il posto delle parole

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  • Ada Grossi "Mia bianca Giulia"
    Ada Grossi
    "Mia bianca Giulia"
    Edizioni Ares
    www.edizioniares.it



    «Non riuscivo a scolpirla, così come non riuscivo ad amarla»

    Giulia è bellissima. L’addio è lacerante.
    Guglielmo, tormentato e fiero talento all’ombra di Michelangelo, vuole immortalare la donna perfetta in un monumento straordinario perché l’amore continui nel marmo.
    La loro passione – tessuta di lenti distacchi e improvvisi ritorni – è una fiamma indomabile, che Ada Grossi tratteggia sullo sfondo di un grande affresco storico: il Rinascimento che oscilla tra gli sfarzi della nobiltà e i sinistri bagliori delle guerre di religione, da Roma a Milano e alle valli attorno al Ceresio, dalla persecuzione di un’indemoniata nella Ginevra calvinista a un misterioso incontro con la Sindone in Savoia; e ancora fino alla Milano stremata dalla peste, dove il cerchio finalmente si chiude.
    Mia bianca Giulia è un romanzo che s’interroga a viso aperto sul mistero dell’ispirazione artistica e sulle ossessioni della memoria: dalle sue spirali di passione e redenzione, il destino dei protagonisti sarà trasformato per sempre, su orizzonti nuovi, prima impensabili.


    Ada Grossi ha trascorso più di metà della sua vita tra studi storici, archivi e biblioteche: lì sono nati i mondi dei suoi romanzi. Ha esordito con Centoquarantanove anni, un’avventura medievale tra Oriente crociato e Occidente cristiano, seguito da Inferno a mezzanotte, un thriller ambientato tra New York e Israele che ruota attorno agli antichi manoscritti del Mar Morto. Il suo sito è: www.adagrossi.com.



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    26 min
  • Maura Pozzati "3 Body Configurations"
    Maura Pozzati
    "3 Body Configurations"
    Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
    Mostra aperta fino al 18 aprile 2020
    a cura di Fabiola Naldi e Maura Pozzati
    www.fondazionedelmonte.it




    Partendo dal rapporto del corpo dell’artista che agisce nello spazio pubblico e privato, la mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta in Italia un’attenta selezione di opere fotografiche di Claude Cahun (grazie alla collaborazione con Jersey Heritage Collection), un’altrettanta e significativa selezione delle opere fotografiche di Valie Export (grazie alla collaborazione con l’Atelier Valie Export e il Museion di Bolzano) e una riproposizione di un progetto fotografico della fine degli anni Novanta di Ottonella Mocellin (grazie alla collaborazione con la galleria Lia Rumma).
    L’esposizione si presenta come la possibilità di approfondire un ambito della storia dell’arte del 900 ampiamente caratterizzata dall’uso dei dispositivi extra artistici quali il corpo, la fotografia e la performance. 3 Body Configurations, infatti, prende spunto dal titolo di un progetto di Valie Export sviluppato dal 1972 al 1982.






    Le tre importanti presenze sottolineano la riflessione estetica e progettuale di un’occupazione tanto fisica quanto mentale della propria identità, della propria prassi progettuale come anche della necessità di indagare i rapporti fra il corpo dell’artista e lo spazio dell’architettura, della natura e dell’illusione.
    Per Claude Cahun, Valie Export, Ottonella Mocellin la fotografia si dichiara testimone infinito, immobile e indiscusso di una pratica avvenuta anche solo per un istante.

    La mostra è documentata da una preziosa pubblicazione (italiano/inglese) edita da Corraini con testi inediti di Fabiola Naldi, di Maura Pozzati e della filosofa Francesca Rigotti.

    L’evento è inserito tra i Main Project di Art City Bologna 2020, programma di iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.



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    16 min
  • Pier Mario Giovannone "Gallo Galileo"
    Pier Mario Giovannone
    "Gallo Galileo"
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com


    Un re inflessibile e severo impone ai sudditi di seguire l’ora legale.
    Galileo, il gallo che preannuncia l’arrivo del giorno, è però intenzionato a sfidare la volontà del sovrano e a rispettare i ritmi naturali del sole.
    La pena per chi trasgredisce le leggi è la più severa, ma Galileo potrà contare sull’aiuto di uno scaltro topolino…


    Pier Mario Giovannone, l’acrobata delle parole che ama esibirsi con poesie e canzoni, è nato a Cuneo nel 1974. Diplomato in chitarra classica e laureato ...


    Tullio Solenghi (Genova, 1948) è un attore, comico e doppiatore italiano. Celebre è stata la sua parte nel Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez.


    Altan (Francesco Tullio Altan) è nato a Treviso nel 1942. Da piccolo sognava di progettare navi. Per un po' ha studiato a Venezia e poi è emigrato in Brasile. A Rio de Janeiro ha cominciato a disegnare le prime figure per sua figlia Kika. Quando lei gli ha chiesto un cane, lui le ha regalato la Pimpa. A Francesco piace molto disegnare con i bambini della sua Aquileia, perché non si lasciano distrarre dai giudizi degli adulti. Per Gallucci ha illustrato, tra gli altri, Ci vuole un fiore, La papera, la pulce e l'orologio, L'Arca di Noè, Il leone si è addormentato, La tartaruga, What a wonderful world, Nella vecchia fattoria, Virgola, Per te, Acquarello, Un bimbo sul leone, Ninna nanna dei sogni e Biancaluna. È autore, sempre per Gallucci, di Mondo Babonzo, Trino e del film d'animazione Kamillo Kromo, pubblicato nella collana 'Stravideo'.


    Paolo Fresu è nato nel 1961 a Berchidda, nella bella collina solare della Sardegna del Nord. E chissà come quel sole scintillava, sulla tromba del fratello che suonava nella banda del paese, quando Paolo bambino andava a frugarla. Quello scintillio d’oro, odoroso d'olio metallico, gli ha segnato la via. Quando a dieci anni è entrato nella banda anche lui, sapeva fare già molto. Quando ha cominciato a suonare pop e salsa col complessino, ha imparato il resto. Ma quando un giorno ha ascoltato una cassetta di Miles Davis, ha sbarrato gli occhi: “E cos’è questa cosa bellissima?” Eh sì, c’era altro, molto altro da suonare, bisognava mettersi sotto. Così quando a Sassari, per i bei voti della maturità industriale, la SIP (Società telefonica) lo ha chiamato al lavoro, lui era già via: aveva altro da fare. E lo sta facendo. Per Gallucci ha accompagnato con la sua musica, raccolta in Cd, prima i testi di Nidi di note, poi le illustrazioni di Crescendo di Alessandro Sanna.




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    18 min
  • Elisabetta Rosaspina "Margaret Thatcher"
    Elisabetta Rosaspina
    "Margaret Thatcher"
    Biografia della donna e della politica
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it

    Il mondo la ricorda come la dispotica, implacabile Lady di ferro. Sempre in armi. Per difendere le isole Falkland dalle rivendicazioni dell’Argentina e l’Occidente dalla voracità dell’Orso sovietico durante la guerra fredda. Per domare i minatori in sciopero e le spinte indipendentiste dell’Irlanda del Nord. Per sconfiggere (tre volte di seguito) i laburisti alle elezioni, per imporre la sua «rivoluzione conservatrice», per smantellare l’assistenzialismo statale, per favorire un «capitalismo popolare», per risanare l’economia britannica a qualunque costo, umano e sociale. E, infine, per mantenere la sterlina fuori dall’Eurozona. Da est a ovest è rimbalzato quel soprannome, Iron Lady, a mano a mano che infrangeva tutti i soffitti di cristallo: prima donna leader dei Tory, dell’opposizione e, nel 1979, di un governo occidentale. Per undici anni e mezzo è stata la donna più potente al mondo e il primo ministro più longevo del XX secolo in Gran Bretagna. Dietro la maschera severa e intransigente che Margaret Thatcher indossava ogni mattina, dopo aver preparato il breakfast al marito, c’era però molto altro.

    In questa biografia Elisabetta Rosaspina cerca di esplorarne alcuni aspetti meno noti. La «figlia del droghiere», timida, secchiona e caparbia, che a Oxford si riscatta da una scialba vita di provincia. La giovane donna che si dedica anima e corpo alla politica, ma non trascura gli abiti, i cappellini, le borsette, i divertimenti e i corteggiatori. La moglie in carriera che organizza la sua vita fra casa e Westminster. La madre assente, senza rimorsi. La femminista, ma solo per sé. La candidata insicura, che si affida a un team di creativi per cambiare la sua voce e la sua immagine. La comandante in capo della war room, che non dorme di notte trepidando per i «suoi ragazzi» al fronte nell’Atlantico del Sud. L’ambientalista, che è tra i primi leader mondiali a preoccuparsi del cambiamento climatico.

    Imbattuta, si è creduta imbattibile. Le sarà fatale il Consiglio europeo di Roma, nell’ottobre 1990, quando Giulio Andreotti, al vertice dei capi di Stato e di governo, le farà capire che è rimasta sola contro tutti. L’ultimo atto, il voltafaccia dei suoi stessi ministri. Sopravvivrà a se stessa, in un lento e triste declino. Ma avrà la regina, amica e nemica, ai suoi funerali. Un onore che Elisabetta II aveva concesso soltanto a un altro primo ministro, Winston Churchill.


    Elisabetta Rosaspina, nata a Milano, inviata del «Corriere della Sera», ha lavorato precedentemente come cronista alla «Notte» e al «Giornale» di Montanelli



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    27 min
  • Ginevra Lamberti "Perché comincio dalla fine"
    Ginevra Lamberti
    "Perché comincio dalla fine"
    Marsilio Editori
    www.marsilio.it


    Da un divano nel profondo Veneto, sul quale si accorge di non avere un posto né in questa vita né nell’altra – nessuno, in famiglia, ha pensato a prenotare un loculo –, la protagonista di questo romanzo, Ginevra, si alza per raccontare tutti coloro che invece a un posto per l’altra vita ci hanno pensato: professionisti del settore come Taffo Funeral Services, una tanatoesteta, architetti che progettano non solo oggetti ma il fine ultimo degli oggetti, e poi poeti, scrittori, cantanti, passanti. Tutti sono accomunati – tutti noi lo siamo – dall’esperienza della morte (degli altri) che sempre dolorosamente rimanda all’allegria di trovarsi vivi. In mezzo a questi incontri c’è il quotidiano di Ginevra, il suo lavoro di affittacamere nell’umidissima e amatissima Venezia non più a turisti ma a pellegrini 2.0, il sogno di un gatto che cade dal terrazzo e torna volando con una lettera del nonno (morto), l’orizzonte del mutuo e la conseguente possibilità di avere una casa tutta per sé; ci sono gli amici e la palestra, i luoghi comuni sfatati e i pregiudizi confermati, c’è il diventare adulti e – se tutto va bene – vedere la vecchiaia. Con una scrittura esatta, cristallina, allegra e profonda, Ginevra Lamberti – giovane prodigio della narrativa italiana, e omonima del suo personaggio – racconta piange sorride e canta che solo i vivi muoiono, che “morto” è aggettivo di una cosa viva e quindi tanto vale cominciare a sentirsi vivi da adesso. Cominciare a sentirsi vivi prima del “giorno in cui”.


    Ginevra Lamberti è nata nel 1985 e vive a Venezia. Il suo primo romanzo, La questione più che altro, uscito nel 2015 per nottetempo, è stato pubblicato anche in Francia. Suoi racconti sono stati tradotti in tedesco e in cinese.



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    28 min
  • Nicola Gardini "Rinascere"
    Nicola Gardini
    "Rinascere"
    Storie e maestri di un'idea italiana
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it



    Tutti ammiriamo i capola­vori di Leonardo e la poesia di Ariosto; tutti, parlando di politica, adottiamo più o meno consapevolmente il linguaggio di Machiavelli; in tanti ci siamo persi a contemplare la bellezza di Firenze, au­tentica invenzione del suo signore Lo­renzo de’ Medici. Nicola Gardini ha vo­luto far rivivere questa stagione luminosa e irripetibile che ancora oggi chiamiamo Rinascimento evocando le sue figure più celebri, ma anche personaggi meno scontati, eppure altrettanto affascinanti e influenti a livello europeo: il poeta Angelo Poliziano, il leggendario erudito Pico della Mirandola, il medico-scrittore Girolamo Fracastoro e una sor­prendente e quasi dimenticata studiosa padovana, Cassandra Fedele. Il suo libro li racconta liberandoli dalla polvere dei luoghi comuni e dei ricordi scolastici, restituendoli nelle loro passioni e am­bizioni, sullo sfondo di una realtà burrascosa in cui tutto sembra possibile. Nella varietà delle esperienze e dei testi, molti tradotti da lui, Gardi­ni rintraccia un filo rosso, una “sorgente nascosta” che alimenta tutta questa civiltà: l’ideale di un’immaginazione inesauribile, che crede nella ricerca e si avventura nello studio persuasa che la cultura e l’arte producano vita. Riletto e riscoperto in questa prospettiva il Rina­scimento esce dalle accademie e si propone a modello e chiave di rigenerazione per l’epoca tormentata in cui oggi viviamo.


    Nicola Gardini (1965) insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Con il romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2012. La sua ultima raccolta di poesie è Istruzioni per dipingere. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Per Garzanti ha firmato Viva il latino, in corso di pubblicazione in numerosi paesi, Con Ovidio e Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo.
    Il suo sito web è www.nicolagardini.com


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    40 min
  • Emanuele Borsotti "Una gioia provata"
    Emanuele Borsotti
    "Una gioia provata"
    Il cammino delle beatitudini
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    www.monasterodibose.it



    Chi è l’uomo che desidera la vita e ama vedere giorni felici?
    (Sal 33,13 Vulg.).


    "Dinanzi a questo interrogativo, ciascuno sente in cuor suo sorgere la risposta: sono io quell’uomo! Il desiderio di vita che abita l’uomo si declina come attesa di dies videre bonos, come
    slancio per assaporare una gioia duratura, come speranza di conoscere quell’estuario di beatitudine che, per il semplice fatto di essere anche solo immaginato e pregustato, “già era beatitudine”, sebbene forse “concessa / più che al suo desiderio al suo tormento”.
    Se il piacere e la felicità mostrano, spesso e quasi inevitabilmente, una dimensione più o meno marcata di egoità, la gioia e la beatitudine sembrano invece costituire – nella luce del Dio di
    Gesù Cristo – il volto più umano e cristiano di quei dies boni, della bontà dei giorni della vita, che l’uomo non può che amare. Che cos’è, allora, la gioia?..."



    "Beato l'uomo..." (Sal 1,1). Beato è l'aggettivo che inaugura il libro dei Salmi. Un aggettivo che ricorre centinaia di volte nella Bibbia, punteggiando le pagine dell'uno e dell'altro Testamento, dalla Genesi all'Apocalisse. Un aggettivo che suona come constatazione e augurio, promessa e annuncio, presente e futuro. Un aggettivo che - per l'intensità della sua ripresa anaforica - tocca la sua sommità espressiva sulle labbra di Gesù nel discorso della montagna (cf. Mt 5,1-12; Lc 6,20-26), in cui il Maestro traccia il ritratto dei discepoli mentre disegna contemporaneamente il proprio autoritratto . È lui l'uomo delle beatitudini e il cristiano, sapendo che "chiunque segue Cristo, l'uomo perfetto, diventa anch'egli più uomo", avverte come rivolta a se stesso la chiamata a diventare, a sua volta, un uomo delle beatitudini.



    Le beatitudini permettono e facilitano la decodificazione del desiderio di Dio sull’intera umanità: prospettiva di futuro, cammino, gioia, felicità. Segnano il suo passaggio, indicano la via da seguire. Annunciano la deflagrazione di una felicità possibile per quanti qui e ora rientrano nelle “categorie” indicate da Gesù: miti, misericordiosi, poveri, afflitti, umili di cuore, operatori di giustizia e di pace … Le beatitudini sono lo sguardo del cristiano sul mondo e la cifra del suo vivere nella storia. Le beatitudini collocano i discepoli di Gesù sul liminare, sulla soglia: non consentono la forma stanziale di chi vive bivaccando nel recinto sacro. Lasciano inquieti, mai appagati, mai arrivati … richiedono un orecchio e uno sguardo attento, capace di intercettare i volti dei prediletti di Dio, di prendere posizione.
    (dalla “Prefazione” di Corrado Lorefice)



    Emanuele Borsotti (Carmagnola 1978), monaco di Bose, si è specializzato in teologia sacramentaria e liturgia presso l’Institut catholique di Parigi. Per le nostre edizioni ha curato l’antologia patristica Un solo corpo. Mistagogia della liturgia eucaristica attraverso i testi dei padri latini (2016), e ha pubblicato Nudità della Parola. Le sette parole di Gesù in croce (2018).




    Cristina Florio
    “Cuore di neve”
    di Christian Bobin
    Editrice Elledici
    www.elledici.org
    Con una riflessione di Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara “Rosso sangue”
    Edizione italiana a cura di Emanuele Borsotti
    Illustrazioni di Tino Aime
    Coordinamento Editoriale a cura di Cristina Florio – Elledici

    Ascolta la conversazione:
    38 min
  • Massimo Sandal "La malinconia del mammut"
    Massimo Sandal
    "La malinconia del mammut"
    Specie estinte e come riportarle in vita
    Il Saggiatore
    www.ilsaggiatore.com


    Draghi, ciclopi, giganti, unicorni, fenici. Quando gli antichi si imbattevano in resti di animali sconosciuti, subito li attribuivano a creature fantastiche. Poi gli scienziati hanno dimostrato che si trattava solo di fantasie ancestrali: i mostri non esistono, oggi lo sappiamo tutti; eppure la spiegazione che gli studiosi hanno dato di quei reperti è stata addirittura più terrificante: prima di noi, una miriade di altri viventi abitava il nostro pianeta, ma ora non ci sono più. Sulla Terra, infatti, nulla è per sempre.

    Nella Malinconia del mammut Massimo Sandal racconta la grande storia delle estinzioni, da quella del Permiano fino alla «sesta», che ci coinvolgerà, ciò che significa per noi e per il nostro rapporto con la natura, e i modi in cui stiamo provando a riportare in vita specie scomparse da anni o addirittura secoli. Racconta di terre scomparse, oceani di fuoco e meteoriti precipitati dal cosmo, ere abitate da microscopici organismi, piante spaventose e animali straordinari come il dodo, il tilacino, la tigre dai denti a sciabola, i dinosauri. Come in un gigantesco museo di scienze naturali in cui tutto d’improvviso torna in vita, assistiamo alla resurrezione di uno stambecco dei Pirenei scomparso cento anni fa attraverso campioni di cellule conservate in azoto liquido, alla «costruzione» di un antico uro per mezzo di incroci tra specie simili a quella estinta, all’inaugurazione di un vero e proprio Jurassic Park in Russia e ai tentativi ambiziosi, talvolta folli, di riportare in vita il nostro animale preistorico preferito: il mammut, fonte di ispirazione per scrittori e artisti, idolo dei bambini e oggetto dei desideri degli scienziati.

    Nell’ultima sala di questo bizzarro museo ci siamo noi, la specie dominante e invincibile; oppure soltanto la prossima a scomparire.


    Massimo Sandal (1981) è uno scrittore e giornalista scientifico. Ha conseguito un dottorato in Biofisica sperimentale a Bologna e uno in Biologia computazionale ad Aquisgrana, dove vive tuttora. Collabora con varie testate, tra le quali Le Scienze e Wired.



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    35 min
  • Cristina Caboni "La casa degli specchi"
    Cristina Caboni
    "La casa degli specchi"
    Garzanti editore
    www.garzanti.it

    La verità è l’unica cosa che conta davvero.

    La grande villa di Positano è l’unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d’argento intarsiate. Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All’interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un’attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini. Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C’è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l’argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l’atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale.
    Cristina Caboni è la narratrice più amata dai lettori italiani. I suoi libri ricostruiscono mondi affascinanti, sempre diversi. In questo nuovo romanzo la magia di Positano incontra l’eco inesauribile dell’epoca d’oro del cinema italiano. Ed è lì che una giovane protagonista deve trovare il proprio posto nel mondo.



    Cristina Caboni vive con il marito e i tre figli in provincia di Cagliari, dove si occupa dell’azienda apistica di famiglia. È l’autrice dei romanzi Il sentiero dei profumi – bestseller venduto in tutto il mondo, adorato dai lettori e dalla stampa, che ha conquistato la vetta delle classifiche italiane e straniere –, La custode del miele e delle api, Il giardino dei fiori segreti – Premio Selezione Bancarella 2017 –, La rilegatrice di storie perdute e La stanza della tessitrice.



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    22 min
  • Vittorio Lingiardi "Io, tu, noi"
    Vittorio Lingiardi
    "Io, tu, noi"
    Vivere con se stessi, l'altro, gli altri
    Dialoghi sull'uomo
    Utet Libri
    www.utetlibri.it


    Circolo dei Lettori
    Via Bogino 9 - Torino
    presentazione del libro "Io, tu, noi" con Vittorio Lingiardi
    Giovedì 16 gennaio 2020, ore 18:00
    www.circololettori.it





    Ogni giorno ci imbattiamo in noi stessi. Non ci piacciamo, ci disapproviamo. Vogliamo cose diverse, incompatibili: l’avventura e la sicurezza, la solitudine e la compagnia, la fermezza e il patteggiamento, la parola e il silenzio. Non siamo un Sé unico, centrale e coeso, ma una pluralità di sé: il nostro funzionamento psichico è il risultato della loro convivenza, morbida o accesa, ma sempre legata all’altro. Non siamo un sistema isolato, impensabile è un io senza un tu, il tu dell’amore e di tutte le relazioni che cercano un riconoscimento reciproco: essere genitori, terapeuti, insegnanti, amici.
    Ma cosa significa convivere? Questo libro, la sua scansione in tre piani, ci invita a immaginare la convivenza come l’incontro di tre livelli dell’esperienza psichica: io-tu-noi. Il mondo delle convivenze è circolare e concentrico: se non vivo con me stesso, dialogando con i molti che mi abitano, non saprò vivere con l’altro e con gli altri. E questo si ripercuoterà sulla mia vita interiore.

    Con esempi dalla letteratura e dal cinema, dalle storie cliniche e dalla vita di tutti i giorni, Vittorio Lingiardi ci guida nelle stanze di un’anima a tre piani, mostrandoci la difficoltà e la bellezza di addentrarsi in ciò che è complesso e molteplice; di conciliare i nostri conflitti; di imparare ad amare nel ritmo delle rotture e delle riparazioni; di abitare i permeabili confini del mondo tra curiosità e paura, nostalgia e trasformazione. Partendo da due presupposti: che la psiche è una città aperta e la convivenza sociale nasce dentro di noi.



    Vittorio Lingiardi
    Psichiatra e psicoanalista, è professore ordinario di Psicologia dinamica presso La Sapienza Università di Roma, dove ha diretto la Scuola di specializzazione in Psicologia clinica. Collabora con l’inserto culturale “Domenica del Sole 24 Ore”,
    “la Repubblica” e “il Venerdì”, dove dal 2015 tiene la rubrica “Psycho” su cinema e psicoanalisi. Con Nancy McWilliams è responsabile scientifico del Psychodynamic Diagnostic Manual-2 (Guilford, 2017; Raffaello Cortina, 2018). Tra i suoi libri ricordiamo Citizen gay. Affetti e diritti (il Saggiatore, 2016), Mindscapes. Psiche nel paesaggio (Raffaello Cortina, 2017), Diagnosi e destino (Einaudi, 2018). È autore di due raccolte di poesie: La confusione è precisa in amore (nottetempo, 2012) e Alterazioni del ritmo (nottetempo, 2015).




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