Jazz Anthology

Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Wadada Leo Smith (6)
    Dopo il ritorno nel '70 da Parigi, le strade di Leo Smith e Anthony Braxton si erano separate. Nell'ottobre del '74 però Smith è di nuovo in studio di incisione con Braxton, per un brano in trio con Richard Teitelbaum (negli anni sessanta a Roma uno degli animatori di Musica Elettronica Viva) che viene pubblicato nell'album di Braxton Trio and Duet. Nel febbraio del '76 poi Smith è di nuovo con Anthony Braxton per l'incisione dell'album di Braxton Creative Music Orchestra 1976; la formazione è molto ampia, oltre venti musicisti, e qualificatissima, praticamente una all stars (fra i componenti Roscoe Mitchell, Jon Faddis, George Lewis, Muhal Richard Abrams, Frederic Rzewski, Teitelbaum, Karl Berger, Dave Holland, Barry Altschul), le composizioni sono di Braxton, ma Smith ha un ruolo di rilievo in questo album che è un lavoro molto significativo nella produzione di Braxton degli anni settanta: suona in due dei sei brani dell'album, ma dirige l'orchestra in altri tre.
    58 min
  • Wadada Leo Smith (6)
    Dopo il ritorno nel '70 da Parigi, le strade di Leo Smith e Anthony Braxton si erano separate. Nell'ottobre del '74 però Smith è di nuovo in studio di incisione con Braxton, per un brano in trio con Richard Teitelbaum (negli anni sessanta a Roma uno degli animatori di Musica Elettronica Viva) che viene pubblicato nell'album di Braxton Trio and Duet. Nel febbraio del '76 poi Smith è di nuovo con Anthony Braxton per l'incisione dell'album di Braxton Creative Music Orchestra 1976; la formazione è molto ampia, oltre venti musicisti, e qualificatissima, praticamente una all stars (fra i componenti Roscoe Mitchell, Jon Faddis, George Lewis, Muhal Richard Abrams, Frederic Rzewski, Teitelbaum, Karl Berger, Dave Holland, Barry Altschul), le composizioni sono di Braxton, ma Smith ha un ruolo di rilievo in questo album che è un lavoro molto significativo nella produzione di Braxton degli anni settanta: suona in due dei sei brani dell'album, ma dirige l'orchestra in altri tre.
    58 min
  • Wadada Leo Smith (5)
    Nei primi anni settanta Leo Smith crea il gruppo New Dalta Ahkri, che avrà diversi organici. E' con questa intestazione che Smith realizza il suo secondo album personale, Reflectativity, registrato nel novembre del '74 - sempre per la Kabell, la sua etichetta - in trio con Anthony Davis al pianoforte e Wes Brown al contrabbasso. E' proprio con gli album con Leo Smith degli anni settanta che Anthony Davis, di dieci anni meno di Leo Smith (aveva ventitré anni all'epoca di Reflectativity), comincia a mettersi in luce: Davis - che tornerà poi a collaborare con Smith anche successivamente - sarà poi un notevole pianista e leader nell'ambito del jazz d'avanguardia, ma la sua fama sarà legata soprattutto alla creazione di alcune opere, la più famosa delle quali è The Life and Times of Malcolm X. Nelle note di copertina alla ristampa di Reflectativity nel cofanetto Kabell Years: 1971-1979, pubblicato dalla Tzadik, l'etichetta di John Zorn, Davis ha scritto che la musica di Smith "vive non solo nelle sue note e nei suoi gesti musicali, ma nei silenzi (...). In questa negoziazione la musica diventa scultura - letteralmente un modellare lo spazio musicale all'interno del silenzio".
    59 min
  • Wadada Leo Smith (5)
    Nei primi anni settanta Leo Smith crea il gruppo New Dalta Ahkri, che avrà diversi organici. E' con questa intestazione che Smith realizza il suo secondo album personale, Reflectativity, registrato nel novembre del '74 - sempre per la Kabell, la sua etichetta - in trio con Anthony Davis al pianoforte e Wes Brown al contrabbasso. E' proprio con gli album con Leo Smith degli anni settanta che Anthony Davis, di dieci anni meno di Leo Smith (aveva ventitré anni all'epoca di Reflectativity), comincia a mettersi in luce: Davis - che tornerà poi a collaborare con Smith anche successivamente - sarà poi un notevole pianista e leader nell'ambito del jazz d'avanguardia, ma la sua fama sarà legata soprattutto alla creazione di alcune opere, la più famosa delle quali è The Life and Times of Malcolm X. Nelle note di copertina alla ristampa di Reflectativity nel cofanetto Kabell Years: 1971-1979, pubblicato dalla Tzadik, l'etichetta di John Zorn, Davis ha scritto che la musica di Smith "vive non solo nelle sue note e nei suoi gesti musicali, ma nei silenzi (...). In questa negoziazione la musica diventa scultura - letteralmente un modellare lo spazio musicale all'interno del silenzio".
    59 min
  • Wadada Leo Smith (5)
    Nei primi anni settanta Leo Smith crea il gruppo New Dalta Ahkri, che avrà diversi organici. E' con questa intestazione che Smith realizza il suo secondo album personale, Reflectativity, registrato nel novembre del '74 - sempre per la Kabell, la sua etichetta - in trio con Anthony Davis al pianoforte e Wes Brown al contrabbasso. E' proprio con gli album con Leo Smith degli anni settanta che Anthony Davis, di dieci anni meno di Leo Smith (aveva ventitré anni all'epoca di Reflectativity), comincia a mettersi in luce: Davis - che tornerà poi a collaborare con Smith anche successivamente - sarà poi un notevole pianista e leader nell'ambito del jazz d'avanguardia, ma la sua fama sarà legata soprattutto alla creazione di alcune opere, la più famosa delle quali è The Life and Times of Malcolm X. Nelle note di copertina alla ristampa di Reflectativity nel cofanetto Kabell Years: 1971-1979, pubblicato dalla Tzadik, l'etichetta di John Zorn, Davis ha scritto che la musica di Smith "vive non solo nelle sue note e nei suoi gesti musicali, ma nei silenzi (...). In questa negoziazione la musica diventa scultura - letteralmente un modellare lo spazio musicale all'interno del silenzio".
    59 min
  • Gonzalo Rubalcaba a Bergamo Jazz
    ..Con un paio di album della sua nutrita discografia, ritroviamo in questa puntata il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, certamente da annoverare fra i migliori pianisti di jazz di oggi: l'occasione è il suo ritorno - domenica 20 marzo - a Bergamo Jazz, dove nel 2009 si è esibito con il suo trio e nel 2018 in un godibilissimo duo di pianoforti con Chucho Valdes. Questa volta Rubalcaba si esibirà assieme alla cantante cubana Aymée Nuviola, con la quale ha pubblicato l'album Viento y Tiempo, un omaggio alla musica popolare cubana.
    59 min
  • Gonzalo Rubalcaba a Bergamo Jazz
    ..Con un paio di album della sua nutrita discografia, ritroviamo in questa puntata il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, certamente da annoverare fra i migliori pianisti di jazz di oggi: l'occasione è il suo ritorno - domenica 20 marzo - a Bergamo Jazz, dove nel 2009 si è esibito con il suo trio e nel 2018 in un godibilissimo duo di pianoforti con Chucho Valdes. Questa volta Rubalcaba si esibirà assieme alla cantante cubana Aymée Nuviola, con la quale ha pubblicato l'album Viento y Tiempo, un omaggio alla musica popolare cubana.
    59 min
  • Gonzalo Rubalcaba a Bergamo Jazz
    ..Con un paio di album della sua nutrita discografia, ritroviamo in questa puntata il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, certamente da annoverare fra i migliori pianisti di jazz di oggi: l'occasione è il suo ritorno - domenica 20 marzo - a Bergamo Jazz, dove nel 2009 si è esibito con il suo trio e nel 2018 in un godibilissimo duo di pianoforti con Chucho Valdes. Questa volta Rubalcaba si esibirà assieme alla cantante cubana Aymée Nuviola, con la quale ha pubblicato l'album Viento y Tiempo, un omaggio alla musica popolare cubana.
    59 min
  • Wadada Leo Smith (4)
    Tornato nei primi mesi del '70 dal suo lungo soggiorno parigino, Leo Smith non vede a Chicago molte prospettive, e in settembre decide di trasferirsi in Connecticut, per raggiungere il sassofonista Marion Brown che ha incontrato per la prima volta nel corso dell'estate. Nel dicembre del '71 Leo Smith incide il primo album a suo nome, interamente in solo, in cui si alterna a tromba, flicorno, percussioni e altri strumenti: intitolato Creative Music - 1, viene pubblicato dalla Kabell, etichetta dello stesso Smith. Nell'album non mancano fra l'altro segnali dell'interesse di Smith per culture di altre parti del mondo (Africa, GIappone, Indonesia...), interesse che il soggiorno parigino ha stimolato. Il trasferimento nel '70 in Connecticut rappresenta per Smith l'inizio di un nuovo periodo, perché se il suo primo album personale lavora su alcune direttrici che sono tipiche della AACM - solo, polistrumentismo, senso dello spazio... - allo stesso tempo il fatto di essere lontano da Chicago, ma anche da New York, dove nel frattempo Braxton e Leroy Jenkins si sono trasferiti, apre per lui una fase di riflessione individuale e anche di emancipazione dalla AACM.
    58 min
  • Wadada Leo Smith (4)
    Tornato nei primi mesi del '70 dal suo lungo soggiorno parigino, Leo Smith non vede a Chicago molte prospettive, e in settembre decide di trasferirsi in Connecticut, per raggiungere il sassofonista Marion Brown che ha incontrato per la prima volta nel corso dell'estate. Nel dicembre del '71 Leo Smith incide il primo album a suo nome, interamente in solo, in cui si alterna a tromba, flicorno, percussioni e altri strumenti: intitolato Creative Music - 1, viene pubblicato dalla Kabell, etichetta dello stesso Smith. Nell'album non mancano fra l'altro segnali dell'interesse di Smith per culture di altre parti del mondo (Africa, GIappone, Indonesia...), interesse che il soggiorno parigino ha stimolato. Il trasferimento nel '70 in Connecticut rappresenta per Smith l'inizio di un nuovo periodo, perché se il suo primo album personale lavora su alcune direttrici che sono tipiche della AACM - solo, polistrumentismo, senso dello spazio... - allo stesso tempo il fatto di essere lontano da Chicago, ma anche da New York, dove nel frattempo Braxton e Leroy Jenkins si sono trasferiti, apre per lui una fase di riflessione individuale e anche di emancipazione dalla AACM.
    58 min

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