Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Ferrara, cucina di corte e cucina ebraica (Emilia Romagna)
    Al centro di una provincia disegnata dall’acqua e dal silenzio, c’è la capitale del rinascimento.
    Nata su un ramo del Po, la città è divisa in due dall’asse principale del viale Cavour-corso della Giovecca.
    In città convergono molti prodotti della campagna, ma non sono poche le specialità specificamente cittadine, né questo può stupire se si pensa che a Cristoforo Messisbugo, cuoco ducale, si deve una delle prime registrazioni della cucina di corte in età rinascimentale.

    Ferrara: https://maps.app.goo.gl/8cdMmA4BkUESrh9N9
    4 min
  • Faenza, olio di Brisighella e scottone romagnole (Emilia Romagna)
    La fascia collinare e appenninica della provincia di Ravenna è ricca di peculiarità storiche, gastronomiche ed ambientali che ben giustificano una visita e una traccia stimolante, al proposito, può essere la Strada dei Vini e dei Sapori delle Colline di Faenza.
    Faenza è capitale della ceramica, ma anche Città del Vino.

    Faenza: https://maps.app.goo.gl/Vcb6cN6YRE6iBqBk6
    3 min
  • Coppia Ferrarese Igp (Emilia Romagna)
    Le origini della Coppia Ferrarese si fanno risalire al Carnevale del 1536, quando in occasione di un banchetto offerto in onore del duca di Ferrara fu offerto un ‘pane ritorto’, con i caratteristici ‘crostini a forma di cornetto’, la cui forma è data dalla congiunzione di due pezzi di pasta uniti nella parte centrale e con le estremità ritorte in modo da formare un ventaglio di quattro corna.

    Ferrara: https://maps.app.goo.gl/8cdMmA4BkUESrh9N9
    2 min
  • Cesena, Albana e formaggio di fossa (Emilia Romagna)
    Terre malatestiane, teatro delle imprese di Cesare Borgia: terre di battaglie, di assedi e di rocche.
    Ma a Forlimpopoli nacque Pellegrino Artusi, nume della gastronomia italiana.
    La provincia che riunisce Forlì a Cesena propone la via Emilia come divisorio tra un distretto di pianura con affaccio al mare e una fascia di rilievi a vigne e frutteti prima delle foreste appenniniche.

    Cesena: https://maps.app.goo.gl/sARD9z51Jzu7Xk3T9
    3 min
  • Cento un carnevale di sapori (Emilia Romagna)
    Nel 1501, quando Lucrezia Borgia andò sposa al duca di Ferrara Alfonso I d’Este, il padre, Papa Alessandro VI, aggiunse alla dote anche questa cittadina agricola della pianura emiliana nella quale la buona tavola offre il meglio del triangolo gastronomico Bologna-Modena-Ferrara.
    Il Carnevale di Cento è un carnevale storico, ha origini antiche, come dimostrano alcuni affreschi del pittore seicentesco Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, che ritraggono scene dei festeggiamenti e delle celebrazioni carnevalesche in città.

    Cento: https://maps.app.goo.gl/urY6i4AKnkHmnfJK7
    3 min
  • Castell'Arquato nel segno del vino Gutturnio (Emilia Romagna)
    Veleja Romana fu fiorente municipio, con foro, basilica, terme, alle falde del Pre Appennino piacentino, poi, a una ventina di chilometri sorgeva il castrum militare che oggi è Castell’Arquato.
    Come tanti vini dello Stivale, anche il Gutturnio vanta origini nobili e lontane nel tempo; pare infatti che a codificarne la produzione, in epoca Romana, sia stato Lucio Calpurnio Pisone, politico di spicco del 100 a.C.
    Prima questore, poi edile, quindi console, era nientemeno che il suocero di Giulio Cesare: la figlia, Calpurnia, divenne la terza ed ultima moglie dell’Imperatore.
    La madre, invece, era piacentina, ed a questo particolare si fa ricondurre la storia del Gutturnio a Lucio Calpurnio Pisone, la cui passione per il vino, del resto, fu ampiamente ridicolizzata da Cicerone nel suo “In Pisonem”, discorso in cui l’oratore si scagliò contro le scelte politiche di Pisone che, per tutta risposta, ne decise l’esilio, nel 54 a.C.
    In epoca più recente, il nome Gutturnio torna solamente nel 1938, su proposta dell’enologo Mario Prati, ispirato dal ritrovamento, avvenuto qualche decennio prima (nel 1878) di una grande coppa d’argento, il “gutturnium”, sulle sponde piacentine del Po.
    L’anno successivo, nel 1939, il nome Gutturnio, finalmente, finisce per la prima volta sull’etichetta di una bottiglia di vino.

    Castell'Arquato: https://maps.app.goo.gl/zkzd3a1NQMsuenKZA
    2 min
  • Canossa, Lambrusco e Parmigiano (Emilia Romagna)
    La strada dei Vini e dei Sapori di Scandiano e Canossa ha un momento di grande intensità paesaggistica nella zona dei calanchi di Canossa con il rudere che fu ricetto della gran contessa Matilde, mentre i sapori, nella straordinaria abbondanza emiliana, comprendono Dop del calibro dell’Aceto Balsamico Tradizionale e del Parmigiano Reggiano (di montagna).

    Canossa: https://maps.app.goo.gl/ShkUFMqnu5LcngQ39
    3 min
  • Borgo Val di Taro, porcini e pellegrini (Emilia Romagna)
    La via Francigena passava da qui e anche i pellegrini diretti a Roma.Erano terre povere, dalla tipica economia del castagno, del quale tutto si sfruttava.Ma erano anche terre fattrici di cavalli e per il resto, funghi e frutti di bosco.

    Borgo Val di Taro: https://maps.app.goo.gl/CKWrauvLbbmABPip6
    2 min

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