il posto delle parole

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  • Andrea Bianchi "La via del freddo alla felicità"
    Andrea Bianchi
    "La via del freddo alla felicità"
    Vallardi Editore

    Questo libro ci svela i segreti per trasformare il freddo nell’alleato migliore del nostro benessere, grazie al contatto rigenerante con la parte profonda di noi stessi, sorgente naturale di felicità.
    Dal Barefoot Morning (il risveglio a piedi nudi) agli esercizi di respirazione, al vestire leggero anche d'inverno, l’innovativo metodo HOT mind ci riporta in sintonia con noi stessi e con le forze della Natura.

    Il metodo HOT mind è accessibile a tutti, bastano semplici pratiche quotidiane per ottenere cinque benefici fondamentali:
    • Fare del freddo il nostro alleato per una vita vissuta consapevolmente
    • Cominciare la giornata con energia e vitalità, e mantenerle per tutto il giorno
    • Imparare a praticare attività all’aperto almeno mezz’ora ogni giorno tutto l’anno
    • Rafforzare il nostro corpo e la nostra mente per dire addio alla stanchezza, ai malumori, al sovrappeso e alle malattie
    • Attivare il nostro calore interiore



    Andrea Bianchi
    Conduce workshop di camminata scalza un po’ ovunque, dalle Dolomiti alla Via Francigena. Nel 2017 ha fondato «Il silenzio dei passi» (ilsilenziodeipassi.it), la prima scuola italiana di barefoot hiking, che propone il cammino a piedi nudi come una pratica di benessere psicofisico accessibile a tutti. Nel 2018 ha realizzato il record della fila indiana più lunga al mondo di persone scalze in montagna, ai piedi delle Dolomiti, per promuovere un rapporto più rispettoso e consapevole con la Natura. Studioso e praticante di yoga, quando indossa le scarpe è ingegnere e consulente di comunicazione, giornalista, fondatore ed editore del magazine online «MountainBlog», sul mondo della montagna e degli sport outdoor.
    Ha già pubblicato tre libri sulla filosofia e i benefici del camminare a piedi nudi in Natura: Con la Terra sotto i piedi (2018), A piedi nudi (2017) e Il silenzio dei passi (2016).



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    www.ilpostodelleparole.it
    22 min
  • Grammenos Mastrojeni "Effetto Serra Effetto Guerra"
    Grammenos Mastrojeni
    Antonello Pasini
    "Effetto Serra Effetto Guerra"
    www.chiarelettere.it



    Vedere il problema dell’immigrazione e dei conflitti dalla parte del clima. Una prospettiva inedita.

    Quanto i cambiamenti climatici influiscono sulle migrazioni e sulle crisi internazionali? Più il
    deserto avanza più le ondate migratorie aumentano. Più cresce il pericolo di guerre.

    Un analista diplomatico (Grammenos Mastrojeni) e un fisico del clima (Antonello Pasini)
    indicano la strada per gestire cooperativamente il futuro che ci aspetta e che sarà segnato
    dalla rivoluzione climatica già in atto.

    Continue ondate migratorie aprono scenari a cui non eravamo preparati, e paiono il preludio a esodi di interi popoli. Le aree dove questi sommovimenti si originano hanno tutte qualcosa in
    comune: il clima che cambia, il deserto che avanza e che sottrae terreno alle colture mettendo
    in ginocchio le economie locali.

    Clima e guerre, clima e terrorismo. È difficile tracciare una precisa concatenazione di cause ed
    effetti fra il riscaldamento globale e i singoli eventi che ci hanno traumatizzato recentemente,
    ma una cosa è ormai certa: il clima che cambia contribuisce al disagio e all’aumento della
    povertà di intere popolazioni, esposte più facilmente ai richiami del terrorismo e del fanatismo
    . In tutto questo, l’Italia è in prima linea: lo sanno bene a Lampedusa. Per questo un
    climatologo e un diplomatico – così lontani, così vicini – hanno preso la penna giungendo alle
    stesse conclusioni: se abbandoniamo i più poveri da soli alle prese col cambiamento climatico,
    non solo facciamo finta di non capire ciò che ci insegnano la moderna scienza del clima e
    l’analisi geopolitica – che siamo tutti sulla stessa barca e che i problemi sono interconnessi e
    hanno una dinamica globale –, ma lasciamo anche crescere un bubbone di conflittualità che
    prima o poi raggiungerà pure noi; i primi migranti del clima lo sanno bene.

    Prendere coscienza dei rischi di un clima impazzito può favorire un’operazione di pace,
    integrazione e giustizia di portata inedita.

    Grammenos Mastrojeni è un diplomatico italiano. Coordinatore per l’ambiente della
    Cooperazione allo sviluppo, partecipa ai negoziati internazionali su clima, terre, biodiversità,
    acqua e oceani. Insegna Ambiente e Geostrategia in vari atenei. Da una ventina d’anni
    concentra la sua attenzione sui cambiamenti climatici del pianeta. Per Chiarelettere ha
    pubblicato “L’arca di Noè” (2015, due edizioni).


    Antonello Pasini, fisico climatologo del Cnr e autore di molte pubblicazioni specialistiche,
    insegna Fisica del clima a Roma Tre e Sostenibilità ambientale - aspetti scientifici all’Università
    Gregoriana di Roma. Vicepresidente della Società italiana per le scienze del clima, è anche un
    attivo divulgatore. Ha vinto recentemente il premio nazionale di divulgazione scientifica con
    il blog “Il Kyoto fisso” per la rivista “Le Scienze”.



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    25 min
  • Alessio Forgione "Giovanissimi"
    Alessio Forgione
    "Giovanissimi"
    NNEditore
    www.nneditore.it



    Dopo l’esordio con Napoli mon amour, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli,tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta.

    Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l’arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze.
    Questo libro è per il primo uomo che è stato davvero sulla Luna, per chi sogna un’estate su una spiaggia solitaria, per chi infilava Dylan Dog nei libri di scuola fingendo di studiare, e per chi ha capito che l’amore, quando si presenta, rischia di trasformarci in nuvole: piccole forme delicate, semplici da distruggere.



    Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza. Il suo romanzo d’esordio, Napoli mon amour, (NN Editore) ha vinto il Premio Berto 2019 e il Premio Intersezioni Italia-Russia; in corso di traduzione in Francia e Russia, verrà portato in scena al Teatro Mercadante di Napoli con la regia di Rosario Sparno. Nel 2020, sempre per l'editore NN, esce il suo secondo romanzo, Giovanissimi.




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    17 min
  • Francesca Cappelletti "Georges de la Tour. La luce dell'Europa"
    Francesca Cappelletti
    curatrice della mostra:
    "Georges de la Tour"
    L'Europa della luce

    A Milano – per la prima volta in Italia – una mostra dedicata a Georges de La Tour: l’Europa della luce, a Palazzo Reale fino al 7 giugno 2020. Prevendite biglietti aperte (acquista il tuo biglietto a data aperta su musement.com).

    Dopo lo straordinario successo dell’esposizione di due tele del maestro a Palazzo Marino nel 2011, che surclassò anche quella di Caravaggio, per la prima volta in Italia una mostra dedicata al più celebre pittore francese del Seicento e ai suoi rapporti con i grandi maestri del suo tempo. La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, è a cura della Prof.ssa Francesca Cappelletti e vanta un comitato scientifico composto da Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay), Andres Ubeda (vice direttore, Museo del Prado).

    La mostra a Palazzo Reale e gli studi del catalogo riflettono sulla pittura di Georges de la Tour, caratterizzata da un profondo contrasto tra i temi “diurni”, crudamente realistici, che ci mostrano un’esistenza senza filtri, con volti segnati dalla povertà e dall’inesorabile trascorrere del tempo e i temi “notturni” con splendide figure illuminate dalla luce di una candela: modelli assorti, silenziosi, commoventi. Un potente contrasto tra il mondo senza pietà dei “diurni” e la compassionevole rappresentazione delle scene “notturne” che colpisce ancora oggi. Dipinti che conservano il segreto della loro origine e della loro destinazione. Come rimane un mistero la formazione del pittore, compresa la possibilità o meno di un suo viaggio italiano.

    La prima mostra in Italia dedicata a Georges de La Tour, attraverso dei mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo – Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot, Hendrick ter Brugghen e altri – vuole portare una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista.

    Un progetto che si presenta particolarmente complesso per diversi aspetti, tra i quali il numero di prestatori (26 da tre continenti) che ha coinvolto alcune delle più grandi istituzioni internazionali come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la Frick Collection di New York, il Chrysler Museum di Norfolk, la National Art Gallery di Lviv, più una grande partecipazione delle istituzioni museali regionali francesi, come il Musée des Beaux-Arts di Nantes, il Musée du Mont-du Piété di Bergues, il Musée départemental d’Art ancien et contemporain di Epinal, il Museée des Beaux-Arts di Digione, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Musée départemental Georges de La Tour di Vic-sur-Seille.

    Un’esposizione unica considerato che, come ebbe a sottolineare Roberto Longhi, in Italia non vi è conservata nessuna opera di La Tour e sono poco più di 30 le opere certamente attribuite al Maestro.

    Nonostante l’alone di mistero che avvolge l’artista lorenese e la sua opera, da decenni ormai Georges de La Tour è uno dei pittori prediletti dai francesi e non solo. Inevitabile il paragone con un altro insigne pittore del primo Seicento, l’inquieto Caravaggio, con il quale il francese condivide il senso drammatico, teatrale, della composizione e lo studio accurato della luce, anche se non si sa se La Tour abbia mai avuto modo di ammirare le opere del Merisi.

    Georges de la Tour (Vic-sur-Seille,1593– Lunéville, 1652), è una delle grandi riscoperte artistiche del Novecento. Dal 1915, anno in cui il tedesco Hermann Voss pubblicò un articolo rivelatore sulla sua opera, il pittore del Seicento francese non smette di affascinare generazioni intere di...
    23 min
  • Matteo Rampin "Falli parlare"
    Matteo Rampin
    "Falli parlare"
    Come affrontare i silenzi degli adolescenti
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    “Nostra figlia? Non è più la stessa.” “Nostro figlio… non lo riconosciamo più.” “Ci sembra di avere a che fare con un alieno.” E infine, ineluttabile: “Temiamo che abbia qualcosa”.

    Eccoli qui, i genitori, nello studio del terapeuta: padri e madri affranti, ansiosi, inquieti, alle prese con l’adolescenza dei propri figli e con un muro fatto di silenzi, reticenze, allusioni, non-detti, che possono sfociare nell’ostilità e nel mutismo.

    In Falli parlare, Matteo Rampin descrive gli aspetti di questa incomunicabilità, ne indaga le cause e propone strategie a uso degli adulti per costruire ponti tra le generazioni. Grazie alla sua lunga esperienza di psicoterapeuta, Rampin risponde alle domande più diffuse tra i genitori – Quando farli parlare? In che modo costruire le occasioni per instaurare il dialogo? Quali leve motivazionali usare per promuovere la comunicazione e quali errori evitare? – e fornisce indicazioni pratiche su come prevenire per tempo questo fenomeno, partendo proprio dall’ascolto e dal confronto. “Basta avere la seria intenzione di essere presenti, di osservare e di ascoltare, con autentica disposizione a volere il loro bene e ad anteporlo al nostro ego di genitori. Se lo facciamo, accade una cosa sorprendente: sentendo di essere da noi considerati, iniziano a parlare sempre meno con i gesti e il corpo, e sempre più con le parole.” Una guida pratica ed efficace, una risorsa indispensabile dedicata ai genitori – e a tutti gli adulti in generale – in cerca di consigli per instaurare un dialogo autentico con gli adolescenti.



    Matteo Rampin (Venezia, 1966) è psichiatra e psicoterapeuta. Ha pubblicato più di trenta libri con diversi editori (tra cui Sperling&Kupfer, Salani, Ponte alle Grazie, McGraw-Hill), alcuni dei quali tradotti in varie lingue e continuamente ristampati.

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    28 min
  • Antonio Carioti "Alba nera"
    Antonio Carioti
    "Alba nera"
    Il fascismo alla conquista del potere
    Prefazione di Sergio Romani
    Solferino Libri
    www.solferinolibri.it


    Il 23 marzo 1919, in piazza San Sepolcro a Milano, Benito Mussolini fonda i Fasci di Combattimento: davanti a lui ci sono meno di duecento persone, molte delle quali presto prenderanno altre strade.
    Alle elezioni politiche del 16 novembre 1919 la sua lista, presente solo a Milano, raccoglie meno di cinquemila voti. Sembra un uomo finito,ma tre anni dopo diventa capo del governo e avvia il percorso che lo porterà a imporsi come dittatore.
    Com’è potuto accadere? Quali fattori politici, economici e sociali consentirono al fascismo di sottomettere l’Italia? Quanto influirono il carisma e l’intuito del Duce? Come poté svilupparsi un partito armato dedito all’uso sistematico della violenza? Quali errori commisero i capi del movimento operaio e la vecchia classe dirigente liberale?
    Il libro di Antonio Carioti ricostruisce i fatti dalla nascita dei Fasci fino alla marcia su Roma, affidandone il commento a quattro interviste con studiosi di vario orientamento (Simona Colarizi, Alessandra Tarquini, Fabio Fabbri e Marco Tarchi).
    Completa il volume una raccolta di documenti dell’epoca, che restituiscono al lettore con immediatezza le passioni, le polemiche e le svolte politiche del fascismo in quegli anni drammatici.


    Antonio Carioti è nato a Reggio Emilia nel 1961. Ha vissuto a Roma e abita a Milano.
    Dopo aver intrapreso la professione giornalistica alla «Voce Repubblicana», nel 2004 è stato assunto dal «Corriere della Sera», dove lavora alle pagine culturali e al supplemento settimanale «la Lettura».
    Autore di alcuni libri di storia, ha dedicato alle vicende dei giovani neofascisti due saggi editi da Mursia: Gli orfani di Salò (2008) e I ragazzi della Fiamma (2011).
    Inoltre ha curato diversi volumi, il più recente dei quali è la raccolta di saggi Karl Marx vivo o morto? (Solferino, 2018).


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    26 min
  • Francesco Poli "Biblioteca"
    Francesco Poli
    curatore della mostra:
    "Biblioteca di Mario Lattes"
    Polo del '900, Torino, fino all'8 maggio
    www.fondazionebottarilattes.it

    Illustrazioni per l’antologia scolastica

    I temi e i romanzi della narrativa classica negli acquerelli e disegni di Lattes
    A cura di Francesco Poli
    Fino a domenica 8 marzo 2020
    Orario mostra: lunedì-domenica, ore 10-19.30
    Polo del ’900, Torino
    Palazzo San Daniele (Via del Carmine 14)



    Disegnatore, acquerellista, pittore e incisore, Mario Lattes (1923-2001) ha realizzato tutte le illustrazioni dei tre volumi di Biblioteca, un’antologia di testi letterari e narrativi per le scuole secondarie di primo grado, pubblicata dalla sua casa editrice nel 1992, a fronte di un lavoro di preparazione iniziato nel 1989, e ripubblicata con integrazioni e aggiornamenti nel 1998 e in uso fino 2010.

    Per mettere a fuoco l’importanza e la grande qualità di uno specifico aspetto della produzione artistica di Mario Lattes e sottolineare i profondi legami che esistono fra l’anima letteraria e quella pittorica della sua ricerca creativa, la Fondazione Bottari Lattes, in collaborazione con S. Lattes & C. Editori, organizza la mostra “Biblioteca” di Mario Lattes. Illustrazioni per l’antologia scolastica, a cura di Francesco Poli, al Polo del ‘900 di Torino (Palazzo San Daniele, Via del Carmine 14).


    Da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll all’Infinito di Giacomo Leopardi; da Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain e Rosso Malpelo di Giovanni Verga fino Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, passando per Le smanie della villeggiatura di Carlo Goldoni e i libri di Primo Levi. Sono numerosi gli argomenti e i testi dei grandi autori classici italiani e internazionali a cui Lattes ha impresso una forte e originale anima visiva.

    Per i tre volumi di Biblioteca, scritti da Rosanna Bissaca e Maria Paolella, Lattes ha lavorato diversi anni, producendo oltre cinquecento disegni, acquerelli e tecniche miste su tutti gli argomenti del programma scolastico – dalla poesia all’epica, dalla fiaba ai romanzi – attingendo alla sua profonda cultura letteraria e iconografica e mettendo in gioco gran parte dei temi e soggetti del suo immaginario, che attraversano la sua ricerca pittorica. Lattes ha elaborato e realizzato le illustrazioni con la massima libertà, guidato da un rapporto allo stesso tempo rigoroso e fantasioso fra immagini e testi e una costante attenzione alla funzione didattica dei volumi.

    Le opere esposte – un centinaio di illustrazioni, cinque dipinti e alcuni taccuini di appunti – sono frutto di un’ampia selezione fra le tavole originali conservate presso la Lattes & C. Editori e la collezione pittorica e incisoria della Fondazione Bottari Lattes.

    «La mostra – spiega il curatore Francesco Poli – si sviluppa attraverso una serie di sezioni legate alle tematiche che caratterizzano le varie parti dei volumi. Per ciascuna di esse sono esposti gruppi di immagini originali, in stretta connessione con le specifiche pagine dei volumi, messi in relazione ad altri disegni su taccuini, incisioni o dipinti di Mario Lattes che si collegano agli stessi soggetti e tecniche pittoriche.»

    Mario Lattes ha sempre amato appuntarsi visivamente le immagini che le sue letture gli sollecitavano. La sua passione per le illustrazioni tratte da storie e racconti ha avuto una naturale evoluzione nei disegni realizzati per l’antologia Biblioteca. Nel 1992 così racconta il suo processo di creazione di immagini, tra entusiasmi e difficoltà. «Su un album da disegno, su fogli foglietti cartoncini grossi così, sono venuto segnandomi le immagini suscitate dalle letture. Fiabe, racconti, pagine di romanzo, poesie. Per dare una versione figurata al testo scritto, o almeno evocarlo. Alcuni, L’infinito di...
    12 min
  • Anna Dalton "La ragazza con le parole in tasca"
    Anna Dalton
    "La ragazza con le parole in tasca"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it

    Solo credere in sé stessi porta davvero lontano.«Anche ora che, come allora, mi sento affaticata, indecisa, dubbiosa, ho sempre dentro di me quella certezza che ho acquisito da piccola, quella libertà di scegliere ogni giorno le cose che mi fanno felice. Alcune non mi sono chiarissime, scompaiono e poi riappaiono ma una, di sicuro, c’è sempre. Scrivere. Trovate ciò che vi rende felici, nonostante tutto, in maniera incrollabile, e seguitelo.»

    Solo credere in sé stessi porta davvero lontano.«Anche ora che, come allora, mi sento affaticata, indecisa, dubbiosa, ho sempre dentro di me quella certezza che ho acquisito da piccola, quella libertà di scegliere ogni giorno le cose che mi fanno felice. Alcune non mi sono chiarissime, scompaiono e poi riappaiono ma una, di sicuro, c’è sempre. Scrivere. Trovate ciò che vi rende felici, nonostante tutto, in maniera incrollabile, e seguitelo.»Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell’antico edificio lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici compagni. Ma ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce Andre, l’irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l’ha conquistata al primo sguardo. Ma non sempre è sufficiente. Andrea è bravissima nello studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi ha intuito il suo talento e vuole metterle i bastoni tra le ruote. Perché solo il primo del corso avrà le occasioni migliori. Una competizione che Andrea è pronta ad affrontare perché la sua passione per la scrittura è profonda e viene da molto lontano. Da quando era bambina e la madre, che ora non c’è più, le ha strappato una promessa e affidato una pesante eredità: diventare una giornalista come lei. Nient’altro conta per Andrea. Non importa se Zen, il nuovo studente appena arrivato, è così simile a lei e così affascinante da farle perdere per un attimo la rotta che la porta a Joker. Non importa se la scuola vuole imporle scelte che non condivide. Lei ha un obiettivo chiaro in mente e un’arma infallibile per raggiungerlo: le parole. La capacità di raccontare la realtà con la scrittura. Deve solo capire che la vita è fatta di scelte, e che più si cresce più esse diventano difficili.
    Anna Dalton ha sorpreso i librai e i lettori con il suo esordio bestseller. Ora torna con un seguito tanto atteso. In una Venezia magica, ricca di saperi e antiche tradizioni, una storia che celebra la forza dei desideri, l’importanza dell’amicizia, la magia dell’amore e il valore delle proprie radici.


    Anna Dalton è nata ad Arzignano. Laureata in lettere, si è specializzata in editoria e scrittura all’università La Sapienza di Roma. Di mestiere fa l’attrice.


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    21 min
  • Fulvio Ferrari "Scintille"
    Fulvio Ferrari
    "Scintille"
    OGR Torino
    www.ogrtorino.it

    Le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino dal 7 febbraio al 7 maggio 2020 presentano il quinto ciclo della rassegna Scintille, un’appendice della sezione Officine del Sapere di OGR Public Program, nata con lo scopo di raccontare al pubblico quali siano o siano state le “scintille”, gli scatti di innovazione, le rivoluzioni, i forti cambiamenti (sociali, culturali, tecnologici, economici, digitali) che hanno influenzato e influenzano il nostro modo di vivere quotidiano e il nostro modo di rapportarci alla società.
    Il quinto ciclo di incontri delle Officine del Sapere è curato da Fulvio Ferrari, fondatore del Museo Casa Mollino, incaricato da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di ideare la rassegna “Scintille – Ognuno sta solo sul cuor della downloadterra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”.
    La serie di quattro incontri affida alla religione, all’arte, all’egittologia e alla logica la possibilità di saper meglio comprendere e orientare i giorni della vita: scintille tra le nuvole imbronciate del nostro quotidiano.
    Tutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione su www.ogrtorino.it/education.
    La rassegna, giunta al suo quinto ciclo, ha visto, a partire da marzo del 2018, una serie d’incontri che hanno descritto importanti “scintille”, intese come idee, progetti, invenzioni, scoperte scientifiche o simboli di una specificità torinese, e ha coinvolto Vittorio Marchis, Claudio Bartocci, Tiziano Bonini, Christian Marazzi, Maria Nadotti, Mauro Giacca, Marzia Quaglio, Prof.ssa Martina Ardizzi, Prof. Urs Gasser, Walter Barberis, David Avino, Alberto Maria Barberis, Luciano Bonaria, Chiara Saraceno e Marcello Baricco, Paolo Vineis e Francesco Remotti, Mauro Dorato e Vincenzo Barone.


    OGR Torino
    Corso Castelfidardo 22, Torino
    www.ogrtorino.it/education

    giovedì 5 marzo 2020, ore 18.30 – Dott. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino

    mercoledì 8 aprile 2020, ore 18.30 – Prof. Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e accademico italiano

    giovedì 7 maggio 2020, ore 18.30 – Prof. Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte italiano



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    25 min
  • Leopoldina Pallotta della Torre "Non è per snob"
    Leopoldina Pallotta della Torre
    "Non è per snob"
    Lezioni di bon ton per un mondo più gentile
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Molte persone, leggendo in copertina la parola «bon ton», si domanderanno che senso abbia nel nostro mondo moderno, tecnologico e globalizzato parlare ancora di etichetta. Ne ha eccome, non solo perché la buona educazione non passa mai di moda, ma anche perché le maniere, lungi dall’essere un vuoto insieme di regole fine a se stesse, sono uno strumento potente per «insegnare alle persone come comportarsi bene con il prossimo, istruendole nella gentilezza e nell’altruismo, con l’idea di poter così edificare un mondo migliore».

    Basta indagare un po’ nella storia per capire che le buone maniere non sono mai state un rituale superficiale per aristocratici d’antan o, come dicono alcuni, «roba da snob». Al contrario, il vero snob non ha buone maniere, perché esse impongono prima di tutto di accogliere il prossimo e metterlo a suo agio. Ogni società in ogni epoca ha dovuto insegnare ai suoi cittadini il modo in cui comportarsi correttamente; da che mondo è mondo, il bon ton è sempre stato uno strumento prezioso per rapportarsi agli altri e vincere la nostra ansia sociale. Inoltre, come dice la guru dell’etichetta Emily Post, le maniere fanno parte della nostra personalità e dunque contribuiscono a definirla. Essere beneducati ci rende più eleganti, più altruisti e, di conseguenza, più graditi agli altri.

    Con queste premesse Leopoldina Pallotta della Torre ci introduce nel magico e sofisticato mondo del bon ton, soffermandosi su aneddoti e fatti storici, dall’antichità fino ai nostri giorni, e regalandoci trucchi preziosi per saperci comportare in ogni occasione. Dai saluti alla tavola, dal dress code all’ospitalità, seguendo i precetti di paladine delle maniere come Irene Brin e l’attualissima Sara Jane Ho, ci insegna l’arte dell’eleganza e della gentilezza. Non solo, in una società sempre più globale e aperta allo scambio tra culture diverse, è importante conoscere anche gli usi e costumi di paesi lontani, che a volte possono essere persino opposti ai nostri. Immancabile poi, per nativi e immigrati digitali, la parte conclusiva sulla netiquette, per essere cortesi anche mentre si naviga sul web.


    Leopoldina Pallotta della Torre ha collaborato fin da giovane con «la Repubblica», «La Stampa», «Panorama» e «Amica», specializzandosi in giornalismo culturale e di costume. Negli anni Novanta si è trasferita in Germania dove ha lavorato prima come drammaturga al Berliner Ensemble, lo storico teatro di Bertolt Brecht, poi come assistente personale del regista tedesco Peter Zadek. Nel 1989 ha pubblicato La passione sospesa, un libro di dialoghi con Marguerite Duras, poi tradotto in tredici lingue, da cui è stata tratta una pièce con Fanny Ardant. Ha pubblicato inoltre un romanzo, Non essere triste (2000). Oggi vive in Lucchesia con il marito tedesco e le tre figlie. Quanto alla maniere, le frequenta da sempre.



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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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