Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Sicilia del bello e del gusto (Sicilia)
    Sicilia un continente a tutti gli effetti, gastronomicamente parlando.
    La Sicilia possiede tutto: mare, montagna, colline, pianure e vulcani.
    Corsi d'acqua, laghi e laghetti, praterie ed altopiani.
    E di conseguenza prodotti di ogni genere, dalla frutta più esotica alle conserve, dalle carni ai formaggi.
    Molti di questi, poi, sono legati a tradizioni che hanno origini che pescano dall'antica Grecia fino al mondo arabo che ha creato un emirato siciliano durato 400 anni, capaci di mescolare sapori e culture come in pochi altri luoghi, in un mix spesso ricco e barocco che fa delle contraddizioni un vanto.

    Sicilia: https://maps.app.goo.gl/RGwvmrSFpr6avmcP9
    4 min
  • Sciacca vini e agrumi (Sicilia)
    L'area occidentale dell'agrigentino, che ha il suo centro a Sciacca, spicca per la concentrazione di vini di qualità.
    Molte le denominazioni di tutela doc Sciacca.
    Notevole anche la produzione di olio extravergine di oliva val di Mazara DOP.
    Centro di produzione di agrumi è Ribera, specie per un tipo di arancia dop senza semi diffusa nella Vallata del fiume verdura; e di Ribera sono anche dette le fragoline coltivate intensivamente a Sciacca.
    A Sciacca si passeggia per la bella Piazza Scandaliato, aperta a terrazzo verso il porto e il mare, e nel centro antico in cui restano stradine e corti di sapore arabo.

    Sciacca: https://maps.app.goo.gl/ySTfGD6N9RsUFhwb6
    11 min
  • San Vito Lo Capo il paese del cuscus (Sicilia)
    San Vito è porto peschereccio di fondazione settecentesca, ben protetto dal capo che conclude la costa orientale del golfo di Castellammare, e, documentato già in epoca romana, era uno dei luoghi dediti alla pesca del tonno.
    Qui il pesce, molto vario, viene preparato a zuppa e sminuzzato.Con adeguato anticipo si prepara il cuscus, manipolando la semola di grano duro fino a ridurla in minuscole palline da cuocere al vapore su un'apposita pentola con gli aromi del caso.Metà del pesce va mescolato al cuscus, l'altra metà viene portata in tavola.
    Occasione unica per assaggiarlo è nella seconda metà di settembre il Cuscus Fest.

    San Vito Lo Capo: https://maps.app.goo.gl/6ENTgC87Duv8tNpeA
    6 min
  • Ragusa e la provola (Sicilia)
    La PROVOLA ragusana è uno dei formaggi più antichi della Sicilia, è stata inserita tra i formaggi storici siciliani, sottoposti a tutela dal rischio di estinzione.
    E’ un formaggio a pasta filata che si ottiene dal latte vaccino intero addizionato di caglio ovino e Caprino e ha una caratteristica forma a pera, crosta sottile e liscia e pasta compatta e morbida che si indurisce con la stagionatura che varia anche il sapore: inizialmente dolce e delicato e via via più piccante.
    RAGUSA, è il comune capoluogo dell'omonimo libero consorzio comunale ed è chiamata la "città dei ponti" per la presenza di tre strutture molto pittoresche e di valore storico.
    Il terremoto del 1693 causò la distruzione quasi totale dell'intera città, e la ricostruzione, avvenuta nel 1700, la divise in due grandi quartieri: Ragusa superiore, situata sull'altopiano, e Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell'antica città.

    Ragusa: https://maps.app.goo.gl/yMxisVLTur4wLosH8
    11 min
  • Ragusa i sapori degli Iblei (Sicilia)
    Il territorio del ragusano è prevalentemente montuoso e collinare, disegnato com'è dall'altopiano degli Iblei che digrada a terrazze a sud, verso la Costa mediterranea.Lo incidono a raggiera le “cave”, Gole di fiumi spesso scavate da necropoli preistoriche; li percorrono paesaggi vari, colture di grano duro e pascoli, vigne, oliveti, mandorle e carrubi, ma anche serre a distesa.
    Coerentemente vario il quadro delle tipicità agroalimentari: dalla pastorizia iblea vengono ottimi formaggi; tra gli ortaggi spiccano i carciofi, i pomodori, le cipolle; l'olio, extravergine dei Monti iblei; il vino trae dai suoli calcarei dell'altopiano, e dai ceppi del frappato e del Nero D'Avola, gli accenti caldi e pieni.
    A Ragusa le città che si visitano sono in effetti due, entrambe conseguenti al terremoto del 1693, allineate su un lungo e stretto sperone.

    Ragusa: https://maps.app.goo.gl/yMxisVLTur4wLosH8
    11 min
  • Pantelleria e il cappero (Sicilia)
    L'isola di Pantelleria, di origine vulcanica, è estremamente arida per la scarsissima piovosità e come tale rappresenta l'ambiente ideale per la coltivazione del CAPPERO.
    Questa pianta mediterranea per eccellenza, ha la caratteristica di crescere sui vecchi muri, nelle fessure delle rocce e nelle pietraie, soprattutto nelle zone di mare, ma non è raro vederla affacciarsi lungo i Muraglioni che fanno argine ai fiumi o tra le pietre di munite fortezze medievali.
    Il comune di PANTELLERIA, copre l'intera isola omonima che si estende per più di 80 km² (4 volte circa l'isola di Lampedusa) e si trova a sud ovest della Sicilia e a nord est della Tunisia, la cui costa è spesso visibile a occhio nudo.

    Pantelleria: https://maps.app.goo.gl/ZzedMayp2RKYzD6k7
    17 min
  • Palermo e la ricchezza in tavola (Sicilia)
    Distesa tra il mare, il monte Pellegrino e la corona di rilievi della Conca d'Oro, Palermo è un formidabile concentrato di cultura.
    Della splendida città descritta dai cronisti arabi restano echi nelle tortuosità dei Quartieri antichi e nei profumi dei giardini; la cattedrale e il palazzo dei Normanni in cui tenne corte Federico II, e altri edifici costruiti da arabi o su modelli islamici per la fede e i piaceri dei sovrani venuti dal nord, parlano di straordinarie stagioni di sintesi e intrecci.
    Note altrettanto ricche sul piano dei sapori danno i mercati cittadini, la Vucciria e il Capo, Ballarò e Borgo vecchio, luoghi ideali per il primo approccio alla cucina di strada: dalle panelle, frittelle di farina di ceci, agli arancini di riso.

    Palermo: https://maps.app.goo.gl/E7KxL61ufia3zSsM7
    29 min
  • Pachino e il pomodoro (Sicilia)
    Il POMODORO di Pachino prende il nome dall'omonima cittadina in provincia di Siracusa, nel cui comprensorio ha trovato le condizioni pedoclimatiche ideali: elevata esposizione solare, peculiare salinità nelle acque di irrigazione, tessitura del terreno e vicinanza al mare che determina un clima mite e una scarsa frequenza di gelate invernali e primaverili, che favoriscono le qualità organolettiche quali il sapore dolce, la consistenza della polpa, la lucentezza del frutto e la lunga durata post-raccolta del PACHINO, Bachinu o Pachinu in siciliano, è situata sulla collina di Cozzo Scibini, nell'estrema punta meridionale della Sicilia stretta fra il mare Mediterraneo e lo Jonio.Il nome viene attestato in greco antico come Pákhunos (significante "abbondante", "fertile"), riadattato poi in lingua latina come Pachynus o Pachynum.

    Pachino: https://maps.app.goo.gl/9kZYQwam1DctNN8z8
    10 min
  • Noto vino, mandorle e serre (Sicilia)
    È stata definita Capitale mondiale del Barocco, per la scenografica disposizione di chiese e palazzi lungo l'ordinato reticolo di strade, digradante a terrazze da un colle, con l'attuale Corso Vittorio Emanuele per asse; anche per la virtuosistica inventiva dei particolari architettonici e scultori estratti dal calcare delle cave locali, che sorprendono ed enfatizzano gli scorci.
    La visita propone coerenti squisitezze anche al palato. I vini sono quelli della doc Moscato di Noto.
    Raffinata anche la pasticceria a partire dalle rinomate conchiglie di Noto, pasta reale forgiata conchiglia e farcita di marmellata di cedro.
    Anche la mandorla "pizzuta di Avola", tradizionale del siracusano, è famosa per qualità e contributo alla pasticceria.Nelle rosticcerie, invece, si assaggiano rustiche focacce.

    Noto: https://maps.app.goo.gl/Qn3zbZ4CB6ZcneHt8
    19 min
  • Noto e la mandorla (Sicilia)
    NOTO, tra luglio e agosto le ciurme battono i rami con canne lunghissime per raccogliere il prodotto tipico, le MANDORLE in grandi teloni distesi a terra per poi insaccarle e smallarle.
    Sono stati gli arabi a scoprire il segreto della lavorazione dei frutti tritati con l'albume d'uovo e miele e sono stati loro ad inaugurare la grande tradizione siciliana dei dolci di mandorle.
    Notu in siciliano, i cui abitanti son detti Nepetini, definita la "capitale del Barocco", è situata su una collina, a terrazzo sulla valle del fiume Asinaro e sulla fertile pianura del fiume Tellaro, l'odierna città si apre con un vasto panorama sulla costa Jonica.
    Lo splendido barocco delle sue architetture, cui dà particolare risalto la pietra calcarea fine e compatta abilmente lavorata, ne fa una tappa qualificante e significativa nel contesto della storia della ricostruzione della città del Val di Noto.

    Noto: https://maps.app.goo.gl/Qn3zbZ4CB6ZcneHt8
    20 min

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