Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • Jazz Anthology di lunedì 20/03/2023
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
    57 min
  • Eddie "Lockjaw" Davis with Shirley Scott: Cookin' with Jaws and the Queen
    In un cofanetto di quattro Cd l'etichetta Craft Recordings ripropone debitamente rimasterizzati dai nastri originali quattro album per la Prestige registrati in tre sedute nel corso del '58 dal sax tenore Eddie "Lockjaw" Davis e dalla organista Shirley Scott: gli album furono pubblicati col titolo di Cookbook, volumi 1, 2 e 3, e di Smokin'. Avviato alla metà degli anni cinquanta, il sodalizio di Eddie Davis e Shirley Scott è stato magistrale nell'ambito di un hard bop legato al blues e al rhythm'n'blues, nel filone soul jazz: un sodalizio che ha anche molto contribuito a popolarizzare la formula sax tenore/organo. Vigoroso, esuberante, sensuale, e di grande effervescenza in travolgenti improvvisazioni su tempo veloce, Eddie Davis è stato uno dei migliori sax tenori della sua epoca, e ha trovato in Shirley Scott, nata come pianista, organista sensibile, con grandi doti come accompagnatrice, una partner ideale. Tra i grandi motivi di fascino di queste incisioni, la abbondante presenza di Jerome Richardson al flauto, un musicista che è stato molto importante per la valorizzazione di questo strumento nel jazz.
    1 hr
  • Turiya: Hamid Drake ospite di Jazz Anthology
    Presentata lo scorso anno in diversi importanti festival europei (Parigi, Berlino, Guimaraes, Lubiana, Skopje...), Turiya, la celebrazione di Alice Coltrane concepita da Hamid Drake, sabato 25 marzo arriva finalmente anche in Italia, grazie a Bergamo Jazz: per l'occasione Hamid Drake, uno dei più grandi batteristi del jazz contemporaneo e una lunga carriera di assoluto rilievo, è ospite di Jazz Anthology, assieme a Ludmilla Faccenda che ci aiuta nella conversazione, nel nostro auditorium Demetrio Stratos. Hamid Drake ci racconta che cosa hanno rappresentato e continuano a rappresentare per lui - che giovanissimo ebbe occasione di incontrarla - la musica e la spiritualità di Alice Coltrane, come ha creato Turiya - in cui si fondono musica, danza, canto, spoken word - e come ha scelto i performer che ha coinvolto; nell'ultima parte della trasmissione, Hamid Drake ci offre poi in diretta uno splendido esempio di canto legato ad una dimensione spirituale, accompagnandosi con un tamburo a cornice, strumento di cui è un virtuoso.
    1 hr
  • Wadada Leo Smith (14)
    Nel gennaio dell'81, prima di tornare in Europa per lavorare nuovamente in trio (come abbiamo visto nella puntata precedente) con Peter Kowald e Gunter Sommer, Leo Smith partecipa ad una registrazione in Connecticut con una compagine orchestrale; si tratta di un terzo importante capitolo delle sue esperienze orchestrali di questa fase, dopo la partecipazione alla Creative Orchestra diretta da Braxton nel '78 e la direzione da parte dello stesso Smith di un'altra Creative Orchestra nel '79: l'album esce intestato a Creative Improvisors Orchestra, col titolo The Sky Cries The Blues. Nell'81 la pubblicazione da parte dell'editore Nistri Lischi di Pisa, col titolo Note sulla natura della musica, dei testi di Leo Smith pubblicati negli Stati uniti nel '73 col titolo Creative Music, più altri testi scritti fino al '79, consolida in Italia lo status di Leo Smith come figura emblematica dell'improvvisazione e della musica appunto "creativa". Intanto in questo periodo Smith è protagonista di una espansione della sua estetica che non coincide con la sua immagine di improvvisatore puro e duro: in alcuni suoi album Smith si richiama al blues quando non addirittura al reggae - Smith guarda non superficialmente alla cultura rastafariana ed è molto legato alla figura di Bob Marley - ed è in questo senso in sintonia con il concetto di Great Black Music caro all'Art Ensemble of Chicago. Degli assaggi di questa espansione in direzione blues si trovano in Procession of the Great Ancestry, registrato nell'83 ma pubblicato diversi anni dopo, nell'89.
    1 hr
  • Omaggio a Burt Bacharach (2): Great Jewish Music - Burt Bacharach
    Nel '92 John Zorn e Marc Ribot firmarono un manifesto sulla "nuova cultura radicale ebraica": trent'anni fa la presa di posizione di Zorn e Ribot rappresentò uno spartiacque rispetto alla percezione della presenza ebraica nella musica americana innovativa del Novecento, molto più diffusa di quello che si era abituati a pensare: dalla maggior parte dei grandi autori del Great American Songbook e fino a Bacharach, da moltissimi dei più importanti jazzmen bianchi ad alcune decisive figure del rock, come Bob Dylan, Lou Reed, Iggy Pop, da un minimalista come Steve Reich a molti degli americani di Musica Elettronica Viva, e poi moltissimi dei protagonisti dell'avantgarde bianca newyorkese emersa fra anni settanta e ottanta di cui Zorn è stato il catalizzatore. Nel '95 Zorn con la sua etichetta Tzadik vara la collana Great Jewish Music, nella quale nel '97 pubblica un doppio Cd dedicato alla musica di Bacharach: prodotto da Zorn, con venti brani realizzati da un ampio assortimento di formazioni e artisti, da Wayne Horvitz a Dave Douglas, da Marc Ribot a Joey Baron, da Zeena Parkins a Ikue Mori, da Medeski Martin and Wood a Bill Frisell, il volume della Tzadik è un originale omaggio a Bacharach e un brillante spaccato della scena avantgarde newyorkese di fine Novecento.
    1 hr
  • Omaggio a Burt Bacharach (1): Stan Getz, What The World Needs Now
    L'8 febbraio è mancato a 94 anni Burt Bacharach, uno dei più grandi autori di canzoni della seconda metà del secolo scorso. Nato nel '28, Bacharach, che studiava pianoforte classico fin dall'infanzia, da ragazzo aveva maturato un forte interesse per il jazz, e negli anni quaranta a New York con degli espedienti (non era ancora maggiorenne) riusciva ad infilarsi nei locali della 52esima Strada, il laboratorio del nuovo rivoluzionario linguaggio del jazz, il bebop; poi nei suoi studi musicali aveva approfondito l'armonia utilizzata nel jazz, e anche a questo rapporto con il jazz va ricondotta l'originalità e la complessità (dietro l'apparenza "easy") dei suoi successi. In questa puntata gli rendiamo omaggio ricordando il caso più ampio e organico di attenzione a Bacharach in ambito jazzistico nel periodo in cui Bacharach fa epoca: l'album di Stan Getz, registrato fra il '66 e il '68, What The World Needs Now. Nell'ultima parte della trasmissione proponiamo poi un assaggio della fortuna jazzistica di Bacharach negli anni sessanta, con suoi brani interpretati da Sinatra/Basie, Ella Fitzgerald, Bill Evans, Sarah Vaughan.
    1 hr
  • Toshinori Kondo (2)
    Dedicato ad Albert Ayler, registrato dal vivo a Berlino nel '93, pubblicato dalla Fmp, etichetta di riferimento dell'improvvisazione europea, Die Like a Dog è un album classico degli anni novanta, con un quartetto che riunisce all'insegna dell'improvvisazione tre continenti: il sassofonista Peter Brotzmann, caposcuola dell'improvvisazione europea, Kondo, giapponese, e gli americani William Parker al contrabbasso e Hamid Drake alla batteria. In queste due puntate troviamo Kondo con la sua tromba in quattro situazioni molto diverse: nell'improvvisazione radicale newyorkese della seconda metà degli anni settanta, nella sua musica elettrica degli anni ottanta-novanta, in Die Like a Dog in cui l'improvvisazione appare più vicina a quella del free jazz storico, e per finire in una situazione ulteriormente diversa, il live Eternal Triangle in trio con Massimo Pupillo, basso ed elettronica, e Tony Buck, batteria. Quattro situazioni che valgono come testimonianze della versatilità di Kondo, del suo talento che è consistito anche nell'essere pertinente, centrato, rispetto a contesti molto differenti. Recentemente pubblicato da I dischi di Angelica, Eternal Triangle è stato registrato nel maggio 2019 a Bologna nell'ambito del festival di Angelica. Kondo è mancato un anno e mezzo dopo, nell'ottobre 2020. Scrive Massimo Pupillo in una nota di copertina: "Non sapevamo certo che quel live sarebbe stato l'ultimo di Toshinori Kondo fuori dal Giappone e il suo ultimo concerto con una band".
    1 hr
  • Toshinori Kondo (1)
    Prendiamo spunto dalla recente uscita di Eternal Triangle, live del trio di Toshinori Kondo, Massimo Pupillo e Tony Buck registrato nel 2019 al festival di Angelica (pubblicato da I dischi di Angelica), per ricordare il trombettista giapponese, mancato a 71 anni nell'ottobre 2020. Kondo approda a New York nel '78, e si inserisce nel giro dell'improvvisazione radicale e delle sperimentazioni, un ambiente da cui stanno emergendo le nuove tendenze che caratterizzano la scena newyorkese della seconda metà dei settanta e degli ottanta: le improvvisazioni '78-79 documentate da album della etichetta Ictus di Andrea Centazzo, con Centazzo, Polly Bradfield, Eugene Chadbourne, Tom Cora e il giovane John Zorn, destinato a fare molta strada, testimoniano del temperamento di Kondo in un contesto free e della sua maestria negli effetti. Negli ottanta Kondo si indirizza però anche verso una musica che impiega strumentazione elettrica ed elettronica, e che sul piano dei ritmi guarda al rock, alla black music, alla dance: un album come Brain War, del principio degli anni novanta, rappresenta bene la sua band Kondo Ima, che ottiene buoni riscontri commerciali.
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 23/01/2023
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Jazz Anthology di lunedì 16/01/2023
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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