Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • Jazz Anthology di lunedì 09/01/2023
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Jazz Anthology di lunedì 02/01/2023
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Jazz Anthology di lunedì 26/12/2022
    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).
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  • Roberto Ottaviano, Alexander Hawkins: Charlie's Blue Skylight; Roberto Ottaviano: Skins
    Prima che cali il sipario sul 2022, anno del centenario della nascita di Charles Mingus, ascoltiamo l'album che appunto quest'anno Roberto Ottaviano e Alexander Hawkins hanno consacrato a composizioni del grande contrabbassista, Charlie's Blue Skylight (pubblicato da Dodicilune). La collaborazione fra il sassofonista pugliese e il pianista inglese dura ormai da diversi anni, e l'intesa fra i due musicisti è alla base della felice formula con cui Ottaviano e Hawkins hanno scelto di affrontare il repertorio mingusiano, quella di un essenziale duo sax soprano (di cui Ottaviano è un grande specialista) e pianoforte, che appare di brillante agilità, freschezza, respiro. Assieme ai brani di Charlie's Blue Skylight ascoltiamo anche una traccia da Skins, album in solo di Ottaviano (pubblicato da Produzioni Discografiche nel Gioco del Jazz) registrato nella chiesa rupestre di San Nicola, in Puglia.
    P.S. Nel frattempo il Top Jazz 2022, referendum del mensile Musica Jazz, i cui risultati sono stati resi noti nel gennaio 2023, ha proclamato Roberto Ottaviano "musicista italiano dell'anno", mentre Charlie's Blue Skylight si è aggiudicato il terzo posto fra i dischi italiani dell'anno.
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  • Wadada Leo Smith (13)
    A cavallo fra anni settanta e ottanta, Leo Smith collabora e gira in tour in Europa con il contrabbassista Peter Kowald e con il batterista Gunter Sommer, tedesco dell'ovest il primo e dell'est il secondo, entrambi figure di primissimo piano della musica improvvisata europea. Per tutta una fase i protagonisti della produzione della Fmp, etichetta - nata alla fine degli anni sessanta - di riferimento dell'improvvisazione tedesca ed europea, erano stati improvvisatori tedesco-occidentali, olandesi, inglesi, scandinavi e svizzeri. Il primo allargamento di orizzonti era avvenuto all'interno dell'area tedesca, con pionieristici contatti con improvvisatori tedesco-orientali, fra i quali Sommer. Il trio Smith-Kowald-Sommer testimonia di questo e di un ulteriore allargamento, cioè il dialogo della Fmp e dei suoi improvvisatori con i più avanzati improvvisatori afroamericani: Leo Smith è un battistrada di questo dialogo, che avrà poi importanti sviluppi nel lavoro della Fmp (che negli anni ottanta stabilirà un importante rapporto con Cecil Taylor). Intanto al principio degli anni ottanta Leo Smith attira l'interesse anche del produttore Giovanni Bonandrini, attivo a Milano (negli anni ottanta viene più volte proclamato produttore dell'anno dal referendum della rivista di jazz americana Down Beat), che nell'82 pubblica Go in Numbers, live del quartetto di Smith registrato a New York nel gennaio del 1989.
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  • Libri - Roberto Masotti: You Tourned The Tables On Me; Markus Muller: Free Music Production: The Living Music; Angela Davis: Blues e femminismo nero; Paul Bley con David Lee: Liberare il tempo
    In questa puntata passiamo in rassegna quattro importanti libri usciti quest'anno. You Tourned The Tables On Me è la nuova edizione (editore seipersei), in formato più grande, di un classico di Roberto Masotti, il grande fotografo mancato nell'aprile scorso: un lavoro emblematico della trasversalità dell'approccio di Masotti alla scena musicale degli anni settanta. Curato da Markus Muller, Free Music Production: The Living Music (testi in inglese o tedesco), è un monumento alla Fmp, l'etichetta tedesca che è stata il principale riferimento discografico per l'improvvisazione radicale europea. Blues e femminismo nero (Edizioni Alegre) è un fondamentale e illuminante saggio di Angela Davis - autrice che non ha bisogno di presentazioni - sulle istanze protofemministe presenti nella produzione di Ma Rainey, Bessie Smith e Billie Holiday: una traduzione che si attendeva da anni. Come quella di Liberare il tempo di Paul Bley, pubblicato nella eccellente collana Chorus di Quodlibet: autobiografia molto stimolante e allo stesso tempo godibile per la vena di humour che la percorre di uno dei più grandi pianisti emersi nel jazz della seconda metà del novecento.
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  • Samara Joy: Linger Awhile; Buechi, Hellmuller, Jerjen: Moontrail
    Fra i nuovi, giovani personaggi che sono emersi negli ultimissimi anni sulla scena del jazz un posto di riguardo spetta certamente a Samara Joy, afroamericana, 24 anni, nel 2019 rivelazione della Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition. Fino a questo momento Samara Joy ha principalmente interpretato brani dal repertorio storico di cui le grandi cantanti della vicenda del jazz hanno dato letture memorabili, e - come mostra Linger Awhile, il suo secondo album, pubblicato dalla Verve - sa farlo con molta freschezza, con una sua personalità, e con una asciuttezza e un gusto che le danno un profilo più contemporaneo rispetto ai grandi modelli del canto jazz del passato; ma Samara Joy sta ancora cercando una sua strada e muove anche i primi passi nella definizione di una fisionomia artistica e di un repertorio originale: ha per esempio scritto le parole per Nostalgia, un brano degli anni quaranta del trombettista Fats Navarro. Nella seconda parte della puntata passiamo ad una dimensione musicale molto diversa con la vocalist svizzera Sarah Buechi, che in Moontrail, pubblicato dalla intakt, alterna riferimento al tema e improvvisazione, in una scaletta di brani in cui compaiono sia brani originali che brani americani molto noti come Moon River.
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  • Wadada Leo Smith (12)
    Dopo l'incisione nel maggio del '79 di Spirit Catcher, Leo Smith torna in Europa. Come avevamo visto nelle puntate precedenti, un anno prima, nel maggio del '78, Leo Smith era stato nelle file della ambiziosa Creative Orchestra guidata con successo da Anthony Braxton in una tournée europea che aveva toccato anche il festival tedesco di Moers. Dopo la felice esperienza con la Creative Orchestra di Braxton nel '78, Burkhard Hennen, che dirige il festival di Moers, chiede a Leo Smith e a Roscoe Mitchell se per l'edizione '79 della rassegna vogliono fare qualcosa di analogo con un'altra orchestra, da condividere fra Smith e Mitchell. Smith impiega nel lavoro con l'orchestra delle idee di scrittura e delle soluzioni nelle partiture piuttosto originali e complesse. Dopo alcuni giorni di intense prove l'orchestra - con una formazione coincidente per parecchie presenze con quella della Creative Orchestra di Braxton del '78, ma anche con diverse differenze, di nomi e di organico - si esibisce al festival e quindi a Parigi, dove viene registrata. La Moers Music - proiezione discografica del festival tedesco - pubblica il lavoro di Leo Smith e quello di Roscoe Mitchell con l'orchestra in due distinti Lp: quello intestato a Leo Smith esce come Leo Smith Creative Orchestra, intitolato Budding of a Rose, un album che non è mai stato ristampato in Cd. Esperienza estremamente importante nel percorso di Leo Smith, il lavoro con la Creative Orchestra chiude degnamente i suoi anni settanta.
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  • Elton Dean: On Italian Roads. Live in Milan 1979 - ospite Riccardo Bergerone
    Nel libriccino con le note di copertina dell'album di Elton Dean "On Italian Roads. Live in Milan 1979", si trova riprodotto un vecchio manifesto con scritto: "Radio Popolare FM 101.500 - presenta - Elton Dean - con - Keith Tippett - Louis Moholo - Harry Miller - Al Cinema teatro Cristallo". Sulla locandina ci sono due date, sabato 24 e domenica 25, senza indicazione di mese e di anno, ma il mese era febbraio e l'anno appunto il '79. I due concerti furono entrambi sold out, con circa mille spettatori ciascuno. Emersa in rete, adesso una registrazione della magnifica musica proposta al Cristallo dal quartetto del sassofonista inglese - si tratta di uno solo dei due set di uno dei due concerti - è diventata a più di quarant'anni di distanza un Cd pubblicato da una etichetta inglese, la British Progressive Jazz. Il concerto rientrava in una tournée italiana organizzata da un giovanissimo appassionato torinese, Riccardo Bergerone, che questa sera è ospite di Jazz Anthology.
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  • Wadada Leo Smith (11)
    Nel '79 Leo Smith torna a consacrare - dopo Creative Music inciso nel '71, che aveva rappresentato il suo debutto discografico personale - un intero Lp alla dimensione del solo, Ahkreanvention, pubblicato con la sua etichetta Kabell. Nel '79, in maggio, Smith incide anche un album per l'etichetta Nessa: due dei quattro brani sono realizzati in quintetto con musicisti del suo abituale giro degli anni settanta, Dwight Andrews, Bobby Naughton, Wes Brown e Pheeroan Ak Laff; in altri due Smith, alla tromba. è affiancato da tre arpiste, un altro dei "progetti speciali" che come il brano per tre trombe compreso in Divine Love Smith ha cominciato ad affiancare al lavoro con i suoi gruppi regolari.
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