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  • Paolo Colombo "Ernest Henry Shackleton. L'eroe che sconfisse l'Antartide"
    Paolo Colombo
    "Ernest Henry Shackleton. L'eroe che sconfisse l'Antardide"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.it




    Sabato 31 agosto 2019, ore 21.00
    Festival della Mente
    "Ernest Henry Shackleton. L’eroe che sconfisse l’Antartide"
    con Paolo Colombo e Michele Tranquillini
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it


    Il 1 agosto 1914 Sir Ernest Shackleton salpa da Londra accompagnato da ventisette uomini per lanciarsi nell’impresa di attraversare a piedi l’Antartide. Durante quell’odissea che durerà due lunghissimi anni, l’esploratore britannico e i suoi compagni vivranno avventure ai limiti dell’incredibile: il naufragio della nave Endurance, il bivacco tra i ghiacci, le peregrinazioni verso la terraferma, l’attraversamento di montagne e ghiacciai inesplorati. Una storia avvincente ‒ fatta di determinazione, fiducia reciproca, ottimismo e capacità di adattamento ‒ che viene raccontata a parole da Paolo Colombo e disegnata dal vivo da Michele Tranquillini tramite i suoi suggestivi acquerelli. E che risponde a una domanda: cosa vuol dire essere eroi? E quale idea di eroismo vogliamo per il tempo in cui viviamo?



    Paolo Colombo è professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano, dove insegna anche Storia contemporanea. Da diversi anni organizza a Milano il ciclo di incontri Storia&narrazione. Collabora con Rai Storia e Rai3. È autore di saggi e monografie. Ha pubblicato numerosi romanzi per ragazzi usciti per Piemme.


    Michele Tranquillini, trentino di origine ma milanese d’adozione, dopo una decennale esperienza come art director nell’agenzia pubblicitaria McCann-Erickson apre il proprio studio come illustratore. Collabora con il Corriere della Sera, con quotidiani e riviste in Italia e nel mondo, studi di architettura e design, realizzando mappe e reportage di viaggio illustrati, schizzi architettonici e video.


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    27 min
  • Patrizia Zappa Mulas "Il talento della vittima"
    Patrizia Zappa Mulas
    "Il talento della vittima"
    Sem Libri
    www.semlibri.com



    La notte di Capodanno del capitano Agostino e del carabiniere Pizzetti è stravolta dal ritrovamento del cadavere di una ragazza bellissima e sconosciuta. Nessuno sa chi sia. Chi è questa donna? Perché ha deciso di togliersi la vita?

    È su questo scenario che si dipana il giallo de “Il talento della vittima” di Patrizia Zappa Mulas. Ambientato a Gubbio, cuore segreto dell’Italia antica, il romanzo narra della corsa contro il tempo degli agenti Agostino e Pizzetti, che avranno solo ventiquattro ore per risolvere il mistero.

    Nell’appartamento della vittima viene ritrovata una lunga lettera indirizzata al Direttore, personalità politica di spicco a Gubbio. Il documento è contemporaneamente il racconto dettagliato di un’intensa storia d’amore e un omaggio alle Tavole Eugubine, tesoro archeologico di Gubbio e unica testimonianza della civiltà che ha abitato l’Italia centrale prima dei romani. Secondo la vittima, il Direttore e le Tavole sono la faccia diversa della stessa medaglia.

    “Il talento della vittima” unisce elementi storici e misteriosi alla suspense del giallo. La penna di Patrizia Zappa Mulas, attrice e scrittrice con già due romanzi all’attivo, vi terrà col fiato sospeso fino alla risoluzione del mistero.





    Patrizia Zappa Mulas, attrice e scrittrice, ha esordito nel teatro di prosa con Massimo Castri e in seguito ha lavorato nei più importanti teatri italiani con registi del calibro di Luigi Squarzina, Carlo Cecchi, Mario Missiroli e Maurizio Scaparro, in un repertorio che va da Shakespeare a Genet. Laureata in estetica, ha scritto e pubblicato due romanzi, L’orgogliosa, e Rosafuria, diventato poi un tv movie per Rai 2 con la sceneggiatura di Lidia Ravera. Con le edizioni Nottetempo è uscito il racconto Tigre adorata e con Et. Al. La raccolta di racconti Purchè una luca sia accesa nella notte. L’autrice ha scritto anche per il teatro, ottenendo la menzione speciale al Premio Riccione per Chiudi gli occhi. Vive a Roma.



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    32 min
  • Franco Faggiani "Il guardiano della collina dei ciliegi"
    Franco Faggiani
    "Il guardiano della collina dei ciliegi"
    Fazi Editore

    Dall’autore de La manutenzione dei sensi, un romanzo profondo e commovente su un uomo che, dopo aver perso tutto, ritrovò se stesso nel silenzio della natura.

    Il guardiano della collina dei ciliegi, ispirato a una storia vera, ripercorre le vicende di Shizo Kanakuri, il maratoneta olimpico che, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi.
    Nato a Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l’estrema abilità nella corsa. Grazie al sostegno dell’Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, futuro fondatore del judo, Shizo ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912 dove l’imperatore alla guida del paese, desideroso di rinforzare i rapporti diplomatici con l’Occidente, inviò per la prima volta una delegazione di atleti. Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere Stoccolma, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per ragioni misteriose anche a se stesso, sparì nel nulla dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza che porterà il protagonista di questo libro dapprima a nascondersi per la vergogna e il disonore dopo aver deluso le aspettative dell’imperatore, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi. Intrecciando realtà e fantasia, il romanzo di Franco Faggiani descrive la parabola esistenziale di un uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino saldando i conti con il passato.







    Franco Faggiani, vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo; ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con il romanzo La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), già tradotto in Olanda, vincitore del Premio Parco Majella, del Premio Città delle Fiaccole e finalista al Premio Cortina e al Premio Wondy, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico.




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    22 min
  • Tiziano Gaia "Stappato"
    Tiziano Gaia
    "Stappato"
    Un astemio alla corte di Re Carlo
    Baldini + Castoldi
    www.baldinicastoldi.it


    «Il vino è molto di più di un sorso che scorre in gola in cambio di un punteggio. È una finestra spalancata sulla vita. Siamo ciò che beviamo, terra e passione ci impastano alla stregua dei migliori cru. Diventiamo grandi annusando, assaggiando, degustando. L’esercizio dei sensi ci guida alla scoperta non solo del vino, ma di ogni altro aspetto della nostra esistenza. Tra un’edizione e l’altra di Vini d’Italia, tra una batteria di Verdicchio e una di Valpolicella, persino tra una sniffata e il gorgheggio successivo, oltre la distesa impressionante delle bottiglie a cui ho tirato il collo in tutti questi anni, ho visto cambiare il mio paese, i miei amici, l’Italia e il mondo. Anche il vino non è rimasto lo stesso, e la sua camaleontica natura spesso ha anticipato eventi e mutamenti, sublimandoli in una sbornia collettiva.»
    Tiziano Gaia



    «Al termine della prima settimana, seicento assaggi avevano già azzerato ogni mia volontà di capirci ancora qualcosa. In quattro, cinque giorni mi spazzolavo la storia del Barolo o dell’Amarone, pretendendo anche di giudicarla. Era come stilare la classifica dei migliori film della stagione, fermandosi ai titoli di testa. Il mio spettacolo non andava mai oltre l’unghia del bicchiere. E seduti di fronte a me, non vedevo più colleghi e collaboratori, ma polli da batteria, costretti a beccare senza sosta.»
    Con tono schietto e pungente, Tiziano Gaia ci conduce nel mondo dei vini e di chi li degusta per professione, alternando autobiografia, coloriti aneddoti, curiose disquisizioni tecniche e riflessioni sulla spettacolarizzazione dell’enogastronomia.
    La sua esperienza da «paura e delirio a Slow Food» sotto l’egida del carismatico fondatore, gli anni di coinvolgente apprendistato, la descrizione della giornata-tipo in veste di degustatore per Vini d’Italia, una maratona di un centinaio di assaggi quotidiani per tre mesi l’anno, fino ai vividi ritratti delle figure più importanti della viticoltura italiana, l’ascesa del Barolo, i riti contadini e i costumi delle Langhe, tra balòn e partite a tressette, il tartufo e lo storico mercato delle uve di Alba. Un dissacrante «dietro le quinte» della critica enologica e una storia del vino raccontata in modo originale e sagace, incentrata sulla sua trasformazione in bene voluttuario, spogliato della funzione di bene primario e dunque potenzialmente inutile, ma a cui l’Autore riconosce la straordinaria capacità di cavalcare o addirittura anticipare i cambiamenti socio-culturali del nostro tempo.




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    27 min
  • Telmo Pievani "E lo chiamavano Sapiens" Festival della Mente
    Telmo Pievani
    "E lo chiamavano Sapiens"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.it


    Venerdì 30 Agosto 2019, ore 19:00
    "E lo chiamavano Sapiens"
    con Telmo Pievani
    prenota il tuo posto: www.festivaldellamente.it



    Noi abbiamo bisogno della biosfera per respirare e mangiare; la biosfera non ha alcun bisogno di un mammifero autoproclamatosi Homo sapiens. Il riscaldamento climatico è un rischioso esperimento planetario che comincia a mostrare i suoi effetti deleteri. Deforestazione, diffusione di specie invasive, urbanizzazione selvaggia, inquinamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse hanno già ridotto la biodiversità di un terzo, e non si fermano perché sono alimentate dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo. È un comportamento ben poco sapiens, anche sul piano economico, poiché l’impoverimento degli ecosistemi ci costerà caro. Proviamo allora a guardare, con gli occhi dell’arte e della scienza, a come sarebbe la Terra senza la nostra pervasiva presenza. Per ritrovare l’umiltà evoluzionistica, cioè la consapevolezza della nostra fragilità.



    Telmo Pievani è ordinario di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Padova, dove insegna anche Bioetica e Divulgazione naturalistica. È presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, membro del direttivo dell’Istituto Italiano di Antropologia e collabora con il Corriere della Sera, Le Scienze, Micromega e L’Indice dei Libri del Mese. Filosofo della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione, è autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Introduzione a Darwin (2012) per Laterza; La fine del mondo (2012) per il Mulino; Evoluti e abbandonati (2014) e Libertà di migrare (con V. Calzolaio, 2016) per Einaudi; Come saremo (con L. De Biase, 2016) per Codice; La vita inaspettata (2011) e Imperfezione (2019) per Cortina. A fine agosto esce per Contrasto La terra dopo di noi (con Frans Lanting).



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    26 min
  • Renato Scavino "L'incendio del Walhalla"
    Renato Scavino
    "L'incendio del Walhalla"
    Bonaccorso Editore
    www.bonaccorsoeditore.it


    Questo romanzo è ambientato negli anni della seconda guerra mondiale. In esso due storie - una di guerra e una d’amore - si sviluppano intrecciandosi strettamente, finché vengono a trovarsi in rotta di collisione.
    Il protagonista è un professore tedesco di filosofia, buon conoscitore dell’Italia, della sua storia e della sua cultura, che narra gli avvenimenti in prima persona, e di fronte all’immane tragedia che sconvolge il mondo cerca di capire, alla luce della logica pura, il perché delle cose, anche di quelle che apparentemente non ne hanno.
    Questo libro non è stato scritto per divertire, ma per invitare i lettori a una severa riflessione. Anche leggere, come scrivere, è una funzione sociale, che comporta la fatica di riflettere e di trarre delle conclusioni. Chi non vuole affrontare questa fatica, non inizi la lettura.
    È possibile che il lettore trovi in queste pagine ciò che potrebbe ferire le sue convinzioni. L’autore se ne dispiace, ma non conosce altro modo di manifestare il suo rispetto verso chi legge, che quello di esprimere con la maggiore sincerità possibile il suo pensiero...

    “Gli antichi Romani sono stati una sciagura
    per gli altri popoli, una malattia funesta che
    ha ritardato la civilizzazione del mondo”
    (Stendhal)



    Renato Scavino è nato a Saliceto (Cuneo), vive e lavora a Savigliano. Ha pubblicato le seguenti opere: Letteratura latina, Torino, 1994, Ed. Polis; Le opere degli scrittori latini, Torino, 1995, Ed. Polis; "La trattatistica", nei voll. I e II e "Il racconto" nel III vol. de Il gioco della finzione, Storia della letteratura italiana, a cura di Massimo Romano, Torino, 1996, Ed. Talia; La medicina magica nell'antica Roma, 1998, Ed. Promolibri; La saggezza di Orazio, Torino, 2003 Ed. Talia; La Bergera, una poetica storia d'amore in un'antica canzone popolare piemontese, Savigliano, 2003, Ed. L'Artistica; L'ironia di Socrate, Torino, 2004, Ed. Talia; Integrazione e alfabetizzazione, a cura del Rotary International, Alba, 2004; Santa Francesca Cabrini e l'emigrazione italiana in America, Savigliano, 2005, Ed. L'Artistica; Un romantico infinito, Savigliano, 2005, Ed. L'Artistica; "Gli scrittori e la letteratura", in Storia di Savigliano. Il ‘900, a cura di Sergio Soave, Savigliano, 2006, Ed. L'Artistica; Le notti di Eva nel Paradiso Terrestre, Verona, 2013, Bonaccorso Editore; inoltre è coordinatore e coautore, con la prof.ssa Paola Giordano per il VoLat (Vocabolario della Lingua Latina), Milano, Hoepli, 2018; L'incendio del Walhalla. (L'amore nel tempo di guerra), Verona, 2018, Bonaccorso Editore.


    renatoscavino.blogspot.com




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    36 min
  • Doralice Fabiano "Senza paradiso"
    Doralice Fabiano
    "Senza paradiso"
    Miti e credenze sull'aldilà greco
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it

    In che modo gli antichi Greci si immaginavano l’aldilà? In una religione senza dogma come quella greca antica, molteplici risposte sono possibili. Nel darne conto, il libro mostra innanzi tutto come i Greci costruivano l’identità del morto, definendone i tratti esteriori, il cibo e lo spazio a lui riservati. Entriamo poi in contatto con un gruppo di racconti mitici che riguardano gli individui puniti per sempre nell’aldilà, in una dimensione priva di paradiso: alcuni celebri (Sisifo, Tantalo e le Danaidi), altri meno conosciuti, come il povero Ocno, costretto a intrecciare una corda eternamente divorata da un’asina, o come coloro che non erano stati iniziati ai misteri di Eleusi, immersi per sempre nell’immenso lago di fango degli inferi.

    Doralice Fabiano è ricercatrice in Storia delle religioni all’Università di Ginevra ed è autrice di numerosi contributi sulla religione e la mitologia greca; ha curato con Philippe Borgeaud «Perception et construction du divin dans l’Antiquité» (2013).




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    24 min
  • Francesca Rossi "Il nostro futuro con l'intelligenza artificiale" Festival della Mente
    Francesca Rossi
    "Il nostro futuro con l'intelligenza artificiale"
    Festival della Mente
    www.festivaldellamente.it


    Sabato 31 Agosto 2019, ore 10:00
    "Il nostro futuro con l'Intelligenza Artificiale"
    Festival della Mente, Sarzana
    con Francesca Rossi

    L’Intelligenza Artificiale (IA) sembra un concetto fantascientifico ma è già presente nella nostra vita. Ci permette di avere servizi personalizzati, ottimizzare i processi aziendali, riconoscere frodi, valutare i rischi, migliorare le terapie e le diagnosi mediche. E molto di più potrà essere fatto quando l’IA saprà apprendere e ragionare. Ma l’enorme potenziale di questa tecnologia pone anche delle legittime preoccupazioni sull’uso dei dati, le possibili discriminazioni, l‘allineamento ai valori umani, la trasparenza, la necessità di capire come l’IA prende decisioni, l’impatto sul mondo del lavoro. È nostra responsabilità progettare il futuro che vogliamo, identificando linee guida etiche per l’IA e definendo linee guida che la indirizzino in direzioni benefiche per gli individui, la società e l’ambiente.




    Francesca Rossi è global leader sull’etica dell’Intelligenza Artificiale dell’IBM. Lavora nell’ambito dell’IA da più di trent’anni e ha pubblicato circa 190 tra articoli scientifici in riviste e convegni internazionali. È stata professore di Informatica presso l’Università di Padova. È fellow dell’Associazione europea dell’IA (EurAI) e di quella internazionale (AAAI), e partecipa a numerose iniziative riguardo l'etica dell'IA, quali il Future of Life Institute, il Leverhulme Centre for the Future of Intelligence, la Partnership on AI, e il gruppo di esperti di IA della Commissione Europea. Nel 2020 sarà il chair generale del più grande convegno mondiale di IA (AAAI). A fine agosto esce per Feltrinelli Il confine del futuro. Ci possiamo fidare dell’Intelligenza Artificiale?



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    24 min
  • Janna Carioli "Martin Luther King e il suo grande sogno"
    Janna Carioli
    "Martin Luther King e il suo grande sogno"
    Edizioni Lapis
    www.edizionilapis.it



    Atlanta, 1940 Martin, figlio di un pastore della chiesa battista, cresce nel sogno di un mondo di fratellanza e inclusione dove ogni ragazzo e ogni uomo sia giudicato per le qualità e il cuore, e non per il colore della pelle. Ogni giorno, invece, aumenta la consapevolezza che la sua gente è vittima di una profonda ingiustizia, costretta a continue umiliazioni e limitazioni alle libertà civili. E allora comincia a combattere. Combatte per la sua personale emancipazione, per aiutare un suo coetaneo ingiustamente accusato di furto, per avere una vita più degna, non solo per sé, ma anche per gli altri, perché non si può essere liberi da soli.

    Janna Carioli vive fra Bologna e L’isola d’Elba. Scrive libri per ragazzi che spaziano fra diversi generi: poesia, romanzi, albi illustrati. E’ autrice di amatissimi programmi televisivi (Amici Mostri, Cartoon Network, Trebisonda, Melevisione, Bumbi). Ha vinto numerosi premi letterari e i suoi libri sono stati più volte inseriti nella selezione di letteratura The White Ravens, che ogni anno segnala buoni libri a livello internazionale. Insegna sceneggiatura televisiva a Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli.


    www.jannacarioli.it



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    18 min
  • Angiola Codacci Pisanelli "Kepparli arabo?"
    Angiola Codacci Pisanelli
    "Kepparli arabo?"
    Effigie Edizioni
    https://effigiedizioni.wordpress.com


    Imparare l’arabo è quasi un rompicapo. Non perché sia una lingua difficile, ma perché anche per gli arabi stessi l’arabo classico è una lingua straniera. Chi parla e studia arabo infatti capisce il dialetto siro-palestinese perché è molto simile al classico, capisce l’egiziano perché molti film provengono dall’Egitto, ma a stento si raccapezza in Marocco. Questo libro aiuta a fare chiarezza su una lingua misteriosa e affascinante servendosi di un approccio scorrevole e narrativo. Utile per lo studio e per chi, da semplice lettore, ha il desiderio di capire il nostro mondo e il passato, ma anche un po’ se stesso.




    Angela Codacci-Pisanelli, nata a Roma nel 1964, giornalista dell’“Espresso”, si occupa principalmente di letteratura e di canzone d’autore. Laureata in letteratura italiana, ha una passione per le lingue antiche e moderne: dopo aver studiato latino, greco, francese, inglese e tedesco, da due anni studia arabo.



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