il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Giovanni Tesio "Nella notte del lager"
    Giovanni Tesio
    "Nell'abisso del lager"
    Voci poetiche sulla Shoah
    Interlinea Edizioni
    www.interlinea.com



    Presentazione del libro "Nella notte del lager"
    Sabato 8 febbraio 2020, ore 18:00
    Il Fondaco - Via Cuneo 18 - Bra (Cuneo)
    presenta Fabio Bailo
    musica di Andrea Sartore


    «Dopo Auschwitz scrivere ancora poesie è barbaro» è la frase del filosofo Adorno che ha suscitato tante polemiche ma anche stimolato a riscoprire le voci poetiche più intense della Shoah, per la prima volta qui riunite in un’antologia internazionale. Emerge soprattutto il loro valore di testimonianza, di presa diretta e di riflessione, che non attenua l’importanza anche estetica dei testi di Paul Celan o Nelly Sachs, di Dietrich Bonhoeffer o Mario Luzi, fino ad Antonella Anedda ed Erri de Luca. Un libro che scuote le coscienze con la forza della poesia: per non dimenticare che, come ha scritto Primo Levi nella Tregua, «guerra è sempre».


    noi che suonammo senza uno spartito / fummo chiusi / dietro le righe a pentagramma del filo spinato



    Giovanni Tesio (1946), già ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, ha pubblicato alcuni volumi di saggi (l’ultimo, La poesia ai margini, per Interlinea, nel 2014), una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (1991); più recentemente la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo (2016), e più recentemente ancora, presso Interlinea, un altro volume di considerazioni su vita e opera di Levi, Primo Levi. Ancora qualcosa da dire (2018). Sempre presso Interlinea un pamphlet in difesa della lettura, della letteratura e della poesia, I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (2012), e un “sillabario” intitolato Parole essenziali (2014). La sua attività poetica, dopo esordi lontani, è sfociata nella pubblicazione di un canzoniere in piemontese di 369 sonetti, intitolato Vita dacant e da canté (Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Torino 2017). È stato per trentacinque anni collaboratore della “Stampa”, al cui inserto, “Torinosette”, collabora tuttora. Di quest’anno, uscito presso Lindau, il suo primo libro narrativo, Gli zoccoli nell’erba pesante. È tra i fondatori e direttori della collana di poesia “Lyra”.



    Scritto a matita in un vagone piombato: Dan Pagis

    «Qui in questo convoglio
    Io sono Eva
    Con Abele mio figlio
    Se vedete il mio figlio maggiore
    Caino figlio d’Adamo
    Ditegli che io».







    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    27 min
  • Mariangela Gualtieri "Il quotidiano innamoramento"
    Mariangela Gualtieri
    "Il quotidiano innamoramento"


    IL QUOTIDIANO INNAMORAMENTO

    L’amore mio ha tanti di quei nomi.
    Batte le foglie a volte come cielo
    che scende in gocce. Tira via le foglie
    secche e le trasporta in volo.
    A volte l’amore mio sorge e risplende
    a volte per un momento breve
    mi guarda sul sentiero con occhi
    spaventati di capriolo. Ha molte facce
    l’amore mio. Umane facce
    e musi. Ha tutte le parole.
    Ha note, sinfonie, voci cantate.
    Ha un vuoto così grande
    che mi accoglie mi chiama mi
    atterrisce. L’amore mio.
    Mi consola e mi duole.
    E non muore – non muore.
    Da forma a forma fiorisce.





    Quest’anno il tradizionale Concorso di Poesia dell’Associazione Premio Roddi giunge alla sua venticinquesima edizione.

    Per festeggiare e dare risalto a questo importante traguardo, è stato istituito il premio "Testimoni di bellezza", che si svolgerà il 9 febbraio ad Alba, nel Palazzo Banca d’Alba.

    “Il quotidiano innamoramento” è il rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri, con la guida di Cesare Ronconi.

    L’introduzione è a cura di Giovanni Tesio.
    Al termine del recital, l’omaggio Testimoni di Bellezza, sarà consegnato alla stessa Mariangela Gualtieri, un’artista molto amata che “con la sua voce … porta alla luce con energia rabdomantica la parola capace di proporsi come “memoria di bellezza” e come baluardo di umanità”. (G: Tesio).

    Da questa occasione prende vita il riconoscimento che ogni anno sarà assegnato ad un personaggio del panorama artistico e culturale nazionale.
    Omaggio alla bellezza perché, come esprime il Professor Giovanni Tesio:
    “Se c’è, tra i tanti misteri, un mistero che metta a nudo la nostra impotenza, il mistero della bellezza è quello.
    Come disse Gustave Flaubert - ‘Car le beau!...Le beau c’est le beau!’ - la bellezza non ha canoni né patisce misure.
    Il sentimento della bellezza ci abita, ciascuno a suo modo, ma gettati come siamo nel tempo in cui viviamo.
    Un paesaggio, una poesia (non necessariamente espressa in uno specifico testo), un angolo di mondo, un frammento d’infinito, un dettaglio che si e ci rivela, un’onda che ci turba o che ci placa, un moto che ci smuove e ci commuove, un momento, insomma, di vita. Eccoci immessi e magari immersi (‘L’Infinito’ di Leopardi?) nella bellezza, nella bellezza che - fuori di ogni estetismo - ci riguarda. Felice indefinibilità che si oppone all’omologazione e all’indistinto.
    Niente di più. Non considerazioni vaste ed erudite, ma un semplice e variato “ah” o “oh” a modulare un’adesione che è cólta ma insieme più immediata, più spontanea, più libera – persino – dagli impacci di un gusto codificato, quantunque nel tempo le posizioni si sono ben disposte in articolate variazioni. Come sostiene il principe Myskin, l’“idiota” di Dostoevskij: “La bellezza è un enigma”. (G. Tesio)
    Margherita Vaira, Presidente dell’Associazione Premio Roddi: “La bellezza è in ogni campo, noi iniziamo dalla Poesia”.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Astra Lanz "Camille"
    Astra Lanz
    "Camille"

    L’arte, il genio, la sensibilità di Camille Claudel interpretata da Astra Lanz
    nello spettacolo “Camille” ospitato da Progetto Cantoregi
    Musiche di Arturo Annecchino elaborate dal vivo da Michele Rosati
    Sabato 8 febbraio 2020, ore 21
    SOMS, Via Carlo Costa 23 - Racconigi (Cn)
    Biglietto unico: 10 euro
    www.progettocantoregi.it


    La scultrice francese Camille Claudel (1986 – 1943), interprete sottile di un’arte che a cavallo tra Ottocento e Novecento aprì le porte alla modernità, si è dedicata alla scultura sin da giovanissima. Supportata dal padre e dal fratello, sogna di entrare nello studio del grande maestro Auguste Rodin. Dopo aver dimostrato il suo grande talento e la determinazione a lavorare con lui, viene assunta come allieva. Diventerà un’artista originale e di grande sensibilità e sarà la musa ispiratrice di Rodin del quale si innamorerà follemente e del quale sarà amante. Sarà internata in manicomio, dove trascorse trent’anni della sua vita, accusata di pazzia e paranoia. Una vita intensa e tormentata, tesa alla ricerca della libertà, segnata da grandi successi e profondi dolori.
    A Camille Claudel è dedicata la pièce teatrale “Camille”, ideata e interpretata da Astra Lanz, nota al grande pubblico per aver interpretato il ruolo della giovane madre superiora Suor Maria, nella fiction di “Don Matteo”, accanto a Terence Hill. Lo spettacolo sarà ospitato da Progetto Cantoregi sabato 8 febbraio 2019 alle ore 21 alla Soms (Via Carlo Costa 23), con le musiche del compositore Arturo Annecchino, elaborate dal vivo da Michele Rosati.
    “Camille” è tratto dalle lettere scritte dalla scultrice prima e durante l’internamento in manicomio
    (avvenuto nel 1913), risalenti all’arco di tempo tra il 1886 e il 1932, e rappresenta un viaggio nella
    vita dell’artista, soprattutto nel suo mondo interiore, le sue passioni, i conflitti, le modalità di reagire agli avvenimenti.
    La selezione in sequenza della corrispondenza procede per associazioni. Il gesto fisico che consegue alla parola sorge da sé nell’interprete, il medesimo che siscorge in alcune sculture di Camille Claudel, quasi fossero fonti indirette della ricerca estetica dell’attrice: «Come qualsiasi linguaggio artistico, la scultura non è altro che manifestazione di un moto interiore e – consapevolmente o inconsapevolmente – vi è un prolungamento formale di quello che è uno stato emotivo interiore e intimo». “Camille” offre agli spettatori di partecipare a questa “possibilità espressiva” totale, un’interpretazione teatrale che connette il modellare, quindi l’arte plastica, alla recitazione, alla musica dal vivo.
    «Ciò che propongo – spiega Astra Lanz – è una suggestione di Camille nel suo atelier, ed io stessa
    sono spettatrice del processo che le sue lettere mi hanno suggerito. Il mio non è un lavoro studiato a tavolino, quindi meno artificio c’è meno si viola lo spazio intimo di una persona che è stata realmente rinchiusa in manicomio trent’anni, che ha realmente sofferto e scritto, chiedendo aiuto».
    Invano Camille Claudel chiederà di poter uscire dal manicomio, di tornare a vivere nell’amata
    Villeneuve, ma non sarà ascoltata né dai medici, né dai genitori (l’amato padre era morto nel 1913;
    la madre non accettava l’amore verso l’arte della figlia), né dal fratello Paul, scrittore e diplomatico.
    Morirà in manicomio, per malnutrizione nel 1943, a settantotto anni.
    La serata è realizzata da Progetto Cantoregi, in collaborazione con la Città di Racconigi e il Centro
    culturale "Le Clarisse" di Racconigi.


    Astra Lanz
    Formatasi presso il Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York, Astra Lanz ha
    frequentato laboratori di alta specializzazione (con Anna Strasberg, Mauro Avogadro, Valerio
    Binasco, Mamadou Dioumè, Yves Lebreton, Malou Airaudo) e...
    26 min
  • Carola Barbero "Addio"
    Carola Barbero
    "Addio"
    Piccola grammatica dei congedi amorosi
    Marietti 1820
    www.mariettieditore.it


    Circolo dei Lettori, Torino
    venerdì 14 febbraio, ore 18:00
    "Amore. La difficolta della parola fine"
    con Carola Barbero
    introduce Roberto Alessandrini, Marietti 1820
    www.circololettori.it
    Soffriamo per amore, i legami si logorano, e spesso non riusciamo a interrompere una relazione che ci rende tristi e insoddisfatti. Nella prima tappa del tour in nove città per festeggiare i 200 anni della Marietti 1820, la filosofa analizza quarantanove frammenti della letteratura, filosofia, cinema e storia per dar una qualche forma al congedo amoroso.




    Non è forse vero che soffriamo per amore, che le nostre storie finiscono, che i legami si logorano e che più spesso di quanto vorremmo ammettere ci ritroviamo con il cuore in frantumi e gli occhi pieni di lacrime? E non capita con una certa frequenza di dovere o volere interrompere una relazione amorosa che ci rende tristi e insoddisfatti senza tuttavia riuscire a farlo? Perché non si può semplicemente accettare il cambiamento, l’inevitabile fine, e provare a dire «addio»?
    Questo libro cerca di rispondere analizzando i congedi amorosi attraverso quarantanove frammenti tratti dalla letteratura, dalla filosofia, dal cinema e dalla storia, percorrendo contro mano la strada già magistralmente esplorata da Roland Barthes nei Frammenti di un discorso amoroso.
    È un tentativo per guardare dentro le scatole nere di quegli aerei che sembravano progettati per portarci in paradiso e invece si sono schiantati contro un muro qualsiasi, ai piedi del quale osserviamo i resti di ciò che eravamo quando credevamo di essere tutt’uno con un’altra persona.



    Carola Barbero è docente di Filosofia del linguaggio e Filosofia della Letteratura all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni recenti: Filosofia della letteratura (Carocci 2013), L’arte di nuotare (Il Nuovo Melangolo 2016), Attesa (Mursia 2016), Significato. Dalla filosofia analitica alle scienze cognitive (con Stefano Caputo, Carocci 2018) e La porta della fantasia (Il Mulino, 2019). Per Marietti 1820 ha scritto la nota di lettura a Francis Scott Fitzgerald Il grande Gatsby (2019).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    34 min
  • Giovanni Tesio "I colori del nero"
    Giovanni Tesio
    "I colori del nero"
    Arte e vita nel manicomio di Racconigi
    Mercurio Editore
    https://www.em-koinos.it/shop/collana-aperta-alla-societa-e-al-territorio/i-colori-del-nero/


    “I colori del nero. Arte e vita nel manicomio di Racconigi”
    Presentazione del nuovo libro di Giovanni Tesio con musiche al violoncello di Simona Colonna
    Venerdì 7 febbraio 2020 , ore 21 - SOMS, Via Carlo Costa 23 - Racconigi (Cn)
    www.progettocantoregi.it



    Ideatore del festival La Fabbrica delle Idee, che dal 2001 al 2017 si è svolto presso il parco dell’ex istituto psichiatrico di Racconigi, Progetto Cantoregi propone un nuovo appuntamento che riporta alla luce alcune delle tante storie che si sono consumate nella struttura manicomiale della città.
    Venerdì 7 febbraio 2020 alle ore 21 alla Soms , Progetto Cantoregi ospita Giovanni Tesio e il suo nuovo libro I colori del nero. Arte e vita nel manicomio di Racconigi (Mercurio editore). L’appuntamento è presentato da Francesco Occhetto con accompagnamento musicale al violoncello a cura di Simona Colonna .
    Il volume racconta storie e vicende degli utenti dell’ospedale, soffermandosi sul fondamentale ruolo che l’ arte e l’ arteterapia hanno avuto nel fornire ai degenti validi strumenti per poter esprimere le proprie emozioni e il proprio mondo interiore.
    «Tutto è nato in me dall'incontro con Giancarlo Giordano infermiere racconigese all’ospedale
    psichiatrico e autore di dipinti che vedono protagonisti gli ospiti della struttura] e con la sua
    pittura. A questa vera e propria nascita devo tuttavia congiungere una sorta di concepimento che
    mi si è manifestato il giorno in cui visitai al manicomio di Racconigi la mostra di Ugo Giletta, sulla
    cui opera avevo scritto un testo che qui raccolgo. L'effetto che me ne venne fu di un vero e proprio shock, reso tuttavia provvidenziale dalla straziata bellezza di quella mostra che non poteva essere più opportuna, più adeguatamente ambientata. Il mio incontro, quindi, con il manicomio di
    Racconigi è venuto da due occasioni d'arte. Per il resto potrei solo e semplicemente ricordare le
    vaghe allusioni che mi accadeva bambino di udire dai miei compaesani (la mia infanzia e la mia
    adolescenza le ho trascorse a Pancalieri, a pochi chilometri da Racconigi) quando volevano indicare con ironia troppo spesso spietata un comportamento balzano, una "diversità" allarmante o anche semplicemente estrosa. Senza che una vera traccia sia di fatto rimasta incisa nella mia
    coscienza, e oggi nella mia volontà di capire. » Giovanni Tesio
    La presentazione sarà accompagnata da esposizione di disegni che furono realizzati da alcuni
    utenti dell’ex ospedale psichiatrico.


    Giovanni Tesio, nato a Piossasco nel 1946 , già ordinario di letteratura italiana all ’Univ ersità del
    Piemonte Orientale , ha pubblicato volumi di saggi come La poesia ai margini , per Interlinea, nel
    2014), una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato
    per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri ( la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo (2016) presso Interlinea, un volume di considerazioni su vita e opera di Levi Pri mo Levi. Ancora qualcosa da dire (2018). Presso Interlinea ha anche scritto un pamphlet in difesa della lettura, letteratura e poesia I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? ( e un “sillabario” intitolato Parole essenziali (2014). Per Lindau, ha pubblicato il romanzo Gli zoccoli nell’erba pesante . La sua attività poetica, dopo esordi lontani, è sfociata nella pubblicazione di un canzoniere in piemontese di 369 sonetti, Vita dacant e da canté (Centro Studi...
    20 min
  • Massimiliano Nuzzolo "La verità dei topi"
    Massimiliano Nuzzolo
    "La verità dei topi"
    Les Flaneurs Edizioni
    www.lesflaneursedizioni.it



    Prendete la tv, la fantapolitica e i thriller. L’hard-boiled, l’avventura, il sogno e l’incubo. I film, la musica, i grandi romanzi. Le chiacchiere, i filò, i rumors. Certa letteratura sudamericana e l’esistenzialismo francese. Aggiungete due pugni di ironia, una stilla di vetriolo, una manciata di emozioni, intrighi, complotti e peripezie, l’ingenuità di un bambino, un pizzico di dolore, una spruzzata d’amore, un cucchiaio di zucchero e un tuorlo. Pettinatevi con cura, e tritate tutto in un frullatore. Otterrete una farsa fantasmagorica, a tratti talmente grottesca da sembrare reale.

    La verità dei topi è la storia assurda e rocambolesca del mondo, narrata attraverso gli occhi di Edgar Kospic, anni undici, nato in Venezuela ma d’origine ungherese, scampato all’incendio che ha ucciso tutta la sua famiglia. Un’odissea ironica e psichedelica, tra topi, favelas, narcotraffico, peregrinazioni e letteratura (in ogni sua declinazione). Al centro, la vicenda di un bambino alle prese con i misteri della vita e le invenzioni della scrittura, che con il sorriso e la meraviglia esplora l’incantevole e universale condizione dell’essere umano.

    Massimiliano Nuzzolo (Venezia, 1971), autore dei romanzi L’ultimo disco dei Cure, Fratture, L’agenzia della buona morte e della raccolta di racconti La felicità è facile. Appare su numerose antologie tra cui I nuovi sentimenti, edita da Marsilio, e il Nuovo Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, pubblicato da Fandango. Ha curato per Mursia La musica è il mio radar. Per Jost Multimedia è produttore di video e dischi, tra cui L’esperienza segna dei Soluzione.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    22 min
  • Umberto De Vanna "Carlo Acutis"
    Umberto De Vanna
    "Carlo Acutis"
    15 anni di amicizia con Dio
    presentazione di Mons. Paolo Martinelli
    elledici edizioni
    www.elledici.org

    L’adolescenza come occasione per portare il Vangelo. Una biografia con la presentazione di mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano.
    Sono ormai tantissimi nel mondo i giovani che guardano a Carlo Acutis (1991-2006) e si rifanno alla sua testimonianza. Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di Carlo come di un giovane cristiano desideroso di vivere alla grande e che «ha condiviso con i giovani del suo tempo la bellezza della vita nell’adolescenza, trovando in essa un’occasione straordinaria per portare il Vangelo». Per il suo amico Rajesh, Acutis è stato un esempio talmente alto di spiritualità e santità che ha sentito il desiderio di farsi battezzare: «Carlo è stato per me un maestro di vita cristiana. Carlo che mi ha contagiato e folgorato con la sua profonda fede, la sua grande carità e la sua grande purezza, che ho sempre considerato fuori del normale, perché un ragazzo così giovane, così bello e così ricco normalmente preferisce fare una vita diversa». Questo libretto contiene una breve biografia di Carlo Acutis, accompagnata da numerosi suggerimenti per la riflessione personale e di gruppo.

    Umberto De Vanna, sacerdote salesiano, è autore di numerosi libri di catechesi e spiritualità giovanile. Per Elledici ha pubblicato negli ultimi anni Un prete per amico, Dio a un passo da noi, Noi gli adolescenti, Il mondo che vorrei, Sorpresi da Dio, La catechesi in parrocchia e la biografia Gesù di Nazaret. Ti seguirò ovunque tu vada, che si inserisce con originalità nel grande filone delle “vite di Gesù”.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    16 min
  • Daniela Liberti "La chiocciola sul pendio"
    Daniela Liberti
    traduttrice
    "La chiocciola sul pendio"
    Arkadij e Boris Strugackij
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it


    Tradotti in tutto il mondo, i fratelli Arkadij (1925-1991) e Boris (1933-2012) Strugackij sono tra i più noti scrittori russi di fantascienza. Costantemente osteggiati dalla critica, ma amati
    e seguiti da una schiera di ammiratori e imitatori, scrissero numerose opere in cui il rapporto tra un presente vissuto e un futuro immaginato viene descritto con uno stile e un linguaggio unici e affascinanti.
    Esperto di letteratura nipponica l’uno, astronomo e matematico l’altro, iniziarono a pubblicare nel 1959, sancendo una collaborazione durata tre decenni.
    Tra le loro opere più conosciute: È difficile essere un dio, Picnic sul ciglio della strada (dal quale Andrej Tarkovskij trasse il film Stalker), La città condannata. In Russia è in corso la pubblicazione dell’opera omnia dei due celebri autori.


    Scritto nel 1965, La chiocciola sul pendio era considerato dai fratelli Strugackij il loro romanzo più completo e significativo. La satira di una società pervasiva e opprimente, basata sul culto della forza e dell’attivismo sfrenato, è qui portata all’estremo con il “Direttorato per gli Affari della foresta”, un organismo abnorme e inaccessibile che sogna di permeare di sé l’intera vita silvana.
    Al contempo, uno strano labirinto fatto di visioni surreali di un mondo in sfacelo, tra zone off limits, carcasse, torbide paludi, creature mostruose attorniate da una vegetazione insidiosa e ancestrale, schiude al lettore scenari avventurosi e coinvolgenti.
    Carbonio presenta, tradotto per la prima volta dall’originale russo e nella sua versione integrale fino ad oggi inedita, un capolavoro dimenticato della letteratura sovietica, in cui si ritrovano echi di Saltykov-Šcedrin, Swift e Kafka: una riflessione amara e quanto mai attuale sul rapporto tra l’uomo e il Potere e tra l’uomo e la Natura.
    Con una postfazione di Boris Strugackij

    Le ginocchia mi tremavano, poiché ora sapevo che la foresta esisteva, e questo significava che tutto ciò che avevo pensato fino ad allora era solo lo scherzo di una scarsa immaginazione, una pallida e debole menzogna. La foresta esiste e questo enorme, cupo edificio si occupa del suo destino…



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    21 min
  • Elena Molini "La piccola farmacia letteraria"
    Elena Molini
    "La piccol farmacia letteraria"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it

    A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.

    E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.

    Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.

    Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?

    In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.


    Elena Molini è la titolare della Piccola Farmacia Letteraria, che esiste davvero a Firenze e davvero, seguendo i dettami della biblioterapia, consiglia i libri in base allo stato d'animo dei lettori, proprio come se fossero dei medicinali. Questo è il suo primo romanzo.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    23 min
  • Daniele Coen "Margini di errore"
    Daniele Coen
    "Margini di errore"
    Perché i medici sbagliano
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    «Questo libro parte dalla memoria di casi clinici, di storie e di persone che ho incrociato nel corso della mia carriera per essere stato il responsabile diretto degli errori di cui si narra o per averli visti commettere e averli discussi con i colleghi o ancora per aver dovuto esprimere un parere sulla loro inevitabilità in qualità di perito del tribunale.» Daniele Coen, dopo esser stato per molti anni direttore del Pronto Soccorso di Niguarda a Milano, ha deciso di raccontare in un libro i tanti fattori che possono portare a una diagnosi o a una decisione sbagliata e, di conseguenza, al deterioramento del rapporto di fiducia tra medici e pazienti. E lo fa partendo dall’analisi di casi clinici particolarmente significativi, da cui emerge quanto l’agire del personale medico, inevitabilmente soggetto come tutti alle debolezze umane, sia influenzato dalla disattenzione, dalla fretta, dalla collera, dal desiderio di fare bella figura o dalla paura di sbagliare.

    Ogni storia racconta momenti diversi del percorso che conduce all’errore, facendo risaltare, al di là degli aspetti tecnici, il modo in cui un deficit di formazione, un problema di comunicazione, un’insufficienza organizzativa possono interagire con la personalità, le insicurezze e le emozioni di medici e malati, spingendoli a imboccare una strada sbagliata.

    Di fronte al prossimo «inevitabile» errore che verrà compiuto, l’autore esorta se stesso e i colleghi a essere capaci «di riconoscerlo, di scusarci per averlo commesso, di provare e di sopportare un giusto senso di colpa senza consentire al rimorso di schiacciarci, anche nell’interesse dei nostri pazienti», e a trarne insegnamento per sé e per la classe medica. Ma chiede anche alla vittima di un errore un grande sforzo: «dovrà essere capace di separare le proprie emozioni dalla comprensione razionale di quanto è successo. Dovrà saper accettare l’imperfezione della medicina, dei medici, delle organizzazioni e in ultima analisi i tanti limiti dell’agire umano. Soprattutto però vorrei che non rinunciasse a far sentire la propria voce e a parlare in nome di tutti i pazienti (passati, presenti e futuri) per pretendere rispetto, coinvolgimento, attenzione da parte di ogni medico a cui si rivolgerà per tutelare il proprio diritto alla salute».


    Daniele Coen ha fatto il medico d'urgenza per tutta la sua vita professionale, fino a diventare direttore del Pronto Soccorso di un grande ospedale milanese, il Niguarda. Ha collaborato per molti anni con l'Istituto Mario Negri e con diverse associazioni di consumatori e ha pubblicato oltre cento lavori scientifici. Il tema dell'incertezza in medicina e quello delle cause degli errori medici lo hanno sempre interessato e se ne è occupato con relazioni a congressi e come perito in processi per cause mediche.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    36 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners