Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Lecce e la Ricotta Marzotica (Puglia)
    È una produzione tipica della provincia di Lecce che deve il suo nome al fatto che da sempre, i casari la producono all'inizio della primavera, quando le greggi brucano il foraggio più tenero e danno il latte più saporito.
    È molto simile a una cacioricotta e viene preparato utilizzando latte e siero vaccino ed ovino.
    La particolarità sta nel fatto che la cagliata non viene stagionata in tini di legno ma viene messa in forma in fustelle vegetali dove è sottoposta a leggera pressatura manuale.
    Tonde e dalla crosta tenera e rugosa, vengono cosparse di sale e lasciate stagionare per una quindicina di giorni, avendo cura di girarle ogni giorno.
    Al termine di questo periodo vengono avvolti nelle foglie delle graminacee che conferiscono alla ricotta in particolare aroma e il carattere gradevole erbaceo-piccante.

    Lecce: https://maps.app.goo.gl/bknKK8GrdkmCc4no6
    27 min
  • Gioia del Colle, Murgia dei trulli e delle grotte (Puglia)
    La parte più orientale delle Murge è detta ‘dei Trulli’, dalla tipica costruzione a falsa volta di lastre calcaree - il trullo appunto - disseminato per le campagne di questa parte di Puglia.
    Il paesaggio qui è intensamente coltivato, con insediamenti contadini sparsi e muretti a secco che proteggono i campi.Meta dell’escursione è Gioia del Colle, annunciata dal castello svevo, famosa soprattutto per i formaggi - mozzarelle, scamorze e caciocavalli - e i vini bianchi e rossi, specie uve primitivo, dell’omonimo Doc.
    Vi si gustano gli ‘zampitti’, salsicce povere al peperoncino, le orecchiette al sugo di brasciole, il tegame di agnello al forno.

    Gioia del Colle: https://maps.app.goo.gl/MDfoGdPFkVEBX6KL6
    25 min
  • Gargano, sintesi dei sapori (Puglia)
    Straordinaria sintesi di paesaggi e sapori, il Gargano si alza sulla pianura in due successivi gradini, protendendosi nell'Adriatico con coste alte rocciose scandite ad oriente da pittoresche insenature.
    La montagna carsica punteggiata da doline e inghiottitoi; la foresta di faggi, pini, aceri, carpini; la più bassa cornice di ulivi e carrubi, fichi d'India, vigneti e agrumeti; i paesi arrampicati sulla costa, scoperta prima della dalla sociologia che dal turismo; il Gargano, il cui equivalente in termini di tipicità gastronomica sono agrumi e formaggi, fave, olio e anguille.

    Gargano: https://maps.app.goo.gl/ba9kj5hsS75XBCCZ8
    24 min
  • Gargano e l'arancia Igp (Puglia)
    L'arancia del Gargano si produce nella provincia di Foggia, in particolare nel tratto costiero e sub-costiero settentrionale del promontorio del Gargano.
    La sua fama risale addirittura all'inizio dell'anno mille, quando Melo, Principe di Bari, spedì in Normandia i ‘pomi citrini’ del Gargano, per dimostrare ai Normanni la ricchezza produttiva delle terre garganiche.
    Gli scambi commerciali di questo frutto si svilupparono dal 1600 in poi fino a valicare i confini nazionali.
    L'arancia del Gargano IGP (l'identità geografica protetta) ha forma sferica e una pezzatura non eccessivamente grande, dato dal periodo di maturazione che cade a fine aprile-inizio maggio, talvolta anche in agosto, a differenza di quanto avviene in altre aree agricole italiane.Inoltre è apprezzata per la sua resistenza: viaggiava anche per 30-40 giorni, arrivando integra fino negli Stati Uniti.
    Il sapore è particolarmente dolce e il profumo caratteristico.

    Gargano: https://maps.app.goo.gl/ba9kj5hsS75XBCCZ8
    25 min
  • Gallipoli, il pesce e il vino (Puglia)
    Filo conduttore di un itinerario enogastronomico salentino tra entroterra e costa ionica, non può che essere il vino.
    Se la partenza è Gallipoli, il primo impatto è però con il mare e la grande cucina di pesce: la zuppa si fa qui con scorfano, cernia, orata, dentice, calamari, seppie, gamberi e cozze, con cipolle e aceto per il fondo.
    E poi triglie, aragoste, granchi, pesce spada e tonno, alici marinate e scapece gallipolina fatta a strati di novellame fritto in olio d'oliva, alternati a pane grattugiato e ricoperti con una misura di aceto, farina e zafferano.
    Dalle campagne vengono i rossi e i rosati della Doc Alezio, da uve per lo più Negroamaro.
    Gallipoli si vede prima dall'alto, con bianche case a terrazza della città medievale addensate su un'isola calcarea, che un ponte a fior d'acqua collega alla piccola penisola del Borgo: la visita è un abbandono all'incontro orientale di stradine da cui emergono la Cattedrale e il castello, emozionanti panorami marini si vedono sulla riviera.

    Gallipoli: https://maps.app.goo.gl/3dZaaY2kX1vCH1SD7
    36 min
  • Francavilla Fontana e la cucina contadina (Puglia)
    Quando si giunge a Francavilla Fontana, si trova una città dal regolare impianto con architetture barocche, che propone come tipicità locali olio extravergine di oliva, fichi e mandorle: le mandorle nella versione "riccia" dette "mennuli rizze”, ovvero passate nello zucchero e glassate.

    Francavilla Fontana: https://maps.app.goo.gl/fgQaXgpudZVEQtza8
    18 min
  • Foggia e il Tavoliere, nel regno del grano (Puglia)
    Foggia è al centro della più vasta pianura dell'Italia peninsulare, antico fondo marino delimitato dall'Òfanto e dal ciglione delle Murge a sud, del gran dosso calcareo del Gargano a nord, ad ovest dalle propaggini dei monti della Dàunia ovvero dell'Appennino Campano.
    L'origine del nome Tavoliere è nelle “tabulae censuarie”, registro delle enormi proprietà del fisco romano; Foggia, invece, viene da fovea, la cisterna per la conservazione del grano.
    Etimologie non sorprendenti, se si fa oggi vagare lo sguardo sulla piatta tavola intensamente coltivata a grano duro, cotone, tabacco, frutta, primizie, ornata di uliveti e di vigne.Gastronomicamente, significa una straordinaria attitudine alle paste fresche fatte in casa, ottime verdure, buon olio, vini robusti; dalla montagna una notevole produzione di funghi: specie cardoncelli, prataioli, prugnoli, e formaggi, a partire dal caciocavallo prodotto dauno, tangibile segno di un territorio di antica pastorizia transumante verso l'Abruzzo.

    Foggia: https://maps.app.goo.gl/yCnAPx29VXhNXsfk6
    18 min
  • Faeto e il suo prosciutto (Puglia)
    Piccolo comune montano in provincia di Foggia, Faeto è noto per il suo prosciutto: ogni anno la prima domenica di agosto la sagra del prosciutto di Faeto attira molti turisti ed estimatori di questo prodotto che ha un sapore unico ed inimitabile derivante da vari fattori: le particolari condizioni pedoclimatiche, caratterizzate da aria pura ed asciutta, l'altitudine, l'allevamento dei suini secondo metodi tradizionali della stagionatura naturale non inferiore ai 12 mesi.
    Viene prodotto utilizzando il quarto posteriore del suino che viene lavorato manualmente: la salatura avviene in tini di legno, poi i prosciutti vengono lavorati con acqua e aceto e massaggiati.
    Segue la stagionatura in locali freschi ed arieggiati, dotati di camino e, dopo 4 mesi, i prosciutti vengono sugnati, cioè cosparsi di farina mista a strutto, pepe o peperoncino.Il prodotto finito è saporito, con un profumo marcato e un colore rosso mattone con lardo roseo.

    Faeto: https://maps.app.goo.gl/BZfyUue39G5yu53N8
    8 min
  • Brindisi, la zuppa di pesce e le cicorie (Puglia)
    Le 2 colonne romane, su una gradinata prospiciente il porto, segnavano il punto d'arrivo della via Appia che da Roma a Capua finiva qui, all'unico posto naturale della costa Adriatica italiana, capolinea verso l'oriente.
    Bandiera gastronomica locale è la zuppa di pesce in versione brindisina, in pentola: anguilla, cernia, orata, dentice, calamari, seppie, gamberi e cozze, con olio, aglio, prezzemolo e pomodori.
    Ma larga parte in tavola hanno le verdure, a partire dal carciofo brindisino Igp, e cicorie, cime di rapa, cavolfiori, cavoli neri, lattughe, fave, ceci, capperi; dalle campagne dell'entroterra vengono anche meloni e cocomeri, fichi e mandorle, buoni formaggi dalla scamorza alla ricotta, dal caciocavallo silano alla mozzarella, e un’interessante produzione di salumi, con prevalenza di salsicce fresche.
    Tra gli stuzzichini, ci sono i taralli aromatizzati al pepe e pucce e uliate.
    L'olio e il Dop Collina di Brindisi, i vini sono Doc Brindisi e Ostuni.

    Brindisi: https://maps.app.goo.gl/FHtjVVujeHeuEZfX9
    28 min
  • Barletta, città del pesce (Puglia)
    Olio, formaggi, vino, ortaggi in genere sono il filo conduttore di un itinerario dal doppio registro, enogastronomico e artistico insieme, che si muove tra il mare e il primo gradino delle Murge, seguendo la scia delle grandi architetture del romanico pugliese dal 1000 al 1200.
    Il paesaggio è quello intensamente agricolo, di seminativi e colture arboree specializzate, ulivi su tutte, delle terre rosse Baresi una delle “officine verdi” che fanno la fortuna della regione sui mercati italiani e non solo.
    Barletta, storica città della ‘disfida’, del Colosso bronzeo tardo imperiale, della chiesa del Santo Sepolcro, gotico-borgognona, e del Duomo romanico, ma anche moderna Città del Pesce di Mare.

    Barletta: https://maps.app.goo.gl/qYWtz1YU4mtgQUVX9
    24 min

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