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Quella di oggi, 11 settembre 2026, è una puntata davvero speciale, perché è l’ultima di questo podcast che mi ha accompagnato e vi ha accompagnato per 925 volte. Ho adorato la formula del diario pubblico quotidiano, che mi ha permesso di raccontare una o più storie con la rapidità del mezzo senza voler inseguire la polarizzazione dello scontro e del bercio che funziona sempre quando c’è di mezzo l’attualità. Questo, come sa chi mi ascolta, non significa che non ami prendere posizione quando c’è un argomento che mi interessa. Tutt’altro.
Il 42 bis è una forma di detenzione particolarmente rigorosa, cui sono destinati gli autori di reati in materia di criminalità organizzata nei confronti dei quali sia stata accertata la permanenza dei collegamenti con le associazioni di appartenenza. Questa è la definizione che dà la Treccani. I detenuti al 41 bis sono sottoposti insomma a un regime detentivo speciale.
Il governo ha avuto la grandiosa idea di spedire decine di questi detenuti, fino ad arrivare a 92, in Sardegna, nello specifico nel carcere di UTA, scatenando le proteste della Regione
Paese reale e paese legale sono preoccupati per le primarie. Il primo però pensa alla riapertura delle scuole, il secondo alla riapertura dei seggi. Noi, per non fare confusione con l’istruzione, ci occuperemo direttamente del Campo Largo
Chissà come finirà questa storia di Sigfrido Ranucci, ex conduttore di Report in attesa di ricollocazione. I suoi amici, quelli che forse mal lo consigliano, hanno già escogitato brillanti teorie del complotto. Valter Lavitola, in carcere con l’accusa di essere il mandante dell’attentato a Ranucci, avrebbe - secondo queste teorie - raggiunto il suo scopo: la fine dell’era ranuncciana di Report
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