Jazz Anthology

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Jazz Anthology episodes

  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Torna a Jazz Anthology Tiziano Tononi. Il batterista e percussionista milanese ci presenta The Call: For A New Life (Felmay), il nuovo album di Nexus, che Tononi da tanti anni anima assieme a Daniele Cavallanti: a Nexus, progetto di longevità e di coerenza più uniche che rare sulla scena del jazz italiano, è appena stato attribuito il premio alla carriera del mensile Musica Jazz; Tononi ci parla inoltre del lavoro discografico sui nativi americani a cui sta lavorando; e dal palco dell'Auditorium Demetrio Stratos da cui la trasmissione è in diretta ci fa ascoltare due brani con due strumenti che ha scelto per questa serata nel suo arsenale di percussioni.
    58 min
  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Torna a Jazz Anthology Tiziano Tononi. Il batterista e percussionista milanese ci presenta The Call: For A New Life (Felmay), il nuovo album di Nexus, che Tononi da tanti anni anima assieme a Daniele Cavallanti: a Nexus, progetto di longevità e di coerenza più uniche che rare sulla scena del jazz italiano, è appena stato attribuito il premio alla carriera del mensile Musica Jazz; Tononi ci parla inoltre del lavoro discografico sui nativi americani a cui sta lavorando; e dal palco dell'Auditorium Demetrio Stratos da cui la trasmissione è in diretta ci fa ascoltare due brani con due strumenti che ha scelto per questa serata nel suo arsenale di percussioni.
    58 min
  • Tiziano Tononi ospite di Jazz Anthology
    Torna a Jazz Anthology Tiziano Tononi. Il batterista e percussionista milanese ci presenta The Call: For A New Life (Felmay), il nuovo album di Nexus, che Tononi da tanti anni anima assieme a Daniele Cavallanti: a Nexus, progetto di longevità e di coerenza più uniche che rare sulla scena del jazz italiano, è appena stato attribuito il premio alla carriera del mensile Musica Jazz; Tononi ci parla inoltre del lavoro discografico sui nativi americani a cui sta lavorando; e dal palco dell'Auditorium Demetrio Stratos da cui la trasmissione è in diretta ci fa ascoltare due brani con due strumenti che ha scelto per questa serata nel suo arsenale di percussioni.
    58 min
  • Gaetano Liguori: La mia storia del jazz
    Gaetano Liguori torna a Jazz Anthology a presentarci il suo nuovo libro La mia storia del jazz, da poco pubblicato da Jaca Book: dopo due anni buoni Jazz Anthology torna ad avere un ospite in studio e in diretta, e siccome per garantirci le distanze del caso trasmettiamo dallo studio montato nel nostro Auditorium Demetrio Stratos e in auditorium c'è un pianoforte, Gaetano apre e chiude la trasmissione suonandoci dei suoi brani. Intanto lo scorso anno è uscito in Francia un piccolo e prezioso libro, firmato da My Cat Is an Alien e da Philippe Robert, e intitolato Free Jazz Manifesto (editore Lenka Lente), che allinea, con poche righe di presentazione in inglese e francese, circa 170 album di free music; di questi solo tre sono italiani, e uno di questi è Collective Orchestra di Gaetano Liguori: uscito nel '76, l'album è stato ristampato nel 2016 e ne ascoltiamo un assaggio che ci riporta a tante cose che Gaetano racconta nel suo libro...
    59 min
  • Gaetano Liguori: La mia storia del jazz
    Gaetano Liguori torna a Jazz Anthology a presentarci il suo nuovo libro La mia storia del jazz, da poco pubblicato da Jaca Book: dopo due anni buoni Jazz Anthology torna ad avere un ospite in studio e in diretta, e siccome per garantirci le distanze del caso trasmettiamo dallo studio montato nel nostro Auditorium Demetrio Stratos e in auditorium c'è un pianoforte, Gaetano apre e chiude la trasmissione suonandoci dei suoi brani. Intanto lo scorso anno è uscito in Francia un piccolo e prezioso libro, firmato da My Cat Is an Alien e da Philippe Robert, e intitolato Free Jazz Manifesto (editore Lenka Lente), che allinea, con poche righe di presentazione in inglese e francese, circa 170 album di free music; di questi solo tre sono italiani, e uno di questi è Collective Orchestra di Gaetano Liguori: uscito nel '76, l'album è stato ristampato nel 2016 e ne ascoltiamo un assaggio che ci riporta a tante cose che Gaetano racconta nel suo libro...
    59 min
  • Gaetano Liguori: La mia storia del jazz
    Gaetano Liguori torna a Jazz Anthology a presentarci il suo nuovo libro La mia storia del jazz, da poco pubblicato da Jaca Book: dopo due anni buoni Jazz Anthology torna ad avere un ospite in studio e in diretta, e siccome per garantirci le distanze del caso trasmettiamo dallo studio montato nel nostro Auditorium Demetrio Stratos e in auditorium c'è un pianoforte, Gaetano apre e chiude la trasmissione suonandoci dei suoi brani. Intanto lo scorso anno è uscito in Francia un piccolo e prezioso libro, firmato da My Cat Is an Alien e da Philippe Robert, e intitolato Free Jazz Manifesto (editore Lenka Lente), che allinea, con poche righe di presentazione in inglese e francese, circa 170 album di free music; di questi solo tre sono italiani, e uno di questi è Collective Orchestra di Gaetano Liguori: uscito nel '76, l'album è stato ristampato nel 2016 e ne ascoltiamo un assaggio che ci riporta a tante cose che Gaetano racconta nel suo libro...
    59 min
  • Wadada Leo Smith (2)
    Nel giugno del '69 Leo Smith partecipa, in trio con il violinista Leroy Jenkins, alla registrazione di un nuovo album di Anthony Braxton: proprio firmato da Smith è il brano che dà il titolo al disco. Un paio di mesi dopo Smith è a Parigi, dove nel frattempo sono già arrivati Roscoe Mitchell col suo gruppo (che proprio in questa occasione assume il nome di Art Ensemble of Chicago) e Anthony Braxton. I musicisti chicagoani si mescolano con Archie Shepp e altri reduci dal Festival Panafricano di Algeri e con altri esponenti dell'avanguardia afroamericana, in una estate parigina che sarà il canto del cigno del free jazz ma anche il trampolino di lancio del post-free di cui i chicagoani - in quel momento ancora sconosciuti a New York - sono gli alfieri. Nel settembre del '69 e nel gennaio del '70 Smith a Parigi partecipa all'incisione di altri due album di Anthony Braxton, destinati all'etichetta francese Byg; ma, non accreditato sull'album, è alla tromba anche in Comme à la radio, famoso Lp della cantante francese Brigitte Fontaine. Nel corso del suo soggiorno parigino, che si prolunga fino ai primi mesi del '70, Smith ha anche occasione di incontrare per la prima volta, e di frequentare regolarmente, in un rapporto molto formativo, Ornette Coleman.
    1 hr
  • Wadada Leo Smith (2)
    Nel giugno del '69 Leo Smith partecipa, in trio con il violinista Leroy Jenkins, alla registrazione di un nuovo album di Anthony Braxton: proprio firmato da Smith è il brano che dà il titolo al disco. Un paio di mesi dopo Smith è a Parigi, dove nel frattempo sono già arrivati Roscoe Mitchell col suo gruppo (che proprio in questa occasione assume il nome di Art Ensemble of Chicago) e Anthony Braxton. I musicisti chicagoani si mescolano con Archie Shepp e altri reduci dal Festival Panafricano di Algeri e con altri esponenti dell'avanguardia afroamericana, in una estate parigina che sarà il canto del cigno del free jazz ma anche il trampolino di lancio del post-free di cui i chicagoani - in quel momento ancora sconosciuti a New York - sono gli alfieri. Nel settembre del '69 e nel gennaio del '70 Smith a Parigi partecipa all'incisione di altri due album di Anthony Braxton, destinati all'etichetta francese Byg; ma, non accreditato sull'album, è alla tromba anche in Comme à la radio, famoso Lp della cantante francese Brigitte Fontaine. Nel corso del suo soggiorno parigino, che si prolunga fino ai primi mesi del '70, Smith ha anche occasione di incontrare per la prima volta, e di frequentare regolarmente, in un rapporto molto formativo, Ornette Coleman.
    1 hr
  • Wadada Leo Smith (2)
    Nel giugno del '69 Leo Smith partecipa, in trio con il violinista Leroy Jenkins, alla registrazione di un nuovo album di Anthony Braxton: proprio firmato da Smith è il brano che dà il titolo al disco. Un paio di mesi dopo Smith è a Parigi, dove nel frattempo sono già arrivati Roscoe Mitchell col suo gruppo (che proprio in questa occasione assume il nome di Art Ensemble of Chicago) e Anthony Braxton. I musicisti chicagoani si mescolano con Archie Shepp e altri reduci dal Festival Panafricano di Algeri e con altri esponenti dell'avanguardia afroamericana, in una estate parigina che sarà il canto del cigno del free jazz ma anche il trampolino di lancio del post-free di cui i chicagoani - in quel momento ancora sconosciuti a New York - sono gli alfieri. Nel settembre del '69 e nel gennaio del '70 Smith a Parigi partecipa all'incisione di altri due album di Anthony Braxton, destinati all'etichetta francese Byg; ma, non accreditato sull'album, è alla tromba anche in Comme à la radio, famoso Lp della cantante francese Brigitte Fontaine. Nel corso del suo soggiorno parigino, che si prolunga fino ai primi mesi del '70, Smith ha anche occasione di incontrare per la prima volta, e di frequentare regolarmente, in un rapporto molto formativo, Ornette Coleman.
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  • Whiteman Christmas: 25 dicembre 1938
    Negli anni venti Paul Whiteman viene proclamato dai media "il re del jazz" sulla base di un enorme successo ottenuto in realtà edulcorando la bruciante novità del jazz in una blanda musica da ballo spesso largamente in debito con la musica classica. Tuttavia Whiteman aveva una sincera considerazione per i veri "re" del jazz, per musicisti come Duke Ellington e Louis Armstrong, ed era un musicista preparato, a suo modo onesto e profondamente appassionato alla musica. A partire dal '24 Whiteman investe molte risorse nell'organizzazione di ambiziose serate annuali intitolate "Experiment in Modern Music". Alla prima edizione viene presentata una composizione di Gershwin che Whiteman gli ha commissionato: è la Rhapsody in Blue, con cui la carriera di Gershwin decolla. Nel '38 molta acqua è passata sotto i ponti e Whiteman organizza "Experiment in Modern Music" già programmandola come l'ultima edizione: la serata si tiene alla Carnegie Hall il 25 dicembre, con in cartellone fra gli altri Ellington, con una composizione commissionata da Whiteman, Artie Shaw all'apice del successo, e Armstrong, che è per la prima volta nel tempio newyorkese della musica classica e che canta due spiritual.
    1 hr

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