il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Renato Bruni "Bacche, superfrutti e piante miracolose"
    Renato Bruni
    "Bacche, superfrutti e piante miracolose"
    Il mondo degli integratori e dei cibi dalle mille promesse
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Integratori, fitoterapici, nutraceutici, superfood sono termini ormai di uso quotidiano, riferiti a prodotti che ci vengono prescritti dal medico, consigliati dal farmacista, sponsorizzati con enfasi dall’influencer di turno. «Ma funziona?» Quante volte ci siamo posti questa domanda leggendo su una rivista del frutto all’ultima moda che spopola tra le star o guardando l’integratore appena acquistato. Cosa fare di fronte a questa offerta vastissima, apparentemente in grado di risolvere o prevenire ogni nostro disturbo? A chi rivolgersi per fugare il sospetto della «bufala»?

    Come ci rivela Renato Bruni, docente di Botanica farmaceutica all’Università di Parma, la questione è tutt’altro che semplice. Anche chi si occupa di materie scientifiche fa fatica a dare risposte immediate e definitive sui singoli casi. Invita quindi il lettore a sviluppare uno spirito critico, fornendogli una bussola per navigare in modo autonomo tra le infinite possibilità offerte dal mercato.

    Partendo dalle pillole miracolose a base di pomodoro che hanno avuto successo in America nell’Ottocento, passando dall’aronia all’açaí, dal cranberry agli isoflavoni della soia, dal riso rosso alle miscele di caffè, per arrivare infine ai repellenti per le zanzare, l’autore ci racconta il mondo degli integratori e dei superfrutti attraverso i casi più esemplari. Senza nascondere quanto sia complicato per gli scienziati, da una parte, avere sotto controllo tutta la filiera e per gli organismi di vigilanza, dall’altra, dirimere ogni dubbio e garantire dati certi e guide sicure per il consumatore finale.

    Dopo aver smascherato le narrazioni del marketing, che spesso assecondano il nostro desiderio di trovare una soluzione semplice a problemi complessi, con arguzia e leggerezza Bruni ci conduce per mano nei meandri della letteratura scientifica e degli studi di laboratorio. E fornisce così una miniera di informazioni utili, strumenti pratici e spunti interessanti per riflettere sul nostro comportamento come consumatori e prendere decisioni più consapevoli.


    Renato Bruni lavora presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e insegna nei corsi di Laurea in Scienze Gastronomiche e in Farmacia dell'Università di Parma, dove si occupa di piante medicinali, integratori alimentari e delle varie sostanze chimiche prodotte dalle piante. In rete cura il blog "Erba Volant".



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    30 min
  • Paolo Pileri "100 parole per salvare il suolo"
    Paolo Pileri
    "100 parole per salvare il suolo"
    Altreconomia
    www.altreconomia.it

    È tempo di smettere di far finta di niente e di pensare il suolo come una merce, inseguendo egoismi amministrativi ammantati di parole enigmatiche e doppie.



    L’urbanistica è una lingua straniera: 100 parole “tradotte” in italiano per imparare a leggere le trasformazioni del suolo contenute nelle leggi e nei piani. E dire “sì” alla tutela del suolo e al riutilizzo di quel che già esiste.

    Ci sono parole che, sotto una mano di verde, hanno il cuore di cemento. Così una mattina scopriamo che davanti a casa nostra è sorto un nuovo cantiere e le betoniere stanno asfaltando l’ultimo prato libero, anche se la legge e il piano urbanistico sembravano chiari al riguardo. Che cosa ci è sfuggito? L’urbanistica è ormai una lingua straniera, un gergo governato da pochi, pieno di parole dal significato incomprensibile e scivoloso, con una grammatica ambigua che quasi sempre fa scempio del suolo (dicendo che lo sta salvando).

    Questo libro svela -attraverso “lemmi”, esempi, citazioni, aneddoti– il significato di oltre 100 parole dell’urbanistica, da “àmbito” a “urban sprawl”.

    Perché “i cittadini hanno il diritto (e il dovere) di capire ogni parola scritta nelle leggi e nei piani urbanistici“.

    Un aiuto per imparare a leggere, “tradurre” in italiano e interpretare la legge della propria Regione, il piano del Comune o una sentenza del Tar, e denunciarne le incongruenze. Perché la cultura e la conoscenza sono le armi più affilate contro il consumo di suolo e la comprensione delle parole ne è l’impugnatura.

    Un libro con una potente carica etica e civile, rivolto a cittadini e comitati, ma anche a studenti, urbanisti, amministratori pubblici: “Questo dizionario ci restituisce le parole e il loro significato, ma anche gli strumenti per chiedere con cognizione di causa che il suolo -risorsa delle risorse- resti terreno agricolo, prato, bosco e non diventi una distesa di cemento”.



    Dall'introduzione di Tomaso Montanari:
    Questo breve testo potrebbe avere come motto una celebre frase di Nanni Moretti: “chi parla male, vive male”. Allora per provare a vivere bene, cominciamo a parlare bene.
    La presenza di uno storico dell’arte per introdurre questo libro può sembrare eccentrica, per certi versi: e in effetti potrebbe esserlo davvero, per come la storia dell’arte è stata intesa per molto tempo in questo Paese. E invece credo che, nell’ambito delle discipline storiche, la storia dell’arte sia una di quelle che ha provato, almeno in certi suoi filoni, a tenere vivi i legami con il suolo, pur chiamandolo in tanti altri modi. Se dovessi invece scegliere un motto per la storia dell’arte nella sua vicenda culturale, mi verrebbe voglia di scegliere una bella e famosa frase del Vangelo di Luca: «qui se humiliat, exaltabitur», chi si umilia sarà esaltato, sarà innalzato.

    Potremmo dire: chi si avvicina al suolo, all’humus, alla terra, sarà salvato, si innalzerà. Questa, in fondo, è la storia della storia dell’arte, la storia sociale dell’arte. Chi studia la vicenda degli artisti nel contesto della società, nei secoli, sa che la grande scommessa degli artisti – dall’inizio del Quattrocento in poi – è stata quella di essere accolti come intellettuali: diremmo oggi, come umanisti liberali, ma senza tradire la propria “meccanicità”, la propria connessione con la terra, il proprio rapporto ombelicale con il materiale.


    Paolo Pileri
    Docente di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, è membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali e consulente scientifico di ministeri, enti pubblici, fondazioni e amministrazioni locali. Tiene corsi sia alla Scuola di Architettura sia a quella di Ingegneria del Politecnico di Milano....
    29 min
  • Alessandro Alciato "Non pettinavamo mica le bambole"
    Alessandro Alciato
    "Non pettinavamo mica le bambole"
    Le meravigliose storie delle ragazze della Nazionale
    Prefazione di Gianni Infantino
    Baldini + Castoldi
    www.baldinicastoldi.it



    Circolo dei Lettori, Torino
    Giovedì 16 gennaio 2020, ore 18:30
    Presentazione di "Non pettinavamo mica le bambole"
    con Alessandro Alciato, Gigi Buffon, Marta Carissimi, Evelina Christillin, Alberto Infelise


    Francia 2019. Mondiali femminili di calcio. Lo spartiacque. L’anno zero nel luogo zero. L’inizio di una nuova era. Per il calcio femminile italiano ha rappresentato un clamoroso passo in avanti per l’intero movimento che, fino a quel momento, veniva considerato come qualcosa di folkloristico, e poco di più. «Una ragazza non può giocare a pallone», era il pensiero comune. Durante l’infanzia se lo sono sentito ripetere molte calciatrici dell’Italia, anche dai propri genitori. Sognatrici che dovevano combattere fra le mura di casa, costrette a sentirsi attaccate nel luogo meno atteso, dalle persone in teoria più vicine. Nessuna di loro ha mollato. Erano bambine che raccontavano bugie, pur di potersi allenare. Valentina Bergamaschi ha rischiato di perdere un polmone. Laura Giuliani, il portiere titolare, si è dovuta trasferire in Germania per giocare. E prima di allenarsi, ogni mattina, si alzava alle tre, per lavorare in una panetteria, perché il calcio femminile prevede stipendi nemmeno lontanamente all’altezza di quelli dei colleghi maschi. Valentina Giacinti staccava la testa alle bambole, pur di avere un pallone. Stefania Tarenzi a 16 anni correva ancora in bicicletta. A Elena Linari nessuno ha regalato nulla, gioca e vince con l’Atletico Madrid, intanto le piacerebbe che in Italia la sua omosessualità non fosse vissuta come un motivo di imbarazzo. Francia 2019 ha rappresentato un salto in alto – senza precedenti – a livello di cultura sportiva. L’inizio di una bellissima storia, con 23 protagoniste in campo e una in panchina. La storia che leggerete in questo libro. Prefazione di Gianni Infantino.


    Alessandro Alciato (Biella, 1977) è giornalista, scrittore e docente di Storia del Calcio all’Università San Raffaele di Roma. È coautore delle autobiografie di Carlo Ancelotti Preferisco la Coppa (2019), di Stefano Borgonovo Attaccante nato (2010), di Andrea Pirlo Penso quindi gioco (2013), di Walter Mazzarri Il meglio deve ancora venire (2014) e di Massimo Ferrero Una vita al massimo (2015). Ha pubblicato anche Metodo Conte (2015), La nostra bambina (2015, con Fabio Cannavaro) e Demoni (2018). Fra i suoi principali riconoscimenti il Premio Dardanello nel 2005, il Gianni Brera nel 2011, il Premio Viareggio Sport nel 2014 e il Premio Antonio Ghirelli nel 2018. I suoi libri sono tradotti in oltre dieci Paesi.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Andrea Fenoglio "Un'altra vita"
    Andrea Fenoglio
    "Un'altra vita"
    Al di là dei bla bla sui braccianti africani
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it


    Giovedì 16 gennaio, ore 18:00
    Libreria dell'acciuga, Cuneo
    presentazione del libro "Un'altra vita" con Andrea Fenoglio e "Ancora dodici chilometri" con Maurizio Pagliassotti

    Lassè e Casimir sono due ragazzi molto diversi tra loro. Uno arriva dal Mali e l’altro dalla Costa d’Avorio. Si trovano entrambi al PAS di Saluzzo.
    PAS sta per Prima Accoglienza Stagionali. È una risposta istituzionale per accogliere una parte dei migranti africani che ogni primavera accorrono nella piccola città di Saluzzo per raccogliere albicocche, pesche, mele, pere, mirtilli, susine, kiwi del secondo comparto frutticolo italiano.

    Il PAS è una caserma restaurata. Lassè arriva a Saluzzo che è già tutto al completo, allora monta la sua piccola tenda sotto i viali, vicino alla grande struttura di accoglienza. Casimir è invece un immigrato perfettamente integrato. Dopo solo un anno dal suo arrivo in Italia fa già da mediatore culturale ed è sotto contratto con la Cgil.

    Il libro racconta le loro testimonianze, svelando i percorsi che li hanno portati in Italia e poi, in Piemonte.

    Le storie di Lassè e Casimir non parlano solo di un mondo esotico al di là del mediterraneo. Con l’incedere della narrazione, si scopre che le terre dalle quali provengono, sono molto più legate alle nostre, di quanto crediamo. E anche il nostro benessere e le nostre prospettive di futuro, sono legati indissolubilmente all’esito delle loro avventure esistenziali.

    Andrea Fenoglio è regista, film-maker, artista visuale e fotografo. Lavora su progetti crossmediali a carattere documentaristico. Ha realizzato L’isola deserta dei Carbonai (2007), vincitore del premio della giuria al Trento Film Festival e al Cervino Cine Mountain e Il popolo che manca (2010), premiato al 28° Torino Film Festival e al 59° Trento Film Festival. È del 2015 il documentario, realizzato con Matteo Tortone, Su campi avversi, risultato cinematografico del progetto La Terra che connette.

    www.laterracheconnette.it


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    24 min
  • Marco Di Tillo "La neve al mare"
    Marco Di Tillo
    "La neve al mare"
    Lisciani Libri


    Giulio il re del superficiale, Matteo il brufoloso e Capozzi il Pennellone, sono tre sedicenni romani in vacanza ad Anzio, un’estate. Con loro si accompagna spesso anche Paoletto, detto il Pennellino, perché fratello minore del Pennellone. In quel caldissimo mese di agosto all’inizio non succede molto, in realtà, se si escludono naturalmente le tantissime sigarette fumate, le tantissime birrette bevute, la caccia ai rospi da vendere al Ristorante Cinese e la ricerca perenne delle ragazze più belle che invece sbavano sempre dietro a quelli più grandi di loro. Ad una festa sulla rotonda dello stabilimento Tirrena, Giulio ritrova Fabrizia, una compagna delle elementari, diventata oggi una ragazza davvero strepitosa e lei gli confessa di essere stata innamorata di lui, da piccola, anche se lui non se ne era mai accorto. Riuscirà Giulio a recuperare il tempo perduto? Lungo il caotico litorale laziale, i tre sperimentano inoltre furtarelli di motorini davanti allo stadio del baseball di Nettuno, spargimento di putridi vermi per danneggiare l’odioso bar della zona, buchi fatti sulle pareti delle cabine per sbirciare qualche possibile nudo di donna, rozzi bagnini dalle mani pesanti e, infine, anche un misterioso cugino di nome Ci’, quello che arriva all’ultimo per portare il regalone, una cosetta davvero nuova e stuzzicante: la neve. E con la neve inizia tutta un’altra storia che, dopo una notte scintillante e psichedelica, porta il gruppetto a salire su un treno per arrivare fino a Rimini alla scalcinata pensione Magia e infine in una spettacolare discoteca, anzi nella mejo discoteca, come la descrive il Pennellone. Finisce male perché la neve fa molto male e il cugino ci svalvola di brutto e ci rimette parte del cervello. Ma è un avvertimento per tutti, soprattutto per i giovani.


    Marco Di Tillo, scrittore e regista televisivo romano, laureato in Psicologia, che vive e lavora a Roma con la moglie, tre figli maschi e un cane femmina.
    Marco Di Tillo ha scritto per molti anni programmi radiofonici e televisivi per la Rai, libri per giovani lettori, tre romanzi dedicati all’Ispettore romano Sangermano e due romanzi dedicati all’Ispettore genovese Marco Canepa.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    27 min
  • Diego Crivellari "Scrittori e mito nel Delta del Po"
    Diego Crivellari
    "Scrittori e mito nel Delta del Po"
    Un dizionario letterario e sentimentale
    Apogeo Editore
    www.apogeoeditore.it



    Dalla A di Aironi alla Z di Zanzare, ogni singola voce di questo eterodosso dizionario può essere letta come un capitolo a sé stante, affrontata come una narrazione autonoma e, ad un tempo, strettamente correlata alle altre, attraverso rimandi e collegamenti più o meno diretti, non sempre lineari e non sempre espliciti. Troveremo in queste pagine le tracce di autori e capolavori, talvolta ingiustamente dimenticati, della nostra letteratura, diari di viaggio, racconti, appunti, cronache e forse pure imprese letterariamente meno memorabili. Il tutto è il risultato di un’esplorazione condotta sui testi, che segue e riprende l’estro di letterati e scrittori che, specialmente in età contemporanea, hanno variamente scritto nel Delta e sul Delta, nella sua unicità, nella sua accezione vera e più ampia, di storica area di confine e di scambio, di cerniera tra Veneto ed Emilia, tra culture e presenze diverse e complementari. Vi troviamo due fondamentali tipi di scrittori e di scopritori del Delta, riferita soprattutto ai vari diari di viaggio, ai resoconti e ai reportage originali che sono presenti in queste pagine: quella tra i camminatori e i navigatori, autori distinti naturalmente a seconda della modalità privilegiata, da loro utilizzata per visitare e conoscere il territorio. Ecco, allora, i navigatori, totali o parziali, come Rumiz, Rea, Zamboni e Brondi, ma anche Zavattini, e i camminatori, gli uomini dell’argine e della pianura, radicati al suolo, come Conti, Celati, Permunian. Per molti di questi autori, di un tipo o dell’altro, si potrebbe dire che la scrittura è l’esito di un precario equilibrio tra terre e acque, spesso inconcluso, è la strenua ricerca di un compromesso esistenziale tra paesaggi interiori e paesaggi esteriori.




    Diego Crivellari ha studiato nelle università di Padova e Bologna. È stato consulente editoriale, amministratore pubblico e deputato della Repubblica. Attualmente vive a Rovigo ed è docente di ruolo nelle scuole superiori.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Viola Ardone "Il treno dei bambini"
    Viola Ardone
    "Il treno dei bambini"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    A volte dobbiamo rinunciare a tutto, persino all'amore di una madre, per scoprire il nostro destino. Nessun romanzo lo aveva mai raccontato con tanto ostinato candore.

    Il caso editoriale italiano dell'ultima Fiera di Francoforte, in corso di traduzione in 25 lingue.

    È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c’è altro modo per crescere.

    «Un romanzo appassionante e scritto benissimo. La storia di questo bambino del dopoguerra, della sua lotta per la sopravvivenza e l’amore, tiene incollati alle pagine».
    Marion Kohler, DVA-Penguin, Germania

    «Originale, emotivo, di grande qualità letteraria. Un libro che tutti dovrebbero leggere».
    Anne Michel, Albin Michel, Francia

    «Uno splendido romanzo. Viola Ardone ci fa riflettere, con delicatezza e maestria, su come certe decisioni possano cambiare per sempre la nostra vita».
    Elena Ramírez, Seix Barral, Spagna


    «La letteratura è meglio della politica. Lo dico dopo aver letto Il treno dei bambini di Viola Ardone».
    Michele Serra

    Amerigo Speranza è l'io narrante di una storia straordinaria, dura, di un romanzo che racconta la vicenda poco conosciuta di migliaia di bambini meridionali che nel secondo dopoguerra, grazie al Partito Comunista, vennero strappati alla miseria e affidati a famiglie del Nord e del Centro.

    Amerigo è povero, vive a Napoli con la madre Antonietta, figlio unico senza un padre, forse sparito in America, «a faticare». La madre decide di offrirgli l'opportunità di una vita migliore, non vuole più mandarlo a raccogliere le «pezze»; per lui desidera scuola, cibo, salute.

    Il bambino parte per il Nord spaventato dalle dicerie sulle cattiverie e sulla crudeltà dei comunisti; sale sul treno per recarsi in un altrove sconosciuto dove troverà, gli hanno garantito, una famiglia affettuosa e una casa accogliente. Il romanzo di Viola Ardone «ha il pregio, davvero consolante, di raccontare la storia di un bambino in affido senza occultarne alcun aspetto. E anzi rispettando la straziante “doppiezza” della vita di Amerigo, la perdita della mamma e la sconfitta della fame, le radici recise e la nuova serenità, l’insicurezza indegna e la protezione “artificiale” imposta dall’altro e al tempo stesso provvidenziale» (Michele Serra, «la Repubblica»).

    Si dovrà confrontare con un nuovo dialetto, con cibi diversi e con una donna, Derna, che lo accoglie con paura e timore, spaventata quanto lui perché «di bambini non ne capisco proprio», e deve consolare, rassicurare un cuore infantile segnato dalla separazione e dalla perdita.

    «La Ardone ha affondato le mani nella storia più dolorosa della sua città. Ha setacciato il dialetto, la mentalità di quegli anni, e ha plasmato lo scenario perfetto per un grande romanzo sulle scelte. Perché quello che Amerigo ci racconta, salendo sul treno, è proprio il momento in cui i binari della vita si separano, costringendoci a prendere una decisione. Una decisione sostanziale, in grado di definire la nostra identità» (Simona Sparaco, «La Stampa»).


    L’autrice ci affida la storia commovente di una separazione e solidarietà, concetto che «si è totalmente smarrito, cioè fare del bene a fondo perduto. Nel dopoguerra furono i...
    23 min
  • Roberto Farné "Abbecedari e figurine"
    Roberto Farné
    "Abbecedari e figurine"
    Educare con le immagini da Comenio ai Pokémon
    Marietti 1820
    www.mariettieditore.it

    Dal primo “sussidiario” illustrato, pubblicato dal pedagogista moravo Comenio nel 1658, alle figurine dei calciatori e dei Pokémon, la scuola e i media si sono interrogati sull’utilizzo delle immagini in campo educativo. Abbecedari illustrati, cartelloni, illustrazioni, carte e tavole per il gioco dell’oca sono infatti accomunati da una più o meno esplicita intenzionalità educativa, cioè dal fatto di voler comunicare informazioni e contenuti culturali, facilitare l’apprendimento di specifiche conoscenze, rendere interessante un argomento storico o un concetto scientifico.

    A questo vasto ambito di indagine, che coinvolge la didattica, le scienze della comunicazione, la pedagogia dei media, la letteratura per l’infanzia e le discipline che studiano le immagini, è dedicato il libro di Roberto Farné, professore ordinario di Didattica generale all’Università di Bologna, intitolato Abbecedari e figurine. Educare con le immagini da Comenio ai Pokémon.


    Sin dai primi libri, le immagini e le illustrazioni sono associate alla didattica per l’infanzia. A cominciare dall’abbecedario che associa lettere a figure. Questo libro è un saggio compendioso ed esaustivo sul lungo cammino compiuto da tecniche e modalità di illustrazione associate alla didattica. Dal primo sussidiario illustrato del 1658, agli album di figurine, dalle immagini disegnate a quelle stampate, fino a quelle 3D. A ben vedere, nel tempo la didattica non è mai stata disgiunta da un parallelo lavoro di studio e ricerca delle immagini più adatte a favorire il processo di apprendimento. Libri di testo, cartelloni, tavole per il gioco dell’oca e figurine sono accomunate dall’intento di istruire attraverso lo sguardo, di rendere l’apprendimento seducente e affascinante, come dovrebbe essere. Chi non ha mai fatto una collezione di figurine? Dietro quel semplice meccanismo atto a scatenare la ricerca delle figure mancanti, si nasconde in realtà anche uno scopo didattico, nel tentativo di avvicinare il bambino al mondo della conoscenza. Il lavoro che c’è dietro le illustrazioni, in generale, non interessa solo la grafica e la comunicazione visiva. Coinvolte sono la psicologia, le scienze della comunicazione, la pedagogia dei media, la letteratura per l’infanzia e le discipline che studiano le immagini. Per farsi un’idea della ricchezza e dell’interesse che suscita questo volume basta scorrere l’indice: si va dall’immagine insegnante all’Orbis pictus, dall’antididattica di Rousseau all’Iconologia dei “doni” dal gioco visivo delle lettere ai Libri-giochi, dalla pedagogia aniconica di Bettelheim all’approfondimento sulle immagini utilizzate dal regime come strumento di propaganda, fino ad arrivare al dilagante fenomeno di dei Pokémon. Roberto Farné, professore ordinario di Didattica generale all’Università di Bologna, ci offre un libro godibilissimo, consigliato non solo agli insegnanti ed agli educatori in generale ma a tutti coloro che desiderano approfondire le dinamiche dello sguardo, il complesso intreccio che la mente fa tra immagini e parole, i meccanismi più importanti che sono alla base della formazione del nostro tesoro più prezioso: l’immaginario.






    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    32 min
  • Andrea Landolfi "Andreas o I Riuniti"
    Andrea Landolfi
    curatore, traduttore di:
    "Andreas o I Riuniti"
    di Hugo von Hoffmansthal
    Del Vecchio Editore
    www.delvecchioeditore.it



    Nelle intenzioni stesse dell’autore espresse in una lettera all’amico Herman Bahr, il romanzo Andreas o I riuniti avrebbe dovuto essere il racconto di “gioventù e crisi di un giovane austriaco in viaggio per Venezia, nell’an-no della morte di Maria Teresa”. In questa telegrafica descrizione troviamo il riflesso del costante richiamo alla maschera e alla mistificazione che permea il romanzo e che apre a infinite possibilità senza renderne assoluta e reale alcuna. Andreas lascia in effetti Vienna alla volta di Venezia e non è un caso che giunto nella terra delle maschere si ritrovi invischiato in intri-ghi e messe in scena dal sapore grottesco e inquietante. Tutto della città e dei suoi abitanti lo disorienta e allo stesso tempo lo lega a quella terra in modo pressoché indissolubile. Il viaggio si trasforma come nella migliore delle tradizioni, in un percorso di formazione - ma grazie alla scrittura di Hofmannsthal questo percorso assume le tinte fosche di un rito iniziatico. Nella sua perfettamente chiusa incompiutezza Andreas o I riuniti diviene un romanzo simbolo dell’intera produzione di uno dei più significativi scrittori del ‘900 e viene qui riproposto in un’edizione critica inedita persino in Germania.

    Hugo Von Hofmannsthal è uno dei maggiori rappresentanti della letteratura austriaca. La sua formazione all’interno di un impero in declino si arricchisce dell’esposizione ad una società culturalmente varia e in improvviso mutamento. La scrittura di Hofmannsthal risente, oltre che di un innegabile gusto decadentista, del continuo confronto con i classici che saranno per lui riferimento lungo tutto il corso della carriera. La riscrittura dei classici in chiave ossessiva, diventa un modo per incidere a fondo nella società a lui contemporanea e il suo approccio alla drammaturgia detterà le regole al mondo della scrittura teatrale almeno fino alla fine del secolo.


    Andrea Landolfi (Roma, 1957) insegna Letteratura tedesca e Traduzione letteraria all'Università di Siena, dove, fino al 2013, ha diretto il “Master in Traduzione letteraria e editing dei testi”. Ha studiato e tradotto, tra gli altri, Goethe, Schopenhauer, Hofmannsthal, Th.Mann, Musil, Rezzori. Nel 1996 ha vinto, per la traduzione di un’opera di Rezzori, il “Premio Prezzolini per la traduzione”, nel 2008 il “Premio Città di Biella per la traduzione poetica” e nel 2016, per il complesso della sua attività di traduttore letterario, la “Übersetzungsprämie” della Presidenza del Consiglio della Repubblica Austriaca. Dal 2007 al 2013 è stato presidente della sezione “Traduzione” del “Premio Gregor von Rezzori - Città di Firenze”. È membro corrispondente della Bayerische Akademie der Schönen Künste.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    17 min
  • Paolo Borzacchiello "Il Super Senso"
    Paolo Borzacchiello
    "Il Super Senso"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it
    Quello che hai tra le mani è uno strumento potentissimo. Un romanzo, forse. Uno speciale corso di crescita personale, forse. Oppure, tutto questo insieme e molto altro ancora.

    Tu leggi. Leggi e basta. Al resto penserà il libro.




    «Mentre si trova a Washington per ricevere un delicato incarico da parte del presidente degli Stati Uniti, Leonard Want, esperto di intelligenza linguistica e comportamento umano, viene contattato da Dio in persona, che gli affida una nuova missione per salvare il mondo. Costretto a destreggiarsi tra un presidente in crisi di consenso e una negoziazione serrata con il principe dell'Oscurità, Leonard Want deve far ricorso a tutte le sue competenze, finendo per coinvolgere chi legge in un vero e proprio corso di formazione sui segreti del profiling e delle "cinque intelligenze". Seguendo da vicino le gesta dei protagonisti, il lettore imparerà a profilare persone e contesti e comincerà a notare cose che non ha mai notato prima. I suoi sensi si potenzieranno fino a diventare qualcosa di più grande e di unico, un Super Senso in grado di mostrare una realtà inaspettata. Dopo "La parola magica", Paolo Borzacchiello torna con "Il Super Senso", un nuovo romanzo scritto con speciali tecniche di intelligenza linguistica messe a punto dall'autore: "Alla fine del libro i tuoi sensi saranno più acuti, tutto diventerà più chiaro e - questa è la promessa - sarai una persona diversa. Sarai dotato di un Super Senso, un senso speciale che trascende tutti gli altri e che ti pone nella posizione più invidiabile che ci sia: quella di chi ha imparato a vedere la realtà con occhi diversi e quindi a trasformarla".



    Paolo Borzacchiello
    "La parola magica"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.

    Il cambiamento personale è semplice, come leggere un libro. Questo libro.
    Londra, oggi. Il comportamentalista esperto in persuasione linguistica e comunicazione non verbale, Leonard Want, riceve una strana richiesta: deve aiutare Dio in persona a decidere se estinguere, un’altra volta, la razza umana. C’è un piccolo problema: oltre a Dio – una donna anziana, volgare e fumatrice accanita – Leonard deve affrontare una serie di arcangeli dal brutto carattere, un angelo sterminatore che veste pantaloni di pelle e disprezza la razza umana, e persino Lucifero in persona.
    La parola magica è un romanzo unico nel suo genere e ha un preciso intento: intrattenere il lettore e, pagina dopo pagina, trasformarlo, aiutandolo a liberare il suo potenziale. Scritto con un linguaggio che opera a più livelli da uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica e persuasione linguistica, è ricchissimo di suggestioni e insegnamenti che funzionano mentre li leggi: parola dopo parola, potrai sperimentare in prima persona il cambiamento e la trasformazione, senza quasi rendertene conto.
    Il primo romanzo che ti cambia la vita mentre lo leggi. Sei pronto per la magia?

    Ascolta qui la conversazione:
    https://ilpostodelleparole.it/paolo-borzacchiello/paolo-borzacchiello-la-parola-magica/




    Paolo Borzacchiello è uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business. Da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda la comunicazione e il linguaggio. È tra i più quotati e seguiti trainer di PNL ed executive coach, ed è il direttore di wedoIT Academy Business School. Ogni anno forma migliaia di persone in aula e segue la formazione di aziende, imprenditori e manager in tutto il mondo. Dopo studi, ricerche e approfondimenti, e oltre quindici anni di...
    18 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners