il posto delle parole

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  • Eugenio Curatola "L'amore non ha bisogno di tante parole"
    Eugenio Curatola
    "L'amore non ha bisogno di tante parole"
    #dodicirighe
    HarperCollins
    harpercollins.it


    Quante parole ci vogliono per raccontare una vita? Quante lettere riescono a comporre la musica di un amore? Dodici righe possono parlare di una vita intera. Di amori vissuti, di amori sognati, di momenti indimenticabili e dolori indicibili. Di una semplice stretta di dita tra due sconosciuti. Di uno sguardo che può rivoluzionare i nostri sogni. Di un bacio che può disegnare tatuaggi indelebili sul nostro cuore. Eugenio Curatola riesce a emozionare e scolpire interi universi in una sola pagina, anzi, in #DODICIRIGHE.


    LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/8869053717/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_G96-CbP1W6MZD



    Vorrei prenderti in braccio e sollevarti, come una nuvola leggera sul mio petto. Invece sei tu che scendi al mio livello e mi sento in imbarazzo. Ma tu stai sulle mie gambe come una bambina, mi ascolti mi baci e dici di sentirti protetta. Vorrei correrti incontro mentre esci dal lavoro, saltare ostacoli che mi si pongono davanti. Invece devo trovare le discese adatte, gli ascensori e spesso sei tu che aspetti me. Vieni di corsa, mi baci e mi dici che ero in anticipo, sorridendo sincera. Vorrei metterti a letto, la sera, quando sei stanca. E invece sei tu che mi aiuti, mi sollevi e mi baci. A volte mi sento inutile, un peso, vorrei amarti in tanti modi che sembrano scontati e banali per tutti gli altri. Poi questo pensiero lo cancelli tu che, prima di dormire, mi guardi e mi dici che sei la donna più fortunata del mondo. Che dire se non che sento un brivido che pare scorrermi fino ai piedi. E questo è il tuo miracolo. Tu sei il mio miracolo.



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    22 min
  • Rosario Pellecchia "Solo per vederti felice"
    Rosario Pellecchia
    "Solo per vederti felice"
    Mondadori Editore
    librimondadori.it



    Ross ha poco più di quarant’anni, vive a Milano e conduce il programma del mattino in una radio nazionale. La sua vita scorre senza grossi intoppi, tra la diretta quotidiana, il suo migliore amico ossessionato dalle ragazze, le improbabili sedute dall’analista e una storia appena iniziata con Sara. Il tutto vissuto con una buona dose di superficialità.

    Un giorno riceve una chiamata da sua sorella che lo informa del peggioramento delle condizioni della loro anziana madre, malata da tre anni di demenza senile. Laura gli comunica anche che durante il mese di agosto toccherà a lui occuparsene, senza se e senza ma. Ross cerca di sottrarsi, ma non c’è modo. Parte per la sua città natale, Castellammare di Stabia, pieno di dubbi: come farà a gestire questa situazione? E soprattutto, ne sarà capace?

    Il ritorno a casa conferma da subito le sue perplessità: la convivenza con sua madre si rivela molto complessa e sofferta, le sue domande incessanti e sconclusionate lo sottopongono a una dura prova, tanto da indurlo a mettere in pratica un’idea bizzarra. Tra colpi di scena, situazioni tragicomiche, momenti di struggente tenerezza e un finale a sorpresa, Ross tenterà di restituire a sua madre un barlume di felicità, rendendosi conto di essere diventato, nel frattempo, una persona migliore.



    Rosario Pellecchia
    Ross è un eclettico dell'etere.
    Ha trasmesso dalla storica sede newyorkese di Radio 105 e oggi è uno dei pilastri del day-time. Con lui, 50% di 105 Friends, si parla di tutto. Si affrontano argomenti importanti, si discute di attualità, e si ride a crepapelle. Quante superstar italiane e internazionali sono passate dal suo show.. E quante ne passeranno ancora! D'altronde anche lui ha la stoffa della stella. Tanto che Jarvis Cocker, il frontman dei Pulp, si è dichiarato un grande fan dei Flabby!

    https://www.105.net/scheda/160596/Rosario-Pellecchia.html



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    14 min
  • Anna Muzio "Mondo Caffè"
    Anna Muzio, Andrea Cuomo
    "Mondo Caffè"
    Storia, consumo ed evoluzione di un’invenzione meravigliosa
    prefazione di Luciano De Crescenzo
    illustrazioni di Lisa Tuffanelli
    ilgolosario.it



    Il caffè fa girare il mondo. È prodotto in oltre cinquanta Paesi della fascia tropicale ed è diffuso ovunque senza distinzioni economiche, culturali, religiose. Noi italiani vantiamo un'antica tradizione che ha regalato al mondo un intero vocabolario di parole come espresso, cappuccino e macchiato. In questo volume sono raccontati tutti gli aspetti di questa bevanda magica: com'è fatta la pianta della Coffea, dove cresce e quali sono le differenze tra Arabica e Robusta; in quali momenti storici si è diffuso il caffè e i motivi del suo straordinario successo nel mondo. Sono poi analizzate la storia e le caratteristiche dell'espresso, simbolo dell'Italian lifestyle nel mondo, e viene anche spiegato come la medicina guardi ormai con favore a un uso moderato del caffè; come gli chef abbiano imparato a utilizzarlo quale ingrediente dei loro piatti e i bartender dei loro cocktail, come dimostrato con decine di ricette d'autore. Infine il lettore sarà idealmente trasportato in giro per il mondo nelle città del caffè e sarà indirizzato verso i locali in cui degustarlo al meglio. Prefazione di Luciano De Crescenzo.



    Si tratta di una vera e propria enciclopedia del caffè che, come recita il sottotitolo, vuole fornirne una visione a suo modo rivoluzionaria per l’ideologia caffeinica italiana, sfidando un vero tabù nazionale: quello secondo cui il “vero caffè” sarebbe soltanto l’espresso. Eppure qualcosa sta cambiando. La nascita di specialty coffehouse nelle principali città e la curiosità generata dall’arrivo del colosso Starbucks mostra che anche nel nostro Paese si sta facendo strada una certa curiosità verso “l’altro caffè”.
    Su questa curiosità punta il libro Mondo Caffè, che tratta la bevanda alla caffeina in tutti i suoi aspetti. Quello botanico e quello economico. Quello storico e quello culturale. Quello medico e quello godereccio.
    Del caffè sono raccontati i tanti pregi e i pochi difetti, nella convinzione che si tratti davvero dell’ingrediente che spiega e stimola l’umanità del Terzo Millennio.



    “Il paradosso del caffè all’italiana è questo, il 97% degli Italiani lo beve ogni giorno, alcuni anche più volte al giorno. Ci riteniamo degli esperti, spesso dei veri intenditori, ma siamo tra coloro che meno sanno che cosa c’è in quella tazzina bollente che trangugiamo in piedi in pochi secondi, spintonati da altri idolatri di un dio che adoriamo al punto da farci pochissime domande su di esso”.




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    25 min
  • Furio Chiaretta "Andar per laghi"
    Furio Chiaretta
    "Andar per laghi"
    56 passeggiate a 196 laghi dalle Marittime al Gran Paradiso
    Blu Edizioni
    bluedizioni.it


    Una nuova guida del sentierologo Furio Chiaretta, questa volta con un attraente filo conduttore: i laghi di montagna, una delle mete preferite dagli escursionisti.
    56 passeggiate di varia durata e impegno, per raggiungere senza troppa fatica 196 laghi alpini nelle valli cuneesi e torinesi. Si inizia dal Parco delle Alpi Marittime, si continua fra le decine di bacini in Valle Stura di Demonte e Valle Maira, poi tra i laghi in cui si specchia il Monviso tra Val Varaita e Valle Po. Ci si inoltra poi nelle valli valdesi – Pellice, Germanasca, Chisone –, nei parchi Orsiera Rocciavrè e Val Troncea, sul Colle del Moncenisio, fino a sconfinare dall’alta Valle di Susa verso la Valle della Clarée e la Valle Stretta. Infine, si sfiorano i ghiacciai che si specchiano nei laghi delle Valli di Lanzo e del Parco nazionale del Gran Paradiso, tra le valli Orco e Soana.
    Le gite sono facili e adatte a tutti gli escursionisti, e alcune offrono una prosecuzione un po’ più impegnativa verso altri laghi. Ci sono itinerari ad anello o percorribili in due giorni pernottando in rifugio, e passeggiate adatte alla tarda primavera e all’autunno. 19 gite offrono la bella possibilità di sostare in un rifugio o bivacco che si affaccia su un lago, per ammirare le luci del tramonto e dell’alba riflesse nell’acqua.

    L'autore
    Furio Chiaretta è nato nel 1954 a Torino e vive in Val Pellice. Giornalista free-lance, dal 1977 descrive, progetta e fotografa itinerari escursionistici. Ha partecipato alla nascita della Gta (Grande Traversata delle Alpi) e della rivista Alp, e ha lavorato a piani di valorizzazione del turismo sui sentieri. Collabora con le riviste PleinAir, Montagne 360, In movimento e Camminare.



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    25 min
  • Alberto Nessi "Rime facili per grandi e piccini"
    Alberto Nessi
    "Rime facili per grandi e piccini"
    con i disegni di Albertine
    Edizioni Casagrande
    edizionicasagrande.com


    Dalla viola al geranio, dal gatto alla salamandra, nelle rime di Alberto Nessi c’è un mondo di piante e animali che dialoga con l’uomo.

    Una dopo l’altra, le filastrocche sono quadri che fissano immagini ironiche e surreali: una strega che mangia bio, una lucertola che si specchia in una lacrima e una petunia vanitosa. Ad arricchire questa galleria un inserto con trentadue disegni a colori di Albertine, pluripremiata illustratrice ginevrina.

    Alberto Nessi (nato a Mendrisio nel 1940, cresciuto a Chiasso) le Edizioni Casagrande hanno pubblicato i romanzi Tutti discendono (1989, nuova ed. 2012), La Lirica (1998), La prossima settimana, forse (2008), tutti più volte ristampati e tradotti in varie lingue, le raccolte di racconti Fiori d’ombra (1997, nuova ed. 2016) e Miló (2015, Premio Frontiere-Grenzen, finalista Premio Chiara), e tre raccolte di poesie, confluite in gran parte nell'antologia Ladro di minuzie. Poesie scelte (2010). Nel 2016 ha ricevuto per l'insieme della sua opera il Gran premio svizzero di letteratura, il più importante riconoscimento svizzero in ambito letterario.



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    29 min
  • Consuelo Valenzuela "Voglio cambiare il mondo"
    Consuelo Valenzuela
    "Voglio cambiare il mondo"
    18 donne che hanno segnato la storia
    Stampa Alternativa
    stampalternativa.it

    Fatima Al-Fihri, Christine De Pisan, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia,
    Jeanne Baret, Olympe De Gouges, Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, Manuela Saenz, Mary Anning, Harriet Beecher Stowe, Harriet Tubman, Isabella Bird, Takeko Nakano, Elvira Notari, Huda Shaarawi, Maria Moliner, Irena Sendler, Lyudmila Pavlichenko, Wangari Maathai.

    Donne coraggiose, temerarie ed eccentriche, ma anche sole, fragili e incomprese, quando non apertamente perseguitate dai loro contemporanei.
    Donne che non si tirano indietro di fronte al pericolo, all’avventura, sia essa reale o intellettuale.
    Donne che, per inseguire i propri sogni, lottano contro ogni tipo di avversità e, andando controcorrente, sfidano le convenzioni sociali del tempo in cui vivono.
    Sono loro le 18 protagoniste di questo libro, provenienti da epoche e paesi diversi: come Fatima Al-Fihri, che nel IX secolo d.C. ha fondato a Fès, in Marocco, la prima università del mondo; oppure Jeanne Baret, che nel ’700 si è imbarcata su una nave che circumnavigava la Terra, travestita da uomo, per coltivare i suoi studi di botanica; o Lyudmila Pavlichenko che, in tempi più recenti, insieme ad altre donne russe arruolate nell’Armata Rossa, ha combattuto contro il nemico nazista…
    Sono, queste, alcune delle donne di cui si narra nel volume: talvolta dimenticate per secoli, tutte ingiustamente cancellate dalla Storia con la s maiuscola nonostante vi abbiano lasciato un’impronta indelebile.

    CONSUELO VALENZUELA è nata e vive a Roma. Nel tempo libero ama leggere, viaggiare e cercare storie di donne che hanno compiuto grandi imprese ma di cui non ricordiamo nulla. Questo è il suo secondo libro come autrice, dopo Guida alle più belle case di artisti in Italia (Stampa Alternativa, 2016).
    21 min
  • Giorgio Vitari "Il vestito nuovo del procuratore"
    Giorgio Vitari
    "Il vestito nuovo del procuratore"
    Neos Edizioni
    neosedizion.it



    «Stamattina non è venuta al lavoro… Lei, così puntuale… Ci siamo preoccupati, l’abbiamo cercata al telefono a casa ma non rispondeva. Guido, il cassiere, è andato… Paola abita, abitava, qui vicino… in una mansarda… Ha suonato, niente. Bussato… Insomma, ha aperto ed è entrato insieme a una vicina. L’ha trovata nella vasca da bagno… fulminata, con il phon caduto dentro... Ci sarà un’inchiesta, non so, lei sa meglio di me queste cose… Comunque tutti dicono che è stato un incidente».





    “Il vestito nuovo del Procuratore”
    di Giorgio Vitari

    Nella Torino dei primi anni Ottanta due indagini si intrecciano inaspettatamente tra di loro. Un caso di tangenti che coinvolge l’ambiente politico e quello industriale della città. Una commessa di un elegante negozio di vestiti viene trovata priva di vita nella sua abitazione a causa di un incidente domestico. Spetta al sostituto procuratore Francesco Ròtari calarsi nella vita politica e malavitosa della sua città e nelle vicende più intime della commessa, tentando di districare una matassa fatta di corruzione, passioni fuori controllo, illeciti intrecci di denaro e di potere.
    Torinese, Giorgio Vitari (1948) è stato pretore penale e sostituto procuratore a Torino, e poi procuratore della Repubblica a Ivrea, Vercelli, Asti, infine avvocato generale presso la Procura generale di Torino. In particolare, come sostituto procuratore, dal 1983 al 1985, ha seguito, durante le indagini e successivamente nel dibattimento di primo grado, il cosiddetto “caso Zampini”, che precorse Tangentopoli. Quel “caso” ha in parte ispirato le vicende, peraltro dovute in gran parte alla sua fantasia, raccontate in questo libro. Sposato, una figlia, è in pensione dal giugno 2018.



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    29 min
  • Sergio Ramazzotti "Su questa pietra"
    Sergio Ramazzotti
    "Su questa pietra"
    Mondadori Editore
    librimondadori.it


    Durante il suo lavoro di fotografo e reporter, Sergio si imbatte in un’occasione inaspettata e spiazzante: accompagnare in Svizzera una persona che sta andando a morire. L’uomo, affetto da una grave malattia neurodegenerativa, ha deciso di ricorrere al suicidio assistito e, dopo una lunga trafila medica e burocratica, ha finalmente ottenuto la “luce verde”, il permesso di morire. Vuole che Sergio racconti la sua storia, quella di chi è “costretto a umiliarsi, viaggiando lontano da casa come una specie di clandestino, per poter esercitare fino alle estreme conseguenze il proprio sacrosanto diritto al libero arbitrio, che nel nostro paese ci viene negato”. Ma non vuole avere un nome né un volto, nessuno deve poterlo riconoscere. Di fatto, per Sergio significherebbe trascorrere con lui le sue ultime quarantotto ore sulla Terra.

    Sergio accetta. Questa è la storia vera di quelle quarantotto ore e dei millequattrocento chilometri che i due uomini hanno percorso insieme: dal momento in cui si sono stretti la mano fuori da un aeroporto del Sud Italia fino a quello in cui l’uomo gli ha rivolto le sue ultime parole sulla poltrona di un monolocale di Basilea. È questa la “clinica svizzera” in cui Erika da otto anni accompagna i pazienti al suicidio, dopo essersi scambiata decine di lettere con ognuno di loro e averli incontrati e visitati per concedere loro la “luce verde”.

    La prospettiva da cui Ramazzotti racconta la vicenda è in tutti i sensi unica: da una parte per la sua posizione irripetibile di narratore-testimone, dall’altra per il suo sguardo delicato, rispettoso e capace di mettersi continuamente in gioco. Con scrittura elegante e densa, riesce, in questa storia vera che a tratti pare sconfinare nel romanzo, ad accendere in noi un rovello di riflessioni e domande di portata universale, un duello etico interiore, e mette in moto un’altalena di emozioni contrastanti che culminano con la sorpresa per il dénouement finale: un nome, un cognome e uno spaventoso segreto che sono un vero e proprio colpo di scena, una scoperta capace di rimettere in discussione tutte le certezze che avevamo accumulato fino a quel momento.



    Sergio Ramazzotti (Milano, 1965) è fotografo, reporter e scrittore. Ha vinto due volte il premio Enzo Baldoni per reportage da territori di guerra. Tra le sue pubblicazioni, i libri-reportage Vado verso il capo (1996), La birra di Shaoshan (2002) e Afrozapping (2006), tutti editi da Feltrinelli, e gli instant book Liberi di morire (Piemme, 2003) sulla guerra in Iraq e Ground Zero Ebola (Piemme, 2015) sull’epidemia di Ebola in Africa occidentale. È uno dei fondatori dell’agenzia fotogiornalistica internazionale Parallelozero


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    33 min
  • Lucia Capuzzi "Il giorno prima della pace"
    Lucia Capuzzi
    "Il giorno prima della pace"
    Città Nuova
    cittanuova.it


    La guerra civile in Colombia, ossia la guerra più lunga d’Occidente, s’è conclusa in sordina il 24 novembre 2016. Da tempo i media avevano smesso di parlarne. Eppure essa ha messo fine a una delle pagine più tragiche del Novecento, con 8,5 milioni di vittime, tra uccisi, sequestrati, torturati, orfani, sfollati. Tra i grandi sostenitori del processo di pace, Jorge Mario Bergoglio che, nel settembre 2017, si è recato nella nazione per aiutarla a compiere il primo passo nel percorso verso un futuro senza guerra.
    Il libro racconta questo momento in bilico tra conflitto e pace attraverso le voci di tre sopravvissute. Tre donne che la guerra non è riuscita a uccidere, nel corpo e nello spirito. È la forza vitale a unirle al di là di vicende e barricate su cui la brutalità del conflitto le ha collocate. Quella forza che le fa camminare, ferite e sanguinanti, a passi piccoli ma ostinati, verso il domani.


    Lucia Capuzzi lavora nella redazione Esteri di Avvenire. Laureata in Scienze Politiche, ha poi conseguito un dottorato di ricerca in Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici (Università di Urbino), svolgendo una ricerca sull’emigrazione italiana in Argentina nel secondo dopoguerra. Dal 2004 ha deciso di intraprendere la carriera giornalistica frequentando il master della Cattolica. Prima di Avvenire ha lavorato per TG - Leonardo della RAI. Ha vinto il Premio Internazionale Lucchetta (2014) per un articolo sui baby lavoratori boliviani e il Premio Colombe della Pace dell'Archivio Disarmo (2016).

    Ha pubblicato La frontiera immaginata (Franco Angeli, 2006), Haiti. Il silenzio infranto (Marietti, 2010), Adiós Fidel. Fede e dissenso nella Cuba dei Castro (Lindau 2011), scritto con Nello Scavo, Colombia. La guerra (in)finita (Marietti, 2012), Coca rosso sangue (San Paolo, 2013), e Rosa dei due mondi. Storia della nonna di Papa Francesco (San Paolo, 2015).



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    16 min
  • Marco Mondini "Tutti giovani sui vent'anni"
    Marco Mondini
    "Tutti giovani sui vent'anni"
    una storia degli alpini dal 1872 ad oggi
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    Quella degli alpini italiani è una storia straordinaria. Fondati nel 1872 come piccolo corpo specializzato addestrato a difendere i valichi di montagna, le «penne nere» crebbero rapidamente sia nei numeri che nell’immaginario pubblico. Attraverso una serie di paradossi (le prime battaglie della loro storia vennero combattute durante guerre di aggressione coloniale in Africa, e non per difendere i confini) guadagnarono la fama di soldati devoti e disciplinati, coraggiosi e indistruttibili. Una nomea che in un’Italia affamata di eroi li elevò da semplici ingranaggi dell’esercito a protagonisti della vita nazionale.

    Tutti giovani sui vent’anni racconta la loro storia. Non attraverso le battaglie che hanno combattuto, benché le guerre di 150 anni costituiscano le scansioni delle sue pagine. Piuttosto, attraverso un viaggio nella cultura italiana: opere letterarie, film, canzoni e disegni che hanno costruito questo mito umano e guerriero unico nella storia nazionale (e probabilmente al mondo). Un mito nato ai tempi della Grande Guerra, sopravvissuto al fascismo e alle disfatte della Seconda guerra mondiale, all’umiliazione dell’8 settembre e della sconfitta, all’occupazione e alla demilitarizzazione del paese dopo la pace di Parigi del 1947. Risorto, in modo apparentemente incredibile, attraverso settant’anni di storia repubblicana, quando gli alpini divennero i prototipi di un nuovo modello di soldato europeo: non più l’eroe guerriero trionfante e sterminatore, ma il buon samaritano in uniforme, caritatevole e generoso, pronto al sacrificio non per espugnare un obiettivo ma per salvare vite e confortare le vittime dei disastri naturali. Un ruolo di straordinaria popolarità la cui fine sarebbe stata decretata solo dallo spegnersi, dopo due secoli di tradizione rivoluzionaria e nazionale, della coscrizione obbligatoria, l’istituto su cui si basava l’esistenza stessa dell’alpino come buon cittadino-soldato.

    Marco Mondini insegna storia dei conflitti all'Università di Padova, ed è ricercatore associato all'Istituto Storico Italo Germanico-FBK di Trento e all'UMR SIRICE (CNRS - Sorbona) di Parigi. Fa parte del direttivo dell'Historial de la Grande Guerre di Péronne e del board editoriale di «1914-1918 online. The International Encyclopedia of the First World War». Tra i suoi volumi più recenti: Il Capo. La Grande Guerra del generale Luigi Cadorna (2017, premio Friuli Storia), I luoghi della Grande Guerra (2015), La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914-1918 (2014).



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    38 min

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Un quotidiano culturale
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