il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Andrea Appetito "Vietato calpestare le rovine"
    Andrea Appetito
    "Vietato calpestare le rovine"
    Effigie Edizioni


    Un pianeta è esploso. Il nostro. Un caleidoscopio impazzito. I suoi frammenti vagano e si confondono nello spazio. Arrivano fluttuando – e vengono rilevati dagli strumenti della mente narrante – immagini, arrivano suoni, arrivano storie. Incuranti del tempo cronologico, si salvano documenti della memoria che spaziano dal contemporaneo ai secoli oscuri, ad un improbabile futuro. I racconti si susseguono, legati l’uno all’altro in una catena impossibile da spezzare. Ogni anello s’identifica col suo luogo geografico, ognuno permeato da una costante atmosfera gotica in cui i sentimenti umani non bastano alla sopravvivenza e in cui tutto sembra perduto.



    Andrea Appetito (Roma, 1971) scrittore e documentarista.
    Ha realizzato, con Christian Carmosino, alcuni cortometraggi e il film-documentario L’ora d’amore (2008)
    20 min
  • Piersandro Pallavicini "Nel giardino delle scrittrici nude"
    Piersandro Pallavicini
    “Nel giardino delle scrittrici nude”
    Feltrinelli Editore
    feltrinellieditore.it

    Sara Brivio viaggia per le capitali europee, compra prime edizioni autografate dei romanzi del cuore, colleziona arte contemporanea, cena in ristoranti stellati. Ma soprattutto si gode il sole integrale nel giardino della sua strepitosa villa nel centro di Milano, alle Cinque Vie, il quartiere dei suoi sogni di ragazzina. Insieme a lei, nude come lei, le due amiche più care, Elena e Fanny, scrittrici.
    Anche Sara è una scrittrice, come le sue amiche conosciuta solo da un ristretto pubblico di lettori affezionati. Divorziata, evitata come la peste dall’unica, amata figlia, fino a non molto tempo prima viveva da sola in uno squallido appartamentino a Vigevano, tirando avanti a fatica con poche migliaia di copie vendute per libro, qualche recensione, qualche rassegna per l’università della terza età. Poi, allo scoccare dei sessant’anni, ecco arrivare un’immensa, inattesa eredità, la cui sola rendita mensile sfiora i due milioni di euro.
    La soddisfazione più grande che l’eredità le ha permesso di togliersi?
    Il Premio Brivio: in palio mezzo milione di euro per un vincitore che come Sara, Elena e Fanny dev’essere un eterno escluso, e una cocente umiliazione, invece, per qualche detestatissimo solito noto del jet set editoriale. Come Daniele Castagnèr, alias El Panteròn, avido e spregiudicato autore di inconsistenti spiritual-gialli regolarmente in testa alle classifiche, con un’igiene incerta, una passione per sgargianti camicie fuori moda e un passato che si intreccia a quello di Sara e delle sue amiche.
    Mentre la finale del premio si avvicina tra risate, batticuori e una sempre più bruciante nostalgia della figlia, prende forma con la verve e lo stile tagliente e ironico di Piersandro Pallavicini un comico atto di critica al piccolo mondo letterario, cui si contrappone la passione inalienabile e salvifica per la scrittura e la lettura.

    E allora cosa rimane di gratificante, una volta pubblicata la tua pregevole opera destinata all’anonimato, se non vincere un premio?



    Piersandro Pallavicini è nato a Vigevano nel 1962. È docente all’Università di Pavia, dove svolge ricerche nel campo della nanochimica inorganica. Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Madre nostra che sarai nei cieli (2002), Atomico dandy (2005), African inferno (2009), Romanzo per signora (2012) Una commedia italiana (2014; vincitore del Cortona Mix Prize 2014 e finalista al premio Città di Vigevano 2014), La chimica della bellezza (2016), Nel giardino delle scrittrici nude (2019) e, nella collana digitale Zoom, London Angel (2012), Racconti per signora (2013) e Dalle parti di Arenzano (2014). Collabora con “TuttoLibri”, supplemento culturale de “La Stampa”. Lo trovate
    facebook.com/piersandro.pallavicini
    twitter.com/Piersandropalla

    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    ilpostodelleparole.it
    22 min
  • Roberto Revello "Ciò che appare nello specchio"
    Roberto Revello
    “Ciò che appare nello specchio”
    Docetismo e metafisica dell’immagine in Henry Corbin
    Orthotes Editrice
    orthotes.com

    L’eredità più riconosciuta di Henry Corbin è quella dell’orientalista che ha fatto scoprire insospettate e ricche tradizioni spirituali-filosofiche dell’Iran shī’ita. Nel presente lavoro ci si è sforzati tuttavia di tenere assieme l’opera dell’esegeta e del fenomenologo della religione con quella del filosofo teoreticamente in grado di interrogare da un altro luogo i percorsi della metafisica occidentale sui temi centrali dell’essere e dell’“essere immagine”. Per esplicita ammissione, si può parlare di un’insolita prospettiva “docetista”, intesa come fenomenologia di specchi e icone, come metafisica immaginale capace di dare spessore a immagini in continua trasfigurazione dal visibile all’invisibile e viceversa. Le tradizioni religiose a cui si riferisce Corbin fanno infatti dell’immaginale la dimensione in cui hanno luogo i fenomeni spirituali. Sarebbe la rimozione di questo piano ad aver determinato, in Occidente, lo scacco di un nichilismo passivo, ostaggio del “paradosso del monoteismo” che, in ultima analisi, è sempre un’ontoteologia senza teofania.



    Salvare lo spirituale attraverso l’immaginazione
    L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha invitato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurandogli il messaggio all’orecchio […]. Questi s’è messo subito in moto; è un uomo robusto, instancabile […]. Ma la folla è così enorme; e le sue dimore non hanno fine. Se avesse via libera, all’aperto, come volerebbe! e presto ascolteresti i magnifici colpi della sua mano alla tua porta. Ma invece come si stanca inutilmente! ancora cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e se anche gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta – ma questo mai e poi mai potrà avvenire – c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì e tanto meno col messaggio di un morto. Ma tu stai alla finestra e ne sogni, quando giunge la sera.

    In questo famoso apologo, Kafka ci parla di un messaggio segreto proferito dalle labbra dell’imperatore morente: esso deve giungere al suo unico e speciale destinatario; eppure, questi, non potrà mai riceverlo, tanto è immensa e complicata la distanza che il latore dovrà percorrere. Paradosso dei paradossi, tra chi ha proferito il verbo e colui per il quale il verbo è stato proferito, non c’è un percorso insediato da nemici, da rivali invidiosi che si oppongano attivamente alla trasmissione delle ultime parole del sovrano. Non c’è nemmeno una natura ostile che renda la missione del messaggero impervia e pericolosa. Il nobile servitore non deve addentrarsi in fitte foreste, scalare montagne, vincere aridi deserti dove la vita è una sfida e il silenzio atterra. Ciò che ha di fronte è il potere stesso dell’imperatore. Sono le vie brulicanti del regno a essersi fatte sterminate, è la sua potente comunicazione a impossibilitare la comunicazione.

    Il lettore può percepire, in una storia simile, un senso teologico apofatico, a rimarcare una distanza insopprimibile, totalmente umana e tecnologica, tra Dio e le sue creature; oppure può accentuare, come chiave di lettura, un ateismo ironico e colmo di nostalgia per un Dio lontano e impossibile, ridicolo come il suo uomo perché travolto dall’annuncio nietzscheano – un dio esiliato a Occidente. In ogni...
    34 min
  • Valerio Massimo Manfredi "Sentimento italiano"
    Valeria Massimo Manfredi
    “Sentimento italiano”
    Storia, arte, natura di un popolo inimitabile
    SEM libri
    semlibri.com


    Valerio Massimo Manfredi ci ricorda che essere italiani, appartenere a questo popolo e vivere sul suo territorio, ci consente gioie inestimabili, ma al contempo ci impone una continua ridefinizione del nostro sentimento italiano.

    Si può ancora parlare di Spirito di un Popolo senza inciampare in goffi anacronismi? In particolare, è ancora possibile per noi italiani richiamare le meraviglie della nostra Storia, ammirarle di viva ammirazione perché orientino ancora il nostro presente e il futuro delle generazioni a venire? Valerio Massimo Manfredi, lo scrittore che negli ultimi tempi forse più di ogni altro ha saputo raccontare i fasti e i tumulti del passato con la vivacità del testimone e la sapienza dello studioso, con questo nuovo, sorprendente libro ci ricorda che essere italiani, appartenere a questo popolo e vivere sul suo territorio, ci consente gioie inestimabili, ma al contempo ci impone una continua ridefinizione del nostro sentimento italiano.



    “Una Italia allo sbando di tutti contro tutti che pretende di rifondare l’Europa o di farla collassare, che vuole disfare ciò che è stato fatto con grandissimo sforzo di ingegni con fede e perseveranza, terrorizzata da nuove “invasioni barbariche”, pronta a credere a leader senza credenziali in una folle lotteria del tanto peggio tanto meglio.

    La speranza è nella fede. In questo sfascio, milioni di persone credono ancora nel loro Paese: non osano dirlo ma esistono, lavorano caparbiamente, gettano sul piatto dell’indifferenza la loro vita come quell’uomo che osò precipitare sull’autostrada a Bologna contro un uragano di fuoco urlando l’allarme per centinaia di persone, avvolto dal plasma di fiamme e miracolosamente risparmiato dal dio degli audaci e dei generosi.

    Uno solo? No, tanti. Tanti da riuscire a reggere sulle spalle un carico immane. Tanti che guardano negli occhi i loro figli devastati dalla droga ma non si arrendono, e nella fede ostinata in una Patria senza più voce sperano e attendono un riscatto.

    Noi, che umilmente crediamo, siamo i suoi difensori, noi che aiutiamo chi ha bisogno di aiuto, noi che diamo il sangue a chi ha le vene inaridite, noi che risvegliamo quelli che non hanno più sentimenti, noi che vediamo anche per quelli che hanno perso la vista, noi che amiamo i nostri eroi borghesi sorridenti di fronte alla morte. Noi siamo l’Italia.”

    Valerio Massimo Manfredi è un archeologo specialista in Topografia Antica. Ha insegnato in prestigiosi atenei e condotto scavi e spedizioni in Italia e all’estero. Come autore di narrativa ha avuto un grande successo internazionale, vendendo oltre dodici milioni di copie.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    ilpostodelleparole.it
    1 hr 3 min
  • Alessandro Zaccuri "Nel nome"
    Alessandro Zaccuri
    “Nel Nome”
    NNEditore
    nneditore.it

    Maria è un nome segreto, un gioiello fuori dal tempo. Mettersi sulle tracce di un nome è sempre un’avventura, non esistono mappe né percorsi prestabiliti. Alessandro Zaccuri inizia questo viaggio da solo, punta il suo compasso sulle Marie dei Vangeli e da lì si muove per scrivere la sua preghiera del nome. Parte da una Maria ragazza senza volto, che balla su una pubblicità degli anni Ottanta, si ritrova con la madre sorridente e sofferente, e passando da Giulietta incontra la Maria di West Side Story, incrocia Borges, Giotto, Lippo e poi Kurtz e Achab, per arrivare infine alla Marie di Le Corbusier sulle vetrate della Notre- Dame-du-Haut. E mentre invoca e ripete questo nome, vive il dubbio, lotta contro i sette demoni e dissemina il suo rosario in luoghi imprevedibili, trasformando il suo e nostro viaggio in una benedizione, invisibile e leggera.

    Il volume è una meditazione sul nome e sulle figure femminili che ruotano intorno a Gesù. Nel racconto dei Vangeli la madre di Gesù non è la sola a portare il nome di Maria: si chiama così anche la Maddalena, così si chiamano altre donne che appaiono magari solo in un versetto o due (Maria di Cleopa, Maria di Salome). In un percorso tra arte e letteratura, e tra autobiografia e leggenda, Alessandro Zaccuri prova a capire quale sia la forza e il segreto che un nome – quel nome – può portare con sé: un viaggio nel mistero delle parole, alla ricerca della nostra identità più profonda.



    Alessandro Zaccuri è nato nel 1963 a La Spezia, vive a Milano, scrive di letteratura e cultura sul quotidiano Avvenire. Ha pubblicato saggi (i più recenti sono Come non letto, Ponte alle Grazie, 2017, e Alexander Calder, Sillabe, 2019) e romanzi (tra cui Il signor figlio, Mondadori, 2007, Premio Selezione Campiello, e Lo spregio, Marsilio, 2016, Premio Comisso e Mondello Giovani). È il curatore della serie CroceVia.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    ilpostodelleparole.it
    20 min
  • Igor Sibaldi "Eterno amore"
    Igor Sibaldi
    “Eterno amore”
    Chi è amato non può morire
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    Si conoscono durante un’estate a Mosca. Lui ha appena finito la maturità, è gravemente anoressico, lei lavora come architetto, è radiosa e piena di vita. Nasce dolcemente, quasi in sordina, un amore potentissimo, che i due ancora non comprendono. Grazie a lei lui guarisce. Ma la loro storia si consuma rapidamente, minata dalle insicurezze giovanili e dalla distanza. Lui torna in Italia, Tanja rimane in Russia, si dimenticano.

    Quarant’anni dopo, lui è uno psicoanalista affermato. Ma pur essendo circondato dall’amore delle due figlie e della compagna, sente che gli manca qualcosa. Capisce che quel senso di vuoto è collegato a Tanja, il suo primo grande amore, perciò si mette sulle sue tracce nella speranza di rivederla. Purtroppo scopre che Tanja è morta molti anni prima. Incapace di rassegnarsi all’idea di averla perduta per sempre, cerca in tutti i modi di entrare in contatto con lei. Fino a riuscirci, scoprendo dimensioni straordinarie.

    In questo romanzo intenso e delicato, Sibaldi riprende il tema a lui caro della resurrezione e lo cala in una storia d’amore sconvolgente, capace di ridisegnare la nostra concezione del tempo e dello spazio. E ci svela che la morte non è un limite, se la nostra mente sa come varcarlo.




    Igor Sibaldi è scrittore, regista e filosofo. Studioso di teologia, filologia e storia delle religioni, è autore di opere sulle Sacre Scritture e sulla filosofia della mente, oltre che di romanzi e testi teatrali. Ha tradotto numerosi classici (tra cui Guerra e pace e altri romanzi di Tolstoj), dedicandovi monografie e saggi introduttivi. Tra i suoi maggiori successi, I maestri invisibili, Il libro degli angeli e Il mondo dei desideri. Il suo ultimo libro pubblicato per Mondadori è Resuscitare.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    ilpostodelleparole.it
    36 min
  • Chiara Frugoni "Uomini e animali nel Medioevo"
    Chiara Frugoni
    "Uomini e animali nel Medioevo"
    Storie fantastiche e feroci
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it



    «Che per certo sappi e credi come cosa vera quello che io ti dirò: un altro converso ce ne fu che andando una mattina presso d’uno fossato vide un drago terribile bere, e disse che gli pareva che fusse tutto pieno di specchi, per la qual cosa tornò a casa e pella paura morì, overo per veleno che ’l dragone gli gittasse».

    (Giovanni dalle Celle, lettera a un devoto, 1374 ca.)

    Unicorni, draghi, grifoni: una folla di creature surreali e favolose, ma anche molto concrete e temute, popola la vita degli uomini intorno al 1000 e fino al Rinascimento. Santi padri del deserto, monaci, autorevoli predicatori assicuravano che la terra fosse gremita di bestie feroci, nonché di esseri mostruosi e ibridi. E poiché alle bestie si guardava alla luce della Creazione, ecco sorgere alcuni interrogativi fondamentali. Un uomo con la testa di cane doveva essere battezzato? Poteva Dio aver creato qualcosa di tanto orrido? Nel Medioevo si sapeva di vivere ormai in un paradiso perduto. Così come perduto per sempre - dopo la trasgressione dei progenitori - era il meraviglioso rapporto di subordinazione che gli animali, creati per servire Adamo, avevano intrattenuto con gli uomini. Questi ultimi non disponevano di armi efficaci per affrontare lupi, orsi e cinghiali, e ancor meno leoni, tigri e pantere, caso mai li avessero incontrati. Li soccorreva però una fervida fantasia, grazie alla quale venivano a patti con la paura. Dispiegate in arazzi, miniature, mosaici, sculture, dipinti, enciclopedie figurate, raccolte di mirabilia, Chiara Frugoni ci mostra le mille facce della storia di una relazione secolare, simbolica quanto reale, tra gli uomini e gli animali. Uno sfarzoso corredo di immagini rende vivo, palpitante e nostro quel tempo lontano.


    Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Rosanna Virgili "Qual è il tuo nome?"
    Rosanna Virgili
    "Qual è il tuo nome?"
    Alla ricerca della propria identità
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    www.monasterodibose.it

    Nessuna identità può esistere a prescindere dalla relazione con l’altro, l’umano è un volto spirituale tessuto dello sguardo di mille altri. L’identità non è un dato assoluto da conservare al sicuro, ma una ricerca, una strada, un esodo e una decisione. In relazione a chi e a cosa possiamo scoprire il mistero della nostra identità vera? I grandi testi della nostra cultura e la rivelazione biblica ci guidano in un viaggio affascinante per passare da un io chiuso in sé al “tutto a tutti” descritto da san Paolo.



    "Nonostante i molti studi sull’identità che il Novecento ha intrapreso, condotti con cura e intuito sul piano psicologico, giuridico, antropologico, morale e spirituale, scarsi paiono i risultati che, un secolo dopo, si possono constatare in questo campo. Sull’identità di giovani e vecchi, di poveri e ricchi, degli uomini e delle donne, degli europei e degli extracomunitari, dei credenti e degli agnostici c’è sempre più confusione, al punto che, spesso, ci verrebbe da chiedere: chi sei? Qual è il tuo nome? Non solo agli estranei, ma anche a noi stessi. A quarant’anni si è giovani o vecchi? Nei paesi del primo mondo si è poveri o ricchi? Sono maschio nel sesso, ma il mio genere è maschile o femminile? Sono un indiano nativo di Londra o sono un inglese? Sono
    un credente, ma è possibile che ritenga di dovere dialogare anche con un agnostico per conoscere Dio? L’identità ha perduto le sue mura difensive.
    È un bene o un male? Impossibile è la risposta se prima non si osservi da vicino il fenomeno,
    senza paure né pregiudizi. Come in ogni altraesperienza, infatti, anche per l’identità non vale tanto la cosa in sé, quanto il modo di viverla."


    Rosanna Virgili (1958), biblista, è laureata in filosofia all’Università di Urbino, in teologia alla Pontificia università lateranense e licenziata in scienze bibliche al Pontificio istituto biblico di Roma. Attualmente è docente di esegesi presso l’Istituto teologico marchigiano (Pontificia università lateranense).





    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    41 min
  • Alberto Siracusano "Ira funesta"
    Alberto Siracusano
    "Ira funesta"
    Imparare a gestire la rabbia
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it

    Per curare la sua ira funesta Achille avrebbe avuto bisogno di un bravo psichiatra? E Ulisse, capace di autoanalisi, ne avrebbe potuto fare a meno? Quando siamo arrabbiati siamo più Achille o Ulisse?

    Partendo da queste domande provocatorie, Alberto Siracusano, uno dei più affermati psichiatri italiani, analizza i molti aspetti della rabbia, un’emozione che, nonostante la sua enorme diffusione, è ancora poco studiata. Infatti, se la rabbia è sempre reazione a un evento scatenante, come delusione, frustrazione, paura, il sentire minacciati sé o i propri confini, si declina però in forme diverse – ira, collera, stizza -, in cui si intrecciano, in modo a volte caotico, stati d’animo difficili da riconoscere, da comprendere, da controllare. E spesso sfocia nel male di rabbia, una condizione psicopatologica caratterizzata da comportamenti devianti, talvolta dalle gravi conseguenze, attuati nei confronti di chi la subisce. Il femminicidio ne è una dimostrazione, come lo è il terrorismo, manifestazione di una rabbia intollerante che può portare all’atto estremo di uccidersi per uccidere gli altri.

    Attraverso esempi illustri – letterari, artistici e anche legati a casi di cronaca – e il racconto di storie di vita, si scoprono le differenze tra la rabbia al femminile e quella al maschile, e tra le varie espressioni che la caratterizzano nelle diverse età, fino ad arrivare alla cosiddetta rabbia 2.0, quella che trova su internet, e in particolare nei social network, il proprio sfogo naturale, ma che si esprime anche attraverso alcune forme di musica o i tatuaggi. E si comprende come la rabbia guasti il nostro vivere quotidiano e inquini il campo delle nostre relazioni, da quelle di coppia a quelle familiari, da quelle scolastiche a quelle lavorative.

    L’ira funesta di omerica memoria e la sua distruttività sono dunque il rischio in cui incorre chi non impari a riconoscere e controllare la rabbia, perché «una mente arrabbiata è una mente limitata».


    Alberto Siracusano è ordinario di psichiatria, direttore della scuola di specializzazione in psichiatria e direttore del dipartimento di Medicina dei sistemi dell'Università di Roma Tor Vergata. È inoltre direttore dell'Unità operativa complessa di psichiatria della Fondazione Policlinico Tor Vergata. Già presidente della Società Italiana di Psichiatria, è presidente della Società Italiana di Psicopatologia (sopsi) e membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytic Association. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e libri, ha curato il Manuale di Psichiatria, il più diffuso testo di studio di psichiatria. Ha dedicato numerosi studi e articoli al tema della depressione, in particolare alla depressione femminile.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    24 min
  • Paola Farinetti "Passeggiate Letterarie"
    Paola Farinetti
    "Passeggiate Letterarie"
    Libri delle nostre vite
    Fondazione E. Mirafiore


    Nel Bosco dei pensieri, uno degli ultimi rimasti in Langa, la Fondazione invita ogni anno note personalità e grandi firme della letteratura e del giornalismo italiano a rileggere e a commentare, in un percorso a tappe nella natura, i grandi classici della letteratura mondiale. Visto il successo della scorsa edizione , anche per la stagione 2019 si è scelto di estendere le Passeggiate Letterarie oltre i confini del Bosco dei Pensieri di Fontanafredda – nel quale se ne terranno 7 – e di organizzarne una a Frassino in Val Varaita e una in Alta Langa a Bosia.


    Lettori d'eccezione nelle Passeggiate Letterarie alla Fondazione E. Mirafiore, tra i quali: Gianrico Carofiglio, Lella Costa, Giuseppe Cederna e molti altri ancora, per guidare le passeggiate letterarie 2019 avventurandosi tra le pagine de «I libri delle nostre vite».
    Alla scoperta, o riscoperta di alcuni classici della letteratura italiana del ‘900 con attori, scrittori, capaci di accompagnare il pubblico in questo speciale viaggio tra libri e natura.

    10 maggio - Gianrico Carofiglio

    18 maggio - Lella Costa

    25 maggio - Teresa Ciabatti

    9 giugno - Fredo Valla e Barbara Martino - Frassino (Valle Varaita)

    21 giugno - Omar Pedrini

    29 giugno - Oscar Farinetti - Bosia

    7 luglio - Gipo di Napoli con i Bandakadabra

    13 luglio - Piergiorgio Odifreddi

    20 luglio - Giuseppe Cederna




    La partecipazione alle passeggiate è gratuita, ad eccezione di quella che si svolgerà a Bosia con un contributo di 7 euro per l’Associazione Andè che organizza il trekking (con aperitivo finale).

    Prenotazioni sul sito www.fondazionemirafiore.it



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    16 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners