Nato in Ucraina nel 1936, Andrej Chikatilo è considerato uno dei serial killer più feroci e inquietanti del Novecento. Cresciuto tra fame, guerra e repressione nell’Unione Sovietica staliniana, sviluppò fin da giovane profonde ossessioni sessuali e una personalità segnata da frustrazione, isolamento e violenza repressa. Dietro l’apparenza innocua da insegnante, marito e padre, si nascondeva però un assassino destinato a terrorizzare l’URSS per oltre dieci anni. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Chikatilo uccise decine di donne e bambini, attirando le sue vittime nelle stazioni ferroviarie e nelle campagne isolate per poi massacrarle con una brutalità che sconvolse persino gli investigatori sovietici. Solo nel 1990, dopo una gigantesca caccia all’uomo e grazie a nuove tecniche investigative, Chikatilo venne finalmente arrestato. Il suo processo, trasmesso e discusso in tutta l’Unione Sovietica, mostrò al mondo il volto disturbante di un uomo che sembrava incarnare le paure più profonde di un intero sistema. Ma chi era davvero Andrej Chikatilo? E quanto il fallimento delle istituzioni sovietiche contribuì a trasformarlo nel “Mostro di Rostov”?Proviamo a scoprirlo insieme a Jim Bevilacqua: esperto di cronaca nera ed autore del podcast “La Fiamma Oscura”.
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