Ascoltare questa parola, la prima lettera a Timoteo, può farci sentire un invito che appare desueto, quello per la preghiera per i governanti, quasi un atto di lealismo - diciamo la verità - non tanto usuale nelle nostre Comunità. Proviamo ad ascoltare la raccomandazione dell'apostolo in questo momento difficile, che il mondo sta attraversando, in particolare con la guerra in Ucraina, a seguito dell'invasione russa, ma anche della guerra in tanti altri paesi come quella in Siria, che dura da tanti da troppi anni. L'apostolo invita Timoteo a far pregare la sua comunità, con domande, preghiere, suppliche e ringraziamenti, non prima di tutto per i governanti, ma, dice, per tutti gli uomini. Nella preghiera non può essere presente solo la chiesa, solo i fratelli o le sorelle, ma tutti gli uomini, quelli vicini e lontani. Sono i nomi, le situazioni, che ritornano qui in questa nostra preghiera della sera, quando rivolgiamo invocazioni al Signore per i popoli, per i malati, per i poveri, per i prigionieri, per i condannati a morte, per gli emigranti, per gli amici e tanti altri in questo tempo globale. C'è una geografia della preghiera che abbraccia, nell’intercessione, persone e situazioni, per cui ci sembra di potere fare poco, se non ricordarle.