il posto delle parole

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  • Daniela Danna "Dalla parte della natura"
    Daniela Danna
    "Dalla parte della natura"
    L'ecologia spiegata agli essere umani
    Morellini Editore
    Vanda e-publishing
    www.morellinieditore.it
    www.vandaepublishing.com




    In un dialogo “a tu per tu” con l’umanità, la Natura, in una sorta di personalizzazione letteraria, “ci parla”, affrontando tematiche nevralgiche della nostra odierna civiltà: equilibrio ambientale, disuguaglianza sociale, predominio delle multinazionali, visione libera della sessualità. Con un approccio ecofemminista, questo breve ma fulminante pamphlet attacca il sistema capitalista e patriarcale caratterizzato dalla supremazia maschile, dove donne, animali e ambiente appartengono a categorie analoghe, considerate come proprietà e beni da dominare e sfruttare. E anche se noi esseri umani siamo parte della Natura, questo mondo ha tracciato un solco cosi profondo tra noi e lei, da renderla non solo estranea, ma addirittura ostile nemica. Queste semplici pagine sono un invito a conoscerla meglio, allo scopo di rispettarla. E in questo processo, cambiare noi, smettendo di modificare lei.



    Daniela Danna è ricercatrice in Sociologia generale all’Università degli Studi di Milano (dove insegna
    Politiche sociali e tiene un Laboratorio sociologico sul tema delle dinamiche della popolazione). Da scienziata
    sociale storica si è occupata - leggendo, scrivendo, insegnando, e a volte facendo più direttamente politica
    - di questioni di genere, lesbismo e omosessualità, violenza contro le donne, politiche sulla prostituzione,
    maternità surrogata, analisi dei sistemi-mondo, decrescita, teorie sulla popolazione, rapporti societàambiente.
    Si interessa da sempre della natura e svolge attività volontarie nei Centri di recupero faunistico.
    Scrive volentieri pamphlet e rime ed è autrice di numerose pubblicazioni, fra le quali: Amiche, compagne,
    amanti (Mondadori 1994), Donne di mondo. Commercio del sesso e controllo statale (Eleuthera 2004), Contract
    Children. Questioning Surrogacy (Stuttgart, 2015), Fare un figlio per altri è giusto… (Falso)! (Laterza 2017),
    Maternità. Surrogata? (Asterios 2017). Collabora con la rivista PaginaUno. Ha un sito: www.danieladanna.it.



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    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    31 min
  • Nicola Zippel "C'era una volta la filosofia..."
    Nicola Zippel
    "C'era una volta la filosofia..."
    Carocci Editore
    www.carocci.it


    Negli ultimi anni si è affermata l’idea che per i bambini sia importante confrontarsi con il ragionamento filosofico e il pensiero critico. Meno frequente, invece, è la considerazione se e in quale misura questo incontro sia rilevante per la stessa filosofia. Il libro è una riflessione che mostra quanto sia prezioso, per la filosofia, parlare con i bambini. Quando fa il suo ingresso in una classe di scuola elementare, la filosofia si rimette in gioco, spogliandosi dell’apparato terminologico, specialistico e autoreferenziale che spesso la caratterizza tanto nei dibattiti accademici quanto nei manuali scolastici. Raccontandosi ai bambini e ascoltando le loro domande acute e spregiudicate, la filosofia torna a parlare il linguaggio delle idee da cui è nata e a contemplare la realtà con quello sguardo meravigliato che condivide con il mondo dell’infanzia.

    Nicola Zipplel è professore di Filosofia e Storia nei licei. Ha insegnato alla Cologne-Leuven Summer School in Phenomenology, alla Sapienza Università di Roma e all’Orientale di Napoli. Autore di diversi articoli usciti su riviste nazionali e internazionali, per Carocci editore ha curato la traduzione di H. Arendt e G. Anders, Scrivimi qualcosa di te. Lettere e documenti (2017). Da molti anni svolge un laboratorio di filosofia con i bambini delle scuole elementari.



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    22 min
  • Nicola Stante "Il seme e la luna"
    Nicola Stante
    "Il seme e la luna"
    Progetto Cantoregi


    Progetto Cantoregi va in scena con “Il seme e la luna” di Nicola Stante
    e presenta il laboratorio teatrale aperto a tutti “Scendiamo in piazza”

    Giovedì 6 dicembre 2018, ore 21
    Racconigi, Chiesa di Santa Croce, via Francesco Morosini 1
    Ingresso libero

    «E noi scendiamo in piazza,
    per la mancanza di tutto,
    anche di un teatro»
    Vincenzo Gamna

    Progetto Cantoregi torna in scena giovedì 6 dicembre a Racconigi con una doppia proposta teatrale: il monologo “Il seme e la luna”, scritto e interpretato da Nicola Stante, e la presentazione del laboratorio aperto a tutti “Scendiamo in piazza”, ideato da Margy Mordenti e Andrea Piovano. Ingreso è libero e gratuito.

    Alle ore 21 (presso la Chiesa di Santa Croce, via Francesco Morosini 1) lo spettacolo “Il seme e la luna. Voci dal frantoio” vede l’attore e autore Nicola Stante raccontare, attraverso la sua sola voce e l’utilizzo di immagini, storie di vivi e di morti – ma anche di simulacri che girano come in processione in un tempo circolare infinito – legate alla tradizione della lavorazione delle olive. Il disco di ferro, usato nei frantoi antichi per comporre il carrello della pressata (“la mboste”) diventa il simbolo delle tante storie di vita. Narra dei cicli rituali di lavorazione delle olive, che scandiscono insieme nascita, formazione e destino di ogni vita umana. E in scena, si fa materia fra mani sapienti, che lo afferrano, lo alzano, lo tengono innanzi per parlarci attraverso.

    A seguire, Progetto Cantoregi presenta il nuovo laboratorio teatrale “Scendiamo in piazza”, ideato e curato da Margy Mordenti e Andrea Piovano. Prendendo a prestito le preziose parole di Vincenzo Gamna, fondatore e anima di Progetto Cantoregi per quarant’anni, «E noi scendiamo in piazza / per la mancanza di tutto, / anche di un teatro», il laboratorio proporrà ai partecipanti un lavoro corale su temi dell’impegno civile e sociale, come da tradizione della compagnia. Si svolgerà tutti i lunedì sera nei locali del Centro Giovani Ex Gil (via Divisione Alpina Cuneese 20) alle ore 20.45, tra gennaio e giugno 2019, e si concluderà con la realizzazione di uno spettacolo a inizio luglio. È aperto a tutti, dai 16 ai 100 anni.
    Lunedì 17 dicembre 2018 il pubblico è invitato a prendere parte alla serata di prova dal titolo “Il filo rosso”.
    Per informazioni: [email protected]

    La serata è realizzata con il patrocinio della Città di Racconigi.

    ___________________

    Nicola Stante. Attore e autore di testi teatrali e canzoni, nasce a Fossacesia in Abruzzo nel del 1957. Dal 1982 vive e lavora a Torino. Collabora con Progetto Cantoregi e con l’Istituto dei beni marionettistici e del teatro popolare di Torino. Sotto la sua direzione artistica è lo storico Frantoio di famiglia in Abruzzo che, oltre a produrre olio di oliva, è teatro di mostre, spettacoli, incontri. Collabora con Ocra Lab, portando contributi teatrali, letture e la sua sensibilità per i temi di memoria storica, in particolare per quelli della Shoah. Da anni è fra gli interpreti de “Il sole della fiumana”, trasposizione teatrale del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, ideato e diretto da Alfonso Cipolla, Giovanni Moretti e Luca Valentino. Ha scritto e interpretato i monologhi: “Un temporale”, sguardo poetico sul mondo dell’epilessia, con Dario Cocito; “Il sorriso del ciclista”, storia di Alessandro Fantini morto a 29 anni in volata nel giro di Germania del '61; “Il seme e la luna. Voci dal frantoio”, in collaborazione con Elisabetta Zurigo.

    Progetto Cantoregi.
    L'impegno civile e sociale è da sempre al centro della ricerca espressiva di Progetto Cantoregi. L'attività della compagnia carignanese prende il via nel 1977, grazie all'idea del regista e autore Vincenzo Gamna...
    15 min
  • Fabrizio Brignone "Ultimo minuto"
    Fabrizio Brignone
    "Ultimo minuto"
    Street Lib
    www.streetlib.com



    Ritorno alla narrativa per il giornalista cuneese Fabrizio Brignone, dopo “La ragazza coi tarocchi e altri racconti newyorkesi” nella primavera 2017: si tratta del romanzo “Ultimo minuto”, una storia in cui vita e morte si incontrano e si ispirano a vicenda.

    Un prologo e 21 capitoli, 216 pagine in cui viene raccontata ampia parte della vita di Gregorio, con la moglie Marilena e poi con i due figli, Federico ed Elena. Tutto prende spunto da una riflessione e da una decisione, presa dall’uomo in una notte che cambierà molte cose nella sua esistenza: l’idea di organizzare il proprio funerale. Dalla camera ardente alla cerimonia, compresa la bara, tutto viene pianificato direttamente e autonomamente dal protagonista.

    La vita intanto scorre, ripropone quel pensiero mescolando domande e ricordi, tragedie altrui e situazioni diverse, ma anche con leggerezza e con un pizzico di ironia; per tanti periodi, però, le gioie della vita e dell’amore fanno anche dimenticare ogni preoccupazione. Fino al momento in cui l’appuntamento con il proprio “ultimo minuto” si presenta, con una serie di sorprese.

    Una storia di fantasia senza essere lontana dalla realtà e da esperienze comuni. Un romanzo in cui, a dispetto del tema, vita e felicità si impongono con forza.

    Un’occasione per riflettere su paure che tutti, inevitabilmente, condividiamo: senza inutili superstizioni, con rispetto per le storie e i sentimenti delle persone, insieme con un’attenta introspezione e un pizzico di psicologia nel racconto del protagonista e di ciò che succede intorno. E anche con tanta musica e molta letteratura, con tutto “ciò che rende più piacevole e insieme più piena la vita”.

    Con la prima stesura di “Ultimo minuto” Fabrizio Brignone (classe 1974, giornalista professionista, redattore del settimanale La Guida) aveva partecipato alla terza edizione del premio letterario nazionale La Giara (Rai-Eri 2013-2014): il romanzo fu selezionato per il Piemonte, tra le diverse giurie regionali, come una delle 35 opere giunte alla fase finale del concorso.

    “Ultimo minuto” è disponibile sulle piattaforme StreetLib, su Amazon e numerosi store on line, anche in versione ebook; nel cuneese lo si può acquistare presso le librerie Stella Maris (Cuneo, Fossano), Ippogrifo (Cuneo), Libreria dell’Acciuga (Cuneo), Sognalibro (Borgo San Dalmazzo), Le Nuvole (Fossano), nelle edicole Vassallo (Cuneo), Panero (Passatore) e da Paola (Roata Rossi).



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    29 min
  • Eugenio Mazzarella "Il mondo nell'abisso" Heidegger e i Quaderni neri
    Eugenio Mazzarella
    "Il mondo nell'abisso"
    Heidegger e i Quaderni neri
    Neri Pozza
    www.neripozza.it

    «Il “mondo” è fuori di sesto; esso non è più un mondo, o per dirla in modo più veritiero: esso non è ancora mai stato un mondo. Noi siamo soltanto nella sua preparazione


    Con la pubblicazione nel 2014 dei tre volumi dei Quaderni neri si è di nuovo proposta una querelle classica della vicenda di pensiero di Martin Heidegger: «Heidegger e la politica». Più precisamente: «Heidegger e il nazismo». E più ancora «Heidegger e gli ebrei». Al di là, tuttavia, della evidente operazione di marketing editoriale che ruota attorno a questa riproposizione, i Quaderni neri pongono una serie di questioni rilevanti sul rapporto tra Heidegger e il suo tempo storico e sull’ultima fase della sua riflessione filosofica.
    Oggetto di questo libro sono esattamente tali questioni, strettamente connesse al grande tema heideggeriano della modernità e della tecnica. Eugenio Mazzarella mostra come dopo l’esplicita adesione al nazismo, attestata chiaramente dal celebre discorso del rettorato del 1933, Heidegger avviò un vero e proprio disimpegno dalla politica e dalla realtà storica del suo tempo. Disimpegno che assume un tono sempre più apocalittico man mano che, nell’inoltrarsi negli anni Trenta, diviene sempre più chiara, per il filosofo tedesco, la deriva di mera potenza del Reich «millenario»; da contropotenza politico-spirituale alla crisi dell’Europa a mera variante del mondo moderno, del calcolo della «tecnica». Un giudizio che consegna l’intero presente – il mondo, la vita, la storia, e l’umanità che vi è coinvolta – al puro abisso di un anatema gnostico, di fronte a cui non c’è scampo se non quello di un’altra possibile storia dell’Essere a venire, sancita dalla celebre espressione: «Soltanto un dio ci può salvare». La storicità concreta, esistenziale e storica, così come si offriva in Essere e tempo, viene in tal modo completamente abbandonata.




    Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli. È stato preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo friedericiano e deputato al Parlamento nella XVI legislatura. Tra le sue opere Vie d’uscita. L’identità umana come programma stazionario metafisico (Il melangolo, Genova 2004); L’uomo che deve rimanere. La smoralizzazione del mondo (Quodlibet, Macerata 2017); Sacralità e vita (Guida, Napoli 1998); Vita politica valori (Guida, Napoli 2010) e la raccolta di poesie Anima madre (ArtstudioPaparo, Napoli 2015)



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    38 min
  • Gianluca Magi "Il tesoro nascosto"
    Gianluca Magi
    "Il tesoro nascosto"
    100 lezioni sufi per scoprire l'arte della gioia e della meraviglia nella vita quotidiana
    Sperling & Kupfer
    www.sperling.it



    Festival LEI (Lettura, Emozioni, Intelligenza) Cagliari
    Sabato 1° dicembre, ore 18
    Gianluca Magi
    Al di là. Hic et nunc.

    L’uomo, nella sua vita ordinaria nell’Al di qua è rinchiuso in un quadrato, nel quale cerca essenzialmente il dominio, il potere sulla realtà e sugli altri. In questa condizione, l’uomo è prigioniero inconsapevole di tutt’una serie di giochi mentali che lo solleticano ma che lo rendono un’ombra sperduta. È possibile evadere da questa prigione? Esistono porte d’accesso a un altro destino? Al di là della sola sopravvivenza?
    Libro di riferimento: Il tesoro nascosto. 100 lezioni sufi per scoprire l’arte della gioia e della meraviglia nella vita quotidiana (Sperling & Kupfer)



    Una semplice metafora illumina lo scenario: l'essere umano nasce ricchissimo, possiede un tesoro inestimabile, ma a causa di varie circostanze, non se ne accorge. Forse anche perché l'uomo oggi non crede ai tesori nascosti? Così trascina un'esistenza in ristrettezze. E muore nella miseria. Strana ironia della sorte, se pensi che il tesoro che potrebbe porre fine all'indigenza è a portata di mano e che non occorre cercarlo in terre remote. Anche se, punto costante in tutte le tradizioni iniziatiche da Oriente a Occidente, è necessario compiere un lungo viaggio per comprenderlo.

    Qui si svela l'arte di ritrovare il proprio tesoro nascosto e metterlo a frutto.

    Gli ostacoli sul cammino sono diversi. Ma proprio tali ostacoli, come segnapista, condurranno al ritrovamento del tesoro. Per nobilitare te stesso e diventare ciò che decidi di essere. Vantaggio di valore incalcolabile in un mondo che si accontenta di comportamenti omologati e di scelte dettate dagli altri.

    Un'avventura stimolante di incontri con uomini straordinari avvolti da un'aura magica, una «caccia al tesoro» in regioni misteriose, una serie d'indizi di un'antica tradizione vivente che ti conduce ad accorgerti di ciò che è nascosto: la realtà più decisiva e proprio per questo più inascoltata, delegata e temuta.

    Chi assaggia conosce.

    Gianluca Magi è uno dei più brillanti e accreditati studiosi di filosofie e psicologie orientali. Tra i protagonisti più influenti nel campo dell'evoluzione umana, è autore di bestseller: la sua opera, tradotta in 33 Paesi, ha inaugurato diverse tendenze ed è fonte d'ispirazione in vari campi del pensiero. Ha fondato a Pesaro «Incognita», laboratorio d'eccellenza transdisciplinare d'Immaginazione, Filosofia e Arti, che dirige con Franco Battiato. Già docente all'Università di Urbino, dal 2012 si dedica al Gioco dell'Eroe, un grande progetto di percorso evolutivo. Tra i suoi titoli: il longseller I 36 stratagemmi e il bestseller Il Gioco dell'Eroe (entrambi con presentazione di Franco Battiato, Il Punto d'Incontro), La Via dell'Umorismo (presentazione di Alejandro Jodorowsky, Il Punto d'Incontro), La nobile arte dell'insulto (prefazione di Michele Serra, Einaudi), I 64 enigmi (Sperling & Kupfer). L'ultimo libro, Lo stato intermedio (L'Arte di Essere), scritto con Franco Battiato, abbraccia gli ambiti cari agli autori: filosofia occidentale, filosofia indiana, filosofia cinese, buddhismo, sufismo, mistica, psicologia transpersonale, esperienze ai confini della morte.

    www.giocodelleroe.it - www.gianlucamagi.it www.incognita.online


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    20 min
  • Davide Sisto "La morte si fa social"
    Davide Sisto
    "La morte si fa social"
    Immortalità, memoria e lutto nell'epoca della cultura digitale
    Bollati Boringhieri
    www.bollatiboringhieri.it




    Festival LEI (Lettura, Emozione, Intelligenza), Cagliari
    Venerdì 30 novembre 2018, ore 18.00
    Davide Sisto
    "La morte si fa social"
    La conferenza intende descrivere le diverse modalità con cui le attuali tecnologie digitali stanno trasformando il nostro rapporto con la morte, l’immortalità, la memoria e il lutto. Facebook, Instagram e WhatsApp sono i più grandi cimiteri del mondo, numerosi siti web e applicazioni per smartphone mantengono vivi i morti tramite automatismi artificiali, i riti funebri sono sempre più hi-tech. Il web è riuscito a dare all’aldilà un’immagine concreta?
    Libro di riferimento: La morte si fa social. Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale (Bollati Borighieri)






    La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l’esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all’improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online.
    Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Mirror, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d’animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell’aldilà.
    E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l’esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.

    Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall’avanzamento tecnologico.
    La morte si fa social è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l’era digitale. L’uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un’opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    29 min
  • Laura Boella "Empatie"
    Laura Boella
    "Empatie"
    L'esperienza empatica nella società del conflitto
    Raffaello Cortina Editore
    www.raffaellocortina.it


    Festival LEI
    Lettura Emozione Intelligenza
    Giovedì 29 novembre 2018, ore 18.00
    Lectio Magistralis di Laura Boella
    "Empatia in tempi di rabbia"

    Cos’è l’empatia oggi? In che misura comprenderla ci aiuta a gestire il rapporto con gli altri? La società contemporanea, attraversata da dinamiche globali, si è trovata ad affrontare il problema della lacerazione dei legami interpersonali, del trionfo dell’avidità, della lotta per l’accaparramento delle materie prime, dell’individualismo e dell’odio per chi non appartiene al gruppo. In pochi anni l’empatia si è rovesciata in rabbia, interpretando i sentimenti di umiliazione e di odio prodotti dal disordine mondiale. L’empatia mostra di essere un’esperienza incarnata, disordinata, personale e politica, ma su cui è necessario soffermarsi poiché definisce il nostro difficile, ma fondamentale, rapporto con l’altro.



    L’empatia è l’esperienza che mette di fronte all’esistenza dell’altro come altro, alla sua unicità e differenza. Non è un sentimento di simpatia o di compassione. Non produce somiglianze o sintonie, ma movimenti imprevisti e diversificati verso i nuovi pensieri e desideri generati dall’incontro fra due esseri umani. Proprio la diversa qualità delle relazioni porta in primo piano modalità dell’esperienza empatica, come l’empatia senza simpatia e l’empatia negativa, rimaste fin qui ai margini della riflessione. Esse rappresentano una chiave essenziale per mettere a fuoco e definire il ruolo dell’empatia in contesti più ampi di genere narrativo, culturale e istituzionale, quali l’immaginazione letteraria e l’attività giudiziaria.

    Laura Boella insegna Filosofia morale all’Università degli Studi di Milano. Per le nostre edizioni ha pubblicato, fra gli altri, Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia (2006) e Il coraggio dell’etica. Per una nuova immaginazione morale (2012).


    Conversazione con Laura Boella "Festival della Mente" 2013
    https://ilpostodelleparole.it/cultura/laura-boella/


    Conversazione con Laura Boella "Dialoghi sull'Uomo" 2018
    https://ilpostodelleparole.it/laura-boella/laura-boella-dialoghi-sulluomo/




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    28 min
  • Marcella Filippa "Rita Levi Montalcini"
    Marcella Filippa
    "Rita Levi Montalcini"
    Maria Pacini Fazzi Editore
    www.pacinifazzi.it



    Circolo dei Lettori, Via Bogino, Torino
    Giovedì 29 novembre 2018, ore 21
    Marcella Filippa presenta il libro
    "Rita Levi Montalcini" Pacini Fazzi Editore
    saranno presenti con l'autrice:
    Stefanella Campanella, Alberto Cavaglion, Francesca Fazzi


    Confraternita della Croce Nera, Piazzetta San Nicola, Saluzzo
    Lunedì 3 dicembre 2018, ore 21
    Marcella Filippa presenta il libro
    "Rita Levi Montalcini" Pacini Fazzi Editore
    saranno presenti con l'autrice:
    Sandro Capellaro, Associazione Giorgio Biandrata
    Alessandra Tugnoli, dirigente Liceo Soleri Bertoni
    Giorgio Signorile, musicista
    Mattia Carpani e Giulia Cottura, allievi Liceo Bodoni.


    Nella collana Italiane, dedicata alle figure di donne che per il loro impegno culturale, politico, civile, umano hanno dato il loro apporto alla storia del nostro Paese, non poteva mancare un volume su Rita Levi Montalcini.
    L’autrice Marcella Filippa, che la conobbe personalmente, ci offre un ritratto approfondito, e per certi versi inedito, di questa icona dell’eccellenza nella ricerca scientifica, Premio Nobel per la Medicina nel 1986; la scienziata che lungo tutto l’arco della sua lunga vita si dedicò indefessamente alla ricerca nel campo appassionante e in parte ancora ignoto delle neuroscienze. Ma ci offre anche l’altro grande aspetto della sua personalità: quello di donna che agisce instancabilmente per la giustizia nei confronti delle donne, il loro riconoscimento e la crescita nel mondo della ricerca, della cultura e della società civile, fino alla creazione di una fondazione rivolta a sostenere giovani studentesse africane.
    Infine, con la figura di scienziata e di donna di grande impegno, l’autrice intreccia con delicatezza la vicenda familiare e personale, il mondo degli affetti, le convinzioni, i gusti e le predilezioni di questa “piccola signora dalla volontà indomita e dal portamento di una principessa” come la descrisse Primo Levi.


    Marcella Filippa, vive e lavora a Torino. Storica, saggista, traduttrice, giornalista pubblicista, vincitrice di premi letterari, ha diretto mostre, realizzato sceneggiature per documentari, tra cui la Vera storia di Marianne Golz, coordinato progetti europei. Consulente di case editrici, responsabile di collane editoriali sulla storia delle donne e sul pensiero femminile europeo. Ha pubblicato numerosi libri di storia del Novecento, in particolare sul tema del razzismo e di storia
    delle donne, tradotti anche all’estero, e ha curato volumi collettanei. Direttrice della Fondazione Nocentini, è stata a lungo docente all’Istituto Europeo di Design. Collabora con università e istituti culturali internazionali. Tra i suoi libri: Avrei capovolto le montagne, Dis-crimini, La morte contesa, Donne a Torino nel Novecento.
    Ama in particolare: il cielo della Val Susa, il mare di Punta Licosa, fare torte per gli amici, i ciclamini bianchi d’inverno, il delicato profumo del gelsomino, il colore viola, collezionare bottoni e vagabondar per mercati appena può.



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    25 min
  • Andrea Vitali "Gli ultimi passi del Sindacone"
    Andrea Vitali
    "Gli ultimi passi del Sindacone"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it



    Il soprannome di Sindacone gli era stato affibbiato quasi subito dopo le elezioni. Non aveva niente dispregiativo, anzi, sulla bocca di alcuni tendeva ad assumere una sfumatura affettuosa. Quando il Fumagalli ne era venuto a conoscenza non aveva fatto altro che scrollare le spalle. Se madre natura l’aveva fatto così, una ragione doveva esserci.

    Attilio Fumagalli è un uomo pingue, anzi di più, soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l’ha tutto attorno all’addome. Cinquant’anni, sposato con Ubalda Lamerti, senza figli, esercita in proprio la professione di ragioniere. Per vincere quel senso di vuoto che a volte lo aggredisce, più che per uno slancio ideale, si è dato alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e sfruttando il giro della propria clientela è riuscito a farsi eleggere sindaco di Bellano. Per tutti, e per ovvie ragioni, lui è il Sindacone. L’attività istituzionale non lo occupa più di tanto. Oltre al disbrigo delle formalità correnti, riunisce la giunta ogni due mesi, due mesi e mezzo. Ultimamente, però, sotto questo aspetto, il Sindacone sembra aver impresso una svolta. Convoca la giunta ogni dieci giorni, a volte anche ogni settimana. Una voce o due all’ordine del giorno, una mezz’oretta di riunione e ciao. Ma oggi, 22 dicembre 1949, ha superato ogni limite: ha indetto una riunione per la sera della Vigilia di Natale. Per discutere di cosa? Di niente. Per scambiare gli auguri. E a più di uno degli assessori che si sono visti recapitare a mano la convocazione è saltata la mosca al naso. Per dirla tutta, al geometra Enea Levore è venuto il preciso sospetto che sotto a quella frenesia si nasconda qualcosa. Ma cosa? Basterebbe chiederlo al vicesindaco Veniero Gattei, se quello non tenesse la bocca rigorosamente cucita.

    Con Gli ultimi passi del Sindacone torna sulla scena la Bellano del dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l’intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano, e la lettura dei suoi romanzi una godibilissima compagnia.




    Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia e nel 2015 il premio De Sica.
    Il suo sito è: www.andreavitali.info


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