Ricomincia l’attacco contro il governo giallo blu
Il Fmi ha tagliato le stime di crescita dell'Italia: 0,3 punti in meno rispetto alle previsioni nel 2018, 0,1 per cento in meno nel 2019. L'organizzazione con sede a Washington mostra la strada al governo italiano: si' ai tagli e all'irrobustimento del settore bancario, stop, invece, alle riforme promesse dal governo (dual tax, reddito di cittadinanza, aumento delle pensioni minime e revisione della Legge Fornero). Insomma, siamo stati rimandati a settembre, quando il governo presentera' la bozza di legge di bilancio per il 2019. Che, ci hanno fatto capire, dovra' essere in linea con le priorita' dell'euroagenda.
Ritirate e accordi in Siria
Damasco e le Forze democratiche siriane sostenute dagli Usa hanno concordato la gestione congiunta della diga di Tabqa, in provincia di Raqqa. Un accordo stipulato di recente che potrebbe gettare le basi per la futura cooperazione dei curdi con il governo. I contatti tra le parti si sono intensificati dopo gli accordi tra Usa e Turchia su Afrin e Manbij. Al centro dei negoziati, oggi, c'è il trasferimento sotto il controllo di Damasco dei giacimenti petroliferi a Est dell'Eufrate prima, e di tutti i territori nordorientali della Siria poi. La rapidita' con cui Damasco sta liberando il territorio siriano dai tagliagole ha spinto gli Stati Uniti a pianificare la fuga dalla Siria dei Caschi Bianchi e delle loro famiglie. A tale proposito, fa sapere la CNN, Washington potrebbe discutere l'apertura di corridoi con Giordania e Israele. Non sembrano intenzionati a lasciare il Paese gli stessi americani che, secondo fonti curde, starebbero costruendo una nuove base militare sul confine siriano-iracheno. Nemmeno Israele intende riconoscere la vittoria di Assad, dimostrandolo con l'ennesimo attacco missilistico contro una base siriana in provincia di Aleppo.
Prove di cambio di alleanze
Mentre l'attenzione del mondo era puntata sull'imminente incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump, a Pechino si svolgeva il vertice tra Cina e Unione europea. Durante il quale sono state prese due decisioni molto importanti: riformare insieme l'Organizzazione mondiale del commercio e unire le forze nella lotta al protezionismo. Quello americano, s'intende, anche se gli Usa sono stati invitati, assieme alla Russia, a partecipare al processo. Pechino valuta di aprire ulteriormente il suo mercato, l'Europa si dice pronta a concretizzare la collaborazione nel settore delle infrastrutture. Entrambi ribadiscono l'impegno nell'accordo sul nucleare iraniano. "Cina e Unione europea sono costruttori di pace mondiale", ha dichiarato Xi Jinping al termine dell'incontro. Secondo gli esperti, in occasione del vertice si sarebbero delineati i contorni di una possibile futura alleanza in chiave di contenimento americano. "Le azioni intraprese dal presidente Trump sono pienamente legittime in base al diritto degli Stati Uniti e alle regole del commercio internazionale", spiegano a Washington. Quelle ritorsive, di Cina e Europa,invece, no.
Il sogno dei neocon americani
Russia e Stati Uniti presto alleati contro la Cina. O almeno, cosi' scrive la rivista statunitense The American Conservative. "Perche' no?", si chiede l'autore, direttore degli studi della difesa presso il Center for the National Interest. "Una potenza emergente che sfida l'ordine internazionale puo' trasformare in alleati persino due nemici giurati". D'altronde, sappiamo che Donald Trump e Vladimir Putin hanno parlato anche di Cina a Helsinki. "Non ci sono ragioni obiettive per uno scontro tra Russia e Stati Uniti", ha detto, piu' tardi, Putin. "Avremmo dovuto avere questo dialogo molto tempo fa, prima che entrassi alla Casa Bianca", gli ha fatto eco Trump. Ma da allora sono successe molte cose. Gli Stati Uniti hanno portato avanti un attacco inesorabile contro la sfera degli interessi della Russia. Concretizzando, gia' adesso,...