Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Download on the App Store

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Alghero, aragosta e vena catalana (Sardegna)
    Il nome, ‘piena di alghe’, può non suonare elogiativo ma dice almeno della collocazione, splendida sul promontorio che chiude a sud un’incantevole baia.
    Alla tavola contribuiscono l’attività peschereccia, soprattutto, ma anche un fertile entroterra coltivato a cereali, viti, ulivi, agrumi.
    Specialità principe è l’aragosta, proposta in tutti i modi: alla catalana: a pezzi, con cipolle, pomodoro, olio extravergine di oliva e succo di limone, in insalata al forno, in salse e sughi che condiscono la pasta.
    Altre squisitezze di mare sono la bottarga di muggine o più raramente di molva, il grongo sott’aceto, la tonnina o bresaola di mare dal filetto dei grande pesci d’altura.

    Alghero: https://maps.app.goo.gl/9Rju1eXRQTNe6fpNA
    19 min
  • Taranto, i frutti del mare (Puglia)
    A partire dal doppio anello del Mare Grande del Mare Piccolo - idealmente, dall'isoletta sulla quale antichi coloni spartani fondarono taranto - il tarantino si allarga nell'entroterra ai confini con la Basilicata, le Murge meridionali, e le Murge tarantine.
    La città è un caposaldo della civiltà in Italia: Livio Andronico, primo nome della letteratura latina, era un greco nativo di Taranto.
    Ricche suggestioni vengono dalla tradizione culinaria all'insegna di ostriche e mitili, soprattutto, e del pesce in generale; a rinforzo la frutta: arance dolci e clementine del Golfo di Taranto, la verdura a partire dalle carote gialle, l'olio extravergine di oliva, la carne di capretti e di agnelli, i salumi e formaggi delle murge.
    In tavola le cozze ‘arracanate’ o alla tarantina, il ‘tarantello’ raro insaccato di ventresca di tonno spezziata, la ‘scattiata’ sorta di peperonata di accompagnamento alla pasta, ma anche la minestra di castrato, gli 'gnummarieddi' e la cervellata, salsiccia sottile.

    Taranto: https://maps.app.goo.gl/jrqb2eDiScatNWN89
    19 min
  • Òtranto, l'olio del Salento (Puglia)
    È la più orientale delle città italiane, per geografia e per storia.
    C’è la cattedrale, la più grande della regione e uno dei capolavori del romanico pugliese del 1088, con un vastissimo straordinario mosaico pavimentale di soggetto religioso del 1166, unico nel suo genere in tutto il mezzogiorno.
    In tavola, cicoria otrantina, peperoni, angurie, latte di mandorle ma soprattutto olio extravergine di oliva Terra d'Òtranto Dop, la cui produzione comprende la quasi totalità della penisola salentina con estensione ai distretti di Brindisi e Taranto, ma si concentra qui, nello storico arenale da cui prende anche nome, da Capo d'Òtranto ai confini col brindisino.
    Accanto all’olio, per il 60% almeno di varietà Cellina di Nardò e Ogliarola, fruttato, con leggera sensazione di foglia e una vena di piccante di amaro, si gustano le olive da mensa: grossi frutti di Ogliarola leccese schiacciati ("cazzati") e messi in salamoia, poi scolati, salati ed eventualmente conditi con olio al peperoncino.

    Otranto: https://maps.app.goo.gl/CEvT4xESwUGxLoKbA
    34 min
  • Ostuni e la cucina contadina (Puglia)
    Tra gli ulivi delle Murge che declinano al mare vicino, Ostuni occupa il vertice le insenature di sette colline, con il nucleo medievale più alto, la Terra, denso di case bianche di calce, viuzze, gradinate, archi rampanti, chiuso da mura e Torrioni.
    Si visita la cattedrale quattrocentesca, sulla sommità, e si gusta il Doc Ostuni, bianco per il pesce e la burrata, rosso, l’Ottavianello, dal nome del vitigno di larga prevalenza, per orecchiette, pecorino e agnello al cartoccio.
    Tortino di grano, minestra di fave, capretto, caciocavallo alla brace, sono altri piatti di una cucina che guarda alle Murge.

    Ostuni: https://maps.app.goo.gl/tNJgj5fqpcZ4XLxWA
    30 min
  • Martina Franca, il bianco delle Murge (Puglia)
    La città è posta sul più alto gradino delle Murge meridionali e offre un ambiente architettonico tra i più singolari per l'inserzione di edifici barocchi e palazzetti rococò lungo le tortuose vie medievali del centro.
    Dalla sua terrazza si domina uno splendido panorama sulla campagna disseminata di Trulli della Valle d'Itria e un lembo di Adriatico.
    Si vedono anche le vigne, perché Martina Franca è importante centro vinicolo dell'omonima Doc, bianco in uvaggio di Verdeca in prevalenza, e Bianco d’Alessano.
    La tavola è di primo interesse per i piatti contadini quali le orecchiette alla martinese, il purè di fave con cipollotti selvatici lessati detti “ncapriata” martinese, l'agnello con patate e lampascioni, e per la produzione salumiera locale che prevede salsicce e soppressate e culmina nel capocollo, o “chepecudde”, di Martina Franca.

    Martina Franca: https://maps.app.goo.gl/Wtz62PwU8SQ9wTWT6
    12 min
  • Martina Franca e il capocollo (Puglia)
    Martina Franca è nota per la produzione di ottimi insaccati, in particolare molto rinomato è il capocollo, conosciuto e apprezzato sin dal 1700.
    Con questo nome nel sud Italia si indica la coppa, o lonza, cioè quella parte del maiale compresa tra collo e costata.
    La materia prima ha una straordinaria importanza poiché le caratteristiche organolettiche del prodotto finito sono in parte condizionate dall'alimentazione dei metodi di allevamento dei suini.
    Grande importanza rivestono anche le caratteristiche del territorio, fresco e ventilato, ricco di boschi di querce e profumata macchia mediterranea, che conferiscono al prodotto profumi e sapori unici.
    Non a caso questo salume è un presidio Slow Food, che lo definisce "un prodotto tipico del luogo di produzione in quanto legato alla naturalità e alle risorse del paesaggio stesso, dal quale tra i profumi aromi che sono le essenze della terra possono conferire".

    Martina Franca: https://maps.app.goo.gl/Wtz62PwU8SQ9wTWT6
    14 min
  • Manduria città del primitivo (Puglia)
    Il paesaggio, agricolo e assolato, è quello delle Murge tarantine, allineamento di modeste ondulazioni che per una quarantina di chilometri si distende più o meno parallelo alla riva dello Jonio, sulla quale col versante meridionale digrada; a nord, le estreme terrazze delle Murge, a nord-est l'amplissimo piano calcareo del Tavoliere di Lecce.
    Manduria è la capitale di queste Murge come del Primitivo, il celebre vino rosso ottenuto in purezza dalle omonime uve, il cui nome deriva dalle loro caratteristiche di precocità, l'intenso colore e caratteristico aroma, asciutto o al più leggermente amabile, elaborato anche in versione dolce naturale e vigoroso.In città si visita il Duomo dai portali rinascimentali, il ghetto degli ebrei dalle piccole case senza finestre, con tre archi di tufo d'accesso, la piazza centrale col barocco palazzo Imperiali, la triplice cinta delle Mura messapiche risalenti al 500-300 a.C.

    Manduria: https://maps.app.goo.gl/WSkii1GU6bNLvJoU7
    11 min
  • Lucera, tra le vigne della Dàunia (Puglia)
    L'esplorazione di vini e paesaggi gastronomici parte dal margine settentrionale del Tavoliere.
    Tematicamente l'esperienza riguarda il Doc Cacc’e Mitte di Lucera, rosso di profumo intenso e sapore pieno, in prevalenza da uva di Troìa, da gustare magari abbinandolo a pecorino stagionato, caciocavallo, tocchetto [alimento inventato dai pastori del 1700 come pasto da consumare durante la transumanza dai monti dauni alla pianura del tavoliere, si ricava dalla lonza del suino disossata e tagliata a pezzetti], salsiccia e soppressata dell'Appennino Dauno; e poi verdure, come cardi e finocchi e la mostarda di uva e mele cotogne, tipica di tutto il foggiano.

    Lucera: https://maps.app.goo.gl/LtTj26aaoe1XWptN8
    39 min
  • Lecce, mare e verdure (Puglia)
    Mare, costa adriatica lungo la terra d'Òtranto e ionica, da capo di Santa Maria di Leuca a Gallipoli a Porto Cesàreo; uliveti e vigne, orti e pascoli, intense colture nella terra rossa blandamente ondulata del Salento.
    Bastano queste coordinate a dare un'idea della ricchezza di risorse enogastronomiche e culinarie leccesi.
    Nel capoluogo come altrove hanno largo spazio le verdure, ceci per la pasta, fave per purè con ortaggi bolliti, piselli, melanzane, carote, cipolle e pomodori; e ancora latticini quale la ricotta marzotica leccese, e carni bianche come capretto ed agnello, cotte per lo più al forno o in tegame.
    Tra le specialità i "Ciceri e tria" ossia tagliatelle di grano duro condite con soffritto di olio e cipolla, le frisedde cioè il pane biscottato ammorbidito con olio, sale e pomodori, pizza rustica, pucce (panini tipici pugliesi) e carteddate (dolce natalizio).

    Lecce: https://maps.app.goo.gl/bknKK8GrdkmCc4no6
    26 min
  • Lecce e pucce (Puglia)
    La puccia è un pane tipico del Salento: ottenuta con gli stessi ingredienti del pane, ma più piccola nelle dimensioni, nasce come alimento povero consumato nelle dure giornate di lavoro nei campi.
    Gli ingredienti principali erano infatti facilmente reperibili: farina, sale, acqua.
    Poteva essere ottenuta macinando il grano che ognuno coltivava nella propria campagna, oppure come compenso della cosiddetta "sciurnata" ossia il lavoro occasionale di una giornata.
    Anche il sale era facilmente reperibile vista la vicinanza del mare.La versione più tradizionale gustosa è quella con le olive che, con il tempo, ha conquistato un posto d'onore nella gastronomia locale tanto da diventare piatto dei ricchi.
    Se ne possono trovare diverse varianti: condita con zucca gialla, oppure la puccia gallipolina, diffusa a Gallipoli ma anche a Maglie e preparata per la vigilia dell'Immacolata, condita con tonno, pomodori, capperi, burro, olio e acciughe.

    Lecce: https://maps.app.goo.gl/bknKK8GrdkmCc4no6
    24 min

About Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

From the publisher's feed

PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M…

More shows like Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Chiedilo alla Storia - Intesa Sanpaolo On Air by Intesa Sanpaolo e Chora Media

Chiedilo alla Storia - Intesa Sanpaolo On Air

49 Listeners