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Memos episodes

  • Principi fondamentali, articoli 35-38. Conversazioni sulla Costituzione. Con Gaetano Azzariti.
    Quattordicesima puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Esaurito il ciclo dei primi dodici articoli, quelli che la Costituzione stessa definisce i “Principi fondamentali”, Memos sta proseguendo da alcune settimane con l'esame di altri importanti articoli della nostra Carta. Il tema di oggi sono gli articoli dal 35 al 38: il lavoro e i suoi diritti. Ospite: Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale all'Università La Sapienza di Roma. Il lavoro è il fondamento della Repubblica italiana, visto l'articolo 1 della Costituzione. Non solo. Il lavoro è un diritto legato alla persona e la Repubblica ne promuove “le condizioni che rendono effettivo questo diritto” (art.4). Gli articoli della puntata di oggi sono quelli che aprono il Titolo III della prima parte della Costituzione, che si intitola i “Rapporti economici”. Il professor Azzariti fa notare che in apertura di questa parte i costituenti hanno scelto di mettere non l'impresa, ma il lavoro, come ulteriore segnale della sua centralità. «Ancor prima dell'impresa, dell'iniziativa economica privata – racconta Azzariti – i costituenti hanno posto in apertura di questo “titolo” il lavoro e le sue tutele, sottolineando così – ancora una volta – la dignità del lavoratore».
    27 min
  • Babel è tra noi? Crisi, confusione, democrazia. Intervista con Ezio Mauro.
    Babel è il titolo di un libro (pubblicato una settimana fa dall'editore Laterza) che ospita un dialogo tra Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e Zygmunt Bauman, sociologo polacco, pensatore di fama mondiale, autore di quella definizione diventata celebre della “modernità liquida”, utilizzata per descrivere le società contemporanee dell’Occidente. Il dialogo racconta «la ricchezza e la confusione delle fasi tipiche di passaggio», come quelle che stiamo vivendo. Crisi, capitalismo, democrazia, diritti, pubblica opinione, vita digitale: sono alcuni degli oggetti della conversazione a distanza tra Mauro e Bauman. Ezio Mauro li ha raccontati oggi a Memos, nella prima presentazione pubblica del libro. Siamo partiti dalla descrizione che gli autori fanno del presente, che Bauman definisce l'interregno: «siamo sospesi – sostiene Mauro – tra il “non più” e il “non ancora”. Il grande convertitore di questo passaggio, da una fase ad una nuova che ancora non sappiamo che forme avrà, è la crisi. Uno degli elementi che ho discusso con Bauman – racconta Mauro - riguarda una caratteristica della crisi: la crisi non mette in discussione il “vangelo” che ci ha portato dentro questa situazione, parlo del liberismo assoluto, del liberismo trasformato in atto ideologico». L'intervista con Ezio Mauro prosegue attorno ad un interrogativo: siamo sicuri che “Babel” sia tra noi, che il presente sia solo quell'interregno della confusione che voi descrivete? Il presente sembra dare, invece, dei segnali forti e chiari sui propri confini, senza confusione: quasi un miliardo di persone muore per fame, poche meno soffrono di obesità; la terra si sta surriscaldando per colpa delle attività umane; le disuguaglianze crescono per colpa di un capitalismo che non funziona. Sono segnali chiari che richiedono azioni altrettanto chiare. L'intervista prosegue sul podcast...
    29 min
  • Babel è tra noi? Crisi, confusione, democrazia. Intervista con Ezio Mauro.
    Babel è il titolo di un libro (pubblicato una settimana fa dall'editore Laterza) che ospita un dialogo tra Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e Zygmunt Bauman, sociologo polacco, pensatore di fama mondiale, autore di quella definizione diventata celebre della “modernità liquida”, utilizzata per descrivere le società contemporanee dell’Occidente. Il dialogo racconta «la ricchezza e la confusione delle fasi tipiche di passaggio», come quelle che stiamo vivendo. Crisi, capitalismo, democrazia, diritti, pubblica opinione, vita digitale: sono alcuni degli oggetti della conversazione a distanza tra Mauro e Bauman. Ezio Mauro li ha raccontati oggi a Memos, nella prima presentazione pubblica del libro. Siamo partiti dalla descrizione che gli autori fanno del presente, che Bauman definisce l'interregno: «siamo sospesi – sostiene Mauro – tra il “non più” e il “non ancora”. Il grande convertitore di questo passaggio, da una fase ad una nuova che ancora non sappiamo che forme avrà, è la crisi. Uno degli elementi che ho discusso con Bauman – racconta Mauro - riguarda una caratteristica della crisi: la crisi non mette in discussione il “vangelo” che ci ha portato dentro questa situazione, parlo del liberismo assoluto, del liberismo trasformato in atto ideologico». L'intervista con Ezio Mauro prosegue attorno ad un interrogativo: siamo sicuri che “Babel” sia tra noi, che il presente sia solo quell'interregno della confusione che voi descrivete? Il presente sembra dare, invece, dei segnali forti e chiari sui propri confini, senza confusione: quasi un miliardo di persone muore per fame, poche meno soffrono di obesità; la terra si sta surriscaldando per colpa delle attività umane; le disuguaglianze crescono per colpa di un capitalismo che non funziona. Sono segnali chiari che richiedono azioni altrettanto chiare. L'intervista prosegue sul podcast...
    29 min
  • Babel è tra noi? Crisi, confusione, democrazia. Intervista con Ezio Mauro.
    Babel è il titolo di un libro (pubblicato una settimana fa dall'editore Laterza) che ospita un dialogo tra Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e Zygmunt Bauman, sociologo polacco, pensatore di fama mondiale, autore di quella definizione diventata celebre della “modernità liquida”, utilizzata per descrivere le società contemporanee dell’Occidente. Il dialogo racconta «la ricchezza e la confusione delle fasi tipiche di passaggio», come quelle che stiamo vivendo. Crisi, capitalismo, democrazia, diritti, pubblica opinione, vita digitale: sono alcuni degli oggetti della conversazione a distanza tra Mauro e Bauman. Ezio Mauro li ha raccontati oggi a Memos, nella prima presentazione pubblica del libro. Siamo partiti dalla descrizione che gli autori fanno del presente, che Bauman definisce l'interregno: «siamo sospesi – sostiene Mauro – tra il “non più” e il “non ancora”. Il grande convertitore di questo passaggio, da una fase ad una nuova che ancora non sappiamo che forme avrà, è la crisi. Uno degli elementi che ho discusso con Bauman – racconta Mauro - riguarda una caratteristica della crisi: la crisi non mette in discussione il “vangelo” che ci ha portato dentro questa situazione, parlo del liberismo assoluto, del liberismo trasformato in atto ideologico». L'intervista con Ezio Mauro prosegue attorno ad un interrogativo: siamo sicuri che “Babel” sia tra noi, che il presente sia solo quell'interregno della confusione che voi descrivete? Il presente sembra dare, invece, dei segnali forti e chiari sui propri confini, senza confusione: quasi un miliardo di persone muore per fame, poche meno soffrono di obesità; la terra si sta surriscaldando per colpa delle attività umane; le disuguaglianze crescono per colpa di un capitalismo che non funziona. Sono segnali chiari che richiedono azioni altrettanto chiare. L'intervista prosegue sul podcast...
    29 min
  • Expo, biografia di una nazione divisa tra nord e sud. Intervista con Isaia Sales.
    Isaia Sales, sociologo, insegna Storia della criminalità organizzata all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E' stato anche parlamentare dei Ds, sottosegretario con Ciampi al ministero del Tesoro durante il primo governo Prodi, consigliere economico di Bassolino, ai tempi della presidenza della regione Campania. A Memos racconta che la vicenda Expo può essere osservata tenendo presente il rapporto tra Nord e Sud in Italia. Da un lato, secondo Sales, l'Expo di Milano rappresenta il risultato della storia d'Italia degli ultimi vent'anni, un'Italia (quella di Berlusconi e la Lega) ristretta nel quasi esclusivo orizzonte settentrionale. Dall'altro, Sales ricorda che Expo, “se ben interrogata, ci parla dell'Italia di oggi”, ancora immersa nell'intreccio corruzione-grandi opere. Nella puntata di oggi abbiamo parlato con Sales anche delle prossime elezioni regionali nella “sua” Campania, dello scontro sulle liste inquinate da candidati impresentabili, della “rimozione del governo Renzi verso l'Italia del Sud” (così l'ha definita Roberto Saviano).
    29 min
  • Expo, biografia di una nazione divisa tra nord e sud. Intervista con Isaia Sales.
    Isaia Sales, sociologo, insegna Storia della criminalità organizzata all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E' stato anche parlamentare dei Ds, sottosegretario con Ciampi al ministero del Tesoro durante il primo governo Prodi, consigliere economico di Bassolino, ai tempi della presidenza della regione Campania. A Memos racconta che la vicenda Expo può essere osservata tenendo presente il rapporto tra Nord e Sud in Italia. Da un lato, secondo Sales, l'Expo di Milano rappresenta il risultato della storia d'Italia degli ultimi vent'anni, un'Italia (quella di Berlusconi e la Lega) ristretta nel quasi esclusivo orizzonte settentrionale. Dall'altro, Sales ricorda che Expo, “se ben interrogata, ci parla dell'Italia di oggi”, ancora immersa nell'intreccio corruzione-grandi opere. Nella puntata di oggi abbiamo parlato con Sales anche delle prossime elezioni regionali nella “sua” Campania, dello scontro sulle liste inquinate da candidati impresentabili, della “rimozione del governo Renzi verso l'Italia del Sud” (così l'ha definita Roberto Saviano).
    29 min
  • Expo, biografia di una nazione divisa tra nord e sud. Intervista con Isaia Sales.
    Isaia Sales, sociologo, insegna Storia della criminalità organizzata all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E' stato anche parlamentare dei Ds, sottosegretario con Ciampi al ministero del Tesoro durante il primo governo Prodi, consigliere economico di Bassolino, ai tempi della presidenza della regione Campania. A Memos racconta che la vicenda Expo può essere osservata tenendo presente il rapporto tra Nord e Sud in Italia. Da un lato, secondo Sales, l'Expo di Milano rappresenta il risultato della storia d'Italia degli ultimi vent'anni, un'Italia (quella di Berlusconi e la Lega) ristretta nel quasi esclusivo orizzonte settentrionale. Dall'altro, Sales ricorda che Expo, “se ben interrogata, ci parla dell'Italia di oggi”, ancora immersa nell'intreccio corruzione-grandi opere. Nella puntata di oggi abbiamo parlato con Sales anche delle prossime elezioni regionali nella “sua” Campania, dello scontro sulle liste inquinate da candidati impresentabili, della “rimozione del governo Renzi verso l'Italia del Sud” (così l'ha definita Roberto Saviano).
    29 min
  • “Sinistre dimesse”. Spinelli dopo Civati. Intervista con Michele Ciliberto.
    La settimana scorsa le dimissioni di Pippo Civati dal Pd. Ieri l'annuncio con cui Barbara Spinelli ha lasciato la “lista Tsipras”, una lista nella quale era stata eletta europarlamentare un anno fa. E' la “sinistra dimessa”, sia quella del campo della sinistra riformista che quello della sinistra per l'alternativa, come si sarebbe detto qualche anno fa. Dimissioni dalla propria area di appartenenza, quelle di Spinelli e Civati, con motivazioni che colgono due punti critici dei rispettivi campi: quello dell'identità della sinistra per l'alternativa (tra vecchi partiti e nuove coalizioni, per usare il lessico di Stefano Rodotà) e quello della democrazia interna ad un partito riformista come il Pd (con Civati che denuncia l'insofferenza verso le minoranze e Renzi che replica rivendicando un principio maggioritario, “cesaristico” secondo la definizione di Nadia Urbinati). Memos ne ha parlato oggi con Michele Ciliberto, storico della filosofia alla Normale di Pisa, per anni commentatore della politica italiana dalle pagine dell'Unità.
    29 min
  • “Sinistre dimesse”. Spinelli dopo Civati. Intervista con Michele Ciliberto.
    La settimana scorsa le dimissioni di Pippo Civati dal Pd. Ieri l'annuncio con cui Barbara Spinelli ha lasciato la “lista Tsipras”, una lista nella quale era stata eletta europarlamentare un anno fa. E' la “sinistra dimessa”, sia quella del campo della sinistra riformista che quello della sinistra per l'alternativa, come si sarebbe detto qualche anno fa. Dimissioni dalla propria area di appartenenza, quelle di Spinelli e Civati, con motivazioni che colgono due punti critici dei rispettivi campi: quello dell'identità della sinistra per l'alternativa (tra vecchi partiti e nuove coalizioni, per usare il lessico di Stefano Rodotà) e quello della democrazia interna ad un partito riformista come il Pd (con Civati che denuncia l'insofferenza verso le minoranze e Renzi che replica rivendicando un principio maggioritario, “cesaristico” secondo la definizione di Nadia Urbinati). Memos ne ha parlato oggi con Michele Ciliberto, storico della filosofia alla Normale di Pisa, per anni commentatore della politica italiana dalle pagine dell'Unità.
    29 min
  • “Sinistre dimesse”. Spinelli dopo Civati. Intervista con Michele Ciliberto.
    La settimana scorsa le dimissioni di Pippo Civati dal Pd. Ieri l'annuncio con cui Barbara Spinelli ha lasciato la “lista Tsipras”, una lista nella quale era stata eletta europarlamentare un anno fa. E' la “sinistra dimessa”, sia quella del campo della sinistra riformista che quello della sinistra per l'alternativa, come si sarebbe detto qualche anno fa. Dimissioni dalla propria area di appartenenza, quelle di Spinelli e Civati, con motivazioni che colgono due punti critici dei rispettivi campi: quello dell'identità della sinistra per l'alternativa (tra vecchi partiti e nuove coalizioni, per usare il lessico di Stefano Rodotà) e quello della democrazia interna ad un partito riformista come il Pd (con Civati che denuncia l'insofferenza verso le minoranze e Renzi che replica rivendicando un principio maggioritario, “cesaristico” secondo la definizione di Nadia Urbinati). Memos ne ha parlato oggi con Michele Ciliberto, storico della filosofia alla Normale di Pisa, per anni commentatore della politica italiana dalle pagine dell'Unità.
    29 min

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