Il mieloma multiplo ha subito una rivoluzione terapeutica a un ritmo quasi senza eguali in oncologia. Tuttavia, molto è ancora da scoprire: ad esempio, è proprio vero che un trattamento più lungo è migliore?
Non poteva che essere uno studio accademico (il trial ENDURANCE pubblicato da Shaji Kumar sul
New Engl J Med) a gettare luce sull’argomento. Il mantenimento continuo della lenalidomide è diventato la cura standard per il mieloma multiplo appena diagnosticato dopo che studi fondamentali hanno mostrato un vantaggio di sopravvivenza libera da progressione rispetto all'osservazione o al placebo (ma solo in un uno di essi è stato rilevato un vantaggio in sopravvivenza e il problema della durata viene considerato non definitivamente chiarito).
Questo approccio è persistito perché gli studi che testano i benefici di depotenziamento della terapia sono difficili da progettare e condurre. Richiedono finanziamenti indipendenti, infrastrutture cooperative e la disponibilità da parte del ricercatore ad assegnare trattamenti teoricamente inferiori.
Lo studio ENDURANCE mette in discussione questa ipotesi del trattamento di durata indefinita, con risultati che hanno implicazioni per la pratica clinica e per la prossima generazione di studi sul mieloma multiplo. I risultati sono convincenti: non è stata osservata alcuna differenza tra i due bracci in termini di sopravvivenza, pari al 68,6% nel gruppo a durata indefinita e al 69,0% nel gruppo a durata fissa, e la
Progression Free Survival è stata rispettivamente di 42,5 mesi e 38,9 mesi.
Bibliografia
- Kumar S, et al. Continuous or Fixed-Duration Maintenance Therapy in Multiple Myeloma. N Engl J Med 2026;395:221-232.
- Mian H & Costa LJ. Time to Stop? Rethinking the Duration of Maintenance Treatment in Multiple Myeloma. N Engl J Med 2026; 395:302-303.