il posto delle parole

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  • Andrea Angiolino "Storie di giocattoli"
    Andrea Angiolino
    "Storie di giocattoli"
    Dall'aquilone al tamagotchi
    disegni di Alessandro Sanna
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com

    Chi ha avuto per primo l’idea di costruire oggetti fatti appositamente ed esclusivamente per giocare? Dalle classiche bambole fino ai più sofisticati videogiochi, tra le pagine del libro si alternano oggetti amati dai bambini di tutte le epoche, ad altri che forse solo i nonni ricordano, e altri ancora che rappresentano alcune delle più innovative e interessanti invenzioni degli ultimi anni.

    Andrea Angiolino
    Scrittore
    Autore e giornalista, Andrea Angiolino (Roma, 1966) è uno dei più grandi esperti italiani di giochi. Quando non li inventa – la sua creatura più nota è Wings of Glory (con Pier Giorgio Paglia, Ares Games) - si impegna a raccontarli, studiarli e dare consulenze. All’argomento ha dedicato libri, interviste, articoli, manifestazioni e incontri nelle scuole e nelle biblioteche. Con Gallucci ha già pubblicato, nel 2017, il volume Storie di giochi. Dal nascondino al sudoku. Suo tra l’altro, con Beniamino Sidoti, il Dizionario dei giochi pubblicato da Zanichelli.



    Alessandro Sanna
    Artista
    È nato nel 1975 nella pianura tra Mantova, Verona e Modena, ma suo papà gli ha messo nel sangue il mare e il vento della Sardegna. Da piccolo era convinto di saper volare, prevedere il futuro e imitare tutti i suoni del creato. Ha giocato sempre tantissimo, con gli altri all’aria aperta o da solo con mozziconi di supereroi e macchinine. A undici anni questa passione per il gioco si è trasformata in disegno: disegnare, disegnare e ancora disegnare, dimenticando che nella vita ci sono altre cose. Adesso che disegna per lavoro, le altre cose può riscoprirle e apprezzarle, perché sono loro che gli permettono di continuare a giocare con pennelli, matite, mani sporche e gocce d’acqua indomabili. Per Gallucci ha illustrato Nidi di note, Storie di parole, Storie di giochi, Lettori, Il gallo bello e Crescendo, una delicata storia tutta per immagini, costruita a partire dalla forma della pancia della mamma con allegato un Cd inedito contenente 18 minuti di musica appositamente composta ed eseguita da Paolo Fresu.




    Andrea Angiolino
    "Storie di giochi"
    Gallucci Editore
    Ascolta la conversazione
    https://ilpostodelleparole.it/andrea-angiolino/andrea-angiolino-storie-giochi/

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Carlo Grande "Torino Spiritualità"
    Carlo Grande
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org


    Quali sono le facce della notte? Torino Spiritualità, per la sua XV edizione, propone un viaggio notturno per misurare, attraverso lezioni, seminari, esperienze, incontri, l’intensità del buio, le forme dell’ombra, l’impatto della luce che scuote, quella fuori e dentro ognuno di noi. Il festival torna dal 26 al 29 settembre a Torino: è Ad infinita notte, quattro giorni di riflessione sul presente, sulla sua oscurità e sul suo straordinario splendore, attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni. Anche le Camminate spirituali “E fu sera e fu mattina” – 14-15 e 21-22 settembre –, che come di consueto precedono il festival, declinano il tema di Torino Spiritualità.

    Boschi e valli del territorio regionale sono da attraversare nella luce del giorno o nel buio della notte, con i sette percorsi guidati. I camminatori seguono Don Paolo Scquizzato in Valle Stretta, a condurre i passi le parole e i silenzi di Alda Merini, sia di giorno che di notte; Tiziano Fratus, fino al maestoso cedro del Libano sul colle Monfalletto, in un percorso a piedi arricchito dal racconto del visual designer Riccardo Falcinelli alle prese con i colori della Cappella del Barolo alle Brunate, in collaborazione con Cantine Ceretto. E ancora, in compagnia di Franco Michieli, esploratore, si osserva il firmamento in notturna nella Val Chisone, con il maestro di Qi Gong Davide Iavarone si intrecciano i passi a una sessione di massaggio tradizionale Tui-Na, sul Pian della Mussa. Gli scrittori Carlo Grande e Mariusz Wilk arrivano in Valle Pesio, mentre la camminata meditativa con le insegnanti di yoga YANI Claudia Braga, Elena Borda e Sabrina Querella è al Pian dell’Azaria.

    Informazioni utili e iscrizioni
    Quota di partecipazione singolo cammino € 20
    Cene e/o pernottamenti in rifugio, quando previste, sono da pagare a parte direttamente sul posto.
    Portare con sé: scarpe da montagna, maglione e giacca impermeabile e borraccia.
    Iscrizioni e pagamento quota di partecipazione al Circolo dei lettori (via Bogino 9, 1023 Torino).

    Scopri le 7 camminate e i dettagli di ognuna:

    14 settembre | Di notte e di follia. Alda Merini e la vita verosimile
    14 settembre | Natura&cultura. Dal grande cedro alla cappella dei colori
    14 settembre | Seconda stella a destra
    15 settembre | Nel nero, un punto di bianco. Nel bianco, un punto di nero
    21 settembre | Di notte e di follia. Alda Merini e la vita verosimile (in notturna)
    22 settembre | Dai patriarchi verdi alle antiche mura
    22 settembre | L’ora della veglia



    Faggete, boschi d’abeti bianchi e poggi panoramici collegano il Vallone del Cavallo al Vallone di San Bruno, intitolato al fondatore dell’Ordine Certosino: un anello che parte dalla suggestiva Certosa di Pesio e, raggiunta la grangia che domina la valle, torna a farsi abbracciare dalle sue mura medievali. Lo percorrono Carlo Grande e Mariusz Wilk, scrittori che della vita in natura conoscono bene il timbro selvatico dei giorni e il mistero ancestrale delle notti.

    In collaborazione con il Parco Naturale Alpi Marittime

    Partenza mattutina domenica 22 settembre
    Pranzo al sacco. Per escursionisti allenati. Dislivello mt. 450 ca., tempo di percorrenza medio dell’anello 3h30’.
    Quota di partecipazione € 20 (comprende trasferimento in bus a/r da Torino, e guida naturalistica/escursionistica dedicata)

    La biglietteria per le Camminate Spirituali è attiva al Circolo dei lettori.
    Non è possibile acquistare le camminate online.


    Carlo Grande
    "Terre Alte"
    Il libro della montagna
    Ponte alle Grazie
    www.ponteallegrazie.it

    La nostra fantasia è un pezzo di stoffa colorato che...
    14 min
  • Valter Tucci "I geni del male" Festival della Mente
    Valter Tucci
    "I geni del male"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.i


    Domenica 1° settembre
    "I geni del male"
    Valter Tucci
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it

    La mente è un processo biologico. L’attività di gruppi di molecole nel cervello guida tutti i nostri comportamenti, buoni e cattivi. L’idea del male ha origini lontane, si è integrata con la storia dell’uomo sulla Terra, e oggi possediamo gli strumenti per trattare il male come un fenomeno biologico. Possiamo identificare porzioni specifiche di DNA che influenzano i nostri peggiori comportamenti. Tuttavia, i geni costituiscono solo una parte di un processo complesso nel quale intervengono meccanismi epigenetici. La nostra è una ricchezza biologica che è sopravvissuta a molte generazioni, lasciandoci alla regia di questo pianeta. Il raggiungimento di una conoscenza accurata della biologia dei nostri comportamenti è una delle priorità nel futuro della nostra specie.



    Valter Tucci
    "I geni del male"
    Longanesi Editore
    www.longanesi.it
    Perché il nostro livello di attenzione aumenta ogni volta che sfogliamo le pagine della cronaca o veniamo a conoscenza di un delitto? Perché ai ragazzi piacciono così tanto i videogiochi violenti? Da cosa nasce l’impulso a uccidere nei serial killer? Perché, insomma, l’essere umano è così attratto dal male? A queste e a molte altre domande risponde Valter Tucci, psicologo, genetista e direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, in quello che si profila come un vero e proprio viaggio alla ricerca dei geni del male.
    Partendo dalla domanda più importante di tutte – cosa ci rende umani, visto che condividiamo con altre specie un numero elevatissimo di geni e molti comportamenti istintivi? – Tucci delinea l’origine primitiva del male e il suo ruolo nell’evoluzione della nostra specie, chiarendo il funzionamento dei geni e dei meccanismi epigenetici e come entrambi controllino le nostre ansie, il nostro livello di aggressività e la nostra intelligenza. Scopriremo così che i confini tra fare del bene e fare del male sono molto meno solidi di quel che si pensa: i nostri comportamenti dipendono infatti da processi biologici che derivano sia dal nostro patrimonio genetico sia dagli eventi esterni, al punto che un trauma subìto dopo la nascita può influenzare lo sviluppo del cervello fino a scatenare comportamenti antisociali da adulti.
    Nei Geni del male Valter Tucci illustra con rigore e chiarezza le ultimissime scoperte scientifiche sui comportamenti malvagi che mettono in pericolo la nostra vita e l’intera umanità. E ci accompagna in un affascinante viaggio tra scienza e storia per scoprire perché «non esiste un cervello che sia immune dal male».




    Valter Tucci è direttore del laboratorio di Genetica ed epigenetica del comportamento dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Laureato in psicologia, dopo una specializzazione in medicina ha vinto una borsa di studio del CNR per gli Stati Uniti, è stato chiamato dal Dipartimento di Anatomia e neurobiologia della Boston University e ha successivamente lavorato presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT). Nel 2003 è tornato in Europa e dopo un lungo periodo a Oxford si è trasferito a Genova. A fine agosto esce I geni del male (Longanesi).


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Massimiliano Valerii "La fine della -fine della storia -" Festival della Mente
    Massimiliano Valerii
    "La fine della -fine della storia-"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.it


    Sabato 31 agosto, ore 15:00
    "La fine della storia"
    con Massimiliano Valerii
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it



    Esattamente trent’anni fa cadeva il muro di Berlino. Con ottimismo e ingenuità, su quelle macerie celebrammo la «fine della storia», giunta a compimento con il trionfo delle democrazie liberali e del capitalismo, secondo un progresso che credevamo essere lineare e senza contraddizioni. Ma adesso ci sembra di sporgerci su una nuova frattura della storia. Il futuro è un vuoto che ci chiama a sé per essere colmato. Come arrivarci nel migliore dei modi? Quando la storia si rimette in moto, riecheggiano le urla della battaglia, il clangore delle armi, il passo assordante dei cortei cruenti dei rivoluzionari. Siamo davvero proiettati in un salto d’epoca? Bisogna far parlare i dati, che rivelano molto più di quanto si creda. Come eravamo allora noi italiani? Come siamo diventati oggi? E come saremo in futuro, fra trent’anni?




    Massimiliano Valerii
    "La notte di un'epoca"
    Ponte alle Grazie
    www.ponteallegrazie.it
    Questo è un libro sui sogni diurni di ognuno di noi. Sono importanti, sono necessari. Sono urgenti. La lunga e profonda crisi ci ha lasciato una pesante eredità. Si è rotto il tacito patto che aveva guidato lo sviluppo per oltre mezzo secolo. L'ascensore sociale si è inceppato: scende, ma non sale. Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, ricostruisce in modo originale questo scenario facendo parlare i dati. E racconta la frammentazione dell'immaginario collettivo e i nuovi miti d'oggi, volatili e fragili. Perché abbiamo vissuto anche il naufragio delle grandi narrazioni post-ideologiche egemoni negli ultimi trent'anni, entro le quali avevamo costruito la nostra identità e radicato il nostro benessere: l'Idea di una nuova patria in una Europa unita senza più frontiere, i benefici per tutti portati dalla globalizzazione, il potere taumaturgico della rivoluzione digitale come leva universale per diffondere conoscenza e democrazia ai quattro angoli del pianeta. La società del rancore che si è risvegliata l'indomani, con questi sogni andati in pezzi, spaesata, inquieta e impaurita, imprigionata nel limbo della crescita da «zero virgola», si è immersa in una nuova antropologia dell'insicurezza. Ora ci sporgiamo sulla frattura della storia. Come affrontare il futuro? Come rimettere in moto i desideri e la speranza di quei diavoli sognanti che noi tutti siamo diventati? La filosofia può accompagnarci per mano nel travaglio del salto d'epoca. Per non accontentarci del cattivo presente. Per scansare il frutto avvelenato del rancore e non cadere nella trappola della nostalgia. Per continuare a sognare a occhi aperti.


    Massimiliano Valerii è direttore generale del Censis. Dopo gli studi in Filosofia all’Università Sapienza di Roma, si è dedicato alla ricerca sociale, economica e territoriale. Al Censis è stato anche responsabile della comunicazione, coordinando i rapporti con i media, la produzione editoriale, i contenuti web. È il curatore dell’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese, pubblicato dal 1967 e considerato uno dei più qualificati e completi strumenti di interpretazione della realtà socio-economica italiana. A fine agosto esce per Ponte alle Grazie La notte di un’epoca.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    30 min
  • Davide Iavarone "Torino Spiritualità"
    Davide Iavarone
    Torino Spiritualità
    Le passeggiate spirituali
    www.torinospiritualita.org


    Quali sono le facce della notte? Torino Spiritualità, per la sua XV edizione, propone un viaggio notturno per misurare, attraverso lezioni, seminari, esperienze, incontri, l’intensità del buio, le forme dell’ombra, l’impatto della luce che scuote, quella fuori e dentro ognuno di noi. Il festival torna dal 26 al 29 settembrea Torino: è Ad infinita notte, quattro giorni di riflessione sul presente, sulla sua oscurità e sul suo straordinario splendore, attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni. Anche le Camminate spirituali “E fu sera e fu mattina” – 14-15 e 21-22 settembre –, che come di consueto precedono il festival, declinano il tema di Torino Spiritualità.

    Boschi e valli del territorio regionale sono da attraversare nella luce del giorno o nel buio della notte, con i sette percorsi guidati. I camminatori seguono Don Paolo Scquizzato in Valle Stretta, a condurre i passi le parole e i silenzi di Alda Merini, sia di giorno che di notte; Tiziano Fratus, fino al maestoso cedro del Libano sul colle Monfalletto, in un percorso a piedi arricchito dal racconto del visual designer Riccardo Falcinelli alle prese con i colori della Cappella del Barolo alle Brunate, in collaborazione con Cantine Ceretto. E ancora, in compagnia di Franco Michieli, esploratore, si osserva il firmamento in notturna nella Val Chisone, con il maestro di Qi Gong Davide Iavarone si intrecciano i passi a una sessione di massaggio tradizionale Tui-Na, sul Pian della Mussa. Gli scrittori Carlo Grande e Mariusz Wilk arrivano in Valle Pesio, mentre la camminata meditativa con le insegnanti di yoga YANI Claudia Braga, Elena Borda e Sabrina Querella è al Pian dell’Azaria.

    Informazioni utili e iscrizioni
    Quota di partecipazione singolo cammino € 20
    Cene e/o pernottamenti in rifugio, quando previste, sono da pagare a parte direttamente sul posto.
    Portare con sé: scarpe da montagna, maglione e giacca impermeabile e borraccia.
    Iscrizioni e pagamento quota di partecipazione al Circolo dei lettori (via Bogino 9, 1023 Torino).

    Scopri le 7 camminate e i dettagli di ognuna:

    14 settembre | Di notte e di follia. Alda Merini e la vita verosimile
    14 settembre | Natura&cultura. Dal grande cedro alla cappella dei colori
    14 settembre | Seconda stella a destra
    15 settembre | Nel nero, un punto di bianco. Nel bianco, un punto di nero
    21 settembre | Di notte e di follia. Alda Merini e la vita verosimile (in notturna)
    22 settembre | Dai patriarchi verdi alle antiche mura
    22 settembre | L’ora della veglia




    Nel nero, un punto di bianco. Nel bianco, un punto di nero
    Domenica 15 settembre
    con Davide Iavarone

    l Pian della Mussa, morbido altipiano erboso contornato da una rocciosa corona di vette e ghiacciai, è lo scenario ideale per accogliere un’itineranza dedicata a riscoprire l’armonia degli opposti. A condurla, il maestro di Qi Gong Davide Iavarone, che attraverso la sapienza e i movimenti dolci di questa antica ginnastica medica cinese invita a trovare il punto di equilibrio tra cielo e terra. A conclusione della camminata, una sessione di massaggio tradizionale Tui-Na.

    In collaborazione con Spiritual Touch, Associazione Mingbai e Progetto EduCadendo

    Partenza mattutina domenica 15 settembre
    Pranzo al sacco. Escursione per tutti, adulti e bambini dai 6 anni in su. Dislivello mt. 250.
    Sono previste attività di movimento ed equilibrio appositamente pensate per i piccoli partecipanti.
    Quota di partecipazione € 20 (comprende trasferimento in bus a/r da Torino, e guida naturalistica/escursionistica dedicata).



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    15 min
  • Matteo Nucci "Festival della Mente"
    Matteo Nucci
    "Festival della Mente"
    www.festivaldellamente.it


    Sabato 31 agosto,
    Mazen Maarouf, Matteo Nucci
    "Barzellette sul futuro"
    Come riuscire ad avere una storia d’amore durante un conflitto? Come scappare dalle bombe quando ci si ritrova orfani? Come sopportare le torture dei soldati? In un racconto dei racconti tutto contemporaneo in cui l’incanto e la paura, la magia e l’orrore diventano materia nuova, analisi arguta e cronaca letteraria del nostro presente, Mazen Maarouf ci svela come si può fondere la quotidianità domestica e la spietata irrealtà della violenza bellica per tenersi a galla, per resistere nell’unico modo possibile: sognando, scherzando, immaginando il futuro. In una città mai nominata, dilaniata dalla guerra, attraverso una galleria di adulti, ragazzi e bambini, di soldati e di civili, guarda e racconta un mondo in cui si cerca di resistere nonostante tutto.
    Interprete: Marina Astrologo


    Domenica 1° settembre
    Matteo Nucci
    "Achille, Odisseo e la verità del futuro"
    Secondo gli antichi, Achille e Odisseo rappresentavano due modelli di carattere contrapposti. L’uno schietto, spontaneo, diretto. L’altro ingannevole, prudente, dai pensieri tortuosi. Due forme di intelligenza, dunque, legate principalmente a un diverso modo di vivere il tempo. Achille infatti è costantemente gettato nel presente. Odisseo invece non smette mai di pianificare il futuro. E tuttavia le grandi anime sono piene di contraddizioni. Nella sua smania di guardare oltre, il futuro di Odisseo appare spesso una chimera. Mentre Achille sembra dirci che solo vivendo il presente è possibile costruire un futuro. Ma che fare quando il futuro viene spezzato da una fine prematura? Nel momento in cui Achille, nell’Ade, incontrerà Odisseo ancora vivo, noi scopriremo una grande verità. Una verità che tuttavia Odisseo non ebbe il coraggio di cogliere.


    Prenota il tuo posto agli incontri: www.festivaldellamente.it





    Matteo Nucci ha studiato il pensiero antico e curato una nuova edizione del Simposio platonico (Einaudi, 2009). Tra i romanzi, Sono comuni le cose degli amici (finalista al Premio Strega 2010), Il toro non sbaglia mai (2011), È giusto obbedire alla notte (finalista al Premio Strega 2017), pubblicati da Ponte alle Grazie, e Le lacrime degli eroi (Einaudi, 2013). Scrive per il venerdì di Repubblica. È autore di L’abisso di Eros (Ponte alle Grazie, 2018).




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    www.ilpostodelleparole.it
    21 min
  • Giulio Pedani "L'iguana era a pezzi"
    Giulio Pedani
    "L'iguana era a pezzi"
    Tre vite lungo la Francigena
    effequ edizioni
    www.effequ.it


    Una traversata a piedi di mille chilometri, dal confine francese fino a Roma, per ritrovare un amico che è in coma. Lungo la Via Francigena scorrono 26 giorni di incontri, turbolenze, riflessioni. E ritornano 25 anni di vita, di episodi improbabili, riflessioni importanti e soprattutto amicizia. Perché in mille chilometri quello che fa da guida è la storia trentennale di tre amici. Fino ad arrivare alla mèta, e a un imprevisto epilogo. Come per il percorso di un camminatore, ogni capitolo è una tappa, e ogni tappa un modo per raccontare quel che è stato di una nazione e della sua gente. La retrospettiva di una generazione, disseminata di personaggi emblematici degli anni Ottanta e Novanta, da Iggy Pop a Bettino Craxi.
    Giulio Pedani scrive un romanzo cardine del nostro tempo, che fa divertire, amareggiare e ricollocare i pezzi di una storia che ci riguarda tutti.


    Ascolto al tramonto l’Iguana dopo una giornata intera, l’ennesima, di silenzio, sudore e fatica. L’Iguana canta il suo disco nuovo di zecca, mentre a bordo strada sfilano carcasse di volpi e porcospini, uccelli schiacciati, decine di pacchetti di sigarette, imballaggi e buste di plastica, bottiglie, scatoloni, assi di legno, stoffe luride, pezzi di mobilio, copertoni, cerchioni, parti di motore. Un metro alla mia destra ruggisce il flusso della Provinciale. Qualche camionista mi saluta. Rispondo sempre troppo tardi. Il mio braccio alzato si perde nella scia del fumo di un diesel che tra pochi anni sarà forse fuorilegge. È domenica, brindo alla forza di arrivare alla fine, all’Iguana che è qui, a Igor che dorme.


    Giulio Pedani (Siena, 1981) ha pubblicato racconti su «Futbologia», «Pastrengo», «In fuga dalla bocciofila», «Corriere della Sera» e numerose altre riviste. Col racconto Passami il granchio è nella raccolta Odi. Quindici declinazioni di un sentimento (effequ, 2017). Il suo racconto Respirano ha vinto il premio Petrarca. Fiv organizzato dalla rivista «Con.tempo» e patrocinato dalla città di Figline e Incisa Valdarno (FI).



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    24 min
  • Riccardo Calimani "Storia della Repubblica di Venezia"
    Riccardo Calimani
    "Storia della Repubblica di Venezia"
    La Serenissima dalle origini alla caduta
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Alle radici dello splendore e del primato raggiunti e a lungo detenuti dalla Serenissima Repubblica di Venezia c’è l’eccezionalità di una città che ha «per pavimento il mare, per tetto il cielo e per pareti le correnti acquee» e che per molti secoli sarà il trait d’union fra Oriente e Occidente, il crocevia dei traffici commerciali nel Mediterraneo e la regina incontrastata dell’Adriatico e delle coste dell’Egeo fino a Costantinopoli.

    Ma molto di questo successo si deve anche all’eccezionalità del suo ordinamento politico, una singolare fusione di monarchia (il Dogado), aristocrazia (il Senato) e democrazia (il Maggior Consiglio), incarnata in un complesso corpo istituzionale continuamente ridefinito, arricchito e aggiornato nel corso dei secoli, che le ha consentito di diventare prima una potenza marinara e poi un impero coloniale, e di confrontarsi a lungo su un piano di parità con gli altri Stati europei e con la Chiesa di Roma.

    Senza dimenticare il ruolo giocato dalla sua eccezionalità culturale, che ne ha fatto un irresistibile polo d’attrazione per architetti, pittori, letterati e compositori, e nel Cinquecento, dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili, la capitale mondiale del libro. Una città-Stato impreziosita dalla sfarzosa peculiarità dei suoi usi e costumi, da rituali sontuosi e fantasmagorici come lo Sposalizio del mare e il Carnevale, e dalla suprema bellezza dei tesori d’arte custoditi ed esibiti.

    Riccardo Calimani ripercorre con lucida passione la straordinaria parabola storico-politica della sua città, dai primi insediamenti in epoca preromana alla colonizzazione delle isole lagunari a opera di fuggiaschi alla ricerca di salvezza da guerre e invasioni, dalla leggendaria nascita della Repubblica nell’Alto Medioevo ai fasti della dignità imperiale, fino alla lenta ma inesorabile decadenza, indotta dalla scoperta delle Americhe e delle nuove rotte transoceaniche, dall’ascesa di altre potenze sullo scenario continentale e dalle nuove tecnologie navali, che offuscano quel gioiello della produzione cantieristica che era stato l’Arsenale. Un declino dovuto anche al progressivo inaridimento dello spirito imprenditoriale della classe mercantile e all’immobilismo di un’oligarchia sempre più miope e retriva, che condannano la Serenissima nel 1797 alla capitolazione, sotto l’impeto inarrestabile delle armate di Napoleone Bonaparte e delle correnti profonde della modernità.

    La storia gloriosa, suggestiva, ricca di eventi, personaggi e aneddoti, delle origini e del periodo d’oro di una città che, oggi come ieri, continua ad ammaliare il mondo con il fascino incomparabile della sua unicità.




    Riccardo Calimani
    Venezia 1946. Laureato in ingegneria elettrotecnica e in filosofia della scienza scienza, è autore di molti volumi dedicati soprattutto alla storia degli ebrei e di Venezia. Nel 1986 ha ottenuto il Premio cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 1997 il Premio europeo per la cultura. Per nove anni è stato presidente del Meis, Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah di Ferrrara.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    32 min
  • Loredana Lipperini "Magia Nera"
    Loredana Lipperini
    "Magia nera"
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it


    E se fosse vero? È questo che ci si chiede dopo aver letto i racconti di Loredana Lipperini. Squarci di luce e ombre lunghe su vite all’apparenza normali: mogli che perdono i mariti nella monotonia della quotidianità, madri che vivono nel ricordo di figli morti troppo presto o che devono fare i conti con la depressione post partum. Ma. C’è sempre un ma, perché all’improvviso le pagine prendono fuoco, e passioni, paure, rabbia si fanno incandescenti e bruciano di magia, annichiliscono, salvano o condannano senza rimedio. Con omaggi innamorati a Stephen King e H.P. Lovecraft e una scrittura sicura e limpida, l’autrice ci rapisce dalla realtà e ci regala quel finale inatteso a cui finora non abbiamo ancora assistito. Ma forse, chissà.


    Loredana Lipperini è giornalista, narratrice, amatissima voce di Fahrenheit su Radiotre e scrive per le pagine culturali de “la Repubblica”. Il suo blog Lipperatura, attivo dal 2004, è un punto di riferimento per la discussione letteraria, culturale, politica. Ha pubblicato romanzi gotici con lo pseudonimo di Lara Manni e fra l’altro i saggi Ancora dalle parte delle bambine (2007), Non è un paese per vecchie (2012), L’ho uccisa perché l’amavo con Michela Murgia (2013), il libro per ragazzi Pupa (Rrose Sélavy, 2013) e nel 2016 per Bompiani L’arrivo di Saturno.



    Loredana Lipperini
    "L'arrivo di Saturno"
    Bompiani Editore
    Ascolta la conversazione:
    https://ilpostodelleparole.it/loredana-lipperini/loredana-lipperini-larrivo-saturno/



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    19 min
  • Silvia Lippi "Trasgressioni"
    Silvia Lippi
    "Trasgressioni"
    Bataille Lacan
    Orthotes
    www.orthotes.com

    La trasgressione consente l’accesso al godimento. Ma fino a che punto? Fin dove è possibile godere? Potremmo dire che ogni godimento è innanzitutto godimento mortifero? Qualsiasi trasgressione sarebbe cioè dannosa al punto da rivelare che occorre mettere a repentaglio la propria vita per poter godere?

    La trasgressione rimanda all’infrazione, al disordine, alla libertà. Ma, paradossalmente, questa libertà è subordinata alla legge. La trasgressione è una possibilità offerta dalla legge stessa, nient’affatto la sua negazione. La legge continua ad esistere anche se non viene rispettata, non si annulla nel movimento che implica la sua trasgressione. È nel rapporto, rischioso e aporetico, fra trasgressione e legge, vale a dire fra trasgressione e castrazione, che il soggetto lotta per uno spazio di godimento possibile.

    La trasgressione attraversa i concetti fondamentali della psicoanalisi: inconscio, desiderio, fantasma, godimento, pulsione, sintomo, struttura, parola. L’autrice ne esplora le differenti sfaccettature alla luce degli apporti di Bataille e Lacan, sottolineando i punti di convergenza e divergenza del pensiero di questi due autori.

    La passione della rinuncia
    La donna può rifiutare di farsi amare.

    La donna che rifiuta di farsi amare sacrificherà il suo amore sacrificando l’oggetto del suo desiderio: può rinunciare all’uomo che ama, che desidera, all’uomo che la fa godere, o anche arrivare, in casi estremi, a ucciderlo. Sceglie di uccidere il suo amante piuttosto che restare con lui, ma non per vendetta o perché abbia subito qualche torto da parte sua. Perché dunque uccidere l’amante, quando la passione di quest’ultimo si dichiara apertamente, quando non ci sono più ostacoli, quando quel che era solo un sogno sembra realizzarsi? Di fronte alla felicità dell’amore, la donna si ritira, rifiuta il suo oggetto, risponde “no” all’amore del suo amante. Perché non vuole più saperne di quest’amore?

    L’uomo, fino ad allora impossibile, o che la faceva soffrire, decide finalmente di “garantire” il suo amore: matrimonio, impegno ad una vita in comune, promessa di felicità. Allora il “no” della donna può prendere la forma, l’intensità, l’enormità dell’assassinio, l’assassinio dell’uomo amato.

    Il “no” della donna non è causato da un calo, o da una scarsità, di sentimenti: al contrario, lei uccide perché ama, al più alto, più appassionato dei gradi possibili. Come se l’assassinio le permettesse di ibernare il suo amore per sempre: la perdita è il solo modo di conservare l’amore e l’amato ad un tempo, per sempre.

    Si tratta di un delitto a bersagli multipli: l’amante, il padre e il desiderio della donna sono bersaglio dell’azione, tanto quanto la sua femminilità.

    Il sacrificio dell’oggetto d’amore rappresenta una volontà di perdita dell’altro e di sé: la morte abbraccia tutto. Fine di ogni godimento possibile. Per il sacrificato, evidentemente, come per il sacrificante.

    Guardando l’ultima parte del film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, quando Jeanne (Maria Schneider) rifiuta l’amore di Paul (Marlon Brando) dopo aver dichiarato il suo amore per lui e pianto la sua precedente partenza, non si comprende il suo gesto: perché ucciderlo? La spiegazione femminista consiste nel pensare che egli abusasse di lei e che l’assassinio rappresenti la vendetta della donna nei confronti dell’uomo sfruttatore e violento. Questa conclusione, per quanto sicuramente sostenibile, non ci soddisfa. Perché Jeanne avrebbe tollerato, e addirittura voluto, una relazione basata esclusivamente sul sesso, e rifiuta in seguito una vera relazione d’amore? È quando l’uomo le offre il suo amore che lei lo rifiuta e lo uccide.




    Silvia Lippi è psicoanalista, affiliata...
    41 min

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