il posto delle parole

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  • Francesca Matteoni "Dal Matto al Mondo"
    Francesca Matteoni
    "Dal Mondo al Matto"
    Viaggio poetico nei tarocchi
    effequ edizioni
    www.effequ.it


    La lettura dei tarocchi è considerata un’arte misteriosa, spesso buona solo per gli amanti del misticismo. Francesca Matteoni, folklorista, scrittrice e poetessa, ci conduce invece attraverso un percorso immersivo in cui l’esperienza personale si mescola alla letteratura, alla storia e alla poesia, per evocare i significati e i misteri di ognuna delle carte. Il contatto con gli arcani avviene qui sul piano del magico, lasciando che gli archetipi e le immagini parlino, raccontandosi o nascondendosi, eludendo interpretazioni definitive e aprendosi, quindi, alla voce del lettore con la sua vicenda umana e le sue intuizioni. Si passa dai mazzi di tarocchi classici a quelli moderni, si attraversano i miti dell’antichità, si incontrano i poeti di ogni epoca, si esplorano le fiabe e il folklore, e si racconta una storia: quella di chi la legge, e la interpreta non per indovinare il futuro ma per capire il presente.

    Gli Arcani funzionano come specchi – ci riflettono, ci capovolgono. Si sviluppano in ventuno carte, a loro volta divisibili in gruppi di tre, secondo le fasi dell’esperienza. Rapidamente: le prime sette sono gli aspetti primari del nostro esistere, confrontarsi con la società, trovare la propria strada; le successive sette sono le virtù spirituali, l’incontro fra l’umano e il destino, la legge morale e i limiti che fanno di noi ciò che siamo; le ultime sette sono potenze demoniache e astrali, che in noi si attivano, amplificano la dimensione del Fato in cui siamo immersi. Fra di loro si muove, senza numero e senza apparente scopo, il Matto.

    Francesca Matteoni è studiosa di folklore e scrittrice. Conduce laboratori di tarocchi, scrittura e immaginazione. Tra le sue pubblicazioni le raccolte poetiche Artico (Crocetti, 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa, 2010), Acquabuia (Aragno, 2014) e il romanzo Tutti gli altri (Tunué, 2014). Fa parte della redazione di «Nazione Indiana». Con effequ ha pubblicato il saggio Domestici non addomesticabili, raccolto in Di tutti i mondi possibili (2017



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    www.ilpostodelleparole.it
    19 min
  • Tiziano Fratus "Giona delle sequoie"
    Tiziano Fratus
    "Giona delle sequoie"
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it


    Castello di Miradolo
    Domenica 28 luglio 2019, ore 16
    ospite: Tiziano Fratus
    www.fondazionecosso.it



    Domenica 28 luglio, alle ore 16 la Fondazione Cosso ospiterà la presentazione del libro “Giona delle sequoie. Viaggio tra i giganti rossi del Nordamerica” (Ed. Bompiani 2019) con l’autore Tiziano Fratus.

    Un appuntamento, nel Parco del Castello di Miradolo, per scoprire un affascinante viaggio on the road, condotto dal cercatore di alberi secolari, là dove vivono gli esemplari più grandi e antichi del pianeta.

    Ci sono viaggi che ti portano là dove le tue radici risuonavano ben prima che tu arrivassi. In California Tiziano Fratus ha scoperto una terra dello spirito. Nel continente delle sequoie, la Sequoia Belt – una delle più grandi cattedrali naturali del pianeta insieme all’Amazzonia e alla foresta del Borneo – ha respirato il vento che l’oceano riversa fra i giganti rossi che popolano luoghi mitici quali Big Sur, Humboldt County, Jedediah Smith; ha deviato verso i luoghi sacri in Sierra Nevada, da Calaveras a Yosemite, da Mariposa alla Giant Forest, dal General Grant Grove a Mountain Home. All’ombra di questi Eden verticali si spalancano le pagine di una storia leggendaria, fatta delle imprese di uomini che hanno avuto un ruolo centrale nell’incredibile conquista di terre sconosciute: i primi avventurieri, i taglialegna, i cacciatori di grizzly, i guardiaparco, i conservazionisti e gli amanti della natura che hanno lottato per la loro salvaguardia inventando l’istituzione della riserva naturale così come oggi noi la conosciamo. E poi scrittori, poeti, fotografi e artisti che si sono lasciati ispirare dal canto di una Madre Natura esuberante e gargantuesca.

    Alle ore 16 la presentazione prenderà avvio all’interno del Castello di Miradolo per trasformarsi poi in una passeggiata nel Parco ottocentesco dell’antica dimora alla scoperta degli alberi centenari del giardino, della loro storia, dei loro segreti: un racconto pieno di aneddoti e di poesia.

    Ingresso libero alla presentazione fino a esaurimento posti.
    Prenotazione obbligatoria al n° 0121.502761 e-mail [email protected]


    Tiziano Fratus è nato a Bergamo nel 1975 ed è cresciuto in Lombardia e Piemonte. Incontrando le sequoie millenarie in California e i boschi vetusti delle Alpi ha coniato il concetto di Homo Radix, a cui è conseguita la disciplina della dendrosofia e una pratica quotidiana di meditazione in natura. In vent’anni ha pubblicato opere di grande diffusione per i maggiori editori italiani, fra i quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi, Ogni albero è un poeta, L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, Il bosco è un mondo e Il sole che nessuno vede. Collabora con il Manifesto e Radio Francigena. Le sue liriche, pubblicate in diciassette paesi, sono state raccolte di recente nell’opera Poesie creaturali. Per Bompiani ha pubblicato I giganti silenziosi (2017). Il suo sito è www.homoradix.com.




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    15 min
  • Andrea Lerda "Under Water"
    Andrea Lerda
    "Under Water"
    Mostra al Filatoio di Caraglio, fino al 29 settembre 2019
    www.filatoiocaraglio.it



    "Under Water" è la mostra curata da Daniela Berta e Andrea Lerda Under Water. L’evento è organizzato e promosso dal Museo Nazionale della Montagna di Torino, con il sostegno della Fondazione CRC, in collaborazione con Fondazione ARTEA, Fondazione Filatoio Rosso e Comune di Caraglio.

    La mostraUnder Water, che segue temporalmente il progetto intitolato Post-Water presentato al Museomontagna di Torino nei mesi scorsi, arriva al Filatoio di Caraglio come ampliamento e completamento di una riflessione su un tema di grande urgenza collettiva: l’acqua. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 29 settembre dal giovedì al sabato dalle 14,30 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19.

    Inserita all’interno di un dibattito globale che vede protagonista l’acqua, il più essenziale elemento naturale che genera e garantisce il mantenimento della vita, la mostra prende spunto dalle parole di Amitav Ghosh, che ha definito quella in cui viviamo come l’“Era della Grande Cecità”.

    La narrazione parte da un riferimento al mito di Narciso. Mai come oggi il rimando a questa figura mitologica risulta adeguato per descrivere l’atteggiamento patologicamente auto lusinghiero e il pericolo costante di de-realizzazione dell’uomo contemporaneo. Mai come oggi siamo tutti chiamati a interrogare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di “curare lo sguardo”, nessuno escluso.

    Il percorso si articola attraverso video, fotografia, pittura, disegno, scultura e installazionee include i lavori di circa venti artisti internazionali, assieme a un importante nucleo di fotografie e di documenti storici che appartengono all’Area Documentazione del Museomontagna di Torino, per un totale di circa ottanta opere esposte.

    Opere recenti, assieme ad alcune nuove produzioni appositamente realizzate per la mostra, sollevano una serie di riflessioni sul concetto di “under water”. In prima battuta, questo “essere sott’acqua” si lega agli scenari che l’era dell’Antropocene è stata in grado di generare. Attraverso un ritmo in bilico tra passato, presente e futuro, temi come l’innalzamento dei mari, la fusione dei ghiacciai e gli eventi estremi, restituiscono l’immagine di un sistema naturale quale organismo in stato di generale alterazione.

    Nella seconda parte della mostra, il termine “under” è invece da intendersi come “less of water”: condizione dunque di carenza, di assenza o alterazione causata dal global warming, da situazioni di inquinamento e di sfruttamento a scopi politici ed economici. Il concetto di “under water” diventa poi l’occasione per compiere una riflessione sull’importanza di riscoprire uno sguardo consapevole, indispensabile per la progettazione strategica e la gestione futura dell’acqua.

    La mostra evita tuttavia di soffermarsi unicamente sulle problematiche idriche nell’era dell’Antropocene e su quelli che possono essere gli scenari di un futuro “post-water”. Piuttosto, cerca di compiere una riflessione sul concetto di “under water”, da intendersi come capacità dell’uomo di risintonizzarsi con i ritmi naturali al fine di agevolare un processo di mitigazione del cambiamento climatico. Rientrano in questo senso le Nature Based Solutions (NBS) che, assieme alle grey solutions fornite dall’ingegneria umana, vanno intese come soluzione di fondamentale importanza per rispondere alle urgenti sfide in materia di acqua del prossimo futuro.


    Il percorso espositivo è corredato di contenuti scientifici di studiosi, ricercatori ed esperti in materia, come approfondimento e supporto teorico alle sezioni di mostra. I contributi sono stati realizzati e forniti grazie alla preziosa collaborazione di Rajandrea Sethi, Luca Ridolfi, Alberto Tiraferri, Alberto Viglione,...
    18 min
  • Marinella Peyracchia Vallero "Pionieri d'Oc"
    Marinella Peyracchia Vallero
    "Pionieri d'Oc"
    Gli anni Ottanta nella valli del Viso
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it

    Un libro che raccoglie interviste inedite e autentiche rilasciate da numerose personalità operanti in vari settori (dalla sanità all’architettura, dall’amministrazione pubblica a quella privata) che nei decenni (a partire dagli anni Settanta per arrivare a oggi) si sono battute per l’indipendenza culturale delle proprie vallate ai piedi del Monviso.
    Dino Matteodo, Fredo Valla, Enrico Olivero, Rosina Peiretti e Sergio Beccio, Renato Maurino, Paolo Allemano, Bianca Rinaudo, Ines Cavalcanti, Francesco “Cecco” Dematteis sono professionisti che hanno fatto della vita l’occasione per sostenere l’indipendenza e lo sviluppo delle valli piemontesi (dalla Val Maira alla Valle Po).

    Marinella Peyracchia raccorda i passaggi nodali di tutta la narrazione proposta di volta in volta dall’intervistato, accompagna il lettore nel contesto socio-politico di decenni che hanno visto mutare radicalmente le valli occitane piemontesi. Dagli anni Sessanta-Settanta a oggi, senza tralasciare gli strascichi lasciati dalla Seconda guerra mondiale, il racconto attraversa tutta la seconda metà del secolo scorso, con particolare attenzione agli anni ottanta: dalla contestazione del Sessantotto agli Anni di Piombo, dalla caduta del Muro di Berlino a Mani pulite. Sino alla situazione attuale: al senso che ha ancora oggi essere pionieri, imprenditore e attivisti nelle Valli del Vis
    Marinella Peyracchia raccorda i passaggi nodali di tutta la narrazione proposta di volta in volta dall’intervistato. Quindi accompagna il lettore nel contesto socio-politico di decenni che hanno visto mutare radicalmente la nostra Italia. Dagli anni ’60-’70 a oggi, senza tralasciare spunti che provenissero dagli strascichi lasciati dalla Seconda guerra mondiale –, si ripercorre tutta la seconda metà del secolo scorso: dalla contestazione del Sessantotto agli anni di Piombo, dalla caduta del Muro di Berlino a Mani pulite. Sino alla situazione attuale: al senso che ha ancora oggi essere pionieri, difensori e attivisti.

    Marinella Peyracchia Vallero ha studiato architettura a Torino e Geografia Umana a Grenoble. Ma Marinella Peyracchia, nata Melle in Valle Varaita, è soprattutto una persona appassionata di viaggi, impegnata nello sviluppo locale e «custode» della memoria della comunità delle valli del Viso. Al suo attivo il romanzo ambientato in Argentina «Il bambino blue» e «Pardes Fallastin», ambientato in Israele. Per la collana «Le Memorie» di Fusta editore esce il suo nuovo libro «Pionieri d’Oc, gli anni Ottanta nelle valli del Viso».




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    23 min
  • Gabriele Morelli "Neruda"
    Gabriele Morelli
    "Neruda"
    Salerno Editrice
    www.salernoeditrice.it


    Premio Nobel 1971 Neruda è ancora oggi l’autore più popolare del Novecento.

    «Nessun poeta dell’emisfero occidenta­le del nostro secolo – ha scritto Harold Bloom – regge un confronto aperto con lui».

    Il libro ricostruisce le tappe esistenziali e le opere di Neruda, a partire dalle raccolte giovanili Cre­pusculario e Veinte poemas de amor… e racconta gli incontri con Borges, lo scrittore Guillermo de Torre e il poeta César Vallejo nel viaggio ver­so Oriente, dove Pablo soggiorna come conso­le, mentre nascono le prime liriche di Residencia en la tierra che inaugurano una nuova scrittura. Quindi descrive la stagione di Neruda a Madrid, accolto con successo da García Lorca e i rappre­sentanti della Generazione del ’27 e la matura­zione politica del poeta a favore dell’impegno sociale e della Repubblica durante della guerra civile spagnola, che ispira il libro España en el corazón.

    Negli anni Cinquanta, inseguito da un ordine di cattura del Presidente González Videla, Neruda raggiunge Parigi, quindi l’Italia e l’isola di Capri, dove vive il romanzo d’amore con Matilde Urru­tia, reso noto dal film Il postino.

    Il capitolo finale, dopo la scoperta dei crimini di Stalin e l’adesione all’utopia socialista di Sal­vador Allende, racconta l’ultimo amore segreto del poeta, descrive il libro inedito Álbum de Isla Negra, ricostruisce i giorni della morte e la leg­genda del suo possibile avvelenamento per mano dei sicari di Pinochet.


    Gabriele Morelli insegna Lingue e Letteratura spagnola nell’Università di Bergamo. I suoi studi sono rivolti al Novecento, in particolare ai poeti della Generazione del 27. Ha curato varie edizioni dell’opera dei poeti cileni Pablo Neruda e Vicente Huido.



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    www.ilpostodelleparole.it
    56 min
  • Matteo Curtoni "I poteri delle tenebre"
    Matteo Curtoni
    "I poteri delle tenebre"
    Dracula, il manoscritto ritrovato
    traduttori: Maura Parolini, Matteo Curtoni
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it


    Bram Stoker / Valdimar Ásmundsson
    "I poteri delle tenebre"
    Dracula, il manoscritto ritrovato
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it



    Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo…
    Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.

    Prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker.
    Introduzione e note di Hans Corneel de Roos.
    Postfazione di John Edgar Browning.

    «Per più di un secolo, la barriera linguistica che ha diviso l’Islanda dal resto del mondo ha impedito agli amanti delle storie soprannaturali di godere dell’opera eccezionale che avete tra le mani: una versione alternativa del famoso ‘Dracula’ di Bram Stoker, tradotta in islandese da Valdimar Ásmundsson, uno dei più grandi talenti letterari dell’Isola di ghiaccio.»
    Hans de Roos



    Bram Stoker (1847-1912), irlandese, è l’autore di Dracula, il celebre romanzo gotico dal successo planetario, apparso nel 1897 e tradotto in più di 30 lingue.

    Valdimar Ásmundsson (1852-1902) è stato un traduttore e letterato islandese, fondatore e editore della rivista «Fjallkonan», dove pubblicò, a partire dai primi mesi del 1900, il ‘suo’ Dracula in islandese.

    Hans Corneel de Roos è un ricercatore indipendente di nazionalità olandese. Dal 2010 si dedica interamente alla ricerca su Dracula, con risultati sorprendenti. È autore di The Ultimate Dracula e di numerosi articoli, per i quali è stato premiato dalla Transylvanian Society of Dracula.

    www.powersofdarkness.com



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    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Franco Pezzini "Dracula"
    Franco Pezzini
    "I poteri delle tenebre"
    Dracula, il manoscritto ritrovato
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it



    Franco Pezzini è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al fantastico.
    Tra i fondatori della rivista L’Opera al Rosso, è membro del Coordinamento di Redazione de L’Indice dei libri e della redazione di Carmillaonline.
    Tra i numerosi saggi pubblicati: con Arianna Conti, Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi 2005); con Angelica Tintori, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (Gargoyle Books 2008) e Peter & Chris. I Dioscuri della notte (Gargoyle Books 2010); oltre a saggi e articoli in antologie e riviste di vario genere.
    È animatore della Libera Università dell’Immaginario, con cui tiene da anni corsi monografici.
    Per Odoya ha già pubblicato: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano (2016) e, per la stessa collana, L'importanza di essere Lucio. Eros, magia & mistero ne L’asino d’oro di Apuleio, L’odissea di Encolpio. Sesso, licantropi & labirinti nel Satyricon di Petronio, Fuoco e carne di Prometeo. Incubi, galvanisti e Paradisi perduti nel Frankenstein di Mary Shelley (2017) e Edgar Allan Poe – Volume 1. La camera pentagonale.


    Bram Stoker / Valdimar Ásmundsson
    "I poteri delle tenebre"
    Dracula, il manoscritto ritrovato
    Carbonio Editore
    www.carbonioeditore.it



    Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo…
    Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.

    Prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker.
    Introduzione e note di Hans Corneel de Roos.
    Postfazione di John Edgar Browning.

    «Per più di un secolo, la barriera linguistica che ha diviso l’Islanda dal resto del mondo ha impedito agli amanti delle storie soprannaturali di godere dell’opera eccezionale che avete tra le mani: una versione alternativa del famoso ‘Dracula’ di Bram Stoker, tradotta in islandese da Valdimar Ásmundsson, uno dei più grandi talenti letterari dell’Isola di ghiaccio.»
    Hans de Roos



    Bram Stoker (1847-1912), irlandese, è l’autore di Dracula, il celebre romanzo gotico dal successo planetario, apparso nel 1897 e tradotto in più di 30 lingue.

    Valdimar Ásmundsson (1852-1902) è stato un traduttore e letterato islandese, fondatore e editore della rivista «Fjallkonan», dove pubblicò, a partire dai primi mesi del 1900, il ‘suo’ Dracula in islandese.

    Hans Corneel de Roos è un ricercatore indipendente di nazionalità olandese. Dal 2010 si dedica interamente alla ricerca su Dracula, con risultati sorprendenti. È autore di The Ultimate Dracula e di numerosi articoli, per i quali è stato premiato dalla Transylvanian Society of Dracula.

    30 min
  • Alessandro Giarda "Victor Segalen"
    Alessandro Giarda
    "Victor Segalen"
    O barra O edizioni
    www.obarrao.com



    Victor Segalen (1878-1919) scrittore, poeta, etnografo, archeologo è uno dei grandi intellettuali “irregolari” del Novecento francese. Imbarcato come medico di marina, nel 1903 giunge a Tahiti dove viene a contatto con le ultime opere di Gauguin e la civiltà maori traendo ispirazione per Les Immémoriaux.
    Nel 1909 parte per la Cina, dove soggiornerà a più riprese fino al 1914 prendendo parte a importanti e avventurose spedizioni archeologiche. Scopre la più antica statua Han dell’epoca e individua con precisione il mausoleo di Qui Shin Huang nell’area in cui verrà poi rinvenuto l’esercito di terracotta.
    Dall’incontro con la cultura cinese nascono opere come René Leys, Il Figlio del Cielo, Stèles ed Equipée. Muore a Huelgoat, in Bretagna, nel 1919. Il suo corpo viene trovato in un bosco con una profonda ferita a un tallone e con accanto una copia delle opere di Shakespeare aperte alle pagine dell’Amleto.
    La maggior parte dei suoi testi, rimasti inediti in vita, saranno riscoperti e pubblicati a partire dagli anni Sessanta del Novecento.



    Nel centenario della morte di Victor segalen il suo inedito romanzo “cinese”
    "Il figlio del cielo"
    Cronaca dei giorni sovrani
    traduzione e cura di Alessandro Giarda
    O barra O edizioni


    “Con la sua mescolanza di prosa sacra e poesia, il suo stile proprio delle opere più ambiziose, questo libro offre una summa delle diverse opere di Segalen. Magnifico esempio di esotismo nell’accezione del poeta”
    Dalla Postfazione di Henry Bouillier


    “I francesi non sanno che in Victor Segalen hanno uno dei più intelligenti scrittori del nostro tempo, forse il solo ad aver realizzato un’innovativa sintesi tra estetica e filosofia occidentale e orientale? Si può leggere Segalen in meno di un mese, ma occorre il resto della vita per iniziare a comprenderlo”
    Jorge L. Borges



    Victor Segalen muore a 41 anni il 21 maggio 1919 a Huelgoat, in circostanze misteriose, lasciando la gran parte della sua opera allo stato di manoscritto. A partire dagli anni Sessanta, grazie all’impegno della figlia Annie Joly-Segalen, diventa in Francia un autore di culto e da allora si susseguono le pubblicazioni di inediti, epistolari, biografie e saggi. Tra i suoi estimatori d’eccezione si annoverarano: Claudel, Saint-John Perse, Borges, Calvino, François Cheng, Simon Leys, Caillois, Agamben, Baudrillard, Onfray...
    Il suo nome è stato associato alla seconda università di Bordeaux, alla
    Facoltà di scienze umanistiche e sociali di Brest, sua città natale, e alla scuola francese internazionale di Hong Kong. Nell’anno del centenario della morte, Segalen è oggetto di convegni,
    studi, mostre e dal 2020 farà parte degli autori della Bibliothèque de La Pléiade.
    Con Il Figlio del Cielo. Cronaca dei giorni sovrani (in libreria a partire
    dal 9 maggio), O barra O edizioni continua la diffusione in Italia dell’opera di Segalen iniziata con la pubblicazione di René Leys. L’incanto della Città Proibita.
    Uscito postumo nel 1975 e mai tradotto prima d’ora in italiano, Il Figlio del Cielo è considerato uno dei testi cardine dell’opera di Segalen e del suo concetto di esotismo come estetica del diverso. Dando prova di una straordinaria dimestichezza con il canone della tradizione letteraria e storiografica cinese, Segalen concepisce questo romanzo come la cronaca di un Annalista incaricato dall’ImperatriceVedova Cixi di registrare gli atti, le parole e gli scritti “caduti dal pennello” del penultimo sovrano della dinastia Qing, l’Imperatore Guangxu.
    Ne emerge il ritratto di un giovane malinconico, tormentato dalla sua carica di Figlio del Cielo, ovvero di mediatore tra Cielo e Terra, e schiacciato dall’eredità degli antenati e dalle immutabili...
    27 min
  • Rosalia Messina "Cronache del disamore"
    Rosalia Messina
    "Cronache del disamore"
    Nulla Die Edizioni

    Che cosa sarà mai il disamore, se non uno sguardo poetico sull'amore e sul senso stesso del vivere quotidiano?

    Rosalia Messina, siciliana in esilio volontario, è autrice di racconti, romanzi e testi teatrali.

    A volte le sue opere sono state premiate, da inedite e da edite. Cronache del disamore è la sua prima incursione nel territorio della poesia.



    Rosalia Messina è nata a Palermo nel 1955. Vive in giro per l’Italia: gli affetti e il lavoro la portano dalla Sicilia a Napoli, da Milano a Bologna. Laureata in Giurisprudenza, lavora in magistratura.
    Ha esordito nella narrativa nel 2010 con la raccolta di racconti Prima dell’alba e subito dopo, Giulio Perrone Editore, vincitore del premio “Città di Mesagne”. In seguito ha pubblicato i romanzi: Marmellata d’arance (2013), vincitore del premio “Metauros”; Più avanti di qualche passo (2013), vincitore del premio “Angelo Musco” e del premio “Città di Reggio Emilia”; Gli anni d’argento (2014); Morivamo di freddo (2016). Il suo ultimo romanzo è Uno spazio minimo, uscito per Melville edizioni nel 2017 e definito dalla critica «un romanzo unico e straordinario, scritto da un abile sarto letterario».
    Ha pubblicato, inoltre, il libro per bambini Favole a colori (2015) e due testi teatrali: la versione teatrale del romanzo Marmellata d’arance, realizzata nel 2016 insieme alla sorella Anna, che ha vinto il premio “L’Artigogolo” nella sezione “Drammaturghi esordienti”, e Orfeo. Andata e ritorno dal mondo delle ombre, uscito nel 2018 e segnalato al premio “Antonio Borgese” e al premio “Teatro Aurelio”.

    Pubblicazioni:
    • Prima dell’alba e subito dopo, Perrone, 2010
    • Marmellata d’arance, Arianna, 2013
    • Più avanti di qualche passo, Città del Sole, 2013
    • Favole a colori, Algra, 2015
    • Gli anni d’argento, Algra, 2015
    • Morivamo di freddo, Durango, 2016
    • Uno spazio minimo, Melville, 2017
    • Marmellata d’arance (monologo teatrale), Chipiuneart, 2018
    • Orfeo. Andata e ritorno dal mondo delle ombre, Il Convivio, 2018




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    20 min

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