Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Sassari, la cucina del Nord (Sardegna)
    Il territorio di Sassari, ancor più ampio di quello di Cagliari, comprende tutta la parte settentrionale della Sardegna, il ‘Capo di sopra’, come veniva chiamato una volta.Su tre lati corre il mare eppure anche questa Sardegna è capace di farsi subito interna, contadina e pastorale.
    Enclave agricole sono le piane di Sassari e Alghero - cereali, vite, ulivo, agrumi - ma anche zone più mosse hanno buon nome per l’orticoltura.Quanto all’olio di Sardegna Dop, da cultivar Besana o Tonda del Sassarese, si ottengono extravergini d’intenso profumo e sapore dolce, di legumi e d’erba.
    Tutta la tradizione del Nord - di mare e di terra - si ritrova in tavola a Sassari, ed ecco allora la favata, che unisce legumi secchi, salsicce, puntine di maiale e aromi di erbe spontanee, e poi l’aragosta, anche intingoli e sughi; nelle botteghe formaggi e salumi di qualità, come il Ploaghe, un raro prosciutto di pecora, e preziose conserve di mare, come la bottarga di Stintino.

    Sassari: https://maps.app.goo.gl/875AU6Xc6pHo6ACX6
    40 min
  • Sant'Antioco e il tonno (Sardegna)
    Suggestioni nordafricane e genovesi, con assoluta prevalenza di di pesce, si intrecciano invece nella tavola delle isole sulcitane: Sant’Antioco, sul sito dell’insediamento nuragico e poi della fenicia Sulcis, e soprattutto Carloforte, sito balneare e unico abitato dell’isola di San pietro, di disegno settecentesco.
    Influssi non casuali, perché le popolazioni dell’una e dell’altra isola originano da una colonia di liguri reduci da una prigionia a Tabarka, in Tunisia, cui si aggiunsero piemontesi.

    Sant’Antioco: https://maps.app.goo.gl/vTZGBmdNmJaChjUT6
    22 min
  • San Gavino Monreale e lo zafferano di Sardegna Dop (Sardegna)
    Lo zafferano di Sardegna Dop è una spezia di colore rosso brillante, aroma molto intenso e gusto deciso.
    Si pensa che la coltivazione e la lavorazione dello zafferano in Sardegna sia stata introdotta dai fenici.
    Successivamente, nel periodo romano e bizantino cominciò ad essere adoperato anche come tintura e per usi terapeutici e ornamentali.
    Nel 1800 la produzione e la vendita dello zafferano crebbe ulteriormente come anche il suo uso: oltre che come merce di scambio veniva infatti utilizzato come medicamento, per la tintura di sete e cotoni e soprattutto in cucina nelle preparazioni tipiche di pane, primi, secondi e dolci.Il territorio sardo è particolarmente adatto alla produzione di questa spezia che ha bisogno di un clima tipicamente mediterraneo, con piogge concentrate nel periodo autunno-invernale e con estati calde e aride.

    San Gavino Monreale: https://maps.app.goo.gl/MBw3rmeUdaspMfNZ9
    8 min
  • Porto Torres, vele latine e bottarga (Sardegna)
    Al centro dell'ampio golfo dell’Asinara, è una delle città più importanti della Sardegna settentrionale fin dall’età romana, quando con il nome di Turris Libisonis era porto d’imbarco dei cereali prodotti nell’isola.
    Porto Torres è un punto di riferimento delle produzioni agroalimentari della Nurra.
    La cucina, di mare e di terra, è all’altezza delle recenti fortune turistiche del Nord-Est dell’isola.
    Rinomati sono gli spaghetti con la bottarga, conserva di mare che tiene vivo il ricordo della tonnara delle Saline e del tempo in cui Stintino era una comunità di pescatori.
    Se potessimo tornare indietro nel tempo di cent’anni, vedremmo le acque antistanti solcate da barche a vela latina, di taglio triangolare, da pesca e piccolo cabotaggio.

    Porto Torres: https://maps.app.goo.gl/8V13MMoFYgScYnKs8
    17 min
  • Oristano, dalla vernaccia alla bottarga (Sardegna)
    Costa, orti, collina a vigna, pascoli interni, per dire subito della varietà e della completezza della tavola.
    Dall’ortofrutticoltura nelle terre di bonifica vengono pomodori - il camone di Sardegna -, carciofi - lo spinoso di Sardegna Igp -, cocomeri, meloni, fragole; dalle zone montuose carni di agnello - di Sardegna Igp - o capretto e formaggi.Dal mare e dagli stagni del Sinis, tutte le varietà di pesci d’acqua dolce e salata, spigole, cefali, muggini, anguille, con le singolari delizie della bottarga e della ‘merca’, conserva di muggine bollito e aromatizzato; e poi aragoste e frutti di mare.
    La cucina di Oristano è di tradizione isolana, con ampio ricorso a paste, ortaggi, carni, pronta a virare al marino e alla lagunare: dall’agnello al ‘porceddu’ alla gallina al mirto, alle grigliate di muggini e anguille, agli spaghetti alle arselle o alla bottarga.

    Oristano: https://maps.app.goo.gl/ctoApg9T3QJP3wRd6
    18 min
  • Olbia e i sapori di Gallura (Sardegna)
    La porzione più settentrionale della Sardegna, a nord della linea segnata dalla foce del fiume Coghinas, dall’aspra mole del monte Limbara e del golfo di Olbia, è la gallura: plaga granitica scabra, di serre e brevi tavolati, sughere rosseggianti e mare blu cobalto su coste frastagliate e isole ventose, tra il Tirreno e le Bocche di Bonifacio.
    L’economia che fu per tradizione povera, di pesca e pastorizia, oggi, grazie alla Costa Smeralda, si è completamente trasformata.
    L’altra meraviglia prodotta da queste terre è il Vermentino di Gallura Docg, un bianco delizioso, vinificato in purezza, di profumo intenso e sottile e sapore morbido, con retrogusto leggermente amarognolo, che si abbina dall’aragosta alla zuppa di arselle ai pesci grigliati, al fiore sardo Dop e al pecorino sardo Dop.

    Olbia: https://maps.app.goo.gl/SCyCNrg3mScuJeWM9
    17 min
  • Nùoro, carni e formaggi barbaricini (Sardegna)
    Nuorese area centro-orientale della Sardegna, per lo più collinare e montuosa intorno alla dorsale del Gennargentu: appartata, ancora selvaggia, pascoli di collina e alta quota, foreste di querce e castagni, più in basso campi di cereali e vigne in un paesaggio segnato di forre e scoscendimenti.
    La pastorizia, ovina e caprina, con carni fresche e lavorate (agnello di Sardegna Igp, prosciutti in Ogliastra e Barbàgia) e formaggi come il Fiore Sardo, dall’inconfondibile pasta compatta, il Pecorino Sardo, il ‘casizolu di pecora’ da ovini di razza sarda.
    La gastronomia tradizionale barbaricina: salumi per antipasti, minestre di legumi insaporite dal finocchio selvatico e dalla salsiccia oppure paste con sughi di carne e formaggio come primi, arrosti e umidi di agnello, capretto e maiale come piatto forte.
    Il dolce per antonomasia è ‘su turroni’, il torrone, lavorato con miele, scorze d’arancia (‘aranzada’) o di limone e mandorle tostate.Infine il pane ‘carasau’ o ‘carta da musica’.

    Nuoro: https://maps.app.goo.gl/ybQNStdUSEpkRwmj6
    25 min
  • Lanusei, alla scoperta dell'Ogliastra (Sardegna)
    Le vigne che sfidano impervi tratti di costa regalano ottimi assaggi di vini Doc Cannonau e Vermentino, da assaggiare prima di procedere verso l’entroterra, nel cuore di una Sardegna autentica, rimasta tale anche con lo sviluppo del turismo.
    Da Tortolì la strada prosegue per Lanusei, capoluogo storico dell’Ogliastra, immerso in un paesaggio boschivo con il mare in vista.Il paesaggio roccioso caratterizza la provincia meno abitata d’Italia e ne fa un regno del trekking, tra gole, torrioni calcarei e fitti boschi.

    Lanusei: https://maps.app.goo.gl/seuiLvnTK7tvYAqj6
    14 min
  • Carloforte e il tonno (Sardegna)
    Suggestioni nordafricane e genovesi, con assoluta prevalenza di di pesce, si intrecciano invece nella tavola delle isole sulcitane: Sant’Antioco, sul sito dell’insediamento nuragico e poi della fenicia Sulcis, e soprattutto Carloforte, sito balneare e unico abitato dell’isola di San pietro, di disegno settecentesco.
    Influssi non casuali, perché le popolazioni dell’una e dell’altra isola originano da una colonia di liguri reduci da una prigionia a Tabarka, in Tunisia, cui si aggiunsero piemontesi.
    Ecco allora a Carloforte i prodotti di tonnara, freschi o variamente conservati, dalla bottarga di tonno al musciame, alla tunninia, elemento tipico della cappunada, popolare insalata d’apertura, e il sugo di tonno fresco con olio, acciughe e olive che condisce gli spaghetti alla carlofortina.
    Inequivocabilmente nordafricano è il casca, il cuscus, fatto però qui con verdure e carne trita.

    Carloforte: https://maps.app.goo.gl/iue8CMU6WNhhLyTj6
    24 min
  • Cagliari, sintesi isolana (Sardegna)
    Mare ed entroterra agricolo, intrecci di culture e di sapori: la cifra della gastronomia sarda nel suo insieme è anche quella del Cagliaritano.
    Nei Campidani, soprattutto, è intensa la produzione agricola, con campi di grano ma anche colture di ortaggi (carciofi e pomodori), frutteti (agrumi, mandorli e pesche) e vaste estensioni di ulvi intorno a Dolianova e altre località, ma Cagliari stessa è città dell’olio; la produzione di zafferano di Sardegna Dop.Il medio Campidano è produttore di miele nelle tipiche varietà isolane: asfodello, cardo, corbezzolo, timo, erica, cisto, eucalipto, arancio e lavanda.
    La diffusa pastorizia montana, ovina e caprina, si traduce in rinomati formaggi, mentre alla lunghissima estensione di coste si lega alla pesca, con le tonnare delle isole del Sulcis.
    È però il vino a essere alfiere di un territorio nel quale sono in pratica rappresentate tutte le ben sei Doc sarde.

    Cagliari: https://maps.app.goo.gl/mvHiyzwd42xnixSQ7
    28 min

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