Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole. Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno; ma questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele:
"Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio,
"che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,
i vostri giovani avranno delle visioni,
e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.
Anche sui miei servi e sulle mie serve,
in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno.
Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra,
sangue e fuoco, e vapore di fumo.
Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in sangue,
prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.
E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato".
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(Atti 2:14-21 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
"Siamo proprio negli ultimi giorni!". Non è infrequente sentire sinceri cristiani che usano questa espressione riferendosi alla situazione di degrado morale e spirituale che caratterizza il nostro tempo, una situazione che nella bibbia è associata proprio agli ultimi giorni (es. 2 Timoteo 3:1-5).
Tuttavia, quando leggiamo la bibbia con attenzione ci rendiamo conto che questa espressione ha un significato un po' più vasto, infatti si tratta di un'espressione che può essere assoluta ma anche relativa rispetto al momento in cui viene pronunciata.
Ad esempio, per gli scrittori del nuovo testamento gli ultimi giorni erano cominciati con la venuta di Gesù, infatti quello è l'evento profetico che era stato atteso per secoli e che finalmente si era realizzato.
Quello era l'evento che divideva in due la storia. Il Re era venuto e il piano di Dio per la salvezza dell'uomo era entrato nella sua fase decisiva.
Per Pietro aveva quindi senso riferirsi al momento storico che stavano vivendo come "gli ultimi giorni", ovvero i giorni che rimanevano fino al ritorno del Re, un tempo in cui gli esseri umani avrebbero dovuto prepararsi ad incontrarlo.
I dodici apostoli si alzarono quindi in piedi e Pietro parlò a nome di tutti loro per dare una risposta agli interrogativi che stavano animando la folla.
Dopo aver sottolineato che i discepoli non erano ubriachi, Pietro spiegò gli avvenimenti di quel giorno attraverso un brano tratto dal profeta Gioele che aveva annunciato proprio ciò che sarebbe accaduto negli "ultimi giorni".
Per comprendere le parole di Pietro dobbiamo ripercorrere a grandi linee la profezia di Gioele. Un'invasione di cavallette aveva distrutto tutto il raccolto in Giuda causando una grave carestia (Gioele 1). Il profeta Gioele aveva utilizzato questo avvenimento per avvertire Giuda circa la necessità di pentirsi e tornare al Signore (Gioele 2:12-17) per scampare al giudizio di Dio che si sarebbe manifestato in maniera ancora più severa in un futuro "giorno del Signore grande e terribile" (Gioele 2:11, 2:31, 3:14). Gioele invitò quindi ad umiliarsi davanti a Dio e a tornare con sincerità al Signore. Se il popolo fosse tornato a Dio, il Signore avrebbe continuato a fare cose grandi in mezzo a loro (2:20-21), benedicendoli con la pioggia e compensandoli delle annate che erano state divorate dagli insetti (2:23-27). Quando fosse venuto ancora un "giorno del Signore", ovvero un giorno in cui Dio avrebbe manifestato la sua ira verso tutti i suoi nemici, loro avrebbero potuto essere al sicuro perché il Signore sarebbe stato il rifugio per il suo popolo (Gioele 3:16).
Le parole che Pietro citò nel giorno di pentecoste ov...