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Caso Skripal: la pulce è più forte dell’elefante
Adesso è il New York Times che torna sul caso Skripal andando a interrogare i cittadini di Salisbury e scoprendo che la versione offerta dalle autorità britanniche risulta poco convincente per una parte cospicua della popolazione. Che, secondo il NYT è minoritaria, ma non troppo. Come minimo è in decrescita il numero di coloro che, subito dopo l’avvelenamento degli Skripal, credevano che la Russia, e Putin, fosse dietro all’attentato. Secondo un sondaggio nazionale, nell’aprile scorso ben tre quarti dei britannici credevano alla tesi ufficiale.
Poi, dopo il silenzio e i molti misteri dell’indagine, molti hanno cominciato a porsi qualche domanda. Gli esperti in fake news hanno allora cominciato a studiare i social networks e hanno "scoperto” che il 60% degli articoli in inglese che criticavano la versione ufficiale erano “di provenienza russa”. Cioè che la potenza di fuoco di qualche decina di articoli sui social è più forte della potenza di tutto il mainstream britannico nel suo insieme. Come dire che la pulce è più forte dell’elefante.
La Turchia si prende Manbij?
Il premier turco, Binali Yildirim, ha annunciato, lunedi', l'avvenuto ingresso delle truppe turche nella periferia di Manbij, come previsto dall'accordo stipulato da Ankara e Washington lo scorso 4 giugno. L'intera citta' siriana sarà presto libera dalla presenza di soldati curdi, precisa il capo della diplomazia turca, Mevlüt Çavuşoğlu. Informazioni immediatamente smentite dal consiglio militare di Manbij, secondo cui le forze turche mantengono le loro posizioni nell'ambito dell'operazione "Scudo dell'Eufrate". Nel frattempo, nella notte di lunedi', un nuovo raid ha colpito le postazioni governative nei pressi di Abu Kamal, al confine con l'Iraq. L'attacco sarebbe stato condotto dalla coalizione internazionale a guida Usa, scrive l'agenzia di stampa Sana citando fonti all'interno delle Forze armate di Damasco. Il Pentagono, da parte sua, nega ogni accusa. "Abbiamo motivo di credere che sia stato Israele", racconta un funzionario Usa, in condizione di anonimita', all'agenzia France-Presse. Una quarantina le vittime: principalmente miliziani iracheni, ma anche un maggior generale e due colonnelli dell'esercito siriano impegnati nella lotta a Daesh. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, hanno discusso la situazione in Siria, lunedi' sera, durante un colloquio telefonico. E mentre continuano i negoziati sul futuro del Paese tra i rappresentanti di Damasco e le Forze democratiche siriane, queste ultime, come scrive il Telegraph, avrebbero liberato un gruppo di prigionieri europei affiliati a Daesh, sulla base di un presunto accordo segreto. Il rischio ora, aggiunge il quotidiano britannico, e' che questi terroristi possano tornare sul campo di battaglia o anche in Europa.
La militarizzazione dello spazio inizia dagli Usa
La corsa militare allo spazio inizia dagli Stati Uniti. Donald Trump ha annunciato, lunedi', di aver incaricato il Pentagono della creazione delle forze spaziali statunitensi, che diventeranno la sesta forza armata del Paese dopo Esercito, Marina, Corpo dei Marines, Guardia Costiera e Aeronautica. "Non vogliamo che Cina, Russia o altri Paesi ci superino", ha spiegato Donald Trump, precisando che il progetto non consiste nella semplice presenza degli Stati Uniti nello spazio, ma nella loro superiorità nello spazio. Il ministero degli Esteri cinese ha replicato alla notizia dicendosi contrario a qualsiasi forma di militarizzazione dello spazio, che ha definito "un bene comune di tutta l'umanita'". La creazione delle forze spaziali Usa fu annunciata per la prima volta in marzo, quando il presidente americano osservo' che la nuova strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti non escludeva la possibilita' di condurre operazioni militari nello spazio. Le...