il posto delle parole

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  • Gabriella Bordin "Prima fu la volta dei migranti"
    Gabriella Bordin
    "Prima fu la volta dei migranti"
    Inchiesta sull’Europa dei muri

    Ricerca e testo: Davide Rigallo
    Collaborazione alla raccolta delle testimonianze: Suad Omar
    Elaborazione drammaturgica: Gabriella Bordin , Elena Ruzza
    Poesie di Suad Omar
    In scena: Suad Omar, Elena Ruzza
    Prologo in video : Giorgia Beccaria, Ilias Bekkali ,Felix Caluori, Adelina Dumitru, Xi Hu ,Muna Khorzom, Ikram Mohamed, Ayoub Moussaid, Ivana Nikolic, Sara Outabarrhist, Marlene Palomino, Klevisa Ruci, Oumar Sanogo, Lamin Sidi-Mamman, Jacopo Volpi, Luisa Zhou.
    Regia e coordinamento: Gabriella Bordin
    Immagini e video :Francesca Gentile Video prologo: Anna Sofia Solano Ricerca musicale : Elena Ruzza


    DEBUTTO: 17,18,19 Aprile 2019 ore 21
    TEATRO BARETTI

    Stagione Teatrale 2018 / 2019 “IL TEMPO DEL DISINGANNO”
    L’associazione Almateatro in collaborazione con il Teatro Baretti di Torino, con il contributo di Regione Piemonte, Città di Nichelino, Associazione Mamre Onlus e con il patrocinio di Federazione Regionale Piemontese AICCRE, presenta dal 17 al 19 aprile 2019 alle ore 21 al Teatro Baretti, PRIMA FU LA VOLTA DEI MIGRANTI - Inchiesta sull’Europa dei muri, una lezione in forma teatrale, con la regia di Gabriella Bordin, che vuole rendere memoria di scelte politiche, responsabilità e fatti che in vent’anni di storia hanno permesso l’affermarsi dell’attuale contesto nell’Unione Europea, dove i muri stanno avendo la meglio sui diritti e molte nazioni hanno costruito sulle loro frontiere vere e proprie barriere per impedire l’ingresso dei migranti nei loro territori.
    Partendo dal Consiglio Europeo di Tampere del 1999, passando attraverso la crisi europea dei profughi cominciata nel 2011, per arrivare fino alla poco nota adozione della Tabella di marcia di Bratislava (2016), due narratrici, Suad Omar e Elena Ruzza, precedute da un prologo in video, incroceranno la voce dell’Europa dei diritti negati con quella delle vittime. Dai numerosi profughi che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le frontiere dell’Ue fino a quelli che sopravvissuti sono costretti a subire le tante
    contraddizioni circa il diritto d’asilo e la “tutela umanitaria” che gli Stati europei dovrebbero essere in grado di garantire. Un’inchiesta che si sviluppa sulla base di una rigorosa documentazione.

    PRIMA FU LA VOLTA DEI MIGRANTI - Inchiesta sull’Europa dei muri è un progetto che, attraverso i linguaggi della formazione civile, del video e del teatro vuole far conoscere le recenti politiche dell'Unione Europea in materia di migrazioni ed asilo, denunciare le violazioni dei diritti fondamentali, chiarire i comportamenti degli stati europei e le decisioni prese da ognuno di essi.
    E’ articolato in quattro momenti:
    • Un percorso di formazione civile rivolta ad un gruppo di 20 giovani, Italiani di origine , di seconda
    generazione, migranti da poco in Italia.
    • Un video documentario breve, che raccoglie il materiale di questo percorso e da cui è tratto il prologo allo spettacolo, con le testimonianze di Giorgia Beccaria, Ilias Bekkali ,Felix Caluori, Adelina Dumitru, Xi Hu ,Muna Khorzom, Ikram Mohamed, Ayoub Moussaid, Ivana Nikolic, Sara Outabarrhist, Marlene Palomino, Klevisa Ruci, Oumar Sanogo, Lamin Sidi-Mamman Jacopo Volpi, Luisa Zhou.
    • Un video documentario, che sarà diffuso successivamente, in cui i giovani, sulla falsariga della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, hanno potuto esprimere la propria idea di Europa, quale ruolo sentono di avere nell’Unione Europea , quale futuro immaginano a partire dalla propria esperienza di vita.
    • Lo spettacolo-lezione in forma teatrale con la regia e il coordinamento di Gabriella Bordin e in scena Suad Omar e Elena Ruzza.
    L’obiettivo e quello di riflettere con i giovani sulla relazione tra la vita delle persone e le norme che la determinano, sul significato di...
    13 min
  • Francesca Maccani "Fiori senza destino"
    Francesca Maccani
    "Fiori senza destino"
    SEM Libri
    www.semlibri.com


    Sul limite estremo della città di Palermo, nella più difficile delle periferie di oggi, dieci ragazzi raccontano in prima persona la loro vita, i loro sogni, il loro poco destino. Il quartiere è il Cep, Centro Edilizia Popolare, dove promiscuità e malavita regnano sovrane, e dove l’unica legge sembra essere il possesso delle cose e delle persone. In queste spianate di cemento i bambini possono allontanarsi e non fare più ritorno, le ragazzine diventano donne troppo in fretta e i maschi crescono con l’idea che per ottenere ciò che desideri ogni mezzo è lecito. Lontanissima c’è Palermo, con i suoi splendidi monumenti e le chiese antiche che i ragazzi del Cep non hanno mai visto, come il mare. In un avvicendarsi di speranza e rassegnazione ognuno dei personaggi si racconta, con lucidità, senza filtri. Scopriamo così che la crudeltà non è una prerogativa degli adulti, ma un peccato originale che si trasmette di padre in figlio in un contiguo gioco dei ruoli, alternando vittime a carnefici. Francesca Maccani, alla sua opera prima, compone un romanzo corale, struggente e verissimo, indimenticabile.



    Francesca Maccani, insegnante, vive a Palermo. Ha pubblicato il saggio La cattiva scuola (Tlon, 2017, premio Donna del Mediterraneo). Sul blog “Giudittalegge” si occupa di recensioni online.



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    26 min
  • Giovanni Tesio "Gli zoccoli nell'erba alta"
    Giovanni Tesio
    "Gli zoccoli nell'erba alta"
    Lindau
    www.lindau.it


    La vita rude e dura della campagna italiana degli anni ’50. Fatti, pulsioni, lavori antichi, affetti e dolori che fanno rivivere la segreta bellezza di un tempo.

    Un’immersione in una realtà lontana e insieme prossima. Una vita: la vita di un ragazzo di campagna diventato un adulto consapevole, anche grazie al privilegio degli studi, che ritorna al paese in cui è cresciuto per rintracciarne gli umori, per ripercorrere il transito delle cose profondamente mutate nel passaggio che separa gli anni ’50 e i ’60. Rituali rimemorati di un mondo piccolo e finito, che tuttavia continua a pulsare e a pretendere un’attenzione che qui si traduce in una scrittura chiara e minuziosa. Attraverso la memoria che scioglie nodi e grovigli interiori, si disegna una trama di fatti, oggetti, personaggi, emozioni, pulsioni, lavori, rituali, affetti, dolori, e dal fondo di questa vita intima a poco a poco emerge un’oggettiva e segreta bellezza.


    Giovanni Tesio (1946), già ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, ha pubblicato alcuni volumi di saggi (l’ultimo, La poesia ai margini, nel 2014), una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (1991); recentemente la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo (2016), e più recentemente ancora, presso Interlinea, un altro volume di considerazioni su vita e opera di Levi, Primo Levi. Ancora qualcosa da dire (2018). Sempre presso Interlinea un pamphlet in difesa della lettura, della letteratura e della poesia, I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (2012), e un «sillabario» intitolato Parole essenziali (2014). La sua attività poetica, dopo esordi lontani, è sfociata nella pubblicazione di un canzoniere in piemontese di 369 sonetti, intitolato Vita dacant e da canté (Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017). È stato per trentacinque anni collaboratore de «La Stampa», al cui inserto, «Torinosette», collabora tuttora.




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    29 min
  • Maria Giulia Brizio "Adotta uno scrittore" Salone del Libro
    Maria Giulia Brizio
    "Adotta uno scrittore"
    Salone del Libro, Torino
    dal 9 al 13 maggio 2019
    www.salonelibro.it






    I libri danno forma alla mente, mutano lo sguardo di ognuno, qualche volta salvano. Incontrarli da giovani può cambiare tutto. Questo fa, in modo efficace e pervasivo, Adotta uno Scrittore, longevo progetto del Salone Internazionale del Libro di Torino che torna nel 2019 per offrire a studenti e studentesse l’opportunità di confrontarsi direttamente con autori e autrici, al fine di esplorare, da un osservatorio privilegiato, l’affascinante universo della produzione letteraria. Un invito a mettere in pratica la curiosità e a porre domande, quindi, non attraverso incontri frontali o lezioni, ma in un vivo e attivo dialogo capace di diventare uno scambio tra generazioni e modi di vedere il mondo. Tra diverse sensibilità, esperienze, passioni e interessi.

    Sostenuto dall’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte – Direzione Generale Regionale e con la Fondazione con il Sud, il progetto ha accresciuto la sua notorietà negli anni e i suoi numeri riflettono l’azione energica e costante. 340 gli autori adottati, 336 le classi, 4 le case di reclusione, a cui si aggiungono 1 ospedale, 1 sede universitaria, per un totale di 10.374 studenti coinvolti. 138.000 è invece il numero dei ragazzi entrati gratuitamente al Salone Internazionale del Libro grazie all’Associazione.

    Con Adotta uno Scrittore, il Salone Internazionale del Libro di Torino coinvolge in modo capillare tutto il territorio piemontese e parte di quello nazionale, con particolare riguardo quest’anno al Sud Italia. L’iniziativa è pensata per adattarsi ai diversi gradi di istruzione e indirizzi, dai licei agli istituti professionali, con attenzione alle situazioni di disagio, quindi alle scuole carcerarie e ospedaliere. È ideata anche per favorire la collaborazione tra gli studenti degli istituti penitenziari e gli esterni, che, quando possibile, condividono l’adozione dello scrittore con i colleghi ristretti, recandosi per gli incontri, nelle case di reclusione.

    Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, commenta: “Adotta uno scrittore è una delle iniziative di promozione della lettura del Salone Internazionale del Libro di Torino in cui negli anni abbiamo investito con più tenacia, certi del fatto che la scuola sia il contesto in cui si formino non solo le nuove generazioni ma anche i futuri cittadini. Ne è testimonianza il fatto che negli ultimi anni c'è stata un'apertura a livello nazionale del progetto, quest'anno ancora più strutturata grazie alla collaborazione con il CESP. Portare le scrittrici e gli scrittori a contatto con gli studenti, portarli nelle scuole – nonché in luoghi di recupero sociale come le carceri – significa assolvere a un importante dovere civico, significa provare a trovare delle risposte sensate alle urgenze del nostro tempo assieme ai ragazzi che sono il futuro del Paese.”

    “I giovani che partecipano ad ‘Adotta uno scrittore’ hanno una grande opportunità: quella di appassionarsi alla lettura e alla cultura, due strumenti fondamentali per essere liberi e poter scegliere che cosa diventare – afferma il Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte Giovanni Quaglia –. L’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte è da sempre al fianco di questo progetto, perché fa crescere nuovi semi di sapere, dialogo e bellezza nelle scuole e in alcuni luoghi-simbolo di fragilità e marginalità, come gli istituti carcerari, in modo che il valore della lettura possa coinvolgere anche chi è più in difficoltà”.




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    14 min
  • Giancarlo Pontiggia "Europa in Versi"
    Giancarlo Pontiggia
    "Europa in Versi"
    www.europainversi.org


    Europa in Versi
    Reading Internazionale di Poesia
    Sabato 13 aprile 2019, Como




    Giancarlo Pontiggia
    "Il moto delle cose"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    È una poesia di pensiero, quella di Giancarlo Pontiggia, alimentata peraltro, sempre, da un’immaginazione fervida eppure controllata, frutto di una sapienza felicemente in equilibrio con un estro inquieto, nel corpo di una scrittura che è testimonianza di un esercizio della mente, di un percorso che passo dopo passo viene a tessere i momenti di un’avventura dell’esistere. E dunque di una vicenda, quanto mai articolata e insistita tra lo «stridìo rigoglioso delle cose» e «l’unghia del tempo». Un tempo «che non consola», nella sua «linea infinita», quella che ci precede e seguirà, quando il nostro ansioso esserci cadrà, come è suo destino, nel vuoto. Pontiggia osserva dunque «il moto delle cose», «la teoria semplice delle cose» che si producono e avvengono sotto un «firmamento algido», nel misterioso ordine della totalità che si versa nell’uno. Ma c’è una vivissima emozione nel suo sentire e osservare il mondo, un’emozione che si trasmette al lettore e che increspa l’attenta tessitura di una poesia che sa muoversi anche in azzurri paesaggi, tra il nulla e la luce calda e breve del vivere, magari in cerca di un misterioso senso dell’origine. Pontiggia passa dalla breve strofa concisa e quasi epigrammatica, al frammento scolpito, fino al respiro più ampio del poemetto, a sua volta condotto su misure essenziali, sobrie, asciutte. La sua è una pronuncia impeccabile e limpida, classica, che talvolta si apre in lievi volute sonore, in giochi fonici o in eleganti armonie sottili, come sottile e profonda è la sua perlustrazione poetica dell’esserci e del mondo.



    Giancarlo Pontiggia (Seregno 1952) ha pubblicato le raccolte poetiche Con parole remote (Guanda 1998, Premio Montale) e Bosco del tempo (Guanda 2005), poi riedite nel volume complessivo Origini (Interlinea 2015). Per il teatro ha scritto Stazioni (Magenta 2010) e Ades. Tetralogia del sottosuolo (Neos 2017). Saggi di poetica e riflessioni sulla letteratura si trovano raccolti nei volumi Contro il Romanticismo (Medusa 2002), Lo stadio di Nemea (Moretti&Vitali 2013) e Undici dialoghi sulla poesia (La Vita Felice 2014).




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    www.ilpostodelleparole.it
    28 min
  • Francesco Zarzana "Modena Buk Festival"
    Francesco Zarzan
    direttore artistico
    "Modena Buk Festival"
    Sabato 13 e Domenica 14 aprile 2019, Modena
    www.bukfestival.it


    Al via sabato 13 aprile nell’Abbazia dei Monaci Benedettini di San Pietro la 12^ edizione di Modena BUK Festival, diretto da Francesco Zarzana con Emma D’Aquino, promosso da Progettarte con Bper Banca e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con il patrocinio inoltre del Comune di Modena. Fra gli incontri più attesi quello con lo scrittore e storico Paolo Mieli, Premio Speciale BUK 2019 «per l’educazione al pensiero critico, costantemente offerta attraverso i suoi saggi». Si partirà proprio dalla sua ultima riflessione, “Lampi sulla storia” (Rizzoli 2018) per la conversazione in programma sabato sera, alle 21 nella Chiesa di San Carlo, nell’ambito del Gala BUK 2019. Sarà intervistato dalla giornalista Tg1 Emma D’Aquino, condirettrice di BUK. Una “conversazione magistrale” dedicata alla “Diversità” fra passato e presente: un dialogo nel segno di quella “educazione al pensiero critico” che Paolo Mieli promuove
    attraverso i suoi saggi e la sua opera divulgativa della storia antica e contemporanea. L’attenzione ai tempi del nostro tempo e all’impegno civile sarà quest’anno un altro percorso di BUK 2019: Paolo Borrometi terrà una nuova tappa della sua ‘marcia civile’ legata al libro “Un morto ogni tanto. Perché combatto contro la mafia” (Solferino). Nelle intercettazioni del boss di Cosa Nostra Salvatore Giuliano l’ordine era chiaro: chiedeva di uccidere il giornalista che indagava sui suoi affari. Ma questo non ha fermato Paolo Borrometi, rappresentante della migliore tradizione siciliana d’inchiesta sul campo. Nonostante le minacce e le aggressioni subite, ha fondato un suo sito per poter rendere pubblici gli intrecci tra mafia e politica. Borrometi intreccia storia personale e inchieste su temi caldi: dal primo incontro faccia a faccia con la mafia, alle trame internazionali delle agromafie, fino alle nuove vie della droga. Ne emerge una forte denuncia su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo e pericoloso di prima, da combattere anche attraverso la conoscenza del nemico.
    Un’altra giornalista di ‘prima linea’, Laura Tangherlini di Rai News 24, a BUK presenterà il suo libro/dvd “Matrimonio siriano”, reportage in parole e video sul dramma siriano: diario di viaggio da un matrimonio e, soprattutto, raccolta di voci e testimonianze dei tanti profughi – in maggioranza bambini e donne – incontrati nei campi in Turchia e in Libano dai due neosposi che hanno voluto aiutare i piccoli orfani siriani attraverso i preparativi e i regali del loro giorno più bello. “Un’apocalisse umanitaria – ha scritto Gian Antonio Stella - piena di tante piccole e terribili storie private, che Laura Tangherlini ha raccolto. Con amore e compassione. Nel senso pieno del termine”. In tema di attualità BUK proporrà anche, nell’ambito del GALA del sabato sera, una finestra dedicata al saggio di Antonella Valmorbida, Segretario Generale ALDA, dedicato alla Cooperazione Decentrata e al suo impatto su cittadini e istituzioni europee (Peter Lang). L’autrice converserà con la giornalista della Stampa Francesca Schianchi, ospite fissa del programma Propaganda Live di La7.
    Info www.bukfestival.it .
    Nel segno dell’inchiesta una vera anteprima che BUK ospiterà intervistando Denis Becker (pseudonimo di un funzionario del Louvre) per un vero e proprio ‘backstage’ sulle dinamiche di gestione del Louvre e in generale dei templi dell’arte e della cultura. “Supermusée” titola il libro di prossima uscito in Francia, che punterà lo sguardo sui criteri sempre più bottegai e materiali, e sempre meno legati alla cura dell’arte, che governano i luoghi in cui trova accoglienza il patrimonio artistico dell’umanità.
    Buk festival 2018 è...
    13 min
  • Manuela Iannetti "Archivissima"
    Manuela Iannetti
    "Archivissima"
    Il Festival degli Archivi
    Torino, dal 12 al 15 aprile 2019
    www.archivissima.it



    #SUPERALEBARRIERE
    Per la prima volta Archivissima avrà una declinazione tematica: l’edizione 2019 sarà dedicata al superamento delle barriere. La scelta è di riflettere intorno a temi centrali per l’attualità politica e sociale, specialmente in un anno, il 2019, nel quale cadono gli anniversari di alcuni dei grandi avvenimenti della storia novecentesca, intimamente legati al tema delle “barriere” e del loro superamento:
    - la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989), simbolo della speranza legata al cambiamento e alla libertà.
    - lo sbarco dell'uomo sulla Luna (16-24 luglio 1969), simbolo del superamento dei confini per antonomasia, quelli del pianeta, e del sogno dell'umanità.
    - la pubblicazione del manifesto del Futurismo di Marinetti (5 febbraio 1909), modello di tutte le avanguardie artistiche e simbolo di apertura, trasformazione, evoluzione dell’arte nel segno del dinamismo.
    Alla base del Festival degli Archivi c’è inoltre l’idea che la prima barriera da superare sia quella tra archivi e cittadinanza. Archivissima ha quindi come obiettivo principale quello di avvicinare il pubblico di ogni genere ed età alle storie degli archivi, incoraggiando le pratiche di partecipazione e condivisione, attraverso un palinsesto ricco di formule e appuntamenti diversificati.

    Il Festival avrà come sua sede principale il Polo del ‘900: tutti gli eventi saranno gratuiti e si svolgeranno nei 4 giorni della manifestazione in collaborazione tra le due realtà. Al centro della manifestazione la mostra Superarchivi, Un percorso fra le storie d'archivio che superano le barriere (12-15 aprile 2019 - Inaugurazione: 11 aprile 2019). Al centro del percorso espositivo, sostenuto da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, c’è lo spettatore, mentre a fare da cornice ci saranno diverse iniziative correlate: talk con i rappresentanti degli archivi ospiti, le “Chiacchierate in mostra”; laboratori per i più piccoli organizzati dall’associazione ARTECO, partner del Festival; e due talk dedicati all’incontro dei rappresentanti d’archivio.

    Si alterneranno dunque diverse tipologie di eventi (TALK ed ESPERIENZE, oltre al ritorno delle COLAZIONI D'ARCHIVIO), non solo al Polo, ma in tutta la città.
    In occasione di Archivissima, il Museo Lavazza propone un nuovo allestimento intitolato “L’enciclopedia è un gioco! Le figurine Lavazza”. La mostra - realizzata da Promemoria e Museo Lavazza - è allestita presso l’atrio della Nuvola Lavazza di Torino e intende ripercorrere la vicenda delle figurine Lavazza, utilizzando come elemento di connessione al tema di Archivissima l’esposizione delle tavole originali e inedite delle figurine ispirate dalla missione Apollo 8. Inoltre, Reale Mutua, oltre a essere sede confermata per la Notte degli Archivi, con due appuntamenti orari e letture inedite, organizzerà nel corso del Festival alcune visite speciali al Museo e all’Archivio Storico. Da segnalare, ancora, la preziosa collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, che per l’edizione 2019 ha avviato un progetto didattico congiunto che vedrà la partecipazione di tre gruppi di studenti. Tornano anche gli interventi musicali, grazie alla collaborazione di MiTo per la Città per due appuntamenti.

    Archivissima EXTRA
    Il Festival inaugurerà inoltre una sezione #EXTRA dedicata a tutti gli Archivi aderenti, attraverso cui ciascun ente proporrà attività e approfondimenti per la valorizzazione dei propri patrimoni lungo tutto l’arco della manifestazione. Oltre 40 le sedi in cui saranno ospitate proiezioni, tavole rotonde, mostre, visite guidate, presentazioni di volumi.

    La Notte degli Archivi
    Dopo il grande successo registrato nelle edizioni precedenti,...
    17 min
  • Jacopo Tomatis "Storia culturale della canzone italiana"
    Jacopo Tomatis
    "Storia culturale della canzone italiana"
    Il Saggiatore
    www.ilsaggiatore.com


    Tutti sappiamo – o pensiamo di sapere – che cos’è la canzone italiana. Ne parliamo con gli amici guardando Sanremo, la ascoltiamo su Spotify o su vinile, la cantiamo sotto la doccia, la amiamo, la odiamo, o tutt’e due le cose insieme. Ma che cosa rende «italiana» una canzone? «Felicità», siamo tutti d’accordo, suona come una tipica «canzone italiana», al punto che potremmo definirla «all’italiana». E allora «Via con me» di Paolo Conte, coeva eppure lontana miglia e miglia dal successo sanremese di Al Bano e Romina, non lo è? O forse lo è meno, con quello swing americano e quella voce roca?

    Jacopo Tomatis parte da qui, dal ripensamento delle idee più diffuse sulla canzone italiana («canzone italiana come melodia», «canzone italiana come specchio della nazione», «canzone italiana come colonna sonora del suo tempo»), per scriverne una nuova storia. Fatta circolare su spartito o su rivista, trasmessa dalla radio, suonata da dischi e juke box, al cinema e alla tv, in concerti e festival, la canzone è stata, per un pubblico sempre più giovane, il punto di partenza per definire la propria identità (su una pista da ballo come nell’intimità della propria stanza), per fare musica e per parlare di musica. E allora hanno qualcosa da dirci non solo «Vola colomba», «Il cielo in una stanza», «Impressioni di settembre», «La canzone del sole», «Preghiera in gennaio», ma anche i nostri discorsi su queste canzoni, come le ascoltiamo, come le suoniamo, come le ricordiamo.

    Storia culturale della canzone italiana ripercorre i generi e le vicende della popular music in Italia ribaltando la prospettiva: osservando come la cultura abbia pensato la canzone, quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e come questo sia mutato nel tempo – dal Quartetto Cetra agli urlatori, da Gino Paoli al Nuovo Canzoniere Italiano, da De Gregori a Ghali. Con la consapevolezza e l’ambizione che fare una storia della canzone in Italia non significa semplicemente raccontare la musica italiana, ma contribuire con un tassello importante a una storia culturale del nostro paese. Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica.

    Jacopo Tomatis, musicologo, giornalista, musicista, insegna Popular music al Dams di Torino ed è redattore del Giornale della musica.



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    27 min
  • Laura Garavaglia "Europa in Versi"
    Laura Garavaglia
    "Europa in Versi"
    www.europainversi.org

    Europa in Versi
    Festival Internazionale di Poesia

    Poetry Slam tra Milano e il Lago di Como con poeti provenienti da 10 Paesi
    Ospite Marc Kelly Smith

    Dal 12 al 14 aprile 2019
    Tema della IX edizione: La poesia e l’altro
    Sala Congressi di Palazzo Reale, Milano, Villa Gallia

    Europa in versi, Festival Internazionale di Poesia organizzato dalla Casa della Poesia di Como, torna per il nono anno, con la presenza di poeti di rilevanza nazionale e internazionale.
    “La poesia e l’altro” è il tema di questa edizione: viene data attenzione alla capacità di comprendere lo stato d'animo altrui, di capire “l’altro da sé”, comprenderne i sentimenti, apprezzare la ricchezza che culture diverse dalla nostra possono portare, mantenendo sempre viva tuttavia la propria identità culturale.
    Laura Garavaglia, presidentessa della Casa della Poesia di Como, spiega: “Il poetry slam è una competizione in cui i poeti recitano i loro versi, gareggiano fra loro in modo amichevole, dove l’unica protagonista è la poesia. È un modo coinvolgente, di proporre questo genere letterario in un clima di totale serenità e amicizia. Il pubblico non assiste solo passivamente alla lettura, ma partecipa attivamente. Infatti la giuria che decreta il vincitore della gara è composta da persone estratte a sorte tra il pubblico. L’anno scorso sono stati ospiti sul Lago di Como sei performer e il successo è stato davvero grande. Davanti a un pubblico divertito, ho compreso che la poesia, oggi, è anche lettura dinamica, come quella che viene proposta da loro”.
    Protagonisti anche di questa edizione, quindi, sono gli slammer: poeti-performer campioni nei loro Paesi e alcuni campioni del mondo di Poetry Slam Questi poeti legano i loro versi al linguaggio del corpo, alla modulazione della voce, creando un vero e proprio “spettacolo della poesia” e recitano un ritmo appassionante e serrato.
    La prima tappa sarà a Milano, venerdì 12 aprile alla Sala Conferenze di Palazzo Reale (Piazza Duomo 14) con uno spettacolo di poeti-performer che si alternano a letture di altri poeti sempre partecipanti al Festival.
    Partecipano alla performance:
    Marc Kelly Smith (USA) “Slampapi”, l’inventore del Poetry Slam negli anni ‘80 a Chicago, che dallo storico locale Green Mill si è poi diffuso in tutti gli Stati Uniti per sbarcare e diffondersi velocemente anche in Europa. Un’icona della poesia performative che sarà ospite d’onore del Festival;
    Roberta Estrela D’Alva (Brasile) attrice e performer. Campionessa del Brasile 2011, terza alla Coppa del Mondo 2012. Pioniere del poetry slam in Brasile.
    Alexis Diaz Pimenta (Cuba) poeta, romanziere e saggista, massimo esponente al mondo della poesia estemporanea "repentista". È il top nella sua arte d'improvvisazione.
    Evelyn Rasmussen Osazuwa (Norvegia) Attrice di teatro, danzatrice e insegnante. Campionessa del Mondo di Poetry slam 2017.
    Le voci dei peformer si alterneranno a quelle di poeti rappresentativi di questo genere nei loro Paesi:
    Ion Deaconescu (Romania) direttore dell’Accademia Mondiale di Poesia Miahi Eminescu e dell’omonino Festival di Letteratura di Craiova, ci ricorda come la poesia sia custode della memoria, Jeton Kelmendi, (Albania) ha combattuto durante la guerra del Kosovo e nei cui versi fa dell’amore l’arma più grande perché vinca la pace, Dmytro Chystiak (Ucraina) giovane poeta già autore di circa cinquanta libri tra saggi e poesia; e scrive sia in madrelingua che in francese e nei suoi testi richiama la poesia simbolista.
    Sarà interessante per il pubblico assistere a due modi di recitare versi, in cui si mantiene comunque viva l’eredità della poesia orale.
    “Europa in versi” entra nel vivo sabato 13 aprile: nello scenario di Villa Gallia, affacciata sul primo bacino del Lago di...
    18 min
  • Emanuela Da Ros "Io faccio quello che voglio!"
    Emanuela Da Ros
    "Io faccio quello che voglio!"
    Illustrazioni di Niccolò Barbiero
    Feltrinelli kids
    www.feltrinellieditore.it



    Un protagonista di nove anni tenero, simpatico, ironico, che incarna la condizione di “libertà vigilata” in cui vivono tutti i bambini della sua età.
    Un romanzo breve, illustrato da vignette in bianco e nero, perfetto per i primi lettori.


    Così comincia:
    lo faccio quello che voglio.
    Questa mattina mamma Linda è entrata in camera mia.
    - Alzati, ciotolino. E ora di andare a scuola.
    Ora di andare a scuola?
    Ho guardato l'orologio sulla pancia dei Teletubbies e ho visto che erano le sette.
    Quando mai uno è andato a scuola alle sette? ho pensato.
    Ho richiuso in fretta tutti e due gli occhi e mi sono riaddormentato. Perché io faccio quello che voglio: se voglio andare a scuola, mi alzo, mi vesto, faccio colazione, prendo lo zaino e quelle robe li. Se no dormo.
    Dopo un po', mamma Linda è tornata in camera mia.
    - Ma stai ancora dormendo? Alzati, Rocco: è tardissimo.
    Ho guardato l'orologio sulla pancia dei Teletubbies: le sette e un quarto. E tardissimo! ho pensato. Cosi mi sono alzato, ho fatto la pipì (una goccina sul tappetino azzurro davanti al water), mi sono vestito, ho fatto colazione con latte e biscotti (una goccina sulla maglietta azzurra e tante briciole sul pavimento), ho preso lo zaino e sono andato a scuola.
    Perché io faccio quello che voglio: se voglio dormire, dormo.
    Ma se é tardissimo e devo andare a scuola, vado a scuola!



    Emanuela Da Ros è nata a Vittorio Veneto (Treviso). Oltre a scrivere libri per bambini e ragazzi, è insegnante, giornalista e mamma. Il suo esordio nella letteratura per ragazzi risale al 2000, anno in cui ha vinto il Premio Pippi per inediti con Il Giornalino Larry (Feltrinelli, 2001). Nel 2015 è uscito, sempre per Feltrinelli, La storia di Marinella, una bambina del Vajont, e nel 2017 Bulle da morire, entrambi accolti ottimamente da critica e pubblico. Ancora per Feltrinelli Kids, Io faccio quello che voglio! (2019).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    22 min

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Un quotidiano culturale
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