, scopriamo grazie a queste pagine il mondo due-quattrocentesco - e anche di prima - visto, al contrario, dalla periferia europea. Un utilissimo esercizio storico-antropologico. E, magari, anche un esercizio di umiltà.”
    Franco Cardini, Avvenire

    Paolo Grillo insegna Storia medievale, Analisi e interpretazione delle fonti della storia medievale e Storia delle istituzioni militari all’Università degli Studi di Milano. È redattore della rivista «Società e Storia», “esperto della materia” per il Ministero dell’Istruzione del Canton Ticino ed è stato visiting professor (professeur invité) presso l’ École Normale Superieure di Parigi nel 2015. Il suo principale campo di ricerca è la storia sociale, politica, istituzionale e militare dei comuni italiani fra i secoli XII inizio XIV.
    Fra i suoi libri più recenti: Milano guelfa (1302-1310) (2013), Le guerre dei Barbarossa. I comuni contro l'imperatore (2014), L'aquila e il giglio.n 1266: la battaglia di Benevento (2015) e Nascita di una cattedrale (2017).



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    19 min
  • Sebastiano Mondadori "Il contrario di padre"
    Sebastiano Mondadori
    "Il contrario di padre"
    Manni Editore
    www.mannieditori.it



    Poi arriva l’ora legale e finisce la scuola ed è già il 18 giugno, e mentre in cortile Rossana Cedrelli sta per rivelare a obbligo e verità chi sposerà da grande, proprio un secondo prima, si presenta il padre con una camicia hawaiana a mezze maniche slacciata sul petto glabro, un paio di baffi sottili come strisce di liquirizia e un mazzo di margherite gialle con la testa in giù per farsi perdonare.
    «Lo sai che alla fine del ritardo io arrivo sempre» fa ridere Giulio.



    Quando sa della morte del padre, Giulio non lo vede da trent’anni, da quell'estate del 1977 in cui sua madre ha dovuto lasciarlo all'ex marito.
    Mamma Elena è ansiosa e intransigente, papà Geremia affascinante e inaffidabile, Giulio un bimbo di 10 anni riservato e sensibile, che a scuola prende solo buoni voti e per quel viaggio parte con un bloc-notes pieno di regole e divieti da rispettare.
    Bloc-notes che finisce presto dimenticato: a bordo di una Giulia super color amaranto il padre lo porterà al Circeo, a Capri, in Liguria, e lui imparerà a bere Coca Cola fino al mal di pancia, a tuffarsi dallo scoglio più alto per far colpo sulle ragazzine, a percorrere da solo il tratto più buio dei sentieri.
    Tra scherzi e bugie, notti passate a giocare a poker e traffici da spallone, in attesa di un gommone che non si riesce a prendere mai e nuotate a perdifiato verso i Faraglioni, insieme alla giovane fidanzata Clem che profuma di limone fritto, Geremia fa vivere al figlio l'estate più bella della sua vita.
    Tanto che sarà ancora più difficile perdonarlo quando, dalla fine di quell'agosto, sparirà per sempre.


    Sebastiano Mondadori
    È nato a Milano nel 1970.
    Da quindici anni vive a Lucca, dove ha fondato e dirige la scuola di scrittura creativa Barnabooth.
    Ha pubblicato i romanzi Gli anni incompiuti (Marsilio 2001), Sarai così bellissima (Marsilio 2002), Come Lara e Talita (Marsilio 2003), Un anno fa domani (Instar 2009), Miracoli sbagliati (Miraviglia 2013), Gli amici che non ho (Codice 2015), L'anno dello straniero (Codice 2016).



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    19 min
  • Andrea Angiolino "36 giochi per i giorni di festa"
    Andrea Angiolino
    "36 giochi per i giorni di festa"
    In famiglia e con gli amici
    a Natale, Pasqua e tutto l'anno
    disegni di Valeria De Caterini
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com

    Come trascorrere in allegria le vacanze di Natale con tutta la famiglia? Quali giochi sono adatti per Pasqua, per una festa di Halloween o per una domenica in casa con i tuoi? Come si divertivano i bambini romani durante i Saturnali? Scoprilo in questo agile manualetto che raccoglie 36 passatempi per le festività, provenienti da vari paesi ed epoche diverse. Tante idee per divertirsi con parenti e amici di ogni età in qualunque giorno dell’anno!



    Andrea Angiolino
    Autore e giornalista, Andrea Angiolino (Roma, 1966) è uno dei più grandi esperti italiani di giochi. Quando non li inventa – la sua creatura più nota è Wings of Glory (con Pier Giorgio Paglia, Ares Games) - si impegna a raccontarli, studiarli e dare consulenze. All’argomento ha dedicato libri, interviste, articoli, manifestazioni e incontri nelle scuole e nelle biblioteche. Con Gallucci ha già pubblicato, nel 2017, il volume Storie di giochi. Dal nascondino al sudoku. Suo tra l’altro, con Beniamino Sidoti, il Dizionario dei giochi pubblicato da Zanichelli
    Valeria De Caterini (Roma, 1976), illustratrice versatile il cui impegno spazia dai libri illustrati per l’infanzia alla realizzazione di giochi e brochure per i musei.



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    16 min
  • Don Paolo Alliata "C'era come un fuoco ardente"
    Don Paolo Alliata
    "C'era come un fuoco ardente"
    La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura
    Ponte alle Grazie
    www.ponteallegrazie.it

    L’amicizia e la nostalgia, la superbia e il canto, il coraggio e la pigrizia. Ma anche la guerra e la gloria, il dubbio e la noia, l’ospitalità, il rischio, il mistero. Viviamo pervasi da «silenziose forze» che ci fanno rimpiangere e soffrire, amare e disperare, spegnere o accendere il fuoco che brucia dentro di noi. Forze che solo noi possiamo accogliere e trasformare, fuochi che solo noi possiamo custodire e alimentare, tenendo viva la bellezza, aprendo all’imprevisto, all’esplosiva fioritura dell’immaginazione. Quella che si oppone all’ottusità del potere e cerca ostinatamente la grazia per le strade, tra i libri, negli scantinati della nostra anima, tra le pieghe di una società avida e triste, perfino nella leggerezza dolce dell’effimero. La grande lezione del Cristianesimo parla a tutti coloro che non si accontentano ma cercano l’intensità del desiderio e dell’incontro, interrogano la realtà senza farsi bloccare dal sospetto, dal vittimismo, dalla diffidenza. Immergendosi nelle Scritture, attraversando il cinema, la letteratura, la tradizione popolare, l’arte, don Paolo Alliata ci invita a squarciare il velo della banalità e a fidarsi della forza delle domande. Anche di fronte alla paura del diverso, alla violenza del giudizio, alla solitudine della morte. «È la grande avventura di ogni figlio di Adamo nella storia. E vale la pena di affrontarla».



    Paolo Alliata (Milano, 1971), dopo la laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato prete dal cardinale Martini nel 2000 e dal 2016 è vicario della comunità pastorale per la parrocchia milanese di Santa Maria Incoronata. Scrive testi teatrali dedicati a bambini e ragazzi sulle Scritture (E Dio disse: «Su il sipario!», ed. Centro Ambrosiano, «Io a Gesù bambino non ci credo mica!», illustrato da Carlo Manea, Valentina Edizioni – Centro Ambrosiano, entrambi pubblicati nel 2013). Collabora con l’Ufficio Catechesi della Diocesi di Milano scrivendo e realizzando, con Alessandro Castellucci e Patricia Conti, audio-racconti sulle vicende bibliche.



    Paolo Alliata
    "Dove Dio respira di nascosto"
    Ponte alle Grazie
    Siamo al mondo per respirare. Per fare gesti ampi, per riempire lo sguardo di futuro. Per rispondere alla chiamata della libertà, che ci invita a uscire dalle trincee e camminare a testa alta, a levare pesi e sciogliere nodi, ad attingere alla sorgente sepolta dentro di noi e farla fiorire. Di questo parla il Mistero cristiano in un linguaggio non sempre immediato ai nostri giorni.

    Ascolta la conversazione
    https://ilpostodelleparole.it/paolo-alliata/don-paolo-alliata-dio-respira-nascosto/


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    33 min
  • Marco Buticchi "Stirpe di navigatori"
    Marco Buticchi
    "Stirpe di navigatori"
    Longanesi Editore
    www.longanesi.it
    Dopo il successo de "Il segreto del faraone nero", di ambientazione egizia, con "Stirpe di navigatori" Marco Buticchi getta le basi per una saga di grandi navigatori italiani




    Quando in Italia si parla di romanzo d’avventura, non si può prescindere dai libri di Marco Buticchi, non a caso il primo autore italiano pubblicato da Longanesi nella collana “I maestri dell’avventura”, accanto a nomi internazionali del calibro di Wilbur Smith, Clive Cussler e Patrick O’Brian.


    Buticchi torna ora in libreria con Stirpe di navigatori. Ambientato tra i giorni nostri, la Lisbona del 1755, il Congo e gli Stati Uniti degli anni ’60, il romanzo ripercorre i passi di un grande navigatore italiano: Alessandro Terrasini. Le sue memorie sono contenute in un antico diario rinvenuto in un monastero della capitale portoghese, e vengono affidate a Sara Terracini, impegnata in una lunga traversata insieme al marito Oswald Breil.A Lisbona, nel 1755, i viaggi tra Italia e Portogallo dell’imbarcazione del capitano sembrano procedere con regolarità e con profitto, grazie all’accordo per il commercio delle stoffe stretto con padre Rafael de Alves. Sarà un tragico evento che cambierà per sempre il loro destino: un terremoto nella capitale distrugge l’intera città, provocando morti e devastazione. In questo quadro di instabilità civile e politica qualcuno si muove nell’ombra, cercando di portare a compimento le proprie oscure trame. Terrasini, Padre Rafael e la giovane contessina Elisa si troveranno al crocevia di uno scontro di potere: costretti a contrastare negrieri, criminali ed eminenze grigie, il costo del fallimento saranno le loro vite e la loro stirpe…I due fratelli congolesi Matunde e Kumi Terrasin, separati a causa di un attentato, sono costretti a lasciare la loro terra per riuscire a sopravvivere: il primo, chitarrista e cantante, inizierà a farsi chiamare Matt Under e riuscirà a diventare una rockstar, almeno alla guerra in Vietnam che stroncherà la sua carriera; il secondo, si rifugia a Parigi, diventando uno dei protagonisti della stagione di proteste studentesche. Ma il passato continuerà a cercarli, in quanto unici testimoni viventi di qualcosa che nessuno deve sapere…È nel presente che i destini di tutti i personaggi si incontrano e si scontrano, quando Matt Under, fratello del neopresidente del Congo Kumi Terrasin, viene rapito. È così che il passato incontra il presente e Oswald Breil diventa l’unico in grado di salvare la situazione.



    Buticchi nasce a La Spezia nel 1957, e dopo essersi laureato in Economia e Commercio all’Università di Bologna, inizia a lavorare come trader petrolifero: grazie a questo impiego comincia a viaggiare tra Africa, Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Da viaggiatore esperto, è autore di diversi libri d’avventura, sempre con una particolare attenzione alla storia, come Le Pietre della Luna (1997), Menorah (1998), Profezia (2000), La nave d’oro (2003), L’anello dei re (2005), Il vento dei demoni (2007), Il respiro del deserto (2009), La voce del destino (2011), La stella di pietra (2013) e Il segno dell’aquila (2015), disponibili in edizione TEA, oltre a Casa di mare (Longanesi, 2016), un ritratto del padre Albino Buticchi.



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