Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • San Basile comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    San Basile (Shën Vasili in arbëreshë) è un comune calabrese della provincia di Cosenza, di 942 abitanti detti Sambasilesi e Shënvasilotë in arbëreshë.
    Nel maggio 2010, il paesino è balzato agli onori della cronaca grazie all'iniziativa "Una casa a San Basile", che consiste nel vendere alcune case disabitate partendo da cifre pari a 5.000 €, col fine di favorire il ripopolamento del centro abitato arbëreshë, riavvicinando così chi ha dovuto, in tempi passati, abbandonare il proprio paese natale.
    Caratteristica di San Basile è la coltivazione delle viti da cui si ottiene il vino delle "Murge", nobile e prelibato.
    Sorge a 540 metri s.l.m. alle falde del Monte Pollino, nell'alta valle del fiume Coscile, e fa parte del Parco Nazionale del Pollino.
    È una comunità arbëreshë (minoranza etno-linguistica albanese) d'Italia, che mantiene la lingua, i costumi, il rito bizantino-greco, le tradizioni e la cultura propria.
    San Basile è uno dei comuni di origine greco-albanese presenti sul territorio calabrese.

    San Basile: https://maps.app.goo.gl/i8Td47RPF3StRoq87
    6 min
  • Rota Greca comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Rota Greca è un comune i cui abitanti son detti Rotesi, della provincia di Cosenza.
    L'abitato sorge a 510 metri s.l.m., alle pendici di Serra Pantanolata, seconda vetta della Catena Costiera.
    L'impianto architettonico urbanistico di Rota Greca è strutturato in casali distinti: il quartiere più alto è situato ai piedi della montagna ed è denominato "Babilonia"; attorno al Monastero, oggi Palazzo Ducale di proprietà della famiglia Ricci (un tempo residenza del principe Sanseverino di Bisignano) si è originato un altro quartiere denominato "Casale", ultimo fra i quartieri antichi è il quartiere "Migliani-Magnocavallo dove è ubicato una parte del centro storico.
    L'ultimo quartiere, di nuova costruzione, è il quartiere Strada Nuova.

    Rota Greca: https://maps.app.goo.gl/irrwvfQxj3yMns8Q6
    8 min
  • Plataci comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Plàtaci (Pllatëni in arbëresh, Pràtaci in calabrese, Platàki e Platàni in greco bizantino) è un comune calabrese di 675 abitanti detti platacesi in italiano e pllatënian in arbëresh, della provincia di Cosenza.
    Plàtaci, il paese dei murales sul mondo arbëresh, è un borgo che si trova a un'altitudine di 930 metri s.l.m.
    Gli abitanti, sono di etnia arbëreshë, e conservano ancora l'antica lingua, i costumi tradizionali e il rito bizantino-greco.
    Plàtaci è un centro agricolo del versante orientale del Pollino, dominante la piana di Sibari e il mar Jonio.

    Plataci: https://maps.app.goo.gl/C4YZQaTrtoFAqEvF8
    5 min
  • 1 - La Mappa Infinita da «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Andare a motore sul fiume, ci avevano avvertito, e come entrare in scooter agli Uffizi.
    Una porcheria, un sacrilegio.
    Non senti la voce del Dio che vi abita.
    Ogni fiume ha il suo Dio, la sua voce e la corrente non canta mai allo stesso modo.
    Stolti, tentando di fare il punto nave, ignorando che il fiume non è mare, a bordo avevamo una decina di mappe, e le due più affidabili erano targate Touring Club e Aipo, l'agenzia interregionale del Po.
    Ma queste stranamente, indicavano distanze diverse.
    Possibile?
    So dall'adolescenza che le mappe giuste non servono a orientarsi ma a sognare percorsi, e magari a ricordarli ad avventura conclusa.
    Per l'avventura Padana ne avevo fatta una a mano, come già altre volte nei miei viaggi importanti: una striscia di carta è di 3 metri per 60 cm, apribile a fisarmonica.
    Ci avevo speso sopra parecchie settimane, riempiendola maniacalmente di annotazioni, ma non era mai finita perché ci aggiungevo ancora nomi e luoghi, forse nel tentativo di farla diventare anch'essa fiume su scala uno a uno.
    L'apriamo spesso in navigazione, ma ancor più spesso la sera, con ostentata noncuranza, sui tavoli delle osterie.
    Lì diventava sogliola, anguilla o lampreda a seconda dei momenti o dei settori esaminati.
    Stesa tra piatti di lasagne e bicchieri di bonarda, quella perfetta bisettrice diventava un succulento piatto di portata, un pesce con la sua lisca centrale e il pettine doppio delle spine laterali, segnate ciascuna da un nome come Oglio, Adige, Panaro.
    Ah, le osterie, queste favolose stazioni del pellegrino fluviale!
    In mare è impossibile trovarne.
    E questa la prima differenza tra i due regni delle acque.
    A viaggio concluso da un pezzo, mi scopro ad aggiungere ancora e ancora dettagli a questa complicata pergamena.
    L'acqua è il più perfetto dei fili narrativi, e poiché i viaggi si perpetuano infinitamente nella memoria, era fatale che anche la mappa diventasse la mia storia infinita.
    A furia di aggiornamenti, ne ho fatto un labirinto da esplorare in sé e per sé, prima ancora che la rappresentazione di una realtà geografica.
    Che godimento riaprirla ad avventura conclusa!
    Mi ci perdo ancora, quando trovo didascalie tipo “Trappola dell'albero storto", “I lamenti funebri del Delta", “L'affluente scomparso", “La scarpata delle lucciole", e tante altre.
    Non luoghi, ma storie.
    La mappa non di un fiume, ma di un'isola del tesoro una guida tra insidie, fantasmi e pirati.
    34 min
  • VII - Pellegrinaggi e vicende da «TERRA NUOVA - Prima Cronaca dell’Agro Pontino» di Corrado Alvaro
    Accadeva anche a me, dopo qualche tempo di permanenza a Vittoria, di pensare di restarci.
    Per quanto essa si trovi a un'ora di automobile da Roma, chi vi soggiorna ha l'impressione di un grande distacco da tutto il resto d'Italia, e questa impressione comincia a farsi strada a cisterna, che sarebbe il comando di tappa della bonifica.
    È curioso notare in noi stessi la facilità del distacco dalla vita urbana, il pronto adattamento alla vita naturale.
    Proprio per questo la civiltà è il nostro tempo ha un tanto di barbaro.
    Dopo qualche giorno di vita nell'Agro andavo pensando di piantare ogni cosa alle mie spalle, e di mettere un negozio non so bene di che cosa.
    A Littoria c'è bisogno di una lavanderia e stireria, d’una tipografia, d’una latteria.
    C'è da fare dei buoni quattrini.
    Lo so che non metterò un negozio a Littoria e che non vivrò nella bonifica, mi aspettano domani a casa.
    Molti giovani venuti su troppo tardi per la guerra, ascrivono il fatto di lavorare qui la vita dei primi anni dell'Agro allo stesso titolo d'onore e di esperienza.
    Molti altri qui si fanno da capo, ricominciano la loro vita; altri vorrebbero prolungare la loro gioventù nella giovane vita di questi luoghi, e difatti molti pensionati scrivono chiedendo se si trovano alloggi a littoria, e se ci si può ritirare a vivere qui.
    Forse rimarrà, nella vita di questi uomini, la spinta che li trascinò fin qui. Ho cercato fin qui di dirne i motivi e i modi; ma quante cose mi accorgo di aver lasciato!
    M'accorgo di non aver parlato della Messa domenicale nella chiesa di Littoria, il battesimo di certi bambini, fra cui uno si chiama Benito e un'altra Vittoria.
    E la Messa.
    Nella chiesa Bianca, nuda, di stile moderno, la più bella costruzione di Littoria, in cui la croce e gli arredi dell'altare e l'altare stesso di metallo cromato accomunano il vecchio stile popolare e quello che chiamano razionale, c'era un giorno una selva di bandiere dei combattenti della provincia di Frosinone, e quando il sacerdote si volse a parlare, sembrava ancora una volta una messa al campo, perché come allora egli non parlava soltanto di Dio, ma della terra degli uomini, della loro lotta.
    Di regola, gli operai sono assunti nei lavori dell'agro attraverso i sindacati.
    Ma chi può tuttavia porre un freno all'iniziativa individuali?
    Chi aveva un amico o un compaesano qui, guardiano, sorvegliante, ingegneri, ha tentato la sorte, con lo stesso ritmo di tutta l'immigrazione italiana, da quando Renzo Tramaglino trovò un suo compaesano riparando a Bergamo.
    Chi poteva, d'altra parte, rifiutare lavoro a della gente che era capace di venire a piedi dal Veneto o dalle Puglie, dimostrando in tal modo lì volesse guadagnare il pane a qualunque prezzo?
    Come questi potrei citarne altri, e sarebbe ancora una storia impressionante.
    Perché il popolo italiano, come tutti i popoli vivi, ha bisogno di un luogo dove rifugiarci alle impazienze, alle ribellioni, alle decisioni improvvise, ai sogni di una vita nuova.
    È il nostro destino di uomini vitali e di colonizzatori.
    17 min
  • Mongrassano comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Mongrassano è un comune calabrese i cui abitanti sono detti Mongrassanesi, della provincia di Cosenza.
    Il paese è situato a 540 m s.l.m. e il territorio di Mongrassano è diviso in varie zone, ciascuna di delle quali rappresenta un nucleo urbano aggiunto agli altri col crescere del paese.
    Alcune di queste sono nate con l’insediamento di italiani, mentre altre si sono aggiunte con l'arrivo degli albanesi.
    Oggi il centro abitato di Mongrassano si considera quindi diviso in cinque zone denominate "Li Romani", "La Costa", "Lo Piano", "La Sciuria" e "Serra di Leo"."Li Romani" è l'insediamento più antico e prende il nome dalla presenza di italiani, come italiane sono le zone "La Costa" e "Lo Piano"; mentre "La Sciuria" e "Serra di Leo", sono le zone dove si insediarono gli albanesi.

    Mongrassano: https://maps.app.goo.gl/DFNNKgsaiHqdCr1p8
    7 min
  • Marri borgo arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Marri, Allimarri in arbëreshë, frazione di San Benedetto Ullano, è un borgo rurale di origine albanese abbarbicato sui colli del Medio Crati a 467 metri di quota s.l.m.; circondato da lussureggianti boschi di latifoglie e castagni.
    Fu fondato nel 1580 da alcuni abitanti di San Benedetto Ullano per l'eccessivo aumento demografico del centro di origine.

    Marri: https://maps.app.goo.gl/g8My9xHWhE68RNyaA
    1 min
  • Macchia Albanese borgo arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Macchia Albanese, Makji in arbëreshë, frazione del comune di San Demetrio Corone, è un borgo della Presila Greca situato a 418 metri di quota s.l.m. nei pressi del torrente Due Mulini, fondato nel 1400 da coloni albanesi provenienti dall'Albania e dalla Grecia.
    Di interesse storico-architettonico si segnala: la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la Casa De Rada, i vicoli e i larghi del centro storico.
    La Casa De Rada è stata la residenza di Girolamo De Rada, padre della letteratura Rilindja albanese; per questo motivo è una struttura d'interesse storico-regionale, poiché culla della cultura italo-albanese.
    Alla casa si accede per mezzo di un antico cortile, alla cui entrata si trova lo stemma della Famiglia De Rada.

    Macchia Albanese: https://maps.app.goo.gl/QVwg2NdZeLqXtjULA
    2 min
  • Gizzeria comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Gizzerìa (Jezzarìa in dialetto catanzarese e Jacari in arbëreshë) è un comune calabrese i cui abitanti son detti Gizzeroti, Jezzaroti in dialetto catanzarese e Jacarjotë in lingua arbëreshe, della provincia di Catanzaro.Il nome proviene dalla città greca di Issaros.
    Gizzeria è situato a 630 m s.l.m., abbarbicato sui pendii della valle del torrente Casale e sotto il colle Micatundu; caratteristiche che gli regalano tramonti mozzafiato con vista Isole Eolie, sia in inverno che in estate.
    Il comune comprende anche una zona di costa che si estende per circa 10 km, la cui caratteristica peculiare è nei venti termici che l'attraversano.
    Infatti per le caratteristiche geomorfologiche del territorio questo tratto di costa è chiamato "La bocca del vento", perché è qui che si incanala il vento all'interno dell'istmo di terra dove è presente uno dei parchi eolici più grandi d'Italia.
    Grazie a queste caratteristiche il comune di Gizzeria è anche uno dei migliori luoghi nel Mediterraneo per praticare il kitesurf.

    Gizzeria: https://maps.app.goo.gl/kmJsxvwUSC14yWE2A
    5 min
  • Frascineto comune arbereshe (Calabria)
    La Calabria è la regione italiana con il maggior numero di comuni arbëresh.

    Frascineto (Frasnita in arbëreshë) è un comune calabrese i cui abitanti son detti Frascinoti e Frasnjotë in arbereshe, della provincia di Cosenza.
    La sua comunità arbëreshë, cioè italo-albanese, conserva ancora la lingua, la cultura e le tradizioni d'origine e le funzioni religiose in rito bizantino, soggette alla giurisdizione ecclesiale dell'eparchia di Lungro.
    Frascineto si stende, all'interno del parco nazionale del Pollino a 486 m s.l.m., su un'ampia pianura e si trova alla base delle pendici della Serra Dolcedorme, imponente massiccio del Parco Nazionale del Pollino.

    Frascineto: https://maps.app.goo.gl/CnSPmyyWdW3nLdp9A
    3 min

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