il posto delle parole

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  • Franco Barbero "Confessione di fede di un eretico"
    Franco Barbero
    "Confessione di fede di un eretico"
    Edizioni Mille
    www.edizionimille.eu


    Venerdì 22 febbraio 2019, ore 17.30
    Biblioteca Civica, Savigliano
    Franco Barbero presenta:
    "Confessione di fede di un eretico"


    "Queste pagine intendono documentare alcuni passaggi del fragile cammino di fede che ha sorretto la mia esistenza quotidiana.

    Con questo libro voglio anche esprimere una gratitudine profonda e particolare alle persone e alle comunità cristiane, ebraiche e musulmane che mi hanno accompagnato su questi sentieri “pericolosi”, spesso difformi dalle dottrine ufficiali. Le “cattive compagnie” di ogni genere sono le vere protagoniste di questo libro.

    Per me i “cattivi maestri” (Giorgio Biandrata, Michele Serveto, Hans Kung, Gigi Ferraro e Marcella Risso, Edward Schillebeeckx, Ernst Kasemann, Rolf Rendtorff, Elisabeth Schussler Fiorenza, Elizabeth Johnson… ) hanno costituito una vera benedizione.
    Negli anni di ministero ho cercato di imparare ad ascoltare le domande più che a fornire le risposte. I due libri, la Bibbia e la Vita, costituiscono per me l’intreccio vitale nel flusso dei miei giorni: mai l’una senza l’altra.

    Dedico questo libro a Giovanni Franzoni, fratello-maestro-profeta e alla comunità cristiana di base di San Paolo a Roma che “tengono insieme” la lettura biblica e l’impegno per la giustizia."



    Franco Barbero è nato a Savigliano nel Cuneese il 24 febbraio 1939. Ordinato sacerdote cattolico nel 1963. Nel 1973 fondò la Comunità cristiana di Base di Pinerolo.
    A causa delle sue critiche alla dottrina, alla liturgia e al magistero della Chiesa fu dimesso dallo stato clericale nel 2003. In questi anni ha continuato a esercitare il ministero di animatore biblico in Italia e all’estero.
    Ha scritto 28 libri tuttora consultabili. La cristologia, le questioni di genere nella chiesa e le proposte di superare alcune formulazioni dogmatiche ufficiali, per riscoprire il messaggio originario del Vangelo, lo hanno sempre più unito a tutte le esperienze che credono fermamente e lavorano intensamente per una conversione del cristianesimo e di tutte le religioni.



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    38 min
  • Salvatore Franco "Come sigillo sul cuore"
    Salvatore Franco
    "Come sigillo sul cuore"
    Ritrovarsi nel sacramento del matrimonio
    quadri di Marcela Ferrero
    postfazione di Renzo Bonetti
    Effatà Editrice
    www.effata.it


    La storia d’amore che viene raccontata in questo libro è un percorso che vi guiderà nel cuore del significato del Matrimonio.

    Le vicende di Avigail e Adir, due giovani contemporanei di Gesù, vi condurranno nel Cenacolo, nel Getsemani e sul Golgota, per entrare nel Mistero che si è compiuto in quei luoghi e viverlo in prima persona. Scoprirete che il Sacramento del Matrimonio è una fonte a cui ritornare per una «rinascita interiore» sia personale che di coppia. Il racconto segue la traccia segnata nel Vangelo di Giovanni, dal capitolo 13 al capitolo 17, ed è la continuazione del libro Grazie a te il cielo, nel quale i protagonisti, dopo la rottura della loro relazione iniziata alle «Nozze di Cana», hanno riscoperto le leggi dell’Amore significate nei sette Giorni della Creazione. Il testo è corredato da «esercizi» che impegnano attivamente il lettore a ritrovare il vero «sigillo» dello Sposo e dell’Amore reciproco passando attraverso le prove e le difficoltà che si incontrano in una relazione. La lettura e gli esercizi sono rivolti a coppie che hanno celebrato il Sacramento del Matrimonio e a coloro che vi sono interessati e possono essere svolti sia da soli che in gruppo.


    Salvatore Franco
    Sacerdote dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, psicologo e psicoterapeuta, è nato nel 1961 a Napoli. È assistente spirituale della Federazione Siciliana dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana e responsabile del Servizio di ascolto di «Ministri di Misericordia» – www.ministridimisericordia.org. Ha pubblicato Il Vangelo a Ballarò (Ed. Missionari OMI, 1996-1998); Ministri di Misericordia (Ed. Missionari OMI, 2009); Nel silenzio della luce. Percorso di rinascita interiore (Paoline, 2014).




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    22 min
  • Benedetta Gallo "Guide per piccoli alle vite dei grandi"
    Benedetta Gallo
    "Anna Frank. Guide per piccoli alle vite dei grandi"
    Isabel Thomas - disegni di Paola Escobar
    "Frida Kahlo. Guide per piccoli alle vite dei grandi"
    Isabel Thomas - disegni di Marianna Madriz
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com


    Anna Frank. Guide per piccoli alle vite dei grandi
    Perché Anna Frank è una scrittrice di fama mondiale?
    Le sue parole e il suo acume non solo hanno fatto conoscere a milioni di persone l’orrore della guerra e la malvagità della persecuzione razziale, ma ci mostrano anche come bontà e speranza possano prevalere persino nei momenti più cupi.
    Scopri la storia eccezionale di Anna e del diario che ha aperto gli occhi al mondo.


    Frida Kahlo. Guide per piccoli alle vite dei grandi
    Perché Frida Kahlo è un’icona nel mondo dell’arte?
    Fu tormentata per tutta la vita da sofferenze fisiche e difficoltà materiali, eppure dipinse capolavori originali e audaci con cui è riuscita a comunicare al mondo le sue emozioni e ad affermare la propria identità.
    Scopri la vita e le opere di una delle pittrici più notevoli del XX secolo.




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    12 min
  • Matteo Tognocchi "I Boreali"
    Matteo Tognocchi
    "I Boreali"
    www.iboreali.it

    Rispetto alla storia universale, le guerre e i libri scandinavi è come se non fossero esistiti; tutto resta isolato e senza traccia, come se fosse accaduto in sogno o in quelle sfere di cristallo che consultano i veggenti. Nel XII secolo, gli Islandesi scoprirono il romanzo, l’arte di Cervantes e di Flaubert, e quella scoperta è tanto segreta e tanto sterile per il resto del mondo quanto la loro scoperta dell’America.
    Jorge Luis Borges



    I Boreali è il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, organizzato e ideato da Iperborea, che dal 2015 propone a Milano e in tutta Italia i grandi nomi e le personalità più originali della cultura nordica, dalla letteratura al cinema, dalla musica all’attualità, dando voce ai grandi temi del vivere contemporaneo e stimolando l’incontro tra diverse culture europee.

    Giunto alla quinta edizione, il festival ha proposto nelle prime quattro rassegne più di 150 eventi in 20 sedi diverse, 80 partner e 140 ospiti, la maggior parte dei quali venuti dal nord Europa. Anche nel 2019, I Boreali si terrà nella prestigiosa sede del Teatro Franco Parenti di Milano dal 21 al 24 febbraio 2019: quattro giornate con scrittori, intellettuali, artisti, registi, musicisti, librai, professori, laboratori, letture, spettacoli, proiezioni, concerti, corsi e molto altro...

    Dopo il successo della prima edizione, nel 2016 il festival ha cambiato formato e si è «allargato» anche al di fuori della realtà milanese, portando i suoi ospiti e i suoi incontri in alcune delle maggiori città italiane: Torino, Venezia, Genova, Trento, Rovereto, Firenze, Udine e Cagliari, registrando in ogni tappa grande partecipazione ed entusiasmo. Nel 2019 il festival raggiungerà nuove città e porterà il festival in altre grandi realtà italiane (e non solo), come Cernobbio/ Lugano, Bologna e Matera.


    il programma su:
    www.iboreali.it




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    18 min
  • Amaranta Sbardella "Barcelona Desnuda"
    Amaranta Sbardella
    "Barcelona Desnuda"
    Fuga nella città: letteratura, luoghi comuni e insoliti cammini
    Exòrma Edizioni
    www.exormaedizioni.com


    Nella Barcellona dei nostri giorni, i protagonisti di alcune delle maggiori opere letterarie sulla città catalana, Petra Delicado, Clara Barceló, Pepe Carvalho e molti altri con loro, scappano da una stanzetta malridotta del Raval e tornano come spettri in libertà alla Barcellona narrata nei libri. Vagano indisturbati, entrano in caffè e teatri, si calano di nuovo nei luoghi che conoscono, oggi mutati profondamente se non addirittura scomparsi, svelandoci una città più intima e segreta. Grazie a loro scopriamo una Barcellona a tratti sconosciuta, ben lontana dalla cristallizzazione turistica e modernista che da sempre ne accompagna l’immaginario.


    I quartieri barcellonesi e gli episodi salienti nella vita della città e dei suoi abitanti, le Esposizioni universali, le rivolte anarcosindacaliste e la guerra civile compongono un iridescente rosone gaudiano non solo letterario ma artistico, storico e culturale.

    Frequenteremo personaggi amati o saremo sedotti per la prima volta da scrittori e grandi classici della letteratura novecentesca catalana e castigliana: da Carlos Ruiz Zafón a Josep Pla con Un signore di Barcellona; e poi Joan Sales, Salvador Espriu, Mercè Rodoreda con il suo La piazza del Diamante, Eduardo Mendoza, i romanzi polizieschi di Manuel Vázquez Montalbán e Alicia Giménez-Bartlett.


    Amaranta Sbardella affianca la ricerca letteraria all’attività di editing e di traduzione editoriale da castigliano e catalano per importanti case editrici. Ha vissuto a lungo in Spagna e in particolare a Barcellona. La sua curatela dal catalano di Sotto l’attonita freddezza di questi occhi di Salvador Espriu ha vinto il premio del Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya. Nel 2016 ottiene una borsa di studio della prestigiosa Fundació Mercè Rodoreda.
    Molte sue traduzioni importanti figurano nei cataloghi di nottetempo, Marsilio, Nutrimenti, Sonzogno.
    Autrice di numerosi studi sulle riscritture dei miti greci e sulle letterature di ambito iberico, ha recentemente pubblicato Il mostro e la fanciulla. Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento, Quodlibet 2017.
    Barcelona desnuda è la sua prima prova letteraria.



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    24 min
  • Carmen Pafundi "La colomba del Redentore"
    Carmen Pafundi
    "La colomba del Redentore"
    Vita della beata madre Maria Celeste Crostarosa
    Ares Edizioni
    www.ares.mi.it


    «Sappi che per me vivrai e sarai mia in eterno, ti proteggerò nel mio cuore come unica colomba mia», dice Gesù a madre Maria Celeste Crostarosa, al secolo Giulia Marcella Santa (Napoli 1696 - Foggia 1755), che fin dall’infanzia ha il dono di ascoltare interiormente la sua voce. Divenuta monaca carmelitana, poi visitandina, le rivela infatti, anche con visioni, che sull’esempio della sua Passione desidera che fondi un Ordine con Regole e abiti propri, alla cui guida del ramo monastico femminile sceglie lei, e per quello maschile, missionario, don Alfonso Maria de Liguori. Ma ascoltare la volontà del Redentore e farla adempiere anche fra uomini e donne di Dio non è facile per una monaca del suo tempo; inizia così la passione di Maria Celeste per realizzare l’Opera che il Signore le ha affidato – la fondazione dell’Ordine delle monache Redentoriste e della Congregazione dei padri Redentoristi –, tra calunnie, discredito, invidie, carcerazioni e buio dell’anima, fino al rifiuto del suo padre spirituale e all’espulsione dal monastero che l’aveva creduta.
    «Attraverso queste pagine», annota mons. Vincenzo Pelvi nella Prefazione, «comprendiamo che gli occhi di Maria Celeste non si sono mai spenti, il suo carisma fa fiorire l’umano e lo apre alla gioia dell’amore crocifisso, fondendo insieme sensibilità e immaginazione, corporeità e interiorità, finito e infinito». Madre Celeste è stata proclamata beata nel 2016 – molto tardi rispetto a don Alfonso, canonizzato già nel 1839 –, ma il suo esempio e il suo insegnamento restano ancora tutti da scoprire.



    Carmen Pafundi è nata a Pietragalla (PZ) nel 1971 e vive a Foggia. Si è diplomata all’Istituto Statale d’Arte e al l’Accademia di Belle Arti in Pittura. Per Altrimedia ha pubblicato i romanzi Un Albero di cachi sono stata (2012); Le donne della Merceria Alfani (2013); La Ragazza sul l’Aquilone (2015). Nel 2016 ha creato il marchio DOROTEMA ®, che rappresenta la bambola di stoffa, Dorotema – La bambola con lo stivaletto della Fantasia.



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    19 min
  • Maurizio Vetrugno "Un collezionista eclettico"
    Maurizio Vetrugno
    "Un collezionista eclettico"
    Conversazioni sul Collezionismo
    Un collezionista eclettico
    Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino
    Martedì 19 febbraio 2019, ore 18.30


    Per il secondo appuntamento della rassegna dedicata al collezionismo, Maurizio Vetrugno in dialogo con Olga Gambari racconterà al pubblico la sua straordinaria collezione.
    Martedì 19 gennaio alle ore 18.30 presso la Sala di Consultazione della Pinacoteca Agnelli, l’artista e collezionista Maurizio Vetrugno dialogherà con Olga Gambari, curatrice e critica d’arte, nell’ambito del programma Conversazioni sul collezionismo.
    Nel corso della sua vita, Maurizio Vetrugno ha sviluppato un vero e proprio amore per il bello, l’insolito e l’esotico, tutti elementi ritrovabili nella sua collezione che, come uno scrigno, raccoglie bozzetti pregiatissimi di alta moda, oggetti provenienti dal sud-est asiatico, accessori che hanno segnato la storia di importanti marchi, tra cui Chanel, Elsa Schiapparelli e Pierre Cardin.
    La passione per il collezionismo affianca la sua attività di artista e l’incontro con Olga Gambari sarà anche l’occasione per raccontare al pubblico come queste due peculiarità si siano intrecciate e influenzate a vicenda nel corso della vita di Maurizio Vetrugno.
    Il programma Le Conversazioni sul Collezionismo è l’occasione per il pubblico per approfondire questo tema fortemente connesso alla storia e alla genesi dell’istituzione. Ogni mese viene proposto un appuntamento dedicato a una specifica forma di collezionismo e durante l’incontro, due personalità legate a questo mondo dialogheranno degli oggetti scelti per le proprie personali raccolte e, raccontando al pubblico la nascita di questa passione, si confronteranno sul ruolo dei collezionisti ai giorni nostri, nel pubblico e nel privato.




    Maurizio Vetrugno (Torino, 1957) Dopo aver frequentato il Dams a Bologna, fa il suo esordio alla fine degli anni ’70 con il gruppo degli enfatisti e, di quegli stessi anni, sono le sue prime mostre nella galleria Neon, di cui è tra i fondatori. I suoi interessi per la musica e la teoresi lo portano a sperimentare forme sofisticate di ibridazione tra le arti, declinate in installazioni sonore e interattive, esperimenti fotografici, incursioni nella moda e nelle arti applicate. Appassionato viaggiatore è stato attivo anche Bali e continua ad esporre le sue opere in gallerie private, musei e spazi pubblici in Europa, Asia e Stati Uniti. Il suo interesse per la cultura e la storia del lontano Oriente si manifesta anche in un’intensa attività collezionistica, rivolta prevalentemente alle arti decorative cinesi di alta epoca e al mondo della moda, da importanti pezzi dagli anni ’30 agli anni ’90, a bozzetti originali di Capucci, Lacroix e Balmain, fino a una selezione di preziosi accessori.


    Olga Gambari è curatore indipendente, critico d’arte e giornalista. Collabora dal 1996 con il quotidiano La Repubblica e dal 2001 con la rivista Flash Art. Dal 2010 è direttore del progetto editoriale artesera.it. Dal 2013 per tre edizioni è stato direttore artistico della fiera di arte contemporanea The Others. Dal 2015 è
    direttore artistico del network internazionale di arte indipendente NESXT nesxt.org. Ha sviluppato decine di progetti curatoriali per spazi privati italiani e per pubbliche istituzioni.
    Ha lavorato con molti giovani artisti così come con nomi storici, italiani e internazionali. Al centro della sua ricerca e della sua progettualità l’idea dell’arte contemporanea come sperimentazione multidisciplinare mobile e come pratica relazionale.



    Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli | Via Nizza, 230/103, 10126, Torino | www.pinacoteca-agnelli.it Info: 011.0062713 |
    22 min
  • Giulio Dellavite "Se ne ride chi abita i cieli"
    Giulio Dellavite
    "Se ne ride chi abita i cieli"
    L'abate e il manager: lezioni di leadership fra le mura di un monastero
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it


    Una gelida serata invernale, una sperduta stradina di campagna imboccata per evitare le code in autostrada, la potentissima auto superaccessoriata all’improvviso in panne, il navigatore e lo smartphone desolatamente muti e, intorno, una fitta nebbia: tutto sembra congiurare contro il rientro in città, quel venerdì sera, di un giovane manager frenetico. Alla ricerca di un telefono per chiedere aiuto, finisce per bussare al portone di un’antica e isolata abbazia.

    Accolto da un rustico padre portinaio sottilmente ironico e da un sereno abate dalle perspicaci doti introspettive, il manager si scontra subito con l’essenzialità della vita monastica. A poco a poco, però, il suo spaesamento e la sua impaziente irritazione iniziale si stemperano, finendo per trasformare il pernottamento in un viaggio alla scoperta di una realtà solo in apparenza lontana da quella fuori delle mura dell’abbazia e, soprattutto, in un viaggio dentro se stesso. A fargli da guida i dialoghi con l’abate e il padre portinaio, e con i loro confratelli (il bibliotecario, lo speziere, l’ortolano), su temi universali come politica, economia e bene comune, ecologia e ambiente, verità e fake news, ruolo delle donne, apertura al mondo.

    Chi dei due ha più da insegnare all’altro? È il monaco che ha bisogno del manager o il manager del monaco?

    Nell’irreale silenzio che abita gli antichi spazi del chiostro il manager scoprirà un modo nuovo di essere leader. Quello della sfida del Pope Francis’ Style.

    Così come l’abito non fa il monaco, infatti, il ruolo non fa il manager. Abituato a dare lezioni di management e a gestire problemi-eventi-persone, l’ospite imparerà che niente è pericoloso come l’illusione di avere potere sugli altri. Usato come sostantivo, infatti, il potere è un motivetto che si fischia da soli. Diventa una sinfonia solo se inteso come verbo: poter essere, poter fare, poter guidare, poter decidere. E per essere suonata, una sinfonia richiede sia la capacità del direttore d’orchestra di amalgamare le voci di strumenti distinti, sia l’abilità dei singoli, che dovranno dare il meglio di sé, in armonia con tutti.

    In Se ne ride chi abita i cieli, don Giulio Dellavite affronta, attraverso la lente particolarissima della cultura monastica, tutti i temi cari ai manager di oggi: dal pensare in ottica relazionale alla gestione delle organizzazioni, dai modelli di leadership responsabile alle migliori strategie per vivere il cambiamento. Così facendo, attualizza insegnamenti millenari e suggerisce a chi legge che la vera grandezza sta nel non perdere mai di vista la propria dimensione interiore, spirituale. Soprattutto, la propria umanità.


    Giulio Dellavite (1971 - Romano di Lombardia), ha compiuto la sua formazione e gli studi teologici nel Seminario Vescovile di Bergamo, dove è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dopo aver svolto alcuni anni di ministero parrocchiale, attualmente lavora in Santa Sede come Officiale della Congregazione per i Vescovi. Ha conseguito il dottorato in Diritto canonico a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana nel 2006, con la tesi Munus pascendi. Leadership e tutela dei diritti dei fedeli nel procedimento di preparazione di un atto amministrativo (Treves Editore, 2011). Ha pubblicato All'angelo della Chiesa scrivi. Autorità e autorevolezza nella Chiesa (Avagliano Editore, 2007).


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    28 min
  • Cristina Dell'Acqua "Una SPA per l'anima"
    Cristina Dell'Acqua
    "Una SPA per l'anima"
    Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    Tutti noi sappiamo che il segreto di una vita autentica dipende dall’attenzione che dedichiamo alla nostra anima, e nessuno è in grado di farlo meglio di noi. Ma come riuscirci? Chi si preoccupa più di insegnarcelo? Questo libro arriva in nostro aiuto perché scrittori latini e greci diventano maestri di benessere interiore.

    Ogni capitolo è una lettura che si prende cura di un aspetto del nostro carattere e ci aiuta a vivere meglio, rinnovandoci. La nostra personalità si costruisce cosmeticamente, in senso greco, cioè mettendoci in ordine, usando gli unguenti per ammorbidire i nostri spigoli e per prenderci cura di noi, del corpo, dei nostri sentimenti. Cosméo è un verbo ricco di segreti, perché il nostro corpo, quando è connesso con la nostra anima, la racconta.

    Una Spa per l’anima nasce dalla passione di Cristina Dell’Acqua, docente di greco e latino, che ha imparato con il tempo a frequentare i classici, sperimentandoli nella propria vita e in quella dei suoi tantissimi alunni. «I libri di Seneca, Eschilo, Sofocle, Euripide, Ovidio, Galeno, Quintiliano, Cicerone e Menandro ci parlano, in qualunque fase della vita, a condizione che li si stia ad ascoltare e, dentro di noi, li si trasformi da testi inaccessibili in libri dotati di virtù terapeutiche.» Con Eschilo apprendiamo il coraggio di avere paura, con Sofocle la formula della giovinezza, mentre Euripide ci aiuta ad allenare la nostra volontà e Seneca ci insegna come diventare i migliori amici di noi stessi: pillole di resilienza che entrano nella nostra vita di ogni giorno.

    Leggendo le pagine di questo libro riscopriamo che in greco dire eroe è un augurio, come se dicessimo a qualcuno: «Ti auguro di diventare l’uomo o la donna che hai dentro». Che il profumo, per fumum, attraverso il fumo, collegava il mondo degli dèi a quello degli uomini. E che i ragazzi, che quotidianamente Cristina Dell’Acqua incontra a scuola, amano il titano Prometeo non perché sia un ribelle che ruba il fuoco agli dèi, ma perché fa qualcosa di diverso e da cui anche noi adulti dovremmo imparare: ascolta il loro cuore.

    Esiste un classico a misura di ciascuno: non siamo noi a leggere i classici, ma loro a leggere noi.



    Cristina Dell'Acqua, milanese, mamma di Giacomo e Tommaso, è laureata in greco all'Università degli studi di Milano. Insegnante di latino e greco al Collegio San Carlo di Milano e da sempre appassionata di sperimentazione didattica, con corsi di aggiornamento ad Annapolis, negli Stati Uniti. E' vicepreside dei licei del Collegio San Carlo con delega alle relazioni esterne e all'innovazione didattica. E' coautrice di "Il futuro è antico. L'uso del teatro classico nell'educazione e nella formazione", di Paloalto editore.





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    32 min
  • Patrizia Valduga "Per sguardi e per parole"
    Patrizia Valduga
    "Per sguardi e per parole"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it



    Nella Cena in Emmaus di Caravaggio, esposta alla Pinacoteca di Brera, tutti guardano Gesù e Gesù ha gli occhi chini. È da questo non sguardo che comincia una riflessione prima sui poteri dello sguardo, e poi sui due sguardi, quello della ragione e quello del sentimento, che corrispondono alle due strategie, spesso in guerra fra loro, che la mente umana adotta per conoscere il mondo. Ma nella creazione artistica - sia essa un dipinto, una poesia, un romanzo – questi due sguardi trovano un miracoloso equilibrio. Un testo raffinato in cui poeti, scrittori, pensatori di ogni tempo sono convocati a portare la propria testimonianza.

    Patrizia Valduga è poetessa e traduttrice. Tra le raccolte di versi si ricordano «Medicamenta» (Guanda, 1982), e «Requiem» (1994), «Libro delle laudi» (2012), «Poesie erotiche» (2018), tutte edite da Einaudi; ha tradotto, fra l’altro, «Riccardo III» di Shakespeare e «Poesie» di Carlo Porta. Nel 1988 ha fondato il mensile «Poesia». In prosa ha pubblicato «Italiani, imparate l’italiano!» (Edizioni D’If, 2010).



    Patrizia Valduga
    "Poesie erotiche"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    Come Patrizia Valduga ha scritto in altra occasione, «la poesia è come l'amore, è nostalgia d'indivisibile: entrambi si prefiggono un po' di perdita di coscienza, un qualche smantellamento di quell'equilibrio infelice che è la nostra identità. Hanno entrambe una funzione erogena e quindi ansiolitica».

    "Tutti i miei falsi amori e falsi affanni
    mi hanno portata a questa verità.
    Ho cinque dieci trenta cinquant'anni:
    è un'assemblea di tutte le mie età.
    Cara ferocia, crudeltà magnanima:
    nel sangue, in ogni stilla stride l'anima"

    Questa naturale convergenza diventa ancora piú stringente nel caso di queste poesie fatte di fantasie erotiche, visioni iniziatiche e allucinazioni, ma anche di tanta consapevolezza «teorica» testimoniata da citazioni letterali di Sade e di Ignacio Matte Blanco. Il desiderio e i suoi misteri sono affrontati in diverse forme immaginative, linguistiche, metriche. Dalla Tentazione degli anni Ottanta alle versioni da Mallarmé e Racine, dalle Cento quartine alla riscrittura di Manfred e alla Lezione d'amore , questo volume è la summa delle poesie erotiche della Valduga. Con un saggio conclusivo che mette in luce il rapporto dell'autrice con la parola poetica, il suo modus operandi letterario e le sue piú profonde ragioni interiori.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
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