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  • Roberto Koch "Sebastião Salgado. Exodus"
    Roberto Koch
    direttore di Contrasto
    "Sebastião Salgado"
    In cammino sulle strade delle migrazioni
    a cura di Lélia Wanik Salgado
    Pistoia, Palazzo Buontalenti / Antico Palazzo dei Vescovi
    mostra fotografica aperta fino al 14 giugno 2020

    Fondazione Pistoia Musei
    http://www.fondazionepistoiamusei.it



    "È passata quasi una generazione da quando queste fotografie sono state esposte per la prima volta. Eppure, per molti aspetti il mondo che ritraggono è cambiato poco, visto che la povertà, i disastri naturali, la violenza e la guerra costringono ancora milioni di persone ogni anno ad abbandonare le loro case. In alcuni casi, vanno a finire in campi profughi che presto si espandono fino a diventare piccole città; in altri, sono pronti a investire tutti i risparmi, e perfino la vita, per inseguire il sogno di una mitica Terra Promessa. I migranti e i profughi di oggi sono senza dubbio il prodotto di nuove crisi, ma la disperazione e i barlumi di speranza che vediamo sui loro volti non sono poi molto diversi da quelli documentati in queste immagini.
    Quasi tutto ciò che accade sulla Terra è in qualche modo collegato. Siamo tutti colpiti dal crescente divario tra ricchi e poveri, dalla crescita demografica, dalla meccanizzazione dell’agricoltura, dalla distruzione dell’ambiente, dal fanatismo sfruttato a fini politici. Le persone strappate dalle loro case sono solo le vittime più visibili di un processo globale.
    Le fotografie che qui presentiamo catturano i momenti tragici, drammatici ed eroici di singoli individui. Eppure, tutte insieme, ci raccontano anche la storia del nostro tempo. Non offrono risposte, ma al contrario pongono una domanda: nel nostro cammino verso il futuro non stiamo forse lasciando indietro gran parte del genere umano?"
    Lélia Wanick Salgado


    Dall’8 febbraio al 14 giugno 2020 Fondazione Pistoia Musei in collaborazione con Pistoia – Dialoghi sull’uomo, festival di antropologia del contemporaneo, e Contrasto, presenta Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni, mostra personale del grande fotoreporter Sebastião Salgado.



    La mostra, a cura di Lélia Wanick Salgado e composta da un corpus di 180 fotografie, racconta la storia del nostro tempo attraverso i momenti drammatici ed eroici di singoli individui, e ci pone un’importante domanda ancora senza risposta: nel nostro cammino verso il futuro non stiamo forse lasciando indietro gran parte del genere umano?



    Per anni il fotografo brasiliano ha documentato le migrazioni di massa restituendo con i suoi scatti la condizione esistenziale di milioni di uomini che sono stati capaci di spezzare i legami con le proprie radici, cercando loro stessi in un viaggio verso altri luoghi.
    È ormai passata quasi una generazione da quando queste fotografie sono state esposte per la prima volta, eppure per molti aspetti il mondo che ritraggono non è cambiato.



    I profughi di oggi sono solo le vittime più visibili di un processo globale che dimostra quanto tutto ciò che accade sulla Terra sia collegato, dal crescente divario tra ricchi e poveri alla crescita demografica, dalla meccanizzazione dell’agricoltura alla distruzione dell’ambiente, dai cambiamenti climatici al fanatismo sfruttato a fini politici.

    Povertà, disastri naturali, violenza e guerre costringono ogni anno milioni di persone ad abbandonare le loro case costrette poi a vivere in campi profughi che il più delle volte si espandono fino a diventare piccole città, e investendo tutti i risparmi, e spesso anche la vita, per inseguire il sogno di una Terra Promessa.



    Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni racconta la condizione di profugo, l’istinto di sopravvivenza, i momenti di esodo, i disordini urbani e le tragedie di continenti ormai alla...
    22 min
  • Sabina Colloredo "Non chiamarmi strega"
    Sabina Colloredo
    "Non chiamarmi strega"
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com





    Lucetta nasce il 15 maggio 1505, in una mattina assolata, in una casa che profuma di erbe, stretta nell’abbraccio della madre. Con lei impara a conoscere il mondo e le piante, la segue nel villaggio e la assiste nell’attività di guaritrice. Ma ben presto si deve scontrare con la dura realtà della storia (la minaccia dell’Inquisizione e dei roghi verso quelle donne che conducono una vita diversa dalle altre), e allo stesso tempo con l’oscuro mistero della magia. In una fuga senza sosta tra l’Italia e la
    Germania e in un mondo tutto al femminile, Lucetta scoprirà chi è e chi non vuole essere. E imparerà a trovare qualche certezza in una vita di paura e diffidenza. Una storia intensa, per riflettere sulla fatica e sull’orgoglio di affermare la propria individualità senza dimenticarsi le origini e senza deludere gli altri. L’ambientazione storica si unisce a un mondo irreale e femminile, nel quale le giovani lettrici troveranno la durezza dei roghi e della condizione della donna, ma anche il mistero e l’amore, le gioie della nascita e della natura, la paura e la bellezza di crescere.


    Sabina Colloredo ha composto il primo romanzo quando andava alle elementari, e non ha più smesso di scrivere: oltre a lavorare nella pubblicità, ha pubblicato un centinaio di racconti, poesie, biografie e romanzi storici e mitologici, sia per ragazzi che per adulti, con particolare attenzione alle tematiche sociali e al ruolo della donna.








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    19 min
  • Matteo Soldi "Il tramonto del quinto sole"
    Matteo Soldi
    "Il tramonto del quinto sole"
    Edizioni Ares
    www.edizioniares.it




    Quando il 22 aprile 1519 Cortés sbarca sulle coste del Messico l’impero azteco è al culmine della sua potenza. Domina da mare a mare, è Cem Anahuac, l’Unico Mondo. Eppure sinistri presagi annunciano un’inesorabile rovina: il tramonto del Quinto Sole, cioè del quinto ciclo cosmico di creazione e distruzione.
    Cuauhtlatoatzin, Aquila Parlante, ha già cinquant’anni quando assiste tra la folla all’arrivo in Tenochtitlan dell’armata spagnola, accolta con tutti gli onori dall’Imperatore Montezuma II. È un suddito esemplare, nato contadino, elevato al rango di «venerabile» per meriti civili e poi di cacicco di una fiorente tenuta agricola. Credeva di aver già visto tutto nella vita, ma all’improvviso il destino gli spalanca una porta sull’infinito: il suo, non era l’Unico Mondo? E allora da dove vengono questi guerrieri di ferro, alti e pallidi, dalle chiome rosse, che cavalcano misteriosi animali, e possiedono armi capaci di distruggere con fragore tutto ciò che colpiscono? E che cosa resterà del grande popolo Azteco abbandonato dai suoi dèi? Prima di conoscere le risposte, Aquila Parlante dovrà assistere al sanguinoso calvario del suo popolo, fino all’estremo sacrificio.

    Matteo Soldi è nato a Firenze dove vive con la famiglia e lavora. Ha pubblicato Il tesoro di Carpanea, romanzo gotico ambientato nella pianura padana del XIX secolo, e il poliziesco Cortina di sangue, vincitore del premio Giallo Indipendente al salone di Torino 2019.



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    17 min
  • Farian Sabahi "Il bazar e la moschea"
    Farian Sabahi
    "Il bazar e la moschea"
    Storia dell'Iran 1890 2018
    Bruno Mondadori Editore



    Mercoledì 12 febbraio alle 17,30 all’Interno due (in via Martiri) la Fidapa Saluzzo, invita all’incontro con la giornalista Farian Sabahi, esperta di problematiche del Medio Oriente, Caucaso e Asia Centrale.

    Titolo dell’incontro, ad ingresso libero “Il Medio Oriente dopo l'assassinio del generale iraniano Soleimani”.

    “Sabato 4 gennaio Qassem Soleimani è stato incenerito da un drone per volere del presidente statunitense Donald Trump. Il capo delle forze speciali dei pasdaran si trovava nell'aeroporto di Baghdad con altri miliziani sciiti, iraniani e iracheni. Il suo assassinio è stato applaudito dall'Isis e dai movimenti jihadisti, che vedono così eliminato il loro peggior nemico. Senza di lui, il Medio Oriente è meno sicuro. Di certo meno sicuro rispetto al 2003, anno dell'invasione dell'Iraq da parte della coalizione guidata dagli U.S”.

    Se ne parlerà con Farian Sabahi, docente all'Università dell'Insubria e all'Università della Valle d'Aosta. La giornalista scrive per il Manifesto e per il Corriere della Sera. E' autrice di diversi volumi sul Medio Oriente, tra cui "Il bazar e la moschea. Storia dell'Iran 1890-2018" (Bruno Mondadori 2019) che sarà disponibile in sala a prezzo scontato.


    La serata, informa la presidente della Fidapa saluzzese Marisa Russotti Gullino sarà anche l'occasione per ammirare le fotografie della mostra "Safar: viaggio in un Medio Oriente che non c'è più" esposte al MAO, Museo d'Arte Orientale di Torino dal 20 marzo al 30 giugno del 2019





    Farian Sabahi (1967) è scrittrice, accademica e giornalista specializzata sul Medio Oriente e in particolare su Iran e Yemen, con un’attenzione particolare alla geopolitica e alle questioni di genere.
    Nel 2019 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ha ospitato la sua mostra fotografica Safar: vite appese a un filo, viaggio in un Medio Oriente che non esiste più (1997-2003).
    Bocconiana (laurea in Economia Aziendale 1991), ha conseguito un post-dottorato sui contratti petroliferi (Università di Bologna) e un assegno di ricerca sulle zone di libero scambio nel Golfo persico. Tiene corsi su come fare business in Medio Oriente e si occupa di business development per le imprese in Medio Oriente e Asia Centrale (soprattutto Uzbekistan).
    Nell’anno accademico 2019-2020 insegna Relazioni internazionali del Medio Oriente all’Università della Valle d’Aosta. Qui trovate il curriculum Farian Sabahi_January 2019
    Dopo il dottorato in Storia dell’Iran (sull’istruzione in Iran negli anni Sessanta e Settanta) presso la SOAS – School of Oriental and African Studies di Londra, è stata docente a contratto alla John Cabot American University di Roma (2018-2019), all’Università di Ginevra, alla Bocconi di Milano, alla Sapienza di Roma e a Torino.
    Il suo ultimo libro è Il bazar e la moschea. Storia dell’Iran 1890-2018 (Bruno Mondadori 2019).



    Farian Sabahi
    "Il bazar e la moschea"
    Storia dell'Iran 1890 - 2018
    Bruno Mondadori Editore
    Questo volume ripercorre te vicende dell'Iran partendo dalla rivolta del tabacco del 1890, in occasione della quale i mercanti si allearono con il clero riuscendo a far sentire le proprie ragioni. Un'alleanza, quella tra il bazar e la moschea, che si rivelerà cruciale nel corso del Novecento. Questa edizione presenta un aggiornamento di dieci anni rispetto a quella precedente, pubblicata a fine 2008 e quindi poco prima delle contestate elezioni, segnate da brogli, che videro la rielezione del presidente Ahmadinejad per un secondo mandato. Le tematiche analizzate comprendono il movimento verde d'opposizione del 2009 e la repressione di regime, le reazioni iraniane alte primavere arabe e in particolare a quella sciita del Bahrein, l'elezione del presidente moderato Rohani e...
    14 min
  • Mattia Ollerongis "Ti stavo pensando"
    Mattia Ollerongis
    "Ti stavo pensando"
    Sai quanti si amano senza stare insieme?
    Sperling & Kupfer
    www.sperling.it



    Era fatta per gli equilibri, non per i terremoti. Alla ricerca della persona giusta, di qualcuno che la ascoltasse per davvero o che semplicemente le dicesse: «Ti stavo pensando».
    L'amore confonde, illude, manipola, ferisce, delude. E Greta lo sa bene. Quando Simone decide che tra loro è finita, il dolore la travolge e niente sembra poterla consolare, nemmeno le parole vuote delle amiche di sempre che la rivogliono allegra e spensierata. Ma non c'è un tempo per rinascere, non c'è un modo universale per guarire, ciascuno ha il suo. E quello di Greta ha un nome: Matteo. I due frequentano la stessa università ma s'incontrano per caso, nel bar in cui lei lavora, e da quel momento la vita cambia per entrambi. Con delicatezza, Matteo si fa spazio nel cuore di Greta e le offre una spalla su cui piangere, ascoltandola come nessun altro aveva mai fatto prima di allora. Mentre lui la sorprende con la sua silenziosa vicinanza, lei lo incanta con il suo sorriso che lo fa sentire leggero e spensierato. Ben presto però Greta, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio, s'imbatterà di nuovo nell'ennesimo terremoto: Simone sembra essere tornato e Matteo nasconde qualcosa che agli occhi di lei pare un tradimento. Non tutti gli amori sono destinati a resistere a tutto: per alcuni, due cuori che battono all'unisono non sono abbastanza; per alcuni, bisogna vincere le paure per non precipitare.


    Mattia Signorello, in arte Ollerongis, classe '95, vive da sempre a Trieste. Nel 2015 ha fatto il suo esordio sui social, condividendo pensieri e poesie che hanno subito conquistato il web. Sogna cose che a volte si lasciano scrivere, come la raccolta di poesie 123 battiti. Ama viaggiare, guardare serie tv e leggere qualsiasi cosa che abbia una vena ironica o vagamente misteriosa. Tante Stelle, qualche nuvola è il suo primo romanzo.


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    20 min
  • Silvia Montemurro "I fiori nascosti nei libri"
    Silvia Montemurro
    "I fiori nascosti nei libri"
    Rizzoli Editore
    www.rizzolilibri.it


    Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas. Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita. Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie.


    Silvia Montemurro è nata a Chiavenna nel 1987. Collabora con il settimanale “Confidenze” come scrittrice di racconti e storie vere. Il suo romanzo d’esordio, L’inferno avrà i tuoi occhi (2013), è stato segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Nel 2016 ha pubblicato il romanzo Cercami nel vento e nel 2017 la trilogia Shake my colors.



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    19 min
  • Valentina Pisanty "I guardiani della memoria"
    Valentina Pisanty
    "I guardiani della memoria"
    E il ritorno delle destre xenofobe
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it



    Due fatti sono sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi vent’anni la Shoah è stata oggetto di intense e capillari attività commemorative in tutto il mondo occidentale. E nello stesso lasso di tempo il razzismo e l’intolleranza sono aumentati a dismisura proprio nei paesi in cui le politiche della memoria sono state promosse con maggior vigore. Si tratta di due fatti scollegati, due serie storiche indipendenti, oppure un collegamento c’è, ed è compito di una società desiderosa di contrastare l’attuale ondata xenofoba interrogarsi sulle ragioni di questa contraddizione? La constatazione da cui trae avvio questo libro è il fallimento delle politiche della memoria, fondate sull’equazione semplicistica Per Non Dimenticare = Mai Più. La domanda più pressante per Valentina Pisanty, attenta studiosa delle logiche del negazionismo, è se tale insuccesso sia accidentale (la xenofobia cresce nonostante le politiche della memoria), o se non sia già insito nelle premesse: per come sono state impostate, quelle politiche non potevano che contribuire agli esiti che hanno prodotto. L’obiettivo di questo approccio critico è predisporsi a combattere la discriminazione in modo efficace e incisivo, che vuol dire anche onesto, consapevole e, quando necessario, autocritico.



    Valentina Pisanty
    Semiologa, insegna presso l’Università di Bergamo. Ha scritto saggi sulla semiotica interpretativa, sulla fiaba, sull’umorismo, sul discorso politico, sulla retorica del razzismo e sulla memoria. Per Bompiani ha pubblicato "Leggere la fiaba" (1993), "La difesa della razza" (2006), "L’irritante questione delle camere a gas" (1998, ed. ampliata 2014) e, con "Roberto Pellerey, Semiotica e interpretazione" (2004).



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    22 min
  • Marzio G. Mian "Tevere controcorrente"
    Marzio G. Mian
    "Tevere controcorrente"
    Neri Pozza
    www.neripozza.it



    «Mondi a parte, i fiumi, che dicono le cose come stanno a chi sa sintonizzarsi con la propria solitudine o inadeguatezza, ipnotizzano come un gorgo cui consegnarsi per ritrovarsi; attraversano il contemporaneo e la vita degli uomini, eppure scorrono sotto i ponti in un loro tempo assoluto che pare non contemplare la nostra epoca o lambirla appena, distrattamente. Profeti crudeli, capaci di consegnare implacabili, indicibili e intime verità».




    Nessun fiume al mondo ha visto scorrere tanta Storia, assistito a eventi così determinanti per i destini dell’umanità intera. Lungo le sue sponde si è generato ciò che siamo. Era un Padre, il Tevere. Addirittura un dio. Eppure è abbandonato, scartato, invisibile, come tutto quello che non è utile alla modernità.
    È un fiume sconosciuto; percorrerlo oggi, dalla foce di Ostia alle sorgenti in Romagna, è come esplorare una regione esotica, viaggiare tra le rovine d’una civiltà perduta che ha smarrito il contatto con il passato, la terra, il senso del divino. È ancora il fiume simbolo della nazione – forse dell’Occidente –, Storia fatta d’acqua, che custodisce il mito, l’identità, la bellezza e il capolavoro; ma anche via maestra da cui osservare la decadenza dell’Italia, di Roma, degli Appennini che si spopolano, dei borghi passati dal misticismo al materialismo.
    Risalendo alla sacra fonte, in compagnia di Enea, dei Borgia, di San Francesco e di tutte le figure che hanno segnato la biografia del Tevere, ma anche insieme a personaggi di oggi dal fascino romanzesco, Marzio G. Mian fa confluire nella narrazione altri corsi d’acqua che attraversano
    territori lontani. Come nello scorrere della vita, paesaggi, incontri e voci si mescolano a formare un’intima geografia, poiché, scriveva T. S. Eliot, il fiume è dentro di noi, il mare tutt’intorno a noi.




    Marzio G. Mian ha fondato insieme con altri giornalisti internazionali la società non profit The Arctic Times Project con sede negli Usa. In Italia fa parte di The River Journal, progetto di racconto multimediale attraverso i grandi fiumi del mondo. Collabora con Rai, Sette, Il Giornale, GQ, L’Espresso. È stato per sette anni vicedirettore di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Ha realizzato inchieste e reportage in 56 paesi. Autore di teatro, ha scritto un libro sulle guerre balcaniche: Karadzic, carnefice psichiatra poeta (Mursia, 1996).


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    32 min
  • Loretta Napoleoni "Sul filo di lana"
    Loretta Napoleoni
    "Sul filo di lana"
    Come riconetterci gli uni con gli altri
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it




    Il lavoro a maglia è una metafora perfetta, non solo per parlare di ricordi personali, vicende sentimentali e aneddoti familiari, ma anche, ampliando la prospettiva, per raccontare meccanismi globali economici e politici. Ce lo dimostra Loretta Napoleoni in questo libro che tratta di sociologia e di politica, ma è anche un doloroso viaggio alla scoperta di sé, dei propri limiti e delle proprie risorse. Un libro dotato di un magnetismo vitale che passa dal personale al generale in un poliedrico gioco di emozioni e informazioni.

    Il viaggio della maglia ha inizio tra il 6000 e il 4000 a.C., quando i nostri progenitori avevano messo a punto un metodo rudimentale per creare degli indumenti e ripararsi così dalle intemperie, e prosegue attraverso il Medioevo e il Rinascimento con le corporazioni di lavoratori dell’arte della lana e il successo in tutta Europa dei filati e tessuti italiani. Passa per la Rivoluzione francese, con le sue tricoteuses che sferruzzavano sedute davanti alla ghigliottina, e per quella americana cui hanno contribuito le pioniere, le famose «api che sferruzzano», per arrivare alla Grande Guerra, quando gli indumenti di lana fatti a mano da chi stava a casa hanno contribuito a tener caldi i soldati in trincea, e alla Seconda guerra mondiale, quando le spie-magliaie si sono servite della maglia come di un codice segreto per inviare messaggi che non dovevano essere intercettati. Dopo un periodo di stasi, il lavoro a maglia è poi tornato alla ribalta negli anni Sessanta con il movimento hippie, diventando uno strumento di rifiuto dell’omologazione e del consumismo imposti dal «sistema».

    In anni recenti le neuroscienze hanno scoperto che i tessuti fatti ai ferri sono ottimi per rappresentare concetti della fisica d’avanguardia difficili da ricreare con altri materiali, ma anche che lavorare a maglia ha sulla mente e sul fisico gli stessi effetti terapeutici calmanti e rilassanti dello yoga e della meditazione. E il movimento femminista ha infine smesso di considerare quest’attività un simbolo della sottomissione femminile, ma l’ha anzi rivalutata tramutandola in un segno di liberazione dagli stereotipi di genere.

    Oggi in tutto il mondo si assiste a fenomeni di mobilitazione spontanei come lo yarn bombing e l’urban knittering, veri e propri gridi di protesta pacifici contro le diseguaglianze di ogni tipo, sociali, razziali e di genere, contro gli aspetti più deleteri della globalizzazione, l’ecodevastazione del nostro pianeta e la dilagante realtà virtuale, nel cui freddo cyberspazio siamo allo stesso tempo strettamente connessi e spaventosamente isolati.

    Siamo disorientati e abbiamo un disperato bisogno di strategie e strumenti per «guarire» la società in cui viviamo. Guardando al passato, ci accorgiamo che il lavoro a maglia è sempre stato un leit motiv, un filo conduttore, una sagola che ha permesso all’umanità di attraversare in sicurezza i mari tempestosi delle transizioni epocali. Ed è per questo che ancora oggi può aiutarci a intrecciare relazioni in modo più creativo e a ritrovare il bandolo della matassa delle nostre vite.



    Loretta Napoleoni, economista, saggista, consulente di governi e organizzazioni internazionali, ha insegnato Etica degli affari alla Judge Business School di Cambridge e ha presieduto il comitato contro il finanziamento del terrorismo per il Club de Madrid. Collabora con diverse testate, incluso il «Venerdì» di «Repubblica» e la giapponese «Facta». I suoi libri, tra cui Economia canaglia (2009) e ISIS. Lo Stato del terrore (2014), sono tradotti in 21 lingue.



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    22 min
  • Federico Moccia "La ragazza di Roma Nord"
    Federico Moccia
    "La ragazza di Roma Nord"
    SEM Libri
    www.semlibri.com



    Il nuovo rivoluzionario capitolo dell’opera di Moccia, che da tempo cerca un modo di coinvolgere in maniera attiva i suoi lettori nel processo di scrittura, dando loro la possibilità di raccontare la propria storia in un romanzo d’amore. Il concorso Il cantiere delle storie si è chiuso il 31 ottobre, i vincitori sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Gian Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini e Michela Zanarella.



    Simone, ventenne romano, sta viaggiando in treno da Napoli verso Verona. Lì c’è Sara, la sua ragazza, che sta frequentando uno stage. L’amore l’ha spinto a farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza. Iniziano a parlarsi, e lei si rivela simpatica, originale e intrigante. La sintonia tra i due cresce, ma Simone pensa sempre e solo a Sara e racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo. Quando la viaggiatrice scende a Firenze, si salutano immaginando che sia per sempre ma la vita, si sa, è imprevedibile. Simone, arrivato a Verona, trova Sara con un altro. Tradito e avvilito, torna a Roma e dopo aver ascoltato le critiche e i consigli di amici e familiari che quando ti lasci diventano stranamente i massimi esperti dell’amore, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare “la ragazza di Roma Nord”. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo una stazione. Simone decide di aspettarla dove lei è scesa, sperando di rivederla. Così Santa Maria Novella, a Firenze, diventa la sua nuova casa.

    Per Simone inizia una lunga attesa. Ma un gesto del genere non può passare inosservato. La sua storia inizia a circolare sui social, diventando un vero caso mediatico. Tante persone lo avvicinano, colpite dalla sua decisione. Perché quando vedi qualcuno che rompe gli schemi e lotta per il suo desiderio, ti chiedi sempre se conosca la risposta per trovare la felicità. La sua vita piano piano cambia, incontra tanta nuova gente, rivaluta molte cose e chissà se insieme a questa crescita non arrivi anche la ragazza di Roma Nord…





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