LINEE — Dentro lo Sport

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By Matteo Serra & VOISSociety & CultureNewsSports News
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LINEE — Dentro lo Sport episodes

  • Speciale Linee Mondiali - Gruppo C: Brasile, Marocco, Scozia e Haiti

    Linee Mondiali - Episodio 3

    Gruppo C: Brasile, Marocco, Scozia e Haiti

    Il Brasile è la Nazionale che è più legata alla storia del Mondiale: ha sempre partecipato a tutte le edizioni e ha il record di vittorie, 5. Tuttavia, non riesce ad alzare il trofeo dal 2002, e in questi 24 anni il Mondiale è spesso stato sinonimo di delusioni, su tutte la sconfitta per 7-1 contro la Germania nella semifinale in casa del 2014. A livello politico ora comanda Lula dopo gli anni turbolenti di Bolsonaro, l'economia va a strappi, ma il grosso problemi rimane la povertà, ancora molto diffusa.

    Il Marocco nel 2022 è diventata la prima Nazionale africana di sempre a raggiungere le semifinali di un Mondiale; in questi anni è cresciuta molto calcisticamente, lavorando per fare in modo che tanti giocatori con origini marocchine sparsi per l'Europa scegliessero di giocare per questa Nazionale. Il Paese è in crescita anche dal punto di vista economico, grazie alle molte riserve di fosfati, e il Re ha attuato diverse politiche per migliorare le condizioni di istruzione e sanità, anche se rimane ancora molto da fare. Nel 2030 ospiterà il Mondiale insieme a Portogallo e Spagna.

    La Scozia torna al Mondiale per le prima volta dal 1998 e ha un solo obiettivo: superare il girone, cosa mai riuscita in precedenza. Ha una buona squadra, ed è arrivata al mondiale segnando due gol nei minuti di recupero dell'ultima partita contro la Danimarca. A livello politico sono al centro dei complessi giochi di potere che stanno caratterizzando il Regno Unito, mentre a livello economico hanno una buona stabilità. Sono al Mondiale con l'idea di stupire.

    Haiti è miracolosamente al Mondiale: i suoi giocatori sono tutti - o quasi - nati all'estero e il loro allenatore non è mai stato sull'isola. A livello economico e politico sono un paese in grandissima difficoltà, senza un potere politico stabile, con un territorio controllato da bande criminali che si fanno la guerra tra di loro. Il paese è ancora devastato dalle pesanti conseguenze del terremoto del 2010. Essere al Mondiale ha un grande senso di rinascita per loro.

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    18 min
  • Speciale Linee Mondiali - Gruppo B: Canada, Bosnia, Qatar e Svizzera

    Linee Mondiali - Episodio 2

    Gruppo B: Canada, Bosnia, Qatar e Svizzera

    Il Canada è uno dei tre paesi ospitanti, ha partecipato soltanto una volta al Mondiale senza segnare neanche un gol. Ha una buona squadra, punta al passaggio del turno, mentre dal punto di vista economico e politico il suo principale problema sono gli Stati Uniti e Donald Trump.

    La Bosnia è al Mondiale al posto dell'Italia: ha una Nazionale piena di giovani di talento, mentre dal punto di vista politico ha uno dei sistemi più intricati che ci siano. Divisa tra le sue diverse etnie, è un paese in costante cerca di equilibrio.

    Il Qatar ha ospitato l'ultimo mondiale e negli ultimi anni è stato al centro del dibattito pubblico a livello sportivo ed economico. Nel 2022 è uscito al girone senza fare neanche un punto - peggior squadra ospitante di sempre. Si tratta di una Monarchia semi assoluta guidata da un Emiro che fa parte di una famiglia che è al potere da 200 anni.

    La Svizzera è sempre presente al Mondiale, ma non va quasi mai oltre gli ottavi - il miglior risultato di sempre sono i quarti, centrati per l'ultima volta nel 1954. Sono un paese stabile, da sempre neutrale, che non sorprende praticamente mai.

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    17 min
  • Speciale Linee Mondiali - Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud e Rep.Ceca & le altre storie

    Episodio numero 156

    Questa puntata di Linee contiene il nuovo format per arrivare pronti in vista del Mondiale di calcio del 2026 che si giocherà tra Stati Uniti, Canada, e Messico.

    In ogni puntata vi racconterò qualcosa su ognuna delle 48 Nazionali che parteciperanno alla Coppa del Mondo: quali sono i loro precedenti ai Mondiali, con quali ambizioni partecipano al torneo, ma anche quale sia la situazione economica e politica, andando oltre la pura narrazione sportiva.

    Si parte con il Gruppo A, quello che apre il Mondiale. Lì troviamo il Messico, che ospita per la terza volta il torneo e sogna di andare oltre i quarti di finale, impresa mai riuscita prima; c'è il Sudafrica, che torna al Mondiale 16 anni dopo la storica edizione del 2010; c'è la Corea del Sud, che negli ultimi anni ha dovuto far i conti con un tentativo di colpo di stato del suo presidente; e infine la Repubblica Ceca, che quando si chiamava Cecoslovacchia ha fatto due volte la finale - sempre perdendo - ed è appena al secondo Mondiale da quando è indipendente (1993).

    Il format, dalla prossima puntata, uscirà separatamente rispetto ai tradizionali episodi di Linee.

    Infatti questa volta ci sono anche le storie della settimana: le vittorie di Sinner e di Perugia nel volley; un po' di successi a sorpresa tra Danimarca, Germania e Stati Uniti; Lamine Yamal in mezzo alla questione israelo-palestinese, un nuovo scandalo nelle Fifa e la fine del rapporto Guardiola-Manchester City.

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    30 min
  • Una Terra, una Bandiera: la storia di Michele Antonutti & le altre notizie

    Episodio numero 155

    Cosa vuol dire "essere una bandiera"? Come si vive il ruolo di Capitano e di simbolo di una terra, di una città e di una squadra?

    Ne abbiamo parlato nella nuova puntata di Linee insieme a Michele Antonutti, giocatore di basket e simbolo dello sport friuliano: Antonutti infatti è l'unico sportivo, tra le varie discipline e le varie squadre della regione, la cui maglia è stata ritirata al termine della carriera.

    E questo perché Antonutti è l'unico giocatore, nato e cresciuto in Friuli, che poi ha dedicato la sua carriera alla squadra della sua città.

    Antonutti è nato a Udine, ha esordito a 16 anni in Serie A con l'allora Snaidero, di cui è diventato capitano ad appena 22 anni. Dopo 10 anni in giro per l'Italia in cui si è affermato come uno dei migliori giocatori italiani, a fine carriera ha deciso di tornare a casa, andando a giocare per l'APU, la nuova squadra di Udine, in quel momento in Serie B.

    Dopo averla aiutata a tornare tra i grandi, oggi ricopre il ruolo di ambassador, diffondendo i valori e la storia della società, della città di Udine e di tutto il Friuli.

    Ripercorrere la sua carriera non ci permette soltanto di raccontare cosa voglia dire diventare una bandiera di una squadra, con tutto il carico di aspettative e pressioni annesso, ma anche di scoprire qualcosa in più su una regione, il Friuli, molto amante dello sport, ma poco raccontata e celebrata.

    E questo perché il Friuli e i Friuliani sono persone di poche parole, abituate a rimboccarsi le maniche e darsi da fare, che possono apparire fredde, ma che hanno in realtà un cuore grande. Una terra che ha saputo rialzarsi da tragedie come il terremoto del 1976, che ha conosciuti dominatori diversi nei corsi dei secoli, e che per questo rappresenta qualcosa di unico per chi lì ci nasce e ci cresce.

    Con Antonutti abbiamo anche ripercorso la storia recente del basket italiano, passando dall'era dei Big 3 in NBA, che in Nazionale hanno reso meno, fino alle difficoltà del presente.

    E poi le altre storie: la protesta dei tennisti per il monte premi del Rolland Garros; i verdetti della Serie B e del volley maschile; i biglietti troppo alti e il rischio terrorismo per il mondiale 2026; il Manchester City e il Sud Sudan e i nuovi campioni del mondo di boxe e snooker.

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    44 min
  • Ma quindi l'Arabia Saudita sta smettendo di investire nello Sport? & le altre storie

    Episodio numero 154

    Il fondo dell'Arabia Saudita PIF ha deciso di smettere di investire nel Liv Tour, il circuito di golf parallelo e antagonista dell'americano PGA Tour, simbolo delle ambizioni dei Sauditi nello sport.

    Una decisione arrivata da un momento all'altro, e che è stata motivata con la volontà di cambiare la tipologia di investimenti per concentrarsi su progetti più di lungo periodo e capaci di portare un maggior beneficio al paese.

    E quindi, è legittimo chiedersi: ma l'Arabia Saudita sta smettendo di investire nello sport?

    Negli ultimi 10 anni, dal calcio al tennis, passando per la boxe, l'MMA, il motorsport ecc i Sauditi hanno investito miliardi di dollari, cambiando molti rapporti di potere e entrando a gamba tesa nelle dinamiche dello sport mondiale.

    Ora tutto questo potrebbe cambiare, rimescolando nuovamente le carte.

    In questa puntata osserviamo come e quanto i Sauditi hanno investito nei vari sport in questi anni per capire come e se potrebbero cambiare le cose.

    E poi le altre storie: l'omaggio ad Alex Zanardi, i successi di Sinner, Antonelli e i primi verdetti dei vari campionati dello sport italiano, oltre alla decisione della FIFA sull'Iran ai mondiali e la storia del centenario più veloce del mondo.

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    34 min
  • Quando eravamo Eroi: i più grandi tracolli della storia dello Sport & le altre notizie

    Episodio numero 153

    Nel 2016 il Leicester vinceva, clamorosamente, il campionato di calcio inglese.

    Nel 2026, 10 anni esatti dopo quel successo, è retrocesso addirittura in Serie C.

    Quello che è successo al Leicester è il punto di partenza di questa puntata, in cui si raccontano tutti gli altri casi di squadre una volta vincenti e di successo, e ora perse negli inferi dei vari campionati sportivi minori.

    Squadre e società che, per ragioni sportive, economiche, societarie o giudiziarie sono passate da essere quelle che vincevano sempre, a non farlo più, abbandonando definitivamente ogni ambizione di vittoria.

    Squadre come la Pro Vercelli, capace di vincere 7 Scudetti nei primi anni 20 del '900, per poi non tornare mai più in Serie A; oppure la Mens Sana Siena di Basket, che ha vinto tutto e poi è collassata insieme alla banca che la gestiva; o ancora Benetton Treviso, che qualche anno fa giocava finali europee, e ora non è più nel basket professionistico; e ancora, l'Amatori Rugby Milano, prima sedotto e poi abbandonato dai progetti di Silvio Berlusconi, oppure il Deportivo La Coruña in Spagna, lo Stade de Reims in Francia, i Chicago Bulls in NBA.

    Un racconto di squadre una volta piene di eroi e campioni, e oggi perse in una perenne mediocrità sportiva.

    E poi le altre storie: il primo uomo a correre una maratona in meno di due ore, i soliti problemi in vista del Mondiale di calcio negli USA; la prima scelta del Draft di NFL e l'omaggio a una magazziniera in Olanda.

    Correzione: a vincere il gran premio di cui si parla è stato Alex Marquez, e non Marc come si dice erroneamente.

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    45 min
  • Le più belle storie di 4° posti & Le altre notizie

    Episodio numero 152

    Come si fa a dare il giusto valore a un Quarto Posto?

    Qual è il confine tra un quarto posto che sa di vittoria, e uno che sa di sconfitta?

    E quante storie, quanti percorsi di vita e di sport, non vengono raccontati, solo perché sono terminati al quarto posto, e non hanno una medaglia al collo?

    Veramente una medaglia, magari vinta per un centesimo di secondo, può pesare così tanto sulla valutazione di una prestazione sportiva?

    In questa puntata di Linee raccontiamo storie di quarti posti, di atleti che, con obiettivi diversi e umori diversi hanno ottenuto un quarto posto.

    Dentro un quarto posto ci sono tantissime sfumature, lo sport - come la vita - non è mai solo bianco o nero, non è solo fallimento o successo, ma ci sono in mezzo tantissime gradazioni, e arrivare quarti è un po' come perdersi in queste possibilità, e anche queste storie meritano di essere raccontati.

    Con Emanuele Giulianelli, giornalista e scrittore, autore del libro "A un gradino dal cielo. Racconti di quarti posti che hanno fatto la storia" (2025, il Battello a Vapore).

    E poi le altre storie: il possibile cambiamento nella strategia di investimenti nello sport dell'Arabia Saudita; l'ennesimo problema per i Mondiali negli Stati Uniti (questa volta c'entra il costo di un biglietto del treno); i Playoff di NBA e il Draft in WNBA più ricco di sempre.

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    46 min
  • L’Augusta Masters di Golf: il torneo fermo nel tempo & Le altre storie

    Episodio numero 151

    L'Augusta Masters è uno dei tornei più importanti del golf, e tra i più particolari di tutto il contesto sportivo mondiale.

    Un torneo caratterizzato da un sacco di regole, a volte un po' bizzarre, come il divieto di usare il cellulare o quello di indossare cappellini da baseball, e che si presenta come un'oasi felice dove assaporare l'essenza del golf, tanto che i tifosi si chiamano "Patrons" (mecenati), perché contribuiscono alla storia del torneo.

    L'Augusta Masters sembra capace di fermare il tempo, perché da quando è stato creato, nel 1934, è rimasto sempre uguale a se stesso, trovando un modo unico di coniugare esclusività ed inclusività.

    Da un lato è quasi impossibile conoscere chi siano realmente gli iscritti al circolo, che mantengono una segretezza totale, dall'altra i panini costano solo 3$, i gadget si possono comprare solo in loco e i biglietti hanno sempre costi contenuti.

    Un torneo che non vende ma regala i suoi diritti tv, a patto di poter controllare nei minimi dettagli tutte le immagini trasmesse: un contesto che, attorno al golf, ha costruito una visione del mondo, fatta di educazione, rispetto, bei posti e sport. Pazienza se poi tutto è pilotato e costruito a tavolino, questo è l'Augusta Masters.

    E poi le altre storie: la vittoria di Sinner a Montecarlo, quella di Crippa alla Maratona di Parigi, e quella di Van Aert alla Parigi-Roubaix; i soliti problemi per i Mondiali di calcio negli Stati Uniti; i guai di Tiger Woods e la prima allenatrice donna di alto livello nella storia del calcio maschile.

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    32 min
  • Un po' Sport, un po' Filosofia, un po' Pedagogia: tutti i segreti del Judo & le altre storie

    Episodio numero 150

    Jigoro Kano era un bambino di corporature esile e di bassa statura, nato nel 1860, in un piccolo villaggio di pescatori. Si era appassionato in gioventù alle Arti Marziali, nello specifico il Jujitsu. 

    Era affascinato dal fatto che in queste discipline, se si conoscevano bene le tecniche e i segreti di combattimento, anche il più piccolo poteva battere il più forte. 

    Jigoro Kano si appassionato talmente tanto a questo mondo che crea la propria tecnica e la chiama Judo. Il suo scopo è, attraverso gli insegnamenti di questa nuova arte marziale, sviluppare un carattere forte e virtuoso in chi la pratica, così da essere preparato ad affrontare le sfide della vita con determinazione ed integrità. Voleva creare, in sostanza, cittadini migliori attraverso i valori di un’arte marziale. 

    Il Judo oggi è uno sport diffuso in tutto il mondo. Oltre a insegnare tecniche di combattimento, il Judo porta con sé un approccio filosofico: un continuo alzarsi e cadere, il vedere l’avvrsario non come un nemico, ma come un compagno, un tramite attraverso cui arrivare la vittoria. Il Judo si basa sul rispetto reciproco, e per questo ha una capacità unica di unire allo sport la filosofia e elementi anche di pedagogia.

    Ne abbiamo parlato in questa nuova puntata di Linee insieme a Elena Guarducci, judoka e allenatrice.

    E poi le altre storie: i grandi successi italiani nei motori, tra Antonelli in F1 e Bezzecchi in Moto GP; Sinner che vince sempre; la decisione del CIO di escludere le atlete trans dalle Olimpiadi; i dubbi sull'Iran e il Mondiale negli USA, e molto altro ancora.

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    38 min
  • L'Iran andrà o No al Mondiale negli Stati Uniti? & Le altre Storie

    Episodio numero 149

    L'Iran andrà al Mondiale negli Stati Uniti oppure si ritirerà? E Gli Stati Uniti gli permetteranno di venire da loro per giocare, o glielo impediranno per ragioni di sicurezza? E la Fifa cosa farà: prenderà una decisione o aspettare che la situazione si risolva da sé?

    In questa puntata di Linee proviamo a rispondere a tutte queste domande, mettendo sul tavolo tutte le diverse possibilità, partendo però da una considerazione: non è mai successo che una squadra rinunciasse al Mondiale dopo essersi qualificata per ragioni che rimandano a un conflitto o una guerra.

    Ma d'altronde, non era mai successo che un paese che stesse organizzando un Mondiale di calcio, come gli Stati Uniti, ne bombardasse un altro che si era qualificato a quella stessa competizione a neanche 3 mesi dal via.

    Una situazione quindi molto complessa, e nella quale la Fifa è chiamata a prendere una decisione, ma con molto complicazioni: non ci sono precedenti, e inoltre il suo Presidente, Gianni Infantino, è un fedele ammiratore di Trump.

    E quindi, cosa accadrà? Proviamo a capirlo insieme.

    E poi le altre storie: i successi dell'Italia ai mondiali indoor di atletica; le vittorie di Goggia e Pirovano nello sci e quella di Pogacar alla Milano Sanremo; le sanzioni a Israele (ma non quelle che potete pensare) e la vicenda della nazionale femminile di calcio iraniana; e poi Sabalenka contro Dubai e il nuovo contratto collettivo per le giocatrici di basket della WNBA.

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    33 min

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Uno dei detti più famosi dello sport è che non conta vincere, ma partecipare. 

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