il posto delle parole

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  • Riccardo Burigana "L'ecumenismo di Papa Francesco"
    Riccardo Burigana
    “L’ecumenismo di Papa Francesco”
    Il cammino ecumenico del XXI secolo
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    monasterodibose.it

    Le parole e i gesti di papa Francesco per l’unità visibile della chiesa hanno aperto una nuova stagione del cammino ecumenico, soprattutto per quanto riguarda la sua dimensione quotidiana e locale: l’ecumenismo, infatti, deve diventare “pane quotidiano” nella vita dei cristiani, chiamati a una conversione del cuore per essere sempre docili strumenti nelle mani di Dio. Il movimento ecumenico è nato dal desiderio di una migliore conoscenza dell’altro: anche oggi l’accoglienza della diversità è l’elemento essenziale che caratterizza i cristiani nel mondo, dove testimoniano insieme la loro profonda e reale unità nell’accogliere chi è ai margini della società.

    “L’unità dei cristiani è frutto della grazia di Dio e noi dobbiamo disporci ad accoglierla con cuore generoso e disponibile … Per compiere i primi passi verso quella terra promessa che è la nostra unità, dobbiamo anzitutto riconoscere con umiltà che le benedizioni ricevute non sono nostre di diritto ma sono nostre per dono, e che ci sono state date perché le condividiamo con gli altri. In secondo luogo, dobbiamo riconoscere il valore della grazia concessa ad altre comunità cristiane. Di conseguenza, sarà nostro desiderio partecipare ai doni altrui. Un popolo cristiano rinnovato e arricchito da questo scambio di doni sarà un popolo capace di camminare con passo saldo e fiducioso sulla via che conduce all’unità.”
    Francesco, Omelia per i vespri all’inizio dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, Roma, 18 gennaio 2019.

    Riccardo Burigana (Firenze, 1964) è docente di Storia ecumenica della Chiesa presso l’Istituto di Studi Ecumenici di Venezia e visiting professor dell’Università Cattolica del Pernambuco di Recife; è inoltre direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia dal 2009, direttore scientifico della rivista Colloquia Mediterranea della Fondazione Giovanni Paolo II dal 2011 e collaboratore de L’Osservatore Romano. Ha pubblicato numerosi saggi sulla storia della Riforma, del Concilio Vaticano II e del movimento ecumenico.

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    26 min
  • Pasquale Ionata "Accogli ciò che è"
    Pasquale Ionata
    “Accogli ciò che è”
    Quando la realtà diventa terapia
    Città Nuova
    cittanuova.it


    Come dice il poeta Charles Bukowski: «Non sono le grandi cose a farci impazzire, ma il laccio della scarpa che si rompe proprio quando non abbiamo tempo». Accade spesso di avere un programma e che qualcosa di inaspettato lo faccia saltare, come se una realtà contraria e opposta stesse in agguato.
    È come assistere a uno scontro fra opposti in cui una realtà viene percepita positivamente, mentre l’altra realtà viene vissuta con reattività; dal punto di vista psicologico, la prima è causa di uno stato d’animo “up” (“stare su”), la seconda di uno stato d’animo “down” (“stare giù”). L’Autore aiutare a capire come creare le condizioni psicologiche affinché si riesca ad accogliere positivamente ciò che sta avvenendo, essendone testimone con piena accettazione e senza modalità di giudizio.


    Pasquale Ionata è psicologo e psicoterapeuta, esperto di psicotraumatologia e ipnositerapia metaforica. Già docente di psicologia della personalità presso la Pontificia Facoltà “Auxilium” di Roma.

    L’obiettivo di fondo del libro “Accogli ciò che è”, di Pasquale Ionata, è mostrare come avere una mente serena e accogliente rispetto a ogni cosa che accade dentro e fuori di noi. Si tratta di sperimentare gli stati d’animo opposti fra loro, “lo stare su” (up) e “lo stare giù” (down), al fine di rendere possibile una loro integrazione, grazie alla quale realizzare il segreto dei segreti della salute mentale, ossia essere “Uno con la vita”. Facendo nostra la vita per come viene accogliendola, la realtà stessa diventa terapia.

    Pasquale Ionata con Città Nuova è autore di sette pubblicazioni, tra le quali: Nati per amare (2006) e Diventa ciò che sei (2012).


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    42 min
  • Roberto Burioni "Balle mortali"
    Roberto Burioni
    “Balle mortali”
    Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani
    Rizzoli Editore
    rizzolibri.it

    “Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.” Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra. E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.


    Roberto Burioni, medico, è professore ordinario di Microbiologia e Virologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha pubblicato Il vaccino non è un’opinione (Mondadori 2016) e il bestseller La congiura dei Somari (Rizzoli 2017).


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    27 min
  • Alberto Garlini "Il canto dell'ippopotamo"
    Alberto Garlini
    “Il canto dell’ippopotamo”
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    Esiste per tutti un momento in cui la vita si decide. A volte ha i colori del dramma, altre il rombo della gioia, ma nel primo come nel secondo caso quell’istante segna la sterzata capace di farci diventare chi dobbiamo essere. Il momento in cui la vita di Alberto Garlini si decide è una sera di fine millennio, quando a una lettura pubblica incontra Pierluigi Cappello, il poeta delle “parole povere”. Garlini è in un momento complesso della vita – ha una laurea in Giurisprudenza in tasca e la certezza che non sia quella la sua strada – e in Cappello trova un gemello di anima unico, presto indispensabile. La loro amicizia, fatta di scambi di versi a notte fonda, vino e feste di provincia, segna per entrambi la scoperta che la letteratura, e soprattutto la poesia, è un modo di stare al mondo, di vivere, perfino di respirare. Quella manciata di anni carbonari sono per Alberto Garlini anche l’inizio di un’odissea fisica e spirituale in giro per l’Italia, alla ricerca di un equilibrio spezzato, di un’identità letteraria, di una pacificazione a lungo creduta impossibile, tra entusiasmi e cadute qui raccontati senza pelle, con tenerezza, onestà e feroce ironia. Ma rivisitando i suoi ricordi, Garlini capisce che per quella sofferenza che vent’anni prima gli lacerava la carne oggi prova un’infinita nostalgia, che sofferenza e infelicità furono il suo modo di essere giovane, e che gli sprazzi di luce che talvolta gli davano tregua gli permisero di illuminare almeno una parte del mistero della vita che ci sta intorno. Perché, se si è in grado di pagare il prezzo di essere ciò che si è, la vita può essere un paradiso, o ciò che più si avvicina al paradiso.



    Il canto dell’ippopotamo è il racconto nitido e senza filtri di uno scrittore e della ricerca di se stesso e della propria poetica, quando “letteratura e destino esistevano e avevano un significato persino frastornante”, la confessione a cuore aperto di un’anima che ha saputo affrontare il Male Oscuro, e vincerlo.

    Alberto Garlini è nato a Parma nel 1969. Vive a Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità (2002) e Fútbol bailado (Sironi, 2004), Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori, 2007), La legge dell’odio (Einaudi, 2012), Piani di vita (Marsilio, 2015). La legge dell’odio, pubblicato da Gallimard, ha avuto un’ottima accoglienza anche in Francia. È tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge.


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    29 min
  • Simona Sparaco "Nel silenzio delle nostre parole"
    Simona Sparaco
    “Nel silenzio delle nostre parole”
    DeA Planeta
    deaplanetalibri.it


    Non c’è morte che non presupponga una rinascita.
    Imparare a decifrarla può dare un senso a tutto ciò che resta.
    Persino alla cenere.

    «Un romanzo corale che parla di vita. Il suo libro più bello.»
    Chiara Gamberale

    «Il romanzo più maturo di un’autrice amatissima.»
    Michela Marzano

    «Un piccolo miracolo di umanità, uno dei pochi veri romanzi di oggi.»
    Antonio Scurati

    È mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano.

    Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato.

    Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.


    Un romanzo profondo, doloroso e commovente con il ritmo di un thriller.
    Alessandra Tedesco, radio 24

    «Una storia ad alto tasso di commozione.»
    Eleonora Barbieri, ‘Il Giornale’

    «Un libro di rapporti umani che racconta un mondo ordinario in maniera straordinaria.»
    Marcello Fois

    «È impensabile smettere di leggere questo libro. […] L’ho amato immensamente.»
    Fabio Geda

    «Il romanzo della Sparaco è denso di umanità, nella sua forma più contorta e complessa, quella che unisce i genitori a figli e i figli ai genitori. Ed è – cosa rara per la letteratura italiana – un romanzo europeo.»
    Antonio Polito, ‘Corriere della Sera’

    «Questo libro vi farà del male. Ma poi vi farà più bene.»
    Rosaria Renna

    «Un romanzo profondo, doloroso e commovente con il ritmo di un thriller.»
    Alessandra Tedesco, radio 24

    Simona Sparaco (1978) è madre di due figli. Dopo aver vissuto per molto tempo all’estero, è tornata stabilmente a Roma. Ha scritto sceneggiature e romanzi; tra questi, Nessuno sa di noi è stato finalista al Premio Strega nel 2013. I suoi libri sono tradotti in numerosi paesi europei, in Sudamerica, Giappone e Russia.


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    19 min
  • Tea Ranno "L'amurusanza"
    Tea Ranno“L’amurusanza”
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi” e dalla sua cricca di “anime nere”, invischiata in diversi affari sporchi. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.

    Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie, prima timida poi sempre più sfrontata, una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate, e poi Roberto, Violante, don Bruno… una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione…

    Tea Ranno ha scritto il suo romanzo più solare, magico e sensuale: ha dato vita a una Dona Flor siciliana e l’ha calata in un’atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l’aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontato una parabola attualissima di coraggio ed emancipazione, di una donna e di una comunità.



    Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato per e/o i romanzi Cenere (2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti) e In una lingua che non so più dire (2007). Nel 2012 per Mondadori è uscita La sposa vermiglia, vincitore del premio Rea, e nel 2014, sempre per Mondadori, Viola Fòscari. Nel 2018 con Frassinelli ha pubblicato Sentimi. Per Curcio, ha scritto tre libri per bambini, l’ultimo è Le ore della contentezza.


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    ilpostodelleparole.it
    22 min
  • Roberto Celada Ballanti "Festival della Mente"
    Roberto Celada Ballanti
    "Una comunità di destino, molte religioni: quale dialogo per il futuro dell'umanità?"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.it

    Domenica 1° settembre, ore 09:45
    Roberto Celada Ballanti
    "Una comunità di destino, molte religioni: quale dialogo per il futuro dell'umanità?"
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it


    Dalle moderne guerre di religione agli attuali rigurgiti fondamentalisti, il dialogo tra le fedi si è mostrato irto di difficoltà. In un tempo ‒ quale è il nostro ‒ in cui la multiculturalità impone relazioni tra etnie, visioni del mondo e religioni, in cui la globalizzazione ridisegna gli assetti planetari, e in cui Dio o gli dèi sono sottoposti a permanenti metamorfosi, occorre un paradigma dialogico che superi il concetto di tolleranza, inadeguato a fronteggiare le sfide del terzo millennio. Sono praticabili dei sentieri che rendano pensabile, nell’attuale Babele religiosa, un pacifico agone che rispetti la polifonica diversità nell’unità?



    Roberto Celada Ballanti è professore ordinario di Filosofia della religione e di Filosofia del dialogo interreligioso presso il Dipartimento di Antichità, filosofia e storia dell’Università di Genova. Tra i suoi lavori: Erudizione e teodicea. Saggio sulla concezione della storia di G.W. Leibniz (Liguori, 2004); Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive (Morcelliana, 2009); Filosofia e religione. Studi su Karl Jaspers (Le Lettere, 2012); Religione, storia, libertà. Studi di filosofia della religione (Liguori, 2014); La parabola dei tre anelli. Migrazioni e metamorfosi di un racconto tra Oriente e Occidente (Storia e Letteratura, 2017).




    Roberto Celada Ballanti
    "La parabola dei tre anelli"
    Edizioni di Storia e Letteratura
    www.storiaeletteratura.it

    Roberto Celada Ballanti è professore ordinario di Filosofia della religione e di Filosofia del dialogo interreligioso presso il Dipartimento di Antichità, filosofia e storia dell’Università di Genova. Tra i suoi lavori: Erudizione e teodicea. Saggio sulla concezione della storia di G.W. Leibniz (Liguori, 2004); Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive (Morcelliana, 2009); Filosofia e religione. Studi su Karl Jaspers (Le Lettere, 2012); Religione, storia, libertà. Studi di filosofia della religione (Liguori, 2014); La parabola dei tre anelli. Migrazioni e metamorfosi di un racconto tra Oriente e Occidente (Storia e Letteratura, 2017).




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    41 min
  • Carlo Galli "Sovranità"
    Carlo Galli
    "Sovranità"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it


    «Sovranità: disprezzarla, o deriderla»: è l’imperativo politicamente corretto delle élite intellettuali mainstream. Chi evoca quel concetto che sta al cuore della dottrina dello Stato, del diritto pubblico, della Costituzione e della Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: compatito e schernito come chi cercasse di telefonare in cabine a gettoni, quando non demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo, goffaggine o crimine. E sovranismo è sinonimo di cattiveria. Queste pagine autorevoli ci mostrano che le cose non stanno così, che per orientarsi si deve uscire dai luoghi comuni e dalle invettive moralistiche. E che il ritorno della sovranità è il segno dell’esigenza di una nuova politica.

    Carlo Galli insegna Storia delle dottrine politiche nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato fra l’altro «Genealogia della politica. Carl Schmitt e la crisi del pensiero politico moderno» (20102), «Spazi politici. L’età moderna e l’età globale» (2001) e «Marx eretico» (2018). Dirige la rivista «Filosofia politica».



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    48 min
  • Alberto Giuliani "Alla ricerca dell'immortalità" Festival della Mente
    Alberto Giuliani
    "Alla ricerca dell'immortalità"
    Festival della Mente, Sarzana
    www.festivaldellamente.it

    Domenica 1° settembre, ore 11.45
    "Alla ricerca dell'immortalità"
    con Alberto Giuliani
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it



    Cambiamento climatico, incremento demografico, estinzioni, rischio nucleare. Seguendo l’opinione degli esperti nei prossimi decenni affronteremo cambiamenti epocali, che per la prima volta nella storia dell’umanità, metteranno a rischio la nostra stessa sopravvivenza. Alberto Giuliani ci accompagna in un viaggio nel futuro, alla scoperta di persone e luoghi dove la scienza spera di vincere la morte e l’essere umano già sogna di vivere una vita eterna. Dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, passando per i laboratori di crioconservazione umana e di clonazione, incontreremo i padri della robotica umanoide e i guardiani dei ghiacci. Sarà un viaggio pieno di domande. Unica certezza, il fatto che aver voglia di vivere è molto meglio di non voler morire.


    Alberto Giuliani, scrittore, fotografo e regista, ha scritto Gli immortali (Il Saggiatore, 2019). Le sue storie sono pubblicate da molte testate giornalistiche, tra cui Vanity Fair, la Repubblica, il Corriere della Sera, Marie Claire, Vogue, e le sue fotografie compaiono nei giornali più importanti del mondo. Realizza documentari e campagne digital per il mondo corporate. Ha insegnato storytelling e self-branding in scuole di fotografia e cinema tra Milano e Roma.



    Alberto Giuliani
    "Gli immortali"
    Storie dal mondo che verrà
    Il Saggiatore
    www.ilsaggiatore.com
    «Anni fa, sulle rive del lago Bajkal, in Siberia, una donna mi lesse la mano. E un paio di anni dopo un bramino della città sacra di Vrindavan, in India, guardò nel mio futuro. Entrambi mi raccontarono delle stesse gioie che mi avrebbe riservato la vita. E della morte. Prematura e violenta. Che dovrebbe cogliermi tra poco.

    Alcune tra le cose predette si sono avverate. Altre non saprei. Le parole si sono perse nel tempo insieme alle cose a cui non do importanza. Ma con l’avvicinarsi di quell’appuntamento mi sono ritrovato a concentrarmi su un errore della divinazione. La donna con la quale ho avuto un bambino sarebbe dovuta essere una conoscenza d’infanzia. Impossibile, perché Francesca viveva dall’altra parte d’Italia e ci siamo conosciuti a Parigi appena qualche anno fa.

    La scorsa estate ho trovato una fotografia scattata nell’inverno del 1984 in un rifugio delle Dolomiti. Mi ritraeva a nove anni mentre il maestro di sci mi consegnava una medaglia per la mia prima gara vinta. Tra i bambini ai piedi del podio c’era quella che oggi è diventata la madre di mio figlio.

    Ho preso quel fatto come una coincidenza, ma partendo da quelle profezie ho iniziato a voler conoscere il futuro dell’umanità, alla ricerca, magari, di qualche indizio sul mio domani. Ho incontrato gli astronauti della nasa diretti su Marte, i padri della robotica umanoide in Giappone e gli uomini che si congelano in attesa di una nuova vita. Ho vissuto con i guardiani del clima al Polo Nord, parlato con gli scienziati che stanno costruendo un sole artificiale più potente di quello naturale e incontrato i politici che per salvare la biodiversità la chiudono in un bunker. Ho visto persone pronte all’apocalisse, mangiato pesci transgenici e verdure che non esistono in natura. Incontrato ricercatori che clonano, tagliano e cuciono dna ai limiti dell’eugenetica. Ho cercato in tutti una guida e risposte alle mie domande sul futuro. Ma anche loro, come me, volevano trovare solo la via per vincere la morte.

    Alla fine di questo viaggio, sono...
    36 min
  • Marco Cesari "L'amico giusto"
    Marco Cesari
    "L'amico giusto"
    Mursia Editore
    www.mursia.com

    "L'amico giusto" di Marco Cesari, vince la terza edizione del Premio RTL 102.5 - Mursia Romanzo Italiano.

    Un romanzo che celebra l'amicizia e il coraggio di essere liberi.



    L’amico giusto del bresciano Marco Cesari è il vincitore della terza edizione del Premio RTL 102.5-Mursia. Romanzo Italiano. Ad assegnare la palma della vittoria è stata la giuria composta dagli ascoltatori della prima radio italiana che lo ha scelto dalla terna finalista di cui facevano parte anche Chi ha ucciso il pret de Ratanà del milanese Franco Brusato e Puzza di morto a Villa Vistamare della ternana Patrizia Fortunati.

    «Ha vinto un romanzo di formazione che celebra l’amicizia e racconta la difficoltà di scegliere la libertà, oltre le convenzioni sociali» dice Fiorenza Mursia, presidente della casa editrice. «Cesari, con la sua trama piena di colpi di scena, ci obbliga a interrogarci su quello che siamo disposti a fare per un amico e quale prezzo siamo disposti a pagare per la felicità.»

    Il romanzo esplora, attraverso la storia di due ragazzi, Mattia e Luca, la potenza del legame dell’amicizia, una forza che può cambiare la vita.

    Tutto comincia il pomeriggio in cui il timido Mattia decide di andare a pescare. Il destino si è messo in moto e mette sulla sua strada lo spavaldo Luca. Tra i due adolescenti, così diversi tra loro, è amicizia a prima vista. Dopo quel pomeriggio ci saranno gli anni del liceo, l’amore per la stessa ragazza, la difficoltà di diventare grandi e di scegliere liberamente la propria strada liberandosi dai legami familiari che opprimono. Faranno scelte che li porteranno lontani ma quel legame nato sui banchi di scuola non si spezzerà e finirà per legarli per sempre in un modo imprevisto.

    «Una trama in cui tutto è normale e allo stesso tempo straordinario. In molti si riconosceranno in questo romanzo che è un vero e proprio inno all’amicizia vera. Dal nostro osservatorio radiofonico, nel dialogo quotidiano con gli ascoltatori, sentiamo che c’è bisogno di riscoprire valori e legami forti. L’amico giusto è un romanzo che ci dice che l’amicizia vera esiste. Per questo ha convinto le giurie e ha vinto.» commenta Marta Suraci, Responsabile Marketing e Comunicazione di RTL 102.5.

    Marco Cesari, nato a Brescia nel 1982, vive a Botticino. Laureato in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo. È appassionato di cinema, di musica e di fumetti.



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