il posto delle parole

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  • Giovanni Nucci "La differenziazione dell'umido"
    Giovanni Nucci
    "La differenziazione dell'umido"
    e altre storie politiche
    Italo Svevo
    www.italo-svevo.it


    «Nucci è un nipotino di Dossi, Artusi, e Manganelli: un puer-senex, un bambino che la sa lunga come un anziano e per questo si rifiuta di crescere. Invece di dire cose serie e frontali, evade, elude, scherza». - Alfonso Berardinelli, il Foglio



    Nominato senatore a vita, un poeta decide di scrivere un discorso da pronunciare al senato con cui ripercorrere il Giulio Cesare di Shakespeare come fosse un esempio distorto della nostra attualità politica. Questo è un utile libello politico, ma solo se si consente alla poesia la possibilità di aggiungere un valore alla gestione del presente.


    La nuova filosofia ci mette nel dubbio,
    l’elemento del fuoco è spento, perduto il sole, e la terra,
    e non c’è ingegno umano che possa aiutarci a cercarli.
    Gli uomini sembrano confessare che questo mondo è ormai estinto, quando nei pianeti e nel firmamento ne cerchiamo di nuovi,
    lì dove tutto è sbriciolato in atomi.
    Tutto a pezzi, ogni coerenza scomparsa
    così come ogni giusto sostegno, o relazione.
    john donne, An Anatomy of the World


    Così comincia "La differenziazione dell'umido":
    "Signor Presidente, colleghi senatori,
    per quanto non voglia diffidare della fiducia che il Presidente della Repubblica ha voluto riporre nella mia persona, vengo qui – come si dice – con più dubbi che certezze: perché un poeta in quest’aula? Mi sono domandato. Quale valore mi renderebbe prezioso al vostro lavoro?
    In cosa la letteratura potrebbe servire a questa istituzione? Pensavo fossero finiti i tempi in cui
    veniva chiesto alla poesia di prendere parte attiva alla vita politica del paese.
    Il mio disagio, adesso, è nel pensare che la letteratura in realtà non serva a niente, e che dia
    il meglio nella sua inutilità. E proprio per questo non dovrebbe avere niente a che fare con
    il potere.
    Ecco, dunque: per quanto la realtà intorno a noi sia oramai completamente frantumata, temo
    di non essere io a potervi dire come dovrebbe muoversi la terra, o come andrebbero costruite
    le cose al di là del loro stesso proposito.

    Questa è una battuta che dice Cicerone nel Giulio Cesare di Shakespeare. «È un tempo con strane inclinazioni, ma gli uomini possono costruirsi le cose a loro modo, al di là del proposito delle cose stesse». Mi ha sempre colpito che Shakespeare nel suo dramma abbia voluto riservare una parte a Cicerone, anche se in tutto non gli fa dire più che sei battute. Cicerone era un avvocato, oltre che
    un grande scrittore e un politico abbastanza accorto: questo non depone a suo favore, ma
    spiega perché dà l’impressione di saperla molto più lunga di tutti gli altri. Di aver capito cosa
    sta succedendo e proprio per questo di volersi tenere alla larga da quegli accadimenti. "




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    24 min
  • Andrea Fazioli "Gli svizzeri muoiono felici"
    Andrea Fazioli
    "Gli svizzeri muoiono felici"
    Guanda Editore
    www.guanda.it


    «Tra suspense e ironia la nuova conferma di un grande talento»
    (Marco Vichi)

    L’investigatore privato Elia Contini è chiamato a occuparsi di un delicatissimo caso di scomparsa. Nel 1998 Eugenio Torres, noto medico, amante del trekking, fondatore di scuole in Niger, all’improvviso sparisce dalla faccia della terra. Vent’anni dopo, alla morte della moglie, i figli assumono Contini per tentare di capire che cosa sia accaduto al padre. Secondo alcune voci, il medico era fuggito in mezzo ai suoi protetti nel Sahara nigerino. E proprio dalla vastità del deserto, un giorno arriva in Svizzera un giovane migrante. Moussa ag Ibrahim appartiene al popolo tuareg e dichiara di avere prove che Torres è vivo e che ha bisogno di aiuto. L’investigatore e l’uomo del deserto formano così una coppia improbabile, che indagando nel passato scoprirà, dietro la scomparsa di Torres, un segreto pericoloso. Sullo sfondo del microcosmo svizzero si confrontano due culture radicalmente opposte. Ma sono poi davvero opposte? O forse invece esiste qualcosa in comune tra le vette innevate delle Alpi e le eterne distese del Sahara?

    Acquista il libro online

    «Com’è possibile che un uomo finisca tanto lontano, in mezzo al vuoto, e che nessuno se ne accorga?»

    «Contini era un uomo lento: ragionava adagio, annotava decine di minuzie nel taccuino. Sapeva aspettare. Aveva il talento di lasciar parlare la gente, finché la gente, forse per esaurimento, gli diceva quello che voleva sapere.»

    «Il cielo non è mai dove uno se lo aspetta.»

    «Il mondo selvaggio era lì, a portata di mano. Accanto alla metropoli, alle vie di traffico da cui passava tutta l’Europa, c’erano quei picchi silenziosi, quelle rocce, quei ghiacciai. Una di quelle montagne custodiva il segreto.»


    https://youtu.be/SUBAPDcKWII
    ttps://youtu.be/ePIw2m2wrnE
    https://youtu.be/3Nv7tsQ8mMI


    Andrea Fazioli, nato nel 1978, vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Guanda ha pubblicato L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di Narrativa, Premio Selezione Comisso), Come rapinare una banca svizzera (2009), La sparizione (2010, Premio Fenice Europa), Uno splendido inganno (2013), Il giudice e la rondine (2014) e L’arte del fallimento (2016, Premio Fenice Europa). I suoi libri sono tradotti in varie lingue.
    Gestisce il blog andreafazioli.ch/blog



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    19 min
  • Paolo Ciampi "Cosa ne sai della Polonia"
    Paolo Ciampi
    "Cosa ne sai della Polonia"
    in bicicletta nella terra degli addii e delle cicogne
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it


    Una sera, seduto al tavolo d’un locale con amici, scatta la domanda da rivolgere anche al lettore: “Ma tu, cosa ne sai della Polonia?”. Parte da qui, dall’amore per la conoscenza, dalla curiosità,...


    Il viaggio in bicicletta attraverso foreste incontaminate e laghi, villaggi fantasma e chiesette che parlano di un passato cancellato dalla Storia (Ortodossia ed Eterodossia si mescolano e risorgono oggi in storie uniche di tribù dimenticate): per farsi parte della mitologia slava e di un popolo dal destino interrotto. Con la semplicità del grande narratore, Ciampi ci conduce in Masuria, in Varmia: ci fa conoscere Varsavia ma poi se ne allontana. Perché la storia che vuole raccontarci parla di cicogne, di uomini e donne che hanno cantato il loro Paese mediante la poesia; parla di immigrazione (quella italiana verso la Polonia, durante i secoli che vanno tra Tre a Seicento, e quella polacca verso il Bel Paese), tematica quanto mai attuale per noi italiani ed europei; parla di guerre che si sono susseguite dal Seicento a oggi, passando per il triste destino del Secondo conflitto mondiale. Attraverso una girandola vertiginosa di luoghi (città, borghi, villaggi, foreste, parchi nazionali) conosciamo un Paese inedito, e lo facciamo grazie a una penna ironica, dalla voce semplice e cristallina. E non dimentichiamo, quando andremo in Polonia, di rivolgere uno sguardo al cielo: tra gli stormi di cicogne può sempre fare capolino un Ufo... lo sapevate che la Polonia è uno dei Paesi che conta il maggior numero di avvistamenti di Oggetti Volanti non Identificati? Lo sapevate che gli inni nazionali di Italia e Polonia si citano a vicenda? Insomma, cosa ne sapete davvero della Polonia?



    Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, è stato redattore e corrispondente di diversi quotidiani. Attualmente è direttore dell’agenzia di informazione della Regione Toscana. Si divide tra la passione per la letteratura di viaggio e i personaggi storici dimenticati. Autore di oltre venti libri ha ricevuto per la sua attività di scrittore diversi riconoscimenti e premi. Nel suo blog Ilibrisonoviaggi racconta ogni giorno letture e viaggi. Sul suo profilo Facebook si presenta sinteticamente così: “Vivo di parole, per lavoro e per passione. Parole come viaggi, parole come memoria, parole come ponti che ci uniscono”




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    27 min
  • Roberto Galimberti
    Roberto Galimberti
    "Concerto di Natale"
    Castello di Miradolo, San Secondo di Pinerolo
    25 e 26 dicembre
    www.fondazionecosso.it



    Concerto di Natale
    
A cura di Avant-dernière pensée
 da Membra Jesu Nostri, Dietrich Buxtehude
    
25 – 26 Dicembre, ore 21.15 Castello di Miradolo – San Secondo di Pinerolo (TO)

    Il 25 e il 26 dicembre, alle 21.15, la Fondazione Cosso presenta il Concerto di Natale: la ri-lettura inedita di Membra Jesu Nostri, da Dietrich Buxtehude, curata da Avant-dernière pensée.
Un invito a intraprendere un cammino attraverso le sale del Castello di Miradolo, sia fisicamente, negli spazi in cui avviene la performance, sia idealmente, nel proprio io, in un momento dell’anno, la notte di Natale, tra i più densi di emozione.

    Come di consueto il Concerto sarà preceduto, alle ore 20.00, da una guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti, ideatore del progetto artistico, con il quale il pubblico potrà confrontarsi.

Un’imponente scultura lignea, centrale nella scenografia del Concerto, riflette come uno scheletro l’architettura del Castello e ne sorregge il peso, almeno apparentemente, sviluppandosi dalla biglietteria al piano nobile della dimora, per invitare il pubblico a mettersi in viaggio. 
Il rimando è all’immagine della Sacra Croce e al cammino ascensionale che il fedele conduce accompagnando Cristo nelle ultime ore di vita: Membra Jesu Nostri, capolavoro barocco composto da Dietrich Buxtehude nel 1680, presenta un ciclo di sette cantate, in lingua latina, dedicate alle parti del corpo flagellato, dai piedi, alle mani, fino ad arrivare al cuore e al capo.

    La partitura del più celebre tra i Maestri del giovane Bach, rappresenta una meditazione mistica in cui gli strumenti, nella rilettura concepita per l’occasione (un violino, un armonium e un violoncello), incontrano le voci del basso e del soprano. Un esercizio di contemplazione, in cui il pubblico è invitato a mettersi in ascolto e alla ricerca: la tensione non è solo verso l’alto, dalla mortificazione della carne alla redenzione, ma anche diretta all’interno di sé, per un viaggio invisibile e intimo.

    Nelle sale del Castello, come “angoli di sosta”, video installazioni tracciano scenari di solitudine e abbandono, in un ideale collegamento alle cantate. In un continuo gioco di rimandi, il legno della scultura proietta le proprie ombre sui pavimenti antichi della dimora e si fa materia viva, risuonando con gli strumenti e le armonie che si compongono dai diffusori, agli angoli delle sale.
    È una trama invisibile quella che ciascuno può tessere, spostandosi negli spazi, alla ricerca del proprio cammino.



    Gli esecutori
    
Roberto Galimberti, violino e direzione

    Marco Pennacchio, violoncello

    Laura Vattano, armonium
    Cesare Costamagna, basso

    Arianna Stornello, soprano

    I tecnici

    Marco Ventriglia, audio e supervisione tecnica
    
Edoardo Pezzuto, luci


    Biglietti
 Intero 25 euro
 Ridotto under 30: 15 euro

    Abbonati Musei: 22 euro
Bambini fino a 6 anni: gratuito
    
Prenotazione obbligatoria al n. 0121 502761
    e-mail [email protected]




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    9 min
  • Sabino Maria Frassà "Quali libri non regalare a Natale?"
    Sabino Maria Frassà
    "Quali libri non regalare a Natale?"
    www.amanutricresci.com


    Articolo di Nicla Vassallo e Sabino Maria Frassà per www.amanutricresci.com

    Con l’avvicinarsi delle festività natalizie siamo colti da una smania da regalo che sfocia spesso nell’ansia da prestazione: cosa comprare per piacere? Come spendere poco e fare bella figura?
    Molti optano per i libri. Assistiamo così ad una folla nelle librerie che nemmeno a inizio di anno scolastico si ha. In fondo i libri sono “oggetti” tutto sommato economici, gradevoli e non impegnativi … quasi sempre.
    Così se è vero che l’Italia è regina di “non lettori” (nel 2016 il 40,5% contro il 62,2% della Spagna, il 68,7% della Germania, del 90% della Norvegia), a Natale sembra cambiare qualcosa… o quasi.

    Infatti questa folla di persone non compra libri per sé, mossi non dalla voglia di apprendere quanto da quella di fare un regalo, spesso a buon mercato. Se risparmiare in tempi di crisi ed economia asfittica non è una colpa, fanno più riflettere i titoli dei libri donati: tanta la cosiddetta lettura di intrattenimento.
    Non conoscendo e non maneggiando bene i libri a essere premiati sono comici, calciatori, influencer, “mogli di”, ovvero tutte persone che di lavoro non scrivono (scritti perciò da ghostwriter). I libri regalati posso anche essere volumi incentrati su hobby e passioni (che poi siamo sicuri di conoscere veramente hobby e passioni di chi ci circonda?): brulicano sempre più testi di cucina e hobby; quest’anno è l’anno della “calligrafia”!


    Cosa guida tali scelte? Moda-trend, marketing e poco altro. Si compra ciò che è ben comunicato, ciò che siamo sicuri non offenda, annoi e possa far nascere un sorriso in chi lo riceve. L’italiano e il contenuto dei libri non sono criteri determinanti per la scelta d’acquisto.

    Il problema non è perciò l’incapacità degli scrittori ombra, quanto la logica che muove l'”editoria natalizia”: i libri che vengono pubblicati devono essere comprati e compresi da chiunque, anche da quel 59,2% di popolazione che non legge quasi per nulla, anche da quella crescente parte della popolazione che soffre di analfabetismo funzionale (cioè chi, pur essendo in grado di capire testi molto semplici, non riesce a elaborarne e utilizzarne le informazioni). Si è del resto quasi sicuri del fatto che molti dei destinatari dei libri regalati a Natale non finiranno il primo capitolo del libro regalato, che molti altri terranno il libro come mero oggetto e che pochissimi rifletteranno sul contenuto del libro donato.


    Cosa resta di tale lettura e di tutti questi libri? L’importante ricordo e l’affetto di chi l’ha regalato e poco altro. In un mondo così frenetico e scarsamente empatico è forse già questo un risultato, ma siamo onesti è un risultato al ribasso abbastanza, a ben pensare, deprimente. Stiamo regalando manuali di istruzioni o poco più, non scritti bene, in cui l’importante è al 90% copertina (per estetica e/o nome dell’autore). Non sono questi i libri che diminuiscono il dramma dell’analfabetismo funzionale, né che aumentano il senso critico necessario per conservare i principi democratici che fondano il nostro Paese e ogni democrazia.
    Se è comprensibile che le case editrici, strette da un’interminabile crisi dei lettori, facciano di tutto per rimanere a galla, a chiunque di noi venga colto dalla tentazione di regalare un libro a Natale l’onere e la possibilità di scegliere un romanzo scritto da un giovane scrittore emergente. Sarà un regalo più rischioso, magari meno apprezzato subito, ma più autentico e proficuo. Se ci piace invece l’oggetto libro, consideriamo che esistono tantissimi e pregiati libri d’artista, oltre a opere d’arte ispirate ai libri: per citarne alcuni l’ungherese Zsolt Asztalos o le italiane Elena...
    19 min
  • Fiorenza Barbero "Baffy. La Befana tecnologica"
    Fiorenza Barbero
    "Baffy. La Befana tecnologica"
    illustrazioni di Danilo Paparelli
    Nero su Bianco Editore
    www.nerosubianco-cn.com

    C’era una volta... Baffy, la Befana tecnologica con la sua inseparabile scopa. Una scopa sì, ma dalla caratteristica unica: non di quelle tradizionali, ma... elettrica.
    Volete conoscere la sua avvincente e singolare storia? Queste pagine ve la racconteranno.
    Scoprirete il suo mondo e quello della sua famiglia allargata: il marito Spaciafurnel, i sette gatti Bunèt, Profiterole, Chantilly, Crème Caramel, Strudel, Chiffon e Pavlova, il porcellino d’India Pinky Inky, le tre sorelle la Bionda, la Rossa e la Scura e Ana Paula la bimba brasiliana conosciuta sul web. E non ci crederete ma anche il Signore in Rosso, Babbo Natale, è tra i protagonisti.
    Come nella migliore delle favole “tutto è bene ciò che finisce bene” e allora scopriamo insieme se, tra numerose difficoltà e imprevisti, Baffy riuscirà a portare a termine la sua missione come da tradizione: recapitare, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, piccoli doni e dolcetti ai suoi amati bambini.



    Fiorenza Barbero abita in provincia di Cuneo, ma vorrebbe vivere a New York. La creatività non le manca e per sfuggire alla noia inventa storie tra fantasia e realtà. È giornalista e collabora con un settimanale; nel tempo libero ha scritto un paio di libri. La lettura, la fotografia e le lunghe passeggiate sono le sue passioni. Il suo motto è “Change&Challenge” - “Cambiamento&Sfida”.




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    11 min
  • Anna Di Cagno "Lettere alla madre"
    Anna Di Cagno
    "Lettere alla madre"
    prefazione di Annalisa Monfreda
    Morellini Editore
    www.morellinieditore.it


    Gli autori delle lettere:
    Silvia Andreoli, Erica Arosio, Michaela K. Bellisario, Fioly Bocca, Annarita Briganti, Fernando Coratelli, Stefano Corbetta, Anna Di Cagno, Andrea Di Fabio, Isa Grassano, Gabriella Kuruvilla, Massimo Laganà, Giorgio Maimone, Paolo Mancini, Elena Mearini, Marco Montemarano, Gianluca Morozzi, Andrea G. Pinketts, Daniela Rossi, Pino Roveredo



    Con il sapore vintage e aperto della forma epistolare, una ventina di autori di grido affrontano in maniera toccante ed emozionante, in forma personale o narrativa, la dinamica intensa e complessa dell’eterno rapporto con la madre


    “Lettere alla madre” è un’antologia epistolare che raccoglie i contributi di alcune tra le voci più interessanti del panorama editoriale italiano tra scrittori e giornalisti. A ispirare la raccolta è Georges Simenon e la sua “Lettera a mia madre”, piccolo capolavoro del creatore del commissario Maigret. Ogni lettera ripercorre in modo intimo e personale la memoria e i ricordi della propria origine; alcune si confrontano con il dolore della perdita, altre con il passato, la nostalgia dell’infanzia e il tempo. Gli autori sono tutti “over 30”, voci mature, colte in quel momento di passaggio tra essere ancora figli e doversi inventare, ogni giorno, genitori.


    Anna Di Cagno, curatrice di "Lettere alla madre"
    Nata a Bari, ha studiato filosofia a Torino e si è poi trasferita per lavoro a Milano, dove è giornalista professionista dal 1994. Dopo cinque anni di redazione a Cosmopolitan, è stata caporedattore di un magazine settimanale (Soprattutto) fino al 2003; dopodiché ha collaborato con riviste femminili e non, siti internet, ha scritto libri per adolescenti e anche una guida turistica alla sua regione, di cui è molto orgogliosa.




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    26 min
  • Pier Mario Giovannone "Ciao ciao, caro Babbo Natale"
    Pier Mario Giovannone
    "Ciao ciao, caro Babbo Natale"
    Gallucci Editore
    www.gallucci.it



    Il topino chiede un pezzetto di buon pecorino, le formiche un sacchetto di briciole bianche, la stella una coda di luce per essere più bella… E tu, cosa vorresti?
    Unisciti al coro e invita Babbo Natale a correre per il mondo con la sua slitta piena di doni per tutti!

    Nel Cd Neri Marcorè e Giua interpretano la canzone.
    Con il coro dei Piccoli Cantori di Milano, diretto da Laura Marcora

    Disegni di Chiara Nocentini



    Pier Mario Giovannone, l’acrobata delle parole che ama esibirsi con poesie e canzoni, è nato a Cuneo nel 1974. Diplomato in chitarra classica e laureato in Lettere, ha collaborato col cantautore Gianmaria Testa come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Ha insegnato all'Università di Londra e attualmente lavora come promotore culturale e scrittore. Ha pubblicato sei raccolte di poesie.


    Chiara Nocentini è nata a Viareggio e vive a Milano, con i suoi tre bambini. Da più di dieci anni lavora come illustratrice per ragazzi. Ha collaborato con la Rai, creando i disegni per le favole animate della celebre trasmissione “L’Albero azzurro”. Per Gallucci ha illustrato la canzone dello Zecchino d’Oro Dagli una spinta, Le 10 tabelline insieme a Manola Caprini, Gli indiani al centro della Terra, Il corpo umano, È arrivato un bastimento e Ciao ciao, caro Babbo Natale.


    Il coro “I Piccoli Cantori di Milano” è nato nel 1964 da un’idea di Niny Comolli, ideatrice nel 1959 del 1° Festival di canzoni per bambini che, dall’anno seguente, fu chiamato “Lo Zecchino d’oro”. Dal 1985 la direzione è curata da Laura Marcora, musicista e nipote della fondatrice. Tra gli altri, il coro ha accompagnato in questi anni Michael Jackson, Phil Collins, Zucchero, Adriano Celentano, Nicola Piovani, Jovanotti, Gianna Nannini.


    Giua (Maria Pierantoni Giua), pittrice e cantautrice, è nata a Rapallo 1982. Ha vinto alcuni tra i più importanti premi della musica italiana (il Premio Lunezia, il Festival di Castrocaro, il Premio Recanati e il Mantova Musica Festival). Ha collaborato con musicisti di fama nazionale e internazionale tra cui Jaques Morelenbaum, Riccardo Tesi, Adriana Calcanhotto, Avion Travel, Mario Arcari. Numerose sono anche le sue partecipazioni e collaborazioni teatrali come compositrice e interprete in scena. La sua voce calda e divertita accompagna le note della canzone di Girotondo di elefanti, la narrazione di Neri Marcorè di Piazza Pizza - fiaba sonora di Pier Mario Giovannone - con il quale ha interpretato anche la canzone Ciao ciao, caro Babbo Natale, tutti e tre pubblicati per Gallucci editore.


    Neri Marcorè si divide tra la tv, il cinema e il teatro. Di recente ha dato la voce a Baloo nella versione italiana de Il libro della giungla (2016).

    È un attore che con la voce può fare e fa proprio tutto.




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    14 min
  • Eleonora Marangoni "Lux"
    Eleonora Marangoni
    "Lux"
    Neri Pozza
    www.neripozza.it



    Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l’amore, o il ricordo dell’amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione.
    Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un’isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull’isola – saranno l’occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.



    Eleonora Marangoni è nata a Roma, si è laureata a Parigi in letteratura comparata e lavora come copywriter e consulente di comunicazione.Ha pubblicato il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011), il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014). Nel 2017 ha vinto il Premio Neri Pozza con Lux.
    http://eleonorama.com/




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    20 min
  • Benedetta Cibrario "Il rumore del mondo"
    Benedetta Cibrario
    "Il rumore del mondo"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    L’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa.

    La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un’imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta.

    Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell’economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l’Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.


    Benedetta Cibrario è nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008). Rossovermiglio viene tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui la Germania, l'Olanda, il Portogallo, la Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011).



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