Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • 60 anni fa: Jazz Samba di Stan Getz e Charlie Byrd
    In due puntate, torniamo sul 1962 "brasiliano" di Stan Getz: nel febbraio del '62 Getz incide Jazz Samba, che esce in aprile: dopo l'estate del '62 l'album comincia a decollare nelle vendite, e col clamoroso successo di Jazz Samba esplode il fenomeno del connubio jazz/bossa nova. Fantastico esempio della capacità del grande sassofonista di prendere disinvoltamente in mano un materiale, di farne una cosa propria e di ricamarci magistralmente (l'album fu inciso in tre ore in tutto), Jazz Samba è uno degli album più popolari di tutta la storia del jazz, e ha brillantemente anticipato il fenomeno della world music.
    59 min
  • 60 anni fa: Jazz Samba di Stan Getz e Charlie Byrd
    In due puntate, torniamo sul 1962 "brasiliano" di Stan Getz: nel febbraio del '62 Getz incide Jazz Samba, che esce in aprile: dopo l'estate del '62 l'album comincia a decollare nelle vendite, e col clamoroso successo di Jazz Samba esplode il fenomeno del connubio jazz/bossa nova. Fantastico esempio della capacità del grande sassofonista di prendere disinvoltamente in mano un materiale, di farne una cosa propria e di ricamarci magistralmente (l'album fu inciso in tre ore in tutto), Jazz Samba è uno degli album più popolari di tutta la storia del jazz, e ha brillantemente anticipato il fenomeno della world music.
    59 min
  • 60 anni fa: Jazz Samba di Stan Getz e Charlie Byrd
    In due puntate, torniamo sul 1962 "brasiliano" di Stan Getz: nel febbraio del '62 Getz incide Jazz Samba, che esce in aprile: dopo l'estate del '62 l'album comincia a decollare nelle vendite, e col clamoroso successo di Jazz Samba esplode il fenomeno del connubio jazz/bossa nova. Fantastico esempio della capacità del grande sassofonista di prendere disinvoltamente in mano un materiale, di farne una cosa propria e di ricamarci magistralmente (l'album fu inciso in tre ore in tutto), Jazz Samba è uno degli album più popolari di tutta la storia del jazz, e ha brillantemente anticipato il fenomeno della world music.
    59 min
  • Wadada Leo Smith (7)
    Fra i nuovi rapporti che Leo Smith allaccia col suo trasferimento in Connecticut, c'è anche il musicista bianco Bobby Naughton, pianista e organista che negli anni sessanta era rimasto folgorato dal free jazz ed era passato al vibrafono, e nei primi anni settanta si era fatto vivo con Leo Smith. Nel '76 Smith, Naughton e altri musicisti danno vita al Creative Music Improviser's Forum, che riprende il modello della AACM di Chicago e che fino all'84 organizza concerti di musica creativa in Connecticut. Alla metà dei settanta Naughton concepisce un album in trio, senza batteria, con l'obiettivo di suonare musica che non fosse basata su un ritmo stabile ed esplicito. Naughton compone la musica al pianoforte, la prova separatamente con Smith e col clarinettista Perry Robinson e il trio si riunisce però per la prima volta solo in studio al momento della registrazione, nell'aprile del '76. L'album, intitolato The Haunt, e cointestato ai tre musicisti, è un significativo esempio di combinazione di composizione e improvvisazione, ed è tra le incisioni più originali realizzate nel jazz d'avanguardia nella seconda metà dei settanta. Nell'agosto del '76 Leo Smith torna ad incidere un album personale - il suo terzo - con un organico più ampio di New Dalta Akhri, comprendente, oltre ad Anthony Davis al piano e a Wes Brown al contrabbasso, anche il sassofonista Oliver Lake e il ventunenne betterista Pheeroan Ak Laaf: l'album esce per l'etichetta di Smith, la Kabell, col titolo Song of Humanity.
    59 min
  • Wadada Leo Smith (7)
    Fra i nuovi rapporti che Leo Smith allaccia col suo trasferimento in Connecticut, c'è anche il musicista bianco Bobby Naughton, pianista e organista che negli anni sessanta era rimasto folgorato dal free jazz ed era passato al vibrafono, e nei primi anni settanta si era fatto vivo con Leo Smith. Nel '76 Smith, Naughton e altri musicisti danno vita al Creative Music Improviser's Forum, che riprende il modello della AACM di Chicago e che fino all'84 organizza concerti di musica creativa in Connecticut. Alla metà dei settanta Naughton concepisce un album in trio, senza batteria, con l'obiettivo di suonare musica che non fosse basata su un ritmo stabile ed esplicito. Naughton compone la musica al pianoforte, la prova separatamente con Smith e col clarinettista Perry Robinson e il trio si riunisce però per la prima volta solo in studio al momento della registrazione, nell'aprile del '76. L'album, intitolato The Haunt, e cointestato ai tre musicisti, è un significativo esempio di combinazione di composizione e improvvisazione, ed è tra le incisioni più originali realizzate nel jazz d'avanguardia nella seconda metà dei settanta. Nell'agosto del '76 Leo Smith torna ad incidere un album personale - il suo terzo - con un organico più ampio di New Dalta Akhri, comprendente, oltre ad Anthony Davis al piano e a Wes Brown al contrabbasso, anche il sassofonista Oliver Lake e il ventunenne betterista Pheeroan Ak Laaf: l'album esce per l'etichetta di Smith, la Kabell, col titolo Song of Humanity.
    59 min
  • Wadada Leo Smith (7)
    Fra i nuovi rapporti che Leo Smith allaccia col suo trasferimento in Connecticut, c'è anche il musicista bianco Bobby Naughton, pianista e organista che negli anni sessanta era rimasto folgorato dal free jazz ed era passato al vibrafono, e nei primi anni settanta si era fatto vivo con Leo Smith. Nel '76 Smith, Naughton e altri musicisti danno vita al Creative Music Improviser's Forum, che riprende il modello della AACM di Chicago e che fino all'84 organizza concerti di musica creativa in Connecticut. Alla metà dei settanta Naughton concepisce un album in trio, senza batteria, con l'obiettivo di suonare musica che non fosse basata su un ritmo stabile ed esplicito. Naughton compone la musica al pianoforte, la prova separatamente con Smith e col clarinettista Perry Robinson e il trio si riunisce però per la prima volta solo in studio al momento della registrazione, nell'aprile del '76. L'album, intitolato The Haunt, e cointestato ai tre musicisti, è un significativo esempio di combinazione di composizione e improvvisazione, ed è tra le incisioni più originali realizzate nel jazz d'avanguardia nella seconda metà dei settanta. Nell'agosto del '76 Leo Smith torna ad incidere un album personale - il suo terzo - con un organico più ampio di New Dalta Akhri, comprendente, oltre ad Anthony Davis al piano e a Wes Brown al contrabbasso, anche il sassofonista Oliver Lake e il ventunenne betterista Pheeroan Ak Laaf: l'album esce per l'etichetta di Smith, la Kabell, col titolo Song of Humanity.
    59 min
  • Intakt: Dave Gisler Trio with Jaimie Branch and David Murray, See You Out There; Punkt Vrt Plastik, Zurich Concert
    ..Due novità di due formazioni pubblicate dalla Intakt di cui ci siamo già occupati a Jazz Anthology. Del trio del chitarrista svizzero Dave Gisler avevamo a suo tempo segnalato Zurich Concert, un live registrato nel 2019 alla rassegna Unerhoert!, con guest la trombettista statunitense Jaimie Branch, una delle più interessanti figure dell'avanguardia affermatesi negli ultimi anni: la collaborazione con Jaimie Branch aveva funzionato così bene che Gisler si era già ripromesso una allargamento stabile del gruppo a quartetto; poi nel 2020 il trio ha avuto occasione di avere come guest in un club di Zurigo il sassofonista David Murray, anche in questo caso con reciproca soddisfazione: e così la Intakt ha suggerito di incidere in quintetto un nuovo album di studio di Gisler. In una puntata del novembre scorso abbiamo presentato il precedente album di Punkt Vrt Plastik, il trio della pianista slovena Kaja Draksler, del bassista svedese Petter Eldh e del batterista tedesco Christian Lillinger; il nuovo album, registrato dal vivo alla Rote Fabrik di Zurigo, è non meno convincente: da ascoltare anche in vista dell'arrivo di Kaja Draksler a Brescia il 24 aprile, in trio con Lillinger e con il sassofonista Tobias Delius.
    1 hr
  • Intakt: Dave Gisler Trio with Jaimie Branch and David Murray, See You Out There; Punkt Vrt Plastik, Zurich Concert
    ..Due novità di due formazioni pubblicate dalla Intakt di cui ci siamo già occupati a Jazz Anthology. Del trio del chitarrista svizzero Dave Gisler avevamo a suo tempo segnalato Zurich Concert, un live registrato nel 2019 alla rassegna Unerhoert!, con guest la trombettista statunitense Jaimie Branch, una delle più interessanti figure dell'avanguardia affermatesi negli ultimi anni: la collaborazione con Jaimie Branch aveva funzionato così bene che Gisler si era già ripromesso una allargamento stabile del gruppo a quartetto; poi nel 2020 il trio ha avuto occasione di avere come guest in un club di Zurigo il sassofonista David Murray, anche in questo caso con reciproca soddisfazione: e così la Intakt ha suggerito di incidere in quintetto un nuovo album di studio di Gisler. In una puntata del novembre scorso abbiamo presentato il precedente album di Punkt Vrt Plastik, il trio della pianista slovena Kaja Draksler, del bassista svedese Petter Eldh e del batterista tedesco Christian Lillinger; il nuovo album, registrato dal vivo alla Rote Fabrik di Zurigo, è non meno convincente: da ascoltare anche in vista dell'arrivo di Kaja Draksler a Brescia il 24 aprile, in trio con Lillinger e con il sassofonista Tobias Delius.
    1 hr
  • Intakt: Dave Gisler Trio with Jaimie Branch and David Murray, See You Out There; Punkt Vrt Plastik, Zurich Concert
    ..Due novità di due formazioni pubblicate dalla Intakt di cui ci siamo già occupati a Jazz Anthology. Del trio del chitarrista svizzero Dave Gisler avevamo a suo tempo segnalato Zurich Concert, un live registrato nel 2019 alla rassegna Unerhoert!, con guest la trombettista statunitense Jaimie Branch, una delle più interessanti figure dell'avanguardia affermatesi negli ultimi anni: la collaborazione con Jaimie Branch aveva funzionato così bene che Gisler si era già ripromesso una allargamento stabile del gruppo a quartetto; poi nel 2020 il trio ha avuto occasione di avere come guest in un club di Zurigo il sassofonista David Murray, anche in questo caso con reciproca soddisfazione: e così la Intakt ha suggerito di incidere in quintetto un nuovo album di studio di Gisler. In una puntata del novembre scorso abbiamo presentato il precedente album di Punkt Vrt Plastik, il trio della pianista slovena Kaja Draksler, del bassista svedese Petter Eldh e del batterista tedesco Christian Lillinger; il nuovo album, registrato dal vivo alla Rote Fabrik di Zurigo, è non meno convincente: da ascoltare anche in vista dell'arrivo di Kaja Draksler a Brescia il 24 aprile, in trio con Lillinger e con il sassofonista Tobias Delius.
    1 hr
  • Wadada Leo Smith (6)
    Dopo il ritorno nel '70 da Parigi, le strade di Leo Smith e Anthony Braxton si erano separate. Nell'ottobre del '74 però Smith è di nuovo in studio di incisione con Braxton, per un brano in trio con Richard Teitelbaum (negli anni sessanta a Roma uno degli animatori di Musica Elettronica Viva) che viene pubblicato nell'album di Braxton Trio and Duet. Nel febbraio del '76 poi Smith è di nuovo con Anthony Braxton per l'incisione dell'album di Braxton Creative Music Orchestra 1976; la formazione è molto ampia, oltre venti musicisti, e qualificatissima, praticamente una all stars (fra i componenti Roscoe Mitchell, Jon Faddis, George Lewis, Muhal Richard Abrams, Frederic Rzewski, Teitelbaum, Karl Berger, Dave Holland, Barry Altschul), le composizioni sono di Braxton, ma Smith ha un ruolo di rilievo in questo album che è un lavoro molto significativo nella produzione di Braxton degli anni settanta: suona in due dei sei brani dell'album, ma dirige l'orchestra in altri tre.
    58 min

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