Il taccuino esplora il rapporto tra vita, esistenza e narcisismo, interrogandosi sulla distinzione tra il vivere biologico e l’esistere ontologico. Il narcisista, ridotto a pura immagine di sé, è descritto come un “non ente”, un essere privo di ancoraggio ontologico, simile al Dio delle teologie abramitiche, che crea a sua immagine in un atto di narcisismo cosmico. Questo Dio, lontano dall’essere radicato nella realtà terrestre o cosmica, appare come un’entità dislocata, un riflesso di sé stesso che non partecipa pienamente al mondo. Il testo si chiude con una riflessione critica sulla divinità come proiezione antropocentrica del narcisismo umano, un frammento d’idea senza sostanza reale.
In questo episodio, il sentire viscerale diventa il portale per decostruire il convenzionale. Un viaggio senza filtri: qui si smantella il linguaggio sterile dei dogmi, si abbraccia il caos creativo e si riscopre la materia autentica dell’essere. Non è un invito a seguire la mandria, ma un appello per chi ha il coraggio di interrogare il mondo, andando oltre l’illusione del progresso e le certezze.
Lasciatevi coinvolgere da una narrazione che rompe le convenzioni, mettendo in luce il paradosso del cosiddetto uomo, la superficialità delle istituzioni e l’essenza cruda della realtà. Non lasciatevi coinvolgere dal gregge.