Nel labirinto del tempo: una finestra sull’attualità

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Nel labirinto del tempo: una finestra sull’attualità episodes

  • N. 28 - Sta nascendo un nuovo Asse del Male? Ci sono segnali preoccupanti

    Ricordate la SPECTRE (Special Executive for Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Extortion), l’organizzazione criminale creata dalla mente di Ian Fleming il cui obiettivo era impadronirsi delle leve di comando mondiali? Nonostante la sua natura fittizia, le sue dinamiche oggi sono molto più realistiche di quanto sembri. 

    In questa puntata parleremo infatti della possibile ed attuale creazione di un nuovo Asse del Male da parte di quattro potenze: Russia, Corea del Nord, Iran e Cina, protagonista sullo sfondo. Il loro scopo è estremamente pragmatico: indebolire l’Occidente e i suoi alleati regionali attraverso partnership di dimensioni rilevanti sia sul piano economico, sia su quello politico e militare. 

    Viene dunque spontaneo chiedersi, chi sarà ora il ruolo di James Bond?

    10 min
  • N. 27 - La rivisitazione del Piano Mattei

    Dopo che lo scorso 29 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato il cosiddetto Piano Mattei, si sono aperte una serie di riflessioni, considerazioni e dibattiti, circa la natura del progetto. 

    L’episodio di oggi ripercorre le tappe della storia di Enrico Mattei, uno dei più grandi manager italiani del dopoguerra, fondatore dell’Eni - Ente Nazionale Idrocarburi - ed innovatore nel settore dell’energia. 

    Grazie alle intuizioni che ebbe nella ricerca delle materie prime e delle relazioni con gli Stati esteri, riuscì a fare dell’Italia del dopoguerra uno dei player principali nel mercato energetico internazionale. Con lui venne scardinato l’inattaccabile monopolio delle Sette Sorelle, le principali compagnie petrolifere che fino alla crisi del 1973 ebbero un ruolo dominante nella produzione mondiale di petrolio.


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    24 min
  • N. 26 - La conferenza del Cairo del 1921

    Il 12 marzo 1921 Winston Churchill, allora Ministro delle Colonie dell’Impero britannico, convoca al Cairo un gruppo di esperti funzionari inglesi con l’idea di ridisegnare la mappa geopolitica dell’area dell’ex Impero ottomano - una delle zone geografiche più colpite dagli esiti della Prima Guerra Mondiale. 

    Oltre a questa, tante erano le questioni che quella conferenza avrebbe dovuto definire, dalla riduzione del debito pubblico britannico ad una nuova tipologia di gestione dei territori del vecchio Impero ottomano.

    La questione più critica al tavolo decisionale, però, riguardava l’identificazione di una zona in cui poter ospitare sia i palestinesi, sia gli ebrei. L’area scelta, a seguito dell’approvazione della Balfour Declaration, fu la Palestina.   

    La seguente puntata, dunque, parte proprio da quella conferenza del Cairo, un evento di rilevanza storica che oggi ci aiuta a capire meglio le cause del dramma medio-orientale tutt’altro che risolto e pacificato.


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    17 min
  • N. 25 - Le molte facce del Qatar e i leader miliardari di Hamas
    I conflitti bellici che hanno segnato la Storia dell’umanità sono sempre stati caratterizzati da momenti in cui le parti coinvolte si sono aperte verso una possibile trattativa per raggiungere la pace. Negli ultimi due secoli questo compito è stato svolto o da determinate Nazioni come la Svizzera (in cui venne creata anche la Società delle Nazioni) o dallo Stato del Vaticano.
    Oggi, davanti ai conflitti militari esistenti, soprattutto con riferimento al Medio Oriente, il ruolo di Paese indipendente e ospitante delle possibili trattative di pace è diventato il Qatar, Stato che oltre ad essere uno dei maggiori produttori di petrolio è anche costellato da tante contraddizioni per quanto riguarda i legami internazionali.
    In questo episodio verranno ripercorse alcune tappe della sua storia degli ultimi 50 anni, per poi passare ad una riflessione sulla sua natura – o meno – di Stato indipendente e neutrale rispetto ai contraenti in guerra, analizzando la rete di legami intessuti con forze diverse e contrapposte, dagli Stati Uniti al gruppo di Hamas.
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    17 min
  • N. 24 - La potenza di una leadership al femminile

    Jacinda Ardern, ex Prima Ministra neozelandese, ci mostra cosa significhi davvero guidare un Paese, obbligandoci a riflettere sul significato e sul contenuto del termine “leadership”.

    Cresciuta in una semplice famiglia della piccola borghesia, con un padre poliziotto e una madre addetta alle mense scolastiche, la sua vita professionale ha inizio cavalcando quegli entusiasmi giovanili di chi crede nel cambiamento e nella possibilità di attuarlo attraverso la politica.

    Grazie alle sue parole, Jacinda ci ricorda ciò che conta, quali siano i valori da trasmettere alle generazioni future, ponendosi come un esempio concreto di speranza, coraggio e forza. La puntata ci mostra, infatti, la potenza di una leadership femminile, svelando il vero significato del guidare - e non governare - un Paese, anche e soprattutto nei momenti di crisi.


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    12 min
  • N. 23 - Ci siamo stancati della libertà? Non scordiamoci di esercitare i nostri diritti

    Il 17 aprile 1944, un mese dopo la strage delle Fosse Ardeatine, Roma sopporta un'altra tragedia: il rastrellamento del Quadraro. I nazisti, con il pretesto dell'uccisione di tre soldati, circondano il quartiere di Roma e deportano circa 750 persone, tra cui uomini, donne, anziani e bambini.

    A partire da questo terribile episodio della storia italiana, la puntata si incentra su uno dei nostri diritti fondamentali: la libertà di espressione e di voto. La storia del Quadraro ci ricorda infatti che questa  libertà non può essere mai data per scontata e che, invece, deve essere custodita e, soprattutto, esercitata.

    “Ci siamo forse stancati della libertà?” si è chiesto il direttore della stampa Andrea Malagutti, un interrogativo che scuote e apre a riflessioni profonde. Ragioniamoci su insieme.


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    9 min
  • N. 22 - La lezione di Matteotti per i nostri giovani

    Il prossimo 10 giugno ricorderemo il centenario del sequestro dell’onorevole Giacomo Matteotti, all’ora segretario del Partito Socialista Unitario. 

    In questa nuova puntata vogliamo ricordare la storia di quell’assassinio e il contesto che lo rese possibile. Un ricordo che non deve essere un semplice atto dovuto, ma un esercizio di democrazia e di responsabilità per tutte le generazioni.

    Ospiti di questo episodio sono Alessandro Regge e Pietro Andreotti, due giovani che hanno dato vita a Omnia, ente del terzo settore di Torino che si occupa di promuovere l'informazione e la formazione anche culturale delle nuove generazioni nel mondo del senso e della responsabilità civica che ogni cittadino deve possedere.

    L’omicidio Matteotti ci insegna che i diritti non sono invincibili e che la loro privazione nasce proprio in contesti di debolezza, paura e distrazione. Scenari non così distanti da noi oggi. La Storia è maestra ma solo se si hanno alunni disposti ad apprendere, ed è compito delle nuove generazioni mettersi in ascolto, come azione di tutela e lotta della nostra democrazia. 


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    12 min
  • N. 21 - 6 aprile 1924: le prime elezioni politiche dopo l’avvento del Fascismo

    Le recentissime e anche stucchevoli polemiche su cosa rappresenti, ancora oggi, il 25 Aprile nel nostro Paese, mi inducono a ricordare un passaggio di quella storia, avvenuto esattamente 100 anni fa: un passaggio che evidenzia come una volta conquistato il potere Mussolini ottenne al suo primo passaggio elettorale - prima dell’assassinio di Matteotti e quindi prima di trasformare il Regno d’Italia in un regime - il consenso della maggioranza degli italiani.

    Rivisitiamo dunque quel passaggio, per la verità, non così conosciuto. 


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    14 min
  • N. 20 - Battere i talebani è possibile: la testimonianza di un giovane profugo afghano

    Come vi avevo promesso durante la puntata del 4 Marzo sull’Afghanistan, oggi ascolteremo le parole di un giovane studente afghano - di cui per ovvie ragioni manterremo l’anonimato - espatriato in Italia nel 2021 a seguito dell’invasione di Kabul. 

    La sua storia ci offre una visione vivida e toccante, offrendoci anche un’indicazione su come poter dare una mano ai profughi afghani. Ma non solo, ci permette di riflettere e capire le diverse sfaccettature di un Paese che, ormai lo sappiamo, ha alle spalle una storia di grandi sofferenze e di grandi speranze. 

    Ad oggi i talebani controllano tutto: non c'è sicurezza né ordine pubblico, l'economia è al collasso e le donne sono private di ogni fondamentale diritto. “Cani sciolti” li definisce il nostro protagonista. Nonostante le difficoltà, comunque, il nostro protagonista non perde la speranza continuando ad inseguire il sogno di un Afghanistan libero, democratico e pacifico. Un sogno che tutti noi, esattamente come lui, possiamo contribuire a realizzare.


    Una produzione di Zero Contenuti

    14 min
  • N. 19 - "45 milioni di antifascisti": una conversazione con Gianni Oliva

    Ricalcando sul tema della puntata precedente, in questo episodio ci confrontiamo con lo storico Gianni Oliva, autore di numerosi libri sul ‘900 italiano.

    È proprio a partire dal Novecento, in particolare dal Fascismo e dalla narrazione che vi è stata data, che insieme a Oliva ripercorriamo quel momento storico da un angolo diverso. Ci allontaneremo da quella che è diventata la versione “ufficiale” per rileggere quel periodo sotto un’ottica differente e più legata ai fatti che non alle ideologie. 

    “Che strano popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti, il giorno dopo 45 milioni di antifascisti, eppure dai censimenti non risultano 90 milioni di persone” disse Churchill,  nei giorni successivi alla fine della seconda guerra mondiale. Una provocazione per evidenziare come gli italiani tendano a salire sul carro dei “vincitori”

    Su questa stessa ironia inglese, Gianni Oliva ha impostato il suo nuovo libro, mostrando come la Resistenza, opera di una minoranza, sia diventata l’alibi perfetto per assolvere gli italiani dalle responsabilità del Ventennio.


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    15 min

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