il posto delle parole

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  • Cinzia Ballesio "L'informatica al femminile"
    Cinzia Ballesio
    Giovanna Giordano
    "L'informatica al femminile"
    Storie sconosciute di donne che hanno cambiato il mondo
    Neos Edizioni


    L’opera testimonia la genialità, la competenza e l’impegno di tante donne nel campo dell’informatica a partire da Ada Lovelace Byron fino alle ragazze del web.

    Guardare un’immagine sullo smartphone, collegarsi a Internet in wi-fi, cliccare sulle icone: sono operazioni che facciamo ogni giorno senza sapere che sono frutto di ricerche e invenzioni di donne.

    Da Ada Lovelace Byron, che intuì le potenzialità del computer cent’anni prima che ne fosse effettivamente costruito uno, fino alle ragazze che oggi animano il web spesso con ruoli da protagoniste: donne che non si sono spaventate di fronte alle novità, ma hanno inventato tecnologie migliorandole con la loro genialità.

    Dalle pioniere della prima metà del Novecento alle ricercatrici e alle capitane d’industria di oggi, molte hanno dato contributi significativi e coraggiosi alla rivoluzione digitale, ma spesso non sono state valorizzate al pari dei loro colleghi.

    Queste storie raccontano presenza e genialità femminile nel campo dell’informatica come esempio, affinché le future generazioni, per dirla con le parole di Grace Hopper, non abbiamo paura di affrontare il mare aperto.

    Una bella carica di entusiasmo e nuovi argomenti di approfondimento e conversazione per lettrici e lettori curiosi.

    L’esigenza di un vero calcolatore emerse durante la Seconda guerra mondiale, quando c’era una fortissima necessità di eseguire in tempi molto ridotti calcoli delle traiettorie balistiche e complesse equazioni differenziali a uso militare. A questo scopo, più di ottanta laureate in Matematica furono arruolate nell’esercito degli Stati Uniti in sostituzione dei molti giovani americani che combattevano oltreoceano.

    Preparate, ingegnose, veloci e precise nell’esecuzione, furono assunte con la qualifica di computer. Infatti, prima che i calcolatori fossero effettivamente costruiti e utilizzati, anche il linguaggio era diverso: in inglese il termine computer indicava persone, prevalentemente donne, dedite al calcolo, mentre i primi calcolatori furono chiamati computor.

    Durante la Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente seguenti, le donne diedero contribuiti importantissimi alla nascita e alla crescita della nuova scienza dei calcolatori


    www.escamotages.com



    Cinzia Ballesio,
    torinese, dopo la maturità classica si è laureata in Lettere a indirizzo storico. Ha insegnato nelle medie inferiori e superiori, è guida turistica e ha collaborato all’edizione di testi scolastici e per i giovani. Coautrice del volume Educatorio della Provvidenza: giovani donne crescono, Le nuove Muse, 2011, per Neos Edizioni ha pubblicato 2017 Le Figlie dei Militari: una scuola nuova per le donne della nuova Italia, 2017. E’ tra le fondatrici del gruppo torinese di SeNonOraQuando?

    Giovanna Giordano,
    torinese e canadese, dopo la maturità classica si è laureata in Scienze dell’Informazione. Dopo anni di lavoro in grandi aziende di telecomunicazioni in Italia e in Canada, ha fondato Escamotages, società di consulenza informatica. Ha pubblicato: Maledetta Informatica. Il mondo dei computer raccontato a chi non può farne a meno e Le parolacce del computer. L’informatica diventa facile se capisci come parla. Tiene il blog Maledetta Informatica ed è cofondatrice dell’associazione Sloweb.


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    16 min
  • Roberta Bobbi "Velia, amorevole estetista delle salme"
    Roberta Bobbi
    "Velia, amorevole estetista delle salme"
    La Caravella Editrice
    www.lacaravellaeditrice.it





    Il lavoro di Velia è molto particolare: pratica la tanatoestetica in un ospedale. I suoi pazienti sono persone che hanno lasciato la vita terrena in diversi e a volte anche bizzarri modi. Lei nei loro confronti ripone tante di quelle cure e di quell’amore che sente intimamente il peso di una responsabilità: mostrarli ai parenti esattamente com’erano in vita. Il suo impegno è tale che instaura con ognuno dei suoi “morti” un rapporto speciale, sembra quasi che loro le parlino. In un’esperienza extracorporea li rincontrerà tutti e insieme faranno un insolito viaggio. Sarà affascinante accompagnare Velia in questo strano percorso.

    Roberta Bobbi. Con alle spalle studi di teatro e drammaturgia, la Bobbi è attiva sia come attrice che come scrittrice a teatro. Questo è il suo romanzo d’esordio.


    “lei ci teneva tanto al suo lavoro, lo sentiva come una vocazione: restituire ai defunti i tratti sereni e distesi del sonno le procurava una gioia immensa. I familiari avrebbero conservato per sempre un’immagine bella del proprio caro, non lo avrebbero visto deformarsi sotto i loro occhi, lo avrebbero potuto salutare sereni, senza avvertire nessun fetore “

    “Si mise a pensare a tutto il fiato che era stato versato in quell’ascensore: a tutti i sospiri lunghi, di speranza e a tutti i sospiri corti, quelli di paura. Quante persone erano passate lì dentro confidando di guarire, e nello stesso tempo temendo di peggiorare?
    Pensò anche a quelli che erano stati prelevati ormai morti dai reparti, infilati lì dentro e spediti all’obitorio”.



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    19 min
  • Yvonne Fracassetti Brondino "La charrette à bras"
    Yvonne Fracassetti Brondino
    Alain Fracassetti
    "La charrette à bras"
    Ou l'histoire d'une famille italienne émigrée en France
    L'Harmattan Editions, Paris
    www.editions-harmattan.fr


    Ce récit du parcours migratoire d'une famille italienne en France au début du XXe siècle est celui d'une soeur et d'un frère qui ont voulu reconstruire ensemble cette mosaïque d'images, de souvenirs et d'émotions, mais aussi, en filigrane, un récit socio-historique concernant deux pays, celui que l'on quitte et celui qui accueille, l'Italie et la France. Témoignage d'un parcours familial, l'ouvrage nous rappelle aussi qu'il n'existe pas de modèle d'intégration - réussie ou non - mais seulement l'épanouissement d'une appartenance multiple.



    Yvonne Fracassetti Brondino, enseignante de langue et littérature française et traductrice en Italie, a été lectrice d'italien à l'Université d'Alger, attachée culturelle au Centre Culturel Italien de Tunis et directrice des services culturels au Consulat d'Italie à Lyon et à Nice. Elle a publié plusieurs essais sur les littératures et les sociétés méditerranéennes et obtenu en 2014 le titre de Chevalier dans l'Ordre des Palmes Académiques pour services rendus à la culture française.

    Alain Fracassetti est un créateur et dirigeant d'entreprises de commerce national et international. Il est aujourd'hui membre actif de diverses associations d'action sociale et culturelle.


    Depuis 1938, les relations entre la France et l’Italie s’étaient sérieusement dégradées…
    En effet, le retour de maman en France fut une véritable épopée. Elle n’en croyait pas ses yeux quand la préfecture de Bergame, à laquelle elle s’adressa comme d’habitude pour régulariser son passeport en vue de son retour en France, lui répondit que cela n’était plus possible : Mussolini tenait les familles de migrants en otage, ne les laissait plus repartir et la France fermait ses portes.
    – Mais mon mari est de l’autre côté, je suis guérie, je dois rentrer avec mon fils !, suppliait-elle devant les autorités fascistes imperturbables.
    Les semaines passaient, la situation internationale empirait de jour en jour, l’angoisse montait devant les autorités italiennes et françaises qui se renvoyaient la balle, quand un fonctionnaire finit par lui suggérer une tentative extrême :
    – Allez au Consulat de France à Milan, Madame, demandez à voir le Consul. Pleurez, pleurez, n’ayez pas peur de pleurer, c’est le seul espoir !
    Elle n’avait plus peur de rien la Laurina ingénue et sans défense qui s’était battue pour vaincre la solitude, la misère, la maladie et pour reconstruire son foyer en France, là où ils avaient choisi de vivre. Ce ne sont pas les larmes qui lui manquèrent, de vraies larmes, un vrai désespoir qui émurent le Consul et eurent raison de toutes les barrières. Elle obtint son visa, ne perdit pas un instant, prévint notre père qui se précipita à la frontière, à Modane, pour accueillir sa femme et son fils. Un autre obstacle l’attendait. À Modane, on ne passait plus. Les Italiens d’un côté, regroupés sur le quai dans l’attente de qui sait quelle décision, les autres pouvaient continuer le voyage. Là-bas, au bout du quai, derrière une barrière, se tassent les parents et amis venus attendre les voyageurs à la descente du train. Ils se voient, ils se font signe ; il est bien là son Guido qui les attend les bras ouverts ; mais un silence glacial les sépare et les soldats menacent ceux qui tentent le moindre mouvement. Le petit Jojo aussi a reconnu son père, la tension est à son comble. Maman a compris que seule l’émotion pourra les sauver, comme au Consulat.
    – Vas-y Jojo, appelle papa, plus fort, plus fort, cours, cours vers lui !
    Un merveilleux cri d’enfant résonne dans le gel de la gare de frontière, l’enfant court si vite et son père le serre déjà si fort dans ses bras que la...
    29 min
  • Paola Maria Liotta "Piano Concerto Schumann"
    Paola Maria Liotta
    "Piano Concerto Schumann"
    Il Seme Bianco
    www.ilsemebianco.it


    Il Piano Concerto Schumann e il dono di una spinetta precipitano la pianista Fiamma Fogliani in una spirale di emozioni e intrighi. La quête prenderà corpo dentro e fuori di sé, inducendola a riscoprire nell’amore per la musica la sua ragione di vita e la sola possibilità di affrontare la violenza e il male.


    Il celebre Piano Concerto Schumann, la direzione del Maestro Marni, il dono inatteso di una pregiata spinetta d’epoca. Ripercorrendo vicende ed emozioni della sua passione per la musica, seguiremo la pianista Fiamma Fogliani sulla ribalta musicale internazionale, alle prese con importanti scelte sentimentali e di vita. Invischiata negli intrighi fioriti intorno ad una bellissima spinetta, proverà a svelarne il segreto e a sventare le oscure trame di uomini senza scrupoli. Tra colpi di scena e incontri inaspettati, l’indagine dentro e fuori di sé prenderà corpo e porterà la giovane a contatto con realtà lontane, ricche di fascino e di storia, attingendo nell’amore e nelle note magiche della musica l’unica ragione di vita, la sola possibilità di sormontare il male.


    www.paolaliotta.it



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    27 min
  • Paolo Bertezzolo "La fede nuda"
    Paolo Bertezzolo, Luigi Adami
    "La fede nuda"
    Gabrielli Editori
    www.gabriellieditori.it



    Nel profondo, il problema non è Dio, ma in quale Dio credere. Credere in un Dio sbagliato è il più grande disastro che possa capitare, tanto più se capita a tutta una religione e a tutta una civiltà. David M. Turoldo

    Il processo condensato in questo libro – scritto insieme da Paolo Bertezzolo e Luigi Adami – è quello di un vissuto portato alla parola e con umile convinzione trasmesso, in modo da diventare stimolo al confronto e motivo di arricchimento per altri.

    Sotto l’incalzare delle sagge domande di Paolo Bertezzolo rivolte a don Luigi Adami, si sente l’eco dei vissuti dell’infanzia, della malattia, del contatto continuo con la gente. C’è la ricorrente memoria, affettuosa e riverente, di personaggi come David Maria Turoldo, Ernesto Balducci ed altri, con cui don Adami ha intrecciato relazioni significative ed amicali. Costante è il riferimento al lungo e multiforme cammino di ricerca condotto assieme al “gruppo per il pluralismo e il dialogo”, al quale hanno dato il loro contributo, nel tempo, personalità di spicco e dalle competenze più varie.

    È da credente che don Luigi Adami affronta gli interrogativi di senso che questa ricca gamma di vissuti solleva. La fede, che egli esprime, è una fede che in qualche momento commuove, tanto è intrisa di tenerezza fiduciosa. È una fede “nuda”, che non vuole mettersi al riparo di ideologie, né intende distribuire certezze a buon prezzo per arginare le inevitabili e umane paure.

    È una fede che non ha paura di confrontarsi con il dubbio, nella convinzione che il dubbio può favorire una purificazione della fede, può liberare i suoi contenuti da rappresentazioni infantili, può preservare il mistero di Dio dal pericolo di diventare un “idolo vano”. In questa “pensosità” credente, don Adami non si sente del tutto lontano dal “fratello ateo, nobilmente pensoso” di Turoldo, perché la vera linea di demarcazione non è tra chi si dice credente e chi si confessa ateo, ma tra “chi cerca continuamente” e chi non cerca più.

    Dalla Prefazione di Augusto Barbi



    Luigi Adami è parroco da 45 anni a San Zeno di Colognola ai Colli, in provincia di Verona. Sotto la sua guida pastorale la parrocchia è diventata un luogo di incontro e confronto di tanti protagonisti, sacerdoti e laici, credenti e non credenti, della vita ecclesiale e civile nazionale, tra cui, in particolare, i suoi grandi amici David Maria Turoldo e Ernesto Balducci. Nel 1975 ha dato vita con altri amici al Gruppo per il pluralismo e il dialogo. Come membro della commissione diocesana per l’Ecumenismo e il dialogo è stato, con altri sacerdoti che ne facevano parte, l’animatore della decennale esperienza ecumenica della diocesi di Verona con il Patriarcato di Mosca negli anni ’90. Per la sua attività pastorale, su iniziativa del vescovo di Verona padre Flavio Roberto Carraro, nel 2005 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Autore con Paolo Bertezzolo del libro La fede nuda. Dialogo sul credere e il dubitare, Gabrielli editori 2019.



    Paolo Bertezzolo, impegnato a lungo nell’associazionismo cattolico, è stato prima insegnante di storia e filosofia, poi dirigente scolastico nei licei. Eletto deputato nell’XI legislatura, è tornato in seguito al lavoro e all’impegno sociale. Ora è in pensione. È sposato, ha due figli e il nipote Tommaso, con cui fa lunghe chiacchierate e gustose risate. Ha pubblicato numerosi saggi e diversi libri. Tra questi, nel 1992, “Francesco Angeleri. Un rosminiano veronese” vincitore nel 1993 del “Premio Emilio Chiocchetti” del “Progetto Rosmini” di Rovereto e, nel 2011, “Padroni a chiesa nostra. Vent’anni di strategia religiosa della Lega Nord”. Con Gabrielli editori ha pubblicato: Il tempo della danza (2004) e Ester, che ha vinto il...
    24 min
  • Cinzia Bomoll "Cuori a spigoli"
    Cinzia Bomoll
    "Cuori a spigoli"
    Ianieri Edizioni
    www.ianieriedizioni.com


    Come se fosse un mosaico composto dai frammenti di cuori dei suoi personaggi, questo romanzo incastona l’una sull’altra storie di donne e uomini, raccontate sempre attraverso uno sguardo trasversale e sopra le righe. Ispirandosi al meccanismo narrativo del celebre Girotondo di Arthur Schnitzler, che l’autrice riprende con una certa elasticità, nel micromondo creato dalla Bomoll tutto è mosso man mano dalla passione o dal desiderio, dalla rabbia o dalla noia, dal rammarico, dalla vendetta. Fra i personaggi che si incrociano come in un gioco a incastri incontriamo varie tipologie di amanti e fidanzati, dal feticista dei piedi, alla ragazza che rivede tutti i suoi ex, dalla moglie di un politico e la figlia anoressica alla medico legale anaffettiva, passando per un giovane ribelle, una poliziotta coi sensi di colpa, un trans che canta le canzoni di Mina, una paranoica signora e la sua nuora cattiva, fino ad un’attrice nostalgica e la donna che le rubò il cuore e forse la vita.

    Cinzia Bomoll si muove tra cinismo e sentimentalismo, tra i toni della commedia nera e del racconto intimista, disegnando personaggi ben congegnati, che si muovono in maniera imprevedibile e hanno tutti in comune
    la sensazione d’essere in attesa di qualcosa o qualcuno. Cuori a spigoli è un romanzo vivace dalle varie chiavi di lettura, da cui emerge intenso quel senso di irrequietezza e isolamento legato alla nostra società, una narrazione coinvolgente in cui l’amore scorre lungo ogni pagina fino al sorprendente e inaspettato colpo di scena finale.

    Quella mattina del 2 agosto arrivava sua madre a fargli visita da Lecce e lui era in ritardo per colpa del suo orologio da polso che si era fermato nella notte. Non era ad aspettarla alla stazione, come aveva promesso, lasciandola perplessa al binario per quasi un’ora. Dalle 9.50 alle 10.20. Lui arrivò di corsa alle 10.40…

    Cinzia Bomoll esordisce giovanissima nel ’98 con un racconto selezionato tra centinaia per l’antologia di Einaudi Stile Libero Ho qualcosa da dirvi sulle condizioni giovanili.

    Laureatasi all’Università di Bologna, sua città d’origine, si trasferisce a Roma e frequenta il corso RAI-script di sceneggiatura, iniziando contemporaneamente a lavorare per la tv come autrice e regista. Nel 2006 esce il suo primo romanzo, Lei che nelle foto non sorrideva (Fazi Editore).

    Dividendosi tra scrittura e cinema dirige diversi cortometraggi e documentari fino all’esordio cinematografico nel 2007 col film Il segreto di Rahil, distribuito in USA e Canada. Nel 2011 esce il suo secondo lungometraggio, Balla con noi, un musical prodotto da RAI Cinema. Nello stesso anno sempre per Fazi Editore, pubblica il romanzo Sessantanove. Si trasferisce per un periodo nel deserto del Mojave in California dove nasce sua figlia. Nel 2015 fonda una casa di produzione chiamata Amarcord con cui collabora a coproduzioni di film e documentari dalle tematiche forti.



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    20 min
  • Mario Falcone "Nero di Siena"
    Mario Falcone
    "Nero di Siena"
    Ianieri Edizioni
    www.ianieriedizioni.com

    Malapolitica, mafia, traffico di droga e massoneria. Un verminaio dentro cui convivono interessi, vizi privati, segreti tenuti nascosti da decenni. Questo l’universo marcio e corrotto fino al midollo che Lorenzo Brandi, vicequestore della Polizia di Stato, scopre a Siena, la città del Palio, del Panforte e del Monte dei Paschi, ora scenario del duplice ed efferato omicidio di un famoso e ricco banchiere e di sua moglie.

    Trasferito da Catania in Toscana con la speranza di dimenticare i turbolenti anni trascorsi in Sicilia a combattere mafia e poteri forti, Brandi, poliziotto affascinante ma spigoloso e scomodo, si ritrova a gestire una indagine difficile e complicata a causa dell’identità delle vittime, tra i personaggi più in vista della città, e a scontrarsi con l’ottusa omertà di chi sa ma non parla per paura o per convenienza.

    Con il trascorrere del tempo, l’indagine si trasforma in un gioco di specchi che coinvolge sempre più Brandi andando a toccare il suo passato e a incidere sul suo turbolento presente.

    Crudo e spietato spaccato dell’Italia di oggi, il thriller di Mario Falcone è anche la storia di un uomo che crede nella Legge, costretto, a un tratto, a fare i conti con la parte più buia della propria esistenza.

    L’autore

    Mario Falcone è nato a Messina. Tra gli sceneggiatori più noti in Italia, ha firmato alcune delle fiction televisive di maggior successo, come Padre Pio, Francesco, Ferrari, Cuore, La guerra è finita, De Gasperi, Einstein e Anita Garibaldi, e ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali.

    Ha scritto i romanzi L’alba nera (Fazi, 2008), pubblicato in Francia da Edition la Table Ronde,
    Un’amara verità (Atmosphere libri, 2013), vincitore del Grangiallo a CastelBrando 2013, e
    Lo Chef degli Chef (Meridiano Zero, 2018).




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    41 min
  • Margherita Nani "L'ospite"
    Margherita Nani
    "L'ospite"
    Le anatomie di Josef Mengele
    Francesco Brioschi Editore
    www.brioschieditore.it

    Inedito vincitore del Premio internazionale di letteratura Città di Como 2018

    È il 1955 quando a Candido Godoi, nel cuore del Brasile, arriva un tedesco in cerca di una stanza in affitto. La famiglia Souza lo accoglie e Pia, la figlia adolescente, è fin da subito attratta dal fascino di quell’uomo riservato e imperscrutabile, che a sua volta non potrà
    rimanere indifferente alla vitalità e all’innocente purezza della ragazza. Nessuno ha il minimo sospetto che l’ospite è in realtà il medico nazista Josef Mengele. In una serie di flashback e in un alternarsi di realtà storica e finzione letteraria, emerge il ritratto di un uomo la cui malvagità impedisce qualsiasi tentativo di comprensione. E Pia riuscirà a cogliere forse soltanto un frammento della complessa natura del dottor Mengele. In
    passato aveva tentato di farlo Irene, la moglie tanto innamorata quanto respinta dall’uomo in cui aveva inutilmente cercato tracce di un’anima. E poi Teresa, la ragazza ebrea destinata per anni ad affiancare la morte in persona nel campo di sterminio di Auschwitz. Cosa
    ha rivelato di sé Josef Mengele a ciascuna di loro? In questa biografia romanzata, l’ospite di
    Candido Godoi non troverà la giusta punizione, ma nemmeno quella pace tanto a lungo inseguita.


    Margherita Nani nasce a Roma nel 2000. Attualmente si sta dedicando allo studio di Arti e Scienze dello spettacolo presso l'università degli studi di Roma "La Sapienza". Con L'Ospite ha vinto il Premio internazionale di letteratura città di Como 2018 per la sezione inediti. Sta completando il suo terzo romanzo.




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    28 min
  • Mimmo Sammartino "Ballata dei miracoli poveri"
    Mimmo Sammartino
    "Ballata dei miracoli poveri"
    Hacca Edizioni
    www.hacca.it

    Vito, il contadino, si è perduto in un bosco remoto. Si è fatto errante. Ha smarrito, insieme alla strada, tutto ciò che era. In questo spazio abitato da ombre e da fantasmi, non sa più riconoscersi, non sa che cosa è diventato. Un viaggio sentimentale, tra fiaba e mito, in una terra grondante di visioni e di prodigi. Terra del sogno e di disperazioni. Terra dell’infanzia e di magia. Spazio della memoria ritrovata, dell’abdicazione della presenza dinanzi alla furia della natura, del pregiudizio umano e degli accadimenti. Davanti alla ineluttabilità dei destini.

    “Tornarono le pupille dell’incanto, della malia d’amore. Il seguito ideale di “Vito ballava con le streghe”

    Vito, il contadino, si è perduto in un bosco remoto. Si è fatto errante. Ha smarrito, insieme alla strada, tutto ciò che era. In questo spazio abitato da ombre e da fantasmi, non sa più riconoscersi, non sa che cosa è diventato. Un viaggio sentimentale, tra fiaba e mito, in una terra grondante di visioni e di prodigi. Terra del sogno e di disperazioni. Terra dell’infanzia e di magia. Spazio della memoria ritrovata, dell’abdicazione della presenza dinanzi alla furia della natura, del pregiudizio umano e degli accadimenti. Davanti alla ineluttabilità dei destini.

    Il racconto di uno spaesamento. Della dissoluzione del mondo contadino, della terra di mezzo, quella dell’Appennino.



    Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.
    Alda Merini



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    24 min
  • Piero Trelllini "La partita"
    Piero Trellini
    "La partita"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Nel pomeriggio più caldo del secolo si incrociano i destini di un arbitro scampato all’Olocausto, un centravanti in attesa di rinascita, un capitano che ha fatto la rivoluzione, un fotoreporter con un dolore al petto, un portiere considerato bollito, un centrocampista con le scarpe dipinte, un commissario tecnico con la pipa e un inviato alla sua ultima estate.

    Si trovano tutti ai Mondiali di Spagna nel momento in cui l’Italia incontra il Brasile. È l’ultima partita prima della semifinale. Per arrivarci, ai sudamericani basta un punto. Dalla loro hanno la bellezza, gli elogi e il pronostico. Oltre all’allegria. Per gli azzurri, invece, chiusi nel loro silenzio e in guerra contro il Mondo, è una sfida ai limiti dell’impossibile.

    Il sole è ancora alto, lo stadio è pieno, l’epilogo sembra scritto. A farlo sui giornali ci hanno già pensato Gianni Brera e Mario Vargas Llosa. A pochi passi da loro, in tribuna, c’è un bambino di dieci anni, si chiama José e non sa che diventerà un simbolo. Gli altri, invece, non possono nemmeno immaginare che quella sarà la più grande partita mai giocata su un campo da calcio. Hanno tutti lo stesso sangue e nascondono segreti inconfessabili. Per conoscerli, però, bisogna seguire dal principio i fili che li hanno condotti fino a quel 5 luglio del 1982 dentro lo stadio Sarriá di Barcellona.




    Piero Trellini è nato a Roma nel 1970. Ha lavorato per "La Stampa", "Il Messaggero", "il manifesto", "Film Tv", Federcalcio, Sky e altri. Scrive storie su "Il Post"



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