Jazz Anthology

Jazz Anthology

By Radio PopolareMusic
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Jazz Anthology episodes

  • 70 anni fa: il quartetto senza pianoforte di Gerry Mulligan (2)
    Nel '52 l'estetica del "quartetto senza pianoforte" di Gerry Mulligan afferra lo spirito dei tempi e gli dà una traduzione musicale che fa epoca. E' singolare che una musica come quella del quartetto di Mulligan con Baker, così felice e distesa, rilassata e tersa, nascondesse in realtà pesanti tensioni, per vie delle relazioni tutt'altro che armoniose fra Mulligan e Baker e per via dei cupi problemi di tossicodipendenza di entrambi. Il sodalizio Mulligan-Baker dura in effetti poco, meno di un anno: nel maggio del '53 proprio la registrazione di My Funny Valentine, che nella loro interpretazione si trasforma in un clamoroso successo, è l'ultima del quartetto.
    1 hr
  • 70 anni fa: il quartetto senza pianoforte di Gerry Mulligan (1)
    Nella storia del jazz pochi piccoli complessi hanno fatto colpo, sono stati popolari, e sono entrati così profondamente nell'immaginario come il "quartetto senza pianoforte" di Gerry Mulligan con Chet Baker alla tromba: in due puntate, ne ricordiamo la breve vita in coincidenza con i settant'anni dalla prima seduta di incisione della celebre formazione, 16 agosto 1952. Nel giugno del '52 a Los Angeles Gerry Mulligan dovrebbe registrare in quartetto, ma il pianista non si fa vedere. Poi Mulligan viene scritturato in trio in un club della città, e un giovane trombettista, Chet Baker, comincia ad aggiungersi in jam al gruppo...
    58 min
  • Wadada Leo Smith: The Emerald Duets (Tum); String Quartets Nos. 1-12 (Tum)
    In questa seconda puntata che dedichiamo ai due cofanetti che l'etichetta finlandese Tum ha da poco pubblicato come conclusione delle sue iniziative discografiche per celebrare gli ottant'anni di Wadada Leo Smith, completiamo la presentazione di The Emerald Duets ascoltando brani dai due cd realizzati da Wadada in duo con Jack DeJohnette: nel primo Wadada suona la tromba ma anche il piano, e DeJohnette batteria, piano, e fender Rhodes, nel secondo Wadada suona solo la tromba e DeJohnette solo la batteria. Wadada ha avuto una precoce passione per la dimensione del quartetto d'archi, fin dagli anni sessanta, e a questa passione ha potuto dare sfogo sia in incisioni che in concerti in questa ultima decina d'anni. Adesso la Tum, facendo le cose veramente in grande, pubblica la più consistente uscita discografica di Wadada fino ad oggi, e cioè un cofanetto di ben sette cd, che comprende i primi dodici quartetti d'archi scritti da Wadada appunto a partire dagli anni sessanta: nella seconda parte della puntata ne ascoltiamo due, fra cui il 10, dedicato ad Angela Davis.
    59 min
  • Wadada Leo Smith: The Emerald Duets (Tum)
    Mentre abbiamo in corso una serie che ripercorre tutta la carriera di Wadada Leo Smith, vi proponiamo intanto in due puntate di Jazz Anthology qualche assaggio da due cofanetti che l'etichetta finlandese Tum ha recentemente pubblicato come conclusione delle sue iniziative discografiche per celebrare gli ottant'anni del grande trombettista. Cominciamo da The Emerald Duets, un box di cinque cd in cui Wadada - non nuovo all'interesse per il lavoro in duo con batteristi - si confronta con quattro grandi batteristi del jazz contemporaneo: Pheeroan Ak Laff, spesso al suo fianco fin dagli anni settanta, Andrew Cyrille, uno dei massimi batteristi del free jazz, Han Bennink, uno dei caposcuola dell'improvvisazione radicale europea, e Jack DeJohnette, che nella sua carriera ha lavorato fra gli altri con Miles Davis e Keith Jarrett. In questa puntata ascolteremo brani tratti dai cd, uno per ciascuno, con Ak Laff, Bennink e Cyrille.
    58 min
  • Intakt: Reiney-Laubrock-Lopez, No Es La Playa; Ingrid Laubrock - Andy Milne, Fragile; Borderlands Trio, Wandersphere; David Murray - Brad Jones - Hamid Drake, Brave New World Trio.
    Sassofonista tedesca e newyorkese di adozione, Ingrid Laubrock è tra i musicisti più sistematicamente valorizzati dalla svizzera Intakt: la ritroviamo in due album, No Es La Playa, intestato a lei, al batterista Tom Rainey, e al bassista Brandon Lopez, e Fragile, in duo con il pianista canadese Andy Milne (che ha lavorato fra l'altro con i Five Elements di Steve Coleman). Con Wandersphere, nuovo (doppio) Cd del Borderlands Trio, cioè Stephan Crump, contrabbasso, Kris Davis, painoforte, e Eric McPherson, batteria, siamo nell'ambito di una improvvisazione estremamente libera, e di un interplay fra i tre musicisti il meno convenzionale possibile, e per lo più lontanissimo dalle modalità abituali di un trio piano-basso-batteria. Il Brave New World Trio è nato nel 2021 - in un momento in cui per via della pandemia era difficile trovare occasioni concertistiche per i musicisti - da una serie di ragioni che hanno a che fare con l'Italia: l'iniziativa è stata del management italiano di Murray, che ha suggerito al sassofonista di esibirsi, per alcune date in Europa, con Brad Jones, eccellente bassista che in quel momento viveva vicino a Venezia, e con Hamid Drake, considerato uno dei migliori batteristi del jazz di oggi, che è spesso a Milano. Generalmente Murray si esibisce in quartetto con pianoforte, ma in trio un mattatore come lui non sente certo la mancanza del pianoforte ed è ancora più libero.
    59 min
  • Felipe Salles: Tiyo's Songs of Life
    Del sassofonista Felipe Salles, brasiliano di Sao Paulo ma newyorkese di adozione, nel 2020 (potete trovare la puntata in podcast) abbiamo presentato The New Immigrant Experienca, un lavoro ispirato da conversazioni con i Dreamers, gli immigrati arrivati irregolarmente negli Stati Uniti da bambini. Ecco ora un nuovo album di Salles, anche questo con una esplicita valenza politica, Tiyo's Songs of Life, pubblicato dalla Tapestry. Tiyo Attallah Salah-El, all'anagrafe David Riley Jones, afroamericano, nasce in Pennsylvania nel '32, presta
    servizio nella guerra di Corea e viene decorato, suona il sax tenore in ambito rhythm'n'blues ma si mette nei guai e incorre in una condanna all'ergastolo, senza possibilità di libertà condizionale. Salah-El trascorre quasi cinquant'anni in un carcere della Pennsylvania: prende
    una laurea e un master, dà vita alla Coalition for the Abolition of Prisons, suona e compone. Fino alla morte nel 2018, a ottantasei anni. Per anni Lois Ahrens, attivista per l'abolizione delle carceri, ha cercato dei musicisti che potessero interpretare la musica di Tiyo, senza trovare chi fosse disposto a farlo, fino a quando ha contattato Salles. Sensibile alla problematica del carcere come sistema punitivo e non già "correttivo" e alla piaga della carcerazione di massa negli Usa come in Brasile, Salles, sax tenore fluido e comunicativo, ha costituito un quartetto e ha inciso le composizioni di Tiyo Attallah Salah-El: Tiyo adeso vive nella sua musica, finalmente non più dietro le sbarre.
    1 hr
  • Grandi inediti - Albert Ayler: Revelations
    Nel luglio del '70, Albert Ayler teneva nel sud della Francia due concerti, che, parzialmente documentati già nel '71 da due album postumi della Shandar diventati di culto (Nuits de la Fondation Maeght), sono entrati nella leggenda del free jazz: si trattava di una testimonianza dell'arte di un musicista del tutto fuori del comune, che la morte prematura, sopravvenuta in circostanze mai chiarite solo pochi mesi dopo i concerti francesi, nel novembre del '70, rendeva ancora più straordinaria. Altro materiale da quelle serate è poi stato pubblicato nel nuovo millennio dalla Esp. Ma adesso la Elemental Music, in un cofanetto di quattro CD o cinque LP pubblica l'integrale delle due serate, offrendoci molta musica inedita e proponendo i brani esattamente nell'ordine in cui furono eseguiti. Figura di originalità assoluta, protagonista della scena degli anni sessanta di forza espressiva con pochi paragoni, nei concerti della Fondation Maeght Ayler giganteggia come un musicista di creatività esplosiva, ma anche con una poetica ampia, ricca, sfaccettata. I nastri da cui è ricavato questo integrale sono stati reperiti negli archivi dell'Ina, l'Istituto Nazionale Francese dell'audiovisivo: le registrazioni erano state effettuate con apparecchiature professionali da Radio France, e la qualità del suono è eccellente;
    i dischi sono accompagnati da un prezioso libretto con molte foto e testimonianze (circa 100 pagine nell'edizione in Cd).
    Per il livello della musica, l'importanza storica e la qualità del cofanetto, Revelations di Ayler rappresenta uno dei punti più alti raggiunti finora nel trend di pubblicazione di importanti inediti di jazz a cui assistiamo da alcuni anni.
    1 hr
  • Jazz Anthology di lunedì 20/06/2022
    Come suggerisce il titolo della trasmissione, presente nel palinsesto di Radio Popolare fin dagli inizi, Jazz Anthology ripercorre la ormai lunga vicenda del jazz proponendone momenti e artisti salienti. Al di là della varietà delle sue forme, per Jazz Anthology questo genere è un fenomeno unitario di innovazione musicale in rapporto con una tradizione di matrice neroamericana. Jazz Anthology vuole quindi valorizzare sia la pluralità degli aspetti del jazz che la continuità della sua storia, dedicando la propria attenzione a tutte le epoche di questa musica, dal New Orleans al bebop, fino alle espressioni più audaci degli ultimi decenni. Il programma si articola soprattutto in serie di trasmissioni a carattere monografico, con l’intenzione – in un contesto mediatico che al jazz dà pochissimo spazio e in modo molto dispersivo – di dare così un contributo alla diffusione di una effettiva cultura del jazz.
    La sigla di Jazz Anthology è Straight Life (Art Pepper), da Art Pepper meets The Rhythm Section (1957, Contemporary/Original Jazz Classics)
    58 min
  • Grandi inediti - Chet Baker Trio Live in Paris
    L'ultimo decennio - '78-88 - della carriera e della vita di Chet Baker è fondamentalmente europeo e abbondantemente parigino. Dopo gli eroici furori del free jazz e la sbornia del jazz-rock, negli anni ottanta si riaprono ampi spazi di agibilità per un jazz più ortodosso, acustico, morbido. A Parigi intanto si assiste ad una fioritura di locali di jazz. I nuovi club della Rive droite fanno a gara per avere Baker, che nella capitale francese trova occasioni di lavoro, attenzione e rispetto, e fidati accompagnatori. Le registrazioni '83-84 effettuate da Radio France all'Esplanade de La Défense e al Petit Opportun (uno dei club di riferimento dell'epoca) adesso pubblicate dalla Elemental Music fotografano questa felice congiunzione astrale, e ci propongono un Chet Baker nella dimensione intima, cameristica, da lui molto amata, del trio con pianoforte e contrabbasso, e senza batteria.
    1 hr
  • Novità We Insist!: Fazio, Tramontana, Blend 3; gli Stati generali del jazz italiano; ristampa di Bossa Nova di Basso e Valdambrini
    Una puntata di attualità italiana, e non solo discografica, perché Luigi Onori (storica firma del manifesto, autore con Riccardo Brazzale e Maurizio Franco di La storia del jazz, Hoepli 2020) ci offre un articolato resoconto degli Stati generali del jazz italiano, che si sono tenuti a Bologna dal 19 al 22 maggio. Apriamo la trasmissione con tre belle novità pubblicate dalla We Insist!, giovane etichetta che coltiva un forte interesse per un tipo di jazz di ricerca e di espressioni improvvisative che altrove non trovano molto spazio: Girotondo, dell'Enrico Fazio Ensemble, Unfolding To Be You, solo del trombonista Sebi Tramontana, e Songs and Poems di Blend 3. In chiusura la segnalazione della ristampa (su etichetta Giotto Music) di Bossa Nova di Basso e Valdambrini, una chicca del jazz italiano anni sessanta: inciso nel dicembre del '62 nella scia dei primi album all'insegna del connubio jazz/bossa nova, come Jazz Samba di Getz (uscito nell'aprile '62).
    1 hr

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"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie…

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