In questa meditazione pronunciata da Stefano Orlando nella festa dell’apostolo Bartolomeo (Gv 1, 45-51) e nella memoria di Jerry Essam Masslo, la riflessione mette al centro il superamento del pregiudizio e della rassegnazione attraverso l’esperienza viva dell’incontro.
L'omelia ripercorre l'iniziale diffidenza di Natanaele, tentato di liquidare l'annuncio su Gesù perché proveniente dall'insignificante Nazaret: un atteggiamento simile a quello di chi oggi si abitua al male del mondo convincendosi che "tanto non cambia nulla". Di fronte al pregiudizio, la risposta dell'apostolo Filippo non è un discorso teorico, ma il semplice invito a «venire e vedere». Accettando di muoversi, Natanaele incontra Gesù e riceve la promessa di vedere «cose più grandi». Questo stesso dinamismo si ritrova nella memoria di Jerry Masslo, rifugiato sudafricano ucciso nel 1989 a Villa Literno: prima delle etichette e dei confini, c'è sempre il volto, il nome e la storia di una persona. L'amicizia con lui e con i poveri è diventata per la comunità un vero «vieni e vedi», capace di generare frutti straordinari come le scuole di lingua, l'accoglienza e i corridoi umanitari. L'omelia esorta infine a lasciarsi liberare dalla rassegnazione e ad andare incontro agli altri con fiducia, certi che il Signore continua a promettere e a mostrare cose più grandi.
Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=59XuQ4af2rw&t=3s