il posto delle parole

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  • Eugenio Raspi "Tuttofumo"
    Eugenio Raspi
    "Tuttofumo"
    Baldini + Castoldi
    www.baldinicastoldi.it


    Luca attende la maggiore età andando malvolentieri a scuola, è iscritto all’alberghiero perché vuole un futuro lontano dal padre operaio che sta perdendo la battaglia in difesa dell’occupazione. Meglio preparare cocktail acrobatici in località di vacanza che avvilirsi nel paese in cui è nato, che offre poco o nulla, sia a lui che alla sorella Elena, laureata in computer grafica. Le sue piroette non si limitano allo shaker, ama il parkour e si allena nei giardini pubblici insieme agli amici. È una pratica che gli dona felicità, seppure momentanea. Capriole e salti mortali sono le uniche gioie della sua giovinezza mentre il mondo dei genitori sta saltando in aria, colpa della fabbrica che si arresta. Rimane solo l’enorme ciminiera, simbolo di un’industria che è al declino. In questa lotta generazionale, tra il padre ancorato al passato e i figli proiettati verso il futuro, il presente rimane oscurato da una cortina fumogena che disorienta la crescita del protagonista, obbligato a diventare adulto senza l’aiuto degli adulti, troppo impegnati a occuparsi dei loro problemi per risolvere i suoi.

    Eugenio Raspi vive a Narni, dove è nato nel 1967. Per ventidue anni ha lavorato come tecnico specializzato nella più grande fabbrica di Terni, la Acciai Speciali. Dal 2014, al termine del rapporto di lavoro, è in attesa di nuova occupazione: nel frattempo scrive storie. Inox, pubblicato nel 2017 da Baldini+Castoldi con eccellente risonanza di stampa, è stato finalista al Premio Calvino, come Libro dell’anno di Fahrenheit, al Premio John Fante, al Premio Biella Letteratura e Industria. Ha vinto il Premio Giuria Tecnica Massarosa e il Premio Fulgineamente.




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    23 min
  • Chiara Frugoni "Paradiso vista Inferno"
    Chiara Frugoni
    "Paradiso vista Inferno"
    Buongoverno e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it



    Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.

    Nella scoperta del capolavoro di Ambrogio, ad accompagnare il lettore un ricchissimo corredo di immagini smaglianti.




    Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017) e «Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche» (2018). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.



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    25 min
  • Paolo Crepet "Libertà"
    Paolo Crepet
    "Libertà"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it

    «Da quando ho iniziato a scrivere questo libro ho cercato un’immagine che potesse rappresentare, almeno per me, un’idea “fisica” di libertà. Così una sera, improvvisamente, mi è tornata alla memoria una sensazione lontana, ma ancora vivissima: quella che accompagnava i miei passi di bambino dal bagnasciuga verso il mare nelle estati trascorse a Milano Marittima con la mia famiglia. Una strana percezione di “transizione” che avvertivo quando la sabbia sotto i miei piedi cominciava a perdere consistenza e sostegno, mentre io non ero ancora in grado di galleggiare sull’acqua.» È in questa immagine della soglia da attraversare, con uno stato d’animo in cui convivono timore e coraggio, paura di abbandonare la realtà conosciuta e attrazione irresistibile verso l’ignoto, che Paolo Crepet condensa la sua personale idea della libertà. Ed è da qui che parte il suo viaggio attorno a un concetto che non rimanda a qualcosa che si può toccare o vedere, bensì a un impulso – a volte appena percettibile, a volte prorompente – presente in ognuno di noi e capace di aprire porte e dischiudere casseforti, sollevare tappeti impolverati, agitare venti imprevisti, sfidare rassicuranti quotidianità.

    In quanto intima consapevolezza di poter fare, bramosia, miraggio, anelito, visione, la libertà può trovarsi ovunque, anche nei luoghi più impensati: in un carcere, in un convento di clausura, in una stanza d’ospedale, in una sala da concerto, in un laboratorio scientifico, in un centro di accoglienza per migranti. Lo testimoniano le biografie delle persone scelte da Crepet come compagni e guide in questo itinerario esplorativo, poiché ognuna ha saputo conquistare, nel duro confronto con le leggi e le regole della tradizione e del presente, un proprio spazio di libertà in cui coltivare un’idea di futuro e speranza.

    «Questo libro nasce dalla necessità di avviare una ricerca personale che mi riportasse indietro negli anni, per poter riflettere sul tempo che sto vivendo. Scriverlo è stata una provvidenziale provocazione contro ogni seduzione di autarchico appagamento.»


    Paolo Crepet è psichiatra e sociologo. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio (1993), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (1995), Solitudini. Memorie d'assenza (1997), I giorni dell'ira. Storie di matricidi (con Giancarlo De Cataldo; 1998), Naufragi. Storie di confine (1999; 2002), Non siamo capaci di ascoltarli (2001), La ragione dei sentimenti (2002; 2004), Voi, noi (2003), Dannati e leggeri (2004; 2006), I figli non crescono più (2005), Sull'amore (2006; 2010), Dove abitano le emozioni (con Mario Botta e Giuseppe Zois; 2007), A una donna tradita (2008), Sfamiglia (2009; 2011), Un'anima divisa (2010), L'autorità perduta (2011; 2013), Elogio dell'amicizia (2012), Impara a essere felice (2013), Il caso della donna che smise di mangiare (2015), Baciami senza rete (2016), Il coraggio (2017) e Passione (2018).



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    16 min
  • Rosanna Panelli Marvulli "Abbagnano. Una vita per la filosofia"
    Rosanna Panelli Marvulli
    "Abbagnano. Una vita per la filosofia"
    Opere, documenti, ricordi
    Con un saggio di Giovanni Fornero
    Utet Libri
    www.utetlibri.it

    Scriveva Norberto Bobbio che «per molti Abbagnano è soprattutto l’autore di questa storia che si trova in tutti gli scaffali, anche in quelli meno provveduti, degli studenti di filosofia». E in effetti la sua Storia della filosofia, strumento e rifugio per generazioni di ragazzi e insegnanti, a buon diritto si è guadagnata il titolo di classico, di manuale fondamentale per addentrarsi nel pensiero occidentale dalle origini ai giorni nostri.

    Può apparire singolare che uno dei testi che più ha inciso sulla divulgazione delle discipline filosofiche in Italia provenga da un autore su cui, per via forse della sua natura riservata e schiva, sappiamo così poco. Ma alla propria esposizione personale Abbagnano ha sempre anteposto un meticoloso e indefesso lavoro di ricerca e sistematizzazione delle conoscenze, nell’intento preciso di portare la filosofia «tra la gente». Tuttavia Abbagnano è stato anche molto altro: curatore, professore, mentore e maestro, direttore di riviste e animatore della vita culturale italiana del dopoguerra. Rosanna Panelli Marvulli, a lungo segretaria personale di Abbagnano, ci invita per la prima volta ad affacciarci allo studiolo del filosofo, grazie ai materiali accumulati in quarant’anni di vicinanza e collaborazione. Attraverso lettere, testimonianze e documenti, molti dei quali rimasti inediti fino a oggi, Abbagnano, una vita per la filosofia ne ripercorre l’itinerario intellettuale – dagli studi a Napoli, all’insegna del rapporto conflittuale con l’idealismo imperante negli anni di Croce, alla formulazione di un esistenzialismo positivo e l’adesione al neoilluminismo torinese – e le fatiche editoriali, la vita privata e quella pubblica, senza dimenticare tante persone che ne hanno condiviso il lungo percorso intellettuale.

    Non solo Antonio Aliotta, Ludovico Geymonat, Norberto Bobbio, Pietro Chiodi, Pietro Rossi, Carlo Augusto Viano, Franco Ferrarotti, ma anche Umberto Eco, Cesare Pavese, Fernanda Pivano e Lalla Romano: sono in molti ad aver incrociato la via dello studioso e ad avervi riconosciuto quell’«umiltà del pensiero» necessaria a snidare la filosofia dal rifugio dei santuari accademici. Un’umiltà che è allo stesso tempo laico senso del nostro limite esistenziale e che, come rende noto Giovanni Fornero nel saggio introduttivo, negli ultimi anni ha condotto Abbagnano ad auspicare l’avvento di una morale planetaria, in grado di garantire la coesistenza fra popoli e culture diverse e di porsi come luogo d’incontro fra credenti e non credenti.

    Rosanna Panelli Marvulli
    ha lavorato come segretaria di Nicola Abbagnano per quasi quarant’anni. Nel 2010 ha curato un libro su Diego De Castro, statistico ed economista, e scritto la voce a lui dedicata nel Dizionario degli scrittori di economia, di prossima pubblicazione.
    Consigliera e delegata alla Consulta femminile comunale e membro del Comitato esecutivo, per FIDAPA BPW ToEst ha preso parte alla realizzazione di convegni e progetti. All’Unione Industriale ha presentato una relazione su Marian Taylor Abbagnano,
    presidente dell’AIDDA negli anni sessanta.



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    25 min
  • Andrea Pinchera "Greta e i giganti"
    Andrea Pinchera
    GreenPeace
    "Greta e i giganti"
    Gallucci Editore
    www.gallluccieditore.com
    www.greenpeace.org


    Greta vive in una bellissima foresta minacciata dalle attività dei Giganti. Fin dalla loro comparsa, hanno abbattuto gli alberi per costruire case, poi le case sono aumentate, diventando villaggi e città, e ora della foresta non è rimasto quasi nulla. Per fortuna, a Greta è venuta un’idea…

    La protesta di Greta Thunberg per l'ambiente e contro il riscaldamento globale raccontata con una storia illustrata capace d'ispirare tutti i bambini.

    Con l'acquisto di questo libro fai una donazione a Greenpeace Italia pari all'1,5% del prezzo di copertina.




    Zoë Tucker
    Scrittrice
    Zoë Tucker è una art director e designer con oltre venti anni di esperienza nell’editoria per bambini e ragazzi, durante i quali ha collaborato con i migliori illustratori del settore. Ama raccontare storie attuali, che facciano riflettere, mettendo in risalto il lato umano e psicologico di coloro che le animano. Lo scopo dichiarato del suo lavoro è scoprire e coltivare nuovi talenti.


    Zoe Persico
    Artista
    Zoe Persico ama il lato selvaggio, meraviglioso e stravagante della vita. Quando non lavora, si diverte a fare escursioni, a partecipare a giochi di ruolo e a scoprire rarità nei negozi dell’usato. Vive in Florida con il suo compagno e il loro cane Zombie.


    Andrea PincheraÈ direttore Comunicazione e Raccolta Fondi di Greenpeace Italia. Laureato in storia moderna, giornalista, è autore di due libri per Laterza: “Il clima. Storie di ieri, domande di oggi” (2000, insieme ad Antonio Navarra) e “Ci salveremo dal riscaldamento globale?” (2004).



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    ascoltarefapensare
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    23 min
  • Serena Viola "Auschwitz"
    Serena Viola
    Francesco Guccini
    "Auschwitz"
    Edizioni Lapis
    www.edizionilapis.it


    Un poeta, un gigante della musica e delle parole che con le sue strofe ha unito e accompagnato più di una generazione.

    Serena Viola dipinge per Lapis il testo di quella che è indubbiamente una delle più famose canzoni di Francesco Guccini, regalandoci un albo illustrato pieno di suggestioni: colori e immagini si accostano a parole di forte valore artistico e poetico. Una canzone per la quale non occorre alcuna presentazione, che occupa ormai di diritto un posto di primissimo piano nel panorama della canzone d’autore. La storia del bambino nel vento è ormai patrimonio della memoria collettiva. Il celeberrimo brano, scritto nel 1966, è universalmente riconosciuto come storia simbolo di sei milioni di vittime dell'orrore dei campi di sterminio hitleriani. Un albo da conservare, leggere o rileggere, per riflettere e per ricordare.



    Serena Viola
    www.serenaviola.it

    Artista, illustratrice e Visual Designer, vive e lavora a Milano in una casa con un giardino e un albero di mele. Ha esposto in diverse mostre internazionali di illustrazione, compare nell’Annual dell’Illustrazione Italiana dal 2007 al 2019. Collabora e ha collaborato con case editrici e con le più importanti agenzie realizzando opere per brand internazionali. Premio Deutschen Jugendliteraturpreis 2018 con il libro Der Dominoeffekt oder Die unsichtbaren Fäden der Natur - Gianumberto Accinelli e Serena Viola - Fischer Verlage, 2017.



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    20 min
  • Gino Strippoli "Valentino Mazzola... morirò giovane..."
    Gino Strippoli
    Francesco Bramardo
    "Valentino Mazzola... morirò giovane..."
    Lettere e segreti del capitano del grande Torino
    Priuli & Verlucca
    www.priulieverlucca.it


    Definito, a ragione, il più grande attaccante del dopoguerra, un vero fuoriclasse con 175 presenze, 102 gol, 5 scudetti e 1 Coppa Italia conquistati. Valentino «Tulèn» (barattolo) Mazzola, il grande capitano. Il soprannome dialettale nasce dalla sua abitudine, da bambino, di «palleggiare» anche con i barattoli vuoti che trovava per strada. E una vita privata travagliata. Come l'amico e suo primo tifoso, Fausto Coppi, anche Valentino ha la sua "dama bianca", Giuseppina Cutrone. La donna che il giorno dello schianto di Superga prese per mano il piccolo Sandro, il primogenito di Valentino, ha custodito per anni lettere e segreti del capitano del Grande Torino. Nel centenario dalla nascita, a rendergli omaggio, un ritratto del Grande Capitano fuori dagli schemi, ricco di aneddoti, testimonianze e documenti. La Juventus lo ha inseguito a lungo, ma è il Torino di Ferruccio Novo che lo ha strappato insieme a Loik dal Venezia. Il Milan e l'Inter gli hanno fatto offerte favolose ma Valentino, pur a corto di denaro per un divorzio milionario, ha difeso l'attaccamento alla maglia fino all'ultimo.


    Gino Steiner Strippoli, giornalista professionista e scrittore, è nato a Torino il 5 giugno 1961. E’ direttore editoriale di Toronews e direttore responsabile di Shan Newspaper, Magazine online della Ecospirituality Foundation onlus patrocinata dall’ONU, e di Music Gazette per il Magazine Traspi.net. Lavora all’Ufficio Stampa e relazioni con i media della Città di Torino ed è redattore del quotidiano Torino Click. E’ conduttore sull’ emittente televisiva People TV, Rete 7 e Sky canale 825 in diretta tv “Toro Scatenato”.

    Collabora come critico musicale con Il Giornale del Piemonte, Torino Cronaca, Torino sera, Epolis Torino e la rivista Musica Più. E’ stato caporedattore di Top Model magazine e direttore responsabile di InPuro, rivista di musica e cultura. Corrispondente dal 1992 al 1995 del quotidiano Conquiste del Lavoro è stato responsabile dell’Ufficio Stampa della Cisl Piemonte e caporedattore di Piemonte Sindacale. E’ stato redattore del Piemonte Sportivo negli anni 1988- 1989 – 1990 . Nel settembre 2002 ha curato come press office per Torino e Piemonte il musical ‘Notre Dame de Paris’ di Richard Cocciante e ha curato per 4 stagioni l’ufficio stampa del Festival rock Colonia Sonora. Per l’Italia nel 2008 è stato press office per il film “Shan” di Stefano Milla e del LabGraal. Negli anni ’80 è stato caporedattore a Radio Provincia Torino, poi direttore responsabile di Radio ABC Torino e giornalista nel 1988 a Radio Flash 97.7 come reporter critico musicale nel 1988.

    Più volte ha avuto l’onore di scrivere prefazioni di libri di altri autori. Nel 2002 ha prestato la sua penna al libro di Iris Ruggi “I focolari di Manno” con la partecipazione anche di Oriana Fallaci. Poi per molti libri scritti da Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro tra cui “Il mio flauto e la mia anima” e “l’Antico libro delle gemme”, oltre a “il Cunicolo e la scala” scritto dall’attore Renato Liprandi. Nel 2006 ha curato press office per il Piemonte lo spettacolo teatrale “AK. Il canto dei Catari” con Eugenio Allegri, Cochi Ponzoni e Antonella Ruggiero. Nel 2010 ha scritto il romanzo “Il Segreto degli Elohim e i tre elementi” edito da Triskel Edizioni, presentato al Salone del Libro di Torino. Nel 2017 è stata la volta del romanzo “Lo Scudetto Rubato” e il 13 ottobre 2018 è uscito con il libro romanzo biografico su Gigi Radice, il calciatore, l’allenatore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio edito da Priuli &Verlicca.

    Il suo segreto? Un intervista inedita registrata a Leonardo Sciascia che tiene gelosamente nel cassetto da tanti anni. Il suo hobby...
    31 min
  • Armando Besio "Il bello dell'orrido"
    Armando Besio
    "Il bello dell'orrido"
    Bellano, Lago di Como


    IL BELLO DELL’ORRIDO
    Spavento, stupore, meraviglia.
    Incontri d’autore vistalago a Bellano
    a cura di Armando Besio

    I edizione
    dal 25 gennaio al 16 maggio 2020
    sabato ore 18, Cinema di Bellano
    Bellano (Lago di Como)
    Ingresso libero

    Prosegue la rassegna “Il bello dell’Orrido”, una serie di incontri con gli autori sul tema-ossimoro del titolo, particolarmente legata a Bellano, paese affacciato sul lago di Como e famoso per l’Orrido. Ideata da Armando Besio, l’iniziativa è organizzata da ArchiViVitali, in collaborazione con il Comune di Bellano.

    La gola – creata dal fiume Pioverna, un’attrazione naturale circondata dalla bellezza selvaggia, dall’alone di mistero delle rocce ripide – attrae il visitatore di ieri e quello di oggi. Il fascino misterioso delle acque del fiume che nel corso dei secoli hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche è anche accentuato dal cupo rimbombo delle acque tumultuose, dalle vertiginose pareti di roccia che hanno da sempre ispirato scrittori e artisti. Il paesaggio naturale di Bellano ben si lega dunque al concetto artistico di “sublime”: proprio nel raccontare questo senso di stupore e inquietudine in diversi campi, dall’arte alla letteratura, i cinque incontri del 2019 (con Stefano Zuffi, Cristina Dell’Acqua, Gioele Dix, Mauro Novelli e Giorgio Terruzzi) hanno appassionato il pubblico.

    La rassegna prosegue ora con altri cinque incontri – sempre presentati e condotti da Armando Besio – in calendario nel nuovo anno: si inizia sabato 25 gennaio con Mario Botta, architetto svizzero di fama mondiale, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il Premio Europeo per la Cultura (1995), il Merit Award for Excellence in Design by the AIA (1996), l’Annual International Design Art Achievment Award (2014). È legato a Bellano in virtù dell’amicizia con il pittore Giancarlo Vitali, del quale ha curato l’allestimento della mostra “Ritratti di pollame, carne, rose e girasoli” nella Casa dei Costruttori di Lecco.
    L’incontro si intitola “Sacro e profano nella mia architettura” e si concentra proprio sull’analisi di alcuni edifici sacri e altri “profani”, dei quali verranno proiettate le immagini. Tra questi le chiese di Mogno (Canton Ticino), Monte Tamaro (Canton Ticino) e Seriate (Bergamo), la cappella di Granato (Austria) e la chiesa di San Rocco (Sambuceto, Chieti).
    E poi: la scuola di Morbio inferiore (Canton Ticino), il museo MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea (Rovereto), l’hotel Twelve (Shangai), il rifugio Fiore di pietra (Monte Generoso, Canton Ticino) e il Teatro dell’Architettura di Mendrisio, progetto donato dall’architetto all’Accademia di Architettura da lui fondata. “Costruire – scrive Botta – è di per sé un atto sacro, un’azione che trasforma una condizione di natura in una condizione di cultura”.

    Sabato 29 febbraio si prosegue con “Libri, arte e cinema: le mie passioni”. Editrice, regista, ideatrice e direttrice della rassegna “La Milanesiana”, Elisabetta Sgarbi racconta la sua poliedrica vita di animatrice culturale. Ha scritto di lei Claudio Magris: “Coraggiosa, lucidissima, implacabile e temeraria ammiraglia di una avventurosa flotta editoriale, una capitana che ogni giorno crea libri e autori”. Dopo una vita al vertice della Bompiani, Elisabetta Sgarbi fonda nel 2015 con Umberto Eco la casa editrice “La Nave di Teseo” – che dirige oggi insieme agli altri storici marchi acquisiti “Baldini+Castoldi”, “Oblomov” e “La Tartaruga”.
    All’impegno editoriale, affianca un’intensa attività da regista. A Bellano, dopo la conversazione in pubblico con Armando Besio, presenterà il film “Il pianto della statua”, emozionante ricerca intorno ad alcuni gruppi scultorei rinascimentali dell’Emilia Romagna. I “compianti” sono sculture sacre a grandezza naturale, che mettono in scena il...
    17 min
  • Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival
    Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival
    Conversazione con Paolo Roversi, direttore artistico
    www.nebbiagialla.eu
    31 gennaio, 1 e 2 febbraio 2020
    Quattordicesima edizione





    "A Suzzara c'è la nebbia. E d'inverno l'unico colore che si vede è la luce gialla dei lampioni.
    E del grande festival che lì si tiene. Faro che attira noialtri come falene!"
    Antonio Manzini



    "Quando lettori e autori si incontrano al NebbiaGialla, i libri e le storie prendono vita.
    Una festa per tutti gli amici del Giallo"
    Wulf Dorn





    Torna dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020 il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, l’attesa manifestazione dedicata alla letteratura gialla che è diventata un punto di riferimento per gli scrittori di genere e per un pubblico amante della lettura e della buona letteratura.
    Nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Roversi, con il prezioso contributo del Comune di Suzzara e diPiazzalunga Cultura, il NebbiaGialla giunge alla quattordicesima edizione.
    Quest’anno oltre venti scrittori si alterneranno nella tre giorni più noir del 2020. Tra gli altri, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Maurizio De Giovanni, Marcello Simoni, Barbara Baraldi (vincitrice del Premio NebbiaGialla 2018), Rosa Teruzzi, Tullio Avoledo e Paola Barbato.
    Gli ospiti internazionali saranno l’inglese T.M. Logan e l’irlandese Sam Millar.



    Anche per il 2020, il Festival promuoverà l’assegnazione del Premio NebbiaGialla per racconti inediti realizzato in collaborazione con il Giallo Mondadori, la storica collana di narrativa dedicata ai generi noir e poliziesco pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore
    Sarà anche promossa la quarta edizione del Premio NebbiaGialla per romanzi inediti in collaborazione con la casa editrice Laurana – Calibro 9.


    Inoltre, durante i giorni della rassegna verrà diffuso il bando della undicesima edizione del Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca per romanzi editi, al cui vincitore verrà assegnata un’opera d’arte realizzata da un importante artista contemporaneo. Nell'albo d'oro dei vincitori delle precedenti edizioni figurano tra gli altri autori come Maurizio de Giovanni, Claudio Paglieri, Giovanni Negri, Massimo Polidoro, Giuliano Pasini, Gianni FarinettiBarbara Baraldi e Antonio Paolacci e Paola Ronco vincitori dell’ultima edizione. Le premiazioni avranno luogo a settembre 2020.

    Di anno in anno il festival NebbiaGialla è riuscito a colorare “la Bassa” di giallo grazie ad atmosfere noir, dibattiti, tradizione, cultura e soprattutto tanta voglia di leggere, discutere, appassionare.
    Sarà possibile seguire il festival oltre che sul sito ufficiale www.nebbiagialla.it e su www.nebbiagialla.eu, sulla pagina Facebook NebbiaGialla e su Twitter @NebbiaGialla, hashtag #ng20



    Programma NebbiaGialla Suzzara Noir Festival

    Venerdì 31 gennaio
    21 | Inaugurazione NebbiaGialla Suzzara Noir Festival 2020
    21.15 | Marcello Simoni


    Sabato 1 febbraio
    10 | Antonio Fusco, Fabio Mundadori, Ferdinando Pastori
    11 | Tullio Avoledo, Romano De Marco, Gianpietro Vigorelli, Mirko Zilahy
    12 | Paolo Regina, Paolo Roversi, Piernicola Silvis. Presenta Riccardo Cavallero
    16 | Barbara Baraldi, Paola Barbato, Claudia Maria Bertola
    17 | T.M. Logan e Sam Millar
    18 | Sandrone Dazieri
    21 | Maurizio De Giovanni


    Domenica 2 febbraio
    10 | Cristina Stanescu, Rosa Teruzzi
    11 | Enrico Franceschini, Leonardo Gori, Valerio Varesi
    12 | Massimo Carlotto





    IL POSTO DELLE PAROLE
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    11 min
  • Alberto Degan "Educare alla profondità e alla bellezza"
    Alberto Degan
    "Educare alla profondità e alla bellezza"
    Di fronte al raffreddamento dell'umanità
    Apogeo Editore
    www.apogeoeditore.it



    Viviamo in una società incattivita, caratterizzata dalla globalizzazione dell’indifferenza o, peggio, dalla globalizzazione dell’odio verso il povero e il diverso, e addirittura dalla criminalizzazione della bontà. In questo contesto, molti non credono più nella possibilità di costruire un mondo umano, e si rassegnano alla paura, all’insensibilità, a un mondo senza bellezza. La prima sfida, dunque, è riscoprire nel profondo del nostro cuore e della nostra coscienza la bellezza che Qualcuno ha inciso nel DNA della nostra umanità. Per affrontare questa sfida, che è anche una sfida politica, dobbiamo partire dalla nostra interiorità: la battaglia per un mondo più giusto e più fraterno si vince o si perde in questa dimensione profonda, lì dove si scelgono le nostre priorità vitali. E dunque educare ed educarci alla “profondità”, riappropriarci di una bellezza che è scritta nel nostro DNA è una delle principali sfide missionarie del terzo millennio. In quest’ottica questo libro vuole essere una proposta di spiritualità laica, nel senso che − partendo dall’essere cristiano − l’autore si rivolge comunque a tutti gli uomini e a tutte le donne che soffrono di fronte alla disumanizzazione dei rapporti interpersonali e sociali, e che vogliono impegnarsi per custodire e vivere in pienezza la bellezza della nostra umanità

    Alberto Degan è un fratello missionario comboniano che ha operato in Colombia, Ecuador e Italia. Attualmente vive a Bogotà. Con l’EMI (Editrice Missionaria Italiana) ha pubblicato "Il comportamento bello. Dentro l’Impero lottando per la pace. Prassi delle prime comunità cristiane" (2004), "Cercatori di bellezza. Leggere la Parola con i giovani. Alla ricerca di cammini di vita" (2013), "Il Dio che viene a trasformare il tempo" (2014) e "Umani come Gesù. La sfida della Grande Sconnessione" (2016).




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